L’emendamento della rete al Diritto di Rettifica

 

Pochissimi giorni fa, su Byoblu.Com, ho lanciato insieme a Roberto Cassinelli l’appello alla riscrittura condivisa dell’emendamento al comma 29 del DDL Intercettazioni: il cosiddetto Diritto di Rettifica applicato alla rete.

Perchè collaborare a sistemarlo anzichè stralaciarlo direttamente? Perché fino all’indomani dell’articolo “Proponiamo il nostro emendamento” nessuno se ne stava veramente occupando. L’opposizione abbandonava le aule e i media tuonavano, ma solo in riferimento alla problematica della pubblicazione delle intercettazioni. Del comma 29 (ex. 28) non importava e, sostanzialmente, continua a non importare niente a nessuno, fatto salvo per qualche timida proposta che inizia a fare capolino su internet. Ezio Mauro e De Bortoli hanno altro a cui pensare: la rete è un giocattolo da cui pescare spunti, da citare di tanto in tanto perché fa molto chic, magari per parlare dell’iPad, ma che non merita titoli superiori alla dimensione di un atomo di stronzio (abbondantemente presente nella stronzianite) neppure quando la blogosfera, questo manipolo di dilettanti allo sbaraglio, rischia seriamente di chiudere per rettifica.

Date queste premesse, nell’ipotesi che il Diritto di Rettifica passi – come è probabileindisturbato, è giocoforza assicurarsi che faccia il minor numero di danni possibile. Da qui l’impegno mio, di Cassinelli e di tutta la rete a formularne una versione accettabile sia per la maggioranza che per la rete. Se poi qualcuno si prenderà davvero la briga di abrogarlo, o riuscirà addirittura a farlo stralciare durante la discussione alla Camera, tanto meglio, ma avere un piano B non guasta.

 

La prima versione del comma 28 (che forse ora è il 29), quella attualmente in vigore, potete trovarla nel mio articolo del 5 febbraio 2009, dove proponevo l’adozione del semplice meccanismo del trackback per comporre in maniera automatica ed indolore la questione. L’emendamento originale di Cassinelli è illustrato nell’articolo di venerdì scorso, nel quale io e Roberto abbiamo richiesto la collaborazione della rete. Leggo con piacere che anche Il Nichilista di Fabio Chiusi è impegnato nella battaglia. Lo ringrazio: più siamo, meglio è.
Ora, tutti i commenti che avete copiosamente sganciato sul blog, su Youtube e su Facebook sono stati presi in considerazione, nei limiti del possibile, e hanno contribuito alla stesura di una nuova versione dell’emendamento Cassinelli al Diritto di Rettifica, che per brevità e un po’ di sacrosanta presunzione chiameremo L’Emendamento della Rete.

Eccolo:

PROPOSTA DI EMENDAMENTO

 


ART. 1

Al comma 29, lettera a), sostituire il secondo periodo con il seguente: « Per le pagine pubblicate sulla rete internet, le dichiarazioni o le rettifiche sono inserite, attraverso una nota e senza alcun commento, in calce all’immagine o al testo cui fanno riferimento, entro quarantotto ore dalla richiesta se si tratta di una pagina appartenente ad un sito di informazione registrato presso la cancelleria del tribunale ai sensi dell’art. 5 o presso il registro degli operatori della comunicazione. In tutti gli altri casi, il termine è di sette giorni e decorre dal momento in cui il gestore della pagina, che agisce anche in forma anonima, prende a carico la richiesta di rettifica. ».

Al comma 29, lettera d), sostituire le parole: « per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica» con le seguenti: « per quanto riguarda le pagine pubblicate sulla rete internet ».

Al comma 29, lettera e), sostituire le parole: « o delle trasmissioni informatiche o telematiche, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, » con la seguente: « o il gestore delle pagine pubblicate sulla rete internet ».

Al comma 29, dopo la lettera e), inserire la seguente lettera f): « f) il comma 6 è sostituito dal seguente: “6. La mancata o incompleta ottemperanza all’obbligo di cui al presente articolo è punita con la sanzione amministrativa da euro 7.500 a euro 12.500. Per le pagine pubblicate sulla rete internet, purché il responsabile della pagina abbia indicato un recapito di posta elettronica valido e purché siano gestite senza scopo di lucro, la sanzione amministrativa va da euro 250 a euro 2.500″. ».

 


Modifiche alla lettera a):

* La parola “internet” fa parte del vocabolario della lingua italiana, quindi è incomprensibile il reiterato tentativo del legislatore di utilizzare definizioni particolarmente complicate per indicare i siti pubblicati in rete. L’emendamento parla di “pagine pubblicate sulla rete internet” anziché di “siti informatici”.
* Non si parla più di posizionamento, caratteristiche grafiche, visibilità e metodologia d’accesso alla rettifica: semplicemente si dice che essa va inserita in calce al contenuto cui fa riferimento.
* Il termine entro il quale si deve adempiere è di 48 ore per i siti di testate registrate, e di 7 giorni per i siti non registrati.
* Al di là delle divergenze di carattere strutturale (una redazione professionale ha sempre la possibilità di intervenire sulle proprie pagine, mentre un blogger potrebbe essere in vacanza lontano dal PC), non va dimenticato che – mentre una testata registrata ha dei recapiti chiari – non è sempre così (anzi, non lo è nella maggior parte dei casi) per i siti e blog amatoriali. Per questo l’emendamento fa decorrere il termine di 7 giorni per i siti non registrati “dal momento in cui il gestore della pagina, che agisce anche in forma anonima, prende a carico la richiesta di rettifica”.

Modifiche alla lettera d):

* Si tratta di una modifica della definizione di “siti informatici”, come per la lettera precedente.

Modifiche alla lettera e):

* Attualmente il testo prevede la figura del “responsabile delle trasmissioni informatiche o telematiche, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”. Si tratta di una definizione di poco significato, poiché i siti amatoriali non hanno un “responsabile”, ed i “giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” rientrano nella già presente categoria dei “giornali e periodici”. Quindi, si introduce la figura del “gestore delle pagine pubblicate sulla rete internet”.

Introduzione della lettera f):

* Non si può pensare di punire allo stesso modo, in caso di inottemperanza, l’editore del Corriere della sera ed un blogger amatoriale. Quindi, per i siti “senza scopo di lucro” (cioè i siti gestiti amatorialmente) la sanzione è sensibilmente ridotta. Unica condizione: che all’interno del sito sia indicato un indirizzo e-mail valido (l’indirizzo può ovviamente essere di fantasia: nessuno obbliga il blogger a svelare la propria identità).

Riassumendo, sono state accolte molte delle obiezioni della rete, nell’esigenza di contemperare la salvaguardia della blogosfera con la necessità di rendere la proposta passibile di approvazione alla Camera (è inutile fare tanta fatica per mettere insieme qualcosa che non ha nessuna speranza di essere approvato: questo è il Piano B, chiaro?).

La modifica più importante riguarda la diversificazione degli importi delle sanzioni applicabili, che rimangono quelle stabilite dalla legge sulla stampa (da 7500EUR a 12500EUR) solo per le testate giornalistiche e per i blog tenuti in esercizio a fini di lucro, mentre tutti gli altri (i nostri, per intenderci) saranno soggetti ad un’eventuale ammenda che varia tra i 250EUR e i 2500EUR.
Resta da stabilire, ma questo è un problema annoso, cosa si intenda per fini di lucro. Qualche annuncio pubblicitario che rende si e no (quando va bene) un cappuccino al giorno rientra nel concetto di lucro? Immagino di no, ma sarebbe opportuno capire meglio.

