Amore e Potere

Fini è stato colto con le dita nella marmellata. Come tutti siamo abitutati a fare sin da piccoli, in situazioni simili, ha nascosto le mani dietro la schiena e ha finto per un po’ di guardare il soffitto. Poi ha detto che lui non sapeva neanche cosa ci fosse, dentro a quel vasetto. Gli italiani lo hanno guardato con aria di malcelato rimprovero. Tutt’ora sembrano dire: “Su, dai, Gianfrà: dicci la verità e ti perdoniamo, se prometti di non farlo più“. Feltri e Belpietro, invece, ne hanno fatto il peggior scandalo della storia della seconda Repubblica. La radio e la televisione ci si sono buttati a pesce.

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Che ha fatto Fini? Sostanzialmente due cose. La prima: ha alienato un bene del partito che dirigeva, AN, a un prezzo inferiore a quello di mercato, perchè entrasse nelle disponibilità del fratello della sua compagna. Che pure male non deve stare, a giudicare dalla foto accanto alla Ferrari. Un mancato maggior guadagno, insomma. Intendiamoci: è esecrabile. Se AN non si fosse sciolta nel PDL e se Fini non stesse per fondarsi un partito nuovo di zecca, avrebbe dovuto come minimo dimettersi.  Però è un fatto privato, nel senso che la casa di Montecarlo non era patrimonio pubblico. E’ qualcosa di cui debbono chiedergli conto gli ex iscritti di AN, non un abuso d’ufficio perpetrato nell’esercizio della sua funzione pubblica.

La seconda: ha fatto pressioni in Rai per coronare le aspirazioni di produzione e/o distribuzione di Giancarlo Tulliani, sempre quello della casa a Montecarlo e della Ferrari. Questo incide maggiormente nella sfera pubblica, perché la RAI è pagata con le tasche degli italiani. Però, se è vero come vero che la vicenda Berlusconi – Saccà è stata archiviata dalla Procura di Roma, questo significa che anche l’ingerenza di Gianfranco Fini non ha alcuna rilevanza penale. Per togliere dalle braci ardenti il nostro presidente del Consiglio, i magistrati (che evidentemente poi così comunisti non sono) si sono inventati che in Rai solo la fase di trasmissione rileva ai fini della definizione di servizio pubblico, mentre la fase di produzione, con tutte le trattative che ne conseguono, è affare privato. Non importa se con i soldi degli italiani la televisione di Stato ci paga attrici ed attricette scelte non attraverso regolari provini ma solo al fine di ingraziarsi i potenti di turno: dietro le quinte il carrozzone è libero di abbandonarsi alle corruttele e ai bagordi anti-istituzionali più sfrenati.

Stanti così le cose, la posizione di Fini è ancora meno rilevante di quella di Berlusconi, se possibile. Il secondo piazzava a libro paga degli italiani emerite sconosciute ai fini di lotta politica, ovvero per rovesciare i rapporti di maggioranza al Senato (e se non è rilevante penalmente questo), mentre il primo si limitava – nella più antica tradizione italiota – a cercare di far lavorare il cognato. Volendo esagerare, potremmo dire che Gianfranco Fini lo facesse per amore, mentre Silvio Berlusconi per il potere. Qualche differenza ci sarà pure.

Intorno a queste due accuse ruota tutta la campagna mediatica che sta occupando l’estate degli italiani. La prima è un affare privato che diventa di rilevanza pubblica solo di riflesso, la seconda è già stata depenalizzata dalle procure.

Siccome è facilmente dimostrabile che favorire l’usufrutto di una casa monegasca è meno grave rispetto alla corruzione reiterata di uno o più giudici per acquistare sentenze processuali, o rispetto alla dubbia provenienza dei capitali con i quali è stato creato e poi consolidato l’impero di Berlusconi, o rispetto alla corruzione di un avvocato inglese perché testimoniasse il falso, accertata ma prescritta, o ancora – per rimanere in tema con la casa di Montecarlo – rispetto all’amnistia per il falso in bilancio nell’acquisto dei terreni intorno alla villa di Macherio, mi aspetterei che una campagna mediatica ancora più feroce e congiunta venisse scatenata da tutti gli organi di stampa contro chi da quasi vent’anni ha una responsabilità di governo di gran lunga superiore a quella di Fini.

Evidentemente, l’occupazione degli spazio radio-televisivi e cartacei non è proporzionale alla gravità delle accuse mosse (perfino se provate da una sentenza), ma funzionale alla proprietà editoriale. Si sapeva già, ma ricordarlo fa sempre bene. Non si sa mai che non passi di qui un fan di Uomini e Donne.

Nel frattempo, ieri Vittorio Sgarbia La Zanzara di Cruciani – ha definito Luca Telese come un amico e un professionista stimato, rivelando di averlo anche aiutato in diverse occasioni, si presuppone professionalmente, e di continuare a farlo.
Chiedo a Luca Telese come concilia il suo impegno per la legalità, per il rispetto dei valori costituzionali, per l’onestà e la buona amministrazione del bene comune, con l’aiuto e l’amicizia fraterna di Vittorio Sgarbi, condannato dalla Procura di Venezia per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi (per la richiesta di aspettativa per motivi di salute) e assenteismo nel periodo 1989-1990, mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali.

