Il P2P è legale tanto quanto prestarsi un libro

Mentre in Italia sequestriamo un articolo intero a causa di un solo commento, mentre oscuriamo ThePirateBay e condanniamo gli intermediari di rete per i contenuti che altri utenti, già pienamente perseguibili a norma di legge, caricano sui servizi di videosharing, la Spagna ci guarda dal gradino più alto dell’evoluzione in tema di diritti digitali.

Non solo dimostra di essere più garantista anche quando prova ad essere  repressiva, ma emette una storica sentenza che formalizza nero su bianco quel che in fondo ogni intellettuale onesto dovrebbe essere costretto ad ammettere (Barbareschi escluso): se è lecito prestarsi un libro o un dvd, lo è altrettanto scambiarsi un link.

 

Fino alla fine degli anni ’90 l’industria dell’intrattenimento musicale ha prosperato lucrando sull’arte, a discapito di un’enormità di talenti che venivano messi in disparte perché non rientravano nelle logiche di mercato di  rampanti e spregiudicati mercenari di accordi ed armonie, oppure perché non erano “figli di“. Potevano farlo perché erano proprietari della tecnologia e stabilivano legami di esclusiva con le catene di distribuzione che non lasciavano spazio a nessun altro, all’infuori del loro elitario catalogo. Direttori artistici dall’aura carismatica, semidei assisi sul monte Olimpo, oggetto di leggendari aneddoti, guardavano dall’alto al basso il giovane musicista che bussava alla loro porta, grato di avere strappato loro anche una sola misera vaga promessa, quel “le faremo sapere” che è stato l’incubo di intere generazioni. E mentre la maggior parte dei talentuosi poeti in erba facevano la fame, le lobbies creavano mostri che generavano profitti inimmaginabili, condannando la musica ad un appiattimento stilistico e di contenuti che ha progressivamente inaridito la nostra capacità di percepire le sfumature. L’importante era normalizzare a 0 decibel.

La rete ha posto fine a tutto questo, ha cambiato la distribuzione, e con la modifica di questo ecosistema di base, al quale l’industria discografica si era adattata come un organismo animale eccessivamente specializzato, i signori “le faremo sapere” si sono estinti o sono stati costretti a incrociarsi. Oggi se vuoi produrti da solo hai tutti gli strumenti per farlo. Non più costosissimi ed esclusivi studi di registrazione e neppure faraoniche regie di montaggio video. Bastano una videcamera consumer, un pc, una buona scheda audio multitraccia e un paio di microfoni. E la distribuzione te la fai da solo, su  Youtube, al limite affiancato da iTunes. La musica ha smesso di essere un prodotto realizzato a 100 e rivenduto a 1 milione, ha smesso di essere tassata, taglieggiata, sfruttata, prostituita. La mafia delle grandi major si è trovata senza piu’ merce da spacciare, e gli adolescenti creati in vitro dall’assuefazione mediatica hanno cominciato a scegliere, a premiare, hanno riacquistato voce in capitolo e forse un giorno riacquisteranno anche la sensibilità alle sfumature che è andata perduta, bruciata come il sapore del grano soverchiato da un’eccessiva dose di sale nell’acqua. E gli artisti sono tornati tra la gente, a fare concerti, perché è lì, nel dialogo vero, reale, ravvicinato con il pubblico che devono trovare la loro dimensione e la misura economica del loro successo.

Quando l’evoluzione rende possibili nuovi scambi intellettuali e nuovi modelli commerciali, lo fa come l’acqua che rompe le dighe: riversandosi violentemente a valle. E’ il segno che è stata compressa troppo a lungo, e a nulla valgono i tentativi di opporvi resistenza, che risultano solo nel finire travolti dal destino che assolve al suo ineluttabile compiersi. Meglio invece prepararsi a gestire una profittevole risaia in quelle immense, sconfinate distese di acqua poco profonda che ricopriranno le pianure quando l’alluvione avrà compiuto il suo corso, quando la sacra linfa della vita si sarà cioè redistribuita in maniera più uniforme e, senza dubbio, più democratica.

