E due mesi dopo Katyn, in Polonia saltano fuori sconfinate riserve di Gas Naturale

Come dicevo su questo blog il primo settembre 2008, stiamo entrando nell’Era del Gas Naturale.

Fa molto specie, quindi, scoprire che neppure due mesi dopo il secondo massacro di Katyn, che ha inesplicabilmente decapitato tutta la classe dirigente polacca, in Polonia saltano fuori immensi giacimenti di… Gas Naturale, il più classico dei monopoli russi.

Così come fa specie pensare che il governo polacco – quello che non c’è più, per intenderci – aveva concesso licenze di esplorazione alla PGNiG, la Compagnia polacca per il gas e il petrolio, e ad un certo numero di società statunitensi, come la Exxon Mobil, Chevron, ConocoPhillips e Energy Lane.

Volete dirmi che per il petrolio, la fonte energetica del passato, si fanno guerre e si esporta la democrazia senza colpo ferire, mentre per la fonte energetica del futuro non si trova nessuno disposto a far venire giù, sempre democraticamente, un piccolo e malconcio velivolo di fabbricazione russa?

Certo, tutto è possibile. Ma se non vi viene neppure il dubbio, fatevi vedere da uno bravo.

 

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356 risposte a E due mesi dopo Katyn, in Polonia saltano fuori sconfinate riserve di Gas Naturale

  • 91
    Cool

    Questa è una prova

    e spiega anche come li in russia sia stato facile cancellare dalle scatole nere le prove della manomissione, visto che l’aereo è roba fatta in russia.

    Leggetela tutta anche per evitare figure di me..a nel controbattare,come già è successo poi.

    Gli esperti della navigazione satellitare: é stato un’attentato

    Czytane 36 razy Brak komentarzy Publikacja w serwisie: 20 May 2010
  • 90
    dl31

    Alex69 ha scritto :
    ……Indipendentemente dal fatto che i cartaginesi siano fenici, il che non è mai stato messo in dubbo…….

    sei sicuro ?????

    allora che volevi dire con questo tuo commento ?????

    Alex69 ha scritto :
    No forse tu hai le idee un po’ confuse, tra Cartagine e Gerusalemme. Ti conviene rifare l’esame di 3 media, ignorante (cioè colui che ignora tutto)

    dici pure falsità……lo vedi che sei un meschino….disinformatore !!!!!

    • 90.1
      dl31

      alex69….

      le cose che hai citato della bibbia ci credi veramente ??????

      se ci credi veramente allora saprai che LA BIBBIA NARRA DI UNA VICENDA MOLTO INTERESSANTE:

      ” SOTTO IL MONTE SINAI MENTRE ASPETTAVANO MOSÈ, IL POPOLO EBREO SI DIVISE IN DUE.….

      UNA PARTE (STANCHI DI ATTENDERE E CON POCA FEDE) COSTRUI UN AGNELLO TUTTO D’ORO, DICENDO CHE DIO NON ESISTEVA E CHE ERA MEGLIO RACCOGLIERE TUTTO L’ORO CHE CI STAVA IN GIRO (IN TUTTO IL PIANETA) PERCHÈ ERA IL METALLO PIU BELLO ED IMPORTANTE ED ERA QUELLO E SOLO QUELLO CHE SI DOVEVA VENERARE COME UN dio !!!!! 

      MENTRE GLI ALTRI CONTINUARONO A RESTARE FEDELI AL DIO DI MOSÈ !!!!! “

      OVVIAMENTE DA QUELL’ISTANTE SI DIVISERO PER SEMPRE !!!!!!!!!

      ———————————————–

      È FACILE PENSARE che i primi (quelli che costruirono l’agnello d’oro) sarebbero anche quelli che ORGANIZZARONO “I PROTOCOLLI DI SION”

      essendo usciti i protocolli di sion nel 1905 in europa È FACILE PENSARE che ispirarono la mente di hitler per creare l’olocausto !!!!!!

      IN QUEL MOMENTO SI È ORGANIZZATA ANCHE LA SVIZZERA NEUTRALE E LE BANCHE SVIZZERE FURONO UTILIZZATE DA TUTTI GLI EBREI D’EUROPA PER ANDARLE A RIEMPIRE DEI LORO AVERI (TANTISSIMI) !!!!

      secondo me i protocolli di sion li hanno fatti uscire in quel periodo proprio con questo scopo i primi (quelli che costruirono l’agnello d’oro) che nel frattempo erano altrove (non in europa) !!!!!!

      QUESTO È IL MIO PARERE…..

      ……E QUELLO CHE PENSO !!!!!!!!

    • 90.2
      Alex69

      Tu sei malato. Hai le idee piuttosto confuse e la cultura del pagliaccio.

    • 90.3
      dl31

      dl31 ha scritto :
      ma ti rendi conto che a causa della tua sconfinata arroganza e troppa sicurezza hai toppato ancora …….. ad esempio quando dici che sui protocolli di sion non si citano i comunisti: …….

      il link giusto intanto non era quello, ma questo:

      http://www.byoblu.com/post/2010/06/14/E-due-mesi-dopo-Katyn-in-Polonia-saltano-fuori-sconfinate-riserve-di-Gas-Naturale.aspx?page=all#id_e5c30ea3-61f6-4bfd-a875-cc1c97fc208d

      ——————————————————————————

      @fittizio…

      ne ho accennato qualcosa piu giu anche con schumyno…..se ti va di discutere in armonia e soprattutto senza effendere agganciati al discorso altrimenti per favore evita di scrivere perche a me non va di prendermi a brutte parole con gli altri…

      …a me va di parlare in armonia con la gente….se no presferisco la strada….al meno la posso discuterla al volo la cosa !!!!!!

    • 90.4
      Alex69

      Ti ho postato decine di link per comprarti un’intera biblioteca e tu continui a scrivere.

      Per favore, citami una bibliografia (testi scientifici) che tu hai letto personalmente che ci assicuri di quello che stai dicendo e li vado a leggere. Io so un’altra storia. So che i Fenici venivano dal Libano, che la terra di Canaan – parte della Palestina – era abitata da una popolazione parente dei Fenici (come possono essere parenti i siciliani con gli abruzzesi) – e che gli ebrei dall’Egitto si stabilirono in Palestina. Questo dice la Bibbia. Ma so anche che la Bibbia dice che da Cam, Sem e Canaan erano fratelli, cioè camiti, semiti e cananei. Cioè arabi, ebrei e fenici. E già così ti ho dimostrato dell’inconsistenza di quello che dici. Ma magari sbaglio, magari mi corigirai. Sicuramente.

      ps: leggere un bel libro no, vero?

      pps: guarda, non ti rispondo più. sono stanco e – scusa se te lo ricordo – non un laureato, ma un dottore in ricerca (= cioè posso fare il ricercatore) non può perdere tempo con i mentecatti. Quando avrai preso un diploma e letto qualche libro in più, ti aspetto a lezione all’università. Lì potremo fare tutte le discussioni che vuoi. Servono le basi, e tu le basi non ce le hai. Hai solo internet e una grandissima confusione.

    • 90.5
      Alex69

      Oddio, ho fatto un errore: mi correggo prima di abbandonare. Scrivevo a memoria e ora ricontrollando ho visto che Canaan (da cui vengono i cananei, parenti dei fenici) era uno dei quattro figli di Cam (da cui vengono i camiti). Poi oltre Cam Noè ebbe altri due figli, Sem (i semiti) e Iafet. Per la precisione. Addio.

    • 90.6
      FitTizio

      @dl31

      …Secondo me… E’quello che penso…

      Ti rendi conto che quello che hai detto è solo frutto di fantasia? Che non hai 1 (uno) straccio di prova che possa anche vagamente supportare le tue affermazioni?

      Con la fantasia si possono costruire dei film bellissimi, tutte le teorie del mondo sono state partorite dalla fantasia di qualcuno. Ma se uno vuole parlare di mondo reale poi le fantasie vanno verificate. Occorre cercare dei riscontri. Delle prove. Magari fare esperimenti.

      Tu sei fermo alla prima parte del lavoro. Portaci le prove che le tue non sono solo le fantasie di un complottista!

      P.S. Ovviamente qualcuno si è già portato avanti con il lavoro per quanto riguarda i protocolli (vedi numerosi commenti di alex69). Ma tu non li hai letti né hai intenzione di leggerli e quindi dovrai fare da solo.

    • 90.7
      dl31

      alex69….

      stai rompendo veramente ora sai !!!!!!!

      cerca di moderare i termini perche veramente stai esagerando !!!!!!!

      che intenzioni hai….di insultare ed offendere ancora ??????

      cerca di smetterla !!!!!!!

      tu la tua laurea credimi che ti ci puoi asciugare solamente il c**o !!!!!!

      non sai fare altro che insultare, offendere e mettere in bocca agli altri parole e concetti solo tuoi !!!!

      finiscila !!!!!

      se tu non sapevi che i punici erano i fenici che venivano dalla palestina non è colpa mia !!!!!

      se restavi nei tuoi ranghi, invece di scrivere castronerie solo perche sei troppo sicuro di te e ti informavi meglio non avresti fatto questi tuoi palesi errori !!!!!!

      quello che ti ho descritto sopra è molto probabilmente quello che è avvenuto per me….e lo dico…punto !!!!!

      tu se vuoi, semplicemente mi spieghi perche non è come dico io senza insultare ed offendere meschinamente !!!!!

      se vuoi mi aiuti a ragionare !!!!!

      se vuoi non scrivi !!!!!

      se vuoi fa come vuoi….basta che però porti rispetto alle persone !!!!!

    • 90.8
      Alex69

      ps: Cartagine NON e’ Gerusalemme. Dunque non c’è nessun assioma in quello che scrivi, … e continui a fare la figura del c*****ne.

      ps: ti stai confondendo. Tu parli di popolazioni semite non conoscendo neppure la Bibbia e mischiando tutto in un’insalata di storia e leggende. Strano che non hai ancora tirato la storia delle 12 tribù.

      ps: smettila, su, ci fai più bella figura.

      ps: attenzione, lo sai che spesso mentre scrivi fai “apologia di fascismo”? Non ti sto a spiegare il perché, è troppo difficile per un cervello come il tuo, ma stai attento a quello che scrivi. Come nel post precedente sui buoni e i cattivi. Quello è vero e proprio antisemitismo alla Preziosi, dunque “apologia di fascismo”.

    • 90.9
      dl31

      ma ti rendi conto che a causa della tua sconfinata arroganza e troppa sicurezza hai toppato ancora ????

      riguardando i commenti si vede benissimo che tu sei intrippato troppo male con la tua laurea o dottorato !!!!

      ad esempio quando dici che sui protocolli di sion non si citano i comunisti:

      http://www.byoblu.com/post/2010/06/14/E-due-mesi-dopo-Katyn-in-Polonia-saltano-fuori-sconfinate-riserve-di-Gas-Naturale.aspx?page=3#id_7088238d-320f-45b4-a8d8-cbd9774d2b83

      oppure quando ti dovevo spiegare le mie origini dato che mi hai dato dell’antisemita in cui non sapevi che cartagine è la piu importante colonia fenicia e si chiamavano punici:

      http://www.byoblu.com/post/2010/06/14/E-due-mesi-dopo-Katyn-in-Polonia-saltano-fuori-sconfinate-riserve-di-Gas-Naturale.aspx?page=3#id_7088238d-320f-45b4-a8d8-cbd9774d2b83

      se questo è il tuo dottorato di ricerca che hai scusami, ma non verrò mai ad una tua lezione….non mi serve…magari cominci a raccontare cose che non sono come hai fatto qui in questi commenti !!!!!

    • 90.10
      Alex69

      Oddio, ho fatto un errore: mi correggo prima di abbandonare. Scrivevo a memoria e ora ricontrollando ho visto che Canaan (da cui vengono i cananei, parenti dei fenici) era uno dei quattro figli di Cam (da cui vengono i camiti). Poi oltre Cam Noè ebbe altri due figli, Sem (i semiti) e Iafet.Per la precisione.Addio.

  • 89
    Cool

    Alex69 ha scritto :
    Non ci riesci proprio a quotare da siti attendibili? Grazie al c…o che questo “articolo” accusa la Russia. E’ tratto – se guardi bene il link in fondo al blog da cui hai sottratto la notizia – da http://kavkazcenter.com/eng/content/2010/05/27/12131.shtml , un sito di … come definirli? … fondamentalisti islamici russofobici? Andiamo bene.

     

    Riporta quello che dicono esperti  tedeschi : “Marek Strassenburg Kleciak, a specialist in three-dimensional navigation systems at Bundeswehr University in Munich and at the Faunhofer Institute in Darmstadt, and Hans Dodel, a German expert on navigation systems and electronic warfare, an author of the book “Satellite Navigation”, published in the influential Warsaw paper Gazeta polska an article entitled “It was an act of terrorism” (To byÅ‚ zamach), in they which explain how the aircraft of Polish President Lech Kaczynski was destroyed.”

    Così se hai sete di verità puoi chiamarli direttamente per chiederglielo.

    Oppure puoi andare all’università di Monaco o quella di Darmstadt per prendere informazioni.

    Il fatto che i russi gli possano stare sulle palle, ne tanto meno che sono arabi, non vuol dire che abbiano inventato il tutto. Ci sono nomi  e cognomi e anche l’università!! Pure un libro.

     

     

    • 89.1
      Alex69

      Ho letto l’articolo in polacco con molta attenzione. L’articolo non dice: e’ successo questo perché lo riportano due esperti tedeschi. A due mesi di distanza ancora non si sa cos’è successo, le scatole nere ce le hanno i russi e non ce le danno (… se fosse successo in Italia i giudici italiani non avrebbero dato le scatole nere alla Polonia; che significherebbe allora? due pesi e due misure perché si tratta di Russia). E poi nella seconda parte, la più lunga dell’articolo, il giornalista dice che c’è una tesi di due esperti tedeschi, uno dei quali compara senza dati quello che è successo in Africa con quello che è successo in Russia. Insomma, una cosa è dire: ABBIAMO LE PROVE, E’ SUCCESSO. Un’altra è supporre. Di teorie ce ne possono essere tante ma sono tutte supposizioni. Poi tu m’insegni che le teorie vanno dimostrate. E qui non c’è alcuna dimostrazione, ma solo un’altra ipotesi in ballo.

    • 89.2
      Cool

      Si, a due mesi di distanza ancora non si sa cos’è successo, giustissimo.

      A parte i punti di vista personali che differiscono, come hai scritto non c’è ancora una versione che colleghi tutti i fatti.

      http://www.thenews.pl/national/artykul134301_smolensk-controller-gives-differing-statements.html

      Viktor Anatolevich Ryzhenko, assistente al controllo di volo all’aeroporto nord di smolensk ha dato nello stesso giorno due versioni diverse dei fatti.

      Queste cose mi ricordano paperissima, quando ti fanno vedere errori assurdi nel montaggio dei film; tipo alla macchina si staccano 5 borchie, oppure in una scena uno ha gli occhiali, che scompaiono e riappaiono in un nano secondo.

      Registi e compagnia,  che hanno il tempo di ricontrollare le scene dei film fanno lo stesso questi errori, e neanche così tanto raramente.

      Figuriamoci, se ipoteticamente avessero montato la storia del finto incidente a smolensk, le magagne vengono fuori come e più dei film.

       

       

    • 89.3
      Cool

      http://www.pluszaczek.com/tag/rafal-gawronski/

       

      al link qua sopra, il sito è in polacco, ma con il traduttore si capisce, raccontano di quello che stanno facendo ultimamente per insabbiare la verità.

       

    • 89.4
      Cool

      le magagne stanno venendo fuori infatti…

      contemporaneamente non salta fuori una versione ufficiale…

       

  • 88
    Cool

    http://derhonigmannsagt.wordpress.com/2010/05/30/katyn-2-leading-german-aviation-experts-it-was-an-act-of-terrorism-engl/

     

    Un altro aricolo su smolensk.

    Come dice in inglese il titolo, 2 grossi esperti tedeschi dell’ aviazione  affermano che è stato un atto di terrorismo  a provocare l’incidente.

     

    Riporta anche che quando è caduto in Sudafrica l’aereo del presidente del Mozambico nel 1986, la Russia,  che era sua alleata, guardacaso protestò, in un incidente che è la fotocopia di quello di smolensk.

    Le indagini furono fatte allo stesso modo di smolensk, e la Russia ha protestato giustamente sul modo in cui furono eseguite.

    Anni dopo (2003) un agente segreto sudafricano Hans Lowe, ammise che l’aereo era stato fatto cadere appositamente, falsificando il segnale del satellite.

    La storia ahimè si ripete.

     

  • 87
    Cool

    Questa è una prova

    e spiega anche come li in russia sia stato facile cancellare dalle scatole nere le prove della manomissione, visto che l’aereo è roba fatta in russia.

    Leggetela tutta anche per evitare figure di me..a nel controbattare,come già è successo poi.

    Gli esperti della navigazione satellitare: é stato un’attentato

    Czytane 36 razy Brak komentarzy Publikacja w serwisie: 20 May 2010
    Ocen artykul:

     

    L’informazione, che Tu-154 praticamente fino all’ultimo momento si acingeva ad atterrare con l’autopilota in funzione conferma al 100 per 100 la tesi, che l’equipaggio é stato trato in inganno con l’uso di cosidetto meaconing sostengono Marek Strassenburg Kleciak, perito nel campo dei sistemi della navigazione tridimensionale e Hans Dodel, esperto dei sistemi della navigazione  e della guerra elettronica, l’autore del libro Satellitennavigation.

    Dalla relazione della Commissione Interstatale Aeronautica si deduce (lo notó la TVN 24), che l’aereo del presidente si accingeva ad atterrare sull’autopilota in funzione, che controllava l’altezza, la spinta, come pure la direzione dell’aereo governativo. L’autopilota smise di lavorare 5,4 secondi prima dell’impatto con il primo ostacolo. É un’informazione assai importante. L’autopilota é un aparecchiatura che serve a pilotare automaticamente l’aereo. A questo scopo apparechio raccoglie le informazioni dal GPS e dalle altre indicazioni dei sistemi di bordo. Aggiungiamo, che lo si spegne con una sola mossa di mano, cioé in un secondo si puó – se necessario – passare al pilotaggio manuale. L’ultima tappa prima di atterraggio con l’autopilota acceso comprende il sorvolare attraverso i waypoints, cioé posti che si trovano molti vicino a sé i punti do controllo: 10 km prima dell’inizio della pista (altezza 500m, 8km/400m, 6km/300m, 4km/200m, 2km/100m – questa ultima tappa é cosidetto punto di decisione e l’altezza di decisione: se il pilota non vede quí la pista, allora non deve assolutamente atterrare e dirigersi verso un’altro aeroporto. Invece l’equipaggio dell’aereo polacco (nelle condizioni atmosferiche molto difficili) spense l’autopilota soltanto 5 secondi prima della catastrofe, nonostante che – come giá abbiamo segnalato – lo si puó fare nel giro di un secondo.

    Il giornale Fakt, rifacendosi ad un procuratore russo, che sentiva i colloqui nello cokpit, scrisse qualche giorno fa, che qualche secondo prima della tragedia i piloti – finora calmi – si misero a gruidare” Dammi il socondo.. nella seconda! Doveva essere semplicemente il primo momento, nel quale l’equipaggio si rese conto, che si trova nel posto errato e sull’altezza pure errata – propabilmente in questo momento attraversarono l’antenna NDB, che si trovava i quel luogo.

    Perché i piloti scendevano per atterrare con l’autopilota in funzione e soltatno pochi metri sulla terra si resero conto, che l’aereo é talmente basso? La spegazione é una sola: l’autopilota si basava sulle inforazioni satellitari errate.

    É ovvio, che il 10 di aprile vicino a Smolensk la ricezione dei segnali GPS ea manomessa, il ché porto alla posizione errata dell’aereo nella posizione orrizontale. Il metodo piú semplice di eseguire un tale attacco é meaconing, che consiste nello registrare il segnale della satellite e sulla sua ritrasmissione (con un leggero spostamento nello spazone e nel tempo) sulla stessa frequenza d’onda, allo scopo di ingannare l’equpaggio dell’aereo. Nel caso del Tu-154, che si accingeva appunto ad atterrare, sarebbe suffciente anche una minima falsificazione dello segnale, per portare alla tragedia. Si puó pianificare meaconing con la precisione di 0,3m, mentre il segnale corretto puó essere disturbato dalla distanza anche di una decina di chilometri rspetto all’aereo. Nello stesso modo si puó anche disturbare l’altimetro radioelettrico. Se si aggiungesse laltezza falsa della pressione (I Russi non informarono finora, quale pressione hanno dato al comandante di Tupolev), allora l’equipaggio dell’aereo era – anche con una visibilitá molto piú migliore di quella, che allora c’é stata a Smolensk – senza alcuna possibilitá.

    Il terreno molto particolare prima del’aeroporto Smolensk –Sewiernyj – una vallata molto ampia – costituiva un’ulteriore garanzia di successo dell’attacco.

    Le indicazioni dell’altezza dallo GPS non erano esatte, ma dopo tutto sufficienti per mettere in funzione EGPWS (il sistema che informa i piloti della distanza dell’aereo dal suolo. Il sistemza si accende, quando l’aereo scende piú di 666m sulla superficie i piloti giustamente ignorarono l’allarme delo EDPWS (giacché la sua funzione é di allarmare della terra, che si avvicina e il sistema funziona cosí ogniqualvlta si atterra) e volavano oltre aspettandosi, che tra qualche tempo vedranno la pista. Il problema é, che EGWPS si basa anche sull’informazioni circa la posizione dell’aereo, provenienti dallo ricetrasmittore GPS e l’altezza dall’altmetro radioelettrico: Tu-154 si trovó molto in fretta 5 m sopra la terra. I piloti non erano in grado neache cercare a vista la pista… Ripetiamo ancora una volta: giacché aereo volava con l’autopilota funzionante, allora piloti credevano, che si trovano molto piú in alto e in un’altra posizione, rispetto ala posizione reale.

    Per i laci, dubitanti nelle tecniche dai film con James Bond: dal tempo degli attentati terroristici a New York contro Il World Trade Center, in quasi tutti i paesi del mondo si ricorre allo meaconing per la difesa degli obiettici di particolare importanza, come ad e. le centrali elettronucleari.

    Si puó provare l’attacco contro i sistemi di navigazione in base all’analsi delle scatole nere. Purtroppo, i registratori del volo sono di tipo magnetico e la rimozione delle tracce dello meaconing – in particolare per i servizi, che conoscono perfettamente la costruzione del Tu-154 e dei suoi sistemi – non é per niente un compito difficile. É sufficiente, che nessuno li disturbasse.

    http://smolensk-2010.pl/2010-05-20-gli-esperti-della-navigazione-satellitare-e-stato-un%E2%80%99attentato-2.html

    Fortunatamente mi sbagliavo quando pensavo che ci sarebbero voluti anni per sapere come era andata.