Intendiamoci: l’amicizia è un valore sacro ma, forse, precisare in quali contesti e sotto quali forme è stato appoggiato e sostenuto da Vittorio Sgarbi può aiutare i suoi lettori più fedeli e fissati con il concetto di coerenza professionale a sciogliere gli inevitabili interrogativi che potrebbero insorgere, dando luogo a speculazioni auguratamente prive di fondamento.

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27 risposte a Amore e Potere

  • 11

     

    Condivido pienamente l’impostazione dell’articolo e le principali affermazioni. Sul discorso della coerenza di buona parte dei parlamentari del PdL in questa vicenda ho insistito particolarmente in un post del mio neonato blog, che invito gli interessati a visitare!

    http://nellacittainvisibile.blogspot.com/2010/08/le-dimissioni-di-fini-la-richiesta-del.html

  • 10
    Renzo C

    Premesso che concordo con quanto detto e scritto da Claudio, ci aggiungerei anche un carico da 11 alla credibilità di certi giornalisti “duri e puri”.

    La questione Fini è risibile rispetto alle magagne del Puffone, infatti si è rivelato inutile evocarle in ogni modo se non in tv, dove peraltro i suoi lacchè fanno di tutto per creare confusione quando accade, ma nonostante ciò a Fini è richiesta la massima trasparenza, visto che ha criticato il governo proprio sui temi della legalità. Ed ecco che il tg5 apre un’ edizione delle 20 con PRIMA notizia l’appartamento di Montecarlo: Mimun cala le brache al volere del Puffone senza vergogna.

    Ma diamo un occhiata allora alle faccende dei paladini della legalità: il Fatto Quotidiano. Chi sono gli azionisti della SpA? Ovvero i padroni del FQ? Eccoli:

    http://www.vita.it/news/view/95651
    Questo è uno dei vari link dove trovare i maggiori azionisti dell’ editoriale, Padellaro e Travaglio hanno una partecipazione ridicola, una sorta di pro-forma.

    Nella lista troviamo un certo Guido Roberto Vitale al 15%, e chi sarebbe costui? Ecco un altro link interessante:

    http://archiviostorico.corriere.it/1994/settembre/23/via_alle_sfilate_moda_Procura_co_0_94092312433.shtml
    Dunque i paladini della legalità FONDANO il FQ con un MAZZETTARO reo confesso, non male per i “duri e puri”. Certo, il Vitale ha estinto il suo debito, sia con gli arresti (domiciliari, contro il parere di Di Pietro) e con ben 1 miliardo di lire per chiudere la faccenda. Altra cosa invece l’aspetto morale della questione, che nonostante le ripetute domande, non ha ancora avuto risposta. Ma la questione morale riguarda sempre la morale degli altri, mai la propria.

    Fin qui ci sarebbe già di che storcere il naso, ma non ci vogliamo fermare qui, vediamo cosa succede poco tempo fa, ed ecco un terzo link interessante:

    http://archiviostorico.corriere.it/2010/maggio/03/Vendola_nella_masseria_del_banchiere_co_8_100503018.shtml 

    Cosa ci sarà di male in una bella serata di maggio? Ma niente, se non fosse che poco tempo dopo il Vendola annuncia la propria candidatura a leader dell’ opposizione da… ma il FQ, che diamine! E chi gli fa l’intervista di proclamazione? Ma Telese, che diamine! Sì sì, quel Telese che ha duramente lottato per diventare il giornalistone che è, ribattendo che con Cossiga non ha parentela diretta. Quel Telese che PERO’ si “dimentica” di citare il cognome di sua moglie Laura che, ma guarda che combinazione, è Berlinguer, e mi sembra di averlo già sentito…. Non sarà mica per caso la Laura Berlinguer ultima figlia di un tale Enrico? Pere proprio di sì, e immagino che sarà stato un grande ostacolo per la sua carriera avere una moglie con una parentela così importante, o no?

    Al Telese seguono poi altri markettari assortiti, fra cui Flores d’Arcais e Fava, tanto per citarne un paio. La cosa curiosa è che Vendola non ha nemmeno UN solo parlamentare nella legislatura, eppure si autocandida come leader per tutta la sinistra. Come mai? Beh è semplice, da chi c’era a quella cena è chiaro che gli “sponsor” di peso li ha. Se poi a peso volete sostituire soldi, nulla in contrario ;)

    A questo punto il FQ online tocca il fondo, pubblicando una home page a dir poco imbarazzante. Per il sottoscritto la prova provata dell’ appoggio palese a Vendola. Quale home page? Eccola, ne ho fatto una “foto” da conservare ad imperitura memoria.

    http://img840.imageshack.us/img840/5751/vendola.jpg

    Se questi sono i giornalisti “duri e puri” quelli che “non faranno sconti a nessuno” ecc… beh c’è da sbellicarsi dal ridere. Travaglio poi, e questa è magnifica, ha scritto pochi giorni fa un fondo sull’ Espresso in “signornò” dove critica blandamente Vendola: sul FQ non credo sarebbe passato, ed ho paura che resterà un unicum. Perchè su Vendola ci sarebbero ben altre cose da dire, e senza andare nel dettaglio qui basta andare a leggere il blog di Carlo Vulpio per conoscerle: curiosamente il Niki telefonava ogni giorno al Corriere per far smettere Vulpio e in parte c’è riuscito. Ma anche con Clementina Forleo ci sono conti in sospeso, conti che mal si conciliano con “gli amici” del FQ.

