Presentiamo il nostro emendamento

 

 
C’è una parte del Disegno di Legge sulle Intercettazioni di cui nessuno parla. Non ne parlano i telegiornali, ma non ne parlano neppure i grandi giornali, come il Corriere o Repubblica. Non ne parlano neppure i piccoli giornali… insomma: non ne parla nessuno. Sono tutti – giustamente - molto concentrati sulla tutela del diritto dei cittadini italiani ad essere informati, e sulla tutela delle tasche degli editori rispetto alle pesanti sanzioni che potrebbero essere loro comminate nel caso in cui pubblicassero stralci di una qualsiasi intercettazione per la quale le indagini preliminari non si siano ancora concluse. Del Diritto di Rettifica applicato ai siti informatici nella rete italiana, invece, non parla nessuno.

Il Diritto di Rettifica arriva veramente da lontano. Per la precisione, dal 1948, in un’epoca nella quale non soltanto non esisteva ancora internet, ma la maggior parte delle persone non aveva neppure il telefono. Cosa voleva normare la legge sulla stampa del 1948, all’articolo 8, denominato “Risposte e Rettifiche“? In sostanza sanciva che se io mi fossi sentito diffamato da uno scritto pubblicato su un quotidiano, avrei avuto il diritto di richiedere una rettifica all’editore del quotidiano, il quale avrebbe avuto l’obbligo di pubblicarla, per non più di 30 righe e con le stesse caratteristiche tipografiche, nel tempo massimo di 48 ore. Altrimenti? Altrimenti l’editore sarebbe incorso in una sanzione che all’inizio degli anni ’90 è stata riaggiornata ad una finestra compresa tra i 15 milioni e i 25 milioni di vecchie lire. In euro, una cifra variabile tra gli 8 mila e i 13 mila euro.

Bene: con il DDL Intercettazioni l’attuale maggioranza di governo individua l’opportunità di introdurre il diritto di rettifica, pensato nel 1948, nella rete internet italiana del 2010. E lo fa così:

28. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
  1. dopo il terzo comma e` inserito il seguente: «Per le trasmissioni radiofoniche o televisive,le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilita` della notizia cui si riferiscono»;
  2. al quarto comma, dopo le parole: «devono essere pubblicate» sono inserite le seguenti: «, senza commento,»;

Notare che si introduce anche l’obbligo di pubblicare la rettifica senza nessuna possibilità di aggiungere commenti, in palese contraddizione con la libertà di espressione, consegnando di fatto le chiavi di casa propria senza avere la possibilità di proferir parola.

Ora, qual’è il pericolo che si ravvisa nell’introdurre il Diritto di Rettifica, così come è stato pensato nel 1948, nella rete italiana del 2010? Sgomberiamo immediatamente il tavolo da ogni dubbio: qui non c’è nessuno che davvero voglia impedire a qualcuno che dovesse sentire lesa la propria reputazione di rettificare con un proprio scritto nel quale controbattere con le argomentazioni più opportune. Semmai è vero il contrario, e cioè che talvolta si soffre per la mancanza di inclinazione al dialogo. Cominciamo però dal ribadire che è una norma, questa, che non trova corrispondenze in nessun altra democrazia cosiddetta liberale, e questo dovrebbe indurci a fare qualche riflessione. Ma soprattutto, per come è stata formulata, la norma presenta aspetti molto ostici.

Per esempio, la definizione si applica ai siti informatici. Ma che cos’è un sito informatico? Beh, qualsiasi cosa che sia raggiungibile mediante il protocollo http, che sia esposta nella forma di una pagina web e che permetta di mostrare qualcosa nella finestra di un browser, quella può definirsi a tutti gli effetti sito informatico. Vogliamo davvero sostenere che qualsiasi cosa compaia sulla rete nelle forme suddette debba soggetta alla normativa sul diritto di rettifica? Non so, tanto per capirci: il supermercato online che consente l’acquisto dei suoi prodotti, tra i quali magari ve n’è uno che richiama il cognome di un tizio, chessò… il signor Pomodoro, il quale potrebbe sentirsi gravemente leso perché il suo nobile lignaggio è accostato all’immagine di una verdura - fatto di una gravità inaudita – ecco: anche quello è un sito informatico. Deve consentire il diritto di rettifica? Il signor Pomodoro dovrebbe avere la possibilità di replicare con un testo non superiore alle 30 righe, da applicarsi con le stesse modalità grafiche, portando così alla situazione assurda che sotto all’immagine del pomodoro potremmo trovare scritto “Il signor Pomodoro ribadisce di non avere nulla a che fare con verze, zucchine e carote?“. Non avrebbe certamente senso, ma tale è l’interpretazione che dal testo della legge se ne potrebbe trarre. Meglio sarebbe stato se avessero specificato che “per i blog, e più in generale per i siti di informazione, è introdotto il Diritto di Rettifica“. Sarebbe stato più onesto.

