Il Papa in vendita

  Ci fu un giorno nel quale un tale di nome Gesù prese a randellate i banchetti dei mercanti di fronte al Tempio. Oggi distruggerebbe il Parlamento e lo ricostruirebbe in tre giorni. Se questo ritorno del Messia non è una sbruffonata, allora lo aspetto con ansia.

Il tale in questione radunava folle oceaniche e non si curava di allestire nessun palco, né di assoldare un service, né tantomeno di pagare rockstar. Nessuno vendeva lattine di cocacola o bottigliette d’acqua a prezzi da rapina. Casomai, bastava dare una moltiplicatina a pani e pesci e il buffet era servito. Nessuno pagava il biglietto, nessuno pagava il conto. Nessuno scontrino, nessuno spreco di alberi, nessuna verifica fiscale, nessuna SIAE… Dio è eco-sostenibile, equo-solidale e open-source.

Fatto fuori lui, i suoi discepoli ricostruirono i banchetti. Iniziarono a vendere souvenir della sua esecuzione capitale (a proposito: chi produce tutti i crocefissi appesi per legge nella maggioranza dei luoghi istituzionali? Così, tanto per sapere…), e misero in commercio addirittura biglietti d’ingresso per il regno dei cieli. La chiamavano indulgenza divina ed era dispensata in cambio di un ragionevole corrispettivo: un’assoluzione in scatola, una specie di ricarica spirituale in comodi tagli da dieci e da venti. Poi inventarono i pellegrinaggi, il fenomeno del turismo religioso, l’esenzione ICI ed altre amenità che consentono di gestire un esercizio alberghiero in regime di totale e sleale concorrenza; eressero lenzuoli di lino orditi con trame complesse e con più di due fili – introdotte in epoca successiva a quella del corpo che si vuole vi fosse avvolto – a oggetti di culto, simulacri della divinità da adorare a pagamento dopo lo smaltimento di interminabili code. Riempirono i mercati di vitelli d’oro, immaginette, medagliette, collanine, ciondoli, statuine di plastica ricolme di acque sacre, riproduzioni in miniatura di santuari ove miracolose apparizioni impongono almeno un costoso pellegrinaggio nella vita, viaggi della speranza verso luoghi di guarigione per ammalati senza speranza e così via. Alcuni seguaci divennero addirittura tesorieri di attività illecite, altri diedero vita ad un impero economico coinvolto nei più grossi scandali finanziari come l’affare Sindona e il crac del Banco Ambrosiano. Tutto questo in nome dello stesso tale che prendeva a calci in culo i mercanti del Tempio.

Ora, causa ristrettezze economiche, mettono in vendita il Papa. Se lo vuoi vedere, paghi. 10 sterline per una veglia di preghiera ad Hyde Park, il 18 settembre, e ben 25 per assistere allo show della beatificazione del cardinale John Henry Newman, il giorno successivo. Organizzare un evento costa, e del resto il tale che moltiplicava pani e pesci (e prendeva a randellate i box office) non è più disponibile. E poi, vuoi mettere: canteranno gruppi cattolici provenienti dall’Inghilterra, dalla Scozia e dal Galles, compreso il formidabile trio di sacerdoti: The Priests.

Certo, non si tratta di un vero e proprio biglietto di ingresso. Piuttosto, dicono, è un contributo spontaneo. Fisso. 35 sterline da versare volontariamente. Se poi uno è indigente, si fa uno strappo. Eppure, a voler essere populisti e qualunquisti – che ci piace tanto – mi domando quante veglie di preghiera si potrebbero finanziare mettendo all’asta l’anello di Ratzinger.

Sono lontani i tempi del discorso della montagna.

« Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi che ora piangete, perché riderete. […] Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.
Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
»

Quanti chiodi bisogna ancora piantare nelle carni di questo povero Cristo?

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31 risposte a Il Papa in vendita

  • 6
    SnarkedGirl

    Voglio rispondere a chi dice "perché devo pagare tutto di tasca mia per mandare mio figlio alla privata?".