    Buona lettura :D

    • 10.1

      L’informazione è il sale della democrazia
      anche quella su Nicola Vendola, in quella sua terra di Puglia:

      http://www.italiaterranostra.it/

      da Gianni Lannes, altro giornalista d’inchiesta ai bordi dell’informazione che di tacere, nonostante pesantissime intimidazioni e minacce, non vuole saperne.

  • 9
    EC2

    Già, lo stesso Luca Telese che scrive su Il Fatto, il giornale che Travaglio, nelle parole, ha fondato proprio per garantire un’informazione libera, corretta, lontana anni luce dal decadimento morale della nostra epoca. Beh, debbo dire che questa si che si chiama “coerenza”… in fondo Mr. B ha dimostrato che si può essere amicissimissimi di mafiosi ma essere del tutto estranei alle loro attività, infatti è assurdo pensare di finire in galera solo perché s’é dato lavoro ad un povero stalliere, eh!

  • 8

    Secondo me Telese ha risposto in modo appropriato rivendicando le sue p****nate.

    Speriamo che la magistratura ci chiarisca al più presto se di p****nate si tratta.

     

  • 7
    EC2

    Ti avevo linkato l’indirizzo generico dei commenti, non mi ero accorto di non aver copiaincollato la pagina specifica, scusa! :) Ecco la URL giusta, è pagina 3:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/14/%E2%80%9Cintegralistie-poveracci%E2%80%9D/50324/comment-page-3/#comments

    Ad ogni modo, riporto la sua risposta all’utente “Renatiello” qui, per maggior comodità. In sostanza, dopo avere spiegato che lui parente di Cossiga non è, chiarisce il suo rapporto con Sgarbi dicendo trattarsi solamente di una presa in giro di quest’ultimo:

    Caro Renatiello,
    purtroppo per te, sei un buon esempio di quelli che prendono lucciole per lanterne. Ho raccontato alla Zanzara – ma evidentemente non hai capito un tubo – che dopo tre anni di precariato a Sette riuscii ad ottenere una assunzione (a termine) al Corriere della Sera (anche) perché riuscii ad intervistare Cossiga. Era il 1999. Avevo iniziato a fare il gironalista nel 1989, ci ho messo dodici anni solo preer prendere il tesserino non devo nulla a nessuno, e putroppo ci ho messo anche troppo. Non ho nessuna parentela con Cossiga,di nessun tipo: come hai fatto a inventarti una panzana così?
    Sei anni dopo quella intervista e quel contratto (a termine) mi sono messo con la mia attuale compagna, Laura, che è figlia di un cugino di secondo grado di Cossiga (che aveva idee politiche assolutamente differenti dalle sue e che gli chiese persino di dimmettersi da premier). Quindi non c’è nessuna relazione fra la mia storia professionale e le mie presunte parentele, e men che meno con Vittorio Sgarbi, che ho conosciuto da giornalista, nel 1996 e che mi è molto simpatico. Ma che (purtroppo, oserei dire) non mi ha mai aiutato in nulla. Anche qui è divertente: Vittorio dice sfottendo: “Ho aiutato i miei due amici ‘velini’ Telese e Cruciani…”. Adesso, io peso 94 chili. Darmi del velino sarebbe quasi un complimento. Anche Giuseppe si è fatto i suoi venti anni di carriera. Ma qui cosa bisogna fare, un corso per spiegare alla gente cos’è una presa per ****, o ci si può arrivare da soli? Spero che ci tu ci possa arrivare da solo. Vedi, essendo cresciuto in periferia, non avendo parenti nell’ordine, non avendo nessun padrinaggio politico, di quelo che mi sono conquistato da me sono abbastanza orgoglioso

     

     

    byoblu ha scritto :
    Ma… Io non vedo nessun commento all’articolo. :s

  • 6
    nolenin

    caro byoblu,

    oramai ti sei integrato con il “sistema”, e la libertà viene meno quando subordinati ai carcerieri del pensiero: ti sei fatto rubare anche quel poco di personalità che poteva distinguere un  predicatore alla meno peggio dai peggiori predicatori.

    E’ un mio personale punto di vista.

    PS: non sprecare del tempo nel rispondermi, non farò alcun ingresso in un blog che non stimo più.

    in caso contrario, sarà evidente che vorrai soltanto dar spiegazioni indirette ai tuoi seguaci.

     

     

     

    • 6.1

      Se evitavi del tutto di scrivere non avrei sprecato neanche il tempo per leggere.E di cosa dovrei dare spiegazioni, poi? Dei deliri ideologici totalmente irrazionali e non motivati di un qualsiasi anonimo? Prima mettici la faccia (e i soldi) come faccio io da due anni, e poi casomai vieni qui a sentenziare, caro Zaratustra. P.s. Di predicatori non ha bisogno nessuno, mentre di scocciatori improduttivi (dalla tua email anonima ricordo che sei sempre venuto.qui a contestate, in un modo o nell’ altro) ahimè è pieno il mondo.