Ma la parte più ostica di questa nuova/vecchia disciplina è rappresentata dal vincolo improrogabile delle 48 ore. Se è vero infatti che una testata tradizionale ha una struttura di ricezione delle richieste di rettifica e, di certo, uno studio legale alle spalle, il blogger non ha niente a che fare con tutto questo. Un blog è una realtà che va avanti tra mille difficoltà, con i propri mezzi. Spesso – come nel caso di Byoblu.Com – è condotto da una persona sola. Niente di più facile dunque che un blogger non abbia temporaneamente la connessione ad internet, o che magari gliel’abbiano staccata per morosità, o auguratamente che abbia deciso di farsi un week-end con la sua fidanzata, oppure ancora che sia fuori per un’inchiesta e l’eventuale richiesta di rettifica venga ritirata da un familiare che nulla sa della rete nè di come pubblicare un testo su un blog. In tutte queste situazioni un blogger avrebbe sicure difficoltà nell’ottemperare ad una richiesta di rettifica in sole 48 ore. Con la spiacevole conseguenza che chiudere un blog scomodo diventerebbe un gioco da ragazzi: basterebbe fargli pervenire una richiesta di rettifica quando è noto – perché pubblico – che il suo autore è magari in vacanza, per comminargli una sanzione di 13 mila euro a fronte della quale ogni blog indipendente sarebbe condannato a morte certa.

Non soltanto dunque i blog condotti da privati cittadini sarebbero indotti a chiudere, in aperto contrasto con lo spirito rinascimentale che vuole invece agevolare e incentivare la partecipazione democratica dei cittadini al processo di formazione culturale in tutta Europa e oltreoceano, ma coloro che vorrebbero avvicinarsi a questo processo democratico ne sarebbero dissuase, per la paura di vedersi comminare sanzioni così pesanti alle quali non sarebbero in grado di fare fronte.

E così, siccome la rete non la sta difendendo nessuno, siccome rischiamo di far precipitare la rete italiana in un medioevo digitale, e siccome anche la stessa opposizione latita su questo argomento, mi sono preso la briga di contattare un parlamentare interno alla maggioranza stessa, che in passato si è speso a favore della rete, scongiurando in più occasione alcuni pericoli reali. Mi riferisco all’On.Cassinelli, il quale mi ha detto di essere consapevole di questa grave minaccia, e di avere già provato a buttare giù una bozza, un draft contenente una proposta di emendamento che, una volta raffinata,  potrebbe essere portata in discussione quando il DDL Intercettazioni approderà alla camera per la sua votazione, presumibilmente dopo la pausa estiva. La bozza che Cassinelli propone è la seguente.

PROPOSTA DI EMENDAMENTO
ART. 15

Al comma 1, lettera a), sostituire il secondo periodo con il seguente: «per i siti e le pagine diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono  pubblicate, con le stesse caratteristiche grafiche e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono, entro quarantotto ore dalla richiesta se la testata è registrata presso la cancelleria del Tribunale
come disposto dall’articolo 5, oppure entro sette giorni dalla richiesta se il sito o la pagina non è riconducibile ad alcuna testata registrata presso la cancelleria del Tribunale, ed in entrambi i casi devono rimanere visibili per un tempo almeno pari a quello in cui è rimasta visibile la notizia cui si riferiscono ».
Al comma 1, lettera d), sostituire le parole «per quanto riguarda i siti informatici» con le seguenti: «per quanto riguarda i siti e le pagine diffusi per via telematica».
Al comma 1, lettera e), sostituire le parole «o delle trasmissioni informatiche o telematiche» con le seguenti: «o dei siti e delle pagine diffusi per via telematica».

L’idea di Cassinelli, che ringrazio pubblicamente perché sembra essere il solo disposto a fare da sponda alla rete, è quella di differenziare i siti di informazione tra quelli che sono regolarmente registrati al tribunale e quelli che invece afferiscono a privati cittadini, ovvero non sono registrati come testate giornalistiche. Nel primo caso il limite di 48 ore sui tempi di pubblicazione della rettifica andrebbe mantenuto, mentre nel secondo caso il limite slitterebbe fino a 7 giorni.
Inoltre Cassinelli propone di cambiare la definizione dell’oggetto di questa normativa – cioè a chi si applica - da siti informatici a trasmissioni informatiche o telematiche.

L’approvazione del DDL Intercettazioni dovrebbe avvenire non prima del settembre prossimo. Quindi, insieme a Cassinelli, si è pensato di affidare alla rete il compito di cercare qualche alternativa, partendo da questa bozza, per mettere insieme le idee migliori e provare a presentarle. In altre parole, cari cittadini digitali, siccome al momento nessuno ci tutela, assumiamoci la responsabilità di elaborare noi qualche idea, e proviamo a sottoporla.