     

    1. Mandare tuo figlio alla scuola privata è una scelta.

    La scuola pubblica c’è. Non ne vuoi usufruire? D’accordo. Però la scuola privata te la paghi da solo, perché lo Stato il proprio dovere lo fa già mettendoti a disposizione la scuola pubblica. Lo Stato garantisce l’istruzione ai tuoi figli, sei tu che non vuoi usufruire del servizio e dunque il problema è tuo.

     

    2. Perché paghi le tasse anche se mandi il figlio alla privata?

    Perché certi servizi – sanità, trasporti, istruzione – vengono pagati da tutta la popolazione, attraverso le tasse, per permettere a tutti di accedervi, anche ai meno abbienti che eventualmente saranno esentati da ogni pagamento.

    Io pago le tasse anche se non usufruisco dei servizi ospedalieri per dieci anni, ma le pago per permettere al mio vicino di casa di essere curato più o meno gratuitamente dallo Stato senza pagare centinaia di euro a specialisti che non si può permettere.

     

    Se poi il singolo decide di ricorrere a struttre private, lo ribadisco, il problema è suo nel momento in cui le strutture pubbliche ci sono ed è egli stesso a SCEGLIERE di non farne uso.

     

    Un po’ di coscienza sociale e senso civico non guasterebbe…

    • 6.1
      kautostar86

      E la libertà di scelta? viene dopo questa  tua strana interpretazione di “senso civico”?

      Guarda che dando a tutti la possibilità di scegliere anche un servizio che non direttamente gestito dallo stato, non fa venir meno il principio civico su cui si basano le tasse, cioè che chi ha un reddito più alto, contribuisce ad alleviare le spese di chi ha un reddito più basso.

      Qui il senso civico non c’entra nulla, se una persona non ha un reddito tanto elevato, ma preferisce per tutta una serie di motivi, che possono variare molto a seconda dei casi, iscrivere il figlio una scuola gestita da privati, ma che rispetti lo stesso dei requisiti minimi (quindi nn  un diplomificio), per quale motivo deve essere totalmente abbandonata a se stessa dallo stato. dal momento che questa persona contribuisce come tutti a pagare le tasse? uno stato che tiene cvonto anche della libertà, dovrebbe dare lo stesso quivalente contributo economico per tutti, sia per chi sceglie una scuola direttamente gestita dallo stato, sia per chi sceglie una scuola a gestione privata, ma che svolge comunque un servizio pubblico ( se il diritto all’istruzione è riconosciuto come un servizio pubblico, come un bene alla collettività, questo dovrebbe valere anche per le scuole gestite da privati).

      Invece attualmente lo stato ti dà libertà di scelta, solo se c’hai i soldi, se non c’hai abbastanza soldi, ti tieni quello che passa il convento, ti piaccia o meno, anche se credi che magari nella zona in cui vivi è meglio a livello di qualità la scuola privata(io non penso che la scuola privata sia sempre meglio, ogni caso e un caso a se, e anche la qualità della scuola pubblica, varia moltissimo da zone a zone, esistono scuole pubbliche ottime, e scuole pubbliche scandalose, così come scuole private ottime, e diplomifici).

      Quindi allo stato attuale, gli unici che hanno la massima libertà di scelta sono i figli dei “ricchi”, insomma di chi ha un buon reddito, quelli ad essere penalizzati sono quelli con reddito medio-basso, che senza aiuti di stato hanno  meno possibilità di scelta

  • 5
    Harlock

    kautostar86, se mi sforzo posso anche immaginare che possano in effetti esistere diversi tipi di scuola, che devono rispettare certi standard, e che si possa scegliere liberamente fra queste.

    Ma la vedo davvero impossibile che un sistema funzionante del genere possa nascere in Italia, dove esiste una enorme ingerenza di una sola organizzazione, la Chiesa, che possiede la quasi totalità delle scuole private ed insegna contemporaneamente anche nella scuola pubblica, a spese dello stato.

