Tutti i Cucchi del mondo

MorteAdAlessandria

 Tutte le volte che le garanzie e le tutele costituzionali dei cittadini vengono meno, per reali o millantate esigenze di sicurezza o per la disinvolta emanazione di leggi speciali giustificate da situazioni di emergenza, si prende il manico del coltello e lo si gira un altro po' verso chi - garantito al limone - non ne farà buon uso.

 Il ragazzo sorridente a sinistra si chiama Khaled Mohammed Said. Era in un internet cafè ad Alessandria d'Egitto, giovedì 10 giugno. Vivo. Almeno fino a quando non è entrata la polizia egiziana e, con la scusa della legislazione speciale, non ha iniziato a indulgere in maltrattamenti, vessazioni, controlli di qualsiasi tipo con la stessa probabile attitudine di un branco di gatti che si divertono a palleggiarsi un topo. Come potete vedere, il sorriso - se così si può chiamare - è l'unica cosa che gli è rimasta quando la polizia lo ha scaricato come un sacco di letame davanti a casa.

  Non oso pensare che Silvio Berlusconi avesse in mente questo, quando disse a Mubarak che sarebbe andato a scuola di democrazia da lui, anche se a Stefano Cucchi qualche sospetto potrebbe legittimamente venire.
 Sono sicuro che nel loro prossimo incontro, anziché darsi appuntamento su Gogol, discuteranno anche dei diritti dei loro cittadini.

Per approfondire: Apolides


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Categorie: Esteri, Sicurezza