Katyn, il genocidio negato

 Quello che è successo due giorni fa in Russia sortisce gli stessi effetti di un vero e proprio colpo di stato che azzera i vertici di un paese membro dell’Unione Europea. Se i rapporti tra la Polonia e il regno di Vladimir Putin, infatti, fossero improntati ad una solida cordialità, non ci sarebbe motivo di dubitare circa le dinamiche della tragedia occorsa sui cieli di Smolensk. Tuttavia, la Polonia è sempre stata considerata dalla Russia come una provincia romana sulla quale estendere la propria influenza ed allungare la zampetta, un po’ come fa il gatto con il topo quando quest’ultimo tenta di riguadagnarsi la libertà. E non è necessario risalire alla seconda guerra mondiale per leggere con chiarezza le dinamiche in gioco: è sufficiente guardarsi alle spalle di una manciata di mesi.
Ma nessuno lo fa. Quindi, come al solito, armiamoci di tanta buona volontà e rimbocchiamoci le maniche. Vedrete che la strada è in discesa.

 

Questa è una storia che arriva da lontano. Per la precisione, nasce il 23 agosto 1939 con il Patto Molotov-Ribbentrop, in forze del quale la Germania nazista e l’URSS giocano a spartirsi la Polonia come la iena e lo sciacallo si contendono i brandelli di carne di un’antilope. Così, per la parte che le competeva, la Russia di Stalin deportò e uccise circa 22mila cittadini polacchi nella foresta di Katyn, a pochi passi da Smolensk vi dice niente? Almeno ottomila di questi erano alti ufficiali, mentre gli altri erano in ogni caso guide, gendarmi, poliziotti e secondini.
A togliere ogni dubbio sulla chiara volontà di decapitazione dell’intera elité polacca, basti ricordare che Stalin ordinò contestualmente anche la deportazione in Kazakhstan e in Siberia delle famiglie degli ufficiali assassinati, senza risparmiare i bambini. L’obiettivo era quello di impedire che per almeno due generazioni la Polonia avesse una classe dirigente che potesse in qualche modo intralciare i piani espansionistici russi e tedeschi.

Il fattarello restò sconosciuto fino al 1943, altrimenti la Polonia non avrebbe mai acconsentito, nel 1941, a firmare con l’URSS un accordo per contrastare la Germania che nel frattempo, a dispetto del Patto Molotov-Ribbentrop, si era rivoltata contro i pericolosi bolscevichi mangiabambini, più che altro per ingraziarsi gli inglesi e indurli a soprassedere dall’invadere la Germania.
Invece gli inglesi si allearono con i russi, in un’inedito asse capitalismo-comunismo che lasciò perplesso perfino Hitler, l’anticomunista per eccellenza, il salvatore del mondo che si ergeva come un baluardo contro il pericolo rosso e che elogiava Mussolini, definito un uomo di grandezza secolare, per essere stato il primo ad aver allontanato il pericolo comunista dall’Europa. Poi, con calma, sarebbe arrivato anche Berlusconi.

Dopo che i corpi dei primi 4000 polacchi furono trovati in una fossa comune, nella foresta di Katyn, la Russia fece orecchie da mercante. Fino al 1989, quando alcuni studiosi sovietici rivelarono che Stalin aveva effettivamente ordinato il massacro, cosa che indusse Gorbaciov, nel 1990, a chiedere scusa, ma senza rivelare dove fossero i documenti che autorizzavano l’uccisione a sangue freddo di 25mila polacchi, peraltro senza che fosse stato loro addebitato nessun capo di imputazione.

Qui la storia si fa interessante. Nel settembre 2004 alcuni funzionari russi annunciarono di voler trasferire la documentazione, che nel frattempo qualcuno aveva tirato fuori, alle autorità polacche perchè facessero luce sui fatti di 63 anni prima. Bisognava solo attendere che venissero declassificate.
Invece nel marzo 2005 il pubblico ministero capo russo Alexander Savenikov dichiara che il massacro non fu affatto un genocidio, né tantomeno un crimine di guerra o contro l’umanità, e che “non esistevano le basi per parlarne in termini giuridici“. Sarà! Sta di fatto che ben 116 dei 183 volumi di documenti che gli investigatori hanno raccolto durante le indagini sono stati rigorosamente coperti da segreto. Idem per le motivazioni finali di archiviazione.

Così il parlamento polacco, il Sejmlo stesso che l’anno scorso si è rifiutato di acquistare milioni di euro di dosi di inutile vaccino contro l’influenza suina, attirandosi le ire delle lobby farmaceutiche e le maledizioni di più di un alto funzionario della WHO -, il 22 marzo 2005 approva all’unanimità un atto con il quale si richiede che sugli archivi russi venga tolto il segreto e che il massacro venga classificato come genocidio. Una definizione che non è di semplice nomenclatura, perché avrebbe implicazioni internazionali, economiche e di immagine non di poco conto.

Per tutta risposta, lo scorso settembre Russia e Bielorussia spaventano la Polonia simulando attacchi nucleari sul suo territorio. 13mila soldati per l’operazione in codice “West“, oltre all’aviazione e all’armata rossa, dispiegati per fronteggiare l’ipotetico aggressore polacco in un’esercitazione molto – diciamo così – realistica, condotta anche entro i confini della Polonia, con l’attacco di spiagge e gasdotti.

La Polonia protesta formalmente con la Commissione Europea, definendo quanto accaduto “un tentativo di metterci al nostro posto. Non dimenticate che tutto questo accade proprio nel 70° anniversario dell’invasione sovietica della Polonia“. La segreteria del Presidente Lech Kaczynski, nella circostanza, dichiara: “Non abbiamo gradito l’impressione che hanno dato queste esercitazioni. Il loro stesso nome ci riporta ai tempi del Patto di Varsavia“. I grandi mainstream di informazione nostrani tacciono, troppo impegnati a riprendere le grandi strette di mano e gli incontri cordiali che intercorrono tra Putin e Berlusconi, il grande mangiatore di bolscevichi in linea con l’eredità di Mussolini e, sotto questo punto di vista, in perfetta sintonia con le idiosincrasie di Hitler.
Inoltre, nonostante Mosca e Minsk avessero insistito sul fatto che l’Operazione West aveva l’obiettivo di assicurare la stabilità strategica della regione dell’Est Europeo, un polacco illlustre, Lech Walesa, e l’ex presidente della Repubblica Ceca Vaclav Havel, scrivono nientemeno che a Barack Obama per avvertirlo che “la Russia è tornata, nelle vesti di un potere revisionista che persegue un’agenda da 19° secolo con le tattiche e i metodi in uso nel 21° secolo“.

Ma l’ultima parola doveva essere scritta lo scorso sabato sera. L’aereo – un Tupolet TU-154 – che stava portando il Presidente Lech Kaczynsky, le istituzioni al gran completo e tutto lo stato maggiore polacco in Russia, per le commemorazioni del 70° anniversario dal massacro della foresta di Katyn, si è misteriosamente schiantato proprio a Smolensk, esattamente dove nel 1939 la Russia aveva già decapitato in una sola notte l’intero establishment polacco.

L’unica cosa certa, a questo punto, è che i fascicoli delle indagini russe sul genocidio ordinato da Stalin resteranno secretati ancora per molto, molto tempo.

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88 risposte a Katyn, il genocidio negato

  • 17

    …mi vien da sorridere, e ti chiedo scusa, Claudio. Non ti faccio i complimenti, perchè altrimenti dopo il mio commento, per dissociazioni, molti ti “lascerebbero”… :-))

    Io vorrei chiedere scusa a quei signori che deridono i complotti… per favore, siate seri, e provate un attimo a mettere insieme i brandelli di informazioni che vi vengono dati, ok? siete d’accordo sull’esistenza della massoneria? no? e allora perchè rompete le balle a silvietto e la p2? ok, quindi esiste. Come esiste la goldman sach col suo bel mortadellone e il sciur draghi… vi dicono niente? per la cronaca, vedere il mortadellone in ginocchio e baciare la mano di mr bush9/11, è stucchevole… quindi, per quale motivo, non riuscite ad andare oltre? non capite che c’è gente che lavora giorno e notte per trombarci (nel caso di silvietto, lui tromba extra)? e poi, persino Tremonti a Annozero, ammise la truffa sulla sovranità monetaria perpretata dai massoni (della destra internazionale!! col mortadellone!! troppo fico! cercatevelo e guardatevelo)… altri esempi? il wto decide di privatizzare tutto, anche i servizi: tutti. bypassando costituzione e volontà popolare, di tutti i paesi sotto il dollaro! stessa cosa han fatto col trattato di lisbona! scusate, ma voi che denigrate le teorie complottiste, vi siete mai posti il dubbio “e se fosse vero”, visti la miriade di indizi e prove lasciate per strada? ma avete visto cosa sta venendo fuori, tra mafia e governo? stragi commissionate… come lo erano quelle di piazza fontana, etc etc…parlate di articoli di imponenti giornali stranieri come oro colato… e non capite che se qui abbiam un singolo dittatore della comunicazione, all’estero son stati più furbi: han spartito tra amici… quello che leggete è quello che più fa comodo a loro! …noi possiamo solo fidarci “dell’impressione” che ci lascia una notizia ricevuta da più fonti, e cercare di darle una collocazione logica in un contesto, il più ampio possibile.

    …aspetta… ma voi credete che saddam aveva l’atomica, e che bin laden da una grotta dava il via a un’operazione che neanche l’MI6 avrebbe potuto progettare meglio, contro lo stato più potente del mondo, mentre suo padre il giorno prima prendeva il té col suo paparino in arabia… :-)) 

    rivista così, la storia, sembra presa da Paperinik, vero? ecco, ora immaginate che invece sia vera, vista la perfetta collimazione di ogni avvenimento, coi fatti che ne sono succeduti da allora in poi…

    poi, per carità, 1 vale 1: la mia è solo la mia opinione. E consiglio alla gente di ricordarsi che i nostri “sensi” si sono affievoliti, con la “falsa sicurezza” e il benessere (che ci hanno proposto)… ci fidiamo troppo, del mondo che ci circonda, e lo subiamo, invece di parteciparvi. Sabato a Parma c’è una manifestazione nazionale contro tutti gli inceneritori: complotto o no, gli ultimi studi inglesi danno 9 anni in meno di aspettativa di vita a chi risiede in zone altamente inquinate… bè, io son lombardo, e non subisco la vita, e sarò lì.

    voi potete anche decidere di restare qui a parlare di complotti, va bene uguale: in ogni caso qualcuno poi deciderà per voi…

    partecipate. piuttosto che niente, andate in forza nuova, ma toglietevi dalla televisione!!

     

    …ti chiedo scusa Claudio, ma la stavo covando, sta sfuriata… :-))

    • 17.1
      Ambient84

      Negli anni della Rivoluzione Francese, quando il Re aveva ancora la testa attaccata al collo, il parlamento e principalmente i giacobini, tentavano di mettere sotto scacco il sovrano affinchè fossero estesi i privilegi della corte anche ad altri ceti.

      Per far questo inventarono un complotto ordito dal Re e dalle potenze straniere affinchè il Re potesse fuggire dalla Francia in cambio del “via libera” in terreno francese. La situazione di crisi permise un miglior attecchimento dell’idea del complotto nella popolazione e voilà… le teste cominciarono a saltare e iniziò il periodo del terrore.

      Il 60% dei complottisti son figli di Dan Brown, l’altro 35% a forza di pensar male a volte ci prende; il restante 5% è fatto di persone che ritengono che in questi casi si possano solo avanzare ipotesi e aver opinioni. Si ha solo un’idea che nel rispetto delle parti, condividono e mettono in discussione.

      Anche le tue certezze sul lasciar la tv a favore di internet potrebbero esser discusse e potresti scoprire che sono in molti ad aver fatto marcia indietro sulle proprie posizioni. Fiero di appartenere a questo 5%.

    • 17.2

      ehm, piccola correzione

      <<mentre suo padre il giorno prima prendeva il té col presidente americano in arabia…>>

      anzichè <<mentre suo padre il giorno prima prendeva il té col suo paparino in arabia… :-))>>

    • 17.3

      Non ho detto che bisogna lasciare la tv, per internet: ho detto (e era un consiglio) di fare qualcosa. Internet è bella, interessante, piena di notizie e spunti, alcuni veri, altri no (ma almeno interagisco con qualcuno, mentre in tv è sempre un copione recitato): ma rimane un videogame. Ti chiudono un account? ne apri un altro.

      nella vita vera, ti chiudono in una bara: game over. Se anche solo il 5% delle cose che ho detto possono esser vere, sono già troppe: spegnere la tv, e partecipare alla vita della propria “comunità”: basta deleghe. Metterci nome e faccia, e impegno.

      …e in fondo lo sai anche tu, solo che ti spaventa lo scenario che ne deriverebbe, e rimuovi il dubbio. Ma non ci si può nascondere in eterno: prima che i fatti travolgano te, occupati tu dei fatti….

  • 16
    skatro

    Io so solo che è pieno il mondo di genocidi più o meno riconosciuti.. basti pensare al genocidio armeno perpetrato loro dai turchi.. due volte. Mi sono interessato molto a quell’episodio, dal punto di vista storico, e ho capito che dal punto di vista politico il genocidio non è altro che moneta di scambio. Funziona così: io uccido migliaia di persone per i miei scopi, poi lo nascondo (nascondo i dati, i morti, le ragioni magari..), successivamente ricevo sistematicamente pressioni per riconoscere questa barbaria, poi ci si mette d’accordo e tu (Unione Europea, America, o chi per loro) mi dai qualcosa in cambio. Ovviamente.

    Però mi raccomando, la pena di morte no, eh..

  • 15
    astabada

    La storia del conflitto russo-polacco comincia molto prima del 1939.

    Non mi dilungo oltre visto che chi legge questo commento ha accesso a wikipedia.

    La strage di Katyn non rientra sotto la definizione di genocido.

    astabada

    • 15.1

      Vero, ma nel video si parte dal 1939, per quel che ci riguarda.
      E per la definizione di genocidio, è ciò che rivendica la Polonia e che vuole perseguire (o voleva, prima della tragedia) richiedendo la desecretazione dei documenti.

  • 14
    piadina

    FOCACCIA HA DETTO BENE: TARALLUCCI O CONTRAEREA?

  • 13

    Non capisco le persone che difendono i potenti.

    Solo perchè si tratta di potenti, i cittadini dovrebbero sentire puzza di bruciato, a PRESCINDERE. Almeno uno spirito aperto alla critica, al dubbio.

    Diffidate gente, diffidate.

    Dubitate gente, dubitate.

    Domandatevi gente, domandatevi. 

  • 12
    Ghibli

    Caro Claudio…ma non lo sai che i piloti che vengono addestrati al volo del Tupolev 154 vengono addestrati in Russia e hanno bisogno di capire bene quella lingua? Perchè quell’ aereo ha bisogno di un addestramento particolare per il pilotaggio: sulla coda vi sono un motore centrale, che serve da stabilizzatore, e due laterali. E’ un aereo robusto, ma che presenta una difficoltà di pilotaggio non trascurabile. E i piloti vengono addestrati alla TUPOLEV, in Russia…E all’ interno della Russia l’ inglese non è molto conosciuto…Il pilota di un TU-154 ha tutta la strumentazione in russo…è una ipotesi molto remota che non conosca quella lingua…

  • 11
    Alex69

    Aspetterei i risultati delle due inchieste (russa e polacca) prima di urlare al complotto. E soprattutto nel corso della storia degli ultimi mille anni non sempre la Russia ha avuto buon gioco. I polacchi arrivarono alle porte di Mosca 300 anni fa e insediarono un falso zar, il cosiddetto falso Demetrio (Dmitrij).

    Ora, quello che è successo qualche giorno fa è gravissimo, ma in questo momento la cautela è la prima norma per non alimentare le teorie di paranoici che spesso girano su internet. La cosa che mi rende perplesso è solo la scarsa attenzione che viene data alla questione dai media ufficiali come ad es. corriere.it. La notizia è già scomparsa dalla pagina principale.

  • 10

    scusami se ti disturbo ancora. solo due cose. la prima è una constatazione e riguarda la mancata pubblicazione dei miei commenti. spero che si tratti solo di disguido tecnico.

    secondo. come rilevato già da altri sembrerebbe dal post e soprattutto dal video che tu delinei un complotto russo per uccidere il presidente polacco , i ministri etc…

    ecco volevo sapere che senso ha e come avrebbero fatto praticamente a far cadere l’aereo i russi dato che l’aereo partiva dalla Polonia e difficilmente era sabotabile da loro. nel caso lo fosse stato, perché farlo proprio mentre vanno in Russia?

