L’esperimento italiano


Massimo Mastrangeli vive a Leuven , in Belgio. I suoi colleghi fanno quello che fanno i colleghi di tutti gli italiani che vivono e lavorano all’estero, specialmente in Europa: domandano.
E che cosa domandano, i tedeschi, gli inglesi, gli olandesi, gli spagnoli, i francesi, i danesi, gli svedesi con i loro spot televisivi e tutti gli altri, quando incontrano un italiano? Si avvicinano incuriositi, alcuni con un’aria faceta, quasi beffarda, altri seriamente interessati a capire. Vogliono sapere perchè. Vogliono comprendere come sia possibile che ancora, in Italia, ci possa essere anche un solo italiano che voti per Silvio Berlusconi.

 

Così alcuni dei nostri connazionali all’estero, quelli davvero stufi di sentirsi imbarazzati, di dover abbassare gli occhi, di fingere l’arrivo di una telefonata improvvisa per non essere costretti a dare una risposta, hanno deciso di fare outing.
In particolare Massimo ha scritto un post, sul suo blog. E’ in inglese, perché non è rivolto a noi, bensì a tutti gli altri, a quelli che lo guardano strano, a quelli che lo fermano ovunque, a quelli che fanno domande imbarazzanti, a quelli cui d’ora in poi potrà finalmente rispondere: leggetevi questo.

 THE ITALIAN EXPERIMENT
 di Massimo Mastrangeli

 

Signori e signore,permettetemi gentilmente di coinvolgere per qualche istante la vostra attenzione in un sorprendente esperimento concettuale. Chiudete gli occhi e lasciatevi regredire in uno stato di grande rilassamento…

… Immaginate un paese piccolo e iperdinamico, carente in risorse materiali ad eccezione di una chiarissima perenne luce solare, e adorno di paesaggi naturali incredibilmente variegati e toccanti; un paese dolorosamente segnato da una storia assai lunga di divisioni intestine e di guerre, di dominazione da parte di potenze straniere sfruttatrici e senza scrupoli, e di irragionevole soggezione ad una superstiziosa morale cristiano-cattolica; un paese benedetto da un’eredità culturale altrettanto radicata nel tempo – un patrimonio di una ricchezza sconvolgente, profondamente influente ed espressa da tantissimi geni talentuosi ed illuminati, impressa in monumenti unici, scolpita in letteratura immortale, traboccante in epitaffi musicali, cristallizzata in splendide architetture e impersonata in affascinanti gesticolazioni popolari, incarnata in un linguaggio grandemente espressivo e lirico ed in una gastronomia di gusto supremo.
Adesso aggiornate la vostra figura mentale di questo peculiare paese, e pensatelo retto da un sistema politico democratico – formalmente giovane ma praticamente puerile – scaturito da una reazione violenta nei confronti di una dittatura breve ma influente – una dittatura che fu in grado di realizzare la prima manifestazione di ipnosi di massa nella storia europea moderna, che portò il paese in una disastrosa guerra globale e lasciò un impatto duraturo sul suo immaginario collettivo, quando persino non nostalgicamente ammirata da alcuni suoi cittadini. Una democrazia fragile, sebbene garantita da una Costituzione solida, ingegnosa e invidiata; una democrazia che nondimeno riflette lo spirito svogliato, pagliaccesco e approssimativo del suo abitante medio – piuttosto ignorante, formalmente cattolico, informato esclusivamente dai mezzi di comunicazione di massa più comodi, repellente ai libri, superstizioso, creativo, prono a lamentarsi facilmente così come ad accettare ogni abuso morale e illegale che non offenda il suo tenore di vita, insuperato nell’oscura arte della sopravvivenza, sfuggevole alle responsabilità e intimamente contento quando gli viene imposto ciò che deve pensare e ciò che deve fare.

