Stefano Montanari, scienziato malevolo e antiparticolato

Da ieri, aprire il blog di Stefano Montanari è diventato ufficialmente pericoloso. Qui sopra, una riproduzione della schermata che compare utilizzando Firefox, mentre Chrome spiega meglio: “Attenzione: l’apertura di questo sito potrebbe danneggiare il tuo computer!

Chi o cosa danneggi il blog di Montanari è materia di speculazione investigativa, certo è che di fronte a questo avvertimento, sinistro almeno tanto quanto “lasciate ogni speranza o voi che entrate“, i più fuggono, cliccando con un colpo di falange il dorso del mouse quasi che fosse divenuto improvvisamente bollente. I pochi avventori che, imperterriti, sono invece determinati a proseguire nell’inferno scientifico dello scienziato di Modena, possono accedere a una pagina di spiegazioni, che termina così:

Questo sito ha operato da intermediario causando un’ulteriore distribuzione di malware?
Negli ultimi 90 giorni stefanomontanari.net non sembra aver operato come intermediario per l’infezione di altri siti.
Questo sito ha ospitato malware?
No, questo sito non ha ospitato software dannosi negli ultimi 90 giorni.
In che modo è avvenuto?
In alcuni casi, può succedere che un codice dannoso venga aggiunto a siti autentici da terzi causando la visualizzazione del nostro messaggio di avviso.

Aiutami a continuare a fare informazione libera

 

I terzi, questi sconosciuti. Un terzo. umano o subumano (robotico) avrebbe dunque aggiunto codice dannoso al sito di Stefano Montanari e, a giudicare dai rilevamenti di Google, potrebbe essere avvenuto ieri, 18 marzo 2010. Ci sono molti modi per infettare una piattaforma informatica che ospita un web server, ma la via più semplice per ottenere questo particolare tipo di censura pirata è di aggiungere uno script malevolo ben celato all’interno di un commento al post, nel caso in cui il blog non disponga di un sofisticato sistema di filtri.

Curioso, quindi, che proprio i filtri possano essere la causa del possibile sabotaggio, visto che fino a ieri la notizia che campeggiava nel sito di Montanari era la dannosità dei filtri antiparticolato, recentemente divenuti obbligatori in Lombardia.

Rilancio qui il post di Montanari. Nel frattempo, invito ancora la Onlus Bortolani a darci notizie circa il microscopio che si è ormai da tempo involato alla volta dell’Università di Urbino. Mi aveva promesso un’intervista: io sono sempre disponibile.

 I filtri antiparticolato: l’esempio della Lombardia


  di Stefano Montanari

 

 Sembra impossibile a chi abbia qualche nozione scientifica, ma i filtri antiparticolatosono diventati obbligatori. Questo, per ora, limitatamente alla Lombardia, ma quando un’infezione si manifesta e niente, nemmeno l’omeostasi, cioè la capacità naturale dell’organismo di riportarsi in stato di salute, la combatte, è inevitabile arrivare ad una setticemia che, vista la mancanza di reazione, si rivelerà mortale.  Detto così, sembrerebbe una battuta adattata da un medico del teatro di Molière, e invece è una delle troppe poco allegre verità del 2010.Una volta per tutte, vorrei chiarire finalmente la questione, visto che continuo a ricevere sollecitazioni.

Come ho scritto ormai fino allo sfinimento e come ho spiegato nei particolari nel mio libro Il Girone delle Polveri Sottili, l’inquinamento da polveri viene valutato legalmente, seppure senza basi scientifiche, per via gravimetrica, vale a dire, semplificando un po’, pesando quanta polvere di diametro uguale o inferiore a 10 micron (per le PM10) oppure uguale o inferiore a due micron e mezzo (per le PM2,5) sta in un metro cubo d’aria. Esistono valori stabiliti per legge che non devono essere superati, valori che, peraltro, ancora una volta non hanno significato dal punto di vista scientifico, ma un numero bisognava pur darlo ai magistrati.

E se li si superano? Beh, in pratica non succede niente, perché la cosa è talmente diffusa da ricadere nel mal comune mezzo gaudio. Però, se mai diventassimo un paese serio, potrebbero esserci sanzioni per i comuni nel caso in cui lo sforamento dovesse avvenire.

E, allora, che si fa? Invece di combattere l’inquinamento s’imbrogliano le macchinette che quell’inquinamento dovrebbero rilevare, e vissero (?) tutti felici e contenti.