Una riformulazione di assoluta importanza è quella che stabilisce quando parte il conto alla rovescia entro il quale il blogger deve pubblicare la rettifica. Prima si diceva genericamente che ci sono 48 ore di tempo (sette giorni nella proposta Cassinelli), ma se il blogger vive in famiglia ed è la mamma a ritirare l’eventuale raccomandata A/R con richiesta di rettifica – e le mamme sono come i Presidenti della Repubblica: firmano tutto – si pone un problema serio: cosa succede se lo sfortunato giornalista della rete è in vacanza, o senza connessione ad internet, o peggio ancora in ospedale? Così, il nuovo emendamento Cassinelli parla genericamente di sette giorni che decorrono dal momento in cui la richiesta di rettifica viene presa in carico. Non male. Si tratta di capire come si stabilisce che un blogger ha davvero preso in carico una richiesta di rettifica, ma si lascia sicuramente più agio ad interpretazioni elastiche che tengano conto della situazione di precarietà nella quale i blogger vivono e si muovono per affinità elettiva.

Di più: il nuovo emendamento sgombera anche il campo da molte delle altre perplessità che avete sollevato. Come si comunica una richiesta di rettifica? Con una semplice email, a patto che il gestore del blog abbia pubblicato un indirizzo email cui essere contattato per ogni genere di chiarimento. E se la presenza di una forma di contatto ben visibile su ogni blog sarà conditio sine qua non, la buona notizia è che potrà essere totalmente anonima. Al legislatore non interessa sapere chi c’è dietro a un blog, purché vi sia un modo per richiedere al blogger che lo gestisce di pubblicare un’eventuale rettifica. Mi sembra un compromesso ragionevole.

Sparisce poi la definizione di responsabile delle trasmissioni informatiche o telematiche, troppo pomposa e soprattutto inapplicabile al mondo della blogosfera, per fare spazio alla locuzione omnicomprensiva “gestore del blog“. A dire il vero, Cassinelli meritoriamente spinge per abolire tutte quelle macchinosissime arzigogolate definizioni con il quale il legislatore solitamente si riferisce alla rete, e parafrasando Neil Armostrong compie un piccolo passo per il parlamentare, un grande passo per la politica, ovvero introdurre il concetto universale, incontrovertibile, assiomatico di internet. Fiat Lux! Come on baby, lo sappiamo tutti cos’è internet: chiamiamola col suo nome! Il primo passo verso l’amore per un figlio è sempre… riconoscerlo.

Altra sensibile miglioria è il collocamento della rettifica. Prima era necessario pubblicarla con le stesse modalità grafiche e per un tempo almeno pari a quello in cui la notizia originale era rimasta in evidenza. Il che avrebbe costretto ad acrobatici stratagemmi per continuare a pubblicare pur lasciando in home page il testo di una rettifica, magari per un mese intero se il post da rettificare era l’ultimo prima di partire per le vacanze. La rete, tuttavia, non funziona così: i motori di ricerca indicizzano l’articolo originale e, se ha avuto discreto successo, comparirà sempre e comunque in cima alla lista dei risultati, al di là della pubblicazione di un’eventuale rettifica. Questo rende di fatto inutile la rettifica stessa, non rendendo giustizia alla replica di chi può essere ingiustamente calunniato. Cosa c’è di più semplice e meno invasivo che pubblicare viceversa il testo della replica in calce all’articolo oggetto della controversia? In questo modo si ottiene il risultato di renderlo sempre consultabile insieme al post originale e, nel contempo, diventa quasi un commento, magari speciale, da leggersi appena prima dei normali commenti dei visitatori. In più, oltretutto, non si blocca la normale programmazione di un blog con un articolo estemporaneo, invasivo, che oltre a correre il rischio di essere scarsamente visibile a mano a mano che ci si allontana dalla data di pubblicazione, mal si adatta allo stile editoriale e alla frequenza di pubblicazione del blogger.

A conti fatti, sempre nel quadro delle premesse iniziali, mi sembra che si sia imboccata la strada giusta. Un grazie a Cassinelli per l’accoglimento dei nostri rilievi mi sembra doveroso. Tanto più che la strada, se Berlusconi non blinda il testo e se il DDL non viene dirottato sui binari dell’alta velocità, è ancora lunga e c’è ancora spazio per le nostre osservazioni.

La palla torna alla rete. Dateci dentro.


 

guarda la mia prima proposta sul diritto di rettifica, il 5 febbraio 2009

 

  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Delicious
  • Segnalo
  • Diggita
  • Reddit
  • StumbleUpon
  • LinkedIn
  • Upnews
  • FriendFeed
  • Google
  • Tumblr
  • Email
  • OkNotizie
donate

23 risposte a L’emendamento della rete al Diritto di Rettifica

  • 14
    fotocolor3

    RAGAZZI , SIGNORI, ADULTI E BAMBINI, MA NON SIETE STUFI DI QUEST’ITALIA FATTA DI MENZONIERI CHE NON FANNO ALTRO CHE TIRAR ACQUA AL LORO MULINO E SE NE FREGANO DI TUTTI NOI?

    NON VI SEMBRA SIA ORA DI FARE UN REFERENDUM ?

    NON VI SEMBRA SIA ORA DI FARE IL REFERENDUM PER SCIOGLIERE QUESTO GOVERNO E MANDARE A CASA TUTTI DAL PRIMO ALL’ULTIMO I POLITICI PRESENTI E COMINCIARE A CREARE UNA NUOVA CIVILTà FATTA DI GENTE COMUNE CHE SA COSA CAVOLO VUOL DIRE SUDARSI LA PAGNOTTA E NON GIOCA SICURAMENTE CON LE TASCHE DEGLI ALTRI ?

    IO SONO UN POVERO PIRLA PERCHè DA SOLO SONO UN GRANELLO DI SABBIA NELL’UNIVERSO, MA SO CHE C’è QUALCUNO DI SICURO CHE SAPRà COME MUOVERSI PER POTER REALIZZARE UN REFERENDUM DI QUESTO GENERE

    QUINDI LASCIAMO ORAMAI LE BAZZECCOLE A QUEI 4 ………. NON SO NEMMENO IO COME CHIAMARLI ( FORSE MEGLIO NEMMENO DARGLI UN NOME A QUELLI LAGGIù A ROMA) E CORTESEMENTE SE QUALCUNO LO SA FARE ………… LO FACCIA COMINCI A PRENDER SU LE FIRME PER STO REFERENDUM , SIAMO NOI CHE  LI PAGHIAMO, QUINDI SIAMO NOI CHE LI POSSIAMO MANDARE A CASA, E CON LA PENSIONE A 65 ANNI MA NON DA POLITICO MA LA MINIMA DI 516 EURO  VISTO CHE CI SONO MOLTE PERSONE CHE NON SANNO COME CAMPARE NON PENSO SIA GIUSTO FAR AVERE A LORO LE PENSIONI POLITICHE.

    E’ ORA DI CAMBIARE SVEGLIAMOCI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

     

    GD Star Rating
    loading...
  • 13

    Il DDL Intercettazioni non metterà a tacere i cittadini della Rete: basta linkare attingendo all’estero, basta automatizzare la procedura per richiedere la rettifica. Il Palazzo non sembra averlo considerato…


    L’Avvocato Stefano Aterno ed il Presidente dell’Istituto per le politiche dell’innovazione, Dott. Guido Scorza, hanno collaborato con quelli di Agora Vox alla stesura di questo articolo: “Chi la Rete ferisce, di Rete perisce”.