Adesso supponete che una figura carismatica si stagli sopra questo sfondo popolare – una mente finanziaria confidente, acuta, ambiziosa e sempre sorridente, esperta nella manipolazione delle apparenze e in strategie di comunicazione. E supponete che, grazie a un’enorme fortuna economica di supposte oscure origini e a una notevole intraprendenza, egli riesca progressivamente a stabilire una rete di emittenti televisive locali, a edificare intere città, ad acquisire quotidiani, riviste e case editrici, a lanciare catene commerciali e a presiedere una squadra di calcio stellare. Egli costruisce di se stesso un’immagine assurda di uomo potentissimo e fattosi da solo, evidentemente distinguibile dai suoi simili, ricchissimo eppure affidabile nonché follemente affascinante per le sue miracolose doti da Re Mida. Inoltre, aggiungete alla rappresentazione che le sue dominanti alleanze politiche e massoniche lo aiutano a consolidare la sua condizione illegale di magnate dei media, trasformando per vie legali la situazione mediatica del paese che ha oltremodo distorto nella normalità. Allo stesso tempo, considerate che i cittadini del paese sono annoiati dalla televisione pubblica generalista, monotona e candida, così che in numero crescente essi accordano la loro preferenza e la loro attenzione alle trasmissioni possedute dal magnate, commerciali e finalmente capaci di coprire tutto il territorio del paese – trasmissioni ampiamente infiltrate di pubblicità incisive, intrattenimenti pruriginosi e volgari, donne discinte, spettacoli che accreditano denaro a pioggia, personaggi profumatamente stipendiati passati alle emittenti della concorrenza dopo aver raggiunto la celebrità su quelle pubbliche, il tutto permeato da un senso di ottimismo combinato drammaticamente con l’assunzione fondamentale che il mero denaro non può che comprare tutto e condurre ad un successo inespugnabile.

A questo punto, cominciate a ragionare sull’influenza che una simile esposizione, perpetua e auto-inflitta, al suddetto condizionamento mass-mediatico pervasivo può avere sulla struttura mentale e la visione del mondo dei cittadini aderenti al nuovo stile di vita. Circoscrivendo le loro fonti d’informazione ai pochi mezzi cortesemente e liberamente (all’apparenza) messi a disposizione dall’uomo eternamente vincitore e dall’ampio ghigno, questa massa di gente in espansione inizia inconsapevolmente a percepire e interpretare la realtà attraverso gli occhi e la mente stessi di quest’uomo – essi approcciano la realtà nella forma che lui stesso vorrebbe che essa assumesse. Il loro apparato gnoseologico viene progressivamente distorto per adattarsi alle connessioni alla realtà irreale che il loro padrino mediatico gli ha distillato – nel nome svuotato della libertà e del liberalismo.

Adesso alziamo la posta. Immaginate che l’uomo si renda conto che, durante le sue attività mirabolanti ed impeccabili, abbia effettivamente accumulato troppi debiti – nonostante le sue società finanziarie stabilite in paradisi fiscali e le sue frequentazioni criminali e massoniche. L’uomo è disperato, ma a causa del disturbo narcisistico della sua personalità si considera comunque invincibile e non può permettersi di perdere ed essere privato della sua fortuna. Ad ogni costo. Così si rivolge al suo braccio destro, persino più oscuro di lui, che prodigiosamente gli propone una soluzione di puro genio. Dichiarare bancarotta? No. Fuggire dal paese? No. Suicidio? Mai. Piuttosto, perché non sfruttare l’immunità parlamentare e soggiogare le leggi stesse del paese, governandolo? Per di più, per intercessione di una sincronia prodigiosa, in quella congiuntura frenetica l’uomo ha la possibilità ideale di entrare nell’agone politico senza essere sospettato dei suoi intenti, sebbene pubblicamente dichiarati (evitare la galera) – meglio, persino additato senza esitazione come il buon samaritano giusto e tanto atteso, salvatore del paese dal suo collasso e votato soltanto al puro onore. In un frangente di sconvolgimenti radicali per la politica del paese, come rivelato dalle corti di giustizia, e per la sua sicurezza sociale, minata da ripetute stragi di matrice criminale sparse per il territorio, l’uomo scende nel campo di calcio politico con un movimento di plastica, chiamato secondo un popolarissimo slogan da stadio. E con una rapidità senza precedenti – sospinta da inserzioni ossessive distribuite attraverso le sue televisioni e riviste, dalla piaga della sua incantevole icona di homo novus per la politica destinato a nient’altro che ad avere successo lì come già accaduto così bene nei suoi affari, e dal suo potente appello ad una necessità di rinnovamento ampiamente condivisa – egli si ritrova sul trono. Intenzionato a rimanerci seduto per sempre.