    Dediche particolari:

    Questo sopra è il link dal quale ho ricavato il tutto,è un link ad un sito polacco, sempre per accontentare ancora una volta chi diceva che in polonia non se ne parla; sono parole di esperti del campo, per accontentare chi diceva che non essendo esperto dell’argomento deve dedurre che è stato un incidente.

    Se siete onesti rettificate ciò che avete detto.

     

    • 87.1
      dl31

      Cool….

      evidentemente le prove ci sono !!!!!!

      il problema è che nessuno ne parlera mai !!!!!

      perche sai cosa significa dirlo nei tg una cosa del genere ??????

      bèh….significa ammettere i COMPLOTTI e quindi anche tutti i COMPLOTTISTI !!!!!

      comunque grazie sempre per i tuoi continui aggiornamenti !!!!!

    • 87.2
      Alex69

      Evidentemente questo sito è molto affidabile. Se leggi in alto a destra si chiama MINISTERO DELLA DISINFORMAZIONE e poi qualcosa tipo “per noi non è tutto la stessa cosa”. Io mi leggerei con molta attenzione la trascrizione dei piloti.

  • 86
    Alex69

    La massoneria come problema storiografico di Gian Mario c**zaniga
    Elenco delle abbreviazioni
    Elenco degli autori

    Parte prima. Massoneria e storia
    Gian Mario c**zaniga, Nascita della massoneria nell’Europa moderna
    1. La natura associativa
    2. Il mito di fondazione
    3. La pluralità dei riti
    4. Le origini mitiche
    5. Le origini storiche: la fondazione londinese
    6. La diffusione sul continente e nelle colonie
    7. La questione del segreto
    Parte seconda. Massoneria e “République des Lettres”
    Pierre-Yves Beaurepaire, Grand Tour, République des Lettres e reti massoniche: una cultura della mobilità nell’Europa dei Lumi
    1. L’invito al viaggio
    2. La corrispondenza massonica e le sue reti
    3. Cultura e gestione della mobilità massonica
    Francesca Fedi, Comunicazione letteraria e «generi massonici» nel Settecento italiano
    1. Termini cronologici
    2. Antiquari, collezionisti, accademici: le vie di diffusione della cultura massonica
    3. Topoi e utopie: l’Italia come meta massonica
    4. I letterati italiani alla scoperta della massoneria
    5. La letteratura massonica in lingua italiana: i confini della questione
    6. Le edizioni massoniche: promotori, stampatori, dedicatari
    7. I «generi massonici»: forme classiche e progetti moderni
    Gerardo Tacchini, Massoneria e musica italiana nel Settecento europeo
    1. Mecenati e musicisti
    2. Precedenti transalpini
    3. L’età della dottrina
    4. L’età della politica
    5. Messa in sonno e risveglio
    Gian Mario c**zaniga, Giardini settecenteschi e massoneria: il giardino di memoria
    1. Giardino e paesaggio
    2. La villa Torri de’ Picenardi
    3. La villa Lomellini di Multedo
    4. La diffusione del giardino all’inglese nei paesi dell’Europa centro-orientale
    5. Tappeti, giardini e tappeti di loggia
    Parte terza. Massoneria e religioni
    José Antonio Ferrer Benimeli, Origini, motivazioni ed effetti della condanna vaticana
    1. Due date fondamentali
    2. Segreto e giuramento
    3. Protestanti e cattolici
    4. Clemente XII e le sue «ragioni»
    5. Il cardinal Firrao e la pena di morte
    6. Il Santo Uffizio indaga
    7. L’Inquisitore di Firenze
    8. Argomenti politici
    9. Il Granduca di Toscana
    10. Questioni di giurisdizione
    11. Un papa cieco e malato
    12. Gli Stati Pontifici
    13. Il processo Crudeli
    14. La seconda condanna papale
    15. Le misure adottate in Napoli
    16. Benedetto XIV protagonista
    17. Ancora ragioni politiche
    18. Plinio il Giovane e il «papa massone»
    19. Il circolo vizioso
    20. Il clero massone
    21. Panorama italiano
    22. La massoneria del XVIll secolo
    Daniele Menozzi, Cattolicesimo e massoneria nell’età della Rivoluzione francese
    1. L’adesione dei cattolici alla massoneria alla vigilia dell’89
    2. La Rivoluzione: prova della validità della condanna romana
    3. La contrastata elaborazione della tesi del complotto massonico
    4. L’assunzione della tesi della «cospirazione» nella nuova condanna pontificia
    Giovanni Miccoli, Leone XIII e la massoneria
    1. Quattro cardinali a consulto
    2. L’Humanum genus
    3. La risposta della massoneria
    4. Il concentrarsi della polemica antimassonica sulla situazione italiana
    5. Lo scandalo Taxil
    6. Le ultime condanne
    Francesca Sofia, Gli ebrei risorgimentali fra tradizione biblica, libera muratoria e nazione
    1. Il contesto
    2. Percorsi
    3. «S’ergeano ancora, come ai tempi antichi, Joachim e Boaz, le mistiche colonne»
    4. Attestare solennemente la verità senza subire rituali altrui
    Marco Novarino, Massoneria e protestantesimo
    Charles Porset, Cagliostro e la massoneria
    1. Vita
    2. Il panorama massonico
    3. Percorsi dove si parla di massoneria
    4. Episodi della vita massonica
    5. Conclusioni
    Gian Mario c**zaniga, Il complotto: metamorfosi di un mito
    Parte quarta. Insediamento e sviluppi della massoneria negli antichi Stati italiani
    Vincenzo Ferrone e Gerardo Tocchini, La massoneria nel Regno di Sardegna
    1. Gli albori: dalla Savoia a Torino e ritorno
    2. Torino: massoneria, Repubblica letteraria e nucleo accademico
    3. La provincia subalpina: militari e notabili prima e dopo il crollo dell’Antico Regime
    Giuseppe Giarrizzo, La massoneria lombarda dalle origini al periodo napoleonico
    Helmut Reinalter, La massoneria nel Tirolo
    1. Franz von Gumer e la massoneria a Bolzano
    2. Il conte Balsamo (Cagliostro) a Rovereto, Trento e Bolzano
    Piero Del Negro, La massoneria nella Repubblica di Venezia
    Calogero Farinella, Per una storia della massoneria nella Repubblica di Genova
    1. Premessa
    2. La Compagnia della «Felicità e de Fra’ Masson»
    3. 1762: il «disordine de’ Liberi Muratori»
    4. Adunanze «contrarie al sistema di questo Governo»
    5. «Vanno formando delle conventicole segrete»
    6. Nella Repubblica Ligure: «individui torbidi, e sospetti, vogliosi di cambiamento»
    Renato Pasta, Fermenti culturali e circoli massonici nella Toscana del Settecento
    1. Il quadro interno e internazionale
    2. Premesse e profilo della loggia fiorentina
    3. Il processo Crudeli e le sue conseguenze
    4. Sopravvivenze e continuità
    5. La Fratellanza a corte?
    6. Massoneria e scienze
    7. Prospettive future: gli anni Novanta
    Anna Maria Isastia, Massoneria e sette segrete nello Stato Pontificio
    1. Massoneria napoleonica
    2. La Restaurazione
    Anna Maria Rao, La massoneria nel Regno di Napoli
    Parte quinta. La massoneria italiana nel XIX secolo
    Gian Mario c**zaniga, Nascita del Grande Oriente d’Italia
    Gian Mario c**zaniga, Origini ed evoluzioni dei rituali carbonari italiani
    1. La carboneria italiana
    2. Epoche storiografiche
    3. Ancora sulle origini
    4. Modelli rituali
    5. Verso nuove stagioni storiografiche?
    Fulvio Conti, Massoneria e sfera pubblica nell’Italia liberale, 1859-1914
    1. La nascita del Grande Oriente Italiano
    2. Una nuova dimensione nazionale
    3. Sviluppo organizzativo e unificazione delle obbedienze
    4. Anticlericalismo e impegno sociale
    5. La «sinagoga di Satana»: antimassonismo e fronda interna negli anni di Lemmi e Nathan
    6. Massoneria e politica nell’Italia giolittiana
    Tullia Catalan, Le società segrete irredentiste e la massoneria italiana
    1. Massoneria e irredentismo nella storiografia italiana: stato dei lavori e prospettive di ricerca
    2. Generazioni di irredentisti a confronto
    3. Circoli segreti irredentisti in Italia: il caso del Circolo Garibaldi e i suoi rapporti con la massoneria
    Barbara De Poli, Il mito dell’Oriente e l’espansione massonica italiana nel Levante
    1. Miti, immaginari e incontri
    2. La massoneria italiana nel Levante
    3. L’Egitto
    4. La Turchia
    5. Alcune conclusioni
    Parte sesta. La massoneria italiana nel XX secolo
    Gerardo Padulo, Dall’interventismo al fascismo
    Santi Fedele, La Massoneria nell’esilio e nella clandestinità
    1. Dalle persecuzioni fasciste allo scioglimento
    2. La condizione dei massoni in Italia nella seconda metà degli anni Venti
    3. I massoni italiani esuli in Francia
    4. La Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo
    5. Giuseppe Leti e la Concentrazione antifascista
    6. La ricostituzione del Grande Oriente d’Italia in esilio
    7. Le logge all’estero
    8. Presenze liberomuratorie in Svizzera e negli Stati Uniti
    9. Collegamenti e gruppi clandestini
    10. Nella lotta antifascista: contro l’aggressione dell’Etiopia e per la Spagna repubblicana
    11. Dall’ Alleanza delle Massonerie perseguitate alla seconda guerra mondiale
    Ferdinando Cordova, Ricostituzione della massoneria italiana e riconoscimenti internazionali (1943-48)
    1. Il riconoscimento americano
    2. Massoneria e politica interna
    Fabio Martelli, La Massoneria italiana nel periodo repubblicano (1948-2005)
    1. Introduzione
    2. Una storia di scissioni e ricomposizioni
    3. Chiesa cattolica e massoneria. Storia di un dialogo sempre interrotto
    4. Massoneria e partiti politici
    5. Licio Gelli e la grande crisi degli anni Ottanta
    6. In guisa di conclusione
    Parte settima. La massoneria tra Ordine e Rito
    Antonio Panaino, Rito e ritualità nella tradizione massonica tra storia e antropologia
    Francesca Vigni, L’iniziazione femminile nella massoneria italiana
    Bibliografia tematica ragionata
    Indice dei nomi

    • 86.1

      …indubbiamente interessante, ma sempre di libri, si parla… vorrei parlare di cose reali, tangibili. Parlare di impegno personale, in prima persona, ad aiutare il prossimo e cercare di far sì che le storture ignobili del nostro sistema non ci portino oltre il punto di non ritorno, se non lo abbiamo giò passato…

      complottisti o non complottisti? e via in discussioni, prese di posizione… mai a fare un passo in avanti, e ascoltare quello che l’altro dice, valutarlo, provare a cercare per davvero la fattibilità di quel che sostiene… Un teorema è sempre valido, finchè non ne provi l’invalidità. Questo è alla base della scienza. Poi sta allo scienzato, impegnarsi a trovare le risposte…

      Se siamo su questo blog, e lo seguiamo e apprezziamo, qualcosa ci accomuna, indubbiamente. Quindi sforziamoci di non escludere a priori le idee degli altri: ci son 6 miliardi di verità, nell’era umana…

       

    • 86.2
      dl31

      porca miseria schumyno….sei veramente troppo forte !!!!!

      proprio ragioni bene e metti la pace con i tuoi ragionamenti sempre aperti…

      …caxo oh……. complimenti veramente !!!!

  • 85
    FitTizio

    Capisco, mi devo giocare il jolly.

    Lo ammetto. Sono un disinformatore. Ma non fraintendetemi. Io non sono pagato o asservito. La mia è una scelta. Per proteggere il prossimo. Sto cercando di salvare la vostra salute mentale.

    Non avete idea di quali poteri dispongano gli “illuminati”. Opporsi ai loro progetti può costare molto caro. Per avere un’idea di cosa essi possono farvi dovete comprendere la loro vera natura. Vi siete mai chiesti perché i loro progetti sembrano risalire alla notte dei tempi? Pensate forse che se li tramandino di generazione in generazione? Non è così. Essi non sono come noi, umani e mortali. Essi vivono tra noi, nel nostro spazio, ma hanno accesso a luoghi e cose che noi non siamo in grado di vedere e sentire. Mi spiego. Noi viviamo in uno spazio che ci appare tridimensionale: sappiamo che esistono larghezza, profondità e altezza. Tre dimensioni spaziali. Un foglio di carta invece ha solo due dimensioni: larghezza e profondità. Un essere bidimensionale, se esistesse, non potrebbe uscire dal suo mondo a due dimensioni e non potrebbe guardare in alto. Se lui vivesse nel foglio di carta e noi appoggiassimo un dito sul foglio improvvisamente lui vedrebbe una parte di noi. Una fetta. Ma non sarebbe mai in grado di capire come siamo fatti davvero. Se appoggiassimo il pollice oppure l’indice creeremmo due differenti “immagini” di noi all’essere bidimensionale. Lui penserebbe di trovarsi di fronte cose o esseri diversi. Immaginate adesso la seguente cosa. Dall’alto, dimensione inaccessibile all’essere bidimensionale, noi possiamo vederlo interamente. Ogni singola particella dell’essere bidimensionale ci è accessibile. Anche quelle che lui ritiene “interne” ed immagina che siano protette dalla sua “frontiera”, dalla sua pelle, la sua parte esterna.

    Forse cominciate ad intuire quello che sto per dirvi. Lo so, è agghiacciante.

    Gli illuminati sono in realtà esseri che hanno qualche dimensione in più delle nostre tre. Sono in grado di spostare i collegamenti dei neuroni del vostro cervello utilizzando le dimensioni a noi inaccessibili. Possono convincervi di qualunque cosa. Possono farvi dimenticare qualunque cosa. Possono rendervi pazzi. Non hanno un reale bisogno di uccidere, anche se la loro crudeltà è rinomata.

    Nessuno sa il perché di tante loro azioni. Del perché abbiano fatto trapelare alcuni dei loro piani. Io credo che lo facciano per divertimento. Pensandoci bene mi sembra proprio un gioco. Come il risiko. Noi siamo le loro armate, i loro carrarmatini. Ma lo scopo del mortale gioco quale sarà?

    • 85.1
      dl31

      e ti dico di piu…..

      se lucifero comincerebbe a ragionare e si pentirebbe dentro di se ….si potrebbe ricominciare a vivere tutti quanti appassionatamente insieme felici e contenti navigando da una dimensione all’altra tranquillamente e a vivere serenamente !!!!!!

      ne sono piu che convinto !!!!!!

      si starebbe tutti da DIO !!!!!!!

    • 85.2
      Alex69

       

      Uso del CONGIUNTIVO nelle subordinate ipotetiche

      La proposizione ipotetica è spesso introdotta da congiunzioni come qualora, caso mai, nel caso che. I costrutti ottenuti con queste congiunzioni prevedono l’uso del congiuntivo presente nel caso di una possibilità più concreta, mentre l’imperfetto sta ad indicare una possibilità più remota:

      • Caso mai l’auto sia davvero guasta, non rinunceremo per questo alle nostre vacanze
      • Nel caso che suonasse qualcuno, non aprite la porta a nessuno

      Un discorso a parte merita l’uso del congiuntivo imperfetto nel periodo ipotetico introdotto da se. In questo caso, il congiuntivo imperfetto ha la funzione di esprimere l’irrealtà nel presente, mentre il congiuntivo trapassato indica l’irrealtà nel passato:

      • Se fossi ricco, non starei qui
      • Se fossi nato ricco, sarei venuto via di qui.


    • 85.3
      dl31

      oh….grazie professore …grazie tante !!!!!!!

      mi io come dicevo prima amo il libero arbitrio le liberta di concetti ed emozioni…

      ….odio in particolare stare dentro delle regole troppo ristrette….troppo precise come lo sono soprattutto quelle della grammatica italiana !!!!!

      chissa quanto doveva essere tremendo l’aramaico che era cosi naturale e crudele…vero prof !!!!

      lo purificaron un pochino rendendolo in latino, ma poi dal greco al volgare il passo è stato breve…me pare !!!!!

      comunque non mi piace l’italiano….preferisco 100.000 volte il siciliano….che tu sai bene è vero e proprio latino….l’impostazione dei verbi proprio e simile il latino !!!!!!

    • 85.4
      dl31

      quanto mi stai piacendo !!!!!!!!!

      FitTizio !!!!!!!

      6 proprio un fittizio fittizio fittizio !!!!!!

      comunque ritornando al tuo tema…..lo capisci che cosa siamo capaci di fare noi uomini ??????

      per questo vi dico riscoprite DIO…e non semplicemente quello della chiesa (istituzione chiesa) ma quello che ha veramente creato tutto…..ho parlato di veda buddhismo e induismo prima……li ci sono scritti tutti i poteri dell’uomo se li porta alla massima potenza !!!!!!

      purtroppo l’uomo e stato da sempre indifeso contro l’ignoranza ed aveva bisogno della guida alla luce (lucifero), ma questa guida si ribello…….addirittura dichiaro guerra a DIO dicendogli che lui gli dimostrera che l’uomo fara quel che vorra lui e non quel che sarebbe giusto fare come desiderava DIO…

      DIO ovviamente volle vedere se la sua creazione sara veramente perfetta come vorrebbe, anzi di piu…..e quindi lascia fare il libero arbitrio….

      ovviamente pero in mezzo ci sono tutte le varie anime o energie o frequenze o anche ricordi ed azioni se vuoi, che restano e navigano nell’aria ed influiscono sulla nostra vita…..

      per questo dico collegatevi al divino spirito della coscenza attiva….seguiamo di piu le intuizioni le emozioni pero sapendo che c’è un DIO una forza piu forte in assoluto che ci ha creati e che sta sperando che la sua creazione sia come lui l’aveva immaginata, sognata mentra la realizzava !!!!!!

    • 85.5
      Alex69

      Milan Kundera
      L’ignoranza

      “La stessa nozione di patria, nel senso nobile e sentimentale del termine, è infatti legata alla relativa fugacità della nostra vita, che ci mette a disposizione troppo poco tempo perché possiamo affezionarci a un altro paese, ad altri paesi, ad altre lingue.”

      Che cos’è la patria dopo vent’anni di separazione? Che cosa significa la memoria e come può essere condivisa? Su questi temi si costruisce la storia dell’ultimo romanzo di Kundera, L’ignoranza. Nelle vicende di una donna e di un uomo che, dopo aver vissuto per oltre vent’anni lontani da Praga in esilio volontario e con storie tra loro lontane, avendo in comune solo un dimenticato amore adolescenziale conclusosi burrascosamente, ritornano, nella terra d’origine e, casualmente, si rincontrano.
      La donna, Irena, ha vissuto a Parigi, fuggita dalla madrepatria col marito perché questo si sentiva minacciato (la scelta quindi dell’esilio non era stata sua, ma solo accettata o subita), rimasta vedova e poi legatasi a un altro uomo, decide, su pressioni esterne e non per autentica esigenza, di tornare a Praga, alla caduta del regime comunista.
      L’uomo, Josef, fa il veterinario e anche per lui sono stati più di venti gli anni di soggiorno lontano dalla patria. La sua nuova vita si è svolta in Danimarca, lì ha amato una donna, si è sposato, è rimasto vedovo. Poco prima della morte, la moglie (il comunismo era crollato in tutti i paesi dell’Est) lo aveva sollecitato a tornare; sarebbe andata con lui, avrebbe visto per la prima volta quel mondo conosciuto da lei solo attraverso le parole del marito, avrebbero condiviso nuovi ricordi, ma questo progetto si era spezzato contro la realtà della morte. Josef però aveva deciso di rispettare ugualmente questo suo ultimo desiderio, sarebbe stato come condividere ancora qualcosa con lei. Prendere l’aereo, viaggiare, soprattutto tornare, significa ripercorrere nella mente nomi, volti e luoghi del passato: non c’è felicità in tutto ciò, solo imbarazzo. E “l’ignoranza” delle trasformazioni che sono avvenute in tanti anni negli amici, nei rapporti, nelle vite di tutti rendono difficile ogni incontro.
      Il patrimonio di ricordi di vent’anni si racchiude in pochi momenti di vita, ognuno (dice Kundera) ricorda solo attimi significativi del proprio vissuto: di una intera storia d’amore possono restare solo alcuni attimi, poche immagini, qualche parola. E anche dell’infanzia e dell’adolescenza ciò che dura nella memoria non è uguale per tutti, dipende dal peso che a certi episodi soggettivamente si è dato. Così anche la fama degli uomini può svanire, ma questo non dipende solo dall’ordine di grandezza della personalità in questione, quanto dall’intelligenza, dalla sensibilità dei posteri.
      I due protagonisti (maggiore attenzione è forse data dall’autore alla donna) si incontrano casualmente: Irena riconosce subito nell’uomo il ragazzo per amore del quale aveva desiderato la morte; Josef sta al gioco ma non sa (e non saprà mai) chi sia quella donna. L’incontro è di pochi minuti, ma qualcosa li accomuna, li unisce, così fissano un successivo appuntamento. Entrambi avevano, dentro di sé, paragonato la loro vicenda a quella di Ulisse. Aveva davvero desiderato il ritorno a Itaca? O anche per lui il lungo nóstos aveva rappresentato una necessità morale? E Penelope, ritrovandolo, lo avrà davvero amato di nuovo?
      Gli amici, gli altri, non riescono (se si esclude N., l’amico di Josef) a porre le domande giuste o ad avere un autentico interesse per le esperienze successive all’allontanamento dalla patria, vissute in luoghi lontani e ignoti.
      Il forte senso di estraneità, la sensazione di avere altrove la propria dimensione più vera svanisce in Irena quando incontra, all’appuntamento prefissato, Josef: un’intesa immediata, una sintonia rara, il desiderio che si accende e infine l’amore, intenso, inebriante, dimentico delle mille barriere erette nel tempo. Anche l’uomo è sereno, rivive emozioni e sensazioni che credeva spente da sempre: ma c’è una sostanziale distanza tra i due, lui ignora chi sia la donna con cui sta vivendo quel momento prodigioso, mentre lei si illude di un insperato recupero del passato. Quando l’equivoco viene alla luce, il prodigio si spezza, ritorna la sofferenza e la fatica e non resta che tornare a quella che forse è la vera “patria”, quella che è il presente e con cui è più facile confrontarsi, oppure accettare gli affetti noti, la propria conosciuta realtà.
      Come sempre in Kundera, i momenti di riflessione si intrecciano con le vicende: un po’ di filosofia, qualche idea illuminante, molta capacità di collegare il particolare al generale. La lettura così dà al lettore la sensazione di un’esperienza arricchente, di un impegno intellettuale anche laddove il messaggio non sia del tutto originale o particolarmente profondo. La brillante scrittura dell’autore ceco favorisce una lettura rapida e partecipe del libro, e permette sia di avere uno strumento in più di comprensione del nuovo mondo emerso dalla società dei Paesi dell’Est a conclusione dell’esperienza socialista, sia di fermarsi a riflettere su che cosa possa significare per ognuno passato, patria, bisogni e speranze.