    Le scappatoie, nel peggior dei casi, fortunatamente ci sono.

    Complimenti a te Claudio per l’impegno profuso.

    Ciao a tutti!

    GD Star Rating
    loading...
  • 12
    ernesto

    In risposta a quanto riportato più sopra da Byoblu (chiedo scusa ma con i blog non mi ci trovo).

    L’altra proposta è arrivata dopo ? Bene, ma sei tu che hai detto che nel momento di difficoltà delle rete ci si deve unire, perché già siamo pochi, e poi appoggi la proposta peggiore (lo dice Scorza!) La divisione renderà impossibile farle passare tutte e due.
    E poi, sei tu che hai chiesto un parere alla rete, se il parere non ti interessa e cerchi di portare avanti la TUA idea, padronissimo, sei sul TUO blog (per quel che mi riguarda hai il sacrosanto diritto anche di censurare i commenti, dato che il blog è casa TUA), ma se cerchi il parere della rete dovresti fare come ha fatto Chiusi che ha presentato le 2 proposte consentendo alla gente di capire e poi scegliere.
    Quello che mi sarei aspettato (non pretendo che tu debba sapere tutto) è che dopo aver letto (perché lo hai letto visto che hai replicato) il mio commento dove indicavo l’alternativa, tu dicessi qualcosa del tipo: “Ah interessante, vediamo di che si tratta”.

    Quando si tratta di scegliere se non si hanno tutte le informazioni la scelta non è libera. Quindi, dire, qui abbiamo una pessima legge, qui c’è l’emendamento Cassinelli che è il miglioramento della legge, chi vuoi che ti dica “non mi sta bene”? E’ chiaro che tutti diranno “si, grazie a quello che fai”. Ma fai la controprova, verifica i commenti (tra il tuo blog, il Nichilista e Cassinelli) che entrano nel merito della questione e danno pareri un po’ più tecnici, cioè quelli che hanno letto e si presume capito a fondo la questione: ebbene non ne ho visto uno che è favorevole all’emendamento Cassinelli. Sarà un caso ?

    Ho detto che non avrei scritto più su questo blog non perché ho una visione fascista della democrazia ma perché mi sembra ridicolo litigare sul punto, ognuno ha le sue idee, tu hai detto le tue, ti ringrazio di avermi consentito di dire le mie, ma visto che le hai lette senza ritenerle utili non mi pareva il caso di continuare e occupare il blog. Ma anche perché mi sono reso conto che è inutile visto che tu presenti le idee di Cassinelli senza (scusami, ma emerge clamorosamente) una cognizione giuridica sufficiente a comprenderne gli effetti sul lungo periodo (anche qui mi riporto a Scorza). Mi spiace doverlo dire, ma sarebbe lo stesso se io discorressi di meccanica quantistica o di economia, quindi non vuole essere un offesa. A questo punto tanto vale che discuto direttamente con Cassinelli.
    Il punto è che non ho alcun interesse a discutere con Cassinelli, visto che (parere mio sia chiaro) Cassinelli non ha alcuna possibilità (né intenzione) di migliorare il testo in questione (perché si scontrerebbe con i vertici del SUO partito) e perché vede la rete in maniera errata (come la stampa, e vediamo tutti i giorni quali sono gli effetti). Secondo lui (come per tutti i politici o quasi) la rete va regolata. E questo lo fa il suo emendamento. L’idea è di far passare la legge che mette il bavaglio ai blog (andiamo, tutta la differenza sta nei 5 giorni in più ?????? E chi va in vacanza per 8 giorni che fa ????? Dovrà dimostrare di non aver recepito la rettifica ???) con la sponda della rete, così si potrà dire che sono magnanimi, e che ci vengono incontro, mentre di fatto ottengono quello che cercano di ottenere da 10 anni (e il popolo della rete li ringrazia pure).
    Ecco, perché non mi dici quale è il tuo pensiero sul punto equiparazione rete-stampa? Non ti fa paura? E poi dici a me “sei anche tu uno di quelli per i quali i blogger hanno redazioni”, quando io combatto proprio questo punto, mentre tu ti applichi su un elemento residuale (i giorni) che non modifica il succo della legge.  

    P.S. “senza commento”: commento è la replica ad un testo, per cui un articolo che riprende una rettifica, di fatto è il commento alla rettifica, quindi sulla base della legge potrà ritenersi vietato. Troverai sempre un giudice che applicherà una legge in maniera restrittiva, è successo in passato, continuerà a succedere in futuro! Se io scrivo che Tizio è ladro, e Tizio rettificherà dicendo che non è vero, non potrai mai replicare sul punto, neanche in articoli successivi.

    P.P.S. Ci sono già oltre 20 blog che supportano l’altra iniziativa, quella di Casson per intenderci (del PD mi frega nulla, ricordo bene la legge Levi)

    P.P.P.S. in merito alla tua aggiunta delle ore 11.38: il punto è proprio quello, la proposta Cassinelli implica l’equiparazione dei blog alla stampa, in relazione all’obbligo di rettifica. Una volta passata tale equiparazione anche solo per un punto, il resto sarà semplice. Entro due anni tu diventerai l’editore del tuo blog, con tutte le responsabilità del caso. Come ho già detto è un problema di comprensione degli effetti della legge, mi rendo conto anche abbastanza difficile da spiegare. E mi riporto di nuovo a Scorza nel suo ultimo articolo (col quale appoggia la proposta Civati): http://www.guidoscorza.it/?p=1905#comment-73750

    GD Star Rating
    loading...
  • 11

    Ritengo la rettifica un obbligo dovuto!

     

    Se Claudio mi diffama o scrive cose non vere sul suo blog io devo avere le stesse modalità per “rettificare” …

    Il trackback non è alla portata di tutti e io , che non navigo in rete non devo adeguarmi a questa tecnologia!

    Se da un blog vengo ferito dallo stesso blog devo avere la tolta dell’”onta”!

    Quindi non in calce all’immagine o al testo cui fanno riferimento, ma con un post di dimensioni uguali e di importanza uguale, con link di riferimento al post incriminato!

     

    Per i siti non registrati ( i nostri blog per intenderci) la scadenza non deve essere superiore alle 48 ore.

    Le 48 ore dovranno essere calcolate dalla data e l’ora dell’inserimento di una nuova notizia o post da parte dell’amministratore dello stesso blog successive alla mia protesta.

     

    Quindi se pubblico qualche cosa di sbagliato, vado in ferie, e al mio rientro vedo la richiesta dalla pubblicazione della succesiva notizia partono le 48 ore per ottemperare alla rettifica!

     

    Mi spiego… come faccio a vedere se Claudio legge o posta nuove notizie? Semplice dal momento che io mando la mia mail di rettifica e/o inserisco la mia protesta in un commento posso stabilire l’ora dal post successivo

     

    Sgombriamo poi il campo da tutti questi equivoci sull’anonimato.

    Email, post, commenti, topic etc sono perfettamente identificabili dagli organi competenti per risalire ad un IP. I server che ospitano i siti pure. Nel caso di siti depositati all’estero vi sono le rogatorie internazionali.

    Detto questo rettifica o non rettifica se vi sono dei reati commessi via internet gli organi competenti sono in grado di rasalire all’autore… e se è un Haker professionista non è sicuramente una leggina come questa a indurlo al rispetto della stessa!

