
Google
ha messo a disposizione i dati delle richieste di rimozione ed oscuramento dai suoi servizi che i governi, a vario titolo, hanno avanzato tra il primo di luglio e il 31 dicembre 2009. E' già abbastanza inquietante che, a livello di classifica globale, risultiamo sesti. Prima di noi il Brasile con 291 richieste, la Germania con 188, l'India con 142, gli Stati Uniti con 123, la Corea del Sud con 64 e il Regno Unito con 59. Tutti gli altri
36 paesi della classifica sono dietro, ovvero fanno meno telefonate e mandano meno raccomandate chiedendo di togliere di mezzo questo o quel contenuto.
Così è come la raccontano più o meno tutti, noi raccontiamola
diversa.
Cominciamo con il dire che il dato grezzo non ha alcun significato se non viene rapportato alla popolosità di un paese. Di più: per avere una stima attendibile dell'incidenza di quello che grossolanamente potremmo chiamare
tasso di censura internet, il numero di richieste di rimozione sui contenuti online va rapportato al
numero di internauti, cioè all'insieme delle vittime obiettivo dell'oscuramente del contenut. che coincide anche con l'insieme dei possibili autori di tutti i contenuti.
Eccovi allora una tabella che riporta la popolazione complessiva di ogni paese, il numero dei suoi internauti e il cosiddetto
tasso di censura, esprimibile in
casi per milione di navigatori.
Tasso di rimozione governativa di contenuti online sulla popolazione attiva
| Paese |
Popolazione |
Internauti |
Tasso di censura (*)
|
| Brasile |
198.739.269 |
72.027.700 |
4,0 |
| Germania |
82.392.758 |
61.973.100 |
3,0 |
| Argentina |
40.913.584 |
20.000.000 |
2,1 |
| Italia |
60.213.214 |
30.000.000 |
1,9 |
| India |
1.156.897.766 |
81.000.000 |
1,7 |
| Corea del Sud |
48.508.972 |
37.475.800 |
1,7 |
| Regno Unito |
61.113.205 |
46.683.900 |
1,2 |
| Spagna |
40.525.002 |
29.093.984 |
1,1 |
| Stati Uniti |
307.212.123 |
234.372.000 |
0,5 |
(*) casi di richieste di rimozione per milione di navigatori
La classifica è un po' cambiata. Alcuni sono retrocessi di diverse lunghezze, altri hanno guadagnato posizioni. Noi diventiamo
quarti.
Ora facciamo un passo avanti e notiamo che Google mette a disposizione anche la
tipologia di contenuti rimossi. Si va dall'oscuramento di un blogger alla rimozione di un video, passando per l'eliminazione di un contenuto dai risultati di una ricerca, sia esso un link o un'immagine, fino ad arrivare alla rimozione di cose sconvenienti dai social network. Ovviamente mancano le richieste di rimozione da Facebook, che a differenza di Orkut non è di Google.
Inoltre accanto a molte voci, tra parentesi, figura la dicitura
Court Order. Non è un caso. Una richiesta di rimozione giunta da un
tribunale garantisce se non altro che tale istanza sia stata maturata attraverso un normale iter giudiziario, dunque nel rispetto delle normative vigenti. Ottimo. Cosa resta?
Il dato che salta all'occhio, al di fuori delle richieste motivate da sentenza, sono le richieste governative che riguardano la rimozione di
contenuti video. In soli sei mesi, ufficiosamente (
non è dato sapere a che titolo) l'Italia ha chiesto a Google di eliminare
39 video da
Youtube, la Germania 70, gli Stati Uniti 63, il Regno Unito 43, l'India 15, la Spagna 11, il Brasile 1, mentre la Corea del Sud e l'Argentina se ne sono disinteressati completamente.
Tasso di rimozione video per richieste ufficiose
| Paese |
Internauti |
Video rimossi |
Tasso di censura (*)
|
| Italia |
30.000.000 |
39 |
1,30 |
| Germania |
61.973.100 |
70 |
1,13 |
| Regno Unito |
46.683.900 |
43 |
0,92 |
| Spagna |
29.093.984 |
11 |
0,38 |
| Stati Uniti |
234.372.000 |
63 |
0,27 |
| India |
81.000.000 |
15 |
0,19 |
| Brasile |
72.027.700 |
1 |
0,01 |
| Corea del Sud |
37.475.800 |
0 |
0,00 |
| Argentina |
20.000.000 |
0 |
0,00 |
(*) per milione di navigatori
Anche adottando il criterio della popolazione complessiva, anzichè quello del numero degli internauti, la nostra posizione in classifica è terrificante: siamo il primo paese al mondo per numero di rimozioni governative di video da YouTube, oltretutto ottenute con metodi discutibili, ovvero non frutto di percorsi giudiziari.
Il che, ribaltato sul numero totale di paesi inclusi nella classifica Google, ci colloca al
43° posto per quanto riguarda le
libertà su YouTube.
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