  • 84

    …………..ecco l’esempio per cui a mio avviso il sistema scolastico DEVE cambiare……….. e li prende come riferimento!! L’unico “popolo” (accozzaglia di popoli) senza una cultura propria, senza origini, che ha basato il proprio benessere sullo sfruttamento e sull’abuso… coloro che stanno bombardando mezzo mondo e comandando l’altra metà… Certo che citi sicuramente informazioni vere!!! e intanto la realtà, fuori dalla finestra, lontano dal tuo pc e dai tuoi libri, narra una storia tutta diversa….. mah!

    Dai, per me bastano 280 posts… ci rivediamo al prossimo complotto, sicuro…… ah, per la tua cultura: viviamo in un mondo in cui, dagli anni ’80, in un quartiere di Milano ci son delle famiglie che vivono in case dell’Aler (case convenzionate) fatte di amianto… da allora, su 150 famiglie, ci sono stati 40 lutti per cancro. E ancora oggi non hanno bonificato nulla, mentre la gente continua a morire. io gli effetti del complottismo li vedo sulla pelle (morta) della gente… tu continua a leggere Hansel e Gretel……. (p.s.: presto faremo una nuova intervista agli inquilini di quelle case… stay tuned on the web….)

  • 83
    Alex69

    Sto imparando cose da te. Ti ringrazio. Da te apprendo che fenici, arabi ed ebrei sono semiti. Ti ringrazio di esistere DL31. Poi quando avrai tempo rileggiti tutto quello che ho scritto, almeno una decina di volte, e alla fine capirai di essere un c*****ne.

    Indipendentemente dal fatto che i cartaginesi siano fenici, il che non è mai stato messo in dubbo, questo non presuppone affatto che i fenici fossero ebrei. Come gli italiani non sono francesi, anche se entrambe sono popolazioni che parlano una lingua romanza. O che gli ungheresi siano finlandesi visto che parlano entrambi una lingua ugro-finnica. O che i russi siano polacchi, visto che entrambi parlano una lingua slava. Dunque tua madre potrebbe essere di origini puniche (o forse volevi dire tunisine, cioè arabe – cambia poco).

    Rimane il fatto che:

    1) hai un cognome ebraico ma non sei ebreo, perché tua madre non è ebrea (almeno in base alla legge in vigore in Israele)

    2) vuoi controbattere qualsiasi cosa dico senza addurre alcun dato reale, e sparando c**zate a profusione

    3) non sei capace di ascoltare (o meglio leggere) in silenzio e riflettere e preferisci crogiolarti nel fango dell’ignoranza (un po’ come i maiali del vangelo di Luca prima di buttarsi dalla rupe).

    Per questo ti chiamerò DLegione31. Non fare sforzi per capire. Goditi la vita senza pensare, ci fai più bella figura.

    • 83.1
      FitTizio

      “Per questo ti chiamerò DLegione31”

      Questa m’è piaciuta!

    • 83.2
      FitTizio

      “per cui gli ebrei ti conviene riconoscerli dal sangue…dalla loro stirpe…dal loro DNA…”

      Pensi che ci sia molta differenza tra il dna di un ebreo come lo intendi tu e quello di un cinese ad esempio? Molta più di quella che troveresti tra due ebrei (come li intendi tu) presi a caso?

      Prima di sparare una min***ata a caso, hai idea di quanta differenza ci sia tra il dna di un uomo preso a caso e quello di uno scimpanzè?

      Fattene una ragione, siamo molto più simili di quanto tu potessi immaginare e il dna c’entra molto poco nelle differenze culturali. E certamente l’infinitesimale differenza tra il dna delle varie persone non giustifica la divisione in ebrei buoni e cattivi come l’hai sparata tu.

    • 83.3
      dl31

      oh…alex69….proprio non sai comunicare senza insultare meschinamente i tuoi interlocutori !!!!!

      ma fai proprio pena !!!!!

      IL RESTO DEL COMMENTO E’ STATO RIMOSSO PERCHE’ CONTRAVVIENE ALLE NORME DELLA COMMUNITY

    • 83.4
      dl31

      eheheheheheh !!!!

      io sono tutto peloso !!!!!

      forse sono qualche gorilla !!!!

  • 82
    schumyno

    Non ci credo!!! Siete ancora tutti qui su questo video!!!

    c’avete proprio un ciuffolo da fare… allora, ne sparo giusto un paio, poi torno a lavorare…   avete menzionato la Bibbia… bene, perfetto, fantastico. Un bellissimo libro che un essere umano ha scritto. Potrei scriverla anche io, una Bibbia. E siccome mi ritengo figlio di Dio, in quanto generato dalla stessa energia dell’Universo, vi prego, cominciate pure a venerarmi… e a applicare tutto quello che scriverò nella mia bibbia… e stessa cosa vale per i km post con l’elenco delle biografie… fantastico… state dicendo che, solo perchè in tanti hanno scritto su un argomento, allora quel che c’è scritto è la verità… applausi… non siete nè scienziati, nè ricercatori, allora… Dl31 a volte esagera e effettivamente anche lui cade nella trappola del gioco della contrapposizione: ma senza dubbio ha una mente più aperta rispetto a ingegnosi dottori… e questo l’ho detto fin dall’inizio: il nostro sistema scolastico, come richiesto dalla P2 (e da tutte le loggie massoniche mondiali), è stato mianto in modo da avere automi, convinti di sapere tutto, ma “ignoranti” di sapere solo quello che altri han voluto che loro sapessero… scioglilingua, eh?

    Intanto che voi litigate su ste mere caxxate (Sion,bibbie,genealogie: che poi è solo storia recente: parlatemi di come era il mondo prima del 2.500 A.C., allora sì che mi interesserei… e se non lo sapete, è da lì che è nata la contraffazione storica che giunge come una moda o uno sport, fino a oggi……) vi faccio un riassuntino della situazione, ok?

    Senza parlare delle torri gemelle, e del tupolev, vi ricordo che i vostri padroni al momento stanno continuando a buttare petrolio dalla piattaforma BP, che hanno scoperto un’altra perdita da un’altra piattaforma, stavolta nello splendido Mar Rosso (tutti a Hurgada o sharm, quest’estate!! così sì, che torni nero!!!)… poi ci sono le 220 navi, accertate, affondate nei nostri mari, con a bordo rifiuti tossici di ogni qualità, dai nucleari ai soli nocivi… vediamo, e poi? parliamo della diossina rinvenuta persino nella frutta e ortaggi? 1 o 2 per cento dei casi, mi pare.. o del latte trasformato in polvere e poi “ricostituito” che vi bevete/mangiate? o parliamo del parco sud di milano, dove ligresti ha comprato tutte le vecche cascine in disuso, in attesa di vendere il tutto appena cambia il piano regolatore? o la terra delle bonifiche di ex aree industriali, gettata sotto le nostre strade, sotto i nostri palazzi, sotto i nostri campi? O vogliamo parlare della S.Rita? o dei tumori, dove le cure arrivano a costar(ci) fino a 9.000 euro al mese, mentre le farmaceutiche pompano profitti? e la bufala del vaccino h1n1?

    Vi stanno pigliando per il c**o ovunque e su qualunque cosa, e voi state a scrivere 300 posts sul “sono veri o no i protocolli di sion”??? veri o no, oggi, per un motivo o per un altro, si sono avverati. Se sia nato prima l’uovo o la gallina, chi se ne frega, oggi li abbiamo entrambi. E se gli eserciti stanno sterminando popoli interi per quattrini, non venitermi a dire che l’incidente polacco non può esser altro che un mero incidente… uno scienziato non parlerà mai di coincidenze… io non sono uno scienziato, ma ne condivido il pensiero. Nessuna coincidenza: causa, ed effetto.

    E adesso pensate su quale spiaggia portare i vs figli quest’estate…. se siete fortunati, non uscirà dall’acqua con piaghe e pustule…. anzi, andate a cercare il sito di Lannes, forse ha pubblicato la mappa degli affondamenti… (http://www.Terranostra) e vi sarà più facile tenervene lontani…

    buon bagno a tutti!!!

  • 81
    Cool

    Che ne pensate della batosta di komorowski alle elezioni?

    Uno dei fattori non è magari proprio la mancanza di trasparenza e spiegazioni logiche all’incidente di smolensk?

    solo il 41,2% di voti.

    kaczynski  36,7%

    un  parito di sinistra  al 13,7

     

  • 80
    Cool

    Le votazioni in polonia confermano una volta per tutte come ai polacchi non siano piaciute le giustificazioni fittizie e improbabili (senza una versione ufficiale) riguardo l’incidente a smolensk.

    Le bugie hanno le gambe corte.Speriamo solo non ci vorranno troppi anni per sapere cosa è successo.

     

    • 80.1
      FitTizio

      P.S. Berlusconiano nel senso che ragioni come Berlusconi quando dice che avendo vinto le elezioni ha il diritto di fare il ca**o che gli pare perché la gente è con lui.

    • 80.2
      Cool

      Fugerò subito il tuo sospetto fittizio,

      quello che dice berlusca non c’entra una pippa con la realtà,

      la verità è che la sinistra in italia non esiste, e uno al nulla preferisce un imprenditore che si improvvisa politico.

      Le elezioni non dicono certo come stanno le cose, ma di sicuro dicono quello che pensa la gente, soprattutto se si confrontano i dati del momento con i dati del recente passato.

      Non la prendete come offesa quell’affermazione sulla sinistra, ma se ci pensate, è solo così che berlusca poteva avere tutti questi consensi.

    • 80.3
      FitTizio

      Non vorrai mica dire che dalle elezioni si capisce davvero come stanno le cose e cosa pensa la gente? Mi viene l’orrendo sospetto che sei Berlusconiano.

  • 79
    Mordechai

    il post di Messora è interessante e fa ragionare, anche se non sono d’accordo. Alcuni discorsi letti sono interessanti, non capisco questa lunga polemica finale. Ho dato un’occhiata un po’ ovunque e mi pare che a volte ci siano delle idee piuttosto confuse e una certa ignoranza arrogante. Sono nuovo di questo blog, spero che non sia tutto così.

    • 79.1
      dl31

      il video del post di Messora lo hai guardato ????

      bèh…..i commenti sono tutti inerenti a quel video, oltre che per l’articolo !!!!!

      ci sono troll, disinformatori ecc..ecc..ecc.. !!!!

      tu cosa volevi vedere ????

  • 78
    Alex69

    Questo è quello che scrivono i polacchi, dai giornali con le palle:

     

    da http://wiadomosci.gazeta.pl/Wiadomosci/1,80273,8078307,Wniosek_Rosjan__polscy_sledczy_musza_przesluchac_bliskich.html

     

     

    Co najmniej 100 osób bÄ™dÄ… musieli przesÅ‚uchać polscy prokuratorzy, realizujÄ…c wniosek o pomoc prawnÄ… rosyjskich Å›ledczych badajÄ…cych przyczyny katastrofy 10 kwietnia – informuje RMF FM. Chodzi o rodziny i najbliższych ofiar katastrofy.

    SkÄ…d taki pomysÅ‚? Wymaga tego rosyjska procedura karna zgodnie, z którÄ… dopiero po przesÅ‚uchaniu poszczególnych osób zapada decyzja o nadaniu statusu pokrzywdzonego. Jak podaÅ‚o RMF FM, na razie nie ma jeszcze decyzji polskiej prokuratury, ile osób może być przesÅ‚uchanych. Trzeba siÄ™ jednak liczyć z wezwaniem co najmniej jednej osoby z krÄ™gu najbliższych każdej ofiary katastrofy pod SmoleÅ„skiem.

    Rosyjscy prokuratorzy, którzy prowadzÄ… wÅ‚asne Å›ledztwo w sprawie polskiego Tu-154, wnioskowali też m.in. o przesÅ‚uchanie osób, które w Polsce odpowiadaÅ‚y za organizacjÄ™ prezydenckiej wizyty oraz przygotowywaÅ‚y samolot do feralnego lotu.

     

     

    Ecco gli altri giornali:

    http://www.gazetapolska.pl/

    http://www.zw.com.pl/temat/1.html

    http://www.se.pl/

    http://www.rzeczpospolita.pl/

    ecc ecc

    • 78.1
      Cool

      Beh, si, allora riguardo il giornalismo con le palle che dici tu, usiamo le stesso criterio, e citiamo per l’Italia il TG1.

      Magari (ipotizzo) le testate che citi hanno un sistema simile al TG1. Informazione “leggermente” filtrata e modificata.

      Chi ci guardadall’estero pensa (se non fa un’analisi accurata) che noi tutti ci beviamo Scodinzolini.

      Ho messo link a siti, blog e giornali più disparati, non mi interessa la portata del giornale, mi basta che dia una notizia attendibile e coerente con i fatti, faccia nomi e cognomi, a differenza delle indagini in russia su smolensk che contengono tante parole e pochi fatti e pochi nomi, e non c’è una versione logica della cosa li dentro(infatti manca la versione ufficiale).

    • 78.2
      Cool

      Beh, si, allora riguardo il giornalismo con le palle, citiamo per l’Italia il TG1. Magari (ipotizzo) le testate che citi hanno un sistema simile al TG1. Informazione "leggermente" filtrata e modificata.

      Chi ci guardadall’estero pensa (se non fa un’analisi accurata) che noi tutti ci beviamo Scodinzolini.

      Ho messo link a siti, blog e giornali più disparati, non mi interessa la portata del giornale, mi basta che dia una notizia attendibile e coerente con i fatti, faccia nomi e cognomi, a differenza delle indagini in russia su smolensk che contengono tante parole e pochi fatti e pochi nomi, e non c’è una versione logica della cosa li dentro(infatti manca la versione ufficiale).

    • 78.3
      Cool

      Beh, si, allora riguardo il giornalismo con le palle, citiamo per l’Italia il TG1. Magari (ipotizzo) le testate che citi hanno un sistema simile al TG1. Informazione "leggermente" filtrata e modificata.

      Chi ci guardadall’estero pensa (se non fa un’analisi accurata) che noi tutti ci beviamo Scodinzolini.

      Ho messo link a siti, blog e giornali più disparati, non mi interessa la portata del giornale, mi basta che dia una notizia attendibile e coerente con i fatti, faccia nomi e cognomi, a differenza delle indagini in russia su smolensk che contengono tante parole e pochi fatti e pochi nomi, e non c’è una versione logica della cosa li dentro(infatti manca la versione ufficiale).

  • 77
    dl31

    vorrei capire tanto perchè gli atei credono e citano la bibbia ???????

    mi sembra una tale contraddizione !!!!!

  • 76
    Cool

    Ho trovato cose interessanti a questo link


    http://www.theflucase.com/index.php?option=com_content&view=article&id=3630%3Arelease-of-smolensk-plane-crash-transcript-fuels-speculation&catid=41%3Ahighlighted-news&Itemid=105&lang=en

    è in inglese, dice, confermato poi da come sono andate le votazioni, che secondo un sondaggio il 64% dei polacchi pensa che sia stato un assassinio e non un incidente, ora i sondaggi sono sempre sondaggi,ma il64% ècomunque tanto anche con un bel margine di errore.

    Dice anche che tusk e clich hanno detto a poche ore dall’incidente che era un errore del pilota, cosa poi , aggiungo io,continuata in modo ignobile da molti giornali.


    Che fretta c’era di inventarsi una versione prima delle analisi, che a tutt’oggi non rispondono alla domanda?

    E’ uguale all’ 11/9 , nemmeno il tempo di fare l’attentato e  già si sapeva chi era stato……

    Assolutamente scorretto  verso il pilota , e  pure verso kaczynski , che è stato additato come il colpevole dell’incidente senza lo straccio di un indizio.

    E’ fuori dal mondo chi crede ad una versione del genere, è un credulone,

    non capisce che queste sono tattiche facilmente smascherabili, attuate per dare un imprinting alle cose, in modo tale che la gente che non pensa, creda che le illazioni inventate siano la verità!


    MAc**zOSVEGLIA!!!!!!!!!!!!!!!!!

    SENNO’PEGGIOPERVOI!!!!!!!!!!!!!!

     

    schumyno,Mi interessa quella cosa delle navi affondate, dove si può trovare una mappa?


  • 75
    Alex69
    Bible fanatics continue to shamefully write to me on the Phoenicians being the “cursed”completelyunfounded. The term Semites is applied to a group of people who inhabited the Levant and spoke similar languages but were not necessarily of the same or identical ethnic origin — Arabs, Israelis, Phoenicians, Arameans, Syriac …etc. The expression is derived from the mythical Biblical “table” of nations & the descendants of the fictional character Noah and his sons, Shem, Ham or Japheth. The term Semite does not have any historical origin. It came into use at the end of the 18th century* & thereafter became a standard technical term. Like many other common mistakes — such as lumping all the peoples of the Middle East into one pan-Arab group — the term Semite was adopted & used without denoting true ethnicity. The same applies to Hamites & Japhethites.
    descendent of Shem using the Bible as supporting “evidence.” This claim is ________________
    * The term Semite was proposed at first for the languages related to the Hebrew by Ludwig Schlözer, in Eichhorn’s “Repertorium”, vol. VIII (Leipzig, 1781), p. 161. Through Eichhorn the name then came into general usage (cf. his “Einleitung in das Alte Testament” (Leipzig, 1787), I, p. 45. In his “Gesch. der neuen Sprachenkunde”, pt. I (Göttingen, 1807) it had already become a fixed technical term. The Catholic Encyclopedia, Volume XIII