  • 5
    EC2

    Claudio, a quanto pare Telese, un po’ stizzito, ha indirettamente risposto al tuo interrogativo per controbattere all’intervento di un utente su un articolo del Fatto che chiama in causa quel bel garofano del Guzzanti. Lo trovi a questo indirizzo:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/14/%E2%80%9Cintegralistie-poveracci%E2%80%9D/50324/#comments

    La risposta di Telese è una delle ultime, divertiti.

  • 4
    kautostar86

    Ho appena notato il nuovo LOGO del BLOG BYOBLU…

    FURBO Messora, ti sei circondato di alcune delle facce più disgustose della politica, e di un giornalista bruttarello come Travaglio, così tu al centro in confronto sembri un modello!

     

    • 4.1
      kautostar86

      Ma perchè bisogna mettere per forza dei volti?

       

      poi Byoblu non si può lamentare se molti lo associano all’IDV, o se pensano che c’è “gemellaggio” tra il blog di Messora e quello di Grillo, oppure se gli dicono che vede il marcio solo di Berlusconi e per il resto della politica è molto indulgente (altrimenti non si associerebbe al “gemello di Berlusconi”, cioè Antonio Di Pietro).

      Con quella immagina dà conferma di parecchie cose, che io ho sempre pensato leggendo alcuni suoi articoli

    • 4.2
      johnnh D.

      Ma non hai niente di meglio da commentare se non speculare sull’immagine pubblicitaria di un blog di informazione? È evidente che, dovendo far capire di cosa si tratta a un avventore che capita su facebook o su un’ altro sito, e che clicca solo se capisce, ci siano tutti gli elementi chiave per capire.È un blog di informazione e di denuncia (travaglio e grillo) e parla di politica (rappresentata idealmente nella dialettica tra i suoi opposti esponenti nell’ immaginario pubblico: Di Pietro e Berlusconi).E tu prendi solo Di Pietro per sostenere le tue tesi complottiste del menga.Ma va a ciapà i ratt, va… E libera spazio sul blog per discussioni più serie!

    • 4.3
      Renzo C

      Mettiamo il caso, del tutto improbabile, che tu abbia ragione, ci faresti sapere cortesemente le 4 facce che meteresti?

      A me sembra che quei 4 siano volti abbastanza importanti della scena politico/giornalistica italiana, sentiamo allora chi metterebbe kautostar86, sì, sono molto curioso di saperlo.

      Ciao

  • 3
    EC2

    Ah… C’è quantomeno una serie di “curiosità” che meritano approfondimento!

    Caro Claudio, ti suggerisco, se puoi, di continuare a riposarti e di esaminare questa situazione, se lo riterrai opportuno, con calma, a freddo, con mente lucida insomma al tuo ritorno.

    Personalmente, seguendo un po’ i fatti, negli ultimi tempi ho visto cose che non mi convincono del tutto. Premetto: mi potrei SBAGLIARE tranquillamente, le mie in fondo sono semplici sensazioni e non paranoie complottistiche. Ma vediamo un po’…

    Il Fatto ospita regolarmente da qualche tempo Granata e pubblica suoi articoli farciti di belle parole; Granata vuol costruire un nuovo partito intorno a Fini; il movimento cui Granata appartiene ha appoggiato B. per oltre 15 anni; Fini è stato alleato di B. consentendone tutte le porcate cui abbiamo assistito inermi per molto tempo. La mia deduzione, di basso livello per altro, è che Granata sia un “politico” come altri, il quale tiene alla propria poltrona e non fatica a dimenticarsi quello che il suo capo ed egli stesso hanno fatto di giusto o sbagliato fino al giorno prima. Giudizio: inaffidabile, ad esser buoni (se scrivessi quello che penso diverrei estremamente scurrile ma andiamo avanti).

    Granata scrive “cose” e molte persone, che leggono il Fatto e dovrebbero avere memoria più lunga e critica dell’italiota medio, lo commentano appoggiandolo. Sono ingaggiati dal suo stesso partito? Può essere, perché no. Sono davvero persone così idiote (alle quali davvero starebbe bene un esame per prendere la patente al voto come da te suggerito)? Ma anche si.

    Allora mi domando se questa non sia un’operazione low-profile di repulisti della c.d. “destra buona”, la stessa cui Travaglio ideologicamente ha sempre appartenuto, ad opera di una testata c.d. “indipendente”.

    Il Fatto, Grillo ed il suo MoVimento, lo stesso Di Pietro (quest’ultimo non so il perché ma in misura minore), sono connessi tra loro per via di comunanza di molte idee, di rapporti che potremmo definire quasi “professionali”, dal fatto che si occupano praticamente in toto di politica interna e mai di rapporti del nostro paese con il “mondo al di fuori”.

    Tutto nel nostro orticello, insomma, con qualche puntatina nell’EU ma nulla di così clamoroso; una visuale magari necessaria visti i tempi ma che definirei, se mi posso permettere, un po’ “ristretta”. Però posso sbagliarmi, per carità, non sono un dio, ma andiamo avanti.

    Date tutte queste cose, osservo quello che accade fuori e non posso fare a meno di osservare i rapporti di politica estera totalmente anti-atlantici del nostro Mr. B.: alleanze con Putin per l’approvviggionamento energetico, strette di mano con Gheddafi per la promozione di Eni/Enel e altre “cose” così. Insomma, USA e Israele debbono essere piuttosto inc**zati con B. perché è chiaro che non faccia poi molto i loro interessi; idem per Bruxelles che odia la politica di B..