Le proposte verranno inizialmente raccolte sotto forma di commenti a questo articolo. Successivamente sarà possibile accorparle, discuterle nel merito e metterle ai voti.

C’è tempo ma poi neanche molto. Coraggio, diamoci da fare!

  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Delicious
  • Segnalo
  • Diggita
  • Reddit
  • StumbleUpon
  • LinkedIn
  • Upnews
  • FriendFeed
  • Google
  • Tumblr
  • Email
  • OkNotizie
donate

75 risposte a Presentiamo il nostro emendamento

  • 43

    LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ UOMO GUIDI LA PRIMAVERA ARABA

    28 giugno 2011 di francesco miglino

    SIGNOR PRESIDENTE BARAK OBAMA’,

    LA RINGRAZIAMO MOLTO PER I SUOI PUNTUALI INVITI A PARTECIPARE CON I NOSTRI INTERVENTI ALLE SUE  BATTAGLIE CIVILI PER L’ EMANCIPAZIONE ED IL PROGRESSO. NOI ADERIAMO AI SUOI ARGOMENTI CONSIDERANDOLA IL PRIMO PRESIDENTE DEL GLOBO, DEL VECCHIO MONDO DELLA POLITICA, GRADITO E VOTATO DALL’ UNIVERSO INTERNETTIANO.

    HA DATO FORZA AI BLOGGERS ED A QUEI GIOVANI ARABI CHE SI SONO CONOSCIUTI, FREQUENTATI E SONO CULTURALMENTE CRESCIUTI NELL’ UNIVERSO INTERNETTIANO PER POI UNIRSI SUL TERRITORIO PER LOTTARE SINO A PORTARE LA LIBERTA’ NEI LORO PAESI AVVILITI DA DITTATORI SANGUINARI E CORROTTI.

    ORA TOCCA ALLA COMUNITA’ INTERNETTIANA FORNIRE AI GIOVANI DELLA PRIMAVERA ARABA STRUMENTI CULTURALI IDONEI AFFINCHE’ SIANO IN GRADO DI DIRIGERE IL CAMBIAMENTO ED   OCCUPARE RUOLI FONDAMENTALI  NEI NUOVI ASSETTI SOCIALI.

    RITENIAMO CHE IL RINNOVAMENTO ARABO DEBBA CONOSCERE LE RAGIONI CHE HANNO PORTATO ALLA CREAZIONE DELL’ ONU ED ISPIRARSI AI PRINCIPI SCRITTI IN UNA DELLE PIU’ BELLE PAGINE DELLA STORIA DELLA CIVILTA’: LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ UOMO.

    PER CREARE UNA BARRIERA IN GRADO DI RESPINGERE I PREVEDIBILI TENTATIVI DI RITORNO DEI CORROTTI ESPULSI, LE POPOLAZIONE ARABE DEBBONO ESSERE DIRETTAMENTE COINVOLTE NELLA COSTRUZIONE DELLA SOCIETA’ NUOVA CHE BANDISCE LA SUDDITANZA E PROMUOVE L’ UOMO COME PORTATORE DI DIRITTI SIN DALLA NASCITA,

    IL PARTITO INTERNETTIANO HA MESSO A DISPOSIZIONE IL PROGRAMMA CONVINTO CHE LA PRIMAVERA ARABA DEBBA ESSERE DIFESA ED INVITA I GIOVANI, CHE HANNO RISCHIATO LA VITA PER LA LIBERTA’, AD ELEGGERE, PER OGNI 100.000 ABITANTI, DEPUTATI INTERNETTIANI CAPACI DI DENUCIARE VIOLAZIONI ED ABUSI: COORDINARE I MIGLIORI CERVELLI PER DARE AI PROBLEMI DA RISOLVERE SOLUZIONI D’AVANGUARDIA MIRATE AL BENE COMUNE .

    I LEGALI DEL GRUPPO SAN FRANCESCO DEL PARTITO INTERNETTIANO STANNO ORGANIZZANDO GRUPPI DI PROFESSORI DI DIRITTO INTERNAZIONALE ARABI ED EUROPEI PER ISCRIVERE FRA I DIRITTI FONDAMENTALI IL DIRITTO ALL’ ACCESSO E FORMULARE ARTICOLAZIONI LEGISLATIVE E CODICI CODIFICATI PER MODULARE I POSTULATI DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ UOMO NEL RISPETTO DEL COMUNE SENTIRE E DELLE TRADIZIONI DELLE POPOLAZIONI ARABE.