Insomma, care lobby, non rompete i coglioni e adattatevi.

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17 risposte a Il P2P è legale tanto quanto prestarsi un libro

  • 14
    Federico Capoano

    Renzo C ha scritto :
    Il Fatto ha ragione, la rete può essere lo strumento per aggirare l’oscuramento mediatico e raccontare punti di vista differenti a quelli che il regime ci instilla quotidianamente. Purtroppo però, anche se aspetto di vedere il loro nuovo sito, fino ad oggi hanno dimostrato di non saper utilizzare al meglio la tecnologia disponibile, Messora ampiamente incluso. Si può fare di MOOOOLTO meglio di un blog con video, basterebbe volerlo fare, strumenti e sw ci sono già (e GRATIS!), e funzionano alla grande da anni. Curioso però che proprio Messora si schieri col p2p, contro i modelli di business obsoleti delle major video e musicali, quando per “vivere” ricorre alla vendita di almeno 3000 dvd di sua produzione: c’è un qualche controsenso, sor Messora? ;) Se non c’è, ci dia il torrent o il link ed2k, sarebbe coerente. Cordiali saluti  

     

    Ah questa è bellissima. Il fatto che lui venda un DVD non è affatto in contrapposizione con l’essere a favore del P2P.

    Sarebbe un controsenso invece se facesse causa a qualcuno che scarica/diffonde i suoi DVD attraverso il P2P.

  • 13
    Federico Capoano

    @ tutti quelli che dicono che gli artisti guadagnano esclusivamente dalle performance live: state dicendo fesserie e siti di successo come beatport.com dove i produttori vendono i loro brani direttamente ai dj ne sono la prova.

    Le lobby esisteranno fino a quando esisteranno sistemi centralizzati.

    La soluzione è la DECENTRALIZZAZIONE! In un sistema decentralizzato possono lobbare sto c**zo.

  • 12

    Bel post,un Messora….poetico.

    Saluti.

  • 11
    Ghibli

    Il diritto di rettifica può avere senso se si ha modo di verificare la notizia stessa e la sua veridicità, altrimenti diventa DIRITTO DI CONTRARIA OPINIONE. Voglio dire solo questo: il disegno Cassinelli può essere un passo avanti, ma la persona che chiede il DIRITTO DI RETTIFICA DEVE ESSERE IN GRADO DI PRODURRE PROVA DELLA SUA ASSOLUTA ESTRANEITA’ AI FATTI DEI QUALI E’ STATO FATTO OGGETTO. E’ basilare, secondo me, che chi chieda questo diritto ottenga la pubblicazione di queste prove ento 2 giorni (qualora il sito appartenga ad una società) o entro 7 giorni (se il sito è di un privato cittadino).

    Comunque, anche se il disegno Cassinelli è migliore di quello attuale, pone come limite il fatto che se 2 blogger decidano di unire i propri sforzi fondando una società, vengano stritolati da una serie di incombenze che si da per scontato debbano avere. Cioè 2 blogger insieme (webinformation.com esempio a caso di pura invenzione) debbano avere lo stesso staff di Repubblica online….

  • 10

     