    E vedo altrettanto impossibile che se nascessero davvero altri tipi di organizzazioni che fanno scuole, queste non sarebbero comunque manovrate da qualche tipo di potere allo scopo di qualche interesse privato.

    kautostar86 ha scritto :
    e non voglio ultilizzare perchè preferisco un’altro che reputo migliore

    scusa la frecciatina ma… in che scuola hai studiato?

    • 5.1
      kautostar86

      Ma perchè la scuola pubblica non viene manovrata e gestita da poteri, che fanno tutto fuorchè l’interesse pubblico?

      Io ho fatto gli ultimi 3 anni di superiori in un istituto tecnico privato, perchè non mi trovavo più bene allo scientifico( e perchè l’istituto tecnico pubblico, che praticamente era l’equivalente, stava a 100km da casa mia, e quindi alla fine nn conveniva), e anche se questa scuola era gestita in parte dalla chiesa, non ho subito nessuna forma di indottrinamento cattolico ( a parte l’ora di religione, fatta da un prete, ma succede anche nella scuola pubblica).

      Quindi anche il fatto che le scuole private facciano chissà quale indottrinamento è un po’ un mito, ci potranno essere dei casi, ma anche nella scuola pubblica ci sono professori che fanno indottrinamenti politici che non dovrebbero fare!

      La scuola privata può essere scelta per tanti motivi diversi, perchè i professori ti seguono di più, perchè in alcune scuole private, con indirizzi particolari, determinate materie vengono approfondite molto di più, anche per convinzioni religiose dei genitori in certi casi, ma a parte eccezioni non viene fatto nessun lavaggio del cervello.

       

    • 5.2
      alsalto

      …si rischia un E-campus globale…e perchi comunque non ce la fa c’e’ il cepu, occ**zarola.

  • 4
    thebigbug

    Troppo profondo, semplice e chiaro … chissà se ai catolici (con una sola t assomiglia di più a catodici) che leggono il tuo blog (ma ce ne sono?) gli si accende una lampadina (sarebbe meglio un led) … dubito. A meno ché non siano eccezioni. E vi assicuro che ve ne sono. E sono pure un po’ inc**zati con questo andazzo, con questo papa …

    Le religioni? Per lo più adatte a menti deboli, poco razionali, accomodanti e timorose di possibili ipotesi fastidiose. Visioni poco gratificanti e magari percepite come catastrofi. Animali incapaci di pensare autonomo, concreto e profondo. Epperciò pieghevoli a comode astrazioni. E intanto c’è chi se ne approfitta. Ekkome se ne approfitta … hi hi hi

     

  • 3
    alsalto

    “Il Papa in vendita”

    Lo vendessero a pezzi….

  • 2
    ossian69

    non ci dimentichiamo delle scuole private sedicenti cattoliche ammanicate con cardinali e vescovi e chi piu ne ha piu ne metta che non solo beccano i contributi dello stato non pagando una lira di tasse approfittando delle tante scappatoie,ma non pagano nemmeno gli insegnanti che con il ricatto dei punti validi per le graduatorie statali sono obbligati a lavorare più ore dei colleghi delle statali e complletamente gratis…et  amore dei!!!!!

    • 2.1
      alsalto
    • 2.2
      alsalto

      Condivido al 1000% Buonbeppe, hai centrato il quindi.

      Tutto il resto rischia d’essere aria fritta.

    • 2.3
      kautostar86

      X alsalto:

      Ho solamente detto che secondo me lo stato dovrebbe lasciare maggiore libertà di scelta nel campo dell’istruzione.

      Mettiamo che attualmente lo stato spende dalle elementari, fino alla maturità 100mila euro a ragazzo(più o meno le spese sono queste), bene se io invece di mandare mio figlio alla scuola statale x, voglio mandarlo in una privata y, perchè c’è un programma d’insegnamento che mi piace di più, che reputo migliore, perchè devo pagare tutto di tasca mia??perchè devo pagare con le tasse una scuola pubblica che non utilizzerò mai, e devo pure pagare di tasca mia una scuola privata?

