
Un loculo per Andrea
Diceva
Gesù: "il sabato è fatto per l'uomo, e non l'uomo per il sabato". I
farisei non lo capivano.
Per un fariseo -
oggi li chiameremmo burocrati - i
codici sono sempre stati più importanti di qualunque altra cosa. Strani ghirigori d'inchiostro disegnati su carta di papiro, dal significato incomprensibile se non per una determinata cultura, in un determinato tempo e dopo anni di addestramento, finiscono per diventare più importanti dell'Uomo e della stessa mano che, imprecisa e inevitabilmente approssimativa, li ha disegnati.
Così di sabato poteva perfino accadere che un uomo, la creatura stessa che i codici pretendono di tutelare, venisse lasciato morire. La legge del resto non ammetteva ignoranza: di sabato era prescritto il riposo assoluto, operare un malato sarebbe stato un sacrilegio.
L'uomo vive; l'uomo crea i codici per vivere meglio; i codici uccidono l'uomo: fine di una specie animale troppo stupida per non estinguersi.
A
Porto Sant'Elpidio si sta consumando il
festival dei farisei. Duemila anni all'Uomo non sono bastati per capire che
il sabato è fatto per l'uomo e non viceversa, così come i cimiteri sono fatti per accogliere i morti, e non sono i morti a doversi adattare alle esigenze dei cimiteri.
Così può accadere che un ragazzo morto a soli 23 anni, ucciso da chi aveva
disattivato i sistemi di sicurezza della fabbrica per aumentare la produzione, ucciso per
ingordigia da chi ancora una volta dava più importanza ai codici dei
libri contabili rispetto alla vita dell'Uomo -
e che per questo ha pagato con una condanna di appena otto mesi -
non possa neppure trovare degna sepoltura perché una giunta comunale preferisce dibattere sul significato oscuro delle tavole della legge, piuttosto che onorare un suo giovane concittadino morto per aver preferito una vita di
lavoro alle pasticche di ecstasy, al furto, alla dissolutezza.
Erano più civili e dignitosi gli etruschi, gli egizi e perfino i primi
Sapiens Sapiens, che seppellivano i loro fratelli assicurandosi che avessero tutto l'occorrente per affrontare il lungo viaggio che li avrebbe consegnati all'eternità.
Chissà se
Graziella Marota, la mamma di Andrea Gagliardoni, avrebbe mai immaginato il destino che l'attendeva, quando scrisse
la lettera pubblicata sul blog il 3 novembre 2008.
I farisei erano stupidi, ma almeno avevano una loro
coerenza. Guardavano il dito e non vedevano la luna, ma forse non lo facevano per convenienza, quanto per ottusità. Oggi invece abbiamo una classe politica forte con i deboli e debole con i forti. Chissà se il sindaco di Porto Sant'Elpidio,
Mario Andrenacci, avrebbe opposto la stessa fiera resistenza a suon di delibere, prontamente emanate in seguito alla morte di Andrea, nel caso in cui a morire fosse stato il figlio di un qualche gran sacerdote del tempio.
Andrea vuole il suo
loculo, sindaco, e non troverà pace finché non avrà quanto gli spetta. Faccia qualche opportuno sbaffo ai suoi codici in maniera che risulti evidente che la morte e il
rispetto dell'Uomo vengono prima delle vostre farisaiche ossessioni. Si ricordi che i
fantasmi incazzati infestano gli incubi, le camere da letto e soprattutto reclutano l'esercito più spaventoso di tutte le terre emerse e dell'oltretomba: l'
armata delle tenebre.
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Una degna sepoltura per Andrea