    • 10.1

      io non delineo un complotto russo. Io rilevo (leggi qualche commento più sopra) dei fatti sui quali riflettere. Se poi non hanno determinato quello che è successo sabato sera, tanto meglio. Nondimeno, sono e restano fatti. E i fatti non si ignorano. Li si discute, ed è quello che stiamo facendo.

      Inoltre, porsi una domanda non significa dare per scontata una risposta. Certezze qui non ne ha nessuno, ne chi grida al complotto (e francamente non sento nessuno gridare), nè chi è assolutamente sicuro che si sia trattato di un incidente.
      Un incidente è stato quello occorso al treno in Trentino.

      Questo lascia molti interrogativi, e noi siamo qui apposta per porli e per discuterne. Ogni contributo è il benvenuto.

      p.s. non so nulla di tuoi commenti non pubblicati. Ricordati che devi approvare l’email di conferma, se non sei un utente registrato, e che hai un tot di ore a disposizione per farlo. 

  • 9
    flandero

    è la prima cosa che ho pensato anch’io -_-”

     

    acimoto ha scritto :
    Semplice osservazione: sulle NAVI è proibito al Comandante di prendere l’ascensore insieme al 1°ufficiale, al Direttore di macchina di prendere l’ascensore con il 1° macchinista. Questo per non lasciare la nave senza i “vertici”, in caso di blocco dell’ascensore. A parte tutto il discorso del complotto, i polacchi non sono stati un po’ disattenti a prendere tutti insieme lo stesso volo?

  • 8
    max_76

    L’ipotesi di questo articolo mi sembra poco probabile. Da quello che ho letto e visto un errore umano del pilota sembra molto più verosimile. Inoltre il presidente polacco era noto per avere un carattere testardo…non è neppure da escludere che abbia insistito per voler atterrare ad ogni costo, nonostante le condizioni meteo non lo consentissero. Se è vero quello che scrivono i giornali, ci sarebbe anche un precedente in merito. Sempre dando per buone le ricostruzioni della stampa, quanto accaduto mal si concilia con l’ipotesi dell’attentato: perchè 4 tentativi di atterraggio? perchè la torre di controllo ha avvertito ripetutamente il pilota del pericolo?

    Che le condizioni meteo fossero proibitive è un fatto verificabile. Se è così, l’ipotesi dell’incidente è la più logica e plausibile.

    • 8.1
      Ambient84

      No tu non ti metti dubbi per niente, hai solo certezze così come hai scritto nel post “resta solo da capire come è stato fatto precipitare”.. pochi dubbi e molte certezze.

      Se mi conoscessi di persona mi daresti ragione, invece nel blog non c’è spazio e tempo per discutere, purtroppo.

      Non ti ho insultato (se l’ho fatto è stato involontario: scusami), ho fatto satira sulle tue certezze lapidarie e te la sei presa. Io certezze non ne ho, potrebbe essere un complotto come no, ma non mi pare che sia evidente come te. 

      Io difendo solo ciò che penso contro qualsiasi inquadramento: anzi tu scrivi che non essendo complottista non si può andar avanti in questo paese: allora se lo sei davvero allora dubita anche di TE.. io lo faccio spesso ;-)

    • 8.2
      Ambient84

      Ma senti la puzza di verità come un cane da tartufo o ti ha telefonato qualche agente russo del reparto speciale pantera?! 

      Non c’è nessuna prova, nessuna prova eppure molti qui nel blog son convinti dell’evidenza del collegamento di questi event, così come un terrorista crede nell’esistenza di un paradiso con svariate vergini che lo aspettano con l’uva. Forse perchè non hanno sperimentato quanto il caso e la realtà superino la fantasia stessa.. basta fermarsi a pensare ed osservare di più, prima di scrivere e parlare, invece di essere così lapidari e certi… mancu Deu !

       

    • 8.3
      dl31

      ambient…..mi vuoi spiegare perche dovrei credere solo ed esclusivamente che sia un incidente ????

      se mi voglio porre dei dubbi non posso ?????

      lo capisci che ormai chi non crede ai complotti è un fallito per come stanno le cose sulla terra oggi !!!!!

      e perfavore non insultare con parole futili come cane da tartufo ed altro che a te ti conosco bene tanto !!!!!!

      sforzati di discutere senza insultare chi vorrebbe far piu luce !!!!!!

    • 8.4
      dl31

      ambient….per capirci penso che lo stiamo facendo e credo che gia siamo a buon punto !!!!!!

      comunque la mia sicurezza (soprattutto per questa questione) deriva anche dal fatto che di prove che accertino l’incidente non ve ne siano poi cosi tante da convincere nessuno !!!!!!

      và….esistono piu prove che sia stato organizzato tutto per benino da qualche manolesta potente !!!!!!

      comunque anche tu dai commenti che fai mi sembri abbastanza sicuro che non sia un complotto….da questo punto di vista sei piu criticabile tu che io ad esempio, perche tu ti fidi cecamente senza indagare meglio in profondita, mentre io porto l’indagine sempre avanti fregandomene altamente se sbaglio perche tutto al piu vengo solo smentito mentre se sbagli tu andiamo tutti quanti alla malora…….

      insomma quello che voglio dire è che siccome ci stanno i soldi e tanti altri interessi a governare le menti dei vertici principali della politica mondiale ed ormai hanno fatto firmare accordi a tutti i paesi del mondo che devono obbedire, allora io penso che sarebbe sempre meglio indagare affondo a tutto quel che succede, ma indagare a fondo proprio in profondità, poi se si sbaglia si è semplicemente fatto un errore, mentre se per ipotesi esiste questo maledetto complotto e si lasciano continuare indisturbati il mondo sara sempre sottoposto al volere degli interessi e dei soldi, tu non credi ????

    • 8.5
      dl31

      ambient….. scusami, ma per te sono dubbi, nel senso che credendo io che sia tutto un complotto e tu invece no, allora si presume che tu abbia la verità assoluta ed io sbagliassi, quindi io essendo per te nell’errore avrei bisognio di chiarimenti in merito a tutta la questione……quindi io per te in teoria avrei dei dubbi, che tu mi dovresti chiarire…….

      mentre invece no, io da parte tua non ho visto niente che mi dimostrasse la tua ipotesi di come siano andati gli eventi….percio fino a prova contraria credo a quello che è uscito fuori fino ad ora, unendo tutte le coincidenze possibili ed immaginabili che si possano accostare con la realtà…..

      …..fino ad ora il messora mi ha sempre stupito in questo !!!!!!!!!!

      ti conosco perche ti perdi in un biccher d’acqua tu ogni volta…….ragioni (diciamo) bene (sono punti di vista), ma poi ti perdi ad insulti cretini…….capisco che magari possa essere il tuo modo di sdrammatizzare un concetto altrui che per te è complicato, ma non ti conviene di piu non sbagliare e far conversare gli altri, tanto se hanno torto prima o poi se ne renderanno conto soli…no ????

      le bugie al mio paese hanno le gambe corte (ed il naso lungo, come certi aerei).

    • 8.6
      dl31

      a me comunque viene difficile accettare che un cargo di quella sostanza abbia potuto fare una fine simile a causa di errori grossolani !!!!!! no, non è credibile !!!!

      con tutto il governo a bordo fare errori simili non mi sembra una cosa plausibile !!!!!!!

      ma scherziamo ?!?!?!?!!?!?  è stato tutto ben organizzato sicuramente e senza ombre di dubbio alcuno !!!!

      caso mai il dubbio potrebbe essere su chi sia stato ad abbatterlo !!!!!   io penso che la mano sia piu grossa di quella della russia !!!!!

    • 8.7
      Ambient84

      Se io dico che tu non ti metti dubbi mi riferisco a ciò che scrivi, non a ciò che penso io di te: sei tu che scrivi: “è un fallito chi non crede nei complotti”, “resta solo da capire come lo abbiano fatto cascare”.. io ti ho solo detto chi ti da la certezza che sia così!

      Io non so come sia andata, mi son fatto un’idea (il 2° commento) eppoi ho commentato le altre, criticando la fedeltà religiosa con cui si perseguono certe idee; e precisamente non mi riferisco a ciò che pensi, ma a Come pensi, alla sicurezza che tutto sia un complotto.. Se tu leggessi il 2° commento al video non vedresti la stessa sicurezza che hai tu, anzi… spero che ci siam capiti.

    • 8.8

      Non c’è nessuna prova. Questa è l’unica affermazione che si può fare. Quindi, non ce ne sono in un senso come nell’altro. Però esercitarsi con la discussione non fa male, anzi consente di imparare cose nuove.

      La storia, in ogni caso, insegna che tutto il peggio cui la mente umana poteva pensare, è stato realizzato.

  • 7
    Alex69

    C.V.D.: l’avevo appena scritto di essere cauti.

    • 7.1

      La cautela o l’essere precipitosi non c’entrano niente. Questo è un blog dove le notizie si analizzano. Poi l’analisi può essere giusta o sbagliata, ma non si tace. Il post e il video mostrano fatti e dati, e pongono una domanda.
      La certezza ce l’ha solo il Cremlino, per il momento. 

    • 7.2
      schumyno

      Mi piace il tuo post. Davvero. Nonostante il tuo voler esser “cauti”, hai detto cose che penso anche io. Non è stata una mossa dei “russi” e basta. La Polonia, in Europa, è l’unico paese che ha mantenuta una certa forte sovranità popolare, andando contro richieste e imposizioni della CE e altri organi internazionali. Si è dimostrata critica, e anche pungente, come nel caso della pandemia (la mia prima domanda saputo dell’incidente è stata “C’era su il ministro della sanità??”).. Ho pensato subito a un complotto, lo ammetto, ma ho a ben vedere le mie buone ragioni… Le coincidenze accadono, per carità: anche Torino ha pianto una squadra di calcio intera. Ma cerchiamo di intenderci: quante probabilità ci sono che una Superga coinvolga l’intero entourage del governo di un paese? guarda caso mentre va nel luogo della commemorazione di uno sterminio di gente del proprio popolo?

      E sta cavolo di scatola nera, si può sapere che fine ha fatto???

      Un’altra cosa carina: riguardate le immagini del disastro mandate in onda. Poi aprite youtube, e andate a cercare le immagini del 9/11 relative all’aereo caduto in Pennsylvania (o come cavolo si scrive)… bello, eh?

      Ho smesso di credere alle coincidenze… non esistono. I fatti accadono a causa di una serie infinita di interazioni: sempre. A volte i fatti sono così assurdi da definirli “coincidenza” (che ad analizzare la parola, significa solo che due fatti portano allo stesso epilogo), ma mica esclude a priori il “dolo”.. Voi parlate di prove, di indagini: ma se chi investiga, è lo stesso committente?

      Le informazioni ci tocca cercarcele da soli, sviluppare un occhio critico, e attenersi ai fatti con la più ampia visuale possibile. E non negare l’evidenza, neanche se ciò significa ammettere di essere impotenti.

    • 7.3
      Alex69

      Claudio, sai quanto ti stimo, te l’ho scritto in PVT un paio di volte e mi hai anche risposto. Però qui non si tratta di analizzare la storia dei rapporti polacco-russi, di cui in parte (per quanto riguarda settecento e soprattutto ottocento) mi sono occupato per il mio dottorato (se con Montanari puoi parlare di nanopolveri, con Giuliani di terremoti, con me trovi per quanto riguarda la Slavia terreno ben concimato). Come vedi i ragionamenti sono già partiti e mi aspetto prima o poi qualcuno che dica che l’aereo è stato tirato giù con il magnete di Lost…

      Io – lo ripeto – andrei cauto.

      Per quanto riguarda l’eccidio di Katyn sono d’accordo con te. Le manovre di Russia e Bielorussia invece fanno parte di un gioco un po’ più grande di quello che hai mostrato, un gioco di geopolitica in cui partecipano a tutto campo anche Polonia e Stati Uniti. Zone del contendere: Ucraina e Caucaso. In questo caso il più pulito c’ha la rogna.

  • 6
  • 5
    Ghibli

    Ma non è la prima volta che Mosca e Minsk fanno pressione sulla Polonia: 4 anni fa, quando si parlava del dispiegamento di missili sul territorio polacco e ceco, Mosca arrivò a minacciare la chiusura dei rapporti diplomatici. E cominciò anche la guerra del gas, che prese di mezzo l’ Ucraina, ma il primo paese a essere lasciato al freddo fu proprio la Polonia…Destabilizzare la Polonia significa destabilizzare l’ Unione Europea…già ci siamo noi che corriamo dietro a zar Vladimir, immaginiamoci se lo fanno pure i polacchi!

  • 4
    sofia

    grazie a byoblu trovo sempre più spesso notizie e approfondimenti che confermano le mie idee e su questa tragedia di cui sono riuscita a sentire qualcosa solo la notte sui media, che, comunque, continuano ad ignorare la politica internazionale, sono veramente d’accordo con il pensare ad una congiura. uno come putin, coinvolto negli assassini dei giornalisti, non vedo perchè non potrebbe pensare a soluzioni più drastiche come questa…eh si, penso che lo zampino ci sia eccome!

    certo, aspettiamo i risultati dell’inchiesta, ma non si dimentichi che a vegliare su di essa, ci sarà putin!

  • 3

    Semplice osservazione:

    sulle NAVI è proibito al Comandante di prendere l’ascensore insieme al 1°ufficiale, al Direttore di macchina di prendere l’ascensore con il 1° macchinista.

    Questo per non lasciare la nave senza i “vertici”, in caso di blocco dell’ascensore.

    A parte tutto il discorso del complotto, i polacchi non sono stati un po’ disattenti a prendere tutti insieme lo stesso volo?

  • 2

    Pensavo di essere l’unica a credere nel complotto e non nella casualità del gravissimo incidente polacco. Questo è un nuovo modo per fare la guerra.

    ho postato il tuo video sul mio blog.

  • 1
    Europa-Russia solo andata

    Questa è stata una nuova promozione turistica per vistiare la Russia.

     

    Europa – Russia solo andata e morte certa.

    Si capisce che La russia gli ha fatti schiantare.

    La guerra fredda è come prima.

     

    E peggio di prima

     

  • 0
    Alex67

    Oddio, di nuovo il complotto!!!!

    Solo Alex69 mi sembra abbia un pò di sale in zucca, aspettiamo i risultati delle inchieste che non possono che essere fatte che con mezzi e informazioni superiori alle nostre

  • -1
    fansss

    Grazie, Claudio.

  • -2
    morpheus65

    Bravo Claudio,

    Non sono d’accordo con voi ragazzi… Il video e’ molto ben fatto e ci lascia aperta a ognuno una pressa di posizione “libera”.

    A mio parere Claudio a fatto benissimo a fare i paralelli. Quelli che conosciamo la storia un pocchino sappiamo che “ella non si ripette… ma amazza, quanto rima a volte…” (Mark Twain).

    • -2.1
      Ambient84

      Ricordi cosa dicevano molti maestri?!

      Certi libri bisogna saperli leggere e così certi video bisogna saperli guardare, altrettanto certi film e così via…. altrimenti fanno solo danno! Il video di Claudio è dannoso per alcuni fan sfegatati, non per altri!

  • -3
    Wotan

    ma tutte queste speculazioni sono un tantino campate in aria…..cioè sti qua hanno provato ad atterrare in un aereoporto praticamente in disuso con visibilità pessima quando sia varsavia che minsk che mosca avevano fortemente consigliato di cambiare luogo dell’atterraggio e il pilota ha ripetuto la manovra ben 4 volte (quando solitamente ci si ferma alla 2°) probabilmente “sollecitato” dal presidente polacco (fanatico ultrareligioso che insieme al fratello aveva portato la polonia quasi al totale isolamento) e si crida al complotto……ma per favore si tratta semplicemente di un incidente.

    • -3.1
      Ambient84

      @ Wotan “..se i fatti non vi stanno bene e pensate che ogni avvenimento celi dietro una qualche sorta di intricato complotto che vi devo dì…costruitevi il vostro mondo come vi aggrada di più..”

      Purtroppo condivido, molti si fanno ammaliare dalla seduzione del complotto !

       

    • -3.2
      Wotan

      allora mi sarò spiegato male io…..non avevo intenzione di criticare l’articolo che trovo comunque ben fatto anche se non condivido il tono di alcuni passaggi e il fatto che non riporti alcuni (tutti i) fatti noti della vicenda….la mia era una critica a quei commenti che sbandieravano con sicurezza un complotto di mosca.

      spero di essermi chiarito, e il mio secondo reply era dettato dall’attacco che mi era stato rivolto….a quanto pare c’è stata incomprensione, ripeto che il mio non era un attacco all’articolo o al blog in se, ma (ripeto) ad alcuni commenti.