Adesso aumentate gli ingrandimenti della vostra fotocamera mentre vi apprestate a scavare nei particolari tecnici della sua strategia – mutuata da quel prezioso tesoro di psicologia di massa accumulato dai burocrati statunitensi durante gli anni ’70. L’uomo debutta con una mossa senza precedenti. Al momento della sua proposizione politica, una vasta parte della società del paese era ormai solita guardare le sue televisioni – ovvero vedere la realtà attraverso il minuscolo, distorcente buco della serratura catodico delle sue emittenti commerciali. Bene, a quel punto il divo si manifestò mostrandosi nelle case stesse della gente attraverso quello stesso buco, filtrato e privato. Egli indirizzò il suo potenziale elettorato direttamente, senza filtri politichesi e ciance demodé in stile prima repubblica. Una prestazione memorabile: aveva attaccato un cavo privato e domestico a tutti i cittadini per monopolizzare la loro attenzione, e così facendo aveva drammaticamente reso tangibile il legame emotivo tra lui e loro. I soggetti ipnotizzati non si rendono conto di essere manipolati, e protestano veementemente se ciò gli viene fatto notare. E’ la firma che l’ipnosi funziona. In questo caso l’ipnosi ha un nome: narrazione emotiva.
L’uomo capitalizza la sua connessione emotiva con il suo pubblico, introdotta molto tempo prima e alimentata già per lungo tempo, attraverso alcuni elementi ben studiati. Permette alle persone di proiettarsi e riconoscersi in lui evitando di celare, quando non manifestando o persino inventando, difetti privati e personali: statura bassa da sostenere con i tacchi, donnaiolo, raccontatore di barzellette in occasioni ufficiali, e molto altro. Non perde occasione per attirare l’attenzione pubblica su di sé – anche ridicolizzandosi. Ha fatto in modo di rendere la sua storia idealizzata nota a tutti i cittadini del paese spedendo la sua biografia patinata a milioni di case (a spese dei contribuenti). Ispirandosi forse ad auto-proiezioni psicologiche negative, egli sostiene di informare la sua attività agli alti ideali di libertà e liberalismo, anche rinominando all’uopo il suo partito politico. Distrae l’attenzione delle sue osannanti folle dai guai personali quotidiani dirigendola verso spaventosi nemici, che dice di rintracciare in specie quasi estinte chiamate “comunisti” (mentre si vanta di essere amico fraterno di un terribile presidente russo ed ex-membro del KGB). Ha iniziato una battaglia furiosa per attaccare i presunti ostacoli alla sua altrimenti fenomenale attività: i magistrati, e in definitiva la Costituzione stessa. Ha promesso un nuovo miracolo economico, e sostenuto di spargere ottimismo e amore nel confronto della povera e odiosa sinistra mentre si esibisce in discorsi aggressivi e istigazioni volgari contro le istituzioni pubbliche. Il suo elettorato sembra accettare tutto comunque sempre, quando non sia persino fiero del potere implicito che l’uomo si accorda arbitrariamente.
Ma questa è soltanto la punta visibile di un iceberg profondo.
La sua azione pianificata ha avuto un facile e vasto successo anche perché al frattempo l’uomo l’ha venduta come un sogno gioioso al suo elettorato, la cui affezione all’amato leader non può pertanto essere scossa da alcuna delle sue numerose azioni illegali, fallimenti confermati, supposti crimini, scandali acclarati, ipocrita morale cristiano-cattolica (tuttavia ripetutamente avallata dalla stessa chiesa romana in cambio, tra l’altro, di esenzione dalle tasse). I suoi elettori sono arruolati in una storia vivente – proprio come le tante che sono soliti ammirare sulle sue televisioni, ma molto migliore e in prima persona – dove essi possono proiettare se stessi nel loro eroe, e possono sostenerlo finché lo possono votare (per questo c’è bisogno della democrazia), e non vogliono altro che assistere all’epocale trionfo che attende questa magnifica impresa collettiva, alla faccia dei tanti nemici ed insidie e crisi e impoverimento e sfruttamento e disinteresse del capo per i bisogni della gente. Il suo elettorato, quando non vuole sfruttarlo, vuole vivere il sogno che gli è stato venduto – anche al costo di negare la realtà. Un legame sigillato con il leader – nulla può revocare questo tremendo incantesimo.
Più alla radice, l’uomo ha ormai profondamente rivisto il linguaggio politico dopo aver plasmato quello popolare, rimuovendo il consistente significato di parole comuni per riempirle di uno nuovo, vacuo ed irrilevante; ha introdotto categorie come amore e odio che non pertengono alla politica, ha prodotto istanze di fulgida demagogia senza precedenti in ogni singola occasione; ha alterato la stessa dinamica della vita politica del paese iscrivendo meteore del suo farsesco circo catodico nelle sue liste elettorali e trasformando il Parlamento nella dépendance delle sue ville e dei suoi palazzi privati. Ha istruito se stesso e le sue coorti a negare sistematicamente qualsiasi accredito e accusa anche di fronte a documenti probanti. Per di più, è stato incredibilmente benedetto dalla sontuosa fortuna di essere fronteggiato dalla eufemisticamente trascurabile opposizione dimostrata dal maggior partito di sinistra – il partito più inoffensivo, masochista, auto-contraddittorio e inconcludente mai visto nella storia del paese: da una parte, tale partito si è trovato a giostrare entro i confini del nuovo linguaggio orientato alla propaganda e animato dal gossip stabilito dall’uomo e, piuttosto che rigettare questo gergo disdicevole, lo ha allegramente adottato, recitando in ultima istanza e sin dall’inizio come un attore non-protagonista su un palco arredato da e dedicato all’uomo; dall’altra, tale partito non è stato capace di alcuna iniziativa sostanziale per estinguere l’incantesimo anche nel corso dei periodi in cui ha effettivamente detenuto il potere, incapace di dichiarare illegale l’enorme conflitto di interessi dell’uomo – in sostanza impersonando alla perfezione la vile figura di una nube melliflua di macchiette riciclate e non convincenti che vogliono godere di soldi pubblici facili senza assumersi alcuna responsabilità di governo. Questo stesso partito è stato, se non altro, un eccellente motivo per gli elettori dell’uomo per non distoglierne la loro cieca preferenza.