     

    Altra cosa che non avete analizzato è cos’è il lucro? Mi sembra che questo sito abbia dei banner pubblicitari, quindi anche qui vi è del lucro in ugual maniera di un banner pubblicato sul Fatto o su Repubblica!

    La legge non fa molte distinzioni anche se sappiamo che i banner di questo sito non permettono sicuramente a Claudio di viverci!

    O bianco o nero… o c’è la pubblicità o non vi è!

     

    cia

    GD Star Rating
    loading...
  • 10

    tutto bello, Paolo, ma ricordati sempre che questo è il “Piano B“. Leggiti più sopra cosa significa…

    GD Star Rating
    loading...
    • 10.1
      ernesto

      Si, anche a Pomigliano stanno attuando il piano B, cioè eliminano i diritti costituzionali. Qui stiamo facendo lo stesso. A forza di piani B i cittadini non hanno più lavoro, non hanno più spazi, non hanno più nulla, e adesso ci propinano anche la legge sulla stampa estesa alla rete internet così diventeremo tutti editori con tutti i pericoli della cosa (e senza nessun vantaggio). Più o meno e come se qualcuno mi dicesse: “ti vogliamo tagliare due gambe”, io protesto e loro magnanimamente si limitano a tagliermene solo una. Il bello è che io li ringrazio pure di questo gesto. A questo siamo arrivati. Beh, scusa, ma io non ringrazio nessuno, nemmeno Cassinelli.

      Quello che dovete capire è che Cassinelli non può presentare un emendamento abrogativo perchè è una legge che vogliono i vertici del SUO partito, e la vogliono da 10 anni. Se non capite questo allora possiamo lasciare perdere tutto.

      Senza offesa (visto che scrivi che non sai se è comma 28 o 29) mi sa che la legge forse non la hai letta, o quantomeno, non essendo tu un giurista (non è una critica) ti suggerisco di farti spiegare le implicazioni legali da un giurista che non sia di parte.

      L’ultima domanda e poi non scrivo più in questo blog: come mai appoggi l’emendamento Cassinelli e non pubblichi nemmeno l’iniziativa di Civati e Casson (dico Casson, non un tizio qualunque) ? Non credi che la gente debba sapere che esiste una iniziativa che punta ad abrogare il comma in questione, e sapendo le varie alternative possa scegliere quale delle due si deve appoggiare, quale delle due è migliore ?

      Fabio Chiusi ha pubblicato anche l’altra iniziativa.

      E non mi dire perchè Cassinelli ritiene che non passerà, ho già detto che lui, quale persona del Pdl, non può opporsi ad una legge voluta dai vertici del suo partito.

      GD Star Rating
      loading...
    • 10.2

      L’ultima domanda e poi non scrivo più in questo blog:

      e perchè mai non ci dovresti scrivere più?

      come mai appoggi l’emendamento Cassinelli e non pubblichi nemmeno l’iniziativa di Civati e Casson (dico Casson, non un tizio qualunque) ?

      Perché sono arrivate dopo. Dopo il mio articolo di venerdì. Quindi nel frattempo questa proposta è andata avanti. Se non impari a ragionare per settori non vai da nessuna parte. Fanno bene (finalmente) a proporre lo stralcio della norma (era ora, non credi anche tu?) ma in che modo l’emendamento Cassinelli, che comunque presenterebbe, può indebolire la proposta di stralcio? Le autostrade sono più veloci, così come i moderni processori, perché lavorano in parallelo. Qui si è cominciato a percorre l’altra strada, perché sulle altre corsie non andava nessuno. Ora si sono messi in marcia? Bene. E se gli finisce la benzina e non arrivano? Almeno arrivo io.

      Libero di non scrivere più su questo blog, ma in questo modo manifesti una visione tutta tua della democrazia e del libero confronto di idee.

      Non credi che la gente debba sapere che esiste una iniziativa che punta ad abrogare il comma in questione, e sapendo le varie alternative possa scegliere quale delle due si deve appoggiare, quale delle due è migliore ?

      Certo che sì. Io cosa c’entro? Sono l’unico organo di informazione in Italia? Stai parlando con il Corriere della sera o con un blog personale? Forse hai qualche difficoltà anche tu a comprendere la rete. Credi che io sia sul computer 24 ore su 24 a scrivere, e a scrivere solo di questo? Se è così non dovresti avere nessuna difficoltà con l’idea della rettifica in 48 ore, tanto sei anche tu uno di quelli per i quali i blogger hanno redazioni e possono e devono occuparsi di tutto.

      Se non è così, allora ti sarai espresso male e con toni totalmente fuori luogo. Puoi sempre rettificare, se ti va.

      GD Star Rating
      loading...
    • 10.3

      Cioè… tu sostieni con forza (giustamente) questo testo (ampiamente condiviso e supportato con forza su questo blog, che forse non conosci):

      “[...] un blog non è un giornale, il blogger non è un redattore, spesso gli aggiornamenti sono saltuari. Si può rischiare una maximulta perché magari si è in vacanza o non si controlla la posta? Ciò significa rendere la vita impossibile a migliaia di siti e di blog, ben diversi dalle testate giornalistiche. Lo fanno dimenticando che la rete è proprio un’altra cosa.”

      e poi mi vieni a chiedere come mai non ho scritto di questo e di quello?

      GD Star Rating
      loading...
    • 10.4
      Paolo 2.0

      Sì, ho capito che è il piano B. Infatti il piano B per me dovrebbe essere quello del trackback, ma mi domando se Cassinelli ci sente da questo orecchio, visto che è partito in querta con tutta una serie di proposte un po’ assurde (prese in carico, scopo di lucro e via dicendo).

      PIANO B

      Obbligo per i blog di attivare un meccanismo specifico di rettifica basato sul protocollo di trackback. Obbligo per i provider di servizi internet di allestire spazi appositi.

      Tra l’altro, visto che sarebbe obbligatorio per legge (in ipotesi), il trackback per rettifiche dovrebbe essere regolamentato, nel senso che per attivare una rettifica uno deve fornire le proprie generalità. Vuoi rettificare? Perfetto, ne hai tutto il diritto, ci mancherebbe. Ma mi dichiari che tu sei effettivamente la persona “offesa”, e se dichiari il falso sei passibile di denuncia.

      Multina simbolica di 50 euro per il blogger che si dimentica di attivare il trackback.

      Mi domando, oltre ai blog, su quali altre piattaforme potrebbe essere attivato un meccanismo del genere. Per i siti di aziende e associazioni? Obbligatorio? Mah, può essere… per forum, FB o twitter la vedo dura. Ma tant’è, meglio il piano B del piano A, questo è sicuro. Almeno si sopravvive.

      PIANO C

      Per quanto mi riguarda, ci metto pure il piano C, che ribalta la prospettiva: è il blogger che deve preoccuparsi di scegliere se adottare meccanismi di rettifica, e quali. Se lo fa, in caso di cause penali o civili questo deve essere tenuto in considerazione, e può diventare anche una esimente. In questo caso sarebbe solo un adeguamento della normativa già in vigore, che prende atto della realtà e si adatta. Si mantiene il principio che per diffamazione o danni morali ci deve essere la valutazione di un giudice, ma si introducono nuovi elementi di valutazione che tengono conto delle nuove tecnologie. Ad esempio:

      1. Byoblu scrive che io sono un fedifrago, io poi rettifico scrivendo che non è vero. In questo caso però chi legge non saprà mai chi ha mentito e chi la racconta giusta, e quindi io ne risulterò danneggiato comunque. Il diritto di rettifica in questo caso non mi ha tutelato del tutto. Quindi o Claudio scrive che si è sbagliato e mi chiede scusa, o mi tocca fargli causa con richieste di risarcimento che gli facciano passare la voglia di fare lo spiritoso. In fase di definizione del danno, il giudice terrà conto che Claudio mi ha offerto lo spazio per la rettifica, il che costituisce una attenuante, ma mi riconoscerà comunque almeno una parte dei danni.

