
Beatrice Borromeo bracca Augusto Minzolini
Quando li prendi alla sprovvista, e non hanno davanti il gobbo dal quale leggere, iniziano a
balbettare. Vorrebbero essere sempre protetti dalle loro
torri d'avorio, ma sono
uomini, magari intellettualmente disonesti, ai limiti del
disumano, ma pur sempre devono veicolare il loro
vetusto pondo,
per dirla alla Giuseppe Parini.
« Chi sei tu che sostenti a me questo vetusto pondo,
e l'animo tenti prostrarmi a terra? »
Oggi come oggi,
la caduta dovrebbe intitolarsi
la rialzata, e Parini avrebbe certamente invertito la rima:
« Chi sei tu che vuoi risollevare l'animo mio prostrato a terra, cosicché io sia poi costretto a sostentare sulle mie sole gambe questo vetusto pondo (anziché avvantaggiarmi del pavimento sotto al tappeto)? »
Tant'è, per una volta è la bella che addenta la bestia, e par che infetti il sangue dell'orrido fauno con i germi dell'amor di verità, dell'
etica professionale e dell'onestà intellettuale, talché alla domanda "
Lei era in contatto con la cricca e poi ha fatto un editoriale contro quelle intercettazioni?", egli risponde di getto, in maniera scomposta e non lineare ma con un evidente guizzo di ritrovata franchezza: "
Non sapevo assolutamente di essere intercettato". Possiamo credergli, altrimenti -
sottintende il direttorissimo - col cazzo che avrei detto
le cose che dicevo.
A onor del vero, ipotizzare una qualsiasi
visione strategica in un individuo che esce da un interrogatorio, alla Procura di Trani, nell'ambito di un'inchiesta dove fioccano corpose le intercettazioni, e si attacca immediatamente al
telefono con Palazzo Chigi senza che neppure lo sfiori il sospetto che
magari non sia il caso..., francamente è un'analisi delle sue facoltà intellettuali eccessivamente ottimistica.
Prima di lasciarvi alla trascrizione del concitato tafferuglio verbale, vi segnalo che questa sera, insieme a Loris Mazzetti e a Giulio Cavalli, sarò a San Donato Milanese, nell'Aula Consigliare di via Cesare Battisti 2. Si parlerà di libertà di stampa, libertà della rete e libertà di informazione televisiva. Ore 21.
Vi aspettiamo.
IL RAID DELLA BORROMEO SU MINZOLINI
Roma, 16 febbraio 2010 [
link fonte]
Beatrice: Direttore, perché ha mentito a milioni di persone dicendo che l’avvocato Mills è stato assolto anziché prescritto?
Non ho mai mentito, mai!
Beatrice: Non è vero che il Tg1 ha detto: Mills è stato assolto?
In otto edizioni del Tg1 ho detto quello che dovevo dire. Poi c’è stata quella sintesi...
Beatrice: Lei è stato intercettato mentre dice a Berlusconi che al suo richiamo lei è sempre pronto.
Questo lo dice lei!
Beatrice: Prima delle dichiarazioni di Spatuzza ha detto anche che se "a Palermo fanno qualche scherzetto intervengo io".
Lo dice lei questo! Lei!
Beatrice: Lei era in contatto con la "cricca" e poi ha fatto un editoriale contro quelle intercettazioni.
Non sapevo assolutamente di essere intercettato. E quello che ho detto lo ripeterei ancora adesso.
Beatrice: Ha mai assecondato richieste del ministro Tremonti di dare meno spazio a Brunetta?
No, assolutamente no.
Beatrice: Direttore, le pare corretto essere a disposizione del premier?
Io non sono a disposizione, lo sono come lei è a disposizione di Travaglio.
Beatrice: Io non mentirei se qualcuno me lo chiedesse.
Ma neanche io mento.
Beatrice: Dire che Mills è stato assolto, mentre in realtà è stato prescritto dopo una condanna, non è una bugia?
Ci sono otto edizioni del Tg1 in cui diciamo che Mills è prescritto. Per quanto riguarda il titolo c’è una scuola di pensiero, e se lei studia probabilmente se ne accorgerà, che dice che si può utilizzare nel linguaggio... diciamo volgare della televisione, un termine del genere. La sera poi torniamo a parlare di prescrizione, e il comitato del Tg1 prende atto con soddisfazione della precisazione. Questo è un atteggiamento strumentale tutto votato a fare campagna elettorale: banaaaale!
Beatrice: Lo sanno tutti che assoluzione e prescrizione non sono sinonimi.
No, dico che nel linguaggio televisivo si può arrivare anche a questo tipo di semplificazione.
Beatrice: E nel linguaggio giornalistico?
Eh?! Io parlo del linguaggio televisivo! Capito? Un attimo che cerco l’autista (lo chiama, ndr).
Beatrice: E’ vero che lei ha minacciato dei giornalisti del Tg1 perché appoggiassero la mozione a sostegno della sua direzione?
Ma le pare?
Beatrice: L’hanno riferito diverse persone (e ieri il caporedattore centrale è stato cacciato, ndr).
Ma di che? Ma io posso minacciare qualcuno? La smetta!
Beatrice: Direttore non la disturba essere diventato il simbolo della disinformazione?
Probabilmente è lei il simbolo della disinformazione!
Beatrice: Perché?
Leggo delle cose vostre che sono al di fuori del mondo! Io poi non lo leggo purtroppo il Fatto Quotidiano. (Minzolini telefona al suo autista e lo sgrida: "Non è normale, no? Ecco! Ti sbrighi per favore? Grazie! Ti sbrighi, eh?! Grazie!").
Beatrice: Pure il direttore Mauro Masi ha detto "pressioni così neanche nello Zimbabwe".
Io non ho avuto nessun tipo di pressione. Quando io faccio un editoriale lo faccio indipendentemente da quello che pensa qualcuno, lo capisce? Questo se lo deve mettere in testa!
Beatrice: E l’editoriale contro la piazza?
Io ho sempre detto che non c’è un regime in questo Paese. Se questo è un regime com’è che ad essere intercettato è proprio il presidente del Consiglio?
Beatrice: Direttore, non le sembra eccessivo paragonarsi a Giovanni Amendola?
Ho riportato soltanto la scemenza che ha detto uno dei tanti (Di Pietro), che dice quelle cose quando usa l’espressione "Via a pedate".