Ed ora completate la vostra costruzione mentale dando corpo ai dettagli del lato oscuro dell’artefice dell’incantesimo. L’uomo che ora avete davanti non può tollerare alcuna critica al suo operato, e lo dichiara apertamente, a ben vedere, gridando ossessivamente la sua supposta strenua difesa del pluralismo e del liberalismo. Il suo narcisismo arriva al punto di disturbare la sua personalità; ed è terribilmente angosciato dal suo passato – che potrebbe trovarsi sul punto di rivoltarsi contro di lui e/o di essere finalmente svelato al pubblico – da esprimere questa sua ossessione parossistica, a ben vedere, con il suo perpetuo rifiuto di lasciarsi giudicare dalla giustizia ordinaria del paese. Egli scambia il sostegno ipnotico manifestato dalla sua gente con una benedizione sovrannaturale che dovrebbe, nei suoi auspici, renderlo onnipotente e legittimarlo a piegare la legge del paese alle sue esigenze e piaceri ed ad essere considerato più uguale del resto dei cittadini. E non perde occasione per sparare violentemente contro i magistrati e per seminare odio e scetticismo contro la loro attività sostenuta dalla Costituzione, ammettendo chiaramente, a ben vedere, la sua colpa anche prima di ogni potenziale verifica. E’ un uomo essenzialmente solo che si è circondato e ha riempito le istituzioni del paese con personaggi che o gli devono qualcosa o che vogliono qualcosa da lui o che lo possono minacciare o che lui può facilmente programmare per agire secondo la sua privata volontà. In questo modo, è stato capace di far approvare dal Parlamento una lunga lista di leggi infami dedicate a risolvere i suoi problemi privati con la giustizia, facendo spesso estinguere i suoi crimini prima che potesse esserne accusato o perseguito – sempre proclamando di agire esclusivamente nel nome delle esigenze del popolo: un modo peculiare di chiamare i suoi interessi privati. Ha infine sabotato le fonti di informazione pubblica rimuovendo chirurgicamente tutte le voci dissonanti più temibili che si potessero trovarci, e allineando i servizi pubblici con le sue armate private di mercenari. I pochi partiti politici capaci di manifestargli vera irriducibile opposizione sono costantemente anatemizzati come estremisti, anti-politici e persino anti-paese, non senza la sostanziale approvazione da parte del maggior partito di sinistra stesso. Invece di riconoscere in quest’allarme il segnale rivelatore della vera sorgente di timore per il regime, molti cittadini perplessi si sono trovati d’accordo con la censura e si sono allontanati da queste insidiose minoranze.
E nuove generazioni docili di fedeli sostenitori senza scrupoli sono in procinto di essere forgiate attraverso l’istanza di una radicale decomposizione e miserabile smantellamento delle istituzioni di educazione pubblica, scuole e programmi ministeriali.

L’intera costruzione dell’uomo si puntella su di lui, e quindi è destinata ad annichilirsi al momento della sua scomparsa. Ma nel frattempo, quest’uomo solo sta lasciando ovunque rovine.