      2. se io scrivo che Tizio è un bel personaggino perché è stato sotto processo per droga, lo metto in cattiva luce. Ma Tizio rettifica dicendo che è stato pienamente assolto con tante scuse, e mi invia la sentenza, che io per correttezza pubblico in calce al mio post. In questo caso è tutto verificabile, e la rettifica è stata sufficiente a tutelare l’onorabilità di Tizio. Nulla mi potrà essere contestato o addebitato in questo caso.

      3. se io invece sono stronzo e non pubblico la rettifica, pazinza. A seconda della gravità del caso, potrebbe esserci spazio per cause legali. Il giudice potrebbe anche obbligarmi a pubblicare la sentenza o la rettifica, e farmi pagare le spese legali senza ulteriori aggravi (in fondo non ho raccontato balle).  E’ comunque molto probabile che la cosa salti fuori (che Tizio è stato assolto e che io non ho pubblicato la sentenza), e sarò io a pagarne le conseguenze in termini di credibilità personale.

      4. scrivo che il nostro presidente del Senato è stato socio in affari con persone poi condannate per mafia, e che è persona sommamente disprezzabile e inadatta alla carica che ricopre eccetera (vi ricorda qualcosa?). Mettiamo che io non ritenga di concedere spazio per rettifiche. Se Schifani vuole, ha tutte le possibilità di replicare con la visibilità adeguata. Schifani decide di farmi causa. Purtroppo per lui, quello che ho scritto sui suoi trascorsi è tutto vero e documentato. Tutto il resto rientra nel diritto di critica, sacro e inviolabile. Non c’è stata alcuna rettifica, mai, ma il giudice mi assolve e condanna Schifani alle spese legali. Tiè.

      Insomma sono tutte situazioni che non si possono codificare a priori. Con semplici aggiornamenti della legislazione esistente, avremmo un sistema che tutela la reputazione delle persone, e che incentiva i blogger e i siti di informazione più esposti alla correttezza e al “fair play”. Lasciando al singolo la libertà di valutare come regolarsi. Se ho un sito che parla di rugby, non starò tanto a preoccuparmi del diritto di rettifica. Se parlo di politica o di inchieste giudiziarie, magari mi converrà stare un po’ più attento. Ma sarò io a decidere.

       

      GD Star Rating
      loading...
    • 10.5
      Paolo 2.0

      Sì, ho capito che è il piano B. Infatti il piano B per me dovrebbe essere quello del trackback, ma mi domando se Cassinelli ci sente da questo orecchio, visto che è partito in querta con tutta una serie di proposte un po’ assurde (prese in carico, scopo di lucro e via dicendo).

      PIANO B

      Obbligo per i blog di attivare un meccanismo specifico di rettifica basato sul protocollo di trackback. Obbligo per i provider di servizi internet di allestire spazi appositi.

      Tra l’altro, visto che sarebbe obbligatorio per legge (in ipotesi), il trackback per rettifiche dovrebbe essere regolamentato, nel senso che per attivare una rettifica uno deve fornire le proprie generalità. Vuoi rettificare? Perfetto, ne hai tutto il diritto, ci mancherebbe. Ma mi dichiari che tu sei effettivamente la persona “offesa”, e se dichiari il falso sei passibile di denuncia.

      Multina simbolica di 50 euro per il blogger che si dimentica di attivare il trackback.

      Mi domando, oltre ai blog, su quali altre piattaforme potrebbe essere attivato un meccanismo del genere. Per i siti di aziende e associazioni? Obbligatorio? Mah, può essere… per forum, FB o twitter la vedo dura. Ma tant’è, meglio il piano B del piano A, questo è sicuro. Almeno si sopravvive.

      PIANO C

      Per quanto mi riguarda, ci metto pure il piano C, che ribalta la prospettiva: è il blogger che deve preoccuparsi di scegliere se adottare meccanismi di rettifica, e quali. Se lo fa, in caso di cause penali o civili questo deve essere tenuto in considerazione, e può diventare anche una esimente. In questo caso sarebbe solo un adeguamento della normativa già in vigore, che prende atto della realtà e si adatta. Si mantiene il principio che per diffamazione o danni morali ci deve essere la valutazione di un giudice, ma si introducono nuovi elementi di valutazione che tengono conto delle nuove tecnologie. Ad esempio:

      1. Byoblu scrive che io sono un fedifrago, io poi rettifico scrivendo che non è vero. In questo caso però chi legge non saprà mai chi ha mentito e chi la racconta giusta, e quindi io ne risulterò danneggiato comunque. Il diritto di rettifica in questo caso non mi ha tutelato del tutto. Quindi o Claudio scrive che si è sbagliato e mi chiede scusa, o mi tocca fargli causa con richieste di risarcimento che gli facciano passare la voglia di fare lo spiritoso. In fase di definizione del danno, il giudice terrà conto che Claudio mi ha offerto lo spazio per la rettifica, il che costituisce una attenuante, ma mi riconoscerà comunque almeno una parte dei danni.

      2. se io scrivo che Tizio è un bel personaggino perché è stato sotto processo per droga, lo metto in cattiva luce. Ma Tizio rettifica dicendo che è stato pienamente assolto con tante scuse, e mi invia la sentenza, che io per correttezza pubblico in calce al mio post. In questo caso è tutto verificabile, e la rettifica è stata sufficiente a tutelare l’onorabilità di Tizio. Nulla mi potrà essere contestato o addebitato in questo caso.

      3. se io invece sono stronzo e non pubblico la rettifica, pazinza. A seconda della gravità del caso, potrebbe esserci spazio per cause legali. Il giudice potrebbe anche obbligarmi a pubblicare la sentenza o la rettifica, e farmi pagare le spese legali senza ulteriori aggravi (in fondo non ho raccontato balle).  E’ comunque molto probabile che la cosa salti fuori (che Tizio è stato assolto e che io non ho pubblicato la sentenza), e sarò io a pagarne le conseguenze in termini di credibilità personale.

      4. scrivo che il nostro presidente del Senato è stato socio in affari con persone poi condannate per mafia, e che è persona sommamente disprezzabile e inadatta alla carica che ricopre eccetera (vi ricorda qualcosa?). Mettiamo che io non ritenga di concedere spazio per rettifiche. Se Schifani vuole, ha tutte le possibilità di replicare con la visibilità adeguata. Schifani decide di farmi causa. Purtroppo per lui, quello che ho scritto sui suoi trascorsi è tutto vero e documentato. Tutto il resto rientra nel diritto di critica, sacro e inviolabile. Non c’è stata alcuna rettifica, mai, ma il giudice mi assolve e condanna Schifani alle spese legali. Tiè.

      Insomma sono tutte situazioni che non si possono codificare a priori. Con semplici aggiornamenti della legislazione esistente, avremmo un sistema che tutela la reputazione delle persone, e che incentiva i blogger e i siti di informazione più esposti alla correttezza e al “fair play”. Lasciando al singolo la libertà di valutare come regolarsi. Se ho un sito che parla di rugby, non starò tanto a preoccuparmi del diritto di rettifica. Se parlo di politica o di inchieste giudiziarie, magari mi converrà stare un po’ più attento. Ma sarò io a decidere.