    Oggi il Fatto dice che useremo internet per difenderci, eh già, come se non lo avessimo avuto finora!
    Ma cosa vogliamo aggirare con internet??
    Con internet sappiamo che la sinistra non esiste da decenni, che il PD è colluso col PDL (vedere dichiarazione di Violante alla Camera http://www.youtube.com/watch?v=uDU9bAfVFzE o scene pietose come i suggerimenti in tv di LaTorre http://www.youtube.com/watch?v=40cUq0nv_7Y), sappiamo che S.B era nella P2, sappiamo che aveva un mafioso ad Arcore, sappiamo che Dell’Utri ha 9 anni per mafia in primo grado ed è senatore, sappiamo che Previti corruppe un giudice, si prese 6 anni ma fu difeso da tutti, tipo Bertinotti, che votarono l’indulto, tranne Di Pietro.
    Quindi che ci facciamo con internet? Possiamo essere consapevoli di essere in 1984, in Farheneit 451, di sapere come stanno le cose ma essere circondati da zombi che parlano di calcio e persecuzione dei giudici e del bravo Bertolaso. BASTA OTTIMISMO.
    SIAMO SOTTO FASCISMO!!! Non c’è speranza senza rivoluzione, il pres. della Repubblica è d’accordo con S.B., basta trovare scusanti…L’ITALIA E’ MORTA! O prendiamo i forconi o facciamo le valigie.

    Oggi il Fatto dice che useremo internet per difenderci, eh già, come se non lo avessimo avuto finora!Ma cosa vogliamo aggirare con internet??Con internet sappiamo che la sinistra non esiste da decenni, che il PD è colluso col PDL (vedere dichiarazione di Violante alla Camera http://www.youtube.com/watch?v=uDU9bAfVFzE o scene pietose come i suggerimenti in tv di LaTorre http://www.youtube.com/watch?v=40cUq0nv_7Y ), sappiamo che S.B era nella P2, sappiamo che aveva un mafioso ad Arcore, sappiamo che Dell’Utri ha 9 anni per mafia in primo grado ed è senatore, sappiamo che Previti corruppe un giudice, si prese 6 anni ma fu difeso da tutti, tipo Bertinotti, che votarono l’indulto, tranne Di Pietro.Quindi che ci facciamo con internet? Possiamo essere consapevoli di essere in 1984, in Farheneit 451, di sapere come stanno le cose ma essere circondati da zombi che parlano di calcio e persecuzione dei giudici e del bravo Bertolaso. BASTA OTTIMISMO.SIAMO SOTTO FASCISMO!!! Non c’è speranza senza rivoluzione, il pres. della Repubblica è d’accordo con S.B., basta trovare scusanti…L’ITALIA E’ MORTA! O prendiamo i forconi o facciamo le valigie.

     

    • 10.1
      dl31

      DACCORDISSIMO con te !!!!!!

      ci pensavo prio poco fa !!!!!

      possiamo sperare di smuovere l’opinione publica ed informare tutti di tutto sperando che un giorno tutto cambi…

      …oppure ci decidiamo a scendere per le strade con i forconi per le strade !!!!

      onestamente ho visto che la lega (io sono pelrmitano, siciliano, terron) ho visto che ragionano abbastanza per le politiche nazionali ed ambientali….mi piacciono soprattutto perche sono contadini attaccati alla natura !!!!!!

      ma non credo che politicamente potremmo risolvere le cose !!!!!

    • 10.2
      Renzo C

      Il Fatto ha ragione, la rete può essere lo strumento per aggirare l’oscuramento mediatico e raccontare punti di vista differenti a quelli che il regime ci instilla quotidianamente.

      Purtroppo però, anche se aspetto di vedere il loro nuovo sito, fino ad oggi hanno dimostrato di non saper utilizzare al meglio la tecnologia disponibile, Messora ampiamente incluso. Si può fare di MOOOOLTO meglio di un blog con video, basterebbe volerlo fare, strumenti e sw ci sono già (e GRATIS!), e funzionano alla grande da anni.

      Curioso però che proprio Messora si schieri col p2p, contro i modelli di business obsoleti delle major video e musicali, quando per “vivere” ricorre alla vendita di almeno 3000 dvd di sua produzione: c’è un qualche controsenso, sor Messora? ;) Se non c’è, ci dia il torrent o il link ed2k, sarebbe coerente.