       

    • -3.3
      Andre

      Veramente questa ricostruzione dei fatti è quella apparsa su tutti i giornali italiani (quelli che ho letto io:Corriere, Repubblica, IlManifesto). O tu sei a conoscenza di altre cose che smentiscono questa ricostruzione? E dove lo hai sentito, dal parrucchiere di tua zia?

      Inoltre, tu scrivi “dispiegati per fronteggiare l’ipotetico aggressore polacco in un’esercitazione molto – diciamo così – realistica, condotta anche entro i confini della Polonia, con l’attacco di spiagge e gasdotti” Peccato che nell’articolo del telegraph non si parli assolutamente di sconfinamenti in territorio polacco.

    • -3.4

      mi fa piacere che tra diversi miliardi di persone che non sanno e, ragionevolmente, esercitano al meglio il loro spirito critico circa le cose che leggono sui giornali (tra i quali molti – ovviamente non italiani – si pongono gli stessi inquietanti interrogativi), tu sia uno dei pochi che invece ha granitiche certezze su come si siano svolti i fatti, che forse ti derivano dal fatto che te l’ha detto tua cugina che ha un lontano parente che ha servito come governante presso la zia del parrucchiere di Putin.

    • -3.5

      Bene, allora! Tra l’altro non credo ci debba essere nessuna contrapposizione, ma la verità vada ricercata insieme, ognuno secondo il proprio contributo. Ben vengano tutte le integrazioni e i punti di vista complementari!

    • -3.6
      Wotan

      guarda sarà anche un blog dove si analizzano le notizie ma iniziare a sbandierare ipotetici complotti andando addosso (e con quanta sicumera aggiungerei) a chi riporta i fatti è un metodo un po’ “coercitivo”, inoltre non capisco davvero l’attacco personale…ma….comunque se questo è il tipo di reazione che mi devo aspettare solo perchè non urlo al complotto russo (che è una cosa molto risibile almeno in questo caso) allora non so cosa dire….letteralmente….concludendo se i fatti non vi stanno bene e pensate che ogni avvenimento celi dietro una qualche sorta di intricato complotto che vi devo dì…costruitevi il vostro mondo come vi aggrada di più

       

       

    • -3.7
      Alfio Zanetti

      "The Russian air force practised using weapons from its nuclear arsenal, while in the Russian enclave of Kaliningrad, which neighbours Poland, Red Army forces stormed a Polish beach and attacked a gas pipeline."

      E poi ci sono altre fonti. Usa Google.

      In ogni caso qui non si urla al complotto, l’articolo fa una riflessione ma non mi pare tragga conclusioni: si fanno notare cose che sottolineano il risentimento evidente tra Russia e Polonia (peraltro senza rincarare la dose, visto che c’è anche la questione dello scudo missilistico), senza avere per questo nessuna certezza.
      Invece, stupisce che ci siano alcuni che hanno la certezza del contrario, come te.

      Puoi avere la tua opinione, ma a meno che tu non sia, appunto, il fratello segreto di Putin, devi porla come un’opinione, e non con quell’ineducato tono da sfottò. E poi vieni qui a parlare di sicumera. Certo che l’autocritica è un dono di pochi.

    • -3.8

      Wotan, ti invito a non deformare il contenuto dell’articolo.

      “e si grida al complotto……ma per favore”
      “speculazioni campate in aria”
      “sbandierare ipotetici complotti “

      non vedo nulla di questa tua colorita descrizione nell’articolo.

      “comunque se questo è il tipo di reazione che mi devo aspettare solo perchè non urlo al complotto russo”

      No, però questo è il tipo di reazione comprensibile se metti in bocca al blog e all’articolo quello che non c’è scritto. A meno che una frase come “non ci sarebbe motivo di dubitare circa le dinamiche della tragedia occorsa sui cieli di Smolensk” tu la chiami “GRIDARE AL COMPLOTTO“, nel qual caso non abbiamo basi comuni su cui discutere.

       

      p.s. per Andre: se questa è la ricostruzione che appare su tutti i giornali, allora non c’è motivo di credere che qui si stia “gridando al complotto”.

    • -3.9
      dl31

      io non capisco proprio cosa ci sia di sbagliato nel pensare al complotto !!!!!

      cioè non possiamo pensare e dibattere ponendoci dei dubbi su chi sia stato ????

      dovremmo per forza credere che sia stato un incidente ????

      non capisco !!!!! 

  • -4
    Ghibli

    Quante potevano essere le possibilità che un aereo presidenziale cadesse? Io posso ammetterla come possibilità per un aereo di linea, ma QUEL Tupolev 154, sebbene avesse 20 anni, ERA l’ aereo presidenziale polacco. Io non ci credo alla banalità dell’ incidente: la manutenzione su questi tipi di aerei, dato le persone che trasportano, non è trascurata. I piloti, poi, sono sempre quelli più in gamba, i più esperti…Certo che la distruzione dell’ aereo non permetterà di stabilire con assoluta certezza qual’è stata la causa dell’ incidente…Se fosse stato IPOTETICAMENTE manomesso, gli unici che riuscirebbero a capirci qualcosa sono i tecnici della TUPOLEV…ossia, i russi…

  • -5
    Ambient84

    La storia è scritta dai vincitori.

     Già questo che ci ha presentato il caro Claudio è uno scenario.. possibile, ma pur sempre da verificare. Pare davvero in discesa la strada che collega le 2 stragi, ma molti indizi non fanno una prova, soprattutto in certi tribunali!

     Suggerisco a tutti di vedere il film omonimo: potrebbe aprire gli occhi a molti ed evitare tanti fanatismi controproducenti, è una lezione di vita e di storia molto attuale che parla di università, politica e società..

     Il genocidio censurato, insabbiato, segretato, rappresenta il culmine della falsificazione della verità, anche mediatica oltre che storica, ad opera delle due massime potenze mondiali: capitalismo e comunismo ASSIEME!

     Ps. peccato per l’onnipresenza del Berluscao anche in questo servizio. Io son dell’opinione che: basta che se ne parli tutto fa comodo a lui, tipo immagine subliminale!

     Eppoi Mussolini era visto da Hitler come un esempio, mentre Stalyn gli preferiva D’annunzio e gli italiani lo calpestarono da morto tanto quanto lo amarono. Berlusconi invece è talmente basso, in tutti i sensi, che i politici lo sbeffeggiano a pacche sulla pelata, calpestando la nostra Italia. Lui è solo un compagno di merende di certi altri politici e uomini dediti allo schiavismo capitalistico, al monopolio, ai soldi, cash, dineros, din din…

     Ma visto che ci siamo: spero che se un giorno avrò un figlio, questo possa leggere: Berlusconi morto agli arresti domiciliari dopo 20 anni di galera. Gli auguro un lunga vita per poter scontare tutto in carcere in una cella 3×3 con la tv, il grande fratello, Rete4 e Amici. Spero che mio figlio legga: la polizia italiana lo arrestò prima della sua partenza per Panama con in tasca le ceneri dell’Italia! I tropici li deve vedere solo sull’isola dei famosi, così ringrazia almeno di non patire la fame!

     

    • -5.1
      dl31

      in cella la notte….poi l’indomani di prima mattina al lavoro nelle discariche che ci hanno fatto fare……devono ripulire tutto loro……lo devono mangiare e digerire loro !!!!!!!

      poi prima di ritornare in cella si ci da una bella pillolina studiata ad hoc per curare tutti i mali (in mezzo a tutto quell’inquinamento vi immaginate) cosi si ci prolunga la vita (io punterei a fargli raggiungere all’immortalità credo fermamente si ci possa ARRIVARE)…..!!!!!!!

      SFRUTTIAMO TUTTO !!!!!!!   NON GETTIAMO VIA NIENTE !!!!!!!!

  • -6
    PIGRECO

    credo che sia byoblu a credere in attività sovversive come prima chiave di lettura …ha fatto un video che inizia con riferimenti a omocidi di stalin chiaramente sovversivi  e poi fa vedere il video di oggi come se volesse mettere in parallelo la storia …quindi se uno guarda il video la prima cosa che viene da dire che il colpevole sicuramente è da trovare tra putin e quant’altro ….magari è cosi ma sicuramente byoblu facendo un video del genere crede piu in una mossa soversiva di moska che in quant’altro e la giustificazione è che la storia ci è testimone ….questa è una tua interpretazione dei dati la storia è piena di tanti casi anche di quelli come  avvenimenti senza nessuna causa …solo che non accettiamo di natura il caso  alcuni dicono per un discorso celebrale e vogliamo sempre darne un senso ….parlare di putin in questo modo come di chavez è alquanto semplicistico …appena qualcuno fa una politica antiamericana nel mondo è visto come un dittatore o altro ….voi che siete tutti esperti conoscevate la russia prima di putin durante il periodo eltzin? e la crisi dei bond russi vi ricorda qualcosa?da quali banche era creata? i rotschild vi ricordano qualcosa in russia prima di putin?byoblu lavori per le banche americane? e le pensione degli anziani prima di putin vi ricorda qualcosa?prima di putin le pensione non erano inflazionate e la gente è morta di fame in migliaia andate a studiarvi qualche testo di macroeconomia … dire che putin è semplicemente un dittatore è solo propaganda americana e occidentale ….ma analizzare putin dal punto di vista critico e distaccato dai media occidentale come ha fatto jhon pilgner con chavez e come dice l’autore di “confessioni di un killer economico ” il quale lavorava per il fondo monetario internazionale è assai diverso ….in questo video non c’è niente di nuovo all’infuori del tema dominante putin cattivo–putin dittatore ….quindi internet non ci aiuta a niente neanche questa volta se non ad amplificare la realtà televisiva…

    • -6.1
      kautostar86

      Un po di complottismo tira sempre!

    • -6.2

      ..ha fatto un video che inizia con riferimenti a omocidi di stalin chiaramente sovversivi  e poi fa vedere il video di oggi come se volesse mettere in parallelo la storia

      Questa è una frase un po’ sconclusionata.
      Io non ho fatto un video che inizia con “riferimenti a omicidi di Stalin” (chiaramente sovversivi poi?). Ho fatto un video che inizia raccontando il massacro di Katyn. Se poi, in uno strano linguaggio, la frase si riferisse a quello, è contraddetta dalla subordinata successiva: “nel video di oggi…”. Quale video di oggi? Esiste un video solo. Non c’è nè uno di ieri nè uno di domani (a parte quello dell’intervista di Medvedev che ho caricato mercoledì sera tardi, cioè adesso, ma che non è un video fatto da me).

    • -6.3

      ha fatto un video che inizia con riferimenti a omocidi di stalin chiaramente sovversivi 

      …ehm….eh? ..ho fatto cosa? :)

    • -6.4
      dl31

      PIGRECO……….con te io sono troppo in sintonia sempre su tutto (anche in questo caso, che comunque ho da ridire)….

      devo ammettere che byoblu (Claudio) in questo articolo ed in tutti gli altri mi è sembrato molto critico e non solo……..dà anche vari spunti di riflessioni ed ampiamente interpretativi da chiunque (se lo fa fare a me !!! pensa agli altri !!!!!) ….a me non sembra che voglia dire niente di preciso, anzi ci fa riflettere dandoci degli indizzi, degli spunti di partenza, poi dai commenti uno approfondisce se vuole !!!!!!

      io ti devo dire che sono un cospirazionista nato (ciò mezzo-sangue cosi) ed ancora a lui lo sto studiando, come faccio comunque con tutti (perche fidarsi è bene, ma NON FIDARSI nel mondo di oggi per me è meglio, anche se ci parto sempre puro e fidato).

  • -7
    Zacharias Zundermann

    Ciao Claudio,

    non sono d’accordo con le tue conclusioni/insinuazioni,
    temo che sia un tragico accidente del destino…

    comunque Václav Havel è ceco.

    Saluti
    ZZInvia il commento

  • -8

    Beh, sara’ solo un blog il tuo, pero’ siamo abituati a leggere qualcosa di piu’ collegato alla realta’ rispetto al tuo ultimo post. Come si puo’ leggere sul Guardian a riguardo, ad esempio:

    – Pressure from high-ranking plane passengers. The former social democrat prime minister Leszek Miller said: “The president had wanted so much to be there“.

    – Poland’s chief prosecutor Andrzej Seremet said from initial interviews held with air traffic controllers, investigators had “concluded there were no conditions for landing

    – “How is it possible that all these top people came to be travelling on the same plane?” military expert Wojciech Luczak said.

    A meno che i polacchi qui sopra siano pagati da Putin, non mi sembra ci sia alcun motivo di dubitare del tragico incidente. Avventatezza, piu’ che errore umano, sembra essere la causa del tutto.

    • -8.1
      Alex69

      Appunto, allora confermi quanto da me precedentemente scritto: a Smolensk non sapevano l’inglese perché non è obbligatorio per un aeroporto interno e non internazionale. Io – lo ripeto – non ci volerei mai con un volo internazionale in città come Smolensk, Kostroma, ma anche Syktyvkar, Kirov, Petrozavodsk, Murmansk… infatti arrivo a Mosca e/o Pietroburgo e poi prendo il treno, il pullman o una macchina. Ma uno come il presidente della Polonia non lo sa che a Smolensk l’inglese non lo conoscono? E poi secondo voi non c’era un interprete a bordo? comunque se voi sapeste 2 parole di russo e 2 di polacco, capireste che sforzandosi si riescono a capire, come può succedere sforzandosi tra un francese e un italiano, anche se il polacco è molto più vicino al russo di quanto lo sia il francese con l’italiano. Mi dispiace. Qui la lingua non c’entra, anche perché tutte le persone dell’ex blocco sovietico oltre i 30 anni hanno un’infarinatura di russo, e per di più se slavi come i polacchi molto più di un’infarinatura.

    • -8.2

      …a me queste affermazioni fanno venire ancora più dubbi.

       – Un presidente e tutto lo stato maggiore non viaggiano su una carretta di aereo con il tagliando scaduto.
       – un presidente e mezzo governo non viaggano con un pilota che non abbia un’esperienza super-consolidata e che commette errori grossolani,  uno cui affideresti tranquillamente il Titanic e andresti a dormire
       – un presidente e tutta l’elité di uno stato non viaggiano sullo stesso aereo (perfino sulle navi, le procedure di sicurezza impongono che il capitano e il suo vice non possano prendere l’ascensore insieme)
       – le conversazioni tra il pilota e la torre di controllo sono state effettuate IN RUSSO, in contravvenzione al protocollo che impone l’inglese, senonchè il pilota il russo lo sapeva male e non è riuscito a comunicare le giuste quote.(!!!!!????)

       Vi sembra plausibile? A me no. Un caso è quando una montagna ti frana addosso mentre sei su un treno che passa di lì. Tutte queste infrazioni, invece, questi lassismi concorrenti e inaspettati, in un luogo dove già 70 anni fa la Polonia fu decapitata, tra due stati con tutte queste tensioni, tra attori che non esitano a piegare la storia ai loro fini, no…. non riesco a chiamarli "caso".

      La verità sarà scritta solo sui libri di scuola dei nostri pronipoti, certo, ma se si trattasse (per pura ipotesi) di un golpe organizzato in concorrenza con un qualche tipo di P2 polacca, è perfettamente comprensibile che la stessa lobby ora non gridi allo scandalo ma parli di incidente.

       Questi incidenti, nel 2010, su un aereo che porta tutte le più alte cariche di uno stato, non succedono. Le quote vengono comunicate tra i computer di bordo. Esistono i radar, esiste il volo strumentale, esistono rigide procedure, protocolli….

       Io sono sempre molto cauto, e lo sono anche adesso, ve lo dico tranquillamente. Però, molto candidamente, vi confesso che questa storia, per la mia sensibilità, fa acqua da tutte le parti. 

    • -8.3
      Alex69

      quoto: “le conversazioni tra il pilota e la torre di controllo sono state effettuate IN RUSSO, in contravvenzione al protocollo che impone l’inglese, senonchè il pilota il russo lo sapeva male e non è riuscito a comunicare le giuste quote”

       

      Risposta: forse a Mosca o a San Pietroburgo le conversazioni avvengono in inglese, ma nel resto della Russia… mmmhhh … Claudio, ma la conosci la Russia? Ci sei mai stato?

      Ci sono precedenti di comunicazioni in russo da torri di controllo di aeroporti di provincia. Cerca su internet. In Russia la lingua ufficiale è il russo e l’inglese lo sanno male, se lo sanno. E non parlo di gente comune, ma anche di professionisti, anche di gente che lavora negli aeroporti, di ingegneri o di semplici addetti alle comunicazioni radio. Non mi sembra affatto strano.  Io ci sarei andato col treno di stato a Smolensk, e non a fare lo sborone con un Tupolev zeppo di alte personalità e presidenti vari.