      Questo è monopolio dell’istruzione!!

      Per cui allo stato attuale la scuola di stato è accessibile a tutti, la scuola non statale solo a chi se la può permettere!

      Uno stato giusto, senza monopoli, che lascia aperto un  regime di concorrenza, dovrebbe agire in un’altro modo, dovrebbe dire, io spendo x euro l’anno per l’istruzione di ogni ragazzo italiano, la famiglia di questo ragazzo decida autonomamente in quale scuola farlo studiare, e io stato in caso scelga una scuola non statale, rimborserò la retta di x euro, e se la retta costasse meno di x euro la differenza se la può anche tenere lo stato, e magari destinarla alla scuola pubblica, se la retta costa più di x euro, la differenza la paga la famiglia

      In questo modo si aprirebbe un regime di libera concorrenza, e anche chi non è molto abbiente, potrebbe scegliere una scuola non statale!

    • 2.4
      kautostar86

      Non diciamo c**zate, finchè parli di esenzione dall’ICI o 8×1000 è un conto, ma le scuole private non prendono quasi nulla dallo stato, e chi decide di mandare i figli in una privata, fa in realtà risparmiare soldi allo stato!

      Lo stato spende mediamente 6-7mila euro l’anno ad alunno, e quindi se fosse giusto, se si comportasse in maniera equa dovrebbe detrarre dalle tasse di chi manda i figli in una scuola privata, tutto quello che risparmia.

      Invece mi pare che attualmente non è possibile detrarre o recuperare quasi nulla!

    • 2.5
      kautostar86

      X Buon Peppe:

       

      Non sono d’acvcordo, appunto un’alto livello di istruzione si riflette su tutta la società, e quindi l’investimento per ogni studente, fino a un certo livello , deve essere garantito a tutti, anche a chi vuole usufruire di un sistema di istruzione non gestito direttamente dallo stato!

      Ovvero se lo stato decide di investire una certa somma di denaro per ogni alunno, non si capisce perchè chi sceglie di iscrivere i propri figli a una scuola privata, perchè crede che il servizio sia di qualità più elevata, o per i più svariati motivi personali (ad esempio in alcune private si insegnano più lingue e in maniera più approfondita rispetto alla statale), non possa usufruire dello stesso contributo economico, che lo stato garantisce a tutti quelli che frequentano la scuola pubblica

      Quindi praticamente lo stato ti obbliga ad accontentarti di quello che passa il convento, a meno che non hai le possibilità economiche per scegliere.

      Ma se mettiamo lo stato spende mediamente 7000 euro l’anno ad ogni alunno, che differenza fa alla collettività, dare 7000euro l’anno di rimborso a chiunque decide di iscrivere un figlio in un’istituto privato? nulla nei bilanci dello stato la differenza è nulla, non si danneggia in alcun modo il pubblico.

      Semplicente il punto è che il sistema statale non vuole mettersi in discussione, non vuole entrare in competizione con il sistema privato.

      Con questo non voglio dire che le scuole private siano sempre di qualità migliore, rispetto alla pubblica, dipende dai singoli casi, anche nel privato esistono diplomifici, e scuole d’eccellenza(che di solito costano più della statale), ma comunque il sistema pubblico, aprendo la strada, parificando davvero quelle scuole private che non sono semplici diplomifici, forse dovrebbe fare i conti con tante inefficienza, con tanti sistemi familistici, e raccomandazioni che infestano la scuola pubblica.

      La Gelmini preferisce dare il bonus, il contentino a chi si iscrive alla privata, in modo tale da risparmiare soldi pubblici da dirottare su altro, ma x esserci vera parificazione lo stato dovrebbe dare lo stesso contributo a tutti, anche a chi sceglie una scuola non statale

       

    • 2.6
      kautostar86

      Io invece credo che proprio perchè l’istruzione, lo studio è un’elemento molto importante, non sia giusto che ne abbia il monopolio lo stato, se uno pensa che ci sia una scuola privata che offre un servizio migliore della pubblica, possa scegliere, e godere delle stesse agevolazioni che ha chi decide di frequentare la scuola di stato.