    EGREGIO SIGNOR PRESIDENTE BARAK OBAMA, ABBIAMO LA DIMOSTRAZIONE CHE LE NUOVE GENERAZIONI INFORMATIZZATE HANNO IL POTERE DI CAMBIARE LE SOCIETA’ CHE BASANO IL LORO POTERE SUL CONTROLLO E SULLA VIOLENZA POLIZIESCA, CHE DISPONENDO A LORO PIACIMENTO DEL DESTINO E DELLA VITA DEI PROPRI SIMILI, SEMBRAVANO IMMUTABILI.

    LA FUNZIONE PROPULSIVA NELLA LIBERAZIONE DEI POPOLI, APPARTIENE A COLORO CHE PERCORRONO GLI INFINITI SENTIERI DELL’ UNIVERSO INTERNETTIANO PER ACQUISIRE SAPERI, CONOSCENZE, DIALOGARE E CRESCERE CULTURALMENTE CON UOMINI PROBI E GENEROSI, CHE IN OGNI ANGOLO DELLA TERRA, LOTTANO PER L’ EMANCIPAZIONE COGNITIVA POSSIBILE IN UNA SOCIETA’ GIUSTA.

    EGREGIO PRESIDENTE BARAK OBAMA, GLI UOMINI LIBERI CHE UTILIZZANO LE ARCHITETTURE DIGITALI PER INTERVENIRE NEL SOCIALE SENTONO L’ ESIGENZA DI CREARE UN PROPRIO PARLAMENTO GLOBALE CON UN DEPUTATO PER OGNI 100.000 ABITANTI DEL PIANETA.

    URGE CREARE UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE CHE DIFFONDA IL PROGRESSO E SALVAGUARDI L’ AMBIENTE PROPONENDO PIANI DI SVILUPPO D’AVANGUARDIA IN TUTTI I SETTORI, DENUNCI E COMBATTA PREVARICAZIONI ED ABUSI CHE AVVENGONO IN OGNI ANGOLO DEL GLOBO.

    PER LA NASCENTE COMUNITA’ DIGITALE, CHE DOVRA’ AFFRONTARE DURISSIME LOTTE CONTRO LE LOBBIES ED I SUPER POTERI DECISIONALI DELLA FINANZA INTERNAZIONALE, LA SUA ESPERIENZA NEL VECCHIO MONDO DELLA POLITICA, SARA’ MOLTO PREZIOSA.

    Francesco miglino

    GD Star Rating
    loading...
  • 42
    sannessuno

    Mi dispiace che tu ti sia sentito addirittura “insultato” non mi sembra di aver usato parole offensive o aver dato certezze era solo una mia opinione, ma forse anche questa è fra le “c**zate” che non si potranno più scrivere?

    Vorrei solo farti notare che noi siamo fra i pochi stati al mondo ad avere un registro o albo dei giornalisti, che è stato creato da Mussolini in maniera di essere sicuro che non venissero scritte quelle che tu chiami “c**zate”!

    Beh a me le c**zate piace sentirle tutte poi scremo io quello che voglio, se parliamo invece di diffamazione allora ci sono gia leggi ben precise che non hanno bisogno di essere riviste.

    Ti auguro non ti succeda mai di dover comunicare tramite un sito estero irrintracciabile perchè vorrebbe dire che siamo passati dal regime alla dittatura.

    Adesso dimmi se riguardando il tuo discorso non lo consideri leggermente di destra anche tu?

    Io non sono ne di destra ne di sinistra vorrei solo ci fosse qualcuno onesto a governarci,che facesse i nostri interessi senza nasconderci ciò che succede con incomprensibili leggi di censura.

    Forse ho un po esagerato dicendoti che sei un lettore di libero, comunque io leggo 3 quotidiani al giorno fra cui a volte anche libero e ti consiglio di provare anche tu ad attingere da fonti diverse magari ti si schiariscono un po le idee.

    Adesso sarà meglio tagliare questa discussione che questo spazio è dedicato a cose più costruttive

    GD Star Rating
    loading...
  • 41
    bruno

    Qui potete trovare una petizione per l’ABROGAZIONE del comma 29, invece di limitarsi a modificarlo (che 7 giorni invece di 2 non cambiano nulla, a mio parere). A chi interessa….

    http://www.mobilitanti.it/dettaglio/110443/dettaglio.aspx?ID_DOC=110443

    Lo so l’iniziativa è targata da un partito, e a qualcuno può non piacere, cerchiamo di andare oltre e prendere quello che si può in un momento difficile per la rete. Al momento mi sembra l’iniziativa migliore, sicuramente molto migliore del tentativo di emendare il comma in questione.

    GD Star Rating
    loading...
  • 40
    VirusOne

    1- …ti dico, senza ombra di dubbio e senza obiezioni, che hai perfettamente ragione per quello che hai scritto in funzione di quello che ti ho detto…

    2- …ma capirai senz’altro da te che stai combattendo contro i MULINI A VENTO e con un Sancho PANZA (mi scusi onorevole!) accanto.