    • -8.4

      L’inglese c’entra, perché sembra (secondo la versione della fatalità) al centro del disastro

       CLICCA QUI, (per esempio) 

      A lack of English language skills could have been the reason behind Saturday’s tragic plane crash in Smolensk, Russia, in which President Lech KaczyÅ„ski, his wife, and 94 others died.

      In an interview published by Russian daily Komsomolskaya Pravda, an air traffic controller said that the conversation between the tower and the plane was held in a mixture of English and Russian, with more of the latter.

      Russian aviation laws dictate that when traveling to a non-international airport, at least one member of a foreign crew should speak Russian. It is not clear if any of the eight crew aboard the ill-fated Tupolev-154 spoke the language fluently.

      “It made understanding difficult,” the air traffic controller said. “Initially, when the plane followed the normal course, talks with the crew were calm. But pilots did not report [their intentions], although they should have. The controller should not only inform the crew about the situation, but also receive a response about all maneuvers, [and] flight altitude. The pilots did not do this,” he added.

      Polish pilots are generally fluent in English. An air traffic controller from Warsaw’s Fryderyk Chopin airport who preferred to remain anonymous told WBJ.pl that the English language skills of their Russian counterparts is “notoriously bad.”

       

      Qui trovi uno stralcio della comunicazione registrata:
      http://www.youtube.com/watch?v=Cw_ZFIBvr3g 

      Sembra che l’inglese sia obbligatorio solo per gli aeroporti internazionali, e Smolensk non lo è.

  • -9
    Focaccia

    Forse dovremmo provare a fare delle ipotesi circa possibili scenari che possono concretizzarsi dopo questo strano drammatico evento.

    Cosa potrebbe seguire?

    • -9.1
      Alex69

      Pubblicate un serio elenco bibliografico dove vengono esposte teorie e controteorie, dove tutto viene visto a rigor di logica. Se invece pensate che gli altri siano nell’errore e che solo voi avete visto la verità potete fare come John Belushi in Blues Brothers… inania sunt ista delectamenta paene puerorum!

    • -9.2
      dl31

      certo sono di granito ed enormi (pesano tonnellate) e son li da molti decenni a quanto pare….non credo che li abbiano messi li tanto per giocare….sai quanto lavoro ci sta dietro allo spostamento di enormi pietre come queste, per giunta chissa quanti anni fa lo hanno realizzato (con quali tecnologie)….pensavo che lo spostamento lo abbiano fatto fare a que ltizio amico di NIKOLA TESLA che sollevava le pietre magneticamente.

    • -9.3

      le guidestones le han messe nel ’79……

      ma chi le ha messe, sapeva dell’enorme potere di cui godeva. Internet ha scombussolato i loro piani… o forse no… vedremo… l’unica cosa che possiamo fare, è parlarne, e vedere che accade…

    • -9.4
      dl31

      kautostar….spero che prima di scrivere tu ti sia documentato su queste enormi lastre di granito (c’è parecchio materiale su internet) !!!!!!

      comunque sia (voglio presumere tu ti sia documentato) capisci il lavoro che c’è da fare per metterle su ????

      e poi ancora….siamo sicuri che la data sia effettivamente quella (1979) …..perche non vi sono prove effettive che dimostrino quella data !!!!!!!!!

      ammettendo sia vero, tu pensi che ad una setta di allucinati mentali fatti di lsd fosse stato concesso di andare a mettere quelle enormi lastre di granito li…..?????

      e scusami se mi ripeto ancora, ma capiscimi….sei consapevole dell’enorme mole di lavoro che ci sta dietro a queste lastre ?????   quanto lavoro si debba fare per posizionarle in quella maniera ??????    solo un’ organizzazione libera di muoversi sul territorio e molto ben organizzata, se ci pensi bene, potrebbe aver avuto la possibilità di poterlo fare……..tu credi che una setta di allucinati psicopatici new-age, abbia avuto i poteri per poter fare queste strutture, ed in liberta assoluta andare a metterle li ??????

      kautostar……io non ti dico credi a ciò che vuoi……..

      io ti dico: ” CREDI A CIÒ CHE VEDI…QUANTOMENO !!!!!!

      gli ebrei (se dobbiamo seguire il libro della chiesa) si sarebbero divise in due fazioni durante l’attesa sotto il monte sinai !!!!!!

      una parte resto fedele ad un DIO spirituale, basato sopratutto su leggi fondate sul rispetto dell’uomo in generale, mentre un’altra parte dichiarò praticamente guerra a tutti coloro che ancora credevano a questo DIO spirituale (fondato sul rispetto di leggi a favore di ogni uomo sulla terra), per passare a credere solo ed esclusivamente al dio denaro….

      ” allora costruirono un enorme agnello tutto d’oro, con tutto l’oro che gli donavano i fedeli e seguaci….. “

      da quel momento gli ebrei si divisero in due schiere…….direi i buoni (sperpagliati in tutto il mondo) e i cattivi (ben organizzati sin da quegli istanti in poi) questi (cattivi) hanno tutti i segreti tramandati, che da quei tempi sino ad oggi, hanno raccolto ed anche manipolato a dovere…!!!!!!!!

      ad esempio, immagina per assurdo che la storia di JESU fosse stata tutta vera e loro dopo averlo ucciso abbiano modificato tutta la verita facendocela arrivare a noi tutta distorta, se ci pensiamo bene gli unici libri che ci arrivano a noi da quell’epoca, sono tutti quanti stati riscritti da loro che fino al 1400-1500 circa, quindi si parla di 1500 anni, hanno proibito la divulgazione a livello popolare e che oltretutto il livello popolare era tenuto in completa analfabetizzazione totale, la peble mi pare venisse chiamata se non erro……

      kautostar…..impara anche a ragionar da solo sulle facende che ti danno troppo fastidio, non sempre capiti gente pacata come me !!!!!!!

    • -9.5

      Caro Dl31,

       

      ti quoto. Forse quel video non è al 100% attendibile, ma è chiaro che la storia e il livello di gioco, son quelli…

      E poi: se una cosa, una prova, un’affermazione, è falsa, perchè impegnarsi tanto nel smentirla? …tutto qui.

      Se ci pensi, il metodo è lo stesso che adottano con il MoVimento5S: lo ignorano, fintanto non c’è un clamore. Lì lo denigrano, lo sminuiscono, e lo riconfinano nel silenzio… stessa cosa per le teorie “complottiste”… eh, chiamale ancora teorie, dopo questo incidente… o dopo lo scandalo di Emergency… e tante, tante, tante altre… troppe… e la gente si batte ancora per i partiti, per il calcio, per le veline, quando dovrebbero battersi per il diritto a vivere. Dobbiamo scendere tutti in piazza e riprenderci il nostro Stato. Tanto, finchè non ci sono atti violenti, non è più nemmeno reato, fare un “golpe bianco”.

    • -9.6
      dl31

      schumyno….ragazzi c’ho un problema molto, ma moooolto serio !!!!!!

      HA DAL GIORNO DI PASQUA (QUANDO MI HANNO INVASO LA TESTA DI SCIE CHIMIKE) CHE APPENA VEDO A QUALCUNO CHE NON CREDE AI COMPLOTTI COSPIRAZIONISTI MI VIENE VOGLIA DI UCCIDERLO…….!!!!!!!!

    • -9.7
      dl31

      alex69……sono PIENAMENTE SICURO  che se tutti si mettessero a cercare (e soprattutto tanti la smettessero di ostacolare chi la vuole trovare) la verità, non salterebbe fuori solo l’elenco…….forse salterebbero un po piu cose !!!!!!!!

      la puoi fare la traduzione di quella frase a me marziana !!!!!!!

    • -9.8
      kautostar86

      X dl31: Credi pure a tutto quello che vuoi (anche al NWO), io ho detto solo che nesso c’è tra Georgia Guidestone e NWO(ammesso che che esista davvero)??un segretissimo ordine mondiale di potenti che mette i suoi progetti su pietra, tradotti in tutte le lingue?? Poi il NWO non doveva essere dominato dalle più importanti dinastie Ebraiche?Non è molto più probabile che sia stato costruito da qualche gruppo o setta New Age(che infatti negli anni 80 andava parecchio di moda)??

    • -9.9
      kautostar86

      X dl31: Credi pure a tutto quello che vuoi (anche al NWO), io ho detto solo che nesso c’è tra Georgia Guidestone e NWO(ammesso che che esista davvero)??un segretissimo ordine mondiale di potenti che mette i suoi progetti su pietra, tradotti in tutte le lingue?? Poi il NWO non doveva essere dominato dalle più importanti dinastie Ebraiche?Non è molto più probabile che sia stato costruito da qualche gruppo o setta New Age(che infatti negli anni 80 andava parecchio di moda)??

    • -9.10
      kautostar86

      X dl31: Credi pure a tutto quello che vuoi (anche al NWO), io ho detto solo che nesso c’è tra Georgia Guidestone e NWO(ammesso che che esista davvero)??un segretissimo ordine mondiale di potenti che mette i suoi progetti su pietra, tradotti in tutte le lingue?? Poi il NWO non doveva essere dominato dalle più importanti dinastie Ebraiche?Non è molto più probabile che sia stato costruito da qualche gruppo o setta New Age(che infatti negli anni 80 andava parecchio di moda)??

    • -9.11
      kautostar86

      X Dl31: ho visto il video che hai postato, interessante, non sapevo di questo monumento (anche perchè non è poi così importante)

      Non te ne sfugge uno di complotto eh! dove c’è complotto c’è Dl31 eheh

      Cmq tornando al video, chi cavolo l’ha stabilito che quelli sono i comandamenti del cosiddetto NWO(apparte che poi anche sto Nuovo Ordine Mondiale è tutta na congettura, x me non esiste nessuno NWO o comunque non nei termini in cui ne parlano i complottisti)???A me sembrano più i precetti di qualche “religione” o meglio ancora filosofia NEW AGE, in cui si fondono concetti come l’ambientalismo, il pacifismo, il sogno di un futuro di pace e amore e armonia con la natura che andava di moda intorno agli anni 70/80!

      Non doveva esse tanto malefico sto NWO??la maggior parte di questi comandamenti mi sembrano assolutamente pacifici (e purtroppo anche lontani dalla realtà)

      L’unico punto che potrebbe sembrare  “inquietante ” è quello dei 500.000.000 di persone, ma non si parla di sterminare la popolazione in eccesso, potrebbe anche essere un semplice monito a controllare le nascite, per evitare che la popolazione cresca troppo(con tutti gli inevitabili problemi ambientali e politici che ne conseguono)

      Poi scusate ma sti illuminati, sti nuovi padroni del mondo, non sono ebrei(almeno mi sembra che ste teorie del NWO, attribuissero il potere mondiale a ricche famiglie ebraiche)

      Come si conciliano questi comandamenti con i comandamenti del Dio Ebraico? Il primo comandamento del Dio Ebraico non era “crescete e moltiplicatevi”?

      Insomma cari complottisti, prima di mettere in giro certe storielle, almeno createle coerenti tra loro, organizzate una trama fatta bene, sennò vi crede solo qualche malato di complotti!

       

    • -9.12
      schumyno

      Concordo con quanto detto. Ci son 6.5 miliardi di verità, in questo momento, al mondo: è la percezione del singolo, sommata a quella degli altri, a formarla. Ed è continuamente soggetta a ricambio generazionale. Il Tupolev potrebbe esser caduto per uno sbadiglio del pilota, che aveva dormito poco a causa del nipotino indisciplinato, e partito, “contagiato” dallo sbadiglio del copilota che aveva fatto bagordi la sera prima. E’ una cosa possibile, e mai la sapremo. Però è qui che interviene il “controllo delle masse”: monopolizzando l’informazione. E scusa, ma è una cosa risaputa da secoli e secoli… è sull’informazione, che si è evoluta la specie umana. I servizi segreti ne sono l’ultima prova manifesta. Ora, ti sembra così improbabile che tu possa non credere a qualcosa che ti riferiscono? Io non sono certo che quanto accaduto sia stato un complotto. Non ne ho le prove certe, solo un sacco di indizi. Che partono da lontano: di esempi di abusi di potere e falsi pretesti per scatenare guerre, uff, a bizzeffe… oggi si sono affinati, tutto qui. Controllano l’informazione e l’economia. Giganti silenziosi che muovono i popoli usando il sistema economico che hanno creato. E non sappiamo con che scopi. 

      Possiamo far finta che il tupolev sia caduto per incidente: ma lo daresti per certo dopo l’11/9?  vorresti dirmi che il 10/9 era normale che ci fossero i piani d’attacco all’Afghanistan sul tavolo? non si erano accorti di mesi di preparativi, e poi in meno di 24h sapevano chi era il mandante? dai… per non parlare degli aerei fantasma, senza resti… loro sono i buoni, loro sono i nostri leader, loro non tradirebbero mai la propria patria… discorsi già sentiti nel fascismo/nazismo.. han giocato sul loro potere di persuasione, e la gente ha accettato la loro versione, perchè troppo assurda la realtà…

      Fino a prova contraria, attendibile, io credo nel complotto, in questo caso: troppe coincidenze, che si legano a comportamenti in precedenza ormai evidentemente fraudolenti. I mandanti potrebbero esser tanti: le guerre fanno gola a tutti i potenti.

    • -9.13
      dl31

      schumyno……..guarda SEPTEMBER CLUES …..a quanto pare (e in effetti io lo pensavo, ma non avendo prove o indizzi validi, non ne parlavo mai) comunque pare che nessun aereo in verità avrebbe colpito le torri gemelle….guarda il video ci sono tante prove direi …

      http://www.youtube.com/watch?v=e4VXNmqT1PQ&feature=related

      ti sembrara impossibile una cosa del genere, ma per me no, anzi io me l’aspetavo !!!!!!

    • -9.14
      dl31

      A ME È BASTATO VEDERE UN VIDEO PER CAPIRE I POSSIBILI SCENARI……

      I 10 Comandamenti del Nuovo Ordine Mondiale …..Guidestones…..(È IMPRESSIONANTE in queste pietre gli hanno scritto tutto il loro sporco progetto):

      http://www.youtube.com/watch?v=U0A_3OVHNVg&feature=related

      CHISSÀ COSA STANNO PREPARANDO !!!!!!!

      RIBELLIAMOCI (PACIFICAMENTE) MA FACCIAMOLO IN FRETTA ED IN TUTTO IL MONDO !!!!!!

    • -9.15
      Alex69

      Occupandomi per professione di lingue, storia e letteratura del mondo slavo (ma non solo), io sto con Tolstoj, e per questo cito quanto ho scritto qualche hanno fa in un volume da me curato:

      Nel XIX secolo L.N. Tolstoj (TOLSTOJ 1990 : 964) propone – all’interno
      di Guerra e pace – una moderna definizione di “storia e memoria”.
      Compito dello storico è quello di impadronirsi delle leggi del movimento
      dell’umanità, «espressione di un numero infinito di volontà umane [che]
      si compie in modo continuo». La mente dell’uomo, nel tentativo di
      comprendere tali leggi, «utilizza unità arbitrarie e discontinue». Per prima
      cosa, dunque, la ricerca storica deve prendere in esame «una serie arbitraria
      di avvenimenti continui […] separatamente dagli altri»: ogni avvenimento,
      analizzato nella sua diacronicità, fa parte del flusso sincronico della
      storia, scaturendo, «senza soluzione di continuità, dall’altro». In seconda
      istanza l’analisi storica consiste nell’esame dell’azione dell’uomo singolo
      «come una somma di volontà umane», che a sua volta non si manifesta
      «nell’attività di un solo personaggio storico». Scopo della scienza storica
      è l’esame di parti di storia sempre più piccole: proprio attraverso questo
      lavoro, dunque, la scienza storica deve tendere il più possibile alla verità.
      Ma valutare unità separate di storia – anche se «l’unità assunta dalla storia è
      comunque arbitraria» – produce una comune sensazione di falsità. Tolstoj
      così conclude: «solo sottoponendo all’osservazione un’unità infinitamente
      piccola, un differenziale della storia, vale a dire le tendenze omogenee degli
      uomini, e riuscendo ad integrare, cioè ad esprimere la somma di questi
      valori infinitamente piccoli, noi possiamo sperare di comprendere le leggi
      della storia».

    • -9.16
      dl31

      kautostar…..il giorno che ti accorgerai che non te la sei presa con quelli con cui te la dovevi prendere T’INCAXXERAI UN CASINO !!!!!!!!

      mi sembra come se tu sapessi tutto ma cerchi ancora piu conferme…..non perdere troppo tempo perche credimi che ci perdi solo tu….sai perche ????