Nei fatti, dalla camera di scoppio dei motori Diesel escono polveri carboniose relativamente grossolane. Queste vengono catturate dai filtri antiparticolato sistemati lungo il tubo di scarico e la cosa va avanti fino a che il filtro non è intasato, cosa che accade ogni poche centinaia di chilometri.

A questo punto, o si toglie quella roba o la macchina si ferma e non riparte.

L’ideatore del sistema – e dopo l’invenzione originale di oltre 10 anni fa d’ideatori ce n’è stato più d’uno – ha previsto che, quando l’automobile non circola in città, avvenga una combustione dei residui carboniosi contenuti nel filtro e quella roba finisca in atmosfera ossidata in CO2 .

Tutto bello? Mica tanto.

Per prima cosa è inevitabile osservare come avere un filtro che oppone una contropressione ai gas di scarico – contropressione che aumenta via via che il dispositivo si riempie – non possa che incidere sui consumi di carburante aumentandoli perché aumenta il lavoro compiuto dal propulsore. E, fingendo che la spesa maggiore non sia un problema, resta il fatto che più si consuma, più s’inquina.

Poi occorre sapere che nei residui carboniosi sono contenute micro e nanoparticelle inorganiche. Senza filtro, queste resterebbero inglobate nel carbone, ma, con il filtro che brucia il carbone, quelle particelle finiranno inevitabilmente in atmosfera. E chi non conosce l’effetto delle micro e nanopolveri sulla salute, e in particolare quella dei bambini, può informarsi leggendo i miei libri.

Qual è il trucco per aggirare le centraline di rilevamento delle polveri? Semplice: le macchinette pesano i materiali solidi e basta. Dunque, se io trasformo il carbone (solido) in anidride carbonica (gas), non peserò più niente e il gioco è fatto. Il problema è che la quantità d’inquinanti effettivamente immessa in atmosfera aumenta significativamente perché il carbonio di cui è costituita la particella che viene bruciata ha un peso atomico pari a 12, mentre l’anidride carbonica in cui quel carbonio si è trasformato per combustione, cioè per ossidazione, ha un peso molecolare di 44. Il che comporta una conseguenza ovvia: la sostanza gassosa emessa (inquinante) è 3,66 volte superiore a quella che sarebbe stata senza filtro. Certo, nessuno me ne rende edotto e, come recita il proverbio, occhio non vede, cuore non duole.

Che dire, poi, dell’ossido di cerio (CeO2) o del ferrocene [Fe(C5H5)2 ] usati dai diversi filtri per funzionare? Null’altro che si tratta d’inquinanti che non entrerebbero nell’ambiente se i filtri non esistessero, per il semplice fatto che non sarebbero usati. Perciò, un inquinante in più di cui, magari, non sentivamo il bisogno.

E, dulcis in fundo, a fine vita dell’ingombrante, costosissimo dispositivo (presumibilmente una vita non molto più lunga di 100.000 km), nessuno saprà dove metterlo perché quello non è stato studiato in modo da renderlo riusabile o, comunque, riciclabile.

Un’ultima chicca: quando la spia che segnala l’intasamento si accende, chi viaggia prevalentemente in città come spesso avviene soprattutto nelle metropoli ha due opzioni: una è andare in officina ad effettuare la “rigenerazione” (soldi, tempo e inquinanti che da qualche parte devono pure andare) e l’altra è di fare una bella corsa a tutta velocità in autostrada schizzando anidride carbonica e micro e nanopolveri più gli additivi nell’ambiente.

Grazie, Lombardia: l’importante era dare l’esempio.

 

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90 risposte a Stefano Montanari, scienziato malevolo e antiparticolato

  • Pingback: Cronistoria del Movimento cinque stelle | / ca gi zero /

  • 43
    maria pia samma

    Cari Publio e Focaccia
    La mia fonte e’ l’ISI WEB of Knowledge e si ferma al 2008, non credo sia possibile consultare senza registrazione ma se volete posso fare degli screen shot e inviarveli
    Partiamo dalla definizione
    Impact Factor: n. di articoli che citano articoli della rivista/n. di articoli pubblicati dalla rivista ; entrambi i numeri sono calcolati per i 2 anni precedenti quello a cui si riferisce l’IF cercato
    Esempio
    IF di  JOURNAL OF MATERIALS SCIENCE-MATERIALS IN MEDICINE nel 2004 owssia l’anno di pubblicazione dell’articolo