    3- …queste situazioni non si sarebbero dovute creare (parlo dell’elezione di B. e del suo seguito)… ma dato che gli italiani (incluso me) sono un popolo di lecchini e voltagabbana… quindi, quando arriverà il momento che ognuno (chiaramente i ricchi rimarranno ricchi), a stare senza il becco di un quattrino e senza pagnotta… arriverà finalmente (forse) il CAMBIAMENTO.

    In conclusione, mi ri-allaccio a chi ha detto che (spera) forse sarebbe meglio se le migliori porcate vengano attuate in modo tale che alla fine a furia di ingoiarle… qualcuno (forse tutti) le vomiterà tutte sugli stessi che le ha partorite, pertanto avvallo l’dea di questa ipotesi.

    PS: @sannessuno: non penso di avercela, e con te e con questo blog e tanto meno nei confronti di Messora ecc. perchè mi “insulti”? e in ogni caso sono di sinistra nei valori della mia esistenza… quindi scegli tu se essere mandato a quel paese e/o se invece pensi già di esserci e/o se vuoi essere mandato “nella realtà birmana”.

    GD Star Rating
    loading...
  • 39

    Gentile Claudio,

    Prima di tutto ti faccio i complimenti per l’articolo. E’ vero che, rispetto agli altri aspetti più gravi ed evidenti del DDL Intercettazioni, il comma 29 sui siti informatici è passato in secondo piano, ma comunque c’è chi ne ha parlato (Guido Scorza, Marco Travaglio, per citarne alcuni).

    Per quanto riguarda la proposta di presentare un emendamento per mitigare gli effetti devastanti che potrebbe avere la norma “ammazza-blog”, credo che sarebbe un’ottima idea solo se la norma contenesse qualcosa di utile da salvare, ma le cose non stanno così. Le disposizioni penali per la diffamazione e la diffamazione a mezzo stampa già esistono. Poi la legge 62/2001 equipara già per molti aspetti le testate telematiche a quelle cartacee, con l’obbligo di registrazione e di avere un direttore responsabile (art. 2 e 5, ma immagino che per analogia possa essere applicato anche l’art. 8 sull’obbligo di rettifica). Dunque non vedo la necessità di altre norme in merito.

    Detto questo, alcune proposte che leggo qui mi sembrano altrettanto impraticabili che la norma stessa. Così come è impensabile imporre a un blogger l’obbligo di rettifica in 48 ore per eventuali commenti di altri, sarebbe altrettando impraticabile prevedere sistemi automatici per la rettifica, o gestione da parte di soggetti terzi, o trackback forzati, o scaglioni in base al numero di visite: chiunque abbia un minimo di familiarità con la Rete, sa che il numero delle tecnologie utilizzate per pubblicare informazioni è talmente grande che sarebbe materialmente impossibile prevedere un sistema unico di rettifica che valga per tutti. Altrettanto vale per la proposta di rettifica da parte del gestore del dominio: l’ISP che mi fornisce server e dominio non ha assolutamente accesso alla gestione del mio blog, e ci mancherebbe altro. Idem per raccomandate, ricevute, 7 giorni piuttosto che 10 o 20. Una legge ancora più macchinosa e complicata da attuare non serve a nessuno.

    Il punto secondo me è un altro: invece che una proposta di emendamento, sarebbe più utile presentare una proposta di stralcio del comma 29, nelle parti in cui tratta dei siti informatici. In questo modo la libertà dei blogger non sarebbe più in pericolo, fermo restando che è bene battersi anche per la libertà dei giornalisti di informare e per la libertà dei magistrati di compiere il loro dovere.

     

    GD Star Rating
    loading...
    • 39.1
      underino

      Salve, il problema è proprio questo.

      Il ddl è una porcata, decentemente parlando.

      E ha anche ragione affermando che le varie proposte sono molto macchinose, ma questo perchè è il ddl stesso a essere completamente atemporale.

      Messora e Cassinelli comunque hanno richiesto un emendamento e non lo stralcio del comma 29, il perchè è abbastanza facile da intuire…

       

      GD Star Rating
      loading...
    • 39.2

      Salve,

       avevo già risposto numerose volte, su questo threaed, circa la ratio di questo tentativo, ovvero (stante la certezza dell’approvazione) il tentativo di mitigare qualcosa, nel caso dovesse in ogni caso passare. Più su troverai miei commenti più illuminanti di questo.

      Sul trackback non sono sicuro che sia una tecnica così impraticabil. Lo standard e il protocollo esistono già e sono utilizzati da molte piattaforme. La difficoltà nell’utilizzarli da parte dellì’utente è pari a zero (fatto salvo il minimo di perizia che in ogni caso è indispensabile anche per scrivere su un blog, e se non ce la si fa ci si può sempre rivolgere a un InternetPoint anziché all’avvocato): basta solo rendere obbligatoria l’adozione dello standard a tutte le piattaforme, il che tra l’altro renderebbe in ogni senso la blogosfera ancora più interconnessa di quanto non sia già adesso.