      è semplice……tutti i vertici delle maggiori istituzioni dei vari stati del mondo hanno dovuto firmare negli ultimi 10-15 anni dei documenti che in pratica danno nelle mani di alcuni pazzi le nostre vite…..in questo modo è automatico che con giochi d’interessi (denaro ed altro) si possono manovrare gli eventi quotidiani nel mondo dato che TV, giornali, stato, industrie e di conseguenza a piramide tutti gli altri fino ad arrivare a te e me, sono gestite dai vertici che sono tutti sottomessi al volere di quei pochi.

      allora l’unica maniera per uscirsene senza sbagliare qual’è ????

      semplice……si indaga bene su tutto quel che accade sapendo che dietro c’è quella triste realtà che continuando a chiamare complotto sminuite, dato che in verita sono accordi firmati e certificati nelle nostre leggi dai nostri politici. Indagare, indagare, indagare a fondo senza ritegno, perche se li lasci continuare indisturbati fidantoti cecamente di tutto, potresti un giorno pentirtene, mentre se ora indaghi sara solo un bene perche male che vada hai capito come andavano in verità le cose ed hai tolto i dubbi a te ed ai tanti altri, per non parlare poi se invece per assurdo avessero ragione i (complottisti) avresti contribuito a sventrare un sistema che definire demoniaco significa veramente sminuirli !!!!!!

    • -9.17
      dl31

      kautostar…..il giorno che ti accorgerai che non te la sei presa con quelli con cui te la dovevi prendere T’INCAXXERAI UN CASINO !!!!!!!!

      mi sembra come se tu sapessi tutto ma cerchi ancora piu conferme…..non perdere troppo tempo perche credimi che ci perdi solo tu….sai perche ????

      è semplice……tutti i vertici delle maggiori istituzioni dei vari stati del mondo hanno dovuto firmare negli ultimi 10-15 anni dei documenti che in pratica danno nelle mani di alcuni pazzi le nostre vite…..in questo modo è automatico che con giochi d’interessi (denaro ed altro) si possono manovrare gli eventi quotidiani nel mondo dato che TV, giornali, stato, industrie e di conseguenza a piramide tutti gli altri fino ad arrivare a te e me, sono gestite dai vertici che sono tutti sottomessi al volere di quei pochi.

      allora l’unica maniera per uscirsene senza sbagliare qual’è ????

      semplice……si indaga bene su tutto quel che accade sapendo che dietro c’è quella triste realtà che continuando a chiamare complotto sminuite, dato che in verita sono accordi firmati e certificati nelle nostre leggi dai nostri politici. Indagare, indagare, indagare a fondo senza ritegno, perche se li lasci continuare indisturbati fidantoti cecamente di tutto, potresti un giorno pentirtene, mentre se ora indaghi sara solo un bene perche male che vada hai capito come andavano in verità le cose ed hai tolto i dubbi a te ed ai tanti altri, per non parlare poi se invece per assurdo avessero ragione i (complottisti) avresti contribuito a sventrare un sistema che definire demoniaco significa veramente sminuirli !!!!!!

    • -9.18
      dl31

      kautostar…..il giorno che ti accorgerai che non te la sei presa con quelli con cui te la dovevi prendere T’INCAXXERAI UN CASINO !!!!!!!!

      mi sembra come se tu sapessi tutto ma cerchi ancora piu conferme…..non perdere troppo tempo perche credimi che ci perdi solo tu….sai perche ????

      è semplice……tutti i vertici delle maggiori istituzioni dei vari stati del mondo hanno dovuto firmare negli ultimi 10-15 anni dei documenti che in pratica danno nelle mani di alcuni pazzi le nostre vite…..in questo modo è automatico che con giochi d’interessi (denaro ed altro) si possono manovrare gli eventi quotidiani nel mondo dato che TV, giornali, stato, industrie e di conseguenza a piramide tutti gli altri fino ad arrivare a te e me, sono gestite dai vertici che sono tutti sottomessi al volere di quei pochi.

      allora l’unica maniera per uscirsene senza sbagliare qual’è ????

      semplice……si indaga bene su tutto quel che accade sapendo che dietro c’è quella triste realtà che continuando a chiamare complotto sminuite, dato che in verita sono accordi firmati e certificati nelle nostre leggi dai nostri politici. Indagare, indagare, indagare a fondo senza ritegno, perche se li lasci continuare indisturbati fidantoti cecamente di tutto, potresti un giorno pentirtene, mentre se ora indaghi sara solo un bene perche male che vada hai capito come andavano in verità le cose ed hai tolto i dubbi a te ed ai tanti altri, per non parlare poi se invece per assurdo avessero ragione i (complottisti) avresti contribuito a sventrare un sistema che definire demoniaco significa veramente sminuirli !!!!!!

    • -9.19
      dl31

      kautostar….mettiti in linea con i tempi….se no rischi di rimanere in dietro !!!!!!!

      esiste la rete intera (non solo byoblu o io) per apprendere certe cose che ormai sono sbattute ovunque !!!!!!!

      CERCEA……CERCA…..CERCA….CONTINUA A CERCARE …….CHE PRIMA O POI LA TROVI !!!!!!!!!

    • -9.20
      dl31

      alex69……..guarda che video che ti posto, non è tutto l’elenco, ma già è un buon inizio !!!!!! (GUARDATELO VE LO CONSIGLIO VIVAMENTE)……