    • 75.1
      Alex69

      A Rumor about the Jews: Reflections on Antisemitism and “The Protocols of the Learned Elders of Zion” by Stephen Eric Bronner A Rumor about the Jews: Reflections on Antisemitism and “The Protocols of the Learned Elders of Zion” Cover * Synopses & Reviews * Table of Contents * Comment on this title and you could win free books! * See more like this ISBN13: 9780312218041 ISBN10: 0312218044 Condition: Standard All Product Details Synopses & Reviews Publisher Comments: “The Protocols of the Elders of Zion” is among the most infamous documents of antisemitism. A forgery created in Russia by the czarist secret police and quickly translated into a host of languages, it portrayed Judaism as a worldwide conspiracy dedicated to the destruction of Christian civilization. The appearance of the Protocols sparked a number of bloody pogroms and it helped shape the thinking of right-wing movements worldwide from Hitler’s Nazis to contemporary antisemitic groups in Russia, the Middle East and the United States. A work of intellectual history, A Rumor About the Jews expresses the connection between antisemitism and the overarching political assault upon the enlightenment legacy taking the reader on a historical journey that provides a new and penetrating understanding of an insidious ideology and its broader implications. Synopsis: A professor of political science offers a look at the sensationalistic, antisemitic tract, “The Protocols of the Elders of Zion, ” its history, and its impact on the character of modern antisemitism. back to top Table of Contents Introduction * Antisemitism for Popular Consumption: Extracts from The Protocols of the Elders of Zion * The Text in Context: The Protocols and the Varieties of Antisemitism * The Tale of a Forgery: Inventing the Protocols * Spreading the News: The Protocols Triumphant * The Legacy of the Lie: The Protocols and the Future of Antisemitism Introduction * Antisemitism for Popular Consumption: Extracts from The Protocols of the Elders of Zion * The Text in Context: The Protocols and the Varieties of Antisemitism * The Tale of a Forgery: Inventing the Protocols * Spreading the News: The Protocols Triumphant * The Legacy of the Lie: The Protocols and the Future of Antisemitism —— GOLDEN CALF GOLDEN CALF (Heb. עֵגֶל מַסֵּכָה, Ex. 32:4; עֶגְלֵי זָהָב I Kings 12:28), the golden image made by Aaron at the behest of the Israelites and venerated near Mount Sinai (Ex. 32). Exodus 32 relates that the Israelites, anxious about Moses’ prolonged absence, demanded that *Aaron provide a god to lead them. Complying, Aaron collected the golden ornaments of the people and fashioned the gold into the shape of a calf or a small bull. The image was immediately hailed by the people as a representation of the God who had brought Israel out of Egypt. Aaron then built an altar, and on the following day sacrifices were offered and the people feasted and danced and played. Thereupon the Lord told Moses of the apostasy of the “stiffnecked people,” whom He proposed to destroy. Moses, however, interceded on behalf of the Israelites and persuaded the Lord to renounce His intended punishment. Carrying the Tablets of the Covenant down from Mt. Sinai, Moses saw the people dancing around the golden calf. In great anger Moses smashed the Tablets, melted down the image of the calf, pulverized the precious metal, and scattered the powdered gold over the available source of water, thus making the people drink it (verse 20); and there is doubtless a causal nexus between this and the plague that is reported in verse 35 (see Ordeal of *Jealousy). Exodus 32 relates that Moses then upbraided Aaron for having “brought great guilt” upon the people. The parallel account in Deut. 9:20 relates that but for Moses’ supplication on behalf of Aaron the Lord would have destroyed Aaron. Stern punishment was, however, meted out to the calf-worshipers, 3,000 of whom were slain by the *Levites who had responded to Moses’ call for volunteers. Henceforth the Levites were consecrated to the service of the Lord. Despite Moses’ prayer for divine forgiveness, the Lord threatened that on the day of His visitation punishment would overtake the people. Soon afterward a plague broke out among the Israelites (see above). In addition the Lord announced that He would no longer abide amid this “stiff-necked people.” The Israelites mourned the departure of the Divine presence and stripped themselves of their ornaments (Ex. 33:1–6). Critical View The extant text of Exodus 32 is according to certain Bible critics an expansion of a basic narrative into several strata by secondary additions; for another interpretation see Cassuto (Exodus, ad loc.). The critical view does not see the chapter as a literary unity on the basis of inconsistencies. Others, however, believe that Aaronic authorship (and divine sanction) of the practice of calf symbolism was claimed from the very beginning by Jeroboam I and the priesthoods of Bethel and Dan, and that the version in Exodus 32, in boldly “representing Aaron, the ancestor of Israel’s priestly caste, as a man of somewhat feeble character” (H.L. Ginsberg, in JBL, 80 (1961), 345) is motivated by a desire to discredit the practice which he instituted. Calf and Bull Symbolism The narrative of the golden calf cannot be understood without relating it to the erection of two golden calves in the temples of *Beth-El and *Dan by *Jeroboam I of Israel (I Kings 12:26ff.). Not only are the general features of the story similar in both accounts, but the explanatory formula in Exodus 32:4b, 8b – “These are your gods, O Israel, who brought you up out of the land of Egypt” – is virtually identical to the one in I Kings 12:28b. Scholars are divided on the question of the chronological relationship of the two accounts. The traditional view is that the Jeroboam incident is dependent on the Exodus story (see Cassuto, loc. cit.). Other scholars, however, hold the view that Exodus 32 presupposes I Kings 12. The bull had an important role in the art and religious texts of the ancient Near East. The storm-god *Hadad is frequently represented standing on a bull. Taking these facts into account it is generally assumed (after H. Th. Obbrick) that Jeroboam’s calves corresponded to the *cherubim of Solomon’s Temple, i.e., they were regarded as seats or pedestals upon which the Lord was thought to stand invisible to human eyes. M. Haran remarks that if Jeroboam’s calves were considered pedestals, then they were not meant to be an exact replica of cherubim connected with the *Ark of the Covenant because the Ark and its cherubim were kept in the publicly inaccessible Holy of Holies while the calves were placed in the courts of the Temple, where the people could see and kiss them (cf. Hos. 13:2). It is also possible that the calves were, from the beginning, meant to represent the Lord like the images in the sanctuaries of Micah and Dan (Judg. 17:4; 18:14, 15–31; cf. M. Haran, in B. Zvieli (ed.), Siḥot ba-Mikra, 1 (1968), 214; idem, in: Biblica, 50 (1969), 264). In any case Jeroboam’s initiative must have had some basis in an old tradition, otherwise he could not have succeeded in his enterprise. Jeroboam’s bulls, contrary to the Ark symbolism, were meant to be accessible to worshipers in the temples (cf. I Kings 12:27); and thus they developed from symbols of the Lord to fetishes in their own right (cf. e.g., II Kings 17:16; Hos. 8:5–6; 10:5; 13:2). In the Aggadah The rabbinic attitude toward the episode of the golden calf is guided by the need to explain how the Children of Israel could demand an idol so soon after hearing the Ten Commandments and giving liberally to the erection of the Sanctuary and how Aaron could agree to the construction of the calf and still not forfeit his future role as high priest. The initiative in demanding the idol is attributed by some rabbis to the mixed multitude who joined the Israelites at the time of the Exodus (Ex. 12:38). Forty thousand of them, accompanied by two Egyptian magicians, *Jannes and Mambres, came to Aaron and claimed that it already was the sixth hour of the 40th day since Moses had left, the hour which he previously had designated for his return. They claimed that since he had not yet appeared he would never come. Satan added to the state of helplessness of the people by showing them a vision of Moses’ bier which convinced them that he had died. Only then did they demand that Aaron produce a god for them (Shab. 89a; Tanh. B., Ex. 112–3). The error of the people consisted in including in their calculation the day of the ascent, whereas Moses had excluded it (Rashi, Shab. 89a). God was also blamed since He enslaved them in Egypt where they were exposed to the most idolatrous of ancient civilizations (Ex. R. 43:7) and for giving them an abundance of gold and silver when they left Egypt (Ber. 32a). *Hur, who is regarded as the son of Miriam and Caleb, attempted to dissuade the people from the sin and was put to death by them. Aaron feared that he would share the same fate (Lev. R. 10:3; Tanh. B., Ex. 112–3) and in accordance with his passion for the pursuit of peace (Avot 1:12; see *Aaron in the aggadah), felt it better to acquiesce than to permit the people to commit the unpardonable sin of slaying two leaders on the same day (Sanh. 7a). Hoping to gain time, he ordered them to bring the golden ornaments of their wives, relying on their known piety to refuse. The men thereupon donated their own jewelry (PdRE 45). Aaron then threw the gold into the fire, still hoping that Moses would return. Instantly, however, a calf appeared, alive and skipping, the result of a splinter which was thrown into the fire by the wicked Micah. This splinter, containing the words עלה שור (aleh shor, “Come up, Ox”; Joseph being compared to an ox; cf. Deut. 33:17), had previously been thrown into the Nile by Moses when he desired that Joseph’s coffin rise to the surface so that he could transport his remains to Ereẓ Israel (Tanḥ. Ki Tissa, 19). According to another version, the Egyptian magicians made the calf move as if it were alive (Song R. 1:9, no. 3). Aaron then postponed the celebration to the next day again to gain time. Since God knew that Aaron was motivated by good intentions the high priesthood was not withheld from him (Lev. R. 10:3; Ex. R. 37:2). Nevertheless, he still was severely punished in that the subsequent death of two of his sons was attributed to his role in this incident (Lev. R. 10:5). The tribe of Levi (Yoma 66b) and its 12 heads (PdRE 45) did not join the worship of the calf. The remaining Israelites were severely punished. Whoever sacrificed and burned incense died by the sword; whoever embraced and kissed the calf died by the plague; and whoever rejoiced in his heart died of dropsy (Yoma 66b). “There is not a misfortune that Israel has suffered which is not partly a retribution for the sin of the calf” (Sanh. 102a). [Aaron Rothkoff] In Christianity During the Roman period and long after, the golden calf episode was a source of embarrassment to the Jews in their relations with the increasingly aggressive Church, which fully exploited the story in its polemics with the Synagogue. Even Josephus, who was concerned only with pagan antisemitism, was evidently afraid that the biblical account might be employed by Alexandrian antisemites to lend credence to their allegation that the Jews worshiped an ass’s head in the Temple (cf. Apion 2:80, 114, 120; Tacitus, Histories 5:4). Josephus accordingly omits the entire golden calf episode from his account of the Israelite migrations in the desert. Instead, he graphically depicts the deep anxiety of the Israelites concerning Moses and their joy when at last he came down from Mount Sinai (Ant. 3:95–99). Not only did Moses not break the tablets, but he actually displayed them to the rejoicing people (3:101–2). Josephus also omits any reference to Aaron, and the same is true of Philo who does not, however, completely suppress the golden calf narrative (Mos. 2:161–74, 271). As early as the immediate post-crucifixion era, Stephen, the first Christian martyr, sharply denounced the Jews (but not Aaro who was held in veneration by the Church) for having made the golden calf, which became the fountain-head of Jewish crimes throughout their history, culminating in the crucifixion of Jesus (Acts 7:41–52). For the Church the golden calf episode served as proof that the divine covenant with Israel had never been consummated, so that the Jewish claim to a special relationship with the Almighty was unacceptable (see Smolar in bibl., p. 91). By worshiping the golden calf, the Jews had revealed their foolish, stubborn, unrepentant, and immoral character (ibid., 100). Augustine also associated the calf cult with the worship of the devil, and the Jews who had drunk the water into which the powder of the golden calf had been cast with the body of the devil (ibid., 100–1). The medieval identification of the Jew with the devil was no doubt influenced by this extreme patristic interpretation (ibid., 101, n. 12). While the rabbinic reaction to such violent attacks by the Church was bound to be militant, as has been seen, some of the criticism was frankly accepted, and the seriousness of the offense was by no means played down: Israel was compared to “a shameless bride who plays the harlot within her bridal canopy” (Shab. 88b). [Moses Aberbach] See also *Aaron in the aggadah; *Hur in the aggadah. For Golden Calf in the arts see *Moses in the Arts. BIBLIOGRAPHY: IN THE BIBLE: O. Eissfeldt, in: ZAW, 17 (1940–41), 199ff.; Albright, Stone, 228ff.; U. Cassuto, A Commentary on the Book of Exodus (19654), 284–97; T.J. Meek, Hebrew Origins (1960), 135ff.; M. Aberbach, in: JBL, 86 (1967), 129–40; L. Smolar and M. Aberbach, in: HUCA, 39 (1968), 91–116; S.E. Loewenstamm, in: Biblica, 48 (1967), 481–90. IN THE AGGADAH: Ginzberg, Legends, 3 (19544), 119–34; 6 (19594), 50–56. In CHRISTIANITY: Smolar and M. Aberbach, loc. cit. ADD. BIBLIOGRAPHY: S. Loewenstamm, Comparative Studies in Biblical and Ancient Oriental Literatures (1980), 242–45; S. Gevirtz, in: Biblica, 65 (1984), 377–81; J. Spencer, in: ABD, 2:1065–69 (with bibliography); S.D. Sperling, Original Torah (1998), 91–112.

  • 74
    dl31

    dl31 ha scritto :
    ma ti rendi conto che a causa della tua sconfinata arroganza e troppa sicurezza hai toppato ancora …….. ad esempio quando dici che sui protocolli di sion non si citano i comunisti: …….

    il link giusto intanto non era quello, ma questo:

    http://www.byoblu.com/post/2010/06/14/E-due-mesi-dopo-Katyn-in-Polonia-saltano-fuori-sconfinate-riserve-di-Gas-Naturale.aspx?page=all#id_e5c30ea3-61f6-4bfd-a875-cc1c97fc208d

    ——————————————————————————

    @fittizio…

    ne ho accennato qualcosa piu giu anche con schumyno…..se ti va di discutere in armonia e soprattutto senza effendere agganciati al discorso altrimenti per favore evita di scrivere perche a me non va di prendermi a brutte parole con gli altri…

    …a me va di parlare in armonia con la gente….se no  e presferisco la strada….al meno la posso discuterla al volo la cosa !!!!!!

  • 73
    Cool

    The Russian KGB delayed arrival of President’s brother to crash site to destroy evidence of terrorist attack

    Il kgb ha ritardato l’arrivo del fratello del presidente nel luogo del disastro per distruggere prove (evidenze)  di un attacco terroristico

    http://www.kavkazcenter.com/eng/content/2010/06/13/12208.shtml

     

    Al link sopra c’è tutto,  dice che con la tecnologia che c’era sull’aereo era facilissmo atterrare anche con condizioni avverse (ripeto che L’INCREDIBILE nebbia non c’era come dimostra il filmato degli spari).

    Anche l’approccio dell’atterraggio era del tutto regolare, ma nel punto sbagliato, e l’ipotesi è che la tecnologia per l’atterraggio sia stata sabotata , e ci sono modi di sabotarla senza che i piloti se ne possano accorgere in tempo.

    Ci sono molti altri dettagli, leggeteli voi stessi.

    Riguardo il rallentamento a Jaroslaw Kaczynski, lui è partito lo stesso giorno del disastro per raggiungere smolensk, è stato rallentato in tutti i modi quel giorno, ve ne cito solo due: 40 minuti per controllare i passaporti diplomatici, velocità di 25-30 KM/H, insomma una roba assurdissima, confermata da una radio polacca.

    La delegazione polacca con Kaczynski ha chiesto ai poliziotti che lo scortavano, perchè si doveva andare così piano, e loro hanno risposto che quelli erano gli ordini.

    Donald Tusk, che era indietro di decine di minuti li ha raggiunti e superati, arriando prima al luogo del disastro.

    Più trovo informazioni più arrivo alla conclusione che qui una versione ufficiale non verrà fuori prima di parecchi anni, visto il da farsi che c’è per insabbiare la cosa.

     eugenio-antonio,

    anche dalla russia si dicono sbalorditi dal modo di svolgere le indagini, e non sono persone qualunque:

    http://www.kavkazcenter.com/eng/content/2010/05/26/12112.shtml

    ci sono anche i nomi e cognomi di chi lo dice, a differenza delle ridicole documentazioni fatte dalle commissioni russe,(con uno che viene da tutto il mondo, e qualche polacco forse forse filo russo) sul  disastro di smolensk.

    Questi politici affermano pure come al governo polacco (tusk) importi più fare amicizia con putin che verificare come sono andate le cose.

    Da vincitore sicuro che era, ora rischia di perderle le elezioni.

     alex69, ci si potrebbero scrivere 10 libri di incongruenze su questa vicenda.

    ma infondo W il tifo!! tifiamo per quello che ci fa più comodo!!!!!

    italia fuori dai mondiali??? chissà gli sfrattati di riano cosa ne pensano…(chissà se li hanno sfrattati poi)

  • 72
    dl31

    schumyno ha scritto :
    …… parlatemi di come era il mondo prima del 2.500 A.C., allora sì che mi interesserei… e se non lo sapete, è da lì che è nata la contraffazione storica che giunge come una moda o uno sport, fino a oggi………….

    ciao schumyno…..

    e proprio da li che sto venendo…eheheheheh !!!!

    scherzi a parte,sono immerso proprio in quel periodo e volendo si puo arrivare sino al 3500 prima di cristo e volendo anche dopo tra il 5000 e il 9000 prima di cristo……

    le terre mesopotamiche erano abitate de tribu e dal 3500 si formavano le prime città stato con assiri e babilonesi che si facevano le guerre….

    i fenici c’erano ed erano precisamente nella odierna striscia di gaza, ma erano un popolo nomade di mare a cui non piacevano le guerre per le proprieta private e navigavano nei mari perche erano specializzati nelle costruzioni di navi grazie al legno di cedri che utilizzavano…addirittura figurati che è stata ritrovata una tavoletta fenicia in america che risalirebbe a 2000 anni prima dell’arrivo dei vikinghi in america….

    tornando alle popolazioni SEMITICHE, gli assiri piu a nord (praticamente) erano non solo molto crudeli ma anche perversi usavano mangiare i corpi delle madri e dei padri morti per conservarne il ricordo dentro di se (figurati un po di cosa si sta parlando) ……..

    ….immagina intorno al 4000 una sistuazione del genere……le tribu assire (perverse) che facevano guerre con i babilonesi (molto istruiti) nel frattempo in egitto c’erano i faraoni con gli ebrei….

    pensa anche che gli egiziani con le loro piramidi si arriva come minimo a 7000 e passa anni prima di cristo…..

    in egitto gli ebrei (intesi come popolo ebreo della bibbia soltanto) ebbero inizio e si parla di 4000-5000 anni prima di cristo……

    http://www.adonaj.net/popolo_ebraico/008.htm   (potrebbe essere un link interessante)

    gli assiro-babilonesi intorno ai 2000 anni prima di cristo scambiavano piombo e argento con l’oro della anatolia, cioe prendevano oro e gli davano piombo (in poche parlole)….credo che gia sotto il monte sinai era accaduto il fattaccio e gli ebrei si erano gia divisi in questo periodo periodo ….questo tanto per restare anche in tema PROTOCOLLI DI SION…..

    se si vede meglio in quel periodo vi erano anche gli arii…….qui si parla di popolazioni particolari di cui in questi luoghi si hanno ritrovamenti dal 5000 al 9000 prima di cristo con ritrovamenti di resti di uomini di neandhertal…

    …questi (gli arii) scrissero i veda che sarebbero il sapere piu antico che ci arriva scritto a noi dei tempi durante e prima del diluvio…..gli altri testi sacri come la bibbia ad esempio sono stati scritti molto tempo dopo e addirittura riscritti dai nostri scribani latini della chiesa da dopo l’uccisione di JESÙ fino ai nostri tempi 1500-1600 circa)……

    con i veda si sta parlando del buddhismo e dell’induismo……e molto motlo motissimo altro ancora….ricordi per me cos’è DIO….per me DIO è energia, energia che ci circola dentro tramite l’aria e l’acqua che resrpiriamo e beviamo, tramite i nostri movimenti alle nostre reazioni…..bèh buddha è stato molto importante in tutto questo !!!!!!

    il libro che cio su questo cose io è molto bello (non se hai capito chi era MICHELE AMARI cosa ha scritto ad esempio…ti consiglio di andarci a dare un occhiata se non l’hai fatto)….

    comunque sui veda hai tantissimo a disposizione sia gia dentro di te (a giudicare da come parli) che su internet !!!!!!!

  • 71

    L’avete presa un pò di punta questa discussione.

    Ma le discussioni possono anche essere terminate senza un vincitore…dovrebbero servire per migliorarsi, non per scannarsi.

    • 71.1

      Guarda, io mi sto divertendo una cifra… e, non scherzo, impari più cose nel leggere questi due bambinoni scannarsi, che in 30 anni di Minzolini, Vespa e Marzullo………..

      Il bello è che entrambi non hanno idea di esser due facce della stessa medaglia… uno intuitivo, l’altro accademico… uno malleabile, l’altro rigido…

      Dl31, quando parlavo di 4500 anni fa, mi riferivo al matriarcato: l’uomo non sapeva che pucciando il biscotto creasse un legame di sangue col nascituro, e non esisteva il nostro concetto di proprietà privata, che ha portato il mondo verso la rovina e l’avidità… tutto qui… si era liberi… oggi siamo schiavi di dinastia che durano da secoli, improntate sul mantenimento dei priviligi acquisiti per diritto di sangue… un’idiozia assurda, che tutti fan finta di non vedere… e la razza occidentale per questo motivo si sta estinguendo… però, i soliti cogxioni massoni, vogliono giocarsela fino all’ultimo: è questo che temo……. non me ne frega niente se l’uomo bianco sparisce (a parte per i figli di amici e pareni…)… ma mi piacerebbe che non si portasse con se anche il resto del pianeta…….

      http://it.wikipedia.org/wiki/Georgia_Guidestones

      Chissà Alex quali libri e ricerca tira fuori adesso…..

      Ulvinico (scusa se sbaglio il nick, nn è voluto, ma non posso uscire dal post x controllare) Per la storiella delle dimensioni, ti faccio i complimenti… in fondo, pensavi di fare chissà quale spirito, ma non lo è affatto. Per quanto mi riguarda, se la scienza non può confermare o meno una teoria, non la puoi bollare come falsa… quindi, chissà, magari stiamo lottando contro la 5° dimensione……. ma per me rimane più semplice: si lotta contro l’avidità e la stupidità umana… e ricordati che l’essere umano altro non è che una bestia… che fa il figo credendosi il re del mondo, e poi muore per un batterio……….

    • 71.2
      dl31

      in effetti schumyno non hai per niente torto !!!!!

      io mi sto divertendo un casino…..se no che ci stavo a fare ancora qua……e poi non solo……..come dicevi tu è bellissimo perche mi sto andando a rivedere un sacco di cose…

      …..a ma piace tornare in dietro con quello che ci arriva delle epoche lontane !!!!!!

      ad esempio guarda che bello:

      vai qui: 

      XI millennio a.C. 10500 A.C.

      in giappone si lavorava la ceramica…schockante (guarda anche il popolo dei jomon che cosa era….incredibile)!!!!!

      puoi andare avanti e indietro nelle epoche dai link che trovi sulla pagina in alto (x millennio, ix millennio, ecc..ecc..ecc..)…….

      è bellissimo !!!!!

      schumyno comunque tutti abbiamo un sangue particolare, primordiale….tutti quelli che siamo ora sulla terra proveniamo e abbiamo nel nostro DNA tutti bene o male lo stesso ceppo…..afro-semitico-indo-europeo….vai in dietro nel tempo come ti dico io e vedrai !!!!!!

  • 70

    Scordatelo… che me lo leggo tutto

    Continua pure a dare la caccia ai fantasmi, ad appigliarti a ogni scusa per non ammettere che ti stanno avvelenando, che ti stanno uccidendo, più o meno lentamente… Mi riporti continuamente quanto scritto da altri… sai, anche io so inventare storie stupende, Alex… ma sempre storie sono. Là fuori però c’è una realtà che non puoi eludere con i quintali di libri che ti leggi, pensando che così la realtà sia quella scritta sulle tue carte, anzichè quello che respiri là fuori… Sei arrivato persino a tirare fuori i rettiliani, ma ti rendi conto? Come se tu, potessi affermare che siamo gli unici esseri senzienti dell’universo! Dio a te fa una pippa, eh? tu sei oltre… perchè leggi quello che scrive COX (che poi è la stessa pronuncia di Cocks… un caso di c**zonimia?)… che poi, definire l’essere umano “senziente” è sempre e cmq un’opinione, espressa da noi umani, e pure di parte…

    Per le ferie ti suggerisco un salto in Louisiana, o a hurgada, o magari in somalia, afganisthan, iraq o uno dei tanti paesi martoriati dell’afrika… no, aspetta, Gaza!!! così puoi provare cosa stanno facendo i popoli evoluti a tutto il resto del mondo, in nome del denaro (anzi, del potere… a certi livelli sanno che il denaro non esiste)

    • 70.1
      Cool

      Bravo schumyno!!

      Noi abbiamo la fortuna di essere nati in italia dove bene o male un pò di benessere ci viene “concesso” dai prepotenti.

  • 69
    gigiCA

    dl31 ha scritto :
    mmmmmmmmmmmh….certo…..a ognuno la sua CASTA !!!!!

     

    per approfondire il fenomeno (che a volte lumeggia tratti di follia paranoide) del complottismo consiglio a te a tuoi consimili l’approfondimento della teoria della “Montagna di m**da” mirabilmente espresso da Uriel nel suo blog wolfstep

     

    non scomodiamo popper e i suoi trattati sul complottismo, leggi il blog di Uriel con l’avvertenza che potresti andare in crisi…

     

    http://www.wolfstep.cc/

    • 69.1
      dl31

      continui a sbagliare a parlare !!!!!!!

      hai detto che cartagine non ha a che fare con gerusalemme consigliandomi di rifare l’esame di 3 media !!!!!!!

      allora io ti dimostro che la tua laurea non vale niente !!!!!!!

      I FENICI (nomadi del mare)

      “……Sebbene i Punici (come si vogliono denominare le popolazioni di origine fenicia presenti in Occidente), dalla vocazione prettamente marinara, non furono interessati alla conquista di un solido entroterra agricolo, a differenza dei Greci, i conflitti e le spartizioni delle reciproche zone d’influenza segneranno per lungo tempo la storia della Sicilia.

      Fenici furono chiamati dai Greci le genti di Tiro; col termine Punici i Romani designarono, invece, i Cartaginesi (Cartagine – come è noto – fu la più importante colonia fenicia in Occidente)…..”

      ———————————————————————————————

      vuoi spiegato piu niente……….professore….dottore dei miei stivali ??????

      ma non sai comunicare senza usare la tua sconfinata arroganza e sicurezza che ti fanno sbagliare….ma non lo capisci !!!!!!!

      HAI TOPPATO !!!!!!

      ammettilo che ci fai molta piu figura !!!!!!!

    • 69.2
      dl31

      gigiCA……

      forse ti potrebbe interessare vedere questi commenti:

      http://www.byoblu.com/post/2010/06/14/E-due-mesi-dopo-Katyn-in-Polonia-saltano-fuori-sconfinate-riserve-di-Gas-Naturale.aspx?page=3#id_7088238d-320f-45b4-a8d8-cbd9774d2b83

      in cui devo spiegare ad alex69 le origini puniche e fenici da cui io provengo…dato che lui mi ha dato dell’ANTI-SEMITA !!!!!!!

      IO GIUSTAMENTE GLI HO SPIEGATO LE MIE ORIGINI ULTRA-EBREE, MA LUI A CAUSA DELLA SUA SICUREZZA E DELLA SUA ARROGANZA ANCHE STAVOLTA HA TOPPATO !!!!!

      lui si ritiene un sapientone delle origini delle civiltà (sopratutto quella ebrea) ma io li lo smascherato nuovamente !!!!!

    • 69.3
      dl31

      Alex69 ha scritto :
      No forse tu hai le idee un po’ confuse, tra Cartagine e Gerusalemme. Ti conviene rifare l’esame di 3 media, ignorante (cioè colui che ignora tutto)

      ————————————————————————-

      alex69….

