Il Discepolo 1816
Il primo di luglio del 2008, il blog pubblicava il video che vedete qui sopra. Si intitolava
Il Discepolo 1816, e raccontava una storia partita da lontano, da molto lontano, scritta da un manipolo di
eversori -
così come furono giudicati da un'apposita commissione parlamentare presieduta da Tina Anselmi - per volgere l'ordine democratico a loro favore senza passare dall'acquisizione di un regolare consenso elettorale. In parole povere, il simpatico
club del piccolo golpista mirava ad arruolare personaggi chiave in ogni ambito della vita democratica del paese, dalle istituzioni alla stampa alle confessioni religiose. Il loro manuale tecnico, il libretto delle istruzioni, si chiamava
Piano di Rinascita Democratica e il loro Mosè era
Licio Gelli, per gli amici:
lo zio.
Tra i molti affiliati ve n'era uno,
a dire dello stesso Gelli, destinato ad essere l'
ultimo immortale, l'highlander, l'ultimo sopravvissuto ad una schiera di illuminati, il solo in grado di portare a compimento il golpe dolce. Costui aveva la
tessera numero 1816, e rispondeva al nome di
Berlusconi Silvio, l'ultimo eversore.
Per rendersi conto di quanto e come gli ultimi
30 anni di storia italiana siano stati forgiati, plasmati, piegati lungo le linee guida del
Piano di Rinascita Democratica, basta
leggersi l'ormai noto articolo orginale e
scaricarsi il manualetto. Tuttavia, quello che può fare un cocciuto ed ostinato inguaribile romantico vecchietto, adoratore della propria setta antidemocratica, è al di fuori della portata di ogni più nefasta previsione e supera per ardimento le più acrobatiche e pindariche circonvoluzioni di fantapolitica.
Oggi
Concita De Gregorio fa notare come anche il
DDL Intercettazioni, con il famigerato bavaglio alla stampa da ottenersi mediante la leva della
tutela della privacy, non sia che l'ennesimo passo in avanti verso la completa e definitiva realizzazione del
Piano di Rinascita Democratica.
Ho estrapolato per voi lo stralcio nel quale
Mosè Gelli riceveva dallo
Spirito del Golpe la legge morale che l'ultimo eversore avrebbe portato dentro di sé, fino a quando la nobile spada di un pm coraggioso non sarebbe sorta a spezzare l'incantesimo, infliggendogli una condanna scaturita dalla combinazione alchemica di una precisa concatenazione di articoli di legge, recitati in sequenza secondo un'antica formula magica, in grado di confinarlo per sempre nelle torri d'avorio del carcere di Opera.
Nell'attesa che
l'ultimo pm giunga a dare battaglia all'
ultimo eversore, il
Piano di Rinascita Democratica continuerà la sua marcia trionfale verso le sovversione totale e definitiva dell'ordine democratico di questo paese, quasi fosse un buco nero che divora la materia intorno a sè, intrappolando ogni segnale, ogni più infinitesimale raggio luminoso cosicché nessuna informazione possa sfuggire alla sua opprimente gravità e l'universo resti inconsapevole circa l'apocalisse che lentamente ma inesorabilmente sta divorando ogni diritto, nel buio siderale dove il cadavere della stampa vaga come una nana bianca, una stella morente che agonizzante si staglia sulle nubi cosmiche, fastose vestigia di un glorioso passato, inondando di un sinistro e spettrale bagliore i mesti osservatori della storia.
p.s. anche la riduzione dei parlamentari era un obiettivo piduista, che per la precisione intendeva portare il numero dei deputati a 190 e quello dei senatori a 250, elevando nel contempo da 5 a 25 il numero dei senatori a vita di nomina presidenziale. Ricorda niente?