    IF = 371/329 = 1.127

    Io avevo riportato 1.508 che e’ relativo al 2008
    Questi valori comprendono le autocitazioni ossia citazioni di articoli dello rivista nella stessa rivista, in genere si abbassano un po’  eliminando le autocitazioni
    La rivista viene inserita in una delle 2 seguenti categorie
    ENGINEERING, BIOMEDICAL: 52 giornali; mediana IF=1.755 la media e’ un po’ piu’ alta
    MATERIALS SCIENCE, BIOMATERIALS: 20 giornali; mediana IF=1.963 la media e’ un po’ piu’ alta

    Sempre come esempio, nelle stesse categorie rientra Biomaterials dove, come ho detto, la dott. Gatti ha pubblicato 4 articoli
    IF nel 2004 (anno dell’ultimo lavoro pubblicato) = 3.799
    IF nel 2008 (quello da me riportato) = 6.646
    Sia nel 2004 che nel 2008 il valore e’ molto superiore alla mediana ed alla media

    Mi pare che il numero che tu citi per questa rivista (1.576) sia molto piu’ basso del reale oppure e’ crollata negli ultimi 2 anni il che mi pare strano visto che il trend nell’ISI WEB e’ continuamente crescente

    Non trovo invece che la rivista di cui parliamo sia considerata nella categoria Medicina Generale che in ogni caso ha IF mediano abbastanza basso (1.492 su 107 riviste) ma ha anche alcune riviste con un IF molto alto, la prima ha 50.017 (New Englang J. Med.).

    Che l’hi e l’IF non siano indici perfetti e’ ovvio, non per niente sono indici! Ad esempio “il figlio di” viene inserito in tutte le pubblicazioni del gruppo di ricerca del padre. Ovviamente giocando pulito e confrontando gli stessi settori disciplinari possono avere un minimo di senso. Ad esempio io ho considerato anche che la Gatti prima del 2004 pubblicava come primo autore anche se pure questo non da certezze; il primo autore di solito e’ il capogruppo che non mette piede in laboratorio e non e’ detto che abbia avuto l’idea

    Comunque ribadisco che le mie critiche sono ai contenuti scientifici dei lavori Gatti (pero’ ogni tanto qualcuno tira fuori l’IF e l’hi) e soprattutto quelli con Montanari che parla di tutto e di piu’ senza aver pubblicato niente sui temi.  Non trovo ad esempio lavori su inceneritori o particolato o filtri

    Cerco di chiarire brevemente il perche’ della mia opinione. Mettiamo che  io affermi: le nanoparticelle danneggiano il DNA
    E’ stato abbondantemente dimostrato da altri che le polveri ultrafini danneggiano il DNA; la novita’ e’ che io ho trovato NANOPARTICELLE  in organi tumorali e quindi c’e’ del nuovo!
    Andando a controllare risulta che quelle che io definisco nanoparticelle tali non sono, dov’e’ la novita’?
    Inoltre non pubblico una riga dove dimostro che le nanoparticelle o le “PIPPO” danneggiano il DNA
    Dichiaro che siccome ci sono “PIPPO” negli alimenti e anche nei tessuti patologici, le “PIPPO” arrivano agli organi interni attraverso lo stomaco
    Per trovare le “PIPPO” devo smaneggiare i dati sperimentali in modo scientificamente scorretto
    Scrivo cose scientificamente scorrette tipo dire che lavoro a pressione ambiente (impossibile con lo strumento) e poi effettivamente dai dati risulta che non e’ pressione ambiente (probabilmente non si prendono neanche la briga di convertire le unita’ di misura) ….. , pubblicando su riviste che non sono di spettroscopia e’ difficile che i referee notino i madornali errori che commettono.

    Su un vecchio lavoro non si sono neanche accorti che mancavano 2 figure relative ai risultati!!!! Si tratta del famigerato lavoro in cui ?dimostrano? che il paziente si mangiava la dentiera e dove non si nominano le nanoparticelle (ancora non avevano inventato il termine nanopatologie!). L’articolo e’ pubblicato su gastroenterology che ha un IF 12.591 cioe’ e’ la prima nella sua categoria!!!