      Ovviamente anche le scuole private dovrebbero avere degli standard minimi molto esigenti, per essere riconosciute alla pari, non dovrebbero certo essere dei diplomifici come oggi a volte accade!

      Ma chiusa questa parentesi, accettando solo le scuole che rispettano certi standard nel programma, non vedo che male può fare lasciare una piena libertà di scelta.

      Cioè certo anche oggi si può scegliere, ma è una scelta totalmente preclusa a chi non ha abbastanza soldi.

      Quindi parliamoci chiaro chi è sotto un certo reddito non può scegliere, ma si ritrova con uno stato che è disposto a finanziare solo la scuola di stato.

      Siccome le tasse le pagano tutti, e quindi la scuola pubblica la paga anche chi dovesse decidere per quella privata, io penso che lo stato dovrebbe almeno detrarre dalle tasse le spese per un servizio che non è stato sfruttato!

      In questo modo una scuola privata potrebbe essere accessibile anche da chi ha un reddito non superiore alla media.

      Insomma se lo stato è disposto ad erogare mettiamo 6000euro all’anno ad alunno, per la scuola pubblica, se un genitore decide di mandare il figlio a una scuola privata, ha comunque diritto a riavere indietro ciò che lo stato non spende per suo figlio.

      Il ragionamento è semplice, e mi sembra evidente se qualcuno mi costringe a pagare un servizio che non utilizzo, e non voglio ultilizzare perchè nè preferisco un’altro che reputo migliore, è di fatto un furto, una costrizione

    • 2.7
      Harlock

      kautostar86 tu hai ragione sui costi, ma tu davvero vorresti una scuola, come dici te, in regima di concorrenza?

      In effetti il monopolio dello stato sull’istruzione è una cosa che da un punto di vista è molto conformista, ma da un altro punto di vista dà delle garanzie.

      In un sistema in regime di concorrenza, le scuole sarebbero create da chi possiede i capitali per poterlo fare, e tu lasceresti l’educazione dei figli a grandi gruppi economici? Lasceresti che ogni ideologia o fazione si possa creare la sua scuola, con possibile supporto di opinioni di chissà quali interessi privati, con evidenti pericoli di divisione della società ed emarginazione delle minoranze che non possiedono una scuola?

      Bah sicuramente molte cose si possono migliorare, ma non credo che sia questa la strada.

    • 2.8
      kautostar86

      Io invece credo che proprio perchè l’istruzione, lo studio è un’elemento molto importante, non sia giusto che ne abbia il monopolio lo stato, se uno pensa che ci sia una scuola privata che offre un servizio migliore della pubblica, possa scegliere, e godere delle stesse agevolazioni che ha chi decide di frequentare la scuola di stato.

      Ovviamente anche le scuole private dovrebbero avere degli standard minimi molto esigenti, per essere riconosciute alla pari, non dovrebbero certo essere dei diplomifici come oggi a volte accade!

      Ma chiusa questa parentesi, accettando solo le scuole che rispettano certi standard nel programma, non vedo che male può fare lasciare una piena libertà di scelta.

      Cioè certo anche oggi si può scegliere, ma è una scelta totalmente preclusa a chi non ha abbastanza soldi.

      Quindi parliamoci chiaro chi è sotto un certo reddito non può scegliere, ma si ritrova con uno stato che è disposto a finanziare solo la scuola di stato.

      Siccome le tasse le pagano tutti, e quindi la scuola pubblica la paga anche chi dovesse decidere per quella privata, io penso che lo stato dovrebbe almeno detrarre dalle tasse le spese per un servizio che non è stato sfruttato!

      In questo modo una scuola privata potrebbe essere accessibile anche da chi ha un reddito non superiore alla media.

      Insomma se lo stato è disposto ad erogare mettiamo 6000euro all’anno ad alunno, per la scuola pubblica, se un genitore decide di mandare il figlio a una scuola privata, ha comunque diritto a riavere indietro ciò che lo stato non spende per suo figlio.

