Il vero stato della ricchezza in Italia

La Banca d’Italia dice che nel 2009 tutte le famiglie possedevano più o meno 350 mila euro in beni di vario tipo. E’ la vecchia storia dei morti sulle autostrade. Se ogni anno ci sono mille viaggiatori e cinquecento morti, significa che siamo tutti mezzi morti.

Invece la vita insegna che c’è chi muore e chi se la spassa. Nella fattispecie, delle 24.905.042 famiglie italiane [al 31 dicembre 2009, fonte Istat], ce ne sono 2 milioni, 490 mila e 504 che se la spassano, possedendo oltre il 45% dei 9 miliardi e mezzo di euro cui assomma la ricchezza lorda di tutte le famiglie messe insieme, e oltre 12 milioni (12.452.521) che se la vedono male, dovendo spartirsi un misero 10%.

In parole povere, col cavolo che la ricchezza di ogni famiglia assomma a 350 mila euro: ci sono 10 famiglie su 100 che hanno in media un milione e mezzo di euro a testa e 50 famiglie su 100 che non arrivano a 70 mila. Di più, queste ultime hanno un reddito medio familiare annuo di 8.019,30EUR contro i quasi 200 mila euro delle 10 famiglie vip.

Tanto per schiarirvi le idee, se la torta intera fosse la ricchezza disponibile, e ogni smiley fossero 2 milioni e mezzo di famiglie, la situazione del nostro paese a tutto il 2009 sarebbe più o meno questa.

10 famiglie su 100 hanno uno spazio vitale degno di un imperatore, 40 si accontentano di un modesto giardinetto privato (sono quelle che fanno la settimana bianca) e 50 vivono accatastate le une sulle altre come e peggio delle galline in un moderno allevamento di polli, dove la luce del sole è un miraggio e se vai di corpo fai lo shampoo a quello di sotto. La storia tristemente insegna che prima o poi le 50 faccine rosse, livide di rabbia, invadono i giardini fioriti delle 10 faccine sorridenti, che smettono di sorridere.
Buon senso vorrebbe invece che, sulla torta, ciascuno avesse più o meno lo stesso spazio, ma ciò che alcuni chiamano ragionevole, altri lo chiamano comunismo. Punti di vista.

 

 

Intendiamoci: una distribuzione di risorse e di ricchezze perfettamente equa è utopica e forse contraria alla natura competitiva dell’essere umano, ma anche un sistema sociale nel quale il divario in termini di benessere sia tanto esasperato da suonare offensivo è insostenibile.

Nel loro “Study for the World Institute for Development Economics Research” [2001], Giovanni Andrea Cornia e Julius Court mettono in guardia da un egualitarismo eccessivo nella distribuzione della ricchezza, in quanto porterebbe a incentivi-trappola, speculazione, grandi costi di operazione e corruzione nel sistema di redistribuzione. Il risultato influirebbe sul potenziale di crescita del Paese allo stesso modo in cui inciderebbe un’iniquità estrema, che distruggerebbe la coesione sociale, aumentando il malcontento pubblico, alimentando il conflitto sociale e causando incertezze riguardo ai diritti di proprietà.

La politica pubblica insomma deve avere come obbiettivo un intervallo di inegualità efficiente. Come si fa allora a incentivare il merito senza creare buchi neri sociali che si accrescono indefinitamente?

In statistica, per misurare il grado di concentrazione di una risorsa si usa il coefficiente di Gini. Corrado Gini, statistico, economista e sociologo italiano morto nel 1965, mise a punto un metodo di calcolo della disuguaglianza dei redditi chiamato indice di concentrazione di Gini, che si basa sulla curva di Lorenz.

In soldoni, funziona così: sull’asse delle x metti le percentuali delle famiglie in ordine crescente. Ovvero: il 10% delle famiglie, il 20%, il 30% e così via. Sull’asse delle y metti invece, ad esempio, le percentuali di reddito che le stesse famiglie si accaparrano. Un punto sul grafico (x,y) dice che quella certa percentuale di famiglie x ha a disposizione quella certa percentuale sul reddito totale y.
Non bisogna essere laureati in matematica per capire che la perfetta equità si ottiene per tutti i punti del grafico che hanno la coordinata x uguale alla coordinata y. In parole povere, sono tutti i punti ideali che rappresentano un paese dove il 20% delle famiglie ha il 20% del reddito totale, il 30% ne ha il 30%, il 40% ne ha il 40% e così via fino al 100%. Abbiamo cioè appena disegnato una linea retta, la linea di perfetta uguaglianza.

Di contro, all’opposto della situazione ideale c’è la linea di totale inequità, ovvero quella condizione nella quale il 10% delle famiglie ha lo 0% della ricchezza totale, così come non ha nulla il 20% delle famiglie, il 30% e via discorrendo fino al 99,9%, perché esiste una unica famiglia che si accaparra tutta la ricchezza disponibile, ragion per cui quando la linea di totale inequità raggiunge il 100%, fa un balzo repentino e discontinuo al 100% della ricchezza.