Se avete sostenuto questo esotico esperimento fin qui, dovreste ora avere in mente l’immagine grossolana di un paese in decadenza che muove felicemente e ciecamente verso il collasso finanziario, culturale ed istituzionale sul baratro di una nuova dittatura – dove i pochi anticorpi sopravvissuti che possono sperabilmente ristabilire la salute e una sicura futura prosperità e civiltà sono principalmente segregati in rigorosi quotidiani, su Internet e in paradisi intellettuali domestici. L’ultimo incantesimo diabolico del regime in atto consiste nell’indurre questi numerosi circoli distribuiti a sentirsi come particelle isolate ed inani di fronte al consenso dominante.

Questo esperimento è un’illusione – pervicace, ma pur sempre un’illusione…

… Bene, onorevoli signore e signori! Avete giocato all’esperimento? Siete riusciti ad immaginare un simile paese?
Perfetto, allora siete pronti per il gran finale!
Aprite gli occhi e … guardate!

Quel paese esiste.

 

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31 risposte a L’esperimento italiano

  • 23
    giosinoi

    Grazie (si fa per dire) per avere cancellato la 2° parte del mio post, quella costituzionale.

    Cmq, lo capisco, in tempi in cui la rete è il nemico da colpire, in quanto luogo del dissenso senza peli sul cuore …

  • 22
    giovanni61

    Sono anch’io daccordo che non basta lo sdegno, il mantenimento della VERA DEMOCRAZIA, è inpegnativo, ha bisogno di essere coltivato e seguito, per fare ciò ci vuole tempo, e voglia, le persone oggi non riescono a trovare nè l’uno nè l’altro, e quindi demandano al giullare di corte di turno il compito di farlo.

    Un motivo secondo me di questo abbandono da parte di tanti di ogni forma di politica proviene anche dalla sensazione di impotenza che si ha, quando si cominciano a capire le cose come stanno, allora si preferisce ( imbottiti dal grande fratello) occuparsi di calcio, macchine, donne, lusso.

    Eppure il gioco si è rotto, l’accellerazione che si sta verificando dei fenomeni di impoverimento delle popolazioni, insieme ad internet, sta risvegliando le coscienze di molti, dobbiamo secondo me cavalcare quest’onda, coinvolgere queste persone a far parte di un nuovo modo di occuparsi di NOI.

    Ho aderito al movimento 5 stelle, mi piace lo statuto ed il programma, diamogli un’occhio.

  • 21
    uruk-hai

    In realtà questo articolo, troppo arzigogolato nei termini, farcito all’inverosimile di aggettivi, non spiega niente di niente, chiunque lo leggesse – facendo pure fatica a tenere il filo – ne saprebbe quanto prima del perchè esiste il Berlusconi politico. Vuoi spiegare perchè Berlusconi viene sempre votato? Fai un giro in macchina, al supermercato, in coda in posta e filma gli italiani “normali”, di cui la maggior parte si sente Schumacher in strada ma rigorosamente col telefonino appiccicato all’orecchio; si piantano in mezzo alla corsia del supermercato col carrello e bloccano il passaggio; passano bellamente davanti agli altri nelle code e spesso pure con arroganza; fumano e buttano i mozziconi per terra e se per caso usano il posacenere dell’auto (raramente) lo svuotano a terra nei parcheggi; usano gli scooter come se le leggi della strada – ma soprattutto della fisica – non esistessero; nei luoghi pubblici urlano al telefonino come se l’interlocutore dall’altra parte dovesse sentirli direttamente senza usare il cellulare; al cinema è un concerto continuo di squilli e trilli vari…

    Ecco, mostrate al mondo come sono la maggioranza degli italiani “normali” e smetteranno subito di chiedersi perchè!

  • 20
    skatro

    Riflessione corretta, vorrei solo che riuscissero a farla anche quelli che ancora vivono in Italia.. solo su una cosa non sono d’accordo: alla morte di Berlusconi non cambierà proprio nulla, tutto quello che ha ottenuto passerà ad un suo successore, è un piano più grande di un semplice uomo che assoggetta un intero Paese con le sue fandonie.

     

  • 19
    robynat

    Ormai è certo. Silvio Berlusconi si è buttato sul web. Appena vedrà l’onda cavalcata dal dissenso moltiplicherà i “frangiflutti” contro i bloggers più scomodi.