      Il ragionamento è semplice, e mi sembra evidente se qualcuno mi costringe a pagare un servizio che non utilizzo, e non voglio ultilizzare perchè nè preferisco un’altro che reputo migliore, è di fatto un furto, una costrizione

    • 2.9

      L’istruzione (e più in generale la formazione, che non è esattamente la stessa cosa) è l’elemento in assoluto più importante di una società; non esiste niente di più importante. Una società istruita può crescere, migliorarsi e occuparsi di tutti gli altri aspetti della vita in modo ottimale, una società ignorante no.

      Detto questo è ovvia conseguenza che uno stato DEVE assicurare a TUTTI la migliore istruzione possibile, senza delegare ad altri questo compito. Questo anche a prescindere dai costi (che non significa accettare sprechi o inefficienze).

      Se poi qualcuno vuole comunque andare in una struttura privata, lo dovrebbe fare interamente a sue spese (come stabilisce anche la Costituzione); e ovviamente lo stato deve imporre ai privati gli stessi standard del pubblico. Questo in ogni caso rappresenta un’eccezione, perché non si può parlare di concorrenza nel campo dell’istruzione.

      Ci sono servizi che si possono far gestire ai privati, ma quelli fondamentali devono rimanere in mano pubblica: l’istruzione è uno di questi.

      Purtroppo la realtà è ben diversa e continua ad andare in tutt’altra direzione, e le conseguenze che stiamo pagando già oggi sono ben poca cosa rispetto ai disastri che attendono i nostri figli.

    • 2.10

      Il servizio “istruzione” va pagato da tutti a prescindere dal fatto che lo si utilizzi direttamente oppure no. Se il livello dell’istruzione di una società cresce, tutta la società ne guadagna, anche quella parte che rimane ignorante, perché potrà usufruire di migliori medici, ingegneri, artigiani, insegnanti, ecc.

      Ecco perché è un interesse dello stato, e non del singolo, fornire un’istruzione elevata a tutti; diversamente ci ritroveremmo in un mercato in cui l’istruzione è funzione del profitto (che, non ce lo dimentichiamo, è l’obiettivo del privato). L’istruzione per lo stato non è un monopolio, perché non è un elemento da valutare economicamente, ma un dovere fondamentale. Se lo stato rinuncia ad avere il completo controllo dell’istruzione fallisce la sua missione.

      Smettiamola di ragionare in termini aziendali quando si trattano questi argomenti: lo stato NON è un’azienda.

    • 2.11
      kautostar86

      E comunque 130milioni possono anche essere noccioline, bisogna vedere quanto risparmia lo stato grazie alle scuole paritarie, bisogna vedere quanti sono gli alunni che scelgono questo tipo di scuole, e quanto lo stato dovrebbe spendere in più, se questi ragazzi frequentassero tutti la scuola pubblica

       

      leggi qui:

      http://www.tuttoscuola.com/portali/paritarie/archivio-22828.html

       

      Se è vero tutto quello che è scritto in questo articolo, le scuole paritarie sono un’affare per lo stato, altro che spesa!

       

  • 1
    ggca

    alsalto ha scritto :
    Se lo dici tu vuol dire che e’ vero. Strano, ero convinto d’essere anarchico, si vede che mi ero sbagliato.Questa e’ l’ultima volta che ti rispondo. Non porti argomenti di nessun tipo, scrivi solo fesserie e cattiverie fine a se stesse.Hai un modo di fare offensivo e sgradevole, mostri d’essere un povero sfigato, un pessimo esempio di nerds.Sei un TROLL e della peggiore specie. Fai tristezza.

     

    Vei anarchico e vuoi che lo stato ficchi il naso in ogni dove, tu sei uno dei fratelli caponi vero?

    “hai l’astio dei rancorosi del PCI che una volta fallito si sono rivolti al fascista tunnino e al delirante comico.

    eh fascismo immenso e rosso, ti consiglio di leggerlo, venite dallo stesso seme

     

     

  • 0

    Ma in fondo il papa è una pop star, ha anche i papa-boys… Quindi per vederlo si paga il biglietto. Logico.

