Mystic Katyn

Mystic Katyn

Mystic Katyn


  Medvedev e Putin sono berlusconoidi. Il berlusconoide è uno speciale tipo di magnete che, posto di fronte a un altro berlusconoide, lo attrae incondizionatamente, da qualsisi lato gli venga accostato. Per questo, Silvio Berlusconi si fa spesso vedere insieme a Putin.
 Li accomuna la stessa visione della Costituzione. Due volte presidente della Federazione Russa, nel 2000 e nel 2004, alle ultime elezioni Vladimir non avrebbe potuto ricoprire lo stesso ruolo per la terza volta di fila, a causa di quella seccatura modaiola della carta costituzionale. Così, in perfetto stile ghediniano-berlusconoide, fa eleggere il suo delfino, tale Dmitrij Medvedev, il quale a sua volta lo rinomina primo ministro il giorno stesso della sua elezione, il 7 maggio 2008.
 Risultato: Putin può continuare tranquillamente a fare il presidente ufficioso da mane a sera, senza problemi, su e giù per il globo terracqueo. Una gran presa per il culo, ma legale. Se credete davvero a quelle frottole sulla democrazia e sul popolo sovrano, vi auguro di continuare a dormire, che sicuramente chi sonnecchia può quantomeno indulgere in appassionanti sogni lucidi.

  Detto questo, il "presidente" Dmitrij Medvedev è stato ospite negli studi RT di Washington. Ha rilasciato un'intervista. Gli hanno chiesto della tragedia di Smolensk, del massacro di Katyn e di un possibile rigurgito di Stalinismo. Ha detto che a Smolensk si è verificato qualcosa di mistico.


 Gli alieni? Uno dei primi effetti del 2012? Una antica profezia Maya? O era tutto scritto in una quartina di Nostradamus? Poi danno del complottista agli altri...

 Fortunatamente ha aggiunto che, forse, ci sono anche delle motivazioni razionali.
 'A Dmitrij... 'a seconda che hai detto.

 A SMOLENKS C'E' STATO QUALCOSA DI MISTICO
 RT intervista Dmitry Medvedev

Margarita Simonyan: La recente tragedia vicino a Smolensk, nella quale hanno perso la vita il presidente polacco e un grande numero di membri elitari della politica polacca, ha sconvolto il mondo intero. Erano in viaggio per commemorare un'altra tragedia: l'esecuzione di prigionieri di guerra polacchi da parte del regime di Stalin. Via via che ci avviciniamo all'anniversario della vittoria nella seconda guerra mondiale, nell'ovest, molti hanno scritto recentemente che la figura di Stalin è ancora motivo di intenso dibattito, o magari fonte di rinnovato vigore per questo tipo di discussioni, o ancora di rivalutazione storica. Secondo lei, quanto ancora dureranno queste discussioni? Possiamo finalmente chiudere questo capitolo della nostra storia, o pensa che continueremo a dibattere su chi aveva ragione e chi torto per le prossime generazioni a venire?

Dmitry Medvedev: Ha cominciato la sua domanda con la tragedia occorsa vicino a Smolensk.  E' stata davvero una tragedia orrenda, innanzitutto per la nazione polacca e per i famliari delle vittime  ma anche più generalmente per l'ordine mondiale. Quando un presidente e un numero significativo di leaders di un paese muoiono in una catastrofe, in un certo senso è un banco di prova per la società così come tutto il sistema internazionale. E' questo il motivo per il quale abbiamo assistito ad una risposta compatta a questa tragedia, da parte dell'intera comunità internazionale e dalle Russia.  Ma si è trattato realmente di un tragico incidente. C'è stato qualcosa di mistico intorno a tutto questo, e forse ci sono state anche motivazioni razionali che gli investigatori devono scoprire per spiegare cosa è accaduto laggiù. Questo è molto importante.

Riguardo al fatto in sé, è sicuramente qualcosa di molto delicato, anche se recentemente abbiamo fatto molta strada. Della tragedia di Katyn è stato formulato un giudizio, ed è stato un giudizio obiettivo. Tutto è ovviamente accaduto con la complicità dei leaders del tempo, Stalin incluso. Personaggi di quel tipo provocheranno sempre reazioni contrastanti nella gente.  Non si tratta della mentalità di un paese, se arrivi da una formazione libertaria o da un periodo di totalitarismo. Piuttosto, è una questione di differenti sensibilità individuali. Per quanto possa sembrare strano, sia che il giudizio finale sia positivo o negativo, può cambiare nel tempo. Così come la comprensione dei fatti. Ma non significa chiamare nero il bianco e bianco il nero.

Per quanto riguarda Stalin e la gente sotto la sua leadership, i leader sovietici del tempo, è chiaro e ovvio per tutti che hanno commesso un crimine. Innanzitutto un crimine contro le loro nazioni, e poi in un certo senso contro la storia. Non ho dubbi circa il fatto che le attività di Stalin e i suoi camerata saranno giudicate in maniera sempre differente. Il problema è: qual'è il giudizio dominante? Io credo che niente sia cambiato nel nostro paese, negli ultimi anni, circa questa questione. Sento dire che assistiamo a una rinascita dello stalinismo, ma secondo me è alquanto improbabile. Alcuni amano Stalin e tutto ciò che è associato al suo nome. E' compito di Dio giudicarli, per così dire. Ma il giudizio della società moderna di quel periodo non è cambiato. Penso che sia davvero un'esagerazione, o forse un tentativo di spiegare una situazione o un'altra del nostro paese attraverso un prisma di eventi precedenti, ma non è corretto, perché la Russia non è l'Unione Sovietica. E mi auguro che le persone che hanno delle responsabilità in Russia siano molto differenti da Stalin e dai suoi supporters. Non sto parlando di me, ora, visto che nessuno dovrebbe parlare di se stesso, ma più generalmente della nuova generazione dei nostri leaders. L'insieme dei loro valori e la percezione dello stato, della società, dei diritti umani e del popolo sono radicalmente cambiati durante gli ultimi anni, durante il periodo russo. Ed è impossibile non accorgersene. Tutto qui.



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Categorie: Politica, Guerra