  • 18
    bighli
  • 17
    claudine

    ahahaha…l’inizio dell’articolo mi ha ricordato la domanda di mia cugina venuta l’anno scorso dalla Slovenia. Mentre passaggiavamo mi ha chiesto sottovoce e in inglese -Ma cosa ne pensi di Berlusconi? – Appena ho detto che non sapevo come era possibile che era stato votato di nuovo, ha iniziato a dire – oddio!!! infatti anche noi ce lo chiediamo!!! Da noi lo paragonano a Milosevic!!! …e continuando così…

  • 16
    EC

    ramthas ha scritto :
    Ciao Claudio, La citazione in questione è proprio all’inizio dell’articolo: E che cosa domandano, i tedeschi, gli inglesi, gli olandesi, gli spagnoli, i francesi, i danesi, gli svedesi con i loro spot televisivi e tutti gli altri, quando incontrano un italiano? Si avvicinano incuriositi, alcuni con un’aria faceta, quasi beffarda, altri seriamente interessati a capire. Vogliono sapere perchè. Vogliono comprendere come sia possibile che ancora, in Italia, ci possa essere anche un solo italiano che voti per Silvio Berlusconi. Ciao e buona giornata.  


    Vogliono comprendere come sia possibile che ancora, in Italia, ci possa essere anche un solo italiano che voti per Silvio Berlusconi.

    Ebbene, non ci vedo nulla di male nella frase che citi visto e considerato che mi sono fatto questa domanda io stesso al punto tale da diventare matto! Soprattutto considerando tutto quanto ormai si conosce o, meglio, si DOVREBBE conoscere.

  • 15
    Guastatore1986

    Sigh! Il Nostro Paese!!!!!

  • 14
    giovanni61

    Bellissimo l’articolo,molto poetico, e direi abbastanza conforme alla nostra realtà.

    Come è possibile che siamo arrivati a ciò, ci sono davvero tanti Italiani “zucche vuote”

    La storia parte però da prima di Berlusconi, certo con lui si sta toccando il fondo, ma in cima al dirupo ci ha portato negli ultimi 50 anni una classe politica, imprenditoriale, affaristico mafiosa senza scrupoli nè cervello.

    Mi sento di difendere il mio paese, non credo che la Francia con Sarkozy o la Germania con la Merkel, l’Inghilterra, e tanti altri paesi cosiddetti occidentali siano governati in maniera esemplare.

    Io penso, che dobbiamo smetterla di scalciarci gli uni con gli altri su chi c’ha la rogna.

    Questi signori nessuno escluso, con consapevolezza, o con profonda ignoranza e stupidità, stanno consegnando il pianeta con i loro cittadini nelle mani di un gruppo di “pazzi fanatici” (li ha definiti Tremonti) regalando loro la nostra acqua, la nostra aria, la nostra terra,la nostra LIBERTA’.

  • 13
    PIGRECO

    io di questa italia semplicemente non mi sento rappresentato ….la destra è quello che è …la sinistra è peggio e più pericolosa …di pietro lasciamo perdere …la lega mi piace perchè è molto presente per il territorio ma per il resto molti dubbi …quindi ? non mi sento rappresentato da questo bipolarismo …le minoranze o vengono omologate o vengono espulse e alla fine per certe minoranze che nonhanno voce in capitolo non mi sorprendrei se un giorno ci fossero dei disordini di qualche brigata o altro …poi le manifestazioni o quant’altro sono antiberlusconiane o berlusconiane quindi non mi sento rappresentato nemmeno dalle manifestazioni …che fare ? ancora non lo so per ora lavoro e basta ….

  • 12
    spatolinho

    volevo segnalarvi questo video molto divertente a riguardo dell’italia vista dall’europa http://www.youtube.com/watch?v=4mc25DErVcI

    e questa e’ la pubblicita’ del Le Monde notiziario francese http://www.youtube.com/watch?v=AtU7xfjrWuo

    consiglio di vederli entrambi, da una parte te la ridi perche’ son comici dall’altra.. fate voi ci ridon tutti

  • 11
    giosinoi

    Scoperchiamo il problema prius, processiamo gli impunibili, “immuni ad costituzionam”, e rifacciamo l’Italia levandoci di dosso la delinquenza bianca che si tramanda da generazioni di casta.

    Nessun Berlusconi poteva mai fare tanto senza la complicità dei controllori che mangiavano e stavano zitti ed anonimi, non esercitavano l’azione penale con la convinzione che lo potevano eliminare in qualsiasi momento, come per chiunque.

    Oggi perseguono – tardi – obbiettivi leciti con modalità illegali:
    RIPRISTINIAMO LO STATO DI DIRITTO, RIPULIAMO LA MAGISTRATURA ED IL CSM DALLA CULTURA DELL’ILLEGALITA’ INTERPRETATA, poi sarà un gioco da ragazzi gestire i politici nostri dipendenti.