       

      GD Star Rating
      loading...
    • 10.6
      Paolo 2.0

      Sì, ho capito che è il piano B. Infatti il piano B per me dovrebbe essere quello del trackback, ma mi domando se Cassinelli ci sente da questo orecchio, visto che è partito in querta con tutta una serie di proposte un po’ assurde (prese in carico, scopo di lucro e via dicendo).

      PIANO B

      Obbligo per i blog di attivare un meccanismo specifico di rettifica basato sul protocollo di trackback. Obbligo per i provider di servizi internet di allestire spazi appositi.

      Tra l’altro, visto che sarebbe obbligatorio per legge (in ipotesi), il trackback per rettifiche dovrebbe essere regolamentato, nel senso che per attivare una rettifica uno deve fornire le proprie generalità. Vuoi rettificare? Perfetto, ne hai tutto il diritto, ci mancherebbe. Ma mi dichiari che tu sei effettivamente la persona “offesa”, e se dichiari il falso sei passibile di denuncia.

      Multina simbolica di 50 euro per il blogger che si dimentica di attivare il trackback.

      Mi domando, oltre ai blog, su quali altre piattaforme potrebbe essere attivato un meccanismo del genere. Per i siti di aziende e associazioni? Obbligatorio? Mah, può essere… per forum, FB o twitter la vedo dura. Ma tant’è, meglio il piano B del piano A, questo è sicuro. Almeno si sopravvive.

      PIANO C

      Per quanto mi riguarda, ci metto pure il piano C, che ribalta la prospettiva: è il blogger che deve preoccuparsi di scegliere se adottare meccanismi di rettifica, e quali. Se lo fa, in caso di cause penali o civili questo deve essere tenuto in considerazione, e può diventare anche una esimente. In questo caso sarebbe solo un adeguamento della normativa già in vigore, che prende atto della realtà e si adatta. Si mantiene il principio che per diffamazione o danni morali ci deve essere la valutazione di un giudice, ma si introducono nuovi elementi di valutazione che tengono conto delle nuove tecnologie. Ad esempio:

      1. Byoblu scrive che io sono un fedifrago, io poi rettifico scrivendo che non è vero. In questo caso però chi legge non saprà mai chi ha mentito e chi la racconta giusta, e quindi io ne risulterò danneggiato comunque. Il diritto di rettifica in questo caso non mi ha tutelato del tutto. Quindi o Claudio scrive che si è sbagliato e mi chiede scusa, o mi tocca fargli causa con richieste di risarcimento che gli facciano passare la voglia di fare lo spiritoso. In fase di definizione del danno, il giudice terrà conto che Claudio mi ha offerto lo spazio per la rettifica, il che costituisce una attenuante, ma mi riconoscerà comunque almeno una parte dei danni.

      2. se io scrivo che Tizio è un bel personaggino perché è stato sotto processo per droga, lo metto in cattiva luce. Ma Tizio rettifica dicendo che è stato pienamente assolto con tante scuse, e mi invia la sentenza, che io per correttezza pubblico in calce al mio post. In questo caso è tutto verificabile, e la rettifica è stata sufficiente a tutelare l’onorabilità di Tizio. Nulla mi potrà essere contestato o addebitato in questo caso.

      3. se io invece sono stronzo e non pubblico la rettifica, pazinza. A seconda della gravità del caso, potrebbe esserci spazio per cause legali. Il giudice potrebbe anche obbligarmi a pubblicare la sentenza o la rettifica, e farmi pagare le spese legali senza ulteriori aggravi (in fondo non ho raccontato balle).  E’ comunque molto probabile che la cosa salti fuori (che Tizio è stato assolto e che io non ho pubblicato la sentenza), e sarò io a pagarne le conseguenze in termini di credibilità personale.

      4. scrivo che il nostro presidente del Senato è stato socio in affari con persone poi condannate per mafia, e che è persona sommamente disprezzabile e inadatta alla carica che ricopre eccetera (vi ricorda qualcosa?). Mettiamo che io non ritenga di concedere spazio per rettifiche. Se Schifani vuole, ha tutte le possibilità di replicare con la visibilità adeguata. Schifani decide di farmi causa. Purtroppo per lui, quello che ho scritto sui suoi trascorsi è tutto vero e documentato. Tutto il resto rientra nel diritto di critica, sacro e inviolabile. Non c’è stata alcuna rettifica, mai, ma il giudice mi assolve e condanna Schifani alle spese legali. Tiè.

      Insomma sono tutte situazioni che non si possono codificare a priori. Con semplici aggiornamenti della legislazione esistente, avremmo un sistema che tutela la reputazione delle persone, e che incentiva i blogger e i siti di informazione più esposti alla correttezza e al “fair play”. Lasciando al singolo la libertà di valutare come regolarsi. Se ho un sito che parla di rugby, non starò tanto a preoccuparmi del diritto di rettifica. Se parlo di politica o di inchieste giudiziarie, magari mi converrà stare un po’ più attento. Ma sarò io a decidere.

       

      GD Star Rating
      loading...
    • 10.7

      Cassinelli, in prima istanza (spiegato un po’ velocemente via email) ritiene che il trackback sia un meccanismo troppo complicato. In realtà non è affatto complicato: tecnicamente parlando non lo è perché esiste già e, come osservi tu, si tratta solo di qualificare chi rettifica per colui che realmente è stato ipoteticamente danneggiato, e non com un millantatore qualsiasi, ma questo problema resta anche nel caso in cui si utilizzi un semplice indirizzo email per rettificare – chi mi garantisce che tu sia tu?; non è complicato neppure per l’utente (anzi: ancor meno) al quale basta copiare e incollare un link nel proprio articolo (e se non lo sa fare, appunto, va a un internet point e se lo fa fare ad una frazione del costo di un avvocato.

      Il punto è che secondo me per arrivare a “questa” visione è necessario coinvolgere i gestori delle piattaforme, fare un forum dove prendano parte le voci dei rappresentanti della tecnologia ed ascoltare i loro pareri (non bastano il mio e il tuo: potremmo dire un sacco di stupidaggini alle orecchie di uno che non è esperto e non sa valutare quanto siamo o non siamo competenti). Il tempo per il DDL Intercettazioni non c’è e dunque il trackback andrebbe proposto in una fase successiva, magari nel quadro di una legge più organica e pensata appositamente.

      Quindi o Claudio scrive che si è sbagliato e mi chiede scusa, o mi tocca fargli causa con richieste di risarcimento che gli facciano passare la voglia di fare lo spiritoso.

      Vorrei chiarire questo punto: la rettifica non significa “chiedere scusa”. Non sono io blogger che rettifico (qui secondo me c’è un’incomprensione), ma sei tu che chiedi di avere uno spazio di replica, che sarà apposto in calce. Qui la legge chiede solo di garantire che l’eventuale replica sia pubblicata in fondo all’articolo. Per quanto riguarda l’impossibilità di pubblicare commenti, anche qui non significa impedirmi di commentare. Semplicemente significa non annullare lo scopo della replica inframmezzandola di mille polemiche o addirittura di prese in giro. Nulla vieta di scrivere un nuovo articolo sullo stesso tema e discutere lì la replica.