      Nuovo Ordine Mondiale 10 uomini comandano il mondo

  • -10
    COBeT

    Alla fine della Prima Guerra Mondiale, il
    confine tra Russia e Polonia fu stabilito
    lungo una linea che diventò nota come linea Curzon,
    dal nome di Lord Curzon, lo statista britannico che
    l’aveva proposta.
    Questa linea di demarcazione non fu gradita ai
    polacchi che subito entrarono in guerra con l’Unione
    Sovietica al fine di spingere i confini più ad est.
    L’Unione Sovietica contrattaccò e fu pronta non solo
    a difendersi ma, contro il parere di Stalin, a liberare
    l’intera Polonia. Stalin riteneva che un tale obiettivo
    fosse destinato al fallimento perché, disse, il
    nazionalismo polacco non aveva ancora compiuto il
    suo corso: i polacchi erano decisi a NON farsi
    liberare, e quindi non era il caso di tentare. I polacchi
    opposero una feroce resistenza all’avanzata sovietica.
    Alla fine l’Unione Sovietica fu costretta a ritirarsi e
    perfino a cedere alla Polonia alcuni territori ad est
    della linea Curzon: le aree in questione erano la
    Bielorussia occidentale e l’Ucraina occidentale – aree
    popolate in prevalenza rispettivamente da bielorussi e
    da ucraini più che da polacchi. L’intera vicenda non
    poté non esacerbare la reciproca avversione dei
    polacchi e dei russi.
    Il 1° settembre 1939 la Germania nazista invase
    la Polonia. Il 17 settembre l’Unione Sovietica si
    mosse per rioccupare quelle parti della Polonia che
    erano situate a est della linea Curzon. Preso il
    controllo di quelle aree, l’Unione Sovietica si accinse
    a distribuire la terra ai contadini e ad attuare quelle
    riforme democratiche che erano così popolari tra la
    popolazione e così impopolari tra gli sfruttatori.
    Durante la battaglia per riprendere le aree ad est della
    linea Curzon, l’Unione sovietica catturò circa 10.000
    ufficiali polacchi, che divennero prigionieri di guerra.
    Questi prigionieri furono allora tenuti in alcuni campi
    situati nelle aree contestate, e messi al lavoro nella
    costruzione di strade e attività simili.
    Due anni dopo, il 22 giugno del 1941, la Germania
    nazista attaccò di sorpresa l’Unione Sovietica.
    L’Armata Rossa fu costretta a ritirarsi in fretta e
    l’Ucraina fu occupata dai tedeschi. Durante questa
    frettolosa ritirata non fu possibile evacuare
    nell’interno dell’Unione Sovietica i prigionieri di
    guerra polacchi. Il comandante del campo n°1,
    maggiore Vetoshnikov, fornì le prove che si era rivolto
    al capo del traffico della sezione di Smolensk delle
    Ferrovie Occidentali affinché gli fossero fornite delle
    vetture ferroviarie per l’evacuazione dei prigionieri
    polacchi, ma gli fu detto che questa possibilità era
    molto improbabile. L’ ingegnere Ivanov, che all’epoca
    era stato a capo del traffico nella regione, confermò
    che non c’erano state vetture ferroviarie disponibili.
    “Inoltre”, disse, “non potevamo mandare delle vetture
    alla linea Gussino, dove si trovava la maggioranza
    dei prigionieri polacchi, perché quella linea era già
    sotto il fuoco”. Il risultato fu che, in conseguenza del
    ritiro sovietico dalla zona, i prigionieri polacchi
    divennero prigionieri dei tedeschi.
    Nell’aprile del 1943 gli hitleriani annunciarono
    che i tedeschi avevano trovato diverse fosse comuni
    nella foresta di Katin vicino a Smolensk, contenenti i
    corpi di migliaia di ufficiali polacchi uccisi, al dire dei
    tedeschi, dai russi.
    Questo annuncio mirava a indebolire ancor più
    gli sforzi di collaborazione dei polacchi e dei sovietici
    per sconfiggere i tedeschi. L’alleanza russo-polacca fu
    sempre difficile, perché il governo polacco in esilio,
    stabilitosi a Londra, era ovviamente un governo delle
    classi sfruttatrici, che doveva opporsi ai tedeschi
    perché questi – nella ricerca di quel che chiamavano il
    lebensraum (lo «spazio vitale») – si erano impadroniti
    cinicamente della Polonia. L’Unione Sovietica
    sosteneva che, fin quando essa poteva mantenere il
    territorio a est della linea Curzon, non aveva alcun
    problema per la ricostituzione di un governo borghese
    in Polonia. Ma l’alleanza era già in difficoltà perché il
    governo polacco in esilio, guidato dal generale
    Sikorski, con sede a Londra, non acconsentiva alla
    restituzione di quel territorio, nonostante il fatto che
    nel 1941, dopo che Hitler aveva invaso la Polonia,
    l’Unione Sovietica e il governo polacco in esilio
    avessero non solo stabilito relazioni diplomatiche, ma
    avessero anche stabilito di comune accordo che
    l’Unione Sovietica avrebbe finanziato la formazione
    di un esercito polacco “sotto gli ordini di un
    comandante nominato dal governo polacco in esilio,
    ma approvato dal governo sovietico: questo
    comandante fu, per l’occasione, un generale
    nettamente antisovietico, il generale Anders
    (prigioniero dei sovietici dal 1939). Alla data del 25
    ottobre 1941 questo esercito aveva 41.000 uomini,
    compresi 2630 ufficiali. Ma, alla fine, il generale
    Anders rifiutò di combattere sul fronte sovieticotedesco
    a causa della disputa di confine tra l’Unione
    Sovietica e la Polonia, e l’esercito polacco dovette
    essere inviato a combattere altrove – cioè in Iran.
    Tuttavia, nonostante l’ostilità del governo
    polacco in esilio, c’era una parte significativa settore
    di polacchi residenti nell’Unione Sovietica che non
    erano antisovietici e accettavano la rivendicazione dei
    territori a est della linea Curzon da parte dell’Unione
    Sovietica. Molti di loro erano ebrei e fondarono
    l’Unione dei Patrioti Polacchi che costituì la spina
    dorsale di un governo polacco alternativo in esilio.
    La propaganda nazista a proposito dei massacri
    di Katyn tendeva a rendere del tutto impossibili i
    rapporti fra i sovietici e i polacchi. Il generale Sikorski
    fece propria e spinse all’estremo la propaganda
    nazista, dichiarando a Churchill di avere in mano
    un’“abbondanza di prove”. Non è chiaro come avesse
    ottenuto queste “prove” contemporaneamente
    all’annuncio tedesco di quelle presunte atrocità
    sovietiche, anche se si parla chiaramente di una
    collaborazione segreta fra Sikorski e i nazisti. I
    tedeschi avevano reso pubblica la loro accusa senza
    prove il 13 aprile. Il 16 aprile il governo sovietico
    emise un comunicato ufficiale che negava
    “l’ingiuriosa falsificazione sulle presunte fucilazioni
    di massa da parte di organismi sovietici nell’area di
    Smolensk nella primavera del 1940”. E aggiunse:
    “La dichiarazione tedesca non lascia alcun
    dubbio sul tragico destino degli ex prigionieri di
    guerra polacchi che, nel 1941, erano impegnati in
    attività lavorative nelle aree ad ovest di Smolensk e
    che, insieme a molti sovietici, caddero nelle mani dei
    carnefici tedeschi dopo il ritiro delle truppe
    sovietiche”.
    Nell’architettare questa storia, i tedeschi
    avevano deciso di abbellirla con un tocco di
    antisemitismo asserendo di essere in grado di indicare
    i nomi degli ufficiali sovietici responsabili del
    massacro, i quali avevano tutti nomi ebraici. Il 19
    aprile la Pravda replicò:
    “Sentendo l’indignazione di tutta l’umanità
    progressista sui loro massacri di cittadini pacifici e
    particolarmente di ebrei, i tedeschi stanno ora
    cercando di istigare l’ira dei creduloni contro gli
    ebrei. Per questo motivo hanno inventato un’intera
    collezione di ‘commissari ebrei’ che, dicono, hanno
    preso parte all’assassinio dei 10.000 ufficiali
    polacchi. Per questi patentati falsificatori non è stato
    difficile inventarsi alcuni nomi di persone che non
    sono mai esistite – Lev Rybak, Avraam Brodninsky,
    Chaim Fineberg. Nessuna di queste persone è mai
    esistita nella ‘Sezione Smolensk dell’OGPU’ o in
    qualsiasi altro reparto del NLVD…”
    L’insistenza di Sikorski nell’avallare la
    propaganda tedesca portò alla completa rottura delle
    relazioni tra il governo polacco in esilio a Londra e il
    governo sovietico – che Goebbels così commentò nel
    suo diario:
    “Questa rottura rappresenta una vittoria al
    cento per cento per la propaganda tedesca, e in
    particolare per me personalmente …. Siamo riusciti a
    trasformare i fatti di Katyn in un problema altamente
    politico.”
    All’epoca la stampa britannica condannò
    Sikorski per la sua intransigenza. Il «Times» del 28
    aprile 1943 scrisse: “Sorpresa e rincrescimento
    proveranno tutti coloro che hanno avuto sufficienti
    motivi per comprendere la perfidia e l’abilità
    inventiva della macchina propagandistica di
    Goebbels e sono caduti essi stessi nella trappola che
    è stata loro tesa. I polacchi difficilmente avranno
    dimenticato un libro ampiamente diffuso nel primo
    inverno di guerra, che descriveva con ogni dettaglio
    di prove circostanziate, inclusa quella fotografica, le
    presunte atrocità dei polacchi contro i pacifici
    abitanti tedeschi della Polonia”.
    Alla base dell’insistente affermazione di
    Sikorski che il massacro era stato effettuato dai
    sovietici anziché dai tedeschi c’era la disputa sul
    territorio a est della linea Curzon. Sikorski cercava di
    utilizzare la propaganda tedesca per mobilitare
    l’imperialismo occidentale in appoggio alla
    rivendicazione di quel territorio da parte della
    Polonia, e costringere gli occidentali ad abbandonare
    quella che lui riteneva fosse una posizione di sostegno
    all’Unione Sovietica sulla disputa di confine.
    Se si leggono le odierne fonti borghesi, si
    constata che tutte asseriscono che l’Unione Sovietica
    fu responsabile del massacro di Katyn, e lo fanno con
    tale certezza e coerenza che chi cerca di sostenere il
    contrario ha l’impressione di essere un revisionista
    storico nazista che cerca di negare il massacro degli
    ebrei da parte di Hitler. Dopo il collasso dell’Unione
    Sovietica, perfino Gorbaciov fu arruolato in questa
    campagna di disinformazione e fornì materiale, tratto
    presumibilmente dagli archivi sovietici, che
    “dimostrava” che i sovietici perpetrarono le atrocità e
    lo fecero, naturalmente, su ordine di Stalin. Ora,
    sappiamo l’interesse che i vari Gorbaciov del mondo
    hanno nel demonizzare Stalin. Il loro obiettivo non è
    tanto Stalin, quanto il socialismo. Il loro scopo, nel
    denigrare il socialismo, è di restaurare il capitalismo e
    di condurre, con i loro seguaci, una vita da parassiti a
    spese di grandi sofferenze dei popoli sovietici. Il loro
    cinismo eguaglia quello dei nazisti tedeschi, e non
    sorprende affatto trovarli a cantare gli stessi inni.
    Le fonti borghesi asseriscono avventatamente
    che le prove sovietiche a sostegno della responsabilità
    dei tedeschi per le atrocità erano o del tutto assenti o
    basate semplicemente su dicerie di abitanti della
    regione terrorizzati. Non fanno menzione di una prova
    che lo stesso Goebbels dovette ammetere essere
    disastrosa dal suo punto di vista. Egli scrisse nel suo
    diario l’8 maggio 1943: “Sfortunatamente, munizioni
    tedesche sono state trovate nelle fosse di Katyn … E’
    essenziale che questa circostanza rimanga
    segretissima. Se dovesse venire a conoscenza del
    nemico, l’intero affare di Katyn dovrebbe essere
    lasciato cadere.”
    Nel 1971 il «Times» pubblicò delle lettere le
    quali sostenevano che i massacri di Katyn non
    potevano essere stati effettuati dai tedeschi, in quanto
    essi usavano mitragliatrici e camere a gas anziché
    eliminare i prigionieri nel modo in cui le vittime di
    Katyn erano state uccise, cioè con un colpo alla nuca.
    Un ex soldato tedesco che all’epoca viveva a
    Godalming, nel Surrey, intervenne con una sua lettera:
    “Come soldato tedesco, all’epoca convinto
    della giustezza della nostra causa, ho preso parte a
    molte battaglie e azioni durante la campagna di
    Russia. Non sono stato a Katyn né nella vicina
    foresta. Ma ricordo bene il clamore che sorse quando
    nel 1943 fu data notizia della scoperta dell’orrenda
    fossa comune vicino a Katyn, la cui area era allora
    minacciata dall’Armata Rossa.
    “Josef Goebbels, come dimostrano i documenti
    storici, ha ingannato molte persone. Dopo tutto,
    questo era il suo lavoro e in pochi metterebbero in
    dubbio la sua completa padronanza di questa attività.
    Ciò che sorprende, tuttavia, è che ne abbiamo la
    dimostrazione nelle pagine del «Times» a distanza di
    più di trent’anni. Scrivendo per esperienza, io non
    credo che – in quel momento avanzato della guerra –
    Goebbels sia riuscito a ingannare molti soldati
    tedeschi in Russia sulla questione di Katyn … I soldati
    tedeschi sapevano benissimo sparare alla nuca …
    Noi soldati tedeschi sapevamo che gli ufficiali
    polacchi erano stati mandati all’altro mondo da noi
    stessi e da nessun altro”.
    Inoltre, molti testimoni si fecero avanti per
    attestare la presenza di prigionieri polacchi nella
    regione dopo che i tedeschi ne avevano preso il
    controllo.
    Maria Alexandrovna Sashneva, insegnante in
    una elementare del posto, rese una testimonianza a
    una commissione speciale insediata dall’Unione
    Sovietica nel settembre del 1943, subito dopo la
    liberazione dell’area dai tedeschi: nell’agosto del
    1941, due mesi dopo il ritiro dei sovietici, essa aveva
    nascosto un prigioniero di guerra polacco a casa sua.
    Il suo nome era Juzeph Lock e le aveva parlato di
    maltrattamenti subiti dai prigionieri polacchi da parte
    dei tedeschi:
    “Quando arrivarono, i tedeschi si impadronirono del
    campo polacco e vi instaurarono un regime severo. I
    tedeschi non consideravano i polacchi come esseri
    umani, li oppressero e li maltrattarono in ogni modo.
    In alcuni casi i polacchi furono fucilati senza alcun
    motivo. Egli decise di fuggire …”
    Molti altri testimoni fornirono prove di aver visto nei
    mesi di agosto e settembre 1941 i polacchi che
    lavoravano sulle strade.
    Inoltre, testimoni parlarono di retate di prigionieri
    polacchi fuggiti, compiute dai tedeschi nell’autunno
    del 1941. Danilenko, un contadino del luogo, era uno
    dei testimoni che lo dichiararono.
    “Retate speciali furono fatte nella nostra località per
    catturare prigionieri di guerra polacchi che erano
    fuggiti. Alcune perquisizioni furono fatte a casa mia
    due o tre volte. Dopo una di queste perquisizioni io
    chiesi al capo … chi stavano cercando nel nostro
    villaggio. Egli disse che era stato impartito un ordine
    dal comando tedesco secondo il quale si dovevano
    fare perquisizioni in tutte le case senza eccezioni,
    perché prigionieri di guerra polacchi fuggiti dal
    campo si nascondevano nel nostro villaggio.”
    Ovviamente i tedeschi non spararono ai polacchi
    sotto gli occhi di testimoni locali, ma esistono tuttavia
    testimonianze significative da parte di persone del
    luogo su quello che stava succedendo. Una testimone
    era Alexeyeva, che era stata incaricata dal capo del
    suo villaggio di servire il personale tedesco in una
    casa di campagna nel settore della foresta di Katyn
    noto come Kozy Gory. Questa casa, che era stata la
    casa di riposo dell’amministrazione del
    Commissariato del Popolo degli Affari Interni di
    Smolensk, era situata a circa 700 metri dal luogo in
    cui furono trovate le fosse comuni. Alexeyeva disse:
    “Verso la fine di agosto e durante la maggior parte
    del mese di settembre del 1941 parecchi autocarri
    arrivavano praticamente ogni giorno alla casa di
    campagna di Kozy Gory. All’inizio non vi feci
    attenzione, ma successivamente notai che ogni volta
    che questi autocarri arrivavano sui terreni intorno
    alla casa, si fermavano per mezz’ora e a volte per
    un’ora intera, da qualche parte sulla strada di
    campagna che collegava la casa alla strada maestra.
    Trassi questa conclusione perché a volte, e dopo che
    questi autocarri erano arrivati nei terreni intorno alla
    casa, il rumore che facevano cessava.
    “Simultaneamente alla cessazione del rumore si
    sentivano singoli colpi di arma da fuoco che si
    susseguivano l’uno all’altro a brevi ma
    approssimativamente regolari intervalli. Poi gli spari
    cessavano e gli autocarri si dirigevano in direzione
    della casa. Dagli autocarri uscivano soldati e
    sottufficiali tedeschi che parlando ad alta voce
    andavano a lavarsi nel bagno, dopo di che si
    abbandonavano ad orge di bevute.
    “Nei giorni in cui arrivavano gli autocarri
    arrivavano alla casa anche altri soldati provenienti
    da unità militari tedesche. Per loro venivano
    preparati letti speciali. Poco prima che gli autocarri
    arrivassero alla casa, dei soldati armati andarono
    nella foresta, evidentemente sul luogo dove gli
    autocarri si fermavano, perché mezz’ora dopo
    ritornarono in quegli autocarri insieme ai soldati che
    vivevano in permanenza nella casa.
    “ … In varie occasioni notai delle macchie di sangue
    fresco sui vestiti di due soldati scelti. Da tutto questo
    dedussi che i tedeschi portavano in autocarro delle
    persone alla casa e le uccidevano a colpi di arma da
    fuoco. ”
    Alexeyeva scoprì anche che le persone che venivano
    uccise erano prigionieri polacchi.
    “Una volta mi sono fermata in quella casa un po’ più
    del solito… Prima di aver finito il lavoro che mi
    impegnava lì, un soldato entrò improvvisamente e mi
    disse che potevo andare. Egli …mi accompagnò fino
    alla strada maestra.
    Dalla strada maestra, a 150 o 200 metri dal punto in
    cui c’è la deviazione verso la casa, vidi un gruppo di
    circa 30 prigionieri di guerra polacchi che
    marciavano lungo la strada maestra sotto una forte
    scorta tedesca … Mi fermai vicino al lato della strada
    per vedere dove venivano portati, e vidi che voltavano
    vero la nostra casa di Kozy Gory.
    “Poiché avevo ormai cominciato ad osservare
    attentamente tutto quello che succedeva nella casa, il
    mio interesse si acuì. Tornai a una certa distanza
    dalla strada maestra, mi nascosi tra i cespugli vicino
    al lato della strada e aspettai. Nel giro di 20 o 30
    minuti udii quei singoli spari che mi erano familiari”.
    Le altre due cameriere che lavoravano nella casa di
    campagna, Mikhailova e Konakhovshaya, hanno
    fornito altre testimonianze. Altri residenti nella zona
    hanno fornito prove analoghe.
    Basilevsky, direttore dell’osservatorio di
    Smolensk, fu nominato vice borgomastro di
    Menshagin, collaborazionista nazista. Basilevsky
    stava cercando di far liberare un insegnante,
    Zhiglinsky, dalla prigione tedesca, e persuase
    Menshagin a parlare della cosa al comandante tedesco
    della regione, Von Schwetz. Menshagin lo fece, ma
    poi riferì che era impossibile assicurare questa
    liberazione perché “erano state ricevute istruzioni da
    Berlino che prescrivevano il mantenimento del più
    severo regime.”
    Basilevsky riferì poi la sua conversazione con
    Menshagin:
    “Involontariamente replicai ‘Ci può essere qualcosa
    di più severo del regime esistente nel campo?’
    Menshagin mi guardò in modo strano e,
    avvicinandosi al mio orecchio, rispose a bassa voce:
    sì, ci può essere! I russi possono essere lasciati
    morire, ma, per quanto riguarda i prigionieri di
    guerra polacchi, gli ordini dicono che devono essere
    semplicemente sterminati.”
    Dopo la liberazione fu ritrovato il taccuino di
    Menshagin scritto a mano con calligrafia confermata
    da esperti grafologi. La pagina 10, datata 15 agosto
    1941, contiene questa annotazione:
    “Tutti i prigionieri di guerra fuggiaschi devono essere
    detenuti e consegnati all’ufficio del comandante.”
    Questo di per sé dimostra che i prigionieri polacchi
    erano ancora vivi a quell’epoca. A pagina 15, che è
    senza data, c’è questa annotazione: “Corrono voci tra
    la popolazione sull’uccisione di prigionieri di guerra
    polacchi a Kozy Gory (per Umnov)” (Umnov era il
    capo della polizia russa).
    Molti testimoni fornirono la prova di essere
    stati indotti dai tedeschi nel 1942-43 a fornire false
    testimonianze sull’uccisione dei polacchi da parte dei
    russi. Parferm Gavrilovich Kisselev, residente nel
    villaggio più vicino a Kozy Gory, testimoniò di essere
    stato convocato dalla Gestapo nell’autunno del 1942 e
    interrogato da un ufficiale tedesco:
    “L’ufficiale affermò che, secondo informazioni in
    possesso della Gestapo, nel 1940, nella zona di Kozy
    Gory nella foresta di Katyn, funzionari del
    Commissariato del Popolo per gli Affari Interni
    avevano ucciso ufficiali polacchi, e mi chiese quale
    testimonianza potevo fornire su questo fatto. Risposi
    che non avevo mai sentito parlare del Commissariato
    del Popolo per gli Affari Interni che uccideva persone
    a Kozy Gory, e che comunque la cosa era
    impossibile, spiegai all’ufficiale, in quanto Kozy Gory
    è un luogo del tutto aperto e molto frequentato, e se ci
    fossero stati degli spari l’intera popolazione dei
    villaggi vicini lo avrebbe saputo ….
    “ … L’interprete tuttavia non mi ascoltava; prese un
    documento manoscritto dalla scrivania e me lo lesse.
    Diceva che io, Kisselev, residente in un piccolo
    villaggio nella zona di Kozy Gory, attestavo
    l’uccisione di ufficiali polacchi da parte di funzionari