    Non ti capisco Claudio. Per una volta che fanno una cosa davvero coerente e trasparente tu li critichi. Sei proprio kattivo!

  • -1

    Continui a ragionare in senso economico. Siamo lontani anni luce.

    kautostar86 ha scritto :
    Semplicente il punto è che il sistema statale non vuole mettersi in discussione, non vuole entrare in competizione con il sistema privato. 

    Sull’istruzione, lo stato NON DEVE entrare in competizione con il sistema privato, deve essere autosufficiente.

    kautostar86 ha scritto :
    La Gelmini preferisce dare il bonus, il contentino a chi si iscrive alla privata, in modo tale da risparmiare soldi pubblici da dirottare su altro, ma x esserci vera parificazione lo stato dovrebbe dare lo stesso contributo a tutti, anche a chi sceglie una scuola non statale  

    Infatti quello che sta facendo la Gelmini non è mettere alla pari scuole pubbliche e private, ma solo togliere risorse alla scuola pubblica. Come da direttive gelliane.

    La scuola pubblica italiana ha sicuramente un mucchio di problemi e di difetti, ma non si risolve niente portando gli studenti a studiare da un’altra parte; semplicemente si aggrava il problema.

    • -1.1
      kautostar86

      Il monopolio della cultura è un conto, l’autosufficienza non c’entra nulla, si può essere autosufficienti anche dando maggiori possibilità di scelta ai cittadini, anche mettendosi in competizione, il mio non è solo un discorso economico.

      Ripeto per l’ennesima volta, per quale motivo se uno iscrive il figlio alla scuola pubblica, non deve pagare quasi nulla, le spese principali vengono sostenute col denaro pubblico, mentre se uno decide di iscrivere il figlio a una scuola privata, che magari offre un servizio diverso rispetto alla pubblica (per esempio si dedicano molte più ore alle lingue straniere, senza trascurare comunque il resto del programma, che è esattamente sullo stesso livello della scuola statale), lo stato non da un aiuto economico equivalente alla pubblica, ma si limita a un piccolo contentino? è una cosa giusta?

      ovviamente non dico che lo stato dovrebbe accollarsi tutta la retta di una scuola privata, ma perlomeno dare un contributo equivalente.

      Per esempio se scegli la privata ti detraggo 5000 euro dalle tasse, oppure ti dò un bonus di 5000euro, e la differenza(se la provata costa di più di 5000) ce la metti di tasca tua.

      Questo secondo me sarebbe un sistema equo, che offre la massima libertà di scelta, anche a chi non ha grosse possibilità economiche

  • -2
    ggca

    alsalto ha scritto :
    Aggiungo un’altra cosuccia.In quanto a frequentazioni clericali il minipony dal capo verniciato non se le e’ fatte sfuggire quelle migliori.Chesso’ tipo lo zio del nostro ministro dell’istruzione ad esempio….DON GELMINI, you know?http://it.wikipedia.org/wiki/Pierino_Gelmini Benefattore lo Zio, benefattrice la nipote, buon sangue non mente.

     

    Il  compagno salto si rifà al buon vecchio PCI. la cultura o è di sinistra o non è

    Ergo fino a qlc anno fa i libri di storia ignoravano bellamente le foibe e vari crimini della c.d resistenza

    Il compagno al salto sogna la scuola di partito, sogna l’università lumumba di mosca e le frattocchie

    • -2.1
      alsalto

      Se lo dici tu vuol dire che e’ vero. Strano, ero convinto d’essere anarchico, si vede che mi ero sbagliato.

      Questa e’ l’ultima volta che ti rispondo. Non porti argomenti di nessun tipo, scrivi solo fesserie e cattiverie fine a se stesse.

      Hai un modo di fare offensivo e sgradevole, mostri d’essere un povero sfigato, un pessimo esempio di nerds.

      Sei un TROLL e della peggiore specie. Fai tristezza.