      Cordiali saluti

       

  • 9

     

    Oggi il Fatto dice che useremo internet per difenderci, eh già, come se non lo avessimo avuto finora!
    Ma cosa vogliamo aggirare con internet??
    Con internet sappiamo che la sinistra non esiste da decenni, che il PD è colluso col PDL (vedere dichiarazione di Violante alla Camera http://www.youtube.com/watch?v=uDU9bAfVFzE o scene pietose come i suggerimenti in tv di LaTorre http://www.youtube.com/watch?v=40cUq0nv_7Y), sappiamo che S.B era nella P2, sappiamo che aveva un mafioso ad Arcore, sappiamo che Dell’Utri ha 9 anni per mafia in primo grado ed è senatore, sappiamo che Previti corruppe un giudice, si prese 6 anni ma fu difeso da tutti, tipo Bertinotti, che votarono l’indulto, tranne Di Pietro.
    Quindi che ci facciamo con internet? Possiamo essere consapevoli di essere in 1984, in Farheneit 451, di sapere come stanno le cose ma essere circondati da zombi che parlano di calcio e persecuzione dei giudici e del bravo Bertolaso. BASTA OTTIMISMO.
    SIAMO SOTTO FASCISMO!!! Non c’è speranza senza rivoluzione, il pres. della Repubblica è d’accordo con S.B., basta trovare scusanti…L’ITALIA E’ MORTA! O prendiamo i forconi o facciamo le valigie.
    Oggi il Fatto dice che useremo internet per difenderci, eh già, come se non lo avessimo avuto finora!Ma cosa vogliamo aggirare con internet??Con internet sappiamo che la sinistra non esiste da decenni, che il PD è colluso col PDL (vedere dichiarazione di Violante alla Camera http://www.youtube.com/watch?v=uDU9bAfVFzE o scene pietose come i suggerimenti in tv di LaTorre http://www.youtube.com/watch?v=40cUq0nv_7Y ), sappiamo che S.B era nella P2, sappiamo che aveva un mafioso ad Arcore, sappiamo che Dell’Utri ha 9 anni per mafia in primo grado ed è senatore, sappiamo che Previti corruppe un giudice, si prese 6 anni ma fu difeso da tutti, tipo Bertinotti, che votarono l’indulto, tranne Di Pietro.Quindi che ci facciamo con internet? Possiamo essere consapevoli di essere in 1984, in Farheneit 451, di sapere come stanno le cose ma essere circondati da zombi che parlano di calcio e persecuzione dei giudici e del bravo Bertolaso. BASTA OTTIMISMO.SIAMO SOTTO FASCISMO!!! Non c’è speranza senza rivoluzione, il pres. della Repubblica è d’accordo con S.B., basta trovare scusanti…L’ITALIA E’ MORTA! O prendiamo i forconi o facciamo le valigie.

     

  • 8
    paolobarbiere

    Ciao Claudio.

    Ogni tanto fa piacere leggere qualche buona notizia.

    Quando vuoi passa a trovarmi, mi piacerebbe bere un caffè con te e, siccome nell’ultimo video caricato mi sembra che tu abbia bisogno delle mie prestazioni professionali potrebbe essere una buona occasione per fare due chiacchere.

    PS: Eventualmente porta il DVD, puoi convertire le spese di spedizione in un biglietto.

  • 7
    XHAOZ

    pienamente d’accordo!

  • 6
    dl31

    quanto doveva essere bello negli anni 60′ !!!!!!!

    quando i gruppi e gli artisti non suonavano per soldi ….

    …..si organizzavano e si riunivano ogni giorno in luoghi diversi con i mezzi che avevano a disposizione semplicemente per suonare !!!!!!

    quanto doveva essere bello….porca miseria !!!!!!!

    ma poi anche il suono era diverso…..uscivano piu vere le note dai loro accordi…..ma perchè !!!!!!

    forse erano gli amplificatori, forse gli strumenti o forse erano loro che erano piu veri ????

    comunque di una cosa sono piu che sicuro……oggi se vuoi fare qualcosa sei costreto a farla per soldi…..la passione si affievolisce piano piano sbattendo nei muri della burocrazia……

    ……e questo è un grave problema !!!!!

