Feltri ci fa sapere, con una screenshot
via Twitter, del suo imminente servizio di abbonamento digitale a Il Giornale. Dall'immagine ingrandita (
scarica qui) si può notare quale sia l'icona, il tratto distintivo, il pezzo forte della sua produzione giornalistica da usare come specchietto delle allodole per attrarre lettori
rinfeltriniti: STRONCATO FINI. C'è da capirlo: ognuno si sente fiero di ciò che ha, come deve pensare il neonato che orgogliosamente ostenta il prodotto della sua digestione alla mamma che lo gratifica di sorrisi mentre gli cambia il pannolino. Del resto, lo sanno tutti che gli escrementi sono l'unico regalo che gli infanti, ancora in difetto di argomentazioni ragionevoli, sono in grado di offrire a chi interagisce con loro.
E come gli infanti, Feltri inizia ad avere un'età nella quale si regredisce. progressivamente ma inesorabilmente, fino allo stadio in cui l'attitudine alla menzogna cede il posto ad una disarmante propensione alla sincerità.
Così, nel suo opuscoletto pubblicitario, candidamente chiama ogni potenziale abbonato al suo prodotto editoriale per come lui se lo immagina, ovvero salutandolo così: "
Benvenuto, utonto!".
Forse non ci crede neanche lui, che qualcuno possa davvero spendere dei soldi per le sue marchette. Soprattutto dopo essere stato appena
sospeso per sei mesi dall'Ordine dei Giornalisti, dopo cioè essersi per definizione
"reso colpevole di fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale, o di fatti che compromettano la propria reputazione o la dignità dell'Ordine". (art. 48)
Per chiunque legga al solo scopo di informarsi, insomma, abbonarsi al Giornale sarebbe l'equivalente in campo finanziario di andare a depositare la pensione del nonno all'Anonima Sequestri.