      Perdona se ora non rispondo sugli altri punti ma non ho tempo….
      Ciao,
      Claudio

      GD Star Rating
      loading...
    • 10.8
      Paolo 2.0

      non com un millantatore qualsiasi, ma questo problema resta anche nel caso in cui si utilizzi unsemplice indirizzo email per rettificare – chi mi garantisce che tu sia tu?;

      Quoto al 100%. Tra l’altro col trackback il controllo sarebbe più facile.

      Il punto è che secondo me per arrivare a “questa” visione è necessario coinvolgere i gestori delle piattaforme, fare un forum dove prendano parte le voci dei rappresentanti della tecnologia ed ascoltare i loro pareri

      Straquoto. Ma questo è quello che farebbe un governo normale. Che si parli di scuola, università, sanità, energia, internet, di qualsiasi cosa si parli, l’atteggiamento di questo governo è invece sempre lo stesso: chiusura totale, autoreferenzialità, ottusità. Perché, come ho già detto, lo scopo del governo non è fare la cosa giusta per i cittadini, è perseguire un disegno autoritario e piduista attraverso lo smantellamento della Costituzione e del welfare state. Cercare di ragionare con questa gente è come cercare di parlare coi matti.

      Il tempo per il DDL Intercettazioni non c’è e dunque il trackback andrebbe proposto in una fase successiva, magari nel quadro di una legge più organica e pensata appositamente.

      Allora siamo fottuti. Pensi che ci sarà lo spazio di intervenire in un secondo momento? No, non ci sarà. Ci sarà solo da sgomberare le macerie e iniziare a ricostruire quando questo governo cadrà e B se ne andrà a casa (o magari in galera). A questo punto non ho capito se il cosiddetto emendamento della rete consista solo nella accettazione dell’emendamento Cassinelli.

      Vorrei chiarire questo punto: la rettifica non significa “chiedere scusa”.

      Sì lo so. Il mio era solo un esempio per dire che l’obbligo di rettifica (ti lascio lo spazio per la tua replica) a volte potrebbe essere addirittura controproducente, perché fornisce a chi diffama un alibi. Se tu dovessi scrivere che io sono un fedifrago, a me non frega nulla se posso postare una rettifica in calce: o sei TU a correggere, o per tutelare la mia reputazione andiamo di fronte al giudice.

      Perdona se ora non rispondo sugli altri punti ma non ho tempo….

      Effettivamente non ho mai scritto commenti così lunghi, comincio a essere un po’ stanchino anch’io… :-)

       

       

      GD Star Rating
      loading...
  • 9
    Paolo 2.0

    Non ci siamo. Dillo a Cassinelli, non ci siamo.

    1. scopo di lucro: è una distinzione priva di senso in questo contesto. Il sito di Greenpeace o quello di Beppe Grillo fanno riferimento ad attività non profit, ma certamente avrebbero gli strumenti per gestire al meglio le rettifiche. Se invece il fruttivendolo sotto casa apre un sito per pubblicizzare la sua merce, cosa gli impedisce di inserire, tra un pomodoro e una zucchina, un commento bello acido sul suo concorrente di fronte o sul ministro dell’agricoltura? Non funziona: stabilire dei criteri rigidi a priori, dividendo il mondo in due categorie (quelli con la pistola e quelli che rettificano), è comunque sbagliato, perché tagli con l’accetta la società e rischi di far cadere nella categoria sbagliata tanta gente.

    2. la mail per contattare il blogger: bah… qui il punto è che si chiede l’intervento attivo del blogger, che non sempre può garantire tempi certi (tanto meno i 7 giorni proposti da Cassinelli) e che non dovrebbe comunque essere costretto a pubblicare rettifiche (se è obbligato, non può difendersi dagli abusi, chiunque gli può scrivere rettifiche pretestuose o non pertinenti, tanto per far casino). Esiste già il trackback, perché insistere su soluzioni barocche e inefficienti?

    3. cosa vuol dire “presa in carico” non si sa… è un’espressione talmente vaga che sembra buttata là perché non si sa che pesci pigliare; col trackback questo problema non esisterebbe

    4. le multe da 250 a 2500 euri mi sembrano troppo alte. Ellamadonna… bastava 50 / 100 euro, che poi vedi che anche il blogger si mette in regola e di corsa. Così invece voglio vedere chi ha voglia di rischiare 2500 euro per una distrazione (ma nei paesi civili come si usa? No, tanto per sapere…);

    5. non esistono solo i blog; esistono twitter, facebook, youtube, ning, myspace, flickr, i forum, second life, wikipedia, siti web personali, ustream… si potrebbe continuare all’infinito. Ma davvero si pensa di obbligare ciascun utente di ciascuna piattaforma possibile e immaginabile ad attivare una qualche forma di rettifica?

    In conclusione non vedo alternativa al trackback come soluzione tecnica per i blog (ma il sito del fruttivendolo? Anche quello? E vabbe’, anche quello. E con FB o Twitter come la mettiamo?). Sarebbe una soluzione parziale, ma accettabile via…

     

    Se poi è un dialogo tra sordi, nel senso che il Cassinelli si scrive gli emendamenti da sé di notte e poi di giorno ci chiede se ci piacciono (mentre dovrebbe essere il contrario), allora non so proprio che dire. A me la legge come sta venendo fuori fa un po’ schifo, anche emendata. Vabbuo’, sempre meglio della D’Alia, sai che consolazione. Io non so, più di questo che devo dire?

     

    Guarda, secondo me non dovrebbe essere obbligatorio: dovrebbe essere previsto per legge come attenuante (o addirittura esimente) in caso di processi penali, o come elemento di valutazione in sede civile, dimostrare che si è stati collaborativi nel pubblicare eventuali richieste di rettifica (la qual cosa mi pare avvenga già abbondantemente e senza bisogno di obblighi), includendo in questo anche meccanismi automatici come il trackback, o semiautomatici come la pubblicazione di indirizzi e-mail dedicati alla rettifica. In questo caso sarebbe il giudice a stabilire caso per caso il contesto in cui si sono svolti i fatti, la gravità delle accuse, i danni morali, la dimensione e la visibilità della piattaforma informatica, l’atteggiamento delle parti in causa eccetera. E il blogger potrebbe scegliere liberamente se e quali strumenti di rettifica adottare per la sua maggior tutela.

     

    Naturalmente questo presuporrebbe avere tribunali che funzionano e sentenze in tempi compatibili con la vita media delle persone. Allora, se lorsignori oooohoh sono così sensibili ai diritti del cittadino, perché non iniziano a far funzionare la giustizia come prima cosa? Perché in realtà non gliene strafotte una beata min***a dei diritti dei cittadini, e lo dimostra la pretestuosità vergognosamente ipocrita con cui tentano di giustificare questa legge sulle intercettazioni con contorno di obblighi di rettifica e multe e nefandezze assortite.

    GD Star Rating
    loading...
  • 8
    ernesto

    Sono contrario all’emendamento in questione per 2 ragioni:
    1) Se io scrivo sul mio blog che Tizio è un ladro, Tizio mi denuncia e in 48 al massimo può ottenere l’oscuramento del mio articolo e poi si farà la causa nella quale io potrò essere condannata. Ma, di contro, in quella sede io potrò difendermi. Se invece passa la rettifica come da emendamento, io dovrò pubblicare la rettifica nella quale potranno essere scritte un mucchio di fesserie (purchè non siano reato) e io NON potrò mai replicare. Con la rettifica il blog viene zittito, e questo pare che nessuno se ne renda conto.
    2) Nel momento in cui passerà il diritto di rettifica di fatto avremo una inizio di equiparazione della rete alla stampa che è proprio la cosa che i politici (TUTTI) vanno cercando da almeno una decina di anni. Dopo l’introduzione della rettifica si sarà aperta la strada all’equiparazione di blog e stampa, e quindi per i blog sarà davvero finita. E questo nonostante il fatto che per ben 2 volte la stessa Cassazione ha detto che “internet non è stampa”.