  • -3
    alsalto

    @kautostar, permettimi senza offesa di farti notare che il tuo ragionamento nasce su di un postulato errato.

    E’ verissimo che se lo stato finaziasse maggiormente le paritarie ne otterrebbe un risparmio assolutamente non trascurabile ma altrettanto vero e’ che se cosi’ facesse lo farebbe dimenuendo la pressione fiscale? Temo proprio di no, quindi ne otterremmo che si lo stato risparmia ma i cittadini si vedrebbero addossare un costo in piu’. Le scuole paritarie hanno rette piu’ o meno salate a seconda dei casi ma comunque sia costano alle famiglie che scelgono di usufruirne.

    In oltre in tali strutture paritarie spesso accade che la disponibilita’ al contributo, donazione, faccia si che qualsivoglia difficolta’ dello studente risulti superabile…

    La scorsa settimana si e’ laureata Barbara in filosofia, la figlia del satrapo di Arcore per intenderci. Don Verze’ all’atto della consegna dell’attestato a Barbarella, conseguito a pieni voti con lode a succhiotto accademico, le ha addirittura proposto la possibilita’ di istituire una facolta’ apoosita capace di ospitare la cattedra a sua disposizione, il papi e’ da sempre grande amico di Don Verze’, oltre che uno dei maggiori fianziatori del San Raffaele…

    http://ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/07/20/visualizza_new.html_1873517859.html

    Studente brillantissima Barbarella, capace di completare un corso TRIENNALE ed ottenere un DIPLOMA di laurea alla tenera eta’ di 26 anni, tutti noi italioti dobbiamo essere fieri di lei.

    http://www.universita.it/laurea-barbara-berlusconi-polemica/

    Una docente del San Raffaele si e’ poco poco alterata ed ha scritto questa bella letterina:

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/07/20/news/quella_cerimonia_per_barbara_berlusconi_ha_offeso_noi_professori_e_i_nostri_studenti-5717947/

    La Gelmini sta attuando il piano di rinascita democratica che riguarda l’istruzione, un sacco di docenti stanno rimanendo a casa, considera molto bene la tua RISPETTABILISSIMA posizione e traine le conclusioni, gia’ cosi’ in 35 in una classe son c**zi…tu vuoi che peggiori ancora?

    • -3.1
      alsalto

      Aggiungo un’altra cosuccia.

      In quanto a frequentazioni clericali il minipony dal capo verniciato non se le e’ fatte sfuggire quelle migliori.

      Chesso’ tipo lo zio del nostro ministro dell’istruzione ad esempio….

      DON GELMINI, you know?

      http://it.wikipedia.org/wiki/Pierino_Gelmini 

      Benefattore lo Zio, benefattrice la nipote, buon sangue non mente.

    • -3.2
      kautostar86

      Il caso della figlia di Berlusconi non c’entra niente con il dibattito scuola pubblica/scuola privata, casi come quello sono all’ordine del giorno nelle nostre università, anzi c’è di molto peggio, quello è venuto fuori solo perchè si tratta della figlia di Silvio!

    • -3.3
      alsalto

      Bhe’, kautostar86, hai perfettamente ragione, non e’ cosi’ strettamente legato al discorso. Credo comunque che ilBuonPeppe abbia sviscerato la questione, ossia ha saputo stringatamente esprimere un’idea che condivido a pieno.

      Ma prima di abbaterlo un cavallo meriterebbe di provare a curarlo.

      Ti auguro buone vacanze, io per un poco mi assentero’.

      A presto.

      Ciao.

       

    • -3.4
      alsalto

      Aggiungo che Don Verze’ va fermato subito, si e’ ripromesso di far vivere l’utilizzatore finale sino ai 120anni, che intenda usare un metodo simile:?

      http://www.youtube.com/watch?v=wuOultle_QQ&playnext=1&videos=50t94FESAEo

      Gia’ m’immagino un darth fener priapitico, ommioddio!!!!!!

  • -4
    fansss

    Maledetto xvi!

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