    Altra cosa che non mi piace e’ debbano essere i suoi sostenitori a provare che io o altri che non condividono le sue teorie siamo in errore, per i 2 dottori dovrebbe essere molto piu’ semplice farlo
    Io ero entrata nel suo blog con falso nome (causa  divieto di accesso con il mio, smentita naturalmente dal dott), essendo pero’ abituata a metterci la faccia in quello che dico, dopo un po’ ho rivelato la mia identita’; il risultato e’ stato quello di scatenare la caccia ai miei scheletri nell’armadio dei suoi sostenitori. Sara’ casuale ma dopo poco ha chiuso il blog ai commenti e cancellato tutto cio’ che mi riguardava.

    Voi due mi sembrate piu’ corretti e veramente interessati ad un confronto; ripeto che posso inviarvi tutto il materiale che volete. Non esagerate perche’ contrariamente a quanto afferma il dott, io lo stipendio me lo guadagno lavorando!
    Buona Pasqua
     

    • 43.1
      Focaccia

      Non posso che richiamare una frase già riportata da Publio Valerio: quantomeno lei muove le sue critiche partendo da dati e concetti oggettivi, magari da confrontare con altre posizioni documentabili, ma che offrono di sicuro spunti per discussioni “più mature e produttive”.

      Direi che di carne a cuocere ne ha messa un bel pò e a questo punto la vicenda forse vive un momento di evoluzione perchè impone disquisizioni più strettamente scientifiche.

      Io devo sinceramente ammettere che non posso essere che spettatore negli sviluppi della discussione perchè le nozioni ed i concetti tirati in ballo ora meritano solo repliche autorevoli di soggetti addentrati in tale materia. Mi aspetto sicuramente interventi da parte dello stesso dott. Montanari come di Publio Valerio per esempio.

      Quello che vorrei chiedere invece a lei, è di fornire un approfondimento riguardo alla diversa attività di ricerca tra prima e dopo la fondazione della Nanodiagnostic da parte della dottoressa Gatti qualora avesse altri contributi da fornire.

      Grazie.

    • 43.2
      Publio Valerio

      quoto focaccia e la questione del prima/dopo è interessante. La Sammartino ha dimenticato il libro scritto dalla Gatti (Nanopathology)… da approfondire

      Per quanto riguarda l’approfondimento scientifico, preciso che non sono un esperto del settore, mi sono occupato di epistemologia, e quindi di metodo scientifico, e ho studiato alcuni metodi di epidemiologia medica, e so leggere alcuni studi scientifici. Quindi mi limito alle mie conoscenze.

      Per controllare l’impact factor o le varie pubblicazioni, per esempio, non occorre essere esperti di nanopatologie :-)

       e vi auguro buona pascqua.

       

       

  • 42

    Dimenticavo: buona Pasqua a tutti!

  • 41
    Publio Valerio

    @M.P.Sammartino e focaccia

    Innanzitutto parto dal rilievo piu semplice l’ H-Index e l’impact Factor.

    L’H-Index è un indicatore fasullo, non dice nulla di serio, e un giochetto per accademici in carriera.  Uno puo’ avere un HI alto e aver pubblicato centinaia di c**zate. Per cui lo ignoro.

    L’impact Factor, ha delle pecche ma almeno è fino ad ora uiversalmente utilizzato. Ma ormai sta per essere superato dai ranking internet, inoltre dice poco circa il singolo autore.

    un impact factor di 1,508, contrariamente a quanto sostiene Sammartino, è un valore di un certo rilievo. Le classifiche che riporto sotto dovrebbero essere datate FEB 2010, ma già mostrano che la rivista ha un IF 1,102 che la pone cmq tra le prime del settore.

    MATERIALS SCIENCE; BIOMATERIALS 2.104 JOURNAL OF BIOMEDICAL MATERIALS RESEARCH 1.576 BIOMATERIALS 1.418 JOURNAL OF BIOMATERIALS SCIENCE-POLYMER EDITION 1.102 JOURNAL OF MATERIALS SCIENCE-MATERIALS IN MEDICINE 1.025 JOURNAL OF APPLIED BIOMATERIALS 0.982 BIOMATERIALS ARTIFICIAL CELLS AND IMMOBILIZATION BIOTECHNOLOGY 0.849 CELLS AND MATERIALS 0.233 CELLULAR POLYMERS 0.000 ARTIFICIAL CELLS BLOOD SUBSTITUTES AND IMMOBILIZATION BIOTECHNOLOGY
    