Le situazioni reali, cioè quelle intermedie tra la linea di perfetta eguaglianza e la linea di totale inequità, sono quelle descritte dalla curva di Lorenz.

Ecco, l’indice di Gini misura quanto la curva di Lorenz si discosti dalla linea di perfetta eguaglianza, in rapporto alla linea di totale inequità, e si calcola dividendo l’aera racchiusa tra la curva di Lorenz e la linea di perfetta eguaglianza per l’area totale sotto alla linea di perfetta eguaglianza. Il coefficiente di Gini, insomma, è un rapporto che intuitivamente varia tra 0 (quando, in una situazione di distribuzione della ricchezza totalmente uniforme, la curva di Lorenz coincide con la linea di perfetta eguaglianza e dunque l’aera è nulla) e 1 (la curva di Lorenz coincide con la linea di totale inequità, e dunque l’area che delimita con la linea di perfetta eguaglianza e l’area totale sotto la linea retta coincidono, dunque il rapporto vale 1). Più il rapporto si avvicina allo zero, più avremo equità di distribuzione; più al contrario viaggia verso l’1, più avremo condizioni di forte disuguaglianza reddituale.

L’intervallo di inegualità efficiente, quello nel quale la ricchezza ha una distribuzione tale da consentire lo sviluppo dell’economia, è compreso tra 0,25 e 0,40. Secondo il World Factobook 2009, questa è la rappresentazione del coefficiente di Gini rispetto alla distribuzione del reddito nei vari paesi del mondo.

I paesi più virtuosi sono quelli scandinavi, mentre il Sudafrica, con un coefficiente maggiore di 0,6, appare come uno stato con un divario reddituale fortemente esasperato. A titolo di nota metodologica, per i paesi molto estesi il coefficiente di Gini può non essere preciso, quindi i valori degli Stati Uniti e della Cina sono da leggersi con cautela.

Se poi andassimo a verificare qual è la distribuzione della ricchezza a livello mondiale, scopriremmo che il 60% delle famiglie italiane ha una ricchezza netta superiore a quella del 90% delle famiglie di tutto il mondo, con una quota sulla ricchezza netta mondiale del 5,7%. Calcolando che il nostro PIL si attesta sul 3% e che rappresentiamo numericamente meno dell’1% della popolazione mondiale, il risultato è sorprendente. Del resto se volete gloriarvi dell’appartenenza a una casta di privilegiati basta che facciate un semplice test, disponibile su Global Rich List. Selezionate euro come valuta di riferimento e inserite il vostro reddito annuo. Alcuni scopriranno senza difficoltà di appartenere allo 0,98% più ricco del pianeta. Poi, certo, bisognerebbe misurare anche il potere d’acquisto del vile danaro e non dimenticare che esistono beni che non si possono depositare in banca, come la possibilità di vivere e respirare aria pulita sotto a cieli azzurri, o di passeggiare in mezzo a foreste incontaminate traforate dai raggi di un sole che illumina milioni di granellini dorati in sospensione sotto a un tetto di foglie. Per molti di quello 0,98%, le immagini appena evocate non sono altro che reminiscenze lontane di un atavico ancestrale inconscio collettivo, da rievocare collettivamente celebrando il rito della memoria su Discovery Channel o al più su Nat Geo.

Ma è a pagina 29 del documento di Banca d’Italia che troviamo un dato a dir poco sconfortante. L’indice di Gini applicato alla ricchezza netta delle famiglie italiane, calcolato per il 2008, è pari a 0,613. La ricchezza è cioè fortemente concentrata nelle mani di poche famiglie, lasciando alle altre le briciole. La situazione è ancora peggiore, ma questo era prevedibile, per quanto riguarda la concentrazione delle attività finanziarie che, attestandosi allo 0,763, testimoniano come maneggiare titoli e azioni non sia proprio alla portata di tutti, mentre le passività finanziarie, ovvero i debiti (mutui e prestiti personali) sono quasi esclusivamente a carico di pochissimi fortunati, essendo caratterizzati da un coefficiente di Gini pari a 0,907, delineando così una curva di Lorenz che accarezza molto da vicino la linea di totale inequità.

Ricchezza e debiti per due ristrette élite, insomma, le une che fanno da contraltare alle altre.

Ma per comprendere appieno di cosa stiamo parlando, forse è il caso di scoprire le carte e mostrare in maniera inequivocabile il significato della parola inequità sociale. Tenetevi forte.

Mentre la maggior parte degli italiani può ritenersi fortunata se ha uno stipendio di 1800EUR al mese, visto che lo stesso documento della Banca d’Italia fotografa un rapporto ricchezza netta / reddito disponibile di 8,2 (p.27, tavola 2A) – il che per 12 milioni di famiglie significherebbe un reddito annuo di poco più di 8 mila EUR ci sono membri di quelle 10 fortunate famiglie che hanno redditi personali da multinazionale.