      HAI TOPPATO PER L’ENNESIMA VOLTA !!!!!!!

      ti chinerai mai dinanzi alla vera sapienza ???????

    • 69.4
      dl31

      gigiCA…..

      te li sei riletto i commenti di questa discussione …dall’inizio !!!!!!!

      perche ci sono dei risvolti molto interessanti…che ti potrebbero (dovrebbero) interessare !!!!!!

    • 69.5
      Alex69

      Fai pure il sapiente non sapendo neppure l’origine storica della parola antisemita. Doppiamente ignorante. Non fare il sapientone di etimologia linguistica perché qui la radice non c’entra nulla. Oh, scusa, sto utilizzando termini troppo difficili. Ma ti rendi conti che un lettore esterno che abbia un minimo di buon senso ti sta reputando un c*****ne? E forse reputa un c*****ne anche me, perché rispondo alle tue provocazioni da mentecatto. E’ come se io ti parlassi di ciliegina sulla cioccolata e tu mi citassi la mosca sulla m**da. Zitto, su, sennò tocca chiamare omini vestiti di bianco che ti vengono a prendere.

      ps: per la cronaca, la parola antisemita è stata usata ufficialmente per la prima volta nel 1879 in Germania da Wilhelm Marr in funzione antiebraica, e non è che se uno stronzo qualsiasi nel 2010 cerca l’etimologia della parola e prova a fare il linguista improbabile con la terza media e il cervello di gallina cambia la storia della lingua.

  • 68
    Alex69

    Oddio, ho fatto un errore: mi correggo prima di abbandonare. Scrivevo a memoria e ora ricontrollando ho visto che Canaan (da cui vengono i cananei, parenti dei fenici) era uno dei quattro figli di Cam (da cui vengono i camiti). Poi oltre Cam Noè ebbe altri due figli, Sem (i semiti) e Iafet.

    Per la precisione.

    Addio.

    • 68.1
      dl31

      quindi credi alle parole bibbia ??????

      ma che caxo di ateo sei ??????

    • 68.2
      dl31

      ciao fittizio….

      credo tu voglia discutere in armonia…o almeno spero !!!!

      in pratica la prima risposta che ho voluto dare è ad alex69 che mi dava dell’antisemita !!!!

      per chiarire il concetto di ebreo dovremmo intenderci meglio perche si parla di un era molto lontana di cui ci arrivano cose a volte anche un po confuse a noi !!!!!

      sono immerso per il momento in quella storia…è stupendo !!!!  

      dall’anno 0 (zero) quando misero in croce JESÙ, andando in dietro sino a dopo l’anno 3000-3500 prima di cristo…….i fenici erano nella zona denominata fenicia, facente parte della terra denominata dei canaan, ma loro (i fenici) erano un popolo tranquillo a cui non piacevano le guerre……nelfrattempo sempre a quei tempi in tutta la zona adiacente alla fenicia in tutta la mesopotamia vi erano grandissime guerre tra babilonesi e assiri fatte dalle tante tribu che abitavano quei luoghi ti metto un dei tanti link che ho letto questo pomeriggio che forse puo aiutare:

      http://www.adonaj.net/popolo_ebraico/008.htm

      ma devi guardare molto di piu….è molto utile wikipedia con tutti i vari link a cui ti porta !!!!

       io ora sono arrivato ai veda….praticamente le popolazioni di quei tempi che erano nell’odierna iran e si chiamavano arii si parla di 5000 – 9000 anni prima di cristo qua !!!!

      è molto bello è come tornare a quei tempi se ti piace e riesci a trovare un nesso logico a tutte le questioni !!!!!

      comunque si praticamente siamo tutti ebrei (per rispondere alla tua domanda) perche praticamente intorno al 200 prima di cristo gli ebrei arrivarono ad occupare tutti gli stati mesopotamici di cui stiamo parlando…

      ….i fenici che erano nomadi del mare (costruivano le migliori navi con i legno dei cedri prima dei vikinghi) addirittura è stata ritrovata una tavoletta scritta in fenicio risalente a 2000 anni prima dei vikinghi in america….

      hai presente il concetto crescete e moltiplicatevi, bèh loro hanno fatto di piu…hanno proprio esportato gente cosi in tutto il mediterraneo e di piu….

      anche gli arii sono praticamente la stessa cosa e sono saliti verso la russia e l’india esportando cosi il DNA semitico !!!!!!

      secondo me si ha un concetto troppo confuso di ebreo !!!!!!!

      e andando a leggere un po con passione le varie storie che ci arrivano a noi si puo capire benissimo anche perchè !!!!!!

    • 68.3
      dl31

      alex69…..

      io non so se tu mi vuoi semplicemente spronare ….perchè mi sembra difficile che tu ste cose non le sappia dato il tuo dottorato, comunque:

      ” 1.1.2.- I popoli semitici: gli Assiro-babilonesi, gli Aramei, i Cananei, gli Arabi ,gli Etiopi. Tra i
      popoli di discendenza cananei figurano i Fenici, gli Ebrei, gli Ammoniti, i Moabiti, gli Edomiti. “

      qui c’è il documento:

      http://www.etnomediterranea.org/public/museicivilta/1-CiviltaSemitiche.pdf

      come puoi vedere tra i semiti figurano giustamente anche i FENICI.

      ALEX69……..

      VUOI DISINFORMARE O COS’ALTRO ??????

    • 68.4
      FitTizio

      @dl31

      Scusa ma il tuo ragionamento non torna. Tu dici di essere ebreo in quanto discendente dei fenici. Ma i fenici non sono discendenti degli ebrei. Entrambi discendono dai Cananei. E’ come dire che tu sei discendente di tuo prozio. O no?

      Se fosse valido il tuo ragionamento saremmo tutti ebrei.

  • 67
    FitTizio

    Ok raga, purtroppo ho pochissimo tempo e dovrò scrivere in fretta, scusate se sarò poco preciso e/o comprensibile.

    Con la mia storiella sulle dimensioni, inventata sul momento, volevo farvi ragionare su alcuni errori nei vostri ragionamenti.

    a) Una storiella inventata al momento è sembrata plausibile ad alcuni di voi, storie serie che hanno richiesto anni di studi invece no. Come è possibile?

    b) la storiella inventata non è dimostrabile. Nella storiella viene assunta l’esistenza dei fantomatici “illuminati”, ma questa esistenza è postulata invece che dimostrata. Poi vengono attribuite proprietà non dimostrabili a questi esseri fino a prova contraria assolutamente immaginari. Se siamo in tre dimensioni e per assunto non siamo in grado di percepire altre dimensioni spaziali come possiamo investigare le altre dimensioni? Non abbiamo gli strumenti, ergo la storiella è campata in aria.

    c) Pensare che ogni teoria non dimostrata sia vera fino a prova contraria è una posizione estremamente ingenua. Nessuno scienziato ragiona così. La prova contraria falsifica una teoria e fin qui non ci piove. Ma non tutte le teorie sono buone a priori se manca la prova contraria. Le teorie “buone” devono essere provabili. Devono parlare di cose reali con proprietà reali e verificabili. La teoria della gravitazione universale di Newton ci aiuta a prevedere, ad esempio, le eclissi. Visto che le prevede tutte spaccando il secondo la teoria è “buona”. La teoria degli illuminati multidimensionali invece no. Non aggiunge nulla alla nostra reale conoscenza del mondo, ci può solo far pensare alle proprietà geometriche elementari degli spazi euclidei. Inoltre le teorie campate in aria potrebbero tranquillamente contraddirsi tra loro senza che sia possibile dire quale sia migliore dell’altra. E questo è ovviamente inaccettabile.

    P.S. Il matriarcato non è mai esistito. E’ un’altra teoria campata in aria e rigettata dagli studiosi del ramo. Me l’ha detto per l’appunto uno studioso del ramo ma non ho link da sottomettere alla vostra curiosità. Inoltre non credo nemmeno che se li mettessi li leggereste…

    • 67.1
      Alex69

      Tutto giusto, tranne che sul matriarcato. C’è un classico della slavistica italiana conosciuto a livello internazionale: il Matriarcato Slavo di Evel Gasparini.

      Qui c’è la prima pag di una recensione su JSTOR: http://www.jstor.org/pss/1061894

      Su internet c’è poco, il libro è stato recentemente ristampato dalla Firenze University Press.

      Un altro classico della slavistica che parla anche del matriarcato è: Francis Conte, Gli slavi

      E poi gli scritti di Bruno Meriggi.

      E’ come sui Fenici e popolazioni semitiche. C’è chi ci crede e chi dice che tra loro ci sia parentela etnica, e chi solo una semplice vicinanza geografica e nessuna parentela (come il sito mondiale più importante sull’argomento: phoenicia.org ).

       

  • 66
    Cool

    Ho trovato cose interessanti a questo link


    http://www.theflucase.com/index.php?option=com_content&view=article&id=3630%3Arelease-of-smolensk-plane-crash-transcript-fuels-speculation&catid=41%3Ahighlighted-news&Itemid=105&lang=en

    è in inglese, dice, confermato poi da come sono andate le votazioni, che secondo un sondaggio il 64% dei polacchi pensa che sia stato un assassinio e non un incidente, ora i sondaggi sono sempre sondaggi,ma il64% ècomunque tanto anche con un bel margine di errore.

    Dice anche che tusk e clich hanno detto a poche ore dall’incidente che era un errore del pilota, cosa poi , aggiungo io,continuata in modo ignobile da molti giornali.


    Che fretta c’era di inventarsi una versione prima delle analisi, che a tutt’oggi non rispondono alla domanda?

    E’ uguale all’ 11/9 , nemmeno il tempo di fare l’attentato e  già si sapeva chi era stato……

    Assolutamente scorretto  verso il pilota , e  pure verso kaczynski , che è stato additato come il colpevole dell’incidente senza lo straccio di un indizio.

    E’ fuori dal mondo chi crede ad una versione del genere, è un credulone,

    non capisce che queste sono tattiche facilmente smascherabili, attuate per dare un imprinting alle cose, in modo tale che la gente che non pensa, creda che le illazioni inventate siano la verità!


    MAc**zOSVEGLIA!!!!!!!!!!!!!!!!!

    SENNO’PEGGIOPERVOI!!!!!!!!!!!!!!

     

    schumyno,Mi interessa quella cosa delle navi affondate, dove si può trovare una mappa?


  • 65
    Alex69

    Ma chi ha scritto i ‘Protocolli’?

    di Umberto Eco

    Che il documento sia falso è pacifico. Tuttavia chi lo abbia prodotto e quando è ancora materia di dibattito.

    (31 agosto 2007)

    Il 31 luglio scorso è scomparso (a 92 anni) Norman Cohn. È sempre stato interessato alle psicopatologie collettive perché nel 1957 aveva scritto un affascinante libro sui vari millenarismi (uscito in italiano come ‘I fanatici dell’Apocalisse’, Comunità) e nel 1992 un altro (tradotto come ‘I demoni dentro’ da Unicopli) sulla caccia alle streghe. Ma il suo libro più sinistramente attuale rimane ‘Warrant for a genocide’ (1967) in cui si ricostruisce la vicenda della produzione e dello smascheramento di quel celebre falso che è stato ‘I Protocolli dei Savi Anziani di Sion’. Sui Protocolli mi è accaduto di tornare sovente in queste Bustine, ma non per ossessione mia, bensì per ossessione altrui, visto che il tema ancora affolla il Web, specie nei siti fondamentalisti arabi, ma non solo.

    Il libro di Cohn era stato tradotto nel 1969 da Einaudi come ‘Licenza per un genocidio’, ma purtroppo non è mai stato ristampato. D’altra parte non è mai stato tradotto in italiano un altro libro, più ricco di quello di Cohn (ottocento invece di duecentocinquanta pagine), specie per la storia remota dei Protocolli, ‘L’apocalypse de notre temps’ di Henri Rollin – che solo recentemente l’editore Allia ha riproposto in Francia. È un’opera che, apparsa nel 1939, all’inizio della guerra, annunciava con precisione quasi visionaria quello che i Protocolli avrebbero prodotto negli anni seguenti.

    In un’altra Bustina citavo ‘Il complotto’ di Willy Eisner (Einaudi 2005) dove si ricorda (in forma narrativa, ma in base a seria documentazione) che i Protocolli sono stati presi ancor più sul serio proprio dopo che, nel 1921, il ‘Times’ aveva dimostrato che erano stati scopiazzati da un libro di Maurice Joly contro Napoleone III. Ma la posizione di chi li considera sempre validi continua a essere quella che ripeteva Julius Evola nella prefazione all’edizione italiana del 1938 (anno, ricordiamolo, delle leggi razziali in Italia): “Il problema della loro autenticità è secondario e da sostituirsi con quello, ben più essenziale, della loro ‘veridicità’. Quand’anche (cioè: dato e non concesso) i Protocolli non fossero ‘autentici’ nel senso più ristretto, è come se essi lo fossero, per due ragioni capitali e decisive: perché i fatti ne dimostrano la verità; perché la loro corrispondenza con le idee-madre dell’Ebraismo tradizionale e moderno è incontestabile”. Come dire: se anche non fossero stati scritti dagli ebrei esprimerebbero comunque quello che noi antisemiti pensiamo che gli ebrei pensino. Sapevo che Rollin aveva collaborato nel 1939 con i servizi segreti francesi, ma ora apprendo, dall’articolo apparso su ‘The Guardian’ in morte di Cohn, che anche lui aveva lavorato durante la guerra per l’Intelligence Service. La coincidenza non è strana perché evidentemente la dimestichezza con i documenti falsi e con le doppiezze dei servizi segreti aveva aiutato questi due autori a dipanare una storia che ha assolutamente del romanzesco. Infatti che il documento sia falso è pacifico, ma chi lo abbia prodotto (e quando) è ancora materia di dibattito – tranne il fatto che il materiale d’origine nasce certamente in Francia.

    Sia Rollin che Cohn hanno reso plausibile la tesi per cui tutto sarebbe stato ordito dai servizi segreti russi ovvero da quella Ochrana allora diretta a Parigi da Rakowsky, negli anni del caso Dreyfus – e ne ‘Il complotto’ Eisner accentua il ruolo avuto nella stesura finale da tale Golovinskij, che peraltro era collaboratore di Rakowsky. Una interpretazione radicalmente diversa di tutta la storia ha dato invece Cesare G. De Michelis nel suo ‘Il manoscritto inesistente’ (Marsilio, 1998). Siccome in effetti i Protocolli erano apparsi ufficialmente a stampa solo nel 1903 nel quotidiano russo ‘Znamja’ e poi in volumetto, a Pietroburgo nel 1905, De Michelis – lavorando con acribia filologica sugli originali russi – arriva alla conclusione che il testo sia stato steso solo in quegli anni in ambiente russo (devo ovviamente tralasciare le prove che egli adduce, e la dimostrazione di come le successive traduzioni abbiano sofferto di varie manipolazioni). Ma l’anno scorso Carlo Ginzburg in un congresso a Los Angeles ha criticato questa tesi come troppo radicale.

    Si può in ogni caso ritenere che, anche se De Michelis ha ragione, il materiale sia stato a poco a poco assemblato nei decenni precedenti in Francia, anche perché in altra sede avevo individuato tra le fonti dei Protocolli persino i romanzi di Sue (tranne che per Sue il complotto non era degli ebrei bensì dei gesuiti).

    È naturale che, nel corso dei quarant’anni decorsi dall’apparizione del libro di Cohn, in ogni nuova ricerca sulle origini dei Protocolli si avanzino delle riserve su alcuni aspetti della sua ricostruzione. Ma questo non rende il libro meno appassionante, anche perché porta in calce alcuni documenti di grande interesse come il famigerato ‘Discorso del rabbino’ che (falso anch’esso e sempre riapparso in forme diverse) ha certamente costituito una delle origini remote dei Protocolli.

  • 64
    Alex69

    Copio da L’Espresso del 31 agosto 2007:

    Ma chi ha scritto i ‘Protocolli’?

    di Umberto Eco

    Che il documento sia falso è pacifico. Tuttavia chi lo abbia prodotto e quando è ancora materia di dibattito.

    (31 agosto 2007)

    Il 31 luglio scorso è scomparso (a 92 anni) Norman Cohn. È sempre stato interessato alle psicopatologie collettive perché nel 1957 aveva scritto un affascinante libro sui vari millenarismi (uscito in italiano come ‘I fanatici dell’Apocalisse’, Comunità) e nel 1992 un altro (tradotto come ‘I demoni dentro’ da Unicopli) sulla caccia alle streghe. Ma il suo libro più sinistramente attuale rimane ‘Warrant for a genocide’ (1967) in cui si ricostruisce la vicenda della produzione e dello smascheramento di quel celebre falso che è stato ‘I Protocolli dei Savi Anziani di Sion’. Sui Protocolli mi è accaduto di tornare sovente in queste Bustine, ma non per ossessione mia, bensì per ossessione altrui, visto che il tema ancora affolla il Web, specie nei siti fondamentalisti arabi, ma non solo.

    Il libro di Cohn era stato tradotto nel 1969 da Einaudi come ‘Licenza per un genocidio’, ma purtroppo non è mai stato ristampato. D’altra parte non è mai stato tradotto in italiano un altro libro, più ricco di quello di Cohn (ottocento invece di duecentocinquanta pagine), specie per la storia remota dei Protocolli, ‘L’apocalypse de notre temps’ di Henri Rollin – che solo recentemente l’editore Allia ha riproposto in Francia. È un’opera che, apparsa nel 1939, all’inizio della guerra, annunciava con precisione quasi visionaria quello che i Protocolli avrebbero prodotto negli anni seguenti.

    In un’altra Bustina citavo ‘Il complotto’ di Willy Eisner (Einaudi 2005) dove si ricorda (in forma narrativa, ma in base a seria documentazione) che i Protocolli sono stati presi ancor più sul serio proprio dopo che, nel 1921, il ‘Times’ aveva dimostrato che erano stati scopiazzati da un libro di Maurice Joly contro Napoleone III. Ma la posizione di chi li considera sempre validi continua a essere quella che ripeteva Julius Evola nella prefazione all’edizione italiana del 1938 (anno, ricordiamolo, delle leggi razziali in Italia): “Il problema della loro autenticità è secondario e da sostituirsi con quello, ben più essenziale, della loro ‘veridicità’. Quand’anche (cioè: dato e non concesso) i Protocolli non fossero ‘autentici’ nel senso più ristretto, è come se essi lo fossero, per due ragioni capitali e decisive: perché i fatti ne dimostrano la verità; perché la loro corrispondenza con le idee-madre dell’Ebraismo tradizionale e moderno è incontestabile”. Come dire: se anche non fossero stati scritti dagli ebrei esprimerebbero comunque quello che noi antisemiti pensiamo che gli ebrei pensino. Sapevo che Rollin aveva collaborato nel 1939 con i servizi segreti francesi, ma ora apprendo, dall’articolo apparso su ‘The Guardian’ in morte di Cohn, che anche lui aveva lavorato durante la guerra per l’Intelligence Service. La coincidenza non è strana perché evidentemente la dimestichezza con i documenti falsi e con le doppiezze dei servizi segreti aveva aiutato questi due autori a dipanare una storia che ha assolutamente del romanzesco. Infatti che il documento sia falso è pacifico, ma chi lo abbia prodotto (e quando) è ancora materia di dibattito – tranne il fatto che il materiale d’origine nasce certamente in Francia.

    Sia Rollin che Cohn hanno reso plausibile la tesi per cui tutto sarebbe stato ordito dai servizi segreti russi ovvero da quella Ochrana allora diretta a Parigi da Rakowsky, negli anni del caso Dreyfus – e ne ‘Il complotto’ Eisner accentua il ruolo avuto nella stesura finale da tale Golovinskij, che peraltro era collaboratore di Rakowsky. Una interpretazione radicalmente diversa di tutta la storia ha dato invece Cesare G. De Michelis nel suo ‘Il manoscritto inesistente’ (Marsilio, 1998). Siccome in effetti i Protocolli erano apparsi ufficialmente a stampa solo nel 1903 nel quotidiano russo ‘Znamja’ e poi in volumetto, a Pietroburgo nel 1905, De Michelis – lavorando con acribia filologica sugli originali russi – arriva alla conclusione che il testo sia stato steso solo in quegli anni in ambiente russo (devo ovviamente tralasciare le prove che egli adduce, e la dimostrazione di come le successive traduzioni abbiano sofferto di varie manipolazioni). Ma l’anno scorso Carlo Ginzburg in un congresso a Los Angeles ha criticato questa tesi come troppo radicale.

    Si può in ogni caso ritenere che, anche se De Michelis ha ragione, il materiale sia stato a poco a poco assemblato nei decenni precedenti in Francia, anche perché in altra sede avevo individuato tra le fonti dei Protocolli persino i romanzi di Sue (tranne che per Sue il complotto non era degli ebrei bensì dei gesuiti).

    È naturale che, nel corso dei quarant’anni decorsi dall’apparizione del libro di Cohn, in ogni nuova ricerca sulle origini dei Protocolli si avanzino delle riserve su alcuni aspetti della sua ricostruzione. Ma questo non rende il libro meno appassionante, anche perché porta in calce alcuni documenti di grande interesse come il famigerato ‘Discorso del rabbino’ che (falso anch’esso e sempre riapparso in forme diverse) ha certamente costituito una delle origini remote dei Protocolli.

  • 63
    dl31

    alex69….

    sei troppo arrogante, presuntoso, sbagli a parlare rivolgendo offese meschine gratuite ai tuoi interlocutori e ti sei preso una laurea insegnandoti e ripetendo le cose a memoria senza averci ragionato su con la tua testa !!!!!!

    quando scendi dal tuo piedistallo….e sopratutto quando impari a discutere senza offendere ??????

  • 62
    Alex69

    Non mi ha copiato l’intero passo, ci riprovo, sempre da phoenicia.org

    Bible fanatics continue to shamefully write to me on the Phoenicians being the “cursed” descendent of Shem using the Bible as supporting “evidence.” This claim is completely unfounded. The term Semites is applied to a group of people who inhabited the Levant and spoke similar languages but were not necessarily of the same or identical ethnic origin — Arabs, Israelis, Phoenicians, Arameans, Syriac …etc. The expression is derived from the mythical Biblical “table” of nations & the descendants of the fictional character Noah and his sons, Shem, Ham or Japheth. The term Semite does not have any historical origin. It came into use at the end of the 18th century* & thereafter became a standard technical term. Like many other common mistakes — such as lumping all the peoples of the Middle East into one pan-Arab group — the term Semite was adopted & used without denoting true ethnicity. The same applies to Hamites & Japhethites.
    ________________
    * The term Semite was proposed at first for the languages related to the Hebrew by Ludwig Schlözer, in Eichhorn’s “Repertorium”, vol. VIII (Leipzig, 1781), p. 161. Through Eichhorn the name then came into general usage (cf. his “Einleitung in das Alte Testament” (Leipzig, 1787), I, p. 45. In his “Gesch. der neuen Sprachenkunde”, pt. I (Göttingen, 1807) it had already become a fixed technical term. The Catholic Encyclopedia, Volume XIII
    • 62.1
      FitTizio

      @Alex69

      Interessante ma hai esagerato. Se l’interlocutore capisse l’inglese sarebbe bastato un piccolo riassunto in italiano

  • 61
    FitTizio

    Che è successo? Tutti improvvisamente in ferie? Oppure il jolly che mi sono giocato vi è sembrato un colpo basso e vi siete offesi?