    Allora nella mia mente, che a questo punto avrete capito essere seriamente malata, sorge “spontanea” una domanda: ma non è che Berlusconi, nonostante sia veramente un odioso delinquente, in questa situazione, visti i suoi interessi personali in gioco, è stata la cosa migliore che potesse capitarci?

    In fondo lui difende il suo “territorio economico”, a scapito di chiunque sia dentro o fuori di esso; si assicura il supporto del “popolo” per legittimarsi agli occhi dell’opinione pubblica e gli appoggi di forza interni ed esterni per farsi votare leggi e leggine. Non sono così fesso da pensare che le numerose leggi “ad personam” non gli siano costate nulla…

    In definitiva, mi chiedo: siamo davvero messi COSI’ male?

  • 2

    Queste le vicende giudiziarie di Belpietro da wikipedia, più che Belpietro, Beldietro ;)Belpietro è stato condannato in primo grado per diffamazione dal Tribunale di Desio, per affermazioni relative al caso di Piergiorgio Welby, avendo paragonato il medico Mario Riccio ai «boia aguzzini che eseguono le sentenze capitali negli USA» [3].Nell’ottobre 2009 è indagato dalla Procura della Repubblica di Roma per vilipendio al Capo dello Stato per un articolo su Libero del 20 settembre 2009[4].Nell’aprile 2010 è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per diffamazione nei confronti dei magistrati Giancarlo Caselli e Guido Lo Forte per un articolo del 2004, quando era direttore de Il Giornale[5].

    • 2.1
      kautostar86

      La condanna per diffamazione è una cosa normalissima per un giornalista, penso che non esista nessun giornalista di un certo livello che non abbia nemmeno una condanna per diffamazione, basta anche una parola fuori posto, un’espressione un po’ troppo forte, una frase ambigua, o soppesata male, per poter far partire una querela per diffamazione, e se uno ha un buon avvocato alle spalle, non è difficile vincere la causa.

      Anche Marco Travaglio avrà sicuramente almeno una condanna per diffamazione, fà parte del mestiere, specialmente per un giornalista che si occupa di politica, prendendo le parti di qualche fazione o partito

    • 2.2
      kautostar86

      Sentenze di condannadi Marco Travaglio, da Wikipedia(lo so wikipedia non è attendibile al 100% quindi ci potrebbero essere degli errori):

       

       

      * Nel 2000 è stato condannato in sede civile,[54][55] dopo essere stato citato in giudizio da Cesare Previti a causa di un articolo su L’Indipendente, al risarcimento del danno quantificato in 79 milioni di lire.[56][57]

      * Il 4 giugno 2004 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile a un totale di 85.000 euro (più 31.000 euro di spese processuali) per un errore di omonimia contenuto nel libro «La Repubblica delle banane» scritto assieme a Peter Gomez e pubblicato nel 2001. In esso, a pagina 537, si descriveva «Fallica Giuseppe detto Pippo, neo deputato Forza Italia in Sicilia», «Commerciante palermitano, braccio destro di Gianfranco Miccicché… condannato dal Tribunale di Milano a 15 mesi per false fatture di Publitalia. E subito promosso deputato nel collegio di Palermo Settecannoli». L’errore era poi stato trasposto anche su L’Espresso, il Venerdì di Repubblica e La Rinascita della Sinistra, per cui la condanna in solido, oltreché la Editori Riuniti, è stata estesa anche al gruppo Editoriale L’Espresso.[58]

      * Il 5 aprile 2005 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme all’allora direttore dell’Unità Furio Colombo, al pagamento di 12.000 euro più 4.000 di spese processuali a Fedele Confalonieri (Mediaset) dopo averne associato il nome ad alcune indagini per ricettazione e riciclaggio, reati per i quali, invece, non era risultato inquisito.[59]

      * Il 20 febbraio 2008 il Tribunale di Torino in sede civile lo ha condannato a risarcire Fedele Confalonieri e Mediaset con 26.000 euro, a causa dell’articolo “Piazzale Loreto? Magari”[60] pubblicato nella rubrica Uliwood Party su l’Unità il 16 luglio 2006.[61] La sentenza è di primo grado e Travaglio ha dichiarato di stare preparando l’appello.[62]

      * Nel giugno 2008 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme al direttore dell’Unità Antonio Padellaro e a Nuova Iniziativa Editoriale, al pagamento di 12.000 euro più 6.000 di spese processuali per aver descritto la giornalista del TG1 Susanna Petruni come personaggio servile verso il potere e parziale nei suoi resoconti politici: «La pubblicazione», si leggeva nella sentenza, «difetta del requisito della continenza espressiva e pertanto ha contenuto diffamatorio».[59]

      * Nel gennaio 2010 la Corte d’Appello penale di Roma lo ha condannato a 1000 euro di multa per il reato di diffamazione aggravato dall’uso del mezzo della stampa, ai danni di Cesare Previti[63]. Il reato, secondo il giudice monocratico, sarebbe stato commesso mediante l’articolo Patto scellerato tra mafia e Forza Italia pubblicato sull’Espresso il 3 ottobre 2002.[64] La sentenza d’appello riforma la condanna dell’ottobre 2008 in primo grado inflitta al giornalista ad 8 mesi di reclusione e 100 euro di multa.[65] In sede civile, a causa del predetto reato, Travaglio era stato condannato in primo grado, in solido con l’allora direttore della rivista Daniela Hamaui, al pagamento di 20.000 euro a titolo di risarcimento del danno in favore della vittima del reato, Cesare Previti.[66]