      GD Star Rating
      loading...
    • 39.3

      @underino

      E’ vero che dal comma 29 traspare una scarsa conoscenza della Rete, ma fare un emendamento per renderlo un po’ meno inaccettabile significa avere, alla fine, una norma comunque inaccettabile.

      Per quanto riguarda lo stralcio, forse è meno probabile rispetto a un emendamento, ma basterebbe far capire ai nostri rappresentanti in Parlamento l’assurdità di una norma simile per far prevalere, forse, il loro buon senso…

      @byoblu

      Naturalmente ho letto le tue motivazioni e concordo sulla necessità di scongiurare questo pericolo grave e imminente per la Rete, ma come ho scritto sopra rimango dell’idea che il comma 29 non lasci possibilità di essere mitigato se non con procedure complesse e inattuabili. Una norma complessa che imbrigliasse la Rete sarebbe altrettanto devastante per la nostra libertà di espressione e farebbe indubbiamente diminuire la partecipazione e l’iniziativa del popolo di Internet, se non altro per evitare problemi: quale privato avrebbe voglia di aprire un blog o un sito qualsiasi sapendo di essere tenuto a macchinose procedure per tutelarsi da grosse multe? Chi si sentirebbe tranquillo a esprimere la propria opinione in qualsiasi contesto con questa spada di damocle che pende sulla testa?

      Per quanto riguarda il trackback, è in effetti un’idea illuminata se ragioniamo solo in relazione ai post e ai commenti che appaiono sui blog. Ma considera che la nuova norma si applicherà anche: ai thread sui forum, ai post di Facebook e degli altri social network, ai siti personali tipo MySpace e simili, ai video di Youtube e simili, ai newsgroup, e l’elenco potrebbe continuare. Stiamo parlando di centinaia se non migliaia di tecnolgie diverse tra loro, che non possono essere integrate in un sistema unico e che non conoscono il trackback.

      Anche per i soli blog, poi, ho qualche riserva. Esistono centinaia di sistemi diversi fra blog e CMS vari, da quelli centralizzati offerti dai provider (Splinder, Bogger, ecc) a quelli scaricabili e installabili su singoli server (WordPress, Joomla, ecc), a quelli proprietari (anch’io potrei crearne uno solo mio, per fare un esempio). Da queste considerazioni si capisce che mettere tutti d’accordo sarebbe un lavoro praticamente impossibile.

      Ma c’è di più: la quasi totalità dei sistemi per creare blog provengono da programmatori stranieri, che quindi non sono soggetti alla legge italiana. Non possiamo dunque costringerli a modificare i loro sistemi, come tu proponevi.

      Queste considerazioni non voglion essere disfattiste ma solo realistiche, secondo me l’ideale sarebbe trovare una strada più praticabile, fermo restando che appoggio la tua ottima iniziativa di far sentire la nostra voce :)

      GD Star Rating
      loading...
    • 39.4

      Vorrei aggiungere che quando parlo di strada percorribile intendo o lo stralcio dell’art. 29, nelle parti di cui dicevo sopra, o un emendamento che elimini del tutto il riferimento ai siti informatici e lo sostituisca con un riferimento ai quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione, anche se penso che in via di interpretazione l’obbligo di rettifica sia già applicabile a questi ultimi e dunque sarebbe una norma inutile.

      Se guardate le proposte di emendamento presentate in Commissione al Senato, la strada era già stata tentata (1.290, 1.290 testo 2, 1.291) e in pratica ha prodotto il testo attuale (1.290 testo 2) mentre il preferibile sarebbe stato il 1.290 testo 1

      http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=ListEmendc&leg=16&id=33809

      Se l’idea è quella di introdurre la rettifica solo per le testate telematiche, credo che lo stesso effetto comunque si otterrebbe stralciando l’art. 29 nelle parti riguardanti i siti internet e introducendo nel DDL un emendamento che modifichi l’art. 1 comma 3 della legge 62/2001 (così come attuata dalla delibera 236/2001 dell’Agcom), prevedendo l’estensione ai prodotti editoriali, oltre che degli artt. 2 e 5, anche dell’art. 8 della legge 47/1948

      http://www.mcreporter.info/normativa/l01_62.htm

      http://punto-informatico.it/216222/PI/Commenti/editoria-quando-obbligatorio-registrarsi.aspx

      http://www.mcreporter.info/normativa/l48_47.htm#8

       

       

      GD Star Rating
      loading...
  • 38
    sannessuno

    Mi sono scervellato in questi giorni ma non essendo ne un giurista ne un esperto informatico ho provato a trovare una qualche soluzione solo tramite la logica.