    P.S. Per il matriarcato mi informerò di nuovo. Comunque credo che la maggioranza assoluta degli studiosi sia d’accordo. Il ché significa o dovrebbe significare che non ci sono al momento prove minimamente convincenti che il matriarcato sia mai esistito.

    • 61.1
      Alex69

      Anche l’indoeuropeistica è criticata e per alcuni non è mai esistito alcun indoeuopeo, visto che la lingua che abbiamo è ricostruita a tavolino da lingue vive e lingue morte di cui abbiamo testimonianza. Non c’eravamo, non abbiamo attestazioni, non ci sono fonti storiche, sono solo teorie. Ma in questo caso, visto che le teorie sembrano dimostrabili attraverso la testimonianza indiretta delle lingue attestate, io ci credo. Deve essere esistita una sorta di lingua comune. Seguendo lo stesso ragionamento, io credo personalmente che possa essere esistito un matriarcato debole tra le popolazioni non-indoeuropee d’Europa. Poi credo, avendo seguito (8 anni fa) marginalmente la questione avanzata da Gasperini, che sia esistito un matriarcato slavo. L’archeologia, la paleolinguistica, la mitologia, l’etnologia ci vengono in contro. C’è che ci crede e chi non ci crede. Ma nessuno dei due sbaglia, non credi? Perché non è possibile dimostrare il contrario.

    • 61.2
      Alex69

      Per quanto riguarda gli studi sul matriarcato gli studiosi che se ne sono occupati si contano sulla punta delle dita. Tutti che significa?

    • 61.3
      Alex69

      Da “Gli indoeuropei e l’origine dell’Europa” di Villar, pp. 104-105, propone la definzione di matriarcato accettata da tutti i più grandi studiosi di linguistica, archeologia, indoeuropeistica, ecc. Scrive (ho copiato a mano, almeno ringrazia :) :

      Anche se non possiamo contare sull’aiuto dell’archeologia linguistica, è l’archeologia che ci fornische, come abbiamo visto, diversi indizi sulla religione, così come su taluni aspetti dell’ideologia e della società della Vecchia Europa. La principale divinità era una divinità femminile, la Grande Madre apportatrice di vita, assimilata alla terra che genera il frutto del raccolto, processo essenziale in una cultura agricola quale quella era. La maggioranza dei simboli sono associati alla terra umida, alle acque vivificatrici, algi organi femminili; si basano su elementi ciclici come la luna o il corpo della donna. E’ abbastanza verosimile che il nome, o uno dei nomi della Grande Dea della Vecchia Europa, per lo meno in Occidente, fosse Ana o Dana, sopravvissuto poi come epiteto di certe divinità femminili in diverse zone dell’Europa posteriore e già indoeuropeizzata (latino, messapico, celtico).

      Nella rappresentazione della vita era implicita quella della rigenerazione dopo la morte, a immagine del seme piantato da cui rinasce un nuovo raccolto. Perciò sono frequenti i sepolcri ovali o antropomorfici,  che evocano l’utero o il copro della Grande Madre. Nelle decorazioni abbondano immagini della dea, labirinti, vulve, seni.

      Questo mondo era concepito come separato dall’aldilà mediante una barriera d’acqua che i morti attraversavano in barca. L’altro mondo per loro era a occidente e la vita dopo la morte era vista comr qualcosa di piacevole e allegro.

      Quella fu veramente l’epoca della donna. In sintonia con la concezione degli dei e degli esseri sovrannaturali, la società della Vecchia Europa era matriarcale. La donna occupava un ruolo centrale. L’eredità veniva trasmessa per linea femminile, così come il nome e l’appartenenza a una schiatta. Ma tutto ciò non sembra avere comportato una sottomissione dell’uomo alla donna. In realtà, la società della Vecchia Europa sembra essere stata molto paritaria. Non c’erano grandi differenze né di classe né di sesso. Sicuramente esisteva una suddivisione delle occupazioni e delle funzioni tra uomini e donne. Ma l’uguale fasto delle sepolture fa pensare che uomini e donne condividessero la stessa posizione sociale.

      In un sistema matriarcale, come quello dell’Europa primitiva, la donna sceglieva liberamente il marito, o meglio i mariti. Il concetto di adulterio, che nelle società patriarcali obbedisce alla necessità di garantire la purezza della successione per via paterna, non esisteva, come non esistyeva una punizione per esso. Neanche la verginità aveva valore. Naturalmente è la madre (non c’era neanche bisogno di conoscere il padre) che tiene con sé ed educa i figli.

    • 61.4
      FitTizio

      Opss, mi sa che ho provato a vendere la pelle dell’orso prima di averlo ammazzato…

      L’esperto che ho contattato si è rifiutato di fornirmi la bibliografia che gli avevo chiesto. Mi ha risposto che non ha tempo da perdere per un dibattito vecchio di cinquant’anni, morto e sepolto. Che le cose che avevi postato tu sono proprio le idee di centocinquantanni fa che si è scoperto essere inconsistenti dagli approfondimenti di 50 anni fa. Inoltre dice che dagli appunti postati sopra dovrebbe essere possibile risalire alla bibliografia senza grossi problemi.

      Mi sa che se vuoi andare avanti su questo tema dovrai farlo da solo perché io non sono in grado di aiutarti…

    • 61.5
      FitTizio

      Per quanto riguarda l’indoeuropeo le prove indirette sono molte di più. Oltre alle analogie linguistiche ci sono prove indiziali che vengono dalla genetica. Non si possono paragonare le due questioni.

      Il fatto è che il matriarcato è una teoria completamente inventata e non ha riscontro alcuno, al contrario di quello che dici tu. Puoi crederci visto che per smentire una teoria di questo tipo occorrerebbe la conoscenza completa di tutte le società umane mai esistite, e questo è ovviamente pressoché impossibile. Ma senza avere alcuna prova è come credere in Dio. Siccome non mi sembri il tipo ti consiglio di informarti meglio. Ti ripeto: è una teoria obsoleta e abbandonata dagli studiosi. Chi ci crede ancora è perché non si è aggiornato.

      Se vuoi posso farti avere una bibliografia essenziale per affrontare più seriamente l’argomento, però dovrai aspettare fino a domenica perché non potrò collegarmi di nuovo ad internet fino ad allora.

    • 61.6
      FitTizio

      @Alex69

      Ancora sul matriarcato. Ti passo un appunto sulla questione tratto da un vecchio testo sulla parentela fatto per gli studenti nel 1992 dal prof. Mariano Pavanello:”

      Il falso problema del matriarcato
      A metà dell’Ottocento, un giurista e studioso svizzero di nome Johann Jacob Bachofen pubblicò un libro dal titolo Das Mutterecht, che letteralmente significa “il diritto materno”. La tesi di fondo di quest’opera è la presunta esistenza di stadi primitivi dell’umanità in cui avrebbe prevalso la sfera femminile su quella maschile nella vita sociale, economica e politica. In estrema sintesi, Bachofen sostiene che in una fase arcaica della storia dell’uomo il potere era concentrato nelle mani delle donne e che dunque si può parlare di una fase matriarcale dell’umanità. Lo studioso svizzero aveva ricavato questa sua convinzione non da documenti o testimonianze, ma da alcuni miti dell’antichità classica, come il mito delle Amazzoni e il mito di Demetra. Quest’ultimo, come è noto, riguarda l’origine dell’agricoltura e non solo nella cultura della Grecia antica, ma in moltissime società umane l’origine delle piante alimentari e dell’agricoltura è collegata con figure femminili. Demetra è una divinità femminile che inizia la coltivazione delle piante alimentari e stabilisce anche alcune fondamentali regole del vivere sociale. Così facendo garantisce all’umanità il cibo e un ordinato svolgimento della vita collettiva.
      Bachofen comunque aveva ripreso in modo sistematico un insieme di idee che circolavano nella
      prima metà del XIX Sec., una sorta di ricostruzione fantasiosa della storia dell’umanità che sarebbe passata da una fase primordiale di promiscuità sessuale e da condizioni alquanto simili a quelle di altre specie animali, ad una fase di embrionale organizzazione sociale in cui i maschi dediti alla caccia lasciavano alle donne il compito di accudire i figli e la casa nonché i lavori agricoli. Questa situazione, secondo molti studiosi evoluzionisti, avrebbe portato al predominio femminile sulla società attraverso il controllo che le donne avrebbero finito per esercitare sulla terra e sulla famiglia. I miti e le leggende a proposito di figure divine femminili connesse con l’agricoltura e assimilabili ad un’originaria idea della Terra Madre, insieme alle statuette ed altre immagini putativamente femminili, legate ad un probabile culto della fertilità, testimonierebbero, sempre secondo questi studiosi, una fase di predominanza religiosa, economica, politica e sociale della figura femminile nelle società umane. Il “matriarcato” sarebbe dunque associato strettamente al ruolo della donna nella coltivazione e la mitologia fornirebbe la prova dalla relazione tra l’agricoltura e la donna proprio attraverso figure divine di sesso femminile, come appunto Demetra e Persefone in Grecia, nonché Cerere nell’antica Roma, senza contare l’associazione che quasi ovunque si riscontra tra la figura della Luna, il ciclo femminile e l’agricoltura. Ad una prima fase matriarcale avrebbe fatto seguito una ripresa da parte degli uomini del controllo sulle fonti della sopravvivenza attraverso l’allevamento animale e lo sviluppo di forme di civiltà agropastorale dominate dal ruolo maschile e
      in cui la guerra avrebbe avuto una parte preponderante. Il matriarcato sarebbe dunque stato
      soppiantato da un patriarcato caratterizzato dall’espansione bellica di società agropastorali rette
      sulla base di principi legati al ruolo della virilità e al controllo dei figli e delle famiglie da parte dei padri. La teoria del matriarcato fu ripresa da molti studiosi nella prima fase dello sviluppo delle scienze antropologiche, anche perché sembrava adattarsi bene alle esigenze di una ricostruzione della storia dell’umanità per fasi evolutive. Si tratta di una teoria evoluzionistica basata su un metodo comparativo induttivo. D’altra parte la scoperta di società umane dotate di sistemi di discendenza di tipo matrilineare sembrò agli antropologi evoluzionisti come la conferma dell’esistenza, nel passato remoto dell’uomo, di una fase dominata dal principio femminile. La tesi del matriarcato persistette fino alla metà di questo secolo, particolarmente nell’Europa continentale, grazie alla cosiddetta Scuola storico-culturale di Vienna e al suo capo indiscusso, il Padre Wilhelm Schmidt. In America, e nella cultura anglosassone in generale, la tesi del matriarcato non aveva retto alla critica che sin dal 1896 Boas e la sua scuola avevano sviluppato contro l’evoluzionismo e i suoi metodi induttivi e congetturali. Persino l’evoluzionista Rivers, maestro di Radcliffe-Brown a Londra, ancora nei primi decenni di questo secolo, esprimeva una posizione critica che faceva stato dell’atteggiamento dell’antropologia anglosassone. Intorno alla metà del Novecento in autori del peso di Murdock e Lowie, teorici e studiosi sistematici delle strutture sociali e di parentela, il rifiuto del matriarcato è una posizione ormai definitivamente acquisita. In Europa una critica sistematica alla versione schmidtiana del matriarcato si ebbe solo negli anni ‘50 ad opera di Jensen e soprattutto di Baumann con alcuni importanti saggi pubblicati sulla prestigiosa rivista tedesca Anthropos.
      In realtà esistono due distinti concetti di matriarcato. Il primo che potremmo definire “matriarcato forte” è caratterizzato dall’idea che sia esistito ed esista tuttora, come forma evolutiva delle società umane, un “potere femminile”. Il secondo che si può definire “matriarcato debole” è fondato sulla convinzione che l’insorgenza dell’agricoltura e, più in generale, lo sviluppo delle civiltà agrarie, costituisca una realtà evolutiva caratterizzata dalla preminenza del ruolo femminile. Ruolo che si esprimerebbe nel sistema di discendenza matrilineare, nella residenza matri-uxorilocale in cui il marito va a vivere nella casa della moglie e i figli crescono dunque nella casa della madre e della nonna materna, e complessivamente in una spiccata presenza della figura femminile in tutte le sfere della vita sociale.
      La letteratura antropologica, anche quella meno recente e di taglio evoluzionistico, non ha mai dato grande credito alla tesi di un “matriarcato forte” che invece fu sbandierata da studiosi di tutt’altro orientamento scientifico e culturale (giuristi, filosofi e storici). L’inventore del matriarcato forte è Bachofen che espose per la prima volta le sue idee in una famosa conferenza nel 1856 “Über das Wesen des Mutterrecht”. Il nucleo centrale della sua teoria riposa sull’idea di una linea evolutiva determinata dalla contrapposizione tra un “principio femminile” e un “principio maschile”. Alle origini la superiorità fisica maschile avrebbe imposto una fase di “eterismo” o “afroditismo” in cui le unioni sessuali erano imposte con la violenza. A questa avrebbe fatto seguito una resistenza armata da parte delle donne (fase dell’”amazzonismo”) testimoniata dalla lettatura greca, cui sarebbe succeduta una fase matriarcale “demetrica” fondata sul culto della Terra Madre. La degenerazione di questo sistema, che si sarebbe compiuta con il ritorno dell’amazzonismo, avrebbe causato una reazione maschile e la conseguente instaurazione del patriarcato. Come non sfugge a
      nessuno questa teoria è un insieme di invenzioni letterarie. Il nucleo di questa teoria fu ripreso dagli antropologi evoluzionisti del secolo scorso per spiegare l’esistenza di sistemi di computo della discendenza in linea femminile e di alcune forme di residenza fondate su una presunta proprietà della casa da parte della donna, come nei casi degli Irochesi (Stati Uniti nord orientali), degli Hopi dell’Arizona e dei Minangkabau di Sumatra. Così Morgan nel 1877, in Ancient Society, recuperò la tesi di una fase matriarcale come stadio successivo all’originaria agamia e al matrimonio di gruppo. Infatti questo studioso aveva creduto di poter interpretare i cosiddetti sistemi classificatori di parentela in cui un uomo chiama padre e madre non solo i suoi veri genitori, ma anche una serie di individui che sono assimilati alle classi “padre” e “madre”, attraverso l’ipotesi di un originario matrimonio di gruppo in cui i figli di donne
      che avevano avuto rapporti con una pluralità di uomini finivano per chiamare padre e madre tutti gli uomini e tutte le donne del gruppo. Questa pretesa fase “agamica”, probabilmente caratteristica della più arcaica fase di caccia-raccolta nomade, avrebbe successivamente ceduto il passo ad uno stadio caratterizzato da economia agricola sedentaria e matriarcale. Secondo Morgan le donne, costrette ad assumere la veste di responsabili dell’andamento della casa e dell’allevamento della prole e insieme dei lavori connessi alla produzione agricola, avrebbero in qualche modo imposto la stabilizzazione della residenza in opposizione al nomadismo dei maschi, costituendo così le condizioni per l’instaurarsi del principio successorio in linea femminile. Quasi contemporaneamente nel 1876 un giurista britannico, McLennan, aveva riproposto con vigore la teoria di un matriarcato come fase successiva all’agamia originaria e precedente quella del diritto paterno, contro la tesi di un altro avvocato inglese, Sumner Maine che nel 1861 aveva invece sostenuto il contrario. Morgan prospettava un’ipotesi evolutiva da un’orda promiscua ad un’orda organizzata secondo il principio dello scambio dei fratelli e delle sorelle cui avrebbe fatto seguito un’organizzazione della parentela basata sulla discendenza matrilineare. Anche McLennan postulava l’esistenza di un’orda primitiva in cui la scarsità di cibo non consentiva la sopravvivenza di tutti i membri. Poiché per difendersi dagli altri gruppi aveva bisogno più di maschi che di femmine, l’orda sopprimeva i neonati di sesso femminile. La conseguente scarsità di femmine avrebbe indotto i maschi a catturare le donne di altri gruppi (di qui il concetto di “esogamia” usato per la prima volta proprio da McLennan) e a praticare la poliandria e poiché fra più uomini che avevano la stessa moglie non era possibile accertare quale fosse il padre, la discendenza sarebbe stata così calcolata in linea femminile. Quando l’esogamia divenne il modo prevalente di acquisizione delle donne si sarebbe verificato il passaggio dalla poliandria alla poliginia e all’instaurarsi del patriarcato con la fine della discendenza matrilineare. Si tratta, come è evidente, di una serie di ipotesi e congetture del tutto costruite a tavolino e senza il minimo riscontro probatorio.
      La polemica che si era sviluppata nella seconda metà del XIX Sec. investiva il concetto di “potere femminile” e la questione della sua genesi storico-evolutiva. In campo antropologico Morgan e Tylor non parlarono mai di un vero e proprio matriarcato forte, mentre per Bachofen la discendenza matrilineare era uno degli aspetti del regime matriarcale. Infine Westermarck, contro tutti gli altri, nel 1894 sostenne addirittura che la discendenza matrilineare non solo non comporta un potere politico delle donne, ma neppure un loro potere all’interno della famiglia.
      La Scuola di Vienna, pur nel suo rifiuto del concetto di evoluzione, non fu esente da influenze
      evoluzioniste. Questa scuola, definita anche storico-culturale, si caratterizza per la ricerca, assai
      simile nel metodo al particolarismo storico boasiano, delle sequenze storiche attraverso la
      comparazione etnografica. La sua ambizione fu di ricostruire lo sviluppo storico dell’umanità
      cadendo nella trappola di un metodo che basava le proprie ricostruzioni su parallelismi molto simili alle comparazioni induttive degli evoluzionisti. Uno dei paralleli più deboli proposti da questa scuola fu la correlazione necessaria fra l’agricoltura originaria, di iniziativa femminile, e il
      matriarcato. La posizione di questa scuola è stata riassunta da Grottanelli con molta lucidità:
      “Negli schemi di questa scuola, il mtriarcato figura come esponente caratteristico in due cicli
      successivi. Il primo, detto delle “due classi” o delle “maschere” o “paleomatriarcale”, coinciderebbe con la più precoce cultura agricola e avrebbe distribuzione oggi in tutti i continenti: Australia orientale e occidentale (qui senza coltivazione e senza maschere!), Melanesia centrale, parti dell’Indonesia, Indocina e India, e qua e là in Africa e nelle due Americhe. Il secondo (“dell’arco da guerra” o matriarcato “libero” perché non legato alla bipartizione della tribù in classi matrimoniali, o ciclo “neomatriarcale”) sarebbe uno sviluppo ulteriore del primo, collegato con un perfezionamento della coltivazione e con l’introduzione di vari nuovi elementi culturali fra cui, appunto, l’arco; la sua distribuzione spaziale, secondo la Kulturkreislehre, si avvicina notevolmente (con l’eccezione dell’Australia) e in varie zone collima e si sovrappone a quella del cosiddetto matriarcato anteriore. In una sua opera più tarda, pubblicata postuma nel 1955, il Padre Wilhelm Schmidt lasciò cadere questa bipartizione delle culture matriarcali che era divenuta convenzione accettata e quasi dogmatica della scuola da lui capeggiata, preferendo parlare di una cultura matriarcale dei coltivatori in genere, sia pure con fasi più o meno arcaiche. Egli ne collegava l’origine con quella della precoce agricoltura, sostenendo che matriarcato e coltivazione erano sorti fra le genti austroasiatiche dei grandi bacini fluviali indocinesi. Con l’abbinamento (invero alquanto arbitrario) della genesi dei due distinti fenomeni, la già problematica questione della origine del matriarcato viene a complicarsi con l’altra, meno insolubile ma tuttora molto oscura, del primo sorgere delle culture agricole”. (Grottanelli 1965, III: 72-73).
      Le posizioni dei seguaci delle teorie ciclo-culturali sul problema appaiono tuttavia piuttosto sfumate per quanto riguarda la reale natura del matriarcato, tendendo ad una definizione assai vicina a quella che abbiamo dato con il termine “matriarcato debole”.
      Tra le critiche alle varie tesi sul matriarcato bisogna distinguere quelle che riguardano l’origine da quelle che riguardano la natura del fenomeno.
      Sul problema dell’origine va detto che le critiche da parte etnoantropologica, da Boas, a cavallo tra Ottocento e Novecento, a Radcliffe-Brown a Baumann, nella metà del Novecento, a quelle più recenti sviluppate negli anni ‘60 da Evans-Pritchard in Inghilterra e da Grottanelli in Italia sono concordi nell’affermare che sviluppo tecnoeconomico e organizzazione sociale sono due ordini di fenomeni che devono essere studiati separatamente. Inoltre non è possibile sostenere la tesi che i sistemi patrilineari derivano per evoluzione da quelli matrilineari perché le testimonianze offerte dall’etnologia sulle attuali popolazioni del mondo non consentono assolutamente di mettere in relazione le due forme di discendenza secondo uno sviluppo evolutivo consequenziale. Per quanto riguarda il primo aspetto (correlazione tra agricoltura e matriarcato) la critica è sempre netta e poggia sull’argomento della congettura. Per quanto riguarda il secondo aspetto (derivazione del sistema patrilineare da quello matrilineare) la critica è più complessa. Gli antropologi convergono fondamentalmente nell’individuare la chiave del problema nel carattere unilineare della discendenza (sia patri- che matrilineare) in rapporto alle regole di residenza nel matrimonio (patrivirilocalità, matriuxorilocalità, avuncolocalità). La realtà etnologica offre esempi tali da rendere vana qualunque ipotesi sistematica di derivazione di un sistema dall’altro. Adottando infatti questa prospettiva non ci troveremmo di fronte a due soli sistemi basati sul principio di filiazione in linea maschile o femminile, bensì ad una pluralità di sistemi in cui il principio di filiazione è soltanto uno dei fattori (vedi il successivo paragrafo 4.7). Per quanto infine concerne la natura del fenomeno possono bastare le osservazioni di Lowie: “Indagini recenti sulle condizioni matriarcali hanno appurato nulla più di questo, che alcune società riconoscono alle donne certe prerogative inusitate o contrarie alla legge occidentale. A questa categoria appartiene l’usanza Hopi (Arizona) secondo cui le case devono appartenere alle donne ad onta del lavoro che gli uomini possono avere dedicato alla loro costruzione o manutenzione. Tuttavia non si hanno casi di donne che fungono da capi e le fondamentali cerimonie degli Hopi sono dirette dagli uomini. Del pari le donne Khasi (Assam) detengono tutta la proprietà fondiaria e i gioielli della famiglia e, quanto meno localmente, la suprema dignità sacerdotale è tenuta da una donna. Tuttavia il marito è autorizzato ad uccidere una moglie adulteras e, nella casa, è il fratello maggiore della moglie che comanda e non la moglie stessa che è proprietaria della casa. E ancora: le donne irochesi biasimano, accusano o nominano i capi, ma nessuna donna è mai stata chiamata a tale carica. Fra i casi costatati, questi sono forse i più spinti: la loro analisi demolisce il concetto di un vero e proprio matriarcato” (Lowie 1950) Altri esempi di società matrilineari che un tempo erano classificate decisamente come matriarcali, sono i Tuareg (che rappresentano un caso isolato di società pastorale con forti componenti matrilineari nell’Africa sahariana islamica), i Minangkabau coltivatori di Sumatra. Presso questi popoli la donna gode di uno statuto particolarmente elevato, ma in nessun caso i diritti sull’uso e la trasmissione dei mezzi di produzione sono esercitati dalle donne, né tantomeno i poteri di carattere politico o religioso. Inoltre si può affermare con Evans-Pritchard che queste società non servono certo a convalidare la teoria della derivazione del sistema patrilineare da una fase matriarcale arcaica, poiché sono esempi di culture assai progredite sotto l’aspetto sia sociale che tecnoeconomico, sia intellettuale.
      In conclusione possiamo affermare che quello del matriarcato è in realtà un falso problema perché, per quanto riguarda la realtà etnologica del presente e del più recente e conosciuto passato dei popoli del Terzo Mondo, non abbiamo alcuna testimonianza che possa convalidare l’ipotesi di un presunto potere femminile nella società, né di una prevalenza della sfera femminile nell’organizzazione dei rapporti sociali, politici ed economici. Per quanto riguarda il remoto passato della cosiddetta preistoria, le testimonianze lasciate dalle popolazioni mesolitiche e neolitiche non forniscono alcun indizio che possa far pensare ad una organizzazione sociale fondata sulla prevalenza economica e politica della parte femminile della società. Certamente, soprattutto nelle fasi mesolitiche caratterizzate da raccolta intensiva di graminacee, le donne dovevano avere un rapporto più intenso con una sede stabile che, con i millenni, si è trasformata in villaggio agricolo, mentre gli uomini dovevano essere più impegnati in attività mobili di caccia o di razzia di animali selvatici. Questo però non autorizza minimamente ad affermare la presenza di una fase “matriarcale” sia perché non ci sono prove documentali di un matriarcato, sia anche perché in ogni contesto dove successivamente si sono sviluppate civiltà agrarie caratterizzate dalla presenza di culti della fertilità e da importanti divinità femminili, tuttavia l’organizzazione sociale, economica e politica è sempre in mano alla componente maschile della società. Appare quindi ingenuamente arbitrario sostenere l’esistenza di una fase matriarcale che non può in alcun modo essere
      documentata e dimostrata.”