    del Commissariato del Popolo per gli Affari Interni
    nel 1940.
    “Letto il documento, l’interprete mi disse di firmarlo.
    Io rifiutai… Alla fine urlò: ‘O lo firmi subito o ti
    distruggeremo. Fai la tua scelta.’
    “Spaventato da queste minacce, firmai il documento e
    pensai che la cosa sarebbe finita lì.”
    Ma la cosa non finì lì perché i tedeschi
    pretendevano che Kisselev desse testimonianza
    verbale di quello che aveva “visto” a gruppi di
    ‘delegati’ invitati dai tedeschi a venire nella zona per
    verificare la prova delle presunte atrocità sovietiche.
    Subito dopo che le autorità tedesche avevano
    annunciato al mondo nell’aprile del 1943 l’esistenza
    di fosse comuni “l’interprete della Gestapo venne a
    casa mia e mi portò nella foresta nella zona di Kozy
    Gory.
    “Quando eravamo usciti da casa ed eravamo soli
    insieme, l’interprete mi avvertì che dovevo dre alla
    persone presenti nella foresta esattamente tutto quello
    che avevo scritto nel documento che avevo firmato
    alla Gestapo.
    “Quando arrivai alla foresta vidi le fosse aperte e un
    gruppo di sconosciuti. L’interprete mi disse che erano
    delegati polacchi arrivati per ispezionare le fosse.
    Quando ci avvicinammo alle fosse i delegati
    cominciarono a farmi varie domande in russo a
    proposito dell’uccisione dei polacchi, ma poiché era
    passato più di un mese da quando ero stato convocato
    dalla Gestapo, avevo dimenticato tutto quello che
    c’era nel documento che avevo firmato, mi confusi e
    dissi che non sapevo niente sull’uccisione degli
    ufficiali polacchi.
    “L’ufficiale tedesco si arrabbiò molto. L’interprete mi
    staccò via rudemente dalla ‘delegazione’ e mi
    scacciò. L’indomani mattina una macchina con un
    ufficiale della Gestapo arrivò a casa mia. Mi trovò in
    giardino, mi disse che ero agli arresti, mi mise in
    macchina e mi portò alla prigione di Smolensk …
    “Dopo il mio arresto fui interrogato molte volte ma mi
    picchiarono più di quanto mi interrogassero. La
    prima volta che mi convocarono mi picchiarono
    pesantemente e mi insultarono, lamentandosi che li
    avevo traditi e poi mi rimandarono in cella. Durante
    le successive convocazioni mi dissero che dovevo
    dichiarare pubblicamente che era stato testimone
    dell’uccisione degli ufficiali polacchi da parte dei
    bolscevichi, e che fino a quando la Gestapo non fosse
    stata soddisfatta che lo avrei fatto in buona fede, non
    sarei stato liberato dalla prigione. Dissi all’ufficiale
    che avrei preferito restare in prigione piuttosto che
    raccontare menzogne alla gente. Dopo questo fui
    picchiato duramente.
    “Di questi interrogatori con percosse ce ne furono
    molti, e il risultato fu che perdetti tutta la mia forza,
    l’udito s’indebolì e non potevo muovere il braccio
    destro. Dopo circa un mese dal mio arresto, un
    ufficiale tedesco mi convocò e mi disse: ‘Vedi le
    conseguenze della tua ostinazione, Kisselev. Abbiamo
    deciso di giustiziarti. In mattinata ti porteremo nella
    foresta di Katyn e ti impiccheremo.’ Chiesi
    all’ufficiale di non farlo e cominciai ad implorarli
    dicendo che non ero adatto per la parte del ‘testimone
    oculare’ dell’uccisione perché non sapevo dire bugie
    e pertanto avrei fatto nuovamente confusione.
    “L’ufficiale continuò ad insistere. Parecchi minuti
    dopo dei soldati entrarono nella mia stanza e
    cominciarono a picchiarmi con dei bastoni di gomma.
    Non riuscendo a sopportare le botte e la tortura,
    accettai di apparire in pubblico e riferire falsità
    sull’uccisione di polacchi da parte dei bolscevichi.
    Dopo di che fui liberato dalla prigione a condizione
    che, alla prima richiesta dei tedeschi, avrei parlato
    davanti alle ‘delegazioni’ nella foresta di Katyn …
    “Ogni volta, prima di portarmi alle fosse nella
    foresta, l’interprete veniva a casa mia, mi portava nel
    giardino, mi chiamava da parte per essere sicuro che
    nessuno ascoltasse e per mezz’ora mi faceva imparare
    a memoria tutto quello che avrei dovuto dire sulla
    presunta uccisione di ufficiali polacchi da parte del
    Commissariato del Popolo per gli Affari Interni nel
    1940.
    “Ricordo che l’interprete mi disse qualcosa del
    genere: ‘Abito in una casetta di campagna nella zona
    di ‘Kozy Gory’ non lontano dalla sede del
    Commissariato del Popolo per gli Affari Interni. Nella
    primavera del 1940 ho visto, per varie notti, polacchi
    che venivano portati nella foresta e uccisi.’ E poi era
    obbligatorio che io dicessi che ‘questo era opera del
    Commissariato del Popolo per gli Affari Interni.’
    Dopo aver memorizzato quello che lui aveva detto,
    l’interprete mi portava alle fosse comuni nella foresta
    e mi costringeva a ripetere tutto alla presenza delle
    ‘delegazioni’ che venivano lì.
    “Le mie affermazioni erano rigorosamente
    supervisionate e dirette dall’interprete della Gestapo.
    Una volta che parlai davanti a una certa
    ‘delegazione, mi fu fatta questa domanda: ‘Hai visto
    questi polacchi personalmente prima che fossero
    uccisi dai bolscevichi?’ Non ero preparato a una tale
    domanda e risposi come stavano le cose di fatto, e
    cioè che avevo visto prigionieri di guerra polacchi
    prima della guerra, mentre camminavano lungo le
    strade. Allora l’interprete mi trascinò violentemente
    da parte e mi portò a casa.
    “Vi prego di credermi quando dico che sento rimorsi
    di coscienz,a perché sapevo che in realtà gli ufficiali
    polacchi erano stati uccisi dai tedeschi nel 1941. Non
    avevo altra scelta in quanto ero costantemente
    minacciato con la replica dell’arresto e della
    tortura.”
    Numerose persone confermarono la
    testimonianza di Kisselev e un esame medico
    avvalorò le sue affermazioni di essere stato torturato
    dai tedeschi.
    Furono fatte pressioni anche su Ivanov, impiegato
    presso la locale stazione ferroviaria (Gnezdovo),
    perché fornisse una falsa testimonianza:
    “L’ufficiale chiese se ero a conoscenza che nell’aprile
    del 1940 grandi gruppi di ufficiali polacchi catturati
    erano arrivati alla stazione di Gnezdovo con parecchi
    treni. Dissi che lo sapevo. Allora l’ufficiale mi chiese
    se sapevo che nella stessa primavera del 1940, subito
    dopo l’arrivo degli ufficiali polacchi, i bolscevichi
    avevano ucciso tutti nella foresta di Katyn. .Risposi
    che non ne sapevo niente e che non poteva essere
    vero, perché nel corso del 1940-41 fino
    all’occupazione di Smolensk da parte dei tedeschi,
    avevo incontrato ufficiali polacchi catturati che erano
    arrivati nella primavera del 1940 alla stazione di
    Gnezdovo e che erano impiegati nella costruzione di
    strade.
    “L’ufficiale mi disse che, se un ufficiale desco diceva
    che i polacchi erano stati uccisi dai bolscevichi,
    voleva dire che questo era un fatto. ‘Perciò’,
    l’ufficiale continuò, ‘non devi aver paura di niente e
    puoi firmare in piena coscienza un documento in cui
    si dice che gli ufficiali polacchi catturati sono stati
    uccisi dai bolscevichi e che tu ne sei stato testimone.’
    “Replicai che ero ormai vecchio, avevo 61 anni, e non
    volevo fare peccato, alla mia vecchia età. Potevo solo
    testimoniare che i polacchi catturati arrivarono in
    realtà alla stazione di Gnezdovo nella primavera del
    1940. L’ufficiale tedesco cominciò a convincermi a
    fornire la testimonianza richiesta, promettendo che,
    se fossi stato d’accordo, mi avrebbe promosso dalla
    posizione di sorvegliante di passaggio a livello a
    quella di capostazione della stazione di Gnezdovo,
    posizione che avevo sotto il governo sovietico, e
    avrebbe provveduto anche ai miei bisogni materiali.
    “L’interprete osservò che la mia testimonianza come
    ex impiegato della ferrovia alla stazione di Gnezdovo,
    la stazione più vicina alla foresta di Katyn, era
    estremamente importante per il Comando tedesco, e
    che non mi sarei pentito se avessi fatto questa
    testimonianza. Compresi che mi ero messo in una
    situazione molto difficile e che mi aspettava un triste
    destino. Tuttavia rifiutai nuovamente di fornire la
    falsa testimonianza all’ufficiale tedesco,il quale
    cominciò a sgridarmi, minacciò di bastonarmi e
    uccidermi, e disse che non capivo quello che era il
    mio interesse. Eppure rimasi sulle pie posizioni.Allora
    l’interprete compilò un breve documento di una
    pagina in tedesco e mi diede una libera traduzione del
    suo contenuto. Questo documento registrava, come mi
    disse l’interprete, soltanto il fatto dell’arrivo dei
    prigionieri di guerra polacchi alla stazione di
    Gnezdovo. Quando chiesi che la mia testimonianza
    foswe registrata non solo in tedesco ma anche in
    polacco, l’ufficiale alla fine andò su tutte le furie , mi
    bastonò con un randello di gomma e mi portò via
    dall’edificio…”.
    Savvateyev fu un’altra persona sulla quale i tedeschi
    fecero pressioni per fornire falsa testimonianza. Alla
    Commissione di Indagine Sovietica egli disse:
    Alla Gestapo testimoniai che nella primavera del
    1940 prigionieri di guerra polacchi arrivarono alla
    stazione di Gnezdovo in parecchi treni e proseguirono
    in autocarri, e non sapevo dove andavano. Aggiunsi
    anche che successivamente incontrai più volte quei
    polacchi sulla strada maestra Mosca-Minsk, dove
    lavoravano a fare riparazioni in piccoli gruppi.
    L’ufficiale mi disse che stavo confondendo le cose,
    che non avevo potuto incontrare i polacchi sulla
    strada maestra in quanto erano stati uccisi dai
    bolscevichi, e mi chiese di testimoniare questo fatto.
    “Rifiutai. Dopo avermi a lungo minacciato e allettato
    con lusinghe, l’ufficiale si consultò con l’interprete in
    tedesco e poi l’interprete scrisse un breve documento
    e me lo diede per firmarlo. Spiegò che era la
    registrazione della mia testimonianza. Chiesi
    all’interprete di farmi leggere il documento ma mi
    interruppe con insulti ordinandomi di firmarlo
    immediatamente e andar via. Esitai un minuto.
    L’interprete prese un bastone di gomma appeso alla
    parete per colpirmi. Dopo di che firmai il documento
    presentatomi. L’interprete mi disse di andare a casa
    e di non parlarne con nessuno, o altrimenti sarei stato
    ucciso…”Altri fornirono testimonianze simili. Furono
    fornite anche prove di come i tedeschi ‘curarono’ le
    tombe delle vittime per cercare di eliminare le prove
    che i massacri non avvennero nell’autunno del 1941
    ma nella primavera del 1940 poco dopo che i polacchi
    erano arrivati nella zona. Alexandra Mikhailovna
    aveva lavorato durante l’occupazione tedesca nella
    cucina di una unità militare tedesca. Nel marzo del
    1943 trovò un prigioniero di guerra russo che si
    nascondeva nel suo capannone:
    “Conversando con lui appresi che si chiamava
    Nikolai Yegorov, nativo di Leningrado. Dalla fine del
    1941 era stato nel campo tedesco n°126 per
    prigionieri di guerra nella città di Smolensk.
    All’inizio del marzo 1943 fu mandato con una
    colonna di varie centinaia di prigionieri di guerra dal
    campo alla foresta di Katyn. Questi prigionieri,
    compreso Yegorov, furono costretti ad aprire le fosse
    contenenti corpi di ufficiali polacchi in uniforme,
    tirar fuori questi corpi dalle fosse e prendere dalle
    loro tasche documenti, lettere, fotografie e tutti gli
    altri oggetti.
    “I tedeschi diedero ordini severi affinché niente fosse
    lasciato nelle tasche dei cadaveri.Due prigionieri di
    guerra furono uccisi perché dopo aver ispezionato
    alcuni cadaveri, un ufficiale tedesco vi scoprì alcune
    carte. Gli oggetti, i documenti e le lettere estratti dagli
    indumenti dei cadaveri furono esaminati dagli
    ufficiali tedeschi, che poi costrinsero i prigionieri a
    rimettere parte delle carte nelle tasche dei cadaveri,
    mentre le altre cose furono buttate in un mucchio di
    oggetti e documenti che avevano estratto e poi
    bruciate.
    “Oltre a questo, i tedeschi fecero mettere dai
    prigionieri nelle tasche degli ufficiali polacchi alcune
    carte che tirarono fuori da certe borse o valigie (non
    ricordo) esattamente) che avevno portato con loro.
    Tutti i prigionieri di guerra vivevano nella foresta di
    Katyn in condizioni spaventose a cielo aperto ed
    erano sorvegliati molto severamente….All’inizio
    dell’aprile del 1943 tutto il lavoro programmato dai
    tedeschi era evidentemente completato, in quanto per
    tre giorni nessuno dei prigionieri di guerra ebbe del
    lavoro da fare….
    “Improvvisamente di notte tutti senza eccezione
    furono svegliati e portati da qualche parte. La
    sorveglianza fu rafforzata. Yegorov intuì che qualcosa
    non andava e cominciò ad osservare molto
    attentamente tutto quello che succedeva. Marciarono
    per tre o quattro ore verso una direzione sconosciuta.
    Si fermarono nella foresta presso una fossa in una
    radura. Vide che alcuni prigionieri di guerra
    venivano separati dal resto, portati verso la fossa e
    uccisi. I prigionieri di guerra cominciarono ad
    agitarsi e a diventare inquieti e turbolenti. A poca
    distanza da Yegorov molti prigionieri di guerra
    attaccarono le guardie. Sul posto arrivarono di corsa
    altre guardie. Yegorov approfittò della confusione e
    fuggì nella foresta oscura mentre sentiva grida e
    spari.
    “Dopo aver ascoltato questa terribile storia, che
    rimarrà impressa nella mia memoria per il resto della
    mia vita, fui molto addolorato per Yegorov e gli dissi
    di venire nella mia stanza per riscaldarsi e
    nascondersi fino a che avesse recuperato le forze. Ma
    Yegorov rifiutò … Disse che comunque sarebbe
    andato via quella stessa notte, con l’intenzione di
    attraversare la linea del fronte verso l’Armata Rossa.
    La mattina, quando andai ad assicurarmi che fosse
    andato via, Yegorov era ancora nel capannone. Pare
    che durante la notte avesse tentato di avviarsi, ma,
    dopo aver fatto solo una cinquantina di passi, si sentì
    così debole che fu costretto a tornare indietro..Questo
    esaurimento era causato dalla lunga prigionia nel
    campo e dalla mancanza di cibo negli ultimi giorni.
    Decidemmo che doveva restare da me parecchi giorni
    per recuperare le forze. Dopo avergli dato da
    mangiare andai al lavoro.Quando la sera tornai a
    casa le mie vicine Branova, Mariy Ivanovna,
    Kabanovskaya ,Yekaterina Viktorovna mi dissero che
    nel pomeriggio durante una perlustrazione della
    polizia tedesca, il prigioniero di guerra dell’Armata
    Rossa era stato scoperto e portato via.”
    Un ulteriore conferma fu data da un ingegnere
    meccanico chiamato Sukhachev che aveva lavorato
    sotto i tedeschi in qualità di meccanico nella fabbrica
    della città di Smolensk:
    “Lavoravo nella fabbrica nella seconda metà del
    marzo 1943. Parlai con un autista che parlava un po’
    di russo e poiché portava farina per le truppe al
    villaggio di Savenki e l’indomani tornava a Smolensk,
    gli chiesi di portarmi con lui e così avrei potuto
    comprare un po’ di grassi al villaggio. La mia idea
    era che fare il viaggio in un camion tedesco mi
    avrebbe evitato il rischio di essere trattenuto alle
    stazioni di controllo. Il tedesco acconsentì a portarmi,
    a pagamento.
    “Lo stesso giorno alle dieci di sera eravamo sulla
    strada Smolensk-Vitebsk, io e il mio autista tedesco
    nell’autocarro. La notte era chiara e solo un po’ di
    nebbiolina sulla strada riduceva la visibilità. A circa
    22- 23 km da Smolensk presso un ponte demolito sulla
    strada c’è un ripido pendio sulla tangenziale.
    Cominciammo a scendere dalla strada quando
    improvvisamente dalla nebbia apparve un autocarro
    che veniva verso di noi. . O perché i nostri freni non
    funzionavano o perché l’autista non aveva esperienza,
    non riuscimmo a fermare il nostro autocarro e poiché
    lo spazio era molto stretto andammo a sbattere contro
    l’autocarro che veniva verso di noi. L’impatto non fu
    molto violento in quanto l’autista dell’altro autocarro
    sbandò su un lato, con il risultato che gli autocarri si
    urtarono e scivolarono affiancandosi.
    “Tuttavia, la ruota destra dell’altro autocarro finì nel
    fossato e l’autocarro si piegò sul pendio. Il nostro
    autocarro rimase eretto. Io e l’autista saltammo
    immediatamente dalla cabina e corremmo verso
    l’autocarro che era precipitato. Fummo inondati da
    un forte fetore di carne in putrefazione che
    evidentemente proveniva dall’autocarro.
    “Avvicinandomi vidi che l’autocarro portava un
    carico coperto con un telone e legato con delle funi
    che all’impatto si erano spezzate e parte del carico
    era caduto sul pendio.Era un carico orribile –corpi
    umani vestiti in uniformi militari. Per quanto ricordo
    c’erano cinque o sei uomini vicino l’autocarro: un
    autista tedesco, due tedeschi armati di mitra – gli altri
    erano prigionieri di guerra russi in quanto parlavano
    russo e avevano un abbigliamento corrispondente.
    “I tedeschi cominciarono ad insultare il mio autista e
    poi fecero dei tentativi di rialzare l’autocarro. Nel
    tempo di circa due minuti altri due autocarri si
    avvicinarono al luogo dell’incidente e si fermarono.
    Un gruppo di tedeschi e di prigionieri di guerra russi,
    circa dieci uomini in tutto, vennero da questi
    autocarri verso di noi. …Con sforzi congiunti
    cominciammo a sollevare l’autocarro. Approfittando
    di un momento opportuno, chiesi a bassa vocene ad
    uno dei prigionieri di guerra russi: ‘Cosa c’è?’
    Rispose molto piano: ‘Già da molte notti stiamo
    trasportando cadaveri nella foresta di Katyn’.
    “Prima che l’autocarro rovesciato fosse rialzato un
    sottoufficiale tedesco si avvicinò a me e al mio autista
    e ci ordinò di procedere immediatamente.Poiché il
    nostro autocarro non aveva subito danni seri l’autista
    lo sterzò verso un lato, si diresse verso la strada
    maestra e proseguimmo. Quando stavamo
    oltrepasando i due autocarri coperti che erano
    arrivati dopo, sentii di nuovo l’orribile fetore di
    cadaveri”.
    Anche molte altre persone fornirono testimonianza di
    aver visto gli autocarri carichi di cadaveri.
    Fornì una testimonianza anche un certo Zhukhov,
    patologo che visitò realmente le fosse nell’aprile del
    1943 su invito dei tedeschi:
    “Gli indumenti dei cadaveri, in particolar modo
    cappotti, stivali e cinture erano in buono stato di
    conservazione. Le parti metalliche degli indumenti
    –fibbie delle cinture, ganci dei bottoni e chiodi sulle
    suole delle scarpe, etc.- non erano molto arrugginite
    e in alcuni casi il metallo conservava ancora la sua
    lucentezza. Settori della pelle dei corpi che si
    vedevano – facce, colli, braccia – erano
    principalmente di un colore verde sporco, e in alcuni
    casi marrone sporco, ma non c’era completa
    disintegrazione del tessuto e non c’era putrefazione.
    In alcuni casi si vedevano tendini scoperti di colore
    biancastro e parti di muscoli.
    “Mentre ero nelle fosse, delle persone erano al lavoro
    selezionando ed estraendo i corpi nel fondo di una
    grande buca. A questo scopo usavano vanghe ed altri
    attrezzi e prendevano i corpi anche con le mani e li
    trascinavano da una parte all’altra, tirandoli per le
    braccia,le gambe o i vestiti. Non vidi un solo caso di
    corpi che si disintegravano o di membra che si
    laceravano.
    “Riflettendo su tutto questo, arrivai alla conclusione
    che i cadaveri erano rimasti nella terra non tre anni,
    come affermavano i tedeschi, ma molto meno.
    Sapendo che nelle fosse comuni, specialmente in
    assenza di bare, la putrefazione dei corpi avanza
    molto più rapidamente che non nelle tombe singole,
    arrivai alla conclusione che l’uccisione in massa dei
    polacchi era avvenuta un anno e mezzo prima, e
    poteva essere avvenuta nell’autunno del 1941 o nella
    primavera del 1942. In conseguenza della mia visita
    sul posto degli scavi mi convinsi fermamente che i
    tedeschi avevano commesso un crimine mostruoso.”
    Molte altre persone che all’epoca visitarono
    le fosse fornirono testimonianze simili.
    Inoltre, i patologi che esaminarono i cadaveri nel 1943
    conclusero che non potevano essere morti da più di
    due anni. In aggiunta, furono trovati dei documenti su
    alcuni cadaveri che ovviamente erano sfuggiti ai
    tedeschi quando falsificarono le prove. Tra questi
    documenti c’erano una lettera datata settembre 1940,
    una cartolina datata 12 novembre 1940, una ricevuta
    di pegno del 14 marzo 1941 e un’altra del 25 marzo
    1941, ricevute datate 6 aprile 1941, 5 maggio 1941,
    15 maggio 1941, e un cartolina in polacco non spedita
    datata 20 giugno 1941. Quantunque tutte queste date
    siano antecedenti al ritiro sovietico, tutte sono
    successive all’epoca del presunto massacro dei
    prigionieri da parte delle autorità sovietiche nella
    primavera del 1940, epoca indicata come data del
    presunto massacro da parte di tutti coloro che i
    tedeschi riuscirono a costringere a fornire false
    testimonianze. Se, come è asserito dalla propaganda
    borghese, questi documenti sono delle falsificazioni,
    sarebbe stato più semplice falsificare documenti con
    date successive alla partenza sovietica, ma questo non