    
    MEDICINE; MISCELLANEOUS 1.613 MEDICAL DECISION MAKING 1.147 METHODS OF INFORMATION IN MEDICINE 1.124 ACADEMIC MEDICINE 1.102 JOURNAL OF MATERIALS SCIENCE-MATERIALS IN MEDICINE 0.637 AVIATION SPACE AND ENVIRONMENTAL MEDICINE 0.615 UNDERSEA & HYPERBARIC MEDICINE 0.528 NURSING RESEARCH 0.404 MEDICAL INFORMATICS 0.140 HUMANE MEDICINE 0.132 MILITARY MEDICINE 0.000 JOURNAL OF THE AMERICAN MEDICAL INFORMATICS ASSOCIATION

    Sammartino doveva indicare il valore medio o la fonte
    e cmq non "al di sotto della media" come scrive Sammartino.

    Di piu, nel 2002 l'IF di questa rivista era 0,996. Il che ci dice che la
     rivista ha ultimamente incrementato molto l'IF

    Dunque almeno questi aspetti, mi pare non indichino niente di che, a meno che Lei non abbia dati piu freschi. 
  • 40
    Publio Valerio

    Gentile M.P.Sammartino,

    sono impegnato e per questo non ho ancora risposto. Sicuramente come ho già detto, io non amo le chiacchiere, nella fattispecie quelle della sig.ra Valeria Rossi, la quale ha basato la sua avversione isterica su una serie di chiacchiere, che nulla hanno a che fare con i rilevi critici e documentati da lei qui sollevati. 

    Appena avro’ approfondito le questioni da lei sollevate le daro’ qui una mia opinione. Cio richiede un minimo di attenzione e ricerca.

    Va detto anche che sicuramente, per quanto riguarda il mio modo di procedere, le risposte (o meglio non-risposte) fornite qui da Montanari sono affatto deludenti. Era meglio allora non intervenire affatto.

    Non concordo con Montanari neanche sul fatto della competenza. Certamente una persona non esperta ha meno strumenti per poter intervenire su certe questioni, e tuttavia non mi sembra motivo sufficiente per dire che nessuno che non sia esperto in quel dato campo non possa sollevare alcuna critica, su nessun aspetto. (nel nostro caso, tanto per fare un esempio, ci furono esperti di statistica che hanno potuto criticare il lavoro di Mandelli su quegli aspetti, pur non conoscendo la materia medica) 

    Ancora per come sono fatto io, le critiche si giudicano sui contenuti, e non sull’autorità o autorevolezza di chi le muove. Perchè allora non saremmo piu nello spirito critico, ma nel fideismo.

    Detto questo concludo ribadendo che il secondo articolo scritto da V.Rossi fu una cosa ridicola, un cumulo di chiacchiere, che non solo non dimostrano niente, ma al contrario dimostrano l’ignoranza giornalistica di chi le ha scritte.

    a presto

    • 40.1

      Uff… avevo chiesto a Claudio di NON farmi più arrivare le notifiche di “nuovi commenti”, ma lui non l’ha fatto e io non lo so fare  (forse, una volta spuntata la casella “avvisami”, non è più possibile tornare indietro), quindi mi vedo in mail l’incipit dei nuovi commenti, e come al solito non sto stare zitta. Quindi, caro Publio, rispostina veloce: è sciocco fare distinguo tra quel che ha scritto Maria Pia Sammartino e quel che ho scritto io, perché lei accusa Montanari/Gatti dal punto di vista scientifico, io da quello etico/morale. Per quello che interessava scoprire a ME, gli indici delle pubblicazioni potevano anche essere a 10.000: ciò non avrebbe cambiato il fatto che Montanari HA PRESO IN GIRO I DONATORI raccontando una favola fantascientifica sul presunto “complotto” ai suoi danni.
      Fineeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!! Per me può vincere anche il premio Nobel: ma resta un bugiardo che ha vinto il premio Nobel!
      I miei articoli, le testimonianze che ho raccolto ecc. ecc. sono sempre e solo state rivolte alla sua presa in giro nei confronti di Grillo e – per estensione – di chi ha donato soldi per un microscopio MAI “scippato” e mai “sottratto per volere dei poteri forti”. Se ritieni che io sia un’isterica che ce l’ha con Montanari per qualche misterioso motivo diverso dall’ UNICO che ho sempre dichiarato (e cioé: è un bugiardo), portami le prove del complotto.
      Io quelle contrarie le ho portate, eccome: il fatto che tu continui a ripetere che non solo valide  è frutto della tua fantasia (o della tua cieca fiducia in quella persona).
      Le punzecchiature scientifiche che ho aggiunto in un secondo tempo sono state legate proprio agli appunti di Maria Pia Sammartino, che come appare evidente a chiunque abbia solo un minima infarinatura scientifica sembrano più che fondati.
      Questo mi ha spinto a chiedere qualche chiarimento a  Montanari via e-mail, e le sue risposte mi hanno convinto che scientificamente non è molto preparato. Poi sua moglie, di Nobel, può vincerne anche una dozzina: ma lui resta un bugiardo e anche (per me) uno che, quando afferma (e cioè sempre) “tu cosa vuoi capirne di nanopatologie?”  sembra il proverbiale bue che dà del cornuto all’asino.
      Però ripeto, per l’ennesima volta: tutto questo, al massimo, è un corollario all’accusa iniziale che ho fatto a Montanari: ha MEN-TI-TO sullo “scippo” del microscopio e ha MEN-TI-TO sulla storia delle merendine killer.  E siccome si è smentito anche da solo, che altre prove dovrei trovare?
      A questo punto, quelle a suo favore, portatemele voi!