       

    • 61.7
      FitTizio

      @Alex69

      Sul matriarcato ho chiesto lumi. Ho ricevuto questa risposta:

      “Attenzione a non confondere “matriarcato” che, secondo Bachofen (Das Mutterrecht) corrisponderebbe ad una mitica fase della storia umana in cui il potere sarebbe stato in mano alle donne (invenzione costruita su miti dell’antichita’ classica), con la matrilinearita’, ovvero con il sistema di discendenza matrilineare tipico di oltre il 50% delle societa’ umane conosciute a livello etnologico in cui non e’ implicato il problema del potere che e’ sempre in mano agli uomini. Il “matriarcato” nel senso di Bachofen, e di molti altri che ne ragionano senza avere gli elementi storici, archeologici ed etnologici necessari, non e’ mai esistito, come e’ stato ampiamente dimostrato gia’ negli anni ’50. Quanto al “matriarcato” slavo, si tratta di un equivoco terminologico. Inviterei questi assertori del matriarcato a documentarsi in modo piu’ serio.”

    • 61.8
      FitTizio

      Quel tutti era più un “se ci siete battete un colpo” riferito ai complottisti convinti. Volevo solo sapere cosa pensavano dl31, schumyno e gli altri. Tu mi avevi già risposto.

    • 61.9
      Alex69

      Leggendo con attenzione quello che ho copiato, gli studiosi approvano l’esistenza di un matriarcato “debole”, come è scritto nei tuoi appunti. Che, tra l’altro, sostengono il matriarcato debole e rifiutano il forte. Io infatti non ho mai operato la distinzione e ho semplicemente parlato di matriarcato, dandone la definizione ufficiale. Ergo, stiamo dicendo la stessa cosa.

      ps: le società matriarcali (matriarcato “debole”) esistono prima dell’arrivo degli indo-europei, società prevalentemente patriarcali e più belligeranti.

  • 60

    Cool ha scritto :
    Fugerò subito il tuo sospetto fittizio,quello che dice berlusca non c’entra una pippa con la realtà,la verità è che la sinistra in italia non esiste, e uno al nulla preferisce un imprenditore che si improvvisa politico.Le elezioni non dicono certo come stanno le cose, ma di sicuro dicono quello che pensa la gente, soprattutto se si confrontano i dati del momento con i dati del recente passato.Non la prendete come offesa quell’affermazione sulla sinistra, ma se ci pensate, è solo così che berlusca poteva avere tutti questi consensi.

    La sinistra oggi rappresenta la massoneria internazionale, quella di “destra” armaiola e guerrafondaia… Prodi e Draghi e D’Alema… DeBenedetti… e scusate, ma la mia convinzione è che anche Tonino, faccia parte del gioco… la valvola di sfogo di un sistema che sta mettendo troppa pressione sui popoli… e per alleggerire la tensione, arriva il giustiziere che urla e sbraita, ma nulla ottiene, se non riempire i salotti e dar l’idea e la convinzione che qualcuno di onesto ci sia… così i pecoroni tornano a stare calmi, a brucare l’erba, convinti che DELEGANDO i propri diritti possano pensare a consumare, consumare, consumare ancora… alimentando così guerre e sete di potere…… mah, ma in fondo queste sono assurde teorie di un “complottista”……

  • 59
    dl31

    ragazzi…..intanto chiariamo una cosa !!!!!!

    io non sono qua per imporre un ragionamento…..io non vi dico sicuramente è cosi e basta, ma dico siccome ci sono indizzi che possono far pensare questo e quell’altro allora indaghiamo meglio !!!!!

    non so se mi sono spiegato bene per alcuni intelletti troppo accademici, pero spero che almeno il concetto sia stato dato…..ed è cosi che vorrei discutere…a conceti…veloci ed immediati…senza perderci troppo nelle sottigliezze…..prima creiamo un quadro generale e poi troviamo le sottigliezze !!!!!!

    fittizio la storia degli illuminati l’hai tirata fuori tu, io avrei voluto chiederti delle prove che dimostrassero le tue affermazioni, ma mi sarei bloccato troppo….se vuoi ne parliamo meglio !!!!!!

    ——————————————————–

    comunque guarda la religione o filosofia GNOSTICA:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Gnosticismo

    bene o male è la linea che sto seguendo io…..da molto prima di cominciare a conoscere lo gnosticismo !!!!!!!!!

    ————————————————-

    intorno al 3000-3500 a quanto pare ci sarebbe stata l’alluvione e da li in poi si svilupparono tutti i testi scritti che ci arrivano a noi bibbia, torah, corano, veda, ecc..ecc..ecc..

    prima si hanno altre civiltà età del ferro, del bronzo e del rame…..però si ritrovano ceramiche lavorate con grande maestranza risolenti al 10500 a.c. circa……

    andando ancora in dietro si vedono ritrovamenti di civiltà dell’età della pietra in tutta europa anche con strutture megalitiche, in tutta l’india, l’africa, l’asia, le americhe, l’australia….

    ….praticamente in tutto il mondo……utilizzavano macine, utensili (ad es. aghi e pettini in osso), capanne ben costruite, intrecci e corde in vimini !!!!!!

    una specie di era della globalizzazionew della pietra….e siamo anche nel pieno delle ere glaciali !!!!!!

    la donna è venerata alla grande sin dall’inizio di tutte le ere….sin da qundo i nostri antenati ci hanno cominciato a lasciar traccia !!!!!!!!!!

    mentre per il discorso delle dimensioni è un bel po piu ampia la situazione !!!!!

    intanto la scienza ufficiale per il momento è bloccata perche non ha i computer e la tecnologia per studiare una ipotesi che fino ad ora è sempre risultata vera, ma siccome bisogna dimostrarla in pratica e non si hanno le tecnologia per farlo allora sono tutti bloccati…

    si tratta della teoria delle stringhe, delle superstringhe e delle stringhe cosmiche !!!!

    tutta questa teoria spiega le varie dimensioni e spiega anche tanti eventi della meccanica quantistica !!!!

    metto il link del wikipedia però vi conviene cercare altrove, perche ci stanno studiando praticamente in via privata (anche se ora le cose stanno cambiando)….è come se al tempo dei greci platone socrate e compagnia dovevano dimostrare le proprie tesi e si formavano le varie scuole di pensiero:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_delle_stringhe

    è spiegato tutto in questa pagina…….sicuramente vi annoierete e non ce la farete a leggerlo tutto, quindi vi conviene concentrarvi a cercare i punti che vi ho detto io !!!!!!!!

    comunque i poteri non li hanno solo gli illuminati, ma anche noi……

    …..solo che noi non ci crediamo piu e loro invece si esercitano sin dall’infanzia a toglierceli a noi !!!!!!

    • 59.1
      FitTizio

      @dl31

      Ok, è vero che ci sono teorie che prevedono l’esistenza di un numero di dimensioni spaziali maggiori di tre (o meglio spazio-temporali maggiori di quattro). Teorie ancora non confermate ma nemmeno smentite. Ma l’acuta osservazione che devi fare è: se esistessero altre dimensioni oltre le tre che possiamo osservare, perché non possiamo vederle? E’ una questione di allenamento “vedere” le altre dimensioni?

      La risposta (scientifica) è che non è questione di allenamento. Le altre dimensioni ci possono essere ma in forma differente da quella usuale. Le dimensioni extra sarebbero “arrotolate” su se stesse. Immaginati una retta infinita arrotolata come un tappeto dove poi si “identificano” tutti i punti coincidenti, lasciando infine una circonferenza, peraltro una circonferenza di raggio infinitesimale.

      Perciò né noi né tantomeno gli illuminati saremmo in grado di sfruttare queste dimensioni extra, se fosse dimostrata la loro esistenza.

    • 59.2
      dl31

      @fittizio……..non siamo per niente distanti !!!!!!

      io, ma non solo io, la descrizione degli angeli che ti ho dato è concordante in tutti gli aspetti con gli impulsi energetici di cui parli tu nel BIG-Bang !!!!!!

      gli impulsi dati da DIO di cui parli tu sono quelle che vengono spiegate con la “teoria delle stringhe”…….cioè sono delle stringhe di energia che si son create (da sole) e che formano determinate condizioni e determinate particelle da cui prende vita tutto l’universo….

      loro (allegoricamente) li hanno descritti come emanazioni di DIO, gli artigiani di DIO, gli Eoni, gli angeli, serafini e tutte le restanti schiere, ecc..ecc.. !!!!!!!

    • 59.3
      dl31

      ma che cavolo di cervello hanno gli italiani ?!?!??!?!?!!

      MASSIMO CORBUCCI E IL VUOTO QUANTOMECCANICO

    • 59.4
      FitTizio

      dl31…

      Guarda, religione e scienza trattano cose separate. Le religioni fanno affermazioni non dimostrabili (come ad esempio l’esistenza di Dio) e la scienza, con i suoi metodi, non può né provarle né confutarle. Per dirla dal punto di vista di uno scienziato le religioni sono teorie campate in aria.

      Visto che le religioni non possono essere né dimostrate né smentite si può scegliere se credere o non credere. Personalmente io credo, sono un cattolico (anche se con parecchie riserve).

      Quello che credo è che molti racconti biblici (e racconti contenuti in libri sacri di altre religioni) non devono essere intesi come una descrizione di quello che realmente è successo. Essi sono in realtà delle allegorie. Dei racconti che cercano di spiegare in modo semplice qualcosa di altrimenti inspiegabile con gli strumenti e le conoscenze dell’epoca. E hanno sempre una morale. Servono più che altro a far ragionare.

      Dio ha fatto il mondo in sette giorni nelle modalità descritte dalla bibbia? Sono esistiti veramente Adamo ed Eva? Il paradiso terrestre? Esiste il diavolo? E gli angeli? E i miracoli?

      La mia (personale) risposta è no. Dio ha dato l’impulso iniziale all’universo (il big bang se vogliamo) dotando l’universo di tutte le meravigliose leggi fisiche che hanno fatto si che si evolvesse fino ad oggi provocando la comparsa della vita sulla terra in generale e generando la nostra vita di uomini in particolare. Il progetto di Dio è partito da subito, miliardi di anni fa. E non ha alcun bisogno di essere “ritoccato” man mano da diavoli, angeli, ed interventi diretti di Dio.

      Quella di Adamo ed Eva è una favoletta. Ampiamente smentita dalle evidenze scientifiche. Perciò anche il paradiso terrestre è una favoletta. Favoletta per spiegare il mondo in termini semplici. In modo che anche i pastori ebrei di qualche migliaio di hanni fa potessero capire (qualcosa).

      Per quanto riguarda il diavolo e gli angeli sono anche loro delle allegorie. Di loro non c’è alcun reale bisogno come ti dicevo prima.

      Come non c’è alcun bisogno che Dio intervenga oggi nel mondo con miracoli e similari. Anzi, i miracoli potrebbero essere studiati ed individuati con metodi di indagine scientifici ed allora addio libero arbitrio. Tutti dovrebbero credere per aver avuto delle prove tangibili.

      Tu mi dirai, e Gesù? Ecco, io credo che Gesù abbia fatto dei miracoli. Per l’unico intervento diretto di Dio nella storia sono disposto a fare un’eccezione. Ed infatti ha scelto il periodo storico giusto per intervenire. Pensa se Gesù fosse venuto nel mondo per i mondiali in Sud Africa… Per farsi conoscere avrebbe dovuto probabilmente partecipare al grande fratello… Beh, lasciamo perdere che mi viene la pelle d’anatra.

      Avrai capito che sono molto distante dal tuo pensiero… Ma ognuno è libero di credere in quello che gli pare, fosse anche babbo natale.

    • 59.5
      dl31

      qui ci sta la versione semplificata:

      M-teoria – La teoria del tutto (versione semplificata)

    • 59.6
      dl31
    • 59.7
      dl31

      fittizio…..mi fa piacere che hai caoito perfettamente tutta la teoria….

      6 proprio un fittizio !!!!!!!!

      ora dato che teoricamente esistono le altre dimensioni, che fino ad ora non le possono comprovare per via delle tecnologie scadute e sopratutto della scadente metodologia di ricerca, allora dovresti non ragionare ancora a metà fermandoti sempre a cio che ci hanno imposto loro con il discorso di seguire a tutti i costi la scienza ufficiale !!!!!!

      la scienza ufficiale è una mezza verità….non tiene conto delle altre dimensioni….quindi è vera a metà, anzi forse meno di meta, forse un quinto o un sesto della realta !!!!!!

      poi tu insisti sugli illuminati come se fossi spaventato da loro, preoccupato……..

      ….LO VUOI CAPIRE CHE QUELLO PERFETTO È L’UOMO…..TUTTO IL RESTO È UN ELEMENTO CHE SERVE L’UOMO….ALCUNI ELEMENTI SONO RIBELLI E SONO GIUSTO GIUSTO QUELLI PIU VICINI ALLA MATERIA……

      IN TUTTI I TESTI SACRI SCRITTI CHE CI ARRIVANO SI PARLA DI SETTE (7) SCHIERE DI ANGELI (PRATICAMENTE) CHE HANNO CONTRIBUITO ALLA CREAZIONE, IN TUTTI SPIEGANO CHE ALLA FINE DELLA CREAZIONE L’ULTIMA SCHIERA (QUELLA ADDETTA ALLA MATERIA, ALLA COSTRUZIONE MATERIALE, AL COMPLETAMENTO DELLE IDEE DI DIO) SI SAREBBE RIBELLATA, CHI DICE PER UN MOTIVO E CHI PER UN ALTRO…..

      ……MA ALLA FINE QUELLI PERFETTI SIAMO NOI E LORO (IN TEORIA) SONO OFFESI PROPRIO PER QUESTO !!!!!!

      COME FANNO (O DOVEVANO FARE) PER VINCERE ??????

      SERVIRSI DEGLI ILLUMINATI……GLI ILLUMINATI SONO UOMINI COME NOI, MA SOGGIOGATI DA LORO, DALLA TENTAZIONE CHE LI PRENDE ALLA GOLA, IL DENARO, IL SAPERE, LA GLORIA QUESTE COSE POSSONO FOTTERE L’UOMO……

      IO PARLO DELLE ENERGIE CHE CI DOMINANO, CHE DOMINANO I SENSI DELL’UOMO TRAMITE LE FAMOSE DIMENSIONI DELL’ACQUA, DEL FUOCO, DELL’ARIA, DELLA TERRA, DEL LEGNO, DEL FERRO, ECC..ECC..

      TUTTE LE MATERIE PRINCIPALI DELLA VITA SONO CREATE DALLE STRINGHE ENERGETICHE CHE SONO ESPLOSE DURANTE IL BIG-BANG, GLI EONI, I SERAFINI SE VUOI !!!!!!

      MA COME DOVEVANO VINCERE LORO ?????? 

      DATO CHE NOI SENZA LA LORO GUIDA SIAMO LA m**dA DEL MALE (CHE LORO NON POSSONO, NON SANNO FARE) ALLORA CI HANNO SOGIOGATI E PRESI PER IL c**o TUTTI QUANTI……. NOI NON CAPENDO PIU UN CAXO DI NIENTE (DI TUTTE QUANTE LE DIMENSIONI) ABBIAMO FATTO IL MALE SULLA TERRA CHE ALTRIMENTI LORO NON AVREBBERO POTUTO FARE !!!!!!!!

       QUESTE STRINGHE IN VERITÀ QUINDI SONO ANGELI (CREDETEMI NON C’È ALTRO TERMINE CHE CI CALZA MEGLIO), STRINGHE ENERGETICHE FATTE PER FARE BENE IL LORO LAVORO SIN DALL’INIZIO, PER CREARE LE COSE, SONO GLI ARTIGIANI DI DIO, LE ESTENSIONI DI DIO, GLI EONI, GLI DEI, LE STRUTTURE CHIMICHE PORTANTI CHE GENERANO TUTTO IL RESTO DELLA MATERIA……….NON SONO IN VITA PER FARE DEL MALE MATERIALMENTE, MA NOI POSSIAMO TRASFORMARLE …SE SPINTI DA CATTIVI PENSIERI !!!!!!!

    • 59.8
      Alex69

      Dino Carpanetto
      Augustin Barruel
      storico della Rivoluzione

      L’albero della Rivoluzione.
      Le interpretazioni della Rivoluzione francese.
      A cura di Bruno Bongiovanni e Luciano Guerci
      Einaudi, Torino, 1989.
      http://www.einaudi.it