    Sinceramente penso che questo è il punto di NON RITORNO, oltre il quale la libertà in rete non ci sarà più. Per l’informazione non professionale basta ed avanza il codice penale (questo Cassinelli non lo sa ?) che si applica a TUTTI indistintamente, la rettifica è cosa che un blogger non potrebbe mai gestire. Se fatta senza commento (senza diritto di replica, quindi), vuol dire essere obbligati a lasciare il proprio blog al primo che passa. Avremo blog strapieni di versioni in contrasto, e nessuno crederà più a quello che c’è scritto nel blog.
    Pensateci bene, molto meglio chiedere l’abrogazione ( http://www.mobilitanti.it/dettaglio/110443/nessuno_tocchi_i_blog ). Nel caso fosse approvato così come è si farà la battaglia dinanzi alla Cassazione e alla Corte Europea. Sia l’una che l’altra hanno dato sentenza che sono favorevoli ai blog, specialmente la Corte europea dei diritti dell’uomo.

     

    GD Star Rating
    loading...
    • 8.1

      neppure io sono favorevole, ovviamente, al diritto di rettifica. Ma la rettifica così come è stata proposta adesso (sempre che l’emendamento passi) non è “affittare” il blog, ma apporre un commento in calce al post. Tutto qui. Quanto al “senza commento”, nulla ti vieta di pubblicare un altro post dove discuti quanto ricevuto a titolo di replica. La rettifica non è una verità ufficiale, ma solo il punto di vista di chi è oggetto del tuo articolo, comunicato sotto forma di addendum all’articolo stesso. Cosa che francamente io ho già fatto in passato e senza bisogno di nessuna legge. Se la tue argomentazioni sono più forti della replica, la verità che mostri avrà comunque la meglio sulle ragioni di chi rettifica.

      Con questo non voglio dire che serva una legge del genere. Non serve: bastano i meccanismi naturali della rete, eventualmente elevati a standard. La norma disciplina qualcosa che intuitivamente molti già fanno, e che è una prassi ragionevole. Non c’è democrazia senza concedere il diritto di replica. Il punto è che il legislatore non conosce la tecnologia, e non sa che la rete è il luogo della rettifica per eccellenza. In ogni caso discuterne non fa male.

      Per quanto riguarda l’Europa, prima che qualcuno davvero ci arrivi la blogosfera (senza le modifiche che Cassinelli porterà alla Camera) farà già in tempo ad estinguersi.

      GD Star Rating
      loading...
  • 7

    V O T A T O !

    L’informazione Assassina di Claudio Messora.

    GD Star Rating
    loading...
  • 6

    vorrei esserti di aiuto ma purtroppo non sono all’altezza. Intanto ti voto al premio Ischia e chiedo di fare altrettanto ai miei contatti. ciao. ;)

    GD Star Rating
    loading...
  • 5
    Daveco

    Salve a tutti, il problema è proprio che queste norme che continuamente cercano di infilare dentro decreti che spesso non hanno nulla a che vedere con la materia trattata (proprio per far saltare meno all’occhio il tentativo di frenare la rete) non fanno altro che scoraggiare soprattutto chi pensa di aprire un blog perchè pensa di essere sufficientemente competente in una materia e vuole mettersi a disposizione della rete. Certo chi già possiede un blog risulterebbe ugualmente colpito dalle misure di sanzioni pecuniarie assurde previste, però si pensi a quanti decideranno di non provare nemmeno a mettersi in rete per non incorrere in queste sanzioni.

    Per quanto riguarda l’emendamento mi sembra un giusto compromesso quello a cui si è arrivati io inserirei anche l’obbligatorietà dell’uso del trackback. E’ molto corretto differenziare le “pagine internet” registrate da quelle non registate perchè questo aiuta a fare in modo che i blog “amatoriali” non ricadano sotto la legge sul giornalismo e che quindi non vengano considerati stampa clandestina perchè non registrati ad un tribunale. Bisognerebbe disciplinare correttamente questo aspetto anche, magari sarà la prossima battaglia da portare avanti.

    Sul concetto di diritto di rettifica dico che mi sembra più che giusto prevederne l’esercizio a vantaggio anche di chi tiene il blog. Non si può pensare di scrivere qualunque fesseria sensa essere smentiti. Quando si dice una cosa sbagliata sia pure non diffamatoria è giusto che venga corretta perchè altrimenti si va nella direzione opposta a quella verso cui si tende e cioè quella di una infomazione non solo libera, ma completa e corretta. Non si tratta di giornalismo professionale, ma le regole da rispettare sono sempre le stesse e peraltro sono le stesse che andrebbero seguite anche quando si parla semplicemente per strada con qualcuno.

    Infine volevo sottolineare due cose ancora: è molto importante che anche chi non ha un blog si pronunci perchè è in gioco la possibilità di chi ce l’ha di continuare a informarci; è utile che si sia contattato un parlamentare di maggioranza in quanto è più semplice che venga accolto l’emendamento, oltre che essere valido nel senso della scelta della persona che si è sempre interessata di questi aspetti legati alla rete ed ha quindi accolto prontamente l’appello di alcuni blogger sul lancio dell’emendamento.

    Saluti.

    GD Star Rating
    loading...
  • 4
    uruk-hai

    Grazie Claudio, il tuo concreto attivismo per la democrazia e la civiltà è sempre encomiabile e d’esempio.

    GD Star Rating
    loading...
  • 3
    Franz

    Bel lavoro Claudio. Grazie.

    GD Star Rating
    loading...
  • 2

    Grazie a te, Claudio. Condivido l’idea del “piano b”: meglio puntare a ciò che è realistico ottenere, e questo emendamento mi sembra il migliore dei compromessi possibili, data la situazione attuale. Speriamo passi.

     

     

    GD Star Rating
    loading...
  • 1
    Rob
    COMMENTO RIMOSSO PERCHE’ OFF TOPIC
    GD Star Rating
    loading...

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di ByoBlu.


Non sono consentiti:
* messaggi non inerenti al post
* messaggi privi di indirizzo email
* messaggi anonimi (cioè senza nome e cognome)
* messaggi pubblicitari
* messaggi con linguaggio offensivo
* messaggi che contengono turpiloquio
* messaggi con contenuto razzista o sessista
* messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane
  (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
* messaggi il cui contenuto rappresenta un'aggressione alla persona e non alle sue idee
* messaggi eccessivamente lunghi
* messaggi formattati in modo da diminuire la fruibilità delle discussioni

Non è possibile copiare e incollare commenti di altri nel proprio. Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi. In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

Seguimi
facebook twitter google+ streamit youtube tzetze oknotizie rss
tasto_newsletter
TU, SU BYOBLU

Rai organo di partito?

Buongiorno, ti scrivo per denunciare come il canale RAINEWS (canale pubblico) sia completamente dedicato e asservito al PD e suoi satelliti di governo. RAINEWS concede continuamente spazi a Berlusconi replicando le sue interviste in giro spacciate per le altre televisioni, ospita giornalisti Italiani ed esteri dichiaratamente schierati suposizioni pro BCE,...leggi

Dal Videoblog
Categorie
Commenti più votati