       

  • 39
    maria pia samma

    Nanoparticles of a different source induce different patterns of activation in key biochemical and cellular components of the host response
    Guildford AL, Poletti T, Osbourne LH, Di Cerbo A, Gatti AM and Santin M
    JOURNAL OF THE ROYAL SOCIETY INTERFACE   Volume: 6   Issue: 41   Pages: 1213-1221   Published: DEC 6 2009
    La rivista ha un buon IF, la Gatti e’ V autore e l’autore piu’ prestigioso e’ Santin (corresponding author) con un hi pari a 20 (in effetti “and” si mette per far capire che e’ il capogruppo)

    A parte i gioghini con gli indici, nel lavoro si legge

    2.1. NP physico-chemical characterization NP morphology and size were assessed by scanning electron microscopy (SEM; 6310 Jeol Instruments, UK). Sia il microscopio Grillo che quello comprato con fondi progetto CE che la dott. Gatti usa nel laboratorio dell’universita’ di Modena son ESEM-Quanta, FEI

    inoltre
    Specimens for SEM were prepared by dehydration in increasing ethanol concentrations (25, 50, 75 and 90% by volume), air-dried, sputtercoated by palladium and finally analysed by SEM at 5 kV, at different magnifications.

    Viene utilizzata la modalita’ SEM High Vacuum, si capisce dal fatto che metallizzano il campione con palladio. I coniugi Montanari-Gatti non usano la metallizzazione dei campioni

    Toxicity of antimony trioxide nanoparticles on human hematopoietic progenitor cells and comparison to cell lines
    Bregoli L, Chiarini F, Gambarelli A, Gianluca Sighinolfi, Antonietta M. Gatti,
    Lisa Bregoli a,∗, Francesca Chiarinia, Andrea Gambarelli b, Gianluca Sighinolfib, Antonietta M. Gattib, Patrizia Santia, Alberto M. Martelli a,c, Lucio Coccoa
    a Cellular Signaling Laboratory, Department of Anatomical Sciences, University of Bologna, via Irnerio 48, 40126 Bologna, Italy
    b Laboratory of Biomaterials, Department of Special Surgeries Head and Neck, University of Modena and Reggio Emilia, Modena, Italy
    c IGM-CNR, Sezione di Bologna c/o I.O.R., Bologna, Italy
    Volume: 262   Issue: 2   Pages: 121-129   Published: AUG 3 2009

    La rivista rientra in 2 categorie PHARMACOLOGY & PHARMACY (219 riviste) e TOXICOLOGY (70 riviste), l’IF in entrambe e’ vicino alla media ma per entrambe le categorie ci sono riviste con IF molto piu’ alto
    La Gatti V autore. Il gruppo scientificamente piu’ accreditato e’ quello del Dip.to di Scienza Anatomiche dove a parte L Breccoli, che sara’ la piu’ giovane, gli altri hanno hi da 12 a 37
    Non ho mai utilizzato la tecnica STEM, citata nell’articolo per caratterizzare le nanoparticelle (sia in questo che nel precedente le dimensioni sono quelle vere e non “PIPPO”); comunque il principio e’ simile al SEM e lo conosco; lo strumento e’ il QUANTA FEI che effettivamente ha anche un detector per la STEM. Ritengo sia stato usato quello dell’Universita’ e non quello Grillo perche’ il gruppo fa capo all’universita’ e si dichiara

    Acknowledgements
    This work was supported by the Italian MIUR-FIRB Human ProteomeNet, by the Italian MIUR Cofin 07, and by the EC FP6 Project DIPNA ….