      * Il 28 aprile 2009 è stato condannato in primo grado dal Tribunale penale di Roma per il reato di diffamazione ai danni dell’allora direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, perpetrato mediante un articolo pubblicato su L’Unità dell’11 maggio 2007.[67][68]

      * Il 21 ottobre 2009 è stato condannato in Cassazione (Terza sezione civile, sentenza 22190) al risarcimento di 5.000 euro nei confronti del giudice Filippo Verde che era stato definito «più volte inquisito e condannato» nel libro Il manuale del perfetto inquisito, affermazioni giudicate diffamatorie dalla Corte in quanto riferite «in maniera incompleta e sostanzialmente alterata» visto il «mancato riferimento alla sentenza di prescrizione o, comunque, la mancata puntualizzazione del carattere non definitivo della sentenza di condanna, suscitando nel lettore l’idea che la condanna fosse definitiva (se non addirittura l’idea di una pluralità di condanne)».[69]

      * Il 18 giugno 2010 è stato condannato[70] dal Tribunale di Torino – VII sezione civile – a risarcire 16.000 € al Presidente del Senato Renato Schifani (che aveva chiesto un risarcimento di 1.750.000 €) per diffamazione avendo evocato la metafora del lombrico e della muffa a Che tempo che fa il 15 maggio 2008. Il Tribunale ha invece ritenuto che le richieste di chiarimenti, da parte di Travaglio, circa i rapporti di Schifani con esponenti della mafia siciliana rientrino nel diritto di cronaca, nel diritto di critica e nel diritto di satira.[71]

       


      Come vedi è la norma del mestiere, anche Travaglio se n’è beccate parecchie di condanne, ma credo che non esista nessun giornalista professionista, che non abbia un bell’elenco di condanne per diffamazione, calunnia e cose simili

       

  • 1
    cloc3

    assolutamente d’accordo.

    la questione Fini è una bufala, non solo per l’inconsistenza penale, ma soprattutto perché riguarda una bega interna tra ex compagni di partito. io faccio persino fatica a capire le obiezioni di opportunità politica a cui si riferisce Di Pietro. c’è una persona che, con buone o cattive intenzioni, ha deciso di rompere una macchina che avrebbe potuto diventare molto pericolosa. per noi, che pure non abbiamo nulla a che fare con lui, è una cosa buona e della casa di Montecarlo non ce importa nulla.

    già che ci sei, perché non ci racconti qualcosa sul salvataggio di Scajola, sulle ultime novità tra Ciacimino e l’opossum (il cosacco?) o su qualcun’altra delle mille notizie vere che ci nascondono dietro a questa frignaccia?

  • 0

    acimoto ha scritto il  14 agosto 2010  alle  20.57 Vicende giudiziarie di Vittorio Feltri da wikipedia, basterebbe per descrivere il personaggio. Nel giugno 1997 Feltri è stato condannato in primo grado dal tribunale di Monza con Gianluigi Nuzzi, per diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Antonio di Pietro, per un articolo comparso sul Il Giornale il 30 gennaio 1996, in cui si sosteneva che negli anni di Mani Pulite “i verbali finivano direttamente in edicola e soprattutto all’Espresso”.[28]. Nel gennaio 2003 è stato condannato dal tribunale di Roma, insieme a Paolo Giordano, su richiesta di Francesco De Gregori, per avere travisato il pensiero del cantautore su Togliatti e sul PCI in un’intervista del 1997 pubblicata sul Il Giornale, di cui Feltri era direttore[29]. Il 14 febbraio 2006 è condannato dal giudice monocratico di Bologna, Letizio Magliaro, ad un anno e sei mesi di carcere per diffamazione nei confronti del senatore Ds Gerardo Chiaromonte (scomparso nel 1993). La condanna si riferisce ad un articolo comparso sul Quotidiano Nazionale alla fine degli anni ’90, secondo il quale il nome del senatore compariva nel dossier Mitrokhin.[30] Il 2 luglio 2007 è assolto dalla quinta sezione penale della Corte di Cassazione dall’accusa di diffamazione nei confronti dell’ex PM Gherardo Colombo per un editoriale pubblicato su Il Giorno nel 1999, nel quale, in contraddizione con quanto affermato dallo stesso Feltri ne Il Giornale del 25 novembre 1994 (non ho mai scritto che Di Pietro e colleghi hanno graziato il Pds: che prove avrei per affermare una cosa simile?), si accusava il pool di Mani Pulite di aver svolto indagini esclusivamente su Silvio Berlusconi e non più sugli ex comunisti. La sentenza di assoluzione si riferisce al diritto di critica garantito dall’articolo 21 della Costituzione della Repubblica italiana.[31] Il 7 agosto 2007 è condannato assieme a Francobaldo Chiocci e alla società Europea di Edizioni spa dalla Corte di Cassazione a versare un risarcimento di 45 mila euro in favore di Rosario Bentivegna, uno degli autori dell’attacco di via Rasella, per il reato di diffamazione. Il quotidiano Il Giornale aveva pubblicato alcuni articoli, tra i quali un editoriale di Feltri, nei quali Bentivegna era stato paragonato a Erich Priebke.[32]

  • -1

    Non è proprio nel merito ma non sapevo dove scriverlo.

    Il PD, che grossa bufala. Mi sono fatto un mazzo tanto per sostenere Ignazio Marino con Marisa ma è stato inutile.
    Ne avevamo parlato nella nota E’ ORA DI FINIAMOLA che tanto piacque a Furio Colombo e che Padelaro, allora direttore de L’Unità si guardò bene dal pubblicare.
    Fallito il tentativo di fare veramente un Partito Democratico ho creduto nel Popolo Viola e ci credo ancora nonostante i 4 buffoni che cercano di strumentalizzare i boccaloni che li seguono ancora nel paginone nazionale Facebook Il Popolo Viola.
    A proposito della riunione organizzativa no b day fra pagina nazionale e gruppi locali, io sarei favorevole, anche per chiudere la polemica sul 1°
    Meeting Nazionale del Popolo Viola come ho già detto nella la mia nota http://www.facebook.com/note.php?note_id=454247999594
    SPERIAMO CHE LA GENTE CAPISCA E SI SVEGLI.
    RISCOSSA!!!!!!

  • -2
    M.Z.

    Ho avuto modo di scontrarmi con il Sig. Telese circa un mesetto fa, dopo una trasmissione televisiva su la7.

    Puntata del 30/06/10 della trasmissione IN-ONDA su la7.

    Riporto alcune mie domande ed alcune sue risposte.

    _________________________________________________________

     

    M.Z. – 1 luglio 2010 @ 13:57

    EGREGI,
    IL SIGNOR TELESE EMETTE SENTENZE SBATTENDOSI DELLE INDAGINI IN CORSO PER QUANTO RIGUARDA LA TRATTATIVA STATO MAFIA DEGLI ANNI 92-93.

    CHIEDO IL MASSIMO RISPETTO PER I MAGISTRATI CHE STANNO COMPIENDO LE INDAGINI.
    CHIEDO IL MASSIMO RISPETTO PER I MAGISTRATI CHE TUTTI I GIORNI METTONO A RISCHIO LA PROPRIA VITA.

    ANDATEVI A VEDERE LA PUNTATA DI IERI 30/06/10 DELLA TRASMISSIONE “in-onda”

    TELESE AL FATTO QUOTIDIANO NON LO VOGLIO.
    IL FATTO QUOTIDIANO CON TELESE NON LO VOGLIO.

    UNA DELLE DUE ANDRÀ’ BENE!

    _________________________________________________________

    Luca Telese – 2 luglio 2010 @ 11:44

    Caro Mz,
    se usassi il tuo metro potrei dire che IO non voglio te fra i lettori del Fatto quotidiano. Ma non amo l’arroganza, e nemmeno il fanatismo. Credo che anche tu debba essere libero di scrivere tutte le pirlate che ti passano per la testa…

    _________________________________________________________

    M.Z. – 4 luglio 2010 @ 10:07

    MI SCUSI SIG. TELESE,
    SONO ANCORA IN ATTESA DELLE MOTIVAZIONI SCRITTE SULLA SENTENZA DA LEI EMESSA IN RELAZIONE ALLA TRATTATIVA STATO MAFIA E ALLE STRAGI DEL 92-93

    PER CHI NON LO SAPESSE IL SOPRA CITATO GIORNALISTA RICOPRE IL RUOLO DI GIUDICE IN ALCUNI GIORNI DELLA SETTIMANA.

    PER CHI FOSSE INTERESSATO AD APPROFONDIRE LA QUESTIONE, LEGGA IL POST PRECEDENTE.

    TROVERÀ’ I RIFERIMENTI NECESSARI ALLA SUA ERUDIZIONE.

    GRATO PER LO SPAZIO A MIA DISPOSIZIONE, SALUTO CORDIALMENTE

    _________________________________________________________

    Luca Telese – 4 luglio 2010 @ 22:50

    Caro Mz,
    mi spiace doverti dire che io diffido di quelli che scrivono in maiuscolo…
    Ma detto questo non emetto nessuna sentenza. Ho la fondata opinione che ‘idea che Forza Italia sia una emazione della mafia è una p****nata colossale. Se non altro perché nel 1992 non esisteva nemmeno.

    _________________________________________________________

    M.Z. – 5 luglio 2010 @ 14:51

    Non volendo infastidirla scrivo in minuscolo.
    Sig. telese, l’ipotesi quagliarelliana e’ ridicola!
    Non so se lei ricorda le gomme da masticare in vendita 30/35 anni fa.
    Nella cartina che le ricopriva c’era la possibilita’ di vincere un premio.
    La cartina della sua gomma riporta la frese “RIPROVA SARAI PIU’ FORTUNATO”

    Egregio sig. telese incominci a diffidare delle persone che scrivono c**zate e non di quelle che scrivono in maiuscolo.

    Il mio suggerimento tiene in considerazione anche le sue di c**zate e quindi, dubiti anche di se stesso!

    Attendo motivazione non copiata sulle sue gravi esternazioni.

    Ripeto, la Magistratura sta indagando su quelle che lei senza alcuna prova e senza aver fatto indagini, descrive come p****nate colossali.
    Massimo rispetto per il lavoro della Magistratura.

    _________________________________________________________

    Caro Zm,
    che risposta le dovo dare? Intanto sarebbe piacevole che lei almeno un nome, ci fornisse. In secondo luogo credo di aver fatto con Brunetta quello che dovevo. Non sono un aggressore, faccio le mie domande, ascolto le risposte. Il solo fatto che qualcuno mi paragoni a minzolini mi pare offensivo…. Quindi, se pensa che lei sarebbe in grado di mettere alle corde Brunetta, si accomodi.
    Luca

    Commento di Luca Telese — 9 luglio 2010 @ 16:05

    _________________________________________________________

    Ripropongo un commento sperando di ottenere una risposta impegnata. (Trattativa Stato Mafia – Strategia delle stragi 92/93)

    M.Z. – 5 luglio 2010 @ 14:51
    Non volendo infastidirla scrivo in minuscolo.
    Sig. telese, l’ipotesi quagliarelliana e’ ridicola!
    Non so se lei ricorda le gomme da masticare in vendita 30/35 anni fa.
    Nella cartina che le ricopriva c’era la possibilita’ di vincere un premio.
    La cartina della sua gomma riporta la frese “RIPROVA SARAI PIU’ FORTUNATO”

    Egregio sig. telese incominci a diffidare delle persone che scrivono c**zate e non di quelle che scrivono in maiuscolo.

    Il mio suggerimento tiene in considerazione anche le sue di c**zate e quindi, dubiti anche di se stesso!

    Attendo motivazione non copiata sulle sue gravi esternazioni.

    Ripeto, la Magistratura sta indagando su quelle che lei senza alcuna prova e senza aver fatto indagini, descrive come p****nate colossali.
    Massimo rispetto per il lavoro della Magistratura.

    Commento di M.Z. — 10 luglio 2010 @ 09:39

    _________________________________________________________

    Non e’ piacevole essere bannati(credo si dica cosi’).
    Sul “fatto quotidiano” mi avete bannato!
    Sig telese risponda alla domanda posta!

    Per quale ragione ad indagini in corso, definisce la tesi del coinvolgimento di Forza Italia nell’ accordo stato mafia degli anni 92/93, una p****nata Colossale????

    Se e’ convinto di quanto detto non avra’ problemi a spiegarlo.

    Commento di M.Z. — 13 luglio 2010 @ 22:53

    _________________________________________________________

    Caro Mz,
    intanto: se non metti un nome non ti risponderò più. In secondo luogo: modera i toni, che il vittimismo aggressivo non mi piace. Terzo: qui non sei bannato, quindi non capisco perché devi rompere le scatole a me. Se ti hanno bananto sul fatto (e capita raramente) sarà chge hai scritto insulti.
    Quarto: te l’ho spiegato trenta volte, ripeto per la trentunesima: le stragi avvengono un zanno prima non solo della “discesa in campo”, ma dei primi passi per la fondazione di Forza Italia. Non credo alla dietrologia, non mi appassiona, spesso la trovo in palese contrato con la logica. Quindi faccio questo ragionamento: se io voglio favorire forza Itlaia (che non è ancora nata) mi metto a piazzare bombe ai gergofili o a Capaci? La mia risposta è no. Fra l’altro in quei mesi c’erano altri uomini nuovi all’orizzonte: c’era Mariotto Segni (a destra) e lka Rete (a sinistra). Quindi, di che parliamo? Detto questo, se tu hai un’altra idea tienitela pure, coltivala, ma non pretendere (con il vittimismo aggressivo) che io la faccia mai, o la consdieri una verità rivelata.
    Luca

    Commento di Luca Telese — 15 luglio 2010 @ 12:06

  • -3

    Già che ci siamo, Telese potrebbe chiedere al suo direttore Padellaro come intenderebbe (e quando) risolvere quel pasticciaccio brutto -illegale in regime di parcondicio- che ha combinato con Rete dei Cittadini e Marzia Marzoli.

    Padellaro e la frittata bruciata
    http://retedeicittadini.it/?p=3947

    Buon ferragosto a tutti.

  • -4
    EC2

    Scusate, ho dimenticato di copiaincollare la frase finale, pardon! :)

    Riprendo e chiudo:

    In definitiva, mi chiedo: siamo davvero messi COSI’ male?

    Schiacciati da una parte dagli interessi del nano e dall’altra da quelli euro-atlantici di USA-GB-Israele-EU che ci considerano nulla più che una colonia per le loro “vacanze romane” da sfruttare e spianare a piacimento?

    • -4.1
      EC2

      Non voglio dire che Fini e la sua combriccola siano fantocci degli americani/sionisti ma insomma, il dubbio m’è venuto.

  • -5

    Come si può non essere d’accordo con le tue parole?Io non andrei alle elezioni dopo aver cambiato la legge elettorale e basta, ci andrei dopo aver risolto i conflitti di interessi ed aver dato una sistematina ai mezzi di informazione.Pura utopia, certo, ma andando alle elezioni, l’opposizione attuale accetta di gareggiare con una coalizione che parte sempre avantaggiata e di conseguenza si legalizza il risultato delle urne. Con questi non bisogna gareggiare.È come se in una gara di corsa, l’altro partisse 200 metri prima. Gareggereste con chi parte 200 m avanti?

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