    fu fatto – e non fu fatto perché i documenti trovati

    erano indubbiamente autentici.

    Dal processo di Norimberga:

    Le autorità naziste raccolsero “esperti sanitari” da tutti i paesi occupati d’Europa e misero insieme una cosiddetta commissione “internazionale”.
    Uno dei suoi membri, il professore bulgaro Marko Markov, depose come testimone al processo di Norimberga e in quell’occasione rivelò in quali condizioni aveva svolto il suo lavoro. Basti dire che nel posto della scoperta, dove la commissione avrebbe dovuto espletare le sue indagini su migliaia di cadaveri, i periti si fermarono solo due giorni, il 29 e il 30 aprile 1943. Riportiamo qui un estratto del fuoco di fila di domande cui venne sottoposto il professor Markov.
    PUBBLICO MINISTERO:
    Quante volte i membri della commissione si recarono effettivamente alle fosse di Katyn?
    MARKOV: Ci recammo nella foresta di Katyn due volte, precisamente i giorni 29 e 30 aprile, in mattinata.
    PUBBLICO MINISTERO:
    Quante ore dedicaste effettivamente ciascuna delle due volte all’esame delle fosse comuni?
    MARKOV: Secondo i miei calcoli, non più di due, tre ore per volta.
    PUBBLICO MINISTERO: I membri della commissione presenziarono almeno una volta all’apertura delle fosse comuni?
    MARKOV: Nessuna nuova fossa venne aperta in nostra presenza. Si limitarono semplicemente a farci vedere quelle che erano già state scoperte prima del nostro arrivo.
    Successivamente Markov riferì in quali condizioni era stato condotto il cosiddetto esame medico-legale. Il referto conclusivo aveva parlato di più di 10.000 salme. Ma su quanti la commissione aveva eseguito veramente l’autopsia? Dalla testimonianza resa da Markov a Norimberga risulta che i cadaveri sezionati furono otto in tutto. “Ciascuno di noi ne sezionò uno… Tutto il resto della nostra attività, durante quei due giorni, ebbe il carattere di una rapida ispezione sotto la guida dei tedeschi, che mi faceva pensare a una gita turistica, durante la quale ci mostrarono le fosse comuni e una casa di campagna … dove in alcune bacheche erano esposti alcuni documenti e altri oggetti personali. Ci dissero che tutto, documenti e oggetti, erano stati rinvenuti indosso ai cadaveri che avevamo sezionato”.
    PUBBLICO MINISTERO: Eravate presenti quando i documenti furono rinvenuti sui cadaveri, oppure ve li fecero vedere quando erano stati già raccolti nelle bacheche?
    MARKOV: I documenti che vedemmo nelle bacheche vi erano stati collocati prima del nostro arrivo.
    Dopo che l’Armata rossa ebbe liberato la oblast di Smolensk, fu istituita una commissione speciale incaricata di stabilire, mediante un’indagine, in quali circostanze si era svolto l’eccidio nella foresta di Katyn. La componevano eminenti personalità del mondo scientifico e culturale: gli accademici N. I. Burdenko, A. N. Tolstoj e V. P. Potemkin, il metropolita Nikolaj e il capo del servizio sanitario dell’Armata rossa, E. I. Smirnov. Contemporaneamente venne nominata una seconda commissione composta dal capo della sezione medicina legale presso il commissariato del popolo per la sanità, V. I. Prozorovskij, dal professore di medicina legale dottor V. M. Smoljaninov, dal professore di anatomia patologica D. N. Vyropaev e da altri esperti.
    Dall’inchiesta risultò che le autorità di occupazione tedesche avevano predisposto l’azione provocatoria impiegando circa 500 prigionieri sovietici nei lavori di scavo delle fosse e distruggendo poi i documenti e le altre prove materiali che sarebbero risultati incriminanti per loro e che a lavoro finito, i prigionieri sovietici erano stati fucilati.
    È superfluo dire che i falsificatori nazisti avevano presentato alla cosiddetta commissione internazionale documenti che non erano affatto quelli rinvenuti sulle salme. A questo proposito riportiamo un altro passo della deposizione al processo di Norimberga:
    PUBBLICO MINISTERO: Vi diedero la possibilità di condurre una ricerca scientifica su questi documenti, ad esempio di analizzare le macchie che gli acidi organici vi avevano lasciato, o di svolgere comunque un’indagine legale o criminologica?
    MARKOV: Non ci fu possibile eseguire un esame scientifico dei documenti… non li toccammo neppure.
    Al processo di Norimberga l’esperto di medicina legale V. I. Prozorovskij affermò che la maggior parte delle salme dei prigionieri polacchi non era stata affatto esaminata dalla commissione tedesca. In ogni caso, dalla deposizione di Prozorovskij risultò che “soltanto tre delle 25 salme da noi esaminate erano state sottoposte all’autopsia, e anche questa parziale, limitata al cranio”.
    Sempre dalla stessa testimonianza risultò che il metodo con cui i prigionieri polacchi erano stati uccisi – con una pallottola alla testa, nella zona dell’osso occipitale – era lo stesso di quello solitamente usato dai nazisti nei territori dell’URSS temporaneamente occupati tra cui le città di Smolensk, Orel, Charkov, Krasnodar e Voronez, per uccidere i prigionieri civili e i prigionieri di guerra sovietici.
    Prozorovskij, che aveva preso parte alle indagini condotte nelle varie regioni del territorio sovietico occupato sui luoghi in cui le vittime del terrore nazista erano state seppellite in fosse comuni, dimostrò a Norimberga che perfino il metodo impiegato per mascherare le fosse di Katyn era identico a quello usato nelle altre località: tutte le fosse erano state coperte con un ultimo strato di zolle erbose e su certune erano stati piantati alberi.
    Durante la deposizione fatta a Norimberga il professor Markov riferì inoltre che dopo aver eseguito l’autopsia di una sola delle salme non fu in grado di affermare se questa fosse rimasta sotto terra tre anni, come avrebbero voluto indurlo a dichiarare i nazisti. Perciò, nel redigere il referto, si limitò alla parte descrittiva della sezione cadaverica, senza trarne conclusioni.
    PUBBLICO MINISTERO: Perché?
    MARKOV: Perché dai documenti che ci avevano consegnato compresi che ci volevano suggerire anticipatamente la risposta che i corpi erano rimasti sepolti tre anni… E siccome i dati che avevo potuto ricavare dall’autopsia contraddicevano chiaramente questa tesi, mi astenni dal trarre conclusioni.
    Markov descrisse inoltre alla corte, con abbondanza di particolari, quali pressioni psicologiche fossero state esercitate sui membri della commissione per costringerli a firmare una dichiarazione comune dalla quale risultasse che i prigionieri polacchi erano stati trucidati nel 1940. Il documento tedesco asseriva che la dichiarazione era stata compilata e firmata a Smolensk dai membri della commissione. Markov rivelò al tribunale che a Smolensk essi non avevano neppure visto il documento in questione, bensì erano stati condotti per la firma all’isolato campo di aviazione di “Bela”, dove i tedeschi, come ulteriore prova definitiva, esibirono agli esperti il tronco di un alberello tolto – dicevano – da una delle fosse comuni e un “esperto forestale” tedesco asserì che era possibile stabilirne la data del trapianto dal numero degli strati circolari concentrici.
    Il pubblico ministero chiese a Markov se era in grado di affermare con sicurezza che l’alberello fosse stato sradicato da una delle fosse comuni o non semplicemente da una radura della foresta. Markov rispose di non poter fare una dichiarazione del genere, dicendo: “Ignoravo se nel posto di provenienza dell’albero vi fossero fosse comuni, perché nessuna, come ho già detto, venne scavata in nostra presenza”.
    Fu escusso come testimone anche il vicesindaco di Smolensk all’epoca dell’occupazione tedesca, Boris Bazilevskij, professore di astronomia. Nella sua deposizione confutò le asserzioni dei nazisti che la foresta di Katyn fosse stata nel periodo prebellico una sorta di bandita posta sotto il controllo di pattuglie armate, asserzioni da loro avanzate per corroborare la storia che le autorità sovietiche avevano adibito il posto alle esecuzioni capitali. Bazilevskij, nativo di Smolensk, disse: “Durante i lunghi anni in cui vissi a Smolensk, la località non era proibita, nel senso che chiunque voleva, vi si poteva recare liberamente. Io stesso andai più volte nella foresta, le ultime due nel 1940 e nella primavera del 1941. Fra l’altro li vi era anche il campo dell’organizzazione giovanile dei pionieri”.
    Il testimone oculare Bazilevskij riferì al tribunale internazionale che “fino alla primavera e agli inizi dell’estate del 1941 essi [i prigionieri di guerra polacchi] lavoravano al riassetto delle strade Mosca-Minsk e Smolensk-Vitebsk”.
    Una deposizione analoga fu fatta dalla testimone M. I. Sasneva davanti alla commissione speciale istituita per indagare la questione delle fosse comuni di Katyn. La donna disse di aver ospitato in casa propria, nel villaggio di Zenkovo, nell’agosto 1941, un ufficiale polacco, Joseph Leon, che era fuggito dal campo di prigionia. Altri testimoni affermarono di aver visto nel settembre 1941 prigionieri polacchi che lavoravano alla riparazione della strada. Il teste I. M. Kartoskin affermò di aver visto con i propri occhi i tedeschi che compivano retate nell’autunno del 1941, rastrellando metro per metro i villaggi, alla ricerca dei prigionieri polacchi fuggiti.
    Quindi i testimoni avevano visto i prigionieri polacchi dopo la primavera del 1940, vale a dire dopo l’epoca nella quale, secondo la versione nazista, sarebbero stati trucidati.
    Al processo di Norimberga il testimone Bazilevskij riferì un colloquio che egli aveva avuto con il sindaco, Mensatin, un collaborazionista che godeva la massima fiducia delle autorità di occupazione tedesche.
    BAZILEVSKIJ: Alla fine di settembre [del 1941] non riuscii più a trattenermi e gli chiesi quale sorte avevano subito i prigionieri di guerra. Mensatin sulle prime si mostrò titubante, poi disse, in tono piuttosto incerto: “Sono già stati liquidati …”.
    Mensatin soggiunse di averlo sentito dire da Schwetz, il comandante tedesco di Smolensk, il quale aveva ricevuto l’ordine da Berlino di eliminare tutti i prigionieri di guerra polacchi.
    PUBBLICO MINISTERO: Non le disse niente circa il posto in cui erano stati uccisi?
    BAZILEVSKIJ: Sì, mi disse che Schwetz gli aveva confidato che la località si trovava nei pressi di Smolensk.
    Allo scopo di avvalorare l’accusa calunniosa le autorità naziste inclusero nel loro “documento” le testimonianze di alcuni cittadini di Smolensk, attribuendo particolare importanza alla deposizione di uno di loro, un certo Kiselev. Ma Kiselev (il quale era nato nel 1870) descrisse più tardi in quali condizioni era stato costretto a testimoniare: “Siccome non potevo resistere alle percosse e alle torture, acconsentii a confermare pubblicamente la storia architettata dai tedeschi secondo la quale i prigionieri polacchi erano stati uccisi dai bolscevichi”. I nazisti fecero ricorso agli stessi metodi per estorcere false deposizioni da altri testimoni.
    La commissione speciale che condusse un’inchiesta sulle atrocità naziste a Katyn, esaminò le salme di 925 prigionieri di guerra polacchi.
    Da un’indagine obiettiva risultò che la stoffa delle uniformi era ancora in buone condizioni. Anche il professor Markov confermò questo particolare al processo di Norimberga (“Ebbi l’impressione che gli indumenti, debitamente ripuliti, avrebbero ancora potuto essere usati”). Le salme esaminate non erano in stato di decomposizione bensì in stato di ritenzione, cioè nella prima fase di perdita degli acidi organici. La commissione di esperti di medicina legale concluse, sulla base di questo e di altri elementi obiettivi: “I corpi dei prigionieri di guerra polacchi sono stati seppelliti circa due anni or sono, fra il settembre e il dicembre 1941”, vale a dire durante il periodo in cui Smolensk era occupata dai nazisti.
    Tale conclusione venne confermata da quanto alcuni membri della commissione di esperti poterono rilevare, durante l’esame delle salme, dai documenti personali degli uccisi, che risalivano non soltanto alla seconda metà del 1940, ma anche alla primavera e all’estate del 1941, cioè al periodo in cui i prigionieri polacchi, secondo le asserzioni dei capi nazisti, avevano cessato di vivere da un pezzo.
    Infine una prova definitiva, presentata al tribunale militare internazionale, rivelò la provocazione di Katyn.
    Il pubblico ministero sovietico L. N. Smirnov sottopose alla corte un inartamento, contrassegnato con la sigla PS-402, “gentilmente trasmessoci dai nostri colleghi americani”. Si trattava di una raccolta di comunicazioni tedesche relative a Katyn. Tra queste vi era un telegramma firmato da un funzionario del governatorato generale di Polonia, certo Heinrich, indirizzato al governatorato stesso. Il telegramma, riservatissimo, diceva che i membri della delegazione della Croce Rossa polacca erano ritornati da Katyn portando con sé bossoli provenienti da cartucce usate sul posto per l’eccidio”. È risultato che si tratta di munizioni di fabbricazione tedesca. Calibro 7,65 mm, ditta “Geko”. Segue lettera.
    Dopo che il documento fu reso di pubblica ragione a Norimberga, il pubblico ministero chiese all’esperto sovietico V. Prozorovskij: “Le cartucce rinvenute nelle fosse comuni erano prodotte dalla stessa fabbrica tedesca, e dello stesso calibro, o no?”.
    Prozorovskij rispose: “Le pallottole rinvenute nelle ferite provocate da arma da fuoco erano di calibro 7,65 e i bossoli, scoperti durante gli scavi, portavano il marchio della ditta ‘Geko'”.
    Fu la prova che smascherò l’atto provocatorio dei nazisti e che stabili con assoluta certezza come si fosse svolto il mostruoso eccidio dei prigionieri di guerra polacchi, ordinato in realtà dalle autorità naziste nella foresta di Katyn.

  • -11
    kautostar86

    dl31 ha scritto :
    schumyno….ragazzi c’ho un problema molto, ma moooolto serio !!!!!! HA DAL GIORNO DI PASQUA (QUANDO MI HANNO INVASO LA TESTA DI SCIE CHIMIKE) CHE APPENA VEDO A QUALCUNO CHE NON CREDE AI COMPLOTTI COSPIRAZIONISTI MI VIENE VOGLIA DI UCCIDERLO…….!!!!!!!!

     

    ahah allora speriamo che non scopri dove abito! Te stai ai complotti come le api stanno al miele

    PS. Per chiudere la questione scie chimiche una volta per tutte, io sono contentissimo se fai le analisi, non ho proprio nulla in contrario, in che lingua te lo devo dire??Io non ci credo, ma voi fedeli siete liberissimi di fare tutti i test che volete!

    • -11.1
      dl31

      kautostar…….ancora !!!!!!!!  

      hehehehehehe…..no…. tu ci credi alle scie….abbiamo parlado a lungo….è solo che non potrai ammetterlo mai !!!!!!!

  • -12

    Guardate questo video… vi darà parecchie risposte.

     

    http://www.youtube.com/watch?v=luOtt6q1L6c

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