    Soluzione trovata: NESSUNA. La logica c’è ma è tutta contro il diritto di informazione, è una legge fatta apposta.

    Puoi spruzzare tutto il profumo che vuoi, la m**da puzzerà sempre di m**da!!

    PS secondo me VIRUSONE è abbonato a LIBERO e il suo giornalista preferito è Belpietro!! 

    GD Star Rating
    loading...
    • 38.1
      luca militano

      Ciao,

      se vuoi prova a dare un’occhiatta alla mia proposta post numero 33.

      Attendo un tuo riscontro/miglioria.

      Grazie.

      GD Star Rating
      loading...
  • 37
    VirusOne

    1- ….ma non è più semplice… non scrivere c**zate on-line piuttosto che scrivere esclusivamente cose certe e “serie”?? ===> quindi diritto di replica “zero”!!

    2- ….quando si utilizza un blog… esiste un “quadro” di amministrazione… a che serve??? servirà mica a bloccare i commenti fallaci?? e a filtrarli magari??

    3- credo che il buon senso esista anche tra chi scrive…

    4- è chiaro che se si scrive qualcosa (come si dice anche nei riguardi della conoscenza della legge, nessuno può essere ignorante nei confronti della legge)… quindi chi apre un blog (equivale a dire, chi apre bocca) e dice c**zate, e di conseguenza si vede recapitare una richiesta di replica da parte di qualcuno e non da’ piena disponibilità… è giusto che paghi qualora gli venga commisurata e commissionata una pena pecuniaria.

    5- io personalmente me ne frego del parlare (o meglio del pettegolare) su gli altri, non mi interessa, e sinceramente non so a quanti questa cosa peserà sul serio…

    6- conoscendo internet dal ’93 e ancor prima le BBS… non vedo come potrebbero far a bloccare reti come TOR e le info delle USENET…. e tutto il traffico informativo anonimo presente on-line…

     

    vabbè sto divagando!!

    Buona fortuna!! Claudio e Italia!!!

    GD Star Rating
    loading...
    • 37.1

      1- ….ma non è più semplice… non scrivere c**zate on-line piuttosto che scrivere esclusivamente cose certe e “serie”?? ===> quindi diritto di replica “zero”!!

      Quindi se io scrivo che Scajola si è fatto pagare 900mila euro da Anemone, che è una cosa “certa e seria”, devo appaltare il blog a Scajola che, grazie a una minaccia dei suoi studi legali, mi impone di sparare la sua versione dei fatti che smentisce totalmente, a totale impunità di chi viola la legge e a completo svantaggio di chi invece la legge cerca di tutelarla? Quelle che chiami “c**zate” si chiamano spesso inchieste. I giornali possono fottersene del diritto di replica, come del resto fanno regolarmente, nonostante scrivano molte più c**zate – nel vero senso della parola – dei blogger, perché hanno le spalle grosse e francamente tra l’altro molti ricevono sovvenzioni statali per questo. Un blog non può. Quindi vuoi uccidere l’informazione libera? Ti sta bene? A molti, per fortuna, non sta bene.

      2- ….quando si utilizza un blog… esiste un “quadro” di amministrazione… a che serve??? servirà mica a bloccare i commenti fallaci?? e a filtrarli magari??

      E questo cosa c’entra? Quello che chiami tu si chiama “moderazione” e il suo utilizzo o meno dipende dalla facoltà del blogger di farne uso o meno. Ancora però non vedo come si lega al problema della rettifica.

      3- credo che il buon senso esista anche tra chi scrive…

      Certo. E fa la differenza tra i blog più autorevoli e quelli meno autorevoli. E se ti può interessare saperlo, io ho pubblicato una rettifica (l’unica che mi è arrivata) anche senza bisogno di sta legge. Però il discorso è che qui si sta equiparando la carta stampata (con le sovvenzioni, le redazioni e tutto quello che l’editoria tradizionale ha) al mondo del blog. E lo si fa solo in questo paese. Ti senti così oscurantista dentro da voler essere il pioniere del ritorno al giornalismo blindato e di partito o di corrente??

      4- è chiaro che se si scrive qualcosa (come si dice anche nei riguardi della conoscenza della legge, nessuno può essere ignorante nei confronti della legge)… quindi chi apre un blog (equivale a dire, chi apre bocca) e dice c**zate, e di conseguenza si vede recapitare una richiesta di replica da parte di qualcuno e non da’ piena disponibilità… è giusto che paghi qualora gli venga commisurata e commissionata una pena pecuniaria.