  • 5
    skatro

    purtroppo questa volta non sono molto d’accordo con la tua prospettiva..

    come già detto da qualcuno in un post precedente, le lobby c’erano e ci saranno, hanno solo mutato forma. Prima era quella del “le faremo sapere”, adesso è quella “costruiamo a tavolino la hit dell’estate”. Purtroppo quello che ti “frega” se sei un emergente (e personalmente ho avuto un paio di esperienze) non è tanto il fatto della registrazione, che come correttamente ricordi si può tranquillamente bypassare con l’utilizzo di pochi strumenti, e ci sono anche molte sala-prove che fanno da studio di registrazione, perciò un demo con 500 euro te la cavi e la qualità è pure buona.

    Il vero problema è la distribuzione, infatti internet è talmente saturo di musica (di tutti i tipi e generi) che aprirsi uno space e caricare la tua musica è praticamente solo una cosa fine a se stessa. Senza parlare di soldi! un gruppo (o un’artista singolo) guadagna solo ed esclusivamente sulle performance live, e questo è il punto in comune con le grandi lobby e gli emergenti. Che tu sia i Metallica o PincoPallino Power Trio, i soldi che puoi fare sono in maggior parte sui live (certo, ad un certo livello il merchandise originale e i diritti d’autore si fanno sentire, ma arrivaci a quel livello al giorno d’oggi..)

    In effetti, artisti famosi non guadagnano poi molto sui cd venduti, “colpa” del file sharing e dei P2P. Questo non vuol dire che io sia contro questa pratica, anzi, visti i prezzi che girano dei cd (maledetta SIAE, LADRI!), semplicemente gli introiti sono da cercare altrove.

    Se vuoi sostenere l’industria della musica comunque, devi comprare originale.

    Ora, senza distribuzione non vai da nessuna parte. Vedi: qualsiasi di quei gruppetti dell’estate, dei memorabili Gazosa ai più recenti Tokio Hotel. Faccio i nomi per far capire il mio punto di vista: puoi essere anche il gruppo più finto del mondo, ma se hai la distribuzione i soldi li fai.

    Inutile dire che la distribuzione è parte integrante delle lobby in questione, perciò ce l’hanno sempre loro il coltello dalla parte del manico.

    Insomma, le lobby s’attaccheranno pure ma chi ci rimette sono sempre gli emergenti.

    L’Italia poi è la monnezza, abbiamo tutti i rifiuti d’artista qui da noi, non c’è spazio per nessuno dagli anni 70; qui arriva tutto dopo. E’ un po’ come l’informazione: se tutti i giorni in radio passano le solite vaccate, la gente si abitua e non svilupperà mai uno spirito critico o delle passione vere in ambito musicale, insomma come fai ad avere un’educazione seria in Italia!?

     

    • 5.1
      kautostar86

      D’accordo con te, il file sharing non è l’unico responsabile, però secondo me ha depresso molto il mercato internazionale.

      Meno soldi= meno nuovi talenti da lanciare, e soprattutto meno coraggio nel proporre cose alternative, si cerca di stare su binari sicuri, tipo X factor e simili, roba che almeno tra i teenager va di moda. Ma sono tutti passeggeri, perchè nessuno ha talento. Nel mercato discografico odierno anche una grande voce come Freddie Mercury faticherebbe ad emergere!!

      soldi da rischiare su cose davvero nuove e creative, ce ne sono pochi

      Oggi le lobby che dominano il web(come per esempio youtube e simili) sono molto peggiori, perchè di fatto rubano il lavoro altrui, senza dare in cambio quasi nulla(al massimo 4 spicci di partnerhip).

      Almeno nel mercato discografico, gli introiti del successo, vengono condivisi tra artista ed editore.