    Dall’articolo emerge che il triossido di antimonio fa male ma cio’ e’ abbondantemente noto
    http://www.cdc.gov/niosh/ipcsneng/neng0012.html e la concentrazione da loro utilizzata mi pare molto alta (di medicina ovviamente non capisco niente ma i limiti per i metalli pesanti mi pare siano intorno ai ppb o sotto)
    Table 2 shows the results of DLS analysis of Sb2O3 NPs that were diluted in the three different media used in the in vitro cellular experiments. The concentration of Sb2O3 NPs was 50 ppm, which is tenfold higher than the concentration of these NPs in most experiments (5 ppm).

    Title: NANOCONTAMINATION OF THE SOLDIERS IN A BATTLE SPACE
    Author(s): Gatti AM, Montanari S
    Conference Information: NATO Advanced Research Workshop on Nanomaterials – Environmental Risk and Benefits, APR 27-30, 2008 Faro, PORTUGAL
    NANOMATERIALS: RISKS AND BENEFITS  Book Series: Nato Science for Peace and Security Series C – Environmental Security   Pages: 83-92   Published: 2009

    Questo e’ il proceeding di un Convegno; spesso si va ai convegni (e naturalmente si paga se non si e’ “invited lecturer”) per poter poi pubblicare sui proceedings

    http://www.springerlink.com/content/k34748561825118w/
     non e’ scaricabile per me ma da quanto si legge e’ la solita storiella delle nanoparticelle (probabilmente PIPPO) trovate ….

    Investigation of the Presence of Inorganic Micro- and Nanosized Contaminants in Bread and Biscuits by Environmental Scanning Electron Microscopy
    Author(s): Gatti AM, Tossini D, Gambarelli A, Montanari S, and Capitani F
    CRITICAL REVIEWS IN FOOD SCIENCE AND NUTRITION   Volume: 49   Issue: 3   Pages: 275-282   Published: 2009

    Questo e’ scandaloso! Sono riusciti a pubblicare dati da loro stessi definiti poco scientifici. L’ho letto e naturalmente la storia e’ sempre la stessa, ossia 1 campione di ogni tipo, in piu’ ci sono errori per i quali uno studente verrebbe cacciato a pedate ad un esame

    Comunque la rivista ha un buon IF pari a 4.154, molto maggiore delle medie in entrambe le 2 categorie in cui si colloca.

    Nanopollution: The invisible fog of future wars
    Author(s): Gatti AM, Montanari S
    FUTURIST   Volume: 42   Issue: 3   Pages: 32-34   Published: MAY-JUN 2008

    Non e’ scaricabile
    http://www.britannica.com/bps/additionalcontent/18/31535416/Nanopollution-The-Invisible-Fog-of-Future-Wars
    la rivista non mi pare abbia un IF, potrebbe essere un articoletto non scientifico di 3 pagine

    ESEM evaluations of muscle/nanoparticles interface in a rat model
    Author(s): Gatti AM, Kirkpatrick J, Gambarelli A, Capitani F, Torsten Hansen, Rosy Eloy, Gaelle Clermont
    Conference Information: 21st European Conference on Biomaterials, SEP 09-13, 2007 Brighton, ENGLAND
    JOURNAL OF MATERIALS SCIENCE-MATERIALS IN MEDICINE   Volume: 19   Issue: 4   Pages: 1515-1522   Published: APR 2008

    Abbiamo gia’ parlato dell’IF …
    Anche questa e’ un proceedings di convegno (vedi sopra), usano sia il microscopio dell’univ di Modena che un (TEM JEOL 2010, Japan) penso del gruppo straniero. Non l’ho letto

    Metallic nanoparticles exhibit paradoxical effects on oxidative stress and pro-inflammatory response in endothelial cells in vitro
    Author(s): Peters K, Unger RE, Gatti AM, et al.
    INTERNATIONAL JOURNAL OF IMMUNOPATHOLOGY AND PHARMACOLOGY   Volume: 20   Issue: 4   Pages: 685-695   Published: OCT-DEC 2007

