
Mentre il
TG5 si spertica a sottolineare l'enorme distanza che divide il candidato del centro-destra dai suoi rivali in
Veneto; mentre mostra un Formigoni sorridente, eletto per la quarta volta in
Lombardia come se fosse un inatteso successo, e mentre parla entusiasticamente di
raddoppio delle regioni amministrate dal centro-destra, ignorando che il dato assoluto vince su quello relativo, questa sera il principale organo di informazione del Presidente del Consiglio -
che venerdì sera in apertura ha dedicato al padrone una lunga intervista-monologo con tanto di giornalista sdraiato per terra a reggere il gobbo, per poi cambiare repentinamente argomento al termine del comizio, senza contraddittorio di nessun tipo - sminuisce le regioni che continueranno ad essere amministrate dal centro-sinistra definendole null'altro che
semplici roccaforti, nelle quali si concentra con cura maniacale a fornire i dati di eventuali saldi negativi nell'entità dello stacco che il vincitore infligge al
popolo delle -
proprie -
libertà rispetto ai dati analoghi del 2005.
Ma è sul Lazio che il TG5 sfiora il ridicolo, insistendo a trasmettere e ritrasmettere dati parziali che vedono la Polverini in testa sulla Bonino, proprio mentre i dati del Ministero degli Interni dicono l'
esatto contrario, ovvero che intorno alle 20.15/20.30 la
Bonino è costantemente
sopra alla Polverini (forse anche perché non è piaciuto come quest'ultima canta Battisti) di almeno
due punti percentuali.
Qualcuno ha avvisato lor signori che le urne sono ormai chiuse e che non è più possibile votare? O vogliono influenzare gli scrutatori e i rappresentanti di lista?
Nel frattempo, Grillo e Giovanni Favia in Emilia Romagna hanno quasi doppiato l'UDC di Casini, e in certi momenti dello spoglio superano anche il 7%. Giulio Cavalli è primo nella lista IDV di Milano e provincia, in Lombardia, mentre Martinelli, a Bergamo, è solo quarto con 213 voti, a 731 preferenze di scarto da Gabriele Sola, il primo tra i
preferiti quando siamo a poco più della metà dei comuni scrutinati.
In
Calabria, l'unica regione dove IdV corre da sola, Di Pietro a tratti tocca anche l'
11%. Ahhh...
se avesse fatto altrettanto in
Campania!