
Pubblico due lettere che mi sono pervenute oggi. La prima è un commento sulla scomparsa di Raimondo Vianello, mentre la secondo torna sulla tragedia di Smolensk.
IO NON MI UNISCO AL CORDOGLIO
di Stefano M.
Caro Claudio,
così come quando morì Mike Bongiorno, anche oggi, nel giorno della scomparsa di Vianello, non me la sento di
accodarmi al cordoglio unanime per la scomparsa di un'icona italiana. Il perché è presto detto. Se è vero che le persone restano nei nostri pensieri per i ricordi che ci istillano, io, di Vianello e Bongiorno, ho un ricordo nerissimo che, ancora oggi, ci sta facendo pagare il prezzo della società mediocre che è diventata l'Italia.
Elezioni 1994, prima volta di Berlusconi. Nessuno ricorda il siparietto di Vianello durante la trasmissione «Pressing»? Davvero nessuno ricorda che, grazie al potere di persuasione di personalità così presenti nelle coscienze subculturali del nostro Paese, Berlusconi si aggiudicò la prima maledetta vittoria elettorale? Io ricordo soprattutto questo di Vianello (e anche di altri, come Bongiorno, Scotti, Fede e via dicendo). Non so, magari sbaglio. Ma quella frase «
finalmente so per chi votare» detta di fronte a milioni di spettatori, non me la scorderò mai... E, questo, di Vianello, porterò come ricordo.
Ciao
Stefano
Caro Stefano,
hai ragione. Del resto fa parte dell'essenza stessa del
conflitto di interessi, motivo per il quale chi possiede tre televisioni e molti giornali non dovrebbe in alcun modo scendere in politica, per non inquinare la democrazia.
Per quanto riguarda Bongiorno, Vianello ed altri, credo anche che spendere due parole a favore del candidato Silvio Berlusconi probabilmente sia stato stato loro imposto, così come del resto fu imposto alla redazione de Il Giornale.
Montanelli, certo, ebbe la compiacenza di andarsene, ma il suo ruolo era diverso: si occupava di informazione. Vianello e Bongiorno erano intrattenitori, presentatori, showmen... non si può pretendere che un
comico abbia sulle spalle la stessa responsabilità di un
direttore di giornale. Per questo io non me la sento di essere così duro.
Il loro punto di vista era: se Berlusconi non scende in politica, qui
ci portano via le televisioni. La questione, all'epoca, era posta in questi termini. Lo so bene perché mio padre lavorava in Mediaset, per la precisione a
Rete4 (ironia della sorte). Per loro si trattava di conservare il posto di lavoro e quello di
decine di migliaia di dipendenti Mediaset. Silvio Berlusconi, del resto, non aveva fatto tutti i danni che avrebbe fatto in seguito, mentre nel contempo non esistevano tutte queste possibilità di informarsi che abbiamo a disposizione oggi. Il grande pubblico non era a conoscenza dei suoi rapporti con la mafia e dei processi in corso. Internet era un club aristocratico per pochi smanettoni che lo utilizzavano per questioni scientfiche, informatiche o ludiche. Per avere i blog avremmo dovuto aspettare altri 6 o 7 anni.
Le questioni storiche vanno inquadrate sempre nel loro contesto. Con il senno di poi, ovviamente, tutte le valutazioni cambiano. Con ciò, la valutazione che ne do io attiene al solo Vianello presentatore, attore e intrattenitore, al quale sono affezionato. Per il resto, i monumenti non piacciono neppure a me.
MARTIRI DI SERIE B
di Maria Elisa V.
Ciao,
mi chiamo
Maria Elisa, vivo o meglio "sopravvivo", a L’Aquila da 29 anni. Ho fatto la tua conoscenza
mentre cercavo disperatamente notizie su Katyn! Proprio nel giorno in cui c'è stato il disastro aereo mi stavo recando per qualche giorno nella mia amata Polonia, stato che ho visitato più di una volta ma che non mi stancherà mai.
Lavoro da 10 anni come tecnico informatico, ma la mia voglia di conoscenza mi ha spinto a studiare: mi sto laureando in storia e pratica delle arti, e questo mio vagare nella storia del mondo mi ha fatto riflettere!
Sappiamo solo quello che vogliono gli altri, ricordiamo solo ciò che vogliono sia ricordato. Purtroppo la frase “
la storia la scrivono i vincitori” è sempre di grande attualità. Per capire ho dovuto fare molte ricerche. Sono finita anche su youtube, che spesso offre ottime informazioni! Mi sono chiesta perché non vi fosse scritto nulla sui libri di storia, e ne ho concluso che esistono martiri di serie A e
martiri di serie B!
Perché nessuno ricorda i
24 milioni di africani e indigeni d’america che sparirono a causa delle mire portoghesi e spagnole? Perché l’Africa ancora oggi non è libera? Perchè si mandano aiuti in Africa quando poi in Europa si concentrano tutte le aziende e la tecnologia per ridurre gli africani in una eterna, rinnovata schiavitù? Perchè devo vedere
Charlize Theron che fa da madrina dei mondiali in
Sud Africa quando
l’Apartheid è finita nel 1990? Perché un bianco deve portare la bandiera di un paese in cui ha solo tolto ogni diritto?
Il discorso di katyn è identico. Hanno
sterminato 22.000 persone, deportato tutte le loro famiglie ma nessuno ne sa niente. Se vuoi sapere devi cercare! E poi l'incidente... Stiamo parlando del Presidente di uno
Stato membro dell'Unione Europea! I polacchi erano affranti e devastati: è stata decapitata la classe dirigente di un intero paese, e probabilmente si è trattato di un attentato. Io, tornando dalla polonia solo tre giorni dopo, mi sarei aspettata che la notizia avesse ancora un grande rilievo e invece NIENTE! Ma come è possibile?
Ti ringrazio per quello che mi hai fatto sapere, per aver ricercato tu per me. Tra poco dovrò iniziare a lavorare sulla mia tesi. Volevo occuparmi della tratta dei neri, ma probabilmente la farò sui martiri europei dimenticati.
GRAZIE!
Maria Elisa
Cara Maria Elisa,
che altro aggiungere? Hai già detto tutto tu.
Porto a conoscenza dei lettori le dichiarazioni del parlamentare polacco
Artur Górski, rese subito dopo l'incidente:
“ They refused us permission to land in
Smolensk over and over. They came up
with some dubious reasons.”
Tradotto:
"Ci hanno rifiutato più e più volte il permesso di atterrare a Smolensk. Si sono inventati qualche motivazione di dubbio valore."
In seguito, pare che Górski sia stato costretto a dichiarare che le sue parole erano state dettate dallo shock.