    IF = 2.793, non male

    Mast cell-rich aluminium granuloma in a patient with allergen-specific immunotherapy
    Author(s): Hansen T, Hansen I, Bittinger F, et al.
    Source: PATHOLOGY RESEARCH AND PRACTICE   Volume: 203   Issue: 5   Pages: 412-412   Meeting Abstract: 425 Published: 2007

    IF = 1.029 ben al di sotto della media; e’ l’abstract di un Convegno cioe’ una pagina

    Naturalmente non li ho letti tutti anche perche’ non ho la possibilita’ di scaricarli tutti e inoltre parlano per lo piu’ degli aspetti patologici che ovviamente non sono in grado di valutare. Comunque appare evidente che
    Metalli (non in forma metallica come pensa il dott montanari ma come ossidi) che hanno attivita’ tossica risultano tossici e non mi pare una grande scoperta
    Il contributo della dott.ssa Gatti mi sembra scarso tranne nel deplorevole articolo su pane e biscotti e su quello dove compare come primo nome (proceeding di una conferenza)
    Mi pare che io abbia trovato piu’ articoli di quanti ne dichiarano loro
    Andamento delle pubblicazioni:
    1989-1998: 25 (non primo autore in 6)
    2000-2004: 9 (non primo autore in 3)
    2004: 7 (non primo autore in 4)
    2005-2006: 5 (non primo autore in 1)
    2007-2009: 8 (non primo autore in 4)
    potrei sbagliare ma a me sembra che nel 2004 fosse al suo apice, che il marito abbia approfittato di cio’ per …. E’ iniziata la discesa considerando non solo questi numeri ma quanto su scritto a proposito degli ultimi articoli
    SE VOGLIAMO PARLARE DEL MICROSCOPIO GRILLO SCIPPATO, CHE DOVREBBE ESSERE L’ARGOMENTO DEL DIBATTITO, MI PARE EVIDENTE CHE NON E’ STATO USATO PER QUESTE RICERCHE. Se poi volete  ulteriormente disquisire sulla dott Gatti (che in fondo mi fa un po’ pena) potete leggere le valutazioni che ha avuto nel seguente concorso per associato
    http://www.uniroma1.it/amm-personale/concorsi/commissioni/attivita/relazF13AmedPA.htm

    Dei venti lavori presentati i 15 più significativi sono stati condotti in collaborazione con più autori.
    Poiché tra i coautori vi sono ricercatori ben noti, non clinici alle cui competenze e conoscenze potrebbe essere attribuito il contenuto delle pubblicazioni; si riporta quanto sottoscritto dalla stessa candidata a tal proposito: sono curati dalla Dott.ssa Gatti le osservazioni con strumentazioni tecnologicamente avanzate.

    La candidata ha discusso i titoli in maniera generica senza convincere sul rigore metodologico dell’approccio sperimentale e senza portare alcun elemento aggiuntivo alle tante tematiche sospese, oggetto delle sue ricerche.

    Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
    La candidata, pur dimostrando buone capacità espositive, non tratta in maniera esauriente l’argomento oggetto della prova didattica e si limita ad un excursus non aggiornato del titanio in Odontoiatria.

    E’ ovvio che, se non era la candidata designata non potevano farle ponti d’oro, ma i giudizi mi sembrano un po’ troppo pesanti

    Spero di aver soddisfatto la vostra richiesta anche se ripeto che il mio scopo non e’ mai stato il massacro della dott.
    In ogni caso adesso sono un bel po’ arrabbiata anche con lei in quanto cofirmataria (utilizzando impropriamente l’affiliazione dell’Universita’ che non mi pare sia stata coinvolta nella sperimentazione) dell’indecente rapporto di 156 pagine sul Luft. Sono arrabbiata perche’ c’e’ il rischio che io, in prima persona, debba subire l’aumento di inquinamento che quei mostriciattoli provocheranno a Roma (se quanto promesso da De Lillo e’ vero) ed in piu’ sapere che li sto pagando con le mie tasse!!!!!
    Comunque sorridente perche’ “voi che c’entrate?”

    publio, il libro Nanopathology non compare nell’ISI WEB ma potrei buttarci un occhio se ho tempo

    Spero sia l’ultimo Buona Pasqua che posto

    Ciao Valeria compagna di penna (d’oca naturalmente!); Buona Pasqua

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