  • 10
    dl31

    comunque chi avrà un briciolo d’intelligenza si fara 4 conti e capirà che la colpa non è sicuramente solo di silviuccio !!!!!!!!

    addirittura l’opposizione in 16 anni ha fatto anche piu skifo di lui (premetto che io l’unica volta che ho votato è stato per prodino quando è salito l’ultima volta, da quel momento in poi non ho piu votato)…..

    direi che soprattutto non è stata tanto la bravura di silviuccio, ma la sconfinata skifosità della sinistra che ci ha consegnati al baratro tutti quanti con opportune leggi appositamente fatte per la venuta di papi silviuccio berluskin…và….gli hanno spianato la strada (forse convinti che se la stavano spianando anche per loro)….

  • 9
    giosinoi

    Bel post, bell’editoriale, condivisibile. Però incompleto, nell’imbuto dell’inganno Berlusconiano c’è pure la parte principale – omessa – che determina la “fiducia ” degli Italiani. Chi non ha mai provato la prevaricazione e l’arbitrio dell’autorità giudiziaria? Chi non si sente sopraffatto da un manipolo di non eletti che si sono impadroniti della Costituzione, e la modificano saltando il Parlamento ad ogni provvedimento mirato? Chi tra noi si fida ancopra ciecamente dei giudici? Certo, alcuni magistrati sono morali ed onesti, razza in via di estinzione a quanto pare. Per quanto mi concerne, le belle parole ed i poemi sono un fatto, altro è, da me che calpesto da 25 anni i tribunali e conosco centinaia di magistrati personalmente o per il loro operato giudiziario (e non !), che sono assolutamente certo che i padri Costuenti mai avrebbero immaginato di consegnare l’Italia in mano a tanti piccoli (e piccole) Hitler, che fanno come vogliono scribacchiando e copiando le solite chiacchiere dalle banche dati dannegginado impunemente la cittadinanza. E senza mai scrivere nulla di mano propria, visto che loro pubblicazioni referenti non esistono. Giudici igniranti sono per definizione ingiusti, e gli Italiani oramai non li rispettano ma li temono, come si teme il mostro da cui non ci si può difendere! Berlusconi ci rende più poveri, la magistratura ci prende la vita la famiglia la dignità e la libertà: cosa sceglieranno gli Italiani che “sembrano” ipnotizzati?

  • 8

    è certamente un quadro reale del Bel paese. che però non  ha messo a fuoco un piccolo particolare. il ventennio televisivo e poi governativo del Cavaliere si regge sull’arricchimento dei suoi cortigiani e anche sulla “tolleranza fiscale” che consente all’Italia di mantenere il record europeo dell’evasione

  • 7
    acimoto

    Praticamente tutti quelli che conosco sono italiani medi.

    Zucche vuote, menefreghisti. Questa mattina ero in un bar nel centro di Genova e non sentivo parlare che della partita Sampdoria-Genoa e del gol, se lo aveva segnato Cassano oppure no.

    Dio mio. Aiutami a capire. Ti prego! E’ un incubo.

  • 6

    acimoto ha scritto :
    La bravura di Silvio di “procurarsi”, non sappiamo come…. LA FEDELTA’ DI FASSINO E D’ALEMA E VIOLANTE..

    Anzi, se penso che Silvio viene chiamato “il corruttore”, allora si spiegano molte cose secondo me. Il cambiamento della Lega e l’opposizione che fa gli inciuci. Tutto si spiega con il danaro. Sterco del demonio. Chissà se un giorno avremo le prove.. 

  • 5
    giosinoi

    Ho refreshato male, scusa, non hai cancellato nulla.

    Ciao di cuore

  • 4
    dana74

    ANNO 1992

    ANNO DEL GOLPE IN ITALIA

    per capire il fenomeno berlusca credo sia assolutamente necessario analizzare quel campo prima della sua discesa

     

    http://www.stampalibera.com/?p=11230

    estratti:

    Sentiamo le testuali parole di Piero Sansonetti, in quel periodo di inizio golpe condirettore, insieme a Veltroni, de L’Unità:

    “Chi contava? I giornali. E nacque un’alleanza di ferro tra quattro giornali italiani: il Corriere, la Stampa, l’Unità e Repubblica. Il direttore dell’Unità era Veltroni, alla Stampa c’era Mauro, il caporedattore di Repubblica era Antonio Polito. Ci si sentiva due o tre volte al giorno, si concordavano le campagne, le notizie, i titoli“.

