« The world is no longer in phase 6 of influenza pandemic alert. We are now moving into the post-pandemic period. The new H1N1 virus has largely run its course. »
[WHO - 10 agosto 2010]
Con queste parole,
Margaret Chan, direttore generale del
World Health Organization, annuncia la morte dell'
AH1N1, per gli amici l'influenza suina,
nata l'11 giugno 2009 e tragicamente deceduta a soli 14 mesi di vita.
Ne piangono la scomparsa le tasche dei cittadini, che in ogni parte del mondo stanno distruggendo
milioni di dosi di vaccini scaduti, tranne quelli polacchi, che prima del
disastro di Katyn erano stati gli unici ad
avere gentilmente declinato le offerte delle case farmaceutiche.
Gli italiani piangono di più, perché sono stati
gli unici tra tutti gli stati del globo terracqueo ad avere stipulato un contratto con
Novartis -
siglato il 21 agosto 2009, opportunamente secretato ma svelato su questo blog il 16 novembre dello stesso anno - concepito come un
tributo alla divinità farmaceutica, un vero e proprio sacrificio collettivo che ha bruciato
24 milioni di euro sull'altare del più bieco affarismo.
L'indecorosa calata di braghe prevedeva clausole assolutamente
assenti nei contratti stipulati con gli altri stati. In particolare, il corrispettivo pattuito sarebbe stato versato anche se la Novartis avesse ritardato nella consegna e, addirittura, anche se non avesse ottenuto l'autorizzazione alla commercializzazione del vaccino, quindi
senza contropartita. Inoltre, per la Novartis non erano previste penalità di nessun tipo.
Il contratto è stato firmato dal
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, quindi da
Maurizio Sacconi. Non è dato sapere se la moglie,
Enrica Giorgetti,
direttore generale di Farmindustria, abbia avuto una parte di intermediazione o meno.
Fonti esclusive di Byoblu.Com riportano che, in cambio del contratto
sui generis, Novartis si sarebbe impegnata ad
assumere 200 o 300 giovani del mezzogiorno, allo scopo di innalzare di qualche punto -
temporaneamente - il
tasso di occupazione. Una manovra per acquisire consenso per la maggioranza di governo, addebitandone il costo agli italiani, da cui non hanno tratto giovamento neppure i novelli lavoratori i cui contratti temporanei, già in scadenza, sarebbero lungi dall'essere rinnovati.
In ogni caso, che la suina fosse una
bufala, noi
ce ne eravamo accorti già l'11 settembre 2009. Bastava fare due conti. Questa, inoltre, l'intervista che
Byoblu.Com ha realizzato il 24 settembre 2009 a
Paolo Grossi, infettivologo di chiara fama e professore di malattie infettive all’Università dell’Insubria.

Quella Gran Bufala della Suina
Oltre due mesi dopo, quando ormai i buoi erano scappati,
arrivavano anche i giornali, e il 31 marzo 2010 il Consiglio d'Europa
lodava pubblicamente Ewa Kopacz, il ministro della Salute polacco, per la gestione estremamente razionale del problema.
Ewa aveva fatto notare come i rischi derivanti dalla AH1N1 fossero in realtà moderati e sottodimensionati rispetto alla normale influenza stagionale, e aveva dichiarato che le condizioni poste dalle compagnie farmaceutiche erano
inaccettabili [
qui la trascrizione di Byoblu.Com del suo intervento al Parlamento polacco]. Sacconi invece si è venduto tutto, lasciandoci in mutande.
Un qualsiasi dirigente incapace viene licenziato sui due piedi. Perché un ministro che ha sovrastimando i fattori di rischio e siglato contratti assolutamente fuori dal mercato, impiegando soldi pubblici, non dovrebbe
dimettersi?
[Video dell'11 aprile 2010: Influenza A - la truffa suina.]

Influenza A: la truffa Suina
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