      Certo che è chiaro. Infatti esistono i tribunali per queste cose. Se io dico “c**zate” su di te, tu mi denunci, andiamo in tribunale e già pago oggi. C’è bisogno di una legge ulteriore ad-blogger? Ti ripeto poi che quelle che tu chiami “c**zate” spesso sono inchieste, e questa legge cerca di dare un validissimo strumento ai criminali per metterle a tacere, anche mediante l’uso dell’intimidazione legale. Inoltre: cosa dovrei rettificare? Se io scrivo un’opinione devo rettificarla? Ma la libertà di parola? Dove hai vissuto negli ultimi 500 anni? Stai sostenendo qualcosa che non esiste da nessuna parte, tranne che per la carta stampata. Cosa sei, una specie di Torquemada di internet?

      5- io personalmente me ne frego del parlare (o meglio del pettegolare) su gli altri, non mi interessa, e sinceramente non so a quanti questa cosa peserà sul serio…

      Pettegolare su altri? Tu definisci il giornalismo d’inchiesta “pettegolare su altri”?. Mi sa che ti sei spiegato male, eh?

      6- conoscendo internet dal ’93 e ancor prima le BBS… non vedo come potrebbero far a bloccare reti come TOR e le info delle USENET…. e tutto il traffico informativo anonimo presente on-line…

      Prendi carta e penna che sto per spiegarti una cosa cui evidentemente non arrivi da solo. In Italia la gente non ha la banda larga e in molte zone non ha proprio neppure la connessione. La maggior parte dei cittadini non ha molta dimestichezza con la rete e moltissimi sono proprio analfabeti informatici. Vuoi dirmi che non c’è una differenza tra il poter accedere all’informazione libera sul web in  maniera semplice, digitando un url, rispetto al dover installare complicati software come TOR e simili, che saranno semplici per te ma di cui il 99,9% degli italiani fatica perfino a pronunciarne il nome?

      INOLTRE, E QUI LO SOSTENGO AD ALTA, ALTISSIMA VOCE. IO NON VOGLIO VIVERE SU UNA BOT CLANDESTINA NEL MIO c**zO DI PAESE. IO VOGLIO SCRIVERE, PARLARE, PENSARE E OPINARE ALLA LUCE DEL SOLE. SU TOR VACCI TU E QUELLI CHE HANNO QUALCOSA DA NASCONDERE.

      Sperò di non avere ecceduto.
      Ciao,

      Claudio

      GD Star Rating
      loading...
  • 36
    ni

    il diritto di rettifica è un sacrosanto diritto. ma questa è legge per come è fatta è maliziosa, e molto. il loro obiettivo in realtà non è soltanto di garantire il diritto di rettifica, ma di andare a controllare quello che in rete si scrive.

    io, ad ogni modo, proporrei, di non inserire una pena economica per un comune blogger, e, se proprio fosse necessario applicare una pena, quantificarla sulla base degli accessi che il blog genera.

    in ogni caso stiamo parlando di fantascienza. il diritto di rettifica esiste già, esistono già tutte le leggi per garantire la libertà di informazione e per garantire il diritto di una persona di controbattere.

    saluti.

    GD Star Rating
    loading...
«12

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di ByoBlu.


Non sono consentiti:
* messaggi non inerenti al post
* messaggi privi di indirizzo email
* messaggi anonimi (cioè senza nome e cognome)
* messaggi pubblicitari
* messaggi con linguaggio offensivo
* messaggi che contengono turpiloquio
* messaggi con contenuto razzista o sessista
* messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane
  (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
* messaggi il cui contenuto rappresenta un'aggressione alla persona e non alle sue idee
* messaggi eccessivamente lunghi
* messaggi formattati in modo da diminuire la fruibilità delle discussioni

Non è possibile copiare e incollare commenti di altri nel proprio. Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi. In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

tasto_newsletter
I MINI-BLU

L’astensionismo effetto della cessione di sovranità

Astensionismo Cessione sovranità democrazia alessandro gilioli "Mi chiedo poi se questo crollo di affluenza (come fenomeno diffuso e mica iniziato ieri) non sia insieme una causa e un effetto della cessione di sovranità delle democrazie verso altri poteri esterni e, invece, non democratici. Non è questione nuovissima, lo so, ma è “la”...leggi

Il colibrì e il leone

il colibrì e il leone Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco. - “Cosa credi di fare!”, gli chiese il leone. - “Vado a spegnere l’incendio!”, rispose il piccolo volatile. -...leggi

Brunetta spamma Juncker

Renato Brunetta Jean-Claude Juncker Renato Renato... ma secondo te Juncker non le sa le cose che gli hai scritto? Secondo te ha bisogno della letterina a Babbo Natale, visto il periodo? E quali segreti da consumato economista gli avresti poi rivelato, nella tua lettera? Indiscrezioni di palazzo? Dati inaccessibili dall'esterno?...leggi

Dal Videoblog
Categorie
Commenti più votati