
Veline di regime
Quante volte avete sentito dire a
Silvio Berlusconi che lui è
l'editore più liberale del mondo? E per dimostrarlo, lui e ai suoi sostenitori hanno spesso citato la satira di
Striscia la Notizia che ogni sera lo prende in giro sulla sua stessa rete ammiraglia. Ho dunque pensato di fare cosa gradita mostrando come la crisi interna alla maggioranza viene affrontata da Antonio Ricci e compagni.
La puntata è quella di ieri sera, lunedì 8 novembre 2010. Greggio entra e, nell'ordine, arringa il pubblico con le seguenti tre battute.
« Alla convention di Futuro e Libertà Fini ha detto che Berlusconi deve avere il coraggio di salire al colle a dichiarare aperta la crisi, ma Berlusconi ha subito risposto: "Cribbio! Io il coraggio di salire al colle ce l'ho eccome! Ma non per dare le dimissioni: per rimanerci sette anni. Mi consenta! »
Ovazione da stadio. Gianfranco Fini sistemato. Cavaliere proiettato verso la Presidenza della Repubblica.
« Dopo la svolta di Fini, il segretario del Partito Democratico Bersani ha proposto un governo breve, e di Bersani ci si può fidare ciecamente. Se il governo lo fa il PD, è breve di sicuro! »
Risate e applausi scroscianti. Sinistra delegittimata. Cavaliere unico leader di governo possibile.
« Per protestare contro la visita di Benedetto XVI, 200 gay hanno inscenato nelle strade di Barcellona un bacio collettivo. Il Papa ha commentato: "Uomini che si baciano in strada? Vergogna! Queste cose andatele a fare solo in sagrestia!" »
Pioggia di fragorosi consensi. Famiglia Cristiana e L'Avvenire, che avevano criticato duramente il Premier dopo il caso Ruby, massacrati nel loro lato più vulnerabile. Fine del primo tempo.
Berlusconi - Resto del Mondo: 3 - 0.
Entra
Iacchetti. A lui l'arduo compito di riportare le sorti del match in parità. Anzi, a onor del vero, da lui ci si aspetterebbe l'impresa epica non solo di segnare una tripletta, ma di realizzare il punto del 4 - 3, se è vero che Striscia va in onda a testimonianza della natura estremamente liberale del Premier.
Il signor Enzino entra con un cubo di Rubik. Sui lati sono disegnati semi-corpi di donna, scelti nei quarti che usualmente Mediaset ritiene più interessanti, esilmente ricoperti da un tanga nero. Sorridendo, informa Greggio che si tratta del
Cubo di Ruby.

Il cubo di Ruby...
solo un gioco. Più che un gioco il simbolo, l'emblema della visione della donna con la quale Berlusconi ha forgiato il
paese delle soubrette e delle veline: un
puzzle di culi, tette e labbra da bambola gonfiabile che si possono ricomporre a piacimento per assemblare dieci, cento, mille donne ideali.
"
In realtà è un gioco per ragazzi", dice Iacchetti, caso mai non si fosse capito. "
Se ci prova un uomo di una certa età rischia di fare una brutta figura". Berlusconi e Fede dunque scagionati per
legittimo impedimento. In definitiva, "
E' comunque una cosa OK!", concludono i due compari chiudendo una fase di asperrima
critica antigovernativa.
Toni talmente forti da richiedere una parziale anche se inefficace compensazione. Più avanti,
viene infatti mandato in onda un servizio nel quale si mostra come Fini e Veltroni si siano spinti entrambi, a distanza di anni, ad usare la stessa citazione di Antoine de Saint-Exupéry. 4 -0. Punteggio quasi tennistico.
Insomma, con oltre
5 milioni di telespettatori a sera, Striscia è proprio una
spina nel fianco del Cavaliere! E allora basta, dargli del dittatore! Basta, gridare al regime! Basta, accusarlo di condizionare i media! Ricci lo fa
nero ogni sera in prime-time su Canale5 da oltre vent'anni e lui non dice niente. Ah! Se potessimo urlarlo al mondo... E' un gran peccato che questo post e questo video non possano raggiungere che lo
0,1% dell'audience di Greggio e Iacchetti.
A meno che, certo, non facciate un po' di massiccia condivisione! Perchè poi, se nessuno dice niente, questi sono i risultati del
clima di odio alimentato di Antonio Ricci: guardate cosa succede oggi in Veneto.
Fai una microdonazione con Flattr 
|