
La nuova Carboneria Digitale
[ ndr: nonostante la decisione di sospender il blog, pubblico questo post extra-ordinario in conseguenza del grave momento che la libertà di informazione in rete sta subendo ]
La
Carboneria era una società segreta italiana dei primi dell'ottocento. Tra i suoi iscritti c'erano cittadini di destra, di sinistra e di centro, accomunati dall'aspirazione ai valori liberali, alla libertà politica e a un
governo costituzionale. Volevano una Costituzione come noi vogliamo che venga rispettata la nostra.
« I carbonari appartenevano in gran parte alla borghesia e alle classi sociali più elevate, e si erano divisi in due settori o logge: quella civile, destinata alla
protesta pacifica e alla propaganda, e quella militare, destinata alle
azioni di guerriglia. »
[Wikipedia]
La nuova
Carboneria Digitale è la libera associazione di
cittadini della rete, accomunati dalla consapevolezza del ruolo fondamentale che le
libertà digitali e lo sviluppo delle infrastrutture telematiche rivestono per l'autodeterminazione, per le libertà politiche e per quelle civili di un popolo del terzo millennio.
La politica è ormai un luogo distante, abitato da pochi individui completamente fuori dal loro tempo che rispondono a logiche di
profitto corporativo ed individuale e non più agli interessi dei cittadini. I partiti non rappresentano più il popolo di cui sono espressione e credono di poter continuare indefinitamente a perpetrare il loro
dominio esercitato in nome e per conto di un potere che non è scritto nella Carta Costituzionale, ma nei regolamenti di
logge massoniche eversive che costituiscono ormai la sede concreta, effettiva dove si discutono e si assumono le più importanti decisioni che investono il nostro paese. Il Parlamento è un monumento ricoperto di escrementi di piccione, un
museo della democrazia buono solamente per le visite guidate e nel quale gli ideali dei nostri padri riposano conservati all'interno di teche impolverate, valori desueti che non vengono più praticati nè insegnati.
Gli emendamenti al comma ammazza-blogger, il
Diritto di Rettifica anacronisticamente introdotto nel DDL Intercettazioni che estinguerà la blogosfera indipendente italiana con l'applicazione di un principio obsoleto, brutale e insostenibile, sono stati
rifiutati dalla presidente della Commissione Giustizia
Giulia Bongiorno. Byoblu.Com, Il Nichilista e i loro lettori si erano adoperati per
lavorare ad una versione del Diritto di Rettifica più ragionevole e meno
ciecamente punitiva. Avevamo coinvolto
Roberto Cassinelli che
aveva elaborato l'emendamento al Comma 29 sulla base della
discussione in rete. Una prova mirabile dell'enorme contributo che i nuovi strumenti digitali, se lasciati liberi di esprimersi e tradursi in partecipazione attiva, possono apportare al processo democratico. Il nostro emendamento
non è stato neppure ammesso alla discussione alla Camera. Peraltro, come nota Guido Scorza, senza una valida giustificazione dal punto di vista normativo. Liquidati con una nota di mezza riga. Oltre a questo, i videoblog dovranno presto vedersela con l'applicazione del
Decreto Romani, tradotto in almeno
3 mila euro di maggiori spese -
per rimborsare l'AGCOM del costo di qualche foglio di carta e di un po' di inchiostro - e nell'obbligo di sobbarcarsi una burocrazia impossibile da gestire per i blog individuali.
L'Italia è uno stato che ha dichiarato apertamente
guerra alla rete.
La
carta stampata non ha rappresentato e non rappresenterà mai gli interessi dei cittadini digitali, ovvero della parte più innovativa, culturalmente effervescente e moderna del paese. Ha ottenuto l'attenuazione delle sanzioni agli editori e tanto è sufficiente per dichiararsi soddisfatta. Con i
network televisivi va ancora peggio: internet è nel migliore dei casi un giocattolo di cui mostrare esclusivamente il lato ludico, per il resto solo un luogo di perdizione da demonizzare e oscurare.
Il
futuro della rete è unicamente ed esclusivamente nelle nostre mani. La nuova
Carboneria Digitale dovrà organizzare le sue forze migliori per tracciare nuove rotte, scavare nuove gallerie dove il
flusso di pensieri e di opinioni indebitamente sottratto ai cittadini possa tornare a scorrere, libero e privo di ostacoli, come deciso 62 anni fa. E quando si tratta di serrare le fila in una lunga catena di mani e di braccia che si sostengono l'un l'altra e che si passano pietre, utensili e informazioni su come usarli, gli italiani non sono secondi a nessuno.
In poche parole... si potrebbe dire che se cercavano rogne, le hanno trovate.
Sottoscrivete la lettera per la libertà di informazione in rete:
no legge bavaglio alla rete.
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