      Ad Augustin Barruel (1741-1820) è comunemente attribuita la paternità della teoria della ” cospirazione”, consegnata al grande pubblico dei controrivoluzionari da quello che fu uno dei bestseller della pubblicistica reazionaria, i Mémoires pour servir à l’histoire du jacobinisme. La tesi è nota:
      la Rivoluzione sarebbe stata deliberatamente preparata, messa in atto e portata alle sue estreme conseguenze da una triplice cospirazione: quella dei “sofisti dell’empietà”, cioè i philosophes dell’Illuminismo francese, i quali, seminando in tutta Europa miscredenza e ateismo, avrebbero scardinato ogni sorta di autorità; quella dei “sofisti della politica”, ossia i massoni, i quali, una volta convertiti al comunismo professato dagli Illuminati di Baviera, avrebbero messo in atto il perverso disegno di eversione; quella dei Giacobini, eredi dell’Illuminismo e figli del radicalismo massonico, che avrebbero completato il diabolico piano con il Terrore. In realtà della tesi del complotto Barruel non fu né l’unico né il primo assertore, come lo straordinario successo dei Mémoires ha fatto spesso credere. Infatti lo scritto di Barruel non è che il compendio conclusivo di una pubblicistica fiorita a partire dalla metà del secolo, che in un primo tempo si era accostata al fenomeno della massoneria con benevola curiosità, spinta dal gusto di svelare quei segreti che perlopiù venivano giudicati innocenti mascheramenti di un’associazione non pericolosa, se non persino benefica. Ma verso gli anni ottanta si erano delineate posizioni di ostilità verso la massoneria, che cominciò ad essere percepita come una società a scopo politico, ritenuta tanto più pericolosa quanto più trovavano credito assurde o verosimili congetture che si fondavano su diversi elementi, quali la ripresa della leggenda dei Templari, le accuse ai Gesuiti di collusione con le società segrete e gli stessi autentici conflitti all’interno del mondo massonico tra le logge del Grande Oriente e le nuove tendenze, che si dislocavano le une su un versante razionalista di aspra critica all’Antico Regime (gli Illuminati di Baviera), le altre su un versante mistico ed esoterico (i martinisti e gli swedenborghiani). Ma l’autentica svolta che preparò il terreno ideologico sul quale poi Barruel si mosse, fu piuttosto rappresentata dal fatto che le posizioni antimassoniche divennero la bandiera dei devoti reazionari, di parte sia cattolica sia protestante. A questo proposito Jacques Droz ha mostrato come le prime “rivelazioni” sul complotto massonico-giacobino trovino origine da un lato negli ambienti gesuitici del cattolicesimo austriaco che a metà degli anni ottanta si stavano riorganizzando per saldare i conti con il giansenismo, con il giuseppinismo e con lo spirito irreligioso dell’Aufklarung, dall’altro nei circoli pietistici del protestantesimo tedesco.
      In Francia alla vigilia dell’89 la polemica assunse i toni più accesi: accanto ad infamanti libelli – che nell’ansia di stracciare il velo che celava la presunta finalità sovversiva delle logge a volte non andavano tanto per il sottile, accomunando framassoni e philosophes a teosofi, mesmeriani, Templari, ugonotti, giansenisti e persino fisiocrati – vennero editi anche scritti più credibili, quali il noto Essai sur la secte des Illuminés (1789), opera del massone, storico e romanziere, marchese di Luchet. Con il pamphlet di Luchet, a cui si può affiancare Les Jésuites chassés de la maconnerie (1788), compilato da Nicolas de Bonneville, il futuro animatore del Cercle social, la polemica era ancora in parte interna alla stessa massoneria francese; dopo il 14 luglio essa si inasprì e divenne prerogativa dei reazionari, le cui pubblicazioni, via via che la Rivoluzione si radicalizzava, trovarono sempre più largo ascolto tra gli aristocratici, disposti a dimenticare i loro frequenti trascorsi massonici, il clero refrattario e gli emigrati. Al tempo stesso la pubblicistica controrivoluzionaria insisteva ripetutamente sul nesso causale tra philosophie e Rivoluzione. Gli scritti del conte Ferrand, dell’abate Lefranc, di Sabatier de Castres, i libelli del poligrafo Montjoie, di Cadet-Gassicour, di Sourdat de Troyes e dell’abate d’Hesmivy d’Auribeau, i cui Mémoires pour servir à l’histoire de la persécution francaise (1794) furono pubblicati a Roma con l’approvazione pontificia, contribuirono a rafforzare i convincimenti antimassonici e in specie a divulgare i due temi centrali nella cultura reazionaria cattolica: quello della Rivoluzione come opera della Provvidenza per punire la Francia di un secolo di agnosticismo e quello appunto del complotto giacobino-massonico. In questo modo il ” mito del complotto “, che aveva avuto tanta parte nel clima emotivo dell’epoca agendo come una componente rilevante nella mobilitazione dei contadini e del popolo di Parigi, veniva catturato dalla destra che, agitando pericoli più immaginari che reali, tentava di organizzare una controffensiva ideologica ai successi dei Giacobini.
      La vita e le opere di Barruel sono intrecciate al processo di formazione di una risposta cattolica e reazionaria ai Lumi e alla Rivoluzione. Nato nel 1741 nella regione di Haut-Vivarais, una terra di persistenti lotte religiose, Barruel è novizio nell’ordine dei Gesuiti quando, nel 1764, un editto del re scioglie la Compagnia di Gesù in tutta la Francia. All’età di 23 anni segue la diaspora dei confratelli, prendendo i voti in Germania e successivamente insegnando in collegio della Boemia e della Moravia. Rientrato in Francia, pubblica nel 1781 Les Helviennes ou lettres provinciales philosophiques (I parte), con cui si propone di smascherare agli occhi dei lettori ingenui e sedotti dai Lumi tutte le assurdità concettuali e le empietà dei philosophes. Dalla polemica suscitata dall’opera, che per altro ottiene un discreto successo, Barruel si difende con interventi suIl'”Année littéraire “, il giornale di Fréron a cui collaborava dal 1774. La seconda parte delle Helviennes (1788) e diversi pamphlets anteriori all’89 testimoniano la verve polemica dell’abate e la sua attenzione ad identificare i temi ideologici che consentivano di far leva sulla tradizione. Assunta nel 1788 la direzione del “Journal écclesiastique”, a cui lavora pressoché da solo fino alla chiusura nel luglio del ’92, Barruel lo qualifica come la voce del clero controrivoluzionario e ne amplifica la risonanza stringendo collaborazione con il “Giornale ecclesiastico ” di Roma.
      All’indomani del 10 agosto ’92, Barruel fu costretto a nascondersi per sfuggire alle minacce di morte e pochi giorni prima dei massacri di settembre emigrò in Inghilterra, dove fu mantenuto come elemosiniere presso la famiglia del principe di Conti, in passato, esponente di punta del partito parlamentare ostile a Turgot. Ben accolto da Burke, trovò protezione ed incoraggiamento in Lord Clifford che lo aiutò a pubblicare i suoi lavori. A Londra diede alle stampe l’Histoire du clergé pendant la révolution francaise (1793), un lungo capo di accusa contro la Costituzione civile del clero, in cui dava la stura al rancoroso spirito di vendetta dell’ex gesuita e dell’emigrato contro gli illuministi, colpevoli di aver mandato in rovina la Compagnia, e contro i rivoluzionari, colpevoli di aver trascinato la Francia nel regno dell’anarchia e dell’ateismo. Da abile polemista, Barruel praticava un modulo narrativo che si rivelerà di indubbia efficacia quando di lì a pochi anni sarà più compiutamente percorso nei Mémoires, incentrato sulla mescolanza tra il gusto del sensazionale, della clamorosa rivelazione, lo sdegno pugnace del moralista e l’apparente serietà dell’erudito, capace di allineare pagine e pagine di soverchiante documentazione. Nell’Histoire du clergé la massoneria restava in ombra: la congiura – ed è la prima volta che Barruel abbraccia tale spiegazione – era stata operata dai “filosofi politici” capeggiati da Mirabeau e rappresentati al più alto livello da Condorcet, “l’abominevole sofista, il bastardo di Lamettrie, di Hobbes e di tutti gli atei”, e dai “filosofi atei”, “aborti di Bayle e di Voltaire, che avrebbero piuttosto sofferto cento Neroni sul trono che un sol prete sull’altare”. Alla requisitoria non sfuggivano neppure i fisiocrati, anch’essi accusati di aver cospirato a distruggere l’autorità della Chiesa con la loro fede nei dogmi dell’economia, autentica religione naturale e perciò anticristiana. Necker era stato l’uomo decisivo, colui che aveva raccolto i tanti fili della cospirazione e si era adoperato per affrettare la caduta di Luigi XVI. Nella seconda parte del libro, dedicata alle leggi approvate dalle assemblee rivoluzionarie e in specie alla famigerata Costituzione civile del clero, Barruel calcava ancora più i toni denigratori, senza temere ad esempio di far ricorso all’antisemitismo, per concludere con l’invettiva contro i Giacobini, “feroce setta di mostri che si mordono, si straziano, si assassinano l’un l’altro.
      Solo resta Robespierre in mezzo ai suoi masnadieri, perché sono alla Francia ancora necessari i carnefici”. Affermazioni siffatte erano la prova che a Barruel interessava non tanto compiere uno sforzo di analisi politica, quanto piuttosto eccitare gli animi dei cattolici e demonizzare gli avversari. La tesi era infatti di una banale semplicità: il complotto contro la Chiesa e la religione non poteva che essere il preludio del complotto contro la monarchia; la stessa mano che aveva insanguinato l’altare – e Barruel faceva riferimento ai massacri e alle deportazioni di preti del settembrè ’92 -avrebbe finito col rovesciare il trono.
      Gli stessi motivi polemici che nel 1793 apparivano come strumenti di una battaglia politica in corso, nella quale i controrivoluzionari, perlopiù esuli, dovevano contrapporsi ai successi dei Giacobini, riproposti a distanza di quattro anni assumevano ben altra valenza. Infatti, se si tiene conto che i Mémoires pour servir à l’histoire du jacobinisme furono pubblicati la prima volta a Londra nel 1797, quando in Francia il Direttorio trionfava, si ha l’impressione di trovarsi di fronte a quella che è stata definita una facile “profezia del passato” (Baldensperger 1924) che, sulla falsariga della leggenda del complotto, amplificava la trama di un racconto che già prima Barruel, e, come si è detto, non solo lui, aveva impostato sul piano ideologico. Processare il secolo dei Lumi per poi condannare in toto la Rivoluzione costituiva la premessa di quella restaurazione del cattolicesimo e dell’ autorità monarchica che la cultura reazionaria si proponeva. L’impianto dei Mémoires non era sostanzialmente diverso dal precedente pamphlet; ciò che li caratterizzava era la dimensione, molto ampia, e il tono, ancor più poemico, in certi passi quasi delirante. Una buona metà dello scritto era dedicata a svelare la prima delle tre cospirazioni, quella dei philosophes e dei politici, sovrani e ministri riformatori, da loro ispirati. Come tanti imputati chiamati al banco di accusa di una sorta di processo inquisitoriale, Barruel passava in rassegna gli intellettuali francesi della seconda metà del secolo: dal Gotha dell’Illuminismo degli anni sessanta, là dove si annidavano i quattro capi della congiura, cioè Voltaire, la mente pensante, d’Alembert, l’agente organizzatore, Diderot, il primo degli affiliati, e il loro protettore Federico II, si scendeva fino alla vigilia della Rivoluzione lungo una catena di complicità che coinvolgeva anche i personaggi minori. Qualcuno poteva essere guardato con una certa benevolenza; è il caso, non certo paradossale, di Rousseau, che pur essendo ovviamente collocato tra gli dèi dell’empietà, veniva trattato con benevolenza perché non si era fatto predicatore di ateismo. A Condorcet, invece, per il suo ateismo e per il fatto di essere l’anello di raccordo tra Illuministi e Giacobini, erano riservate le più pesanti contumelie. La requisitoria procedeva col metodo delle citazioni, spesso disinvolte e forzate, di passi di libri o di articoli che Barruel utilizzava come prove del complotto premeditato e che comunque, al di là delle ingenue strumentalizzazioni, rivelano un’indubbia familiarità con i testi dell’Illuminismo. Quando in rare pagine le apocalittiche invettive si stemperavano, allora Barruel dava spazio ad argomentazioni politiche. E il caso dei paragrafi dedicati a Montesquieu. Quasi a malincuore e operando diversi “distinguo”, l’abate finiva col collocare Montesquieu tra le principali fonti di ispirazione dei sofisti, perché era stato maestro di dubbi e di inquietudini che avevano insegnato ai francesi a diffidare della loro monarchia. Foriera di ribellione era stata la teoria della separazione dei poteri, che prefigurava un sistema politico di tipo anglosassone non confacente alla Francia per ragioni storiche e geografiche. E infine Montesquieu aveva posto il grande principio di ogni rivoluzione democratica: ” Ogni uomo che, in uno Stato libero, è ritenuto avere uno spirito libero, deve governarsi da se stesso”. Era così definita la linea di filiazione da Montesquieu a Rousseau: “Montesquieu aveva saputo risvegliare le idee di libertà, di uguaglianza; Rousseau ne fece il bene supremo”. Il ginevrino in fondo era stato l’erede più consequenziale della lezione di democrazia che Montesquieu aveva di fatto già compiutamente svolto, pur celandola sotto le sottigliezze di un’analisi solo apparentemente disinteressata. Mutatis mutandis, e rovesciato il segno ideologico, l’identica tesi della dipendenza di Rousseau da Montesquieu apparteneva in quegli anni anche alla cultura politica dei Giacobini.
      Ai philosophes seguivano in lunga fila gli affiliati, con in testa ovviamente Federico Il, seguito da Giuseppe II (la cui politica religiosa era giudicata preludio alla Costituzione civile del clero), da Cristiano VI di Danimarca, da Stanislao Augusto Poniatowski, da Gustavo III. Caterina II veniva riabilitata al giudizio della storia: erano stati gli illuministi a considerarla una loro seguace, mentre in realtà la zarina si sarebbe comportata ben diversamente impedendo la circolazione dei libri francesi e atteggiandosi in modo liberale con la nobiltà e con la Chiesa. D’Argenson, Malesherbes, Maupeou, Turgot, Necker, Brienne, tra i politici francesi, erano giudicati i principali esponenti della cospirazione e i loro nomi si stagliavano sull’orizzonte di una mappa assai precisa degli uomini che in varia misura furono impegnati in tentativi di riforma. Dopo gli uomini, gli avvenimenti premonitori della Rivoluzione, frutto anch’essi di un deliberato progetto sovversivo: le rivoluzioni di Ginevra dal 1770 al 1782 fomentate dai philosophes, in primo luogo da Voltaire che aveva trasformato la vicina città di Versoy, voluta da lui e da Choiseul, in un ” foyer de fermentation “; le battaglie dei Parlamenti; le insurrezioni in Boemia nel 1773; le rivolte dei contadini in Transilvania nel 1784, di cui Barruel stendeva un dettagliato resoconto. Di fatto egli compilava una sorta di storia della crisi dell’Antico Regime che, al di là dell’irritante retorica e delle ingenue affermazioni, può offrire motivi di riflessione atti a cogliere temi e prospettive che confluiranno successivamente nella storiografia della Restaurazione e molto più avanti saranno rielaborati dalla storiografia non reazionaria, che, mutato il segno ideologico, percorrerà itinerari analoghi, muovendosi anch’essa alla ricerca delle origini intellettuali di quella cesura profonda e ponendo il problema della Rivoluzione francese come punto alto di una più generale crisi continentale. Nella seconda parte dei Mémoires Barruel denunciava la cospirazione massonico-giacobina allineando pagine e pagine di analisi sulla massoneria, di cui intendeva svelare persino i più minuti segreti, le più diverse ramificazioni, attraverso quello che all’apparenza poteva anche sembrare un puntiglioso scandaglio, ma che in realtà al vaglio della storiografia risulta ormai essere null’altro che un centone impreciso di informazioni fortemente manipolate, con la parziale eccezione dei capitoli dedicati agli Illuminati di Baviera. Qui Barruel poteva essere più credibile perché disponeva di una fonte omogenea e affidabile costituita dagli scritti del tedesco Starck, e più in generale della stampa antirivoluzionaria tedesca (Hoffmann, Zimmermann, Girtanner, “Wiener Zeitschrift”), che fin dal 1791 aveva denunciato quella pericolosa “cospirazione”. Nel fuoco della polemica poco importava che anche questi capitoli dei Mémoires fossero inficiati da forzature ed errori, come quello di considerare tutti gli Illuminati degli atei e dei comunisti, o di credere che essi si fossero infiltrati nelle logge massoniche di mezza Europa per piegarle ai loro piani eversìvi. Simili affermazioni meritarono la severa critica sia di un contemporaneo, controrivoluzionario e massone, come de Maistre, il quale difese il carattere spirituale di un settore della massoneria, ossia dei martinisti, sia dì diversi storici di parte massonica attivi nell’Ottocento e agli inizi del Novecento, ai quali il ruolo demiurgico attribuito da Barruel alla massoneria poteva non dispiacere, a patto di ribaltarne le premesse ideologiche e il giudizio complessivo.
      I Mémoires fecero discutere ancor prima di essere integralmente pubblicati. Negli ultimi due volumi usciti a pochi mesi di distanza dai primi, Barruel inserì nel testo e nelle note le sue risposte a giudizi già apparsi su periodici inglesi reazionari, quali l'”Anti-Jacobin Review” e il “British Critic”. Già nel 1798 il pubblico inglese poteva disporre di una traduzione, stampata a Dublino e curata dall’amico Robert Clifford, che nello stesso anno pubblicò uno scritto dal significativo titolo Application of Barruel’s Mémoirs of Jacobinism to the Secret Societies of Ireland and Great Britain. Ad Amburgo l’editore Fauche, fratello del più attivo agente della controrivoluzione, ristampò i Mémoires tra il 1798 e il 1799 nella edizione che risulterà poi la più conosciuta, tanto da essere spesso scambiata con la prima. Ad essa seguirono in poco tempo quattro ristampe. Lo stesso Fauche fu editore di un fortunato Abrégé, rapidamente predisposto da Barruel stesso, che meritò ben cinque edizioni tra il 1799 e il 1801. Repentine furono anche le traduzioni in italiano e in tedesco, entrambe del 1802, in portoghese, sotto forma di estratti (Lisbona 1809), in spagnolo (Barcellona 1810) e in russo (Mosca 1805-1809). Nonostante l’ampia e puntuale confutazione che dei Mémoires volle compiere l’ex presidente dell’Assemblea costituente, Jean-Joseph Mounier, il quale mostrò l’assoluta ininfluenza della massoneria sulla Rivoluzione, lo scritto di Barruel conobbe uno straordinario successo nel corso dell’Ottocento, particolarmente significativo in Germania, dove i Mémoires fornirono un contributo di rilievo all’enucleazione del romanticismo di stampo reazionario. In Francia Barruel fu oggetto di un rinnovato interesse all’inizio del nostro secolo, quando il tema del giacobinismo tornava all’attenzione degli storici, ancor prima della rivoluzione russa. Augustin Cochin, che non poteva certo credere nel valore storiografico dei Mémoires, affermò di volerne riprendere il disegno, per analizzare le forme e i modi della trasformazione dell’ideologia illuminista in quella giacobina. Negli anni trenta, se è comprensibile che uno storico di destra quale Bernard Fay si proponesse di completare la storia del giacobinismo di Barruel, non stupisce che un laico come Gaston Martin, pur non credendo al ruolo demiurgico della massoneria, volesse valorizzare l’intervento del Grande Oriente nella fase di preparazione all’89. Più accettata dalla storiografia “classica” dei Mornet, dei Lefebvre e dei Soboul fu la tesi esposta da Albert Lantoine nel 1935, che sosteneva la rilevanza storica della massoneria unicamente come forma interna di critica all’Antico Regime, in polemica con Mathiez che aveva giudicato le logge null’ altro che “sociétés de ripaille et d’amusement”. Ma con queste considerazioni ci si trova ormai al di là della discussione su Barruel, la cui ingenua e melodrammatica visione non poteva trovare credito tra gli storici, ma restava e resta come uno scritto da valutare con attenzione a causa della notevole influenza da esso esercitata non solo nell’ambito di “certe elucubrazioni pseudostoriografiche della destra europea” (Diaz), ma anche in un comune sentire a proposito di Giacobini e massoni passato dalla storiografia alla politica e nel persistente successo del significato “ad deterrendum “del termine giacobino, successo evocato trent’anni or sono da Saitta nella famosa querelle con De Felice.

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Mamme lavoratrici: la triste realtà che si cela dietro alla famiglia del Mulino BiancoPubblico questa lettera (inviata a Beppe Severgnini sul Corriere della Sera), che fa venire il magone non solo a chi l'ha scritta ma anche a me che l'ho letta, e nella quale credo si riconoscano tante, troppe mamme lavoratrici, perché sia motivo di riflessione sul modo in cui si è...--> LEGGI TUTTO

La lobby dello zucchero uccide – i nuovi documenti tenuti nascosti

la lobby dello zucchero uccideNEW YORK: Decine di scienziati, negli Anni 60, furono pagati dall'industria americana dello zucchero per sminuire il collegamento tra consumo di zucchero e problemi cardiaci e spostare così l'attenzione sui grassi saturi. A rivelarlo sono una serie di nuovi documenti scoperti recentemente da un ricercatore della University of California di...--> LEGGI TUTTO

CURIOSITA’

Dai siti web agli oggetti web: la rete delle idee che sta per arrivare.

Libro digitale su una panchina internet delle cose Che lo crediate o no, c'è stato un tempo in cui per costruire un sito web di successo bastava conoscere un po' di html. Era la fine degli anni '90 ed è stato così anche per una buona parte degli anni 2000. Affittavi un po' di spazio...--> LEGGI TUTTO

Come funziona l’Italia: noi siamo quelli con il fiore in mano

Come funziona l'ItaliaCome funziona l'Italia Ecco come funziona la nostra società. Questa è l'Italia. E, ...caso mai cercaste il pallino "voi siete qui", in questo disegno noi siamo quelli con il fiore in mano....--> LEGGI TUTTO

I nanorobot a controllo mentale che vi osserveranno.

I NANOROBOT A CONTROLLO MENTALE CHE VI OSSERVERANNOPer la prima volta, una creatura vivente è stata controllata dall'uomo utilizzando esclusivamente il pensiero, grazie a nanorobot che hanno rilasciato all'interno di alcuni scarafaggi dosi programmate di farmaci, in risposta all'attività cerebrale di chi ha condotto l'esperimento. Una tecnica che - sostengono già alcuni - potrebbe essere molto utile per il trattamento...--> LEGGI TUTTO

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Volete sapere perché siamo 73° per libertà di stampa? Eccovi serviti!

Libertà di stampa - in Italia siamo semi-liberi di Godot_74 L'Italia nel 2015 è scesa al 73° posto nella classifica sulla "libertà di stampa". Viene definita anche "semi-libera". Più che parlare di libertà di stampa, però, forse sarebbe il caso di concentrare l'attenzione sulla sua completezza, indipendenza ed obiettività. (altro…)...--> LEGGI TUTTO

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Video dal web

Rosi Bindi: sono i Cinque Stelle a volere il vitalizio!

Rosi Bindi Rosi Bindi: sono i Cinque Stelle che vogliono il vitalizio!...GUARDA

Roberto Fico (M5S): basta con gli uomini soli al comando!

Roberto FicoRoberto Fico, deputato M5S a capo della Commissione di Vigilanza Rai, risponde sulla questione della legge elettorale e sulle voci di una sua candidatura alla guida di un possibile Governo a 5 Stelle. ...GUARDA

Renzi si è dimesso: il video dell’annuncio in diretta dal Quirinale

renzi-dimissioni-quirinale Matteo Renzi ha dato le dimissioni. Aperta la crisi di Governo. L'annuncio in diretta dal Quirinale, dopo il colloquio con Sergio Mattarella. Da domani alle 18 partono le consultazioni. Il calendario sarà reso disponibile dall'ufficio stampa del Quirinale....GUARDA

Referendum: vinta una battaglia, ma la guerra continua – Diego Fusaro

fusaro-vinta-la-battaglia-ma-non-la-guerra "L'élite mondialista tornerà presto o tardi ad attaccare la Costituzione e lo Stato sovrano nazionale. Il suo obiettivo è quello della distruzione degli stati sovrani nazionali, che dopo il 1989 sono i soli ancora a resistono come luoghi del primato della politica sull'economia. La battaglia è...GUARDA

Attenzione: ecco come vogliono ribaltare l’esito del referendum

come-ti-ribalto-il-referendumATTENZIONE: ieri sera ho fatto questo video. E stamattina... zac: La Stampa conferma tutto: Padoan vuole chiedere aiuti all'ESM. Sapete cosa significa? Significa RIBALTARE IL NO AL REFERENDUM e prendersi in casa la Troika. QUESTO NON DEVE ACCADERE. Non c'è nessun Governo legittimo attualmente nel Paese, e qualunque decreto legge...GUARDA

La vittoria dell’informazione e i pericoli del dopo Renzi

claudio messora Il No al referendum costituzionale è la vittoria dell'informazione contro chi pensava che per convincere gli italiani a votare basta una comunicazione semplificata, comprensibile a un bambino delle scuole medie. La sconfitta di Renzi passa anche per una ipersemplificazione della Comunicazione che non ha convinto e...GUARDA

Barbareschi ai giovani: “Siete superficiali! Avete votato no per ribellarvi al paterno!”

Barbareschi ai giovani: "Siete superficiali! Avete votato no per ribellarvi al paterno!" Luca Barbareschi traccia un quadro deprimente dei giovani che hanno votato no al referendum: sarebbero disinformati, superficiali, privi di strumenti, e con un grosso problema con il paterno, che li induce a ribellarsi contro qualsiasi cosa senza mai entrare nel merito....GUARDA

Barbareschi: siamo ascoltati e spiati da tutti i telefonini.

barbareschi-siamo-tutti-spiati-icona-play Luca Barbareschi, il popolare showman ora direttore del Teatro Eliseo a Roma, ha un'idea ben precisa sulla società della comunicazione digitale. A RaiNews24, il giorno dopo del voto al referendum, dice: "Siamo in democrazia... Capisco che ormai siamo ascoltati e spiati...GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>