      Senza contare che, come dici giustamente tu, internet è un’oceano sterminato, in cui è molto difficile farsi notare, se non hai sempre un editore alle spalle, che investe in campagne pubblicitarie

  • 4
    kautostar86

    Fino alla fine degli anni ’90 l’industria dell’intrattenimento musicale ha prosperato lucrando sull’arte, a discapito di un’enormità di talenti che venivano messi in disparte perché non rientravano nelle logiche di mercato di rampanti e spregiudicati mercenari di accordi ed armonie, oppure perché non erano “figli di”. Potevano farlo perché erano proprietari della tecnologia e stabilivano legami di esclusiva con le catene di distribuzione che non lasciavano spazio a nessun altro, all’infuori del loro elitario catalogo. Direttori artistici dall’aura carismatica, semidei assisi sul monte Olimpo, oggetto di leggendari aneddoti, guardavano dall’alto al basso il giovane musicista che bussava alla loro porta, grato di avere strappato loro anche una sola misera vaga promessa, quel “le faremo sapere” che è stato l’incubo di intere generazioni. E mentre la maggior parte dei talentuosi poeti in erba facevano la fame, le lobbies creavano mostri che generavano profitti inimmaginabili, condannando la musica ad un appiattimento stilistico e di contenuti che ha progressivamente inaridito la nostra capacità di percepire le sfumature. L’importante era normalizzare a 0 decibel.

     

    Non so se te ne sei accorto, ma a me sembra che dagli anni 80-90 a oggi, il mercato disografico sia notevolmente peggiorato, se prima di talenti ne scopriva pochi, e dava la possibilità di raggiungere le vette solo a questi pochi, oggi mi pare che ci sono solo talenti di carta pesta, costruiti a tavolino, che dopo un’anno al massimo tramontano, perchè fanno veramente schifo.

    Invece gli anni 70-80 sono stati tra i più prolifici di talenti musicali.

    Adesso non voglio dire che c’entri solo il file sharing, però secondo me un po ha inciso, forse prima le cosidette lobbies potevano permettersi di fare anche scelte un po più coraggiose(oltre ai talenti finti, che ci sono sempre stati ovviamente), oggi no, forse anche perchè ci sono meno soldi(sottratti dal file sharing).

    Oggi si investe solo su “talenti” partoriti da reality e roba simile.

    Ovviamente non condanno il file sharing(che uso anche io),  i talenti nuovi su cui non investono più le case discografiche, si possono far conoscere online, ma online non guadagnano un fico secco, e questo logicamente porta un po a un decadimento.

    Ovviamente potrebbero incidere anche altri fattori, però mi pare un dato di fatto che negli ultimi 10-15 anni l’industria musicale, e la musica di qualità sono quasi morte ( a parte rarissime eccezioni)

  • 3
  • 2
    enrico

    Condivido con te e penso, caro Claudio, che gli intelletuali onesti siano già schierati con la Libertà, tutte le Libertà oneste e lecite. Per i figuri che citi fra parentesi il discorso è molto diverso in quanto palesemente “diversamente intellettuali”. Ciao.

  • 1

    Parole vere ma difficili da attuare in concreto, l’adattamento delle lobby del’industria dell’intrattenimento avverrà solo quando gli utenti, non più semplici "consumatori" (di prodotti e politica spicciola) cominceranno a richiedere con forza i vantaggi della disintermediazione della digitalizzazione che la Rete sta offrendo, creando cambiamenti sociali ben più ampi di quanto ci si renda conta (o ci vogliano far credere).

    Importantissimo a mio avviso è quello che noi tutti possiamo fare (e che alcuni già fanno da tempo) per far entrare l’argomento "informazione/copyright/arte/cultura", attraverso la Rete, nelle case della gente e proprio per questo ti ringrazio per questo tuo ottimo post ;)

    Se hai 5 minuti ti consiglio la lettura di un altrettanto ottimo post di J.A. Konrath che ho tradotto e pubblicato nel mio blog http://yanfry.wordpress.com/2010/05/31/la-pirateria-ancora/

     

    Byez.

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