Il signor Carlo Puri Negri, ex vicepresidente esecutivo di Pirelli Real Estate, guadagna circa 38 mila EUR. Al mese? No: al giorno! Il che fa qualcosa come 14 milioni di euro all’anno. Claudio De Conto, che di Pirelli era solo direttore generale, doveva accontentarsi di 7 milioni e 200 mila euro all’anno. Il tronchetto della felicità, come lo chiama Grillo, al secolo Marco Tronchetti Provera, guadagna circa 15 mila euro al giorno, caffè più caffè meno: 5.600.000 euro all’anno. Luca Cordero di Montezemolo si fa 5.177.000 euro l’anno, Sergio Marchionne 4.782.000, più o meno come l’ad di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini. Alessandro Profumo (Unicredit) e Paolo Scaroni (Eni) viaggiano sui 4 milioni e rotti a testa, senza contare stock option e cumuli di cariche.

Per par condicio, due idoli del calcio come Eto’o e Ronaldino non si allenano se ogni giorno non ricevono rispettivamente 37.410 EUR e 71.942 EUR. Parliamo di 780 mila euro al mese per il primo e di 1 milione e mezzo di euro al mese per Ronaldino (9 e 18 milioni di euro all’anno). Con questi ingaggi, si capisce perché possano permettersi di fare un anno bene e altri tre a cazzeggiare.

Steven Spielberg, invece, guadagna 287.770 EUR al giorno! Ovvero 6 milioni al mese, 72 all’anno. George Lucas fa meglio: 489 mila euro al giorno (10 milioni al mese). Tom Cruise vivacchia con 16 milioni all’anno.  Johnny Depp fa lo scemo per 216 mila euro al giorno, ovvero 4 milioni e mezzo al mese (53 all’anno). Adam Sandler fa l’innamorato impacciato per la modica cifra di 115 mila euro al giorno, Roland Emmerich grida ciak per 50 milioni di euro all’anno e Ben Stiller si esibisce in lineamenti ed espressioni intelligenti per non meno di 105 mila euro al giorno (38 milioni all’anno).

Ma c’è anche chi, come un certo Carlos Slim (amministratore delegato di Telmex, di Telcel e di America Movil) vede il proprio conto in banca gonfiarsi al ritmo di 53 milioni 237 mila e 410 euro al giorno, poco più di un miliardo di euro al mese, che fanno 13 miliardi all’anno. Alla quarta settimana, lo si può vedere rubare le briciole ai piccioni in piazza San Marco. [fonte: il tuo salario]

Intanto, il debito di quelle famiglie italiane che un coefficiente di Gini pari a 0,907 condanna al rimborso perpetuo di rate inestinguibili sale costantemente. Dal 1995 al 2009 è passato da 255 a oltre 860 miliardi di euro.

Quanto tempo passerà, prima che i 31 milioni di italiani ammassati nella fetta rossa della torta decidano che è venuto il momento di dare una risistematina alla spartizione del benessere?

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28 risposte a Il vero stato della ricchezza in Italia

  • 4
    kautostar86

    MindsOxigen ha scritto :

    Karl Popper, Karl Marx e molti altri scienziati, filosofi e sociologi, hanno ben espresso (ognuno con i suoi illuminati e differenti punti di vista) un idea di collettività e di condivisione del vivere comune, che possano migliorare le esistenze dei più per inseguire il legittimo desiderio ad un’ esistenza armoniosa , dignitosa, libera  ed il più possibile felice estesa al maggior numero di individui possibile.

     

    Mi sa che le idee (malsane) di Marx non le conosci tanto bene, la perfetta applicazione di quelle orribili idee, ha portato alla nascita di spregevoli dittature come in URSS, a Cuba, in Cina ecc..

    Non so tu, ma io preferisco di granlunga la società capitalista e iniqua in cui sono nato, piuttosto che le miserie, e la totale mancanza di libertà, e di rispetto dei diritti umani dell’ex unione sovietica, della Cina, o dell’attuale Venezuela di Chavez.

    • 4.1
      MindsOxigen

      ..(ognuno con i suoi illuminati e differenti punti di vista)..

      Le idee sono spesso travisate e poste in essre in maniera distorta e deleteria, e l’applicazione pratica da parte di uomini che per la maggior parte si sono dimostrati o despoti o corrotti o interessati solo al proprio potere politico e sociale, ha creato le storture del "comunismo reale", ma anche del "capitalismo reale", ed in questo chi ha organizzato dopo le rivoluzioni popolari lo stato, ha portato ad un progressivo ed inesorabile decadimento etico, sociale, e morale in cui non il benessere comune era si poneva alla base dell’agire, ma altre logiche ben più ristrette e poco condivisibili dalle masse assoggettate e controllate.

      Comunque non a caso ho citato anche Karl Popper che di "comunista" non ha proprio nulla ma anzi è ben ascrivibile in un filone di pensiero Liberale e  profondamente democratico.

       