    “l giornalista Valerio Riva, ci svela quanto segue: tra la fine del 1991 e l’inizio del 1992, all’insaputa l’uno dell’altro e a distanza di pochissime settimane, il capo della polizia, quello del Sisde e Giovanni Falcone si recano al Viminale per informare il ministro degli interni di essere giunti, da diverse vie, ad individuare un “complotto internazionale” della lobby delle lobbies della grande finanza, insieme a mafia, camorra e kgb “deviato“, il cui intento è quello di “fare shopping in Italia” dopo aver sostituito, grazie ad un accordo mediatico-giudiziario, il governo “reale” con uno “fantoccio“,

     

    e molto altro è ben circostanziato in questo articolo.

    Lo vogliamo capire o no?

    Travaglio ha qualcosa da dichiarare sul 92 e quell’accordo stato mafia o facciamo finta di non vedere per continuare ad essere complici del sistema?

     

     

  • 3
    ramthas

    Per fortuna che ci sono italiani in grado …e che possono farlo… di votare chi cavolo gli pare.

    Devo dire che certe affermazioni … mi danno un vago sintomo di dittatura… solo che proviene da dove non dovrebbe provenire.

    Essere ben informati è molto diverso da questo.

    Sono registrata a byoblu e non voto Berlusconi… ma mi fanno paura quanto lui le persone che si mettono contro di lui con troppa veemenza e che al posto di lavorare per far crescere l’Italia, lavorano per degradare Berlusconi.

    Ma poi questo a favore di chi e di che cosa? … temo solo per sfogare le proprie frustrazioni.

    Ciao a tutti.

    • 3.1

      Per fortuna che ci sono italiani in grado …e che possono farlo… di votare chi cavolo gli pare.

      ma dove l’hai letto, scusa? Critichi una cosa che non riesco proprio a trovare da nessuna parte.

    • 3.2

      Non era una citazione, allora. Era una tua considerazione. Siccome hai scritto “Devo dire che certe affermazioni … mi danno un vago sintomo di dittatura… solo che proviene da dove non dovrebbe provenire.”, sembrava a me che tu stessi criticando un’affermazione citata dal testo dell’articolo. 

    • 3.3
      ramthas

      Ciao Claudio,

      La citazione in questione è proprio all’inizio dell’articolo:

      E che cosa domandano, i tedeschigli inglesigli olandesigli spagnolii francesii danesigli svedesi con i loro spot televisivi e tutti gli altri, quando incontrano un italiano? Si avvicinano incuriositi, alcuni con un’aria faceta, quasi beffarda, altri seriamente interessati a capire. Vogliono sapere perchè. Vogliono comprendere come sia possibile che ancora, in Italia, ci possa essere anche un solo italiano che voti per Silvio Berlusconi.

      Ciao e buona giornata.

       

  • 2
    robynat

    Riporto parte di un articolo copiato da un altro blog

    (…) né si può attendere fideisticamente che gli interventi della Corte Costituzionale possano salvaguardare indefinitamente i principi giuridici fondanti individuati dalla Commissione dei 75. Mai nessun Popolo ha potuto guadagnare e poi mantenere la propria libertà senza battaglie. Anche a causa delle forche caudine partitiche sotto le quali deve passare chiunque osi proporsi come amministratore pubblico, dello stesso sistema elettorale vigente nato dal connubio dei due poli fittiziamente contrapposti, la lotta da intraprendere per affrancarsi è forse tutta da inventare. Di certo il mero sdegno non è sufficiente a contrastare un governo liberticida impegnato ad abbattere gli ultimi “fortilizi” capaci di garantire un sistema istituzionale basato su checks and balances e a voler “costituzionalizzare” gli attributi degni di un’anomala ascesa imprenditoriale e politica.

    Antonio Bertinelli 11/4/2010  

    http://culex.ilcannocchiale.it/2010/04/11/bollettino_dal_fronte_nessuna.html

  • 1
    mastro

    …al tg1 delle 20 devono leggerla!!!!!!!

  • 0

    Avendo vissuto all’estero per qualche anno, anch’io ho dovuto affrontare il problema di dover rispondere alle domande… ma devo dire che il post scritto da Massimo mi sembra un piccolo capolavoro, in bilico fra la necessità di non essere troppo lungo ma abbastanza esaustivo, in quilibrio fra i vari “motivi” che hanno portato fin qui questo disgraziato paese… veramente ben scritto ed efficace…

  • -1

    grazie Claudio per aver dato maggiore visibilita’ a questo articolo, merita davvero una attenta lettura ed una condivisione di massa!

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