Chi muore sul lavoro non si voleva bene

 

Quando lavori, pensa a chi ti ama e attende il tuo ritorno“. Bravo! Così ti distrai e cadi dall’impalcatura.

Nell’antichità, gli schiavi avevano perlomeno il diritto al vitto, all’alloggio, al vestiario e ai beni di prima necessità, cui il padrone era tenuto a provvedere. Sapevano di non essere liberi ed erano consapevoli che solo una rivoluzione avrebbe potuto cambiare le cose.

 

Oggi siamo schiavi allo stesso modo. Con l’aggravante, per di più, che sono riusciti a caricare sulle nostre spalle anche il costo di una casa, del cibo e  di ogni altra necessità. Ma soprattutto, siamo stati resi inoffensivi, disinnescati dalla grande illusione della sovranità popolare. E’ come se stessimo solo sognando di essere uomini liberi, e questa subordinazione inconsapevole ci impedisse anche solo di immaginarla, una rivoluzione. Come è noto, chi dorme non piglia pesci. E infatti il pesce, che costa caro, se lo possono permettere in pochi.

Dopo averci generosamente concesso il diritto di indebitarci, e dopo averci permesso il privilegio di spiare il lusso sfrenato delle loro vite sfarzose, attraverso un buco della serratura digitale acquistato sempre rigorosamente a spese nostre, ora alimentano il nostro già panciuto senso di colpal’oppio che inibisce i recettori dell’indignazione – accusandoci di lasciare soli i nostri figli, le nostre mogli, i nostri cari. Se muoriamo, insomma, è colpa nostra.

La sicurezza sul lavoro la pretende chi si vuole bene, dice lo spot del governo Berlusconi. Chi invece è costretto a turni massacranti, chi ha il terrore di dire una parola di troppo, chi svanisce nell’indistinto del lavoro nero, chi si sente già fortunato a portare a casa una pagnotta di qualsiasi forma o colore, pur di riuscire a sfamare la sua famiglia per un altro giorno, lui no: non si vuole bene. Si odia. Odia se stesso e gli altri. Si muore perchè non ci si vuole bene. In pratica, le morti sul lavoro sono suicidi. Bastava alzarsi la mattina e darsi un bacio allo specchio per campare altri cent’anni. Invece no: esci di casa, vedi una pala meccanica, pensi ai tuoi bambini e, siccome odi anche loro dal profondo del cuore, ti ci butti sotto, nonostante il tuo padrone duri molta fatica ogni sacrosanto giorno per costringerti ad applicare decine di severe normative a tutela della tua sicurezza, tutte rigorosamente rispettate ad una ad una, collaudate e testate sul campo a costo di sprecare quotidianamente una mezzoretta di manodopera di ogni schiavo, e tutto solo per instillare un po’ d’amore di sé in chi nasce con il più totale disprezzo del proprio corpo, del proprio dolore e di quello dei suoi cari.

Le prossime campagne saranno “Non essere derubati della pensione: lo pretende ogni anziano che non vuole pesare sulla previdenza“, “Non essere stuprata: lo pretende ogni donna che si piace“, “Non essere ammazzato: lo pretende ogni soldato che ama la sua patria” e via dicendo…

Dire a un operaio che deve pretendere sicurezza sul lavoro, altrimenti non si vuole bene, è come dire a una donna che non deve mettersi la minigonna, altrimenti non si può lamentare. Specialmente in uno stato che tutela più gli affari che la vita. Anche in questo le cose sono cambiate. Una volta uno schiavo costava caro: la sua salute era preziosa. Oggi che gli schiavi si offrono volontari e non è più nemmeno necessario comprarli, la loro vita non vale più niente.

Se non è la legge, se non sono le forze dell’ordine a proteggerci, se si arriva a incaricare un lavoratore di farsi giustizia da sè, allora che si chiami l’Italia con il suo vero nome: Far-West.

Ci vediamo alle 12 per l’assalto alla diligenza. Così facciamo vedere quanto ci vogliamo bene.

Appello per il ritiro dello spot del Ministero del Lavoro: “Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene”

La Campagna per la sicurezza sul lavoro, promossa dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali recita “Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene“. Un messaggio e due spot rivolti solo al lavoratore e non a tutti gli “attori” coinvolti.

Dopo aver frantumato il Dlgs 81 del 2008 del Governo Prodi, hanno ben pensato di correggerlo con il decreto correttivo Dlgs 106/09 (sanzioni dimezzate ai datori di lavoro, dirigenti, preposti, arresto in alcuni casi sostituito con l’ammenda, salvamanager, ecc).

Ora il governo cerca di rifarsi la “verginità” con spot inutili che costano alle nostre tasche ben 9 milioni di euro. Spot non solo inutili, ma anche dannosi per l’immagine di chi ogni giorno rischia la vita, e non perché gli piaccia esercitarsi in sport estremi. Spot che colpevolizzano sottilmente il lavoratore stesso, nascondendo una realtà drammatica: l’attuale organizzazione del lavoro offre ben poche possibilità al lavoratore di ribellarsi a condizioni di lavoro sempre più precarie in tema di sicurezza.

E’ una campagna vergognosa perché oggi il lavoratore ha ben poche possibilità di rispettare lo slogan “Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene“, quasi che la mancanza di sicurezza fosse imputabile al fatto che il lavoratore non vuole bene a se stesso ed ai suoi familiari. Non dice nulla di chi deve garantire la sicurezza per legge, ovvero i datori di lavoro. Sottovaluta i rapporti di forza nei luoghi di lavoro. Non accenna minimamente al fatto che i lavoratori, specialmente di questi tempi, sono sempre più ricattabili e non hanno possibilità di scegliere di fronte ad un lavoro in nero, un lavoro precario e un lavoro a tempo determinato, mentre devono viceversa sottostare a ritmi da Medio Evo.

La campagna dovrebbe invece avviare un processo di comunicazione diffusa, in modo da rendere nota a tutti la necessita’ di un impegno costante da parte di tutti gli “attori” coinvolti, soprattutto di chi deve garantire la sicurezza. Questi spot devono essere sostituiti da una campagna di comunicazione che dovrà puntare sulle responsabilità civili, penali e non ultime anche etico-morali che l’imprenditore deve assumersi per tutelare l’integrita’ delle persone che lavorano per lui.

Via questi spot vergognosi. Pretendiamo viceversa più ispettori ASL e più risorse, affinchè la mattanza quotidiana dei lavoratori abbia fine. Non si raggiunga il profitto a tutti i costi e soprattutto non lo si faccia attraverso il sacrificio di vite umane innocenti.

FIRMATARI:
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza-Firenze.
Andrea Bagaglio-Medico del Lavoro-Varese.
Leopoldo Pileggi-Rappresentante dei lavoratori per La Sicurezza-Correggio.
Daniela Cortese- RSU/RLS Telecom Italia Sparkle-Roma

N.B Chi vuole aderire all’appello, invii il proprio nominativo, azienda, qualificà e Città al seguente indirizzo email: bazzoni_m@tin.it

PRIMI ADERENTI:
1)Ceccarelli Antonietta,dirigente della FILT-CGIL di Firenze
2)Medici Vincenza-Impiegata amministrazione provinciale La Spezia.
3)Medici Sabina-Fisioterapista, lavoratore autonomo con contratto presso istituto don gnocchi.
4)Ilaria Orlandini-studentessa DAMS Bologna
5)Carlo Pino-Operaio Commercio-Empoli
6)Ing Marco Spezia, libero professionista-Sarzana (SP)
7)Andrea Spisni-Coordinatore S.I.R.S. Servizio Informativo Rappresentanti Sicurezza-Regione Emilia Romagna e del SIRS di Bologna
8)Leonildo Morisi; Libero professionista; Formatore sulla sicurezza; Bologna
9)Marco Manneschi, avvocato, vicecapogruppo IDV nel consiglio regionale toscano
10)Alessio MANETTI RSU/RLS Dipendenti Amministrazione Provinciale di Siena
11)Ing. Massimiliano Pratelli, libero professionista, Cascina (PI)
12)Alessandro Pratelli, titolare di AP Publishing, manualistica tecnica, Cascina (PI)
13)Roberto Rizzo-Aderiamo come Gruppo Consiglio Regionale dell’Italia dei Valori Toscana e partito regionale dell’Italia dei Valori Toscana
14)Raffaele Raimondo-Libero Professionista-Impruneta (FI).
15)Alessandra Valentini-Giornalista-Velletri
16)Andrea Coppini-lavoratore metalmeccanico di Prato
17)Renato Pompei, “per la sicurezza dei lavoratori” – Firenze
18)Fabio Di Valentino-Tecnico della Prevenzione-ASl RM G -Roma
19)Luca Cardellini Esselunga (pizzicagnolo) / Filcams CGIL FIRENZE

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7 risposte a Chi muore sul lavoro non si voleva bene

  • 4

    Vado controcorrente. Credo che un pò di cultura sulla sicurezza vada fatti. Ci sono molti lavoratori che ignorano queste regole. Riguardo al governo, ma cosa possiamo aspettarci da una classe politica che vuole modificare l’articolo 1 e l’articolo 18? Dobbiamo essere noi a ribellarci a questo regresso. 

    Vorrei aggiungere che anche quello che sta facendo Marchionne è un ritorno al passato. Molti ancora non l’hanno capito. Se passa il “modello” Fiat proposto a Pomigliano, il lavoratore ritornare ad essere uno schiavo… La gente però sembra non interessarsi, perchè preferisce guardare la De Filippi o X-Factor…

  • 3

    Anche il blog di Grillo rilancia Marco Bazzoni. ;-)

  • 2

    Pongo una domanda:Il comandante dell’aereo della compagnia windjet che recentemente ha rischiato di provocare una strage a Palermo, avrebbe potuto rifiutarsi di fare atterrare l’aereo a causa della mancanza dello strumento che rileva il wind-shear senza temere conseguenza per il suo posto di lavoro?Se l’aereo si fosse schiantato sarebbe stato “errore umano” si, ma quello di chi non ha dotato Palermo, ma anche Genova, dello strumento.I passeggeri come l’equipaggio del volo sarebbero stati anch’essi ‘morti sul lavoro’?

  • 1
    ivi

    che falsi!! credono di pulirisi la coscienza ma in realtà i furbetti del quartierino non sanno neanche cosa sia la coscienza….

  • 0

    Carissimo Claudio, sapevi che ad alcuni lavoratori, in barba al Dlgs 81 del 2008, fanno firmare un documento dal quale essi risultano “preposti” alla sicurezza sul luogo di lavoro ??

    In pratica se qualcuno si fà male, amministrativamente ne risponde il “titolare”, penalmente ne risponde il “preposto”, coè un lavoratore scelto col metodo del merito, il quale dovà, eventualmente, subire un processo penale e difendersi nelle sedi competenti !!

    E sai quanto costa un avvocato penalista ??

    Spesso per solidarietà operaia, il “preposto” prega il collega di non sporgere denuncia al fine di salvaguardare la sua fedina penale, oltre che il portafoglio …

    Ma dove siamo arrivati ?? e dove stiamo andando ??

  • -1
    dana74

    condivido in parte il post, perciò specifico ciò che non condivido:


    Lo spot è ipocrita, ma non errato nel messaggio.

    Il problema è che visto che il Governo per compiacere Confindustria ha distrutto la sicurezza sul lavoro (cavolo, mica vorrai distruggere la competitività che tanto ci frutta) per questo dico che è ipocrita.

    Ma quello che secondo me ferisce di più, è che con la giustificazione “tengo famiglia” abbiamo accettato un continuo ribasso e smantellamento dei diritti, ovvero siamo noi che agevoliamo la nostra schiavitù, quindi in un certo senso è vero che non ci vogliamo bene.

    Certo non servivano 9MILIONI di euro per farcelo sapere.

    E qui vengo a due domande:

    1) invece di manifestare per richiedere la rimozione di uno spot

    PERCHE’ NON manifestare PER CHIEDERE IL RIPRISTINO DELLA SICUREZZA SUL LAVORO O L’ABOLIZIONE DEL COLLEGATO LAVORO O DEL PRECARIATO CHE E’ ALLA BASE DEGLI INCIDENTI ANCHE MORTALI?

    Non facciamo finta di fare i ribelli tanto per attaccare un governo di m**da sì, siamo d’accordo ma non abbiamo bisogno di credere in chi fa finta di voler cambiare per mantenere tutto uguale

    2) Perché non si chiede di investire quei 9 MILIONI o altro in ISPETTORI DEL LAVORO?

    Che magari non si lascino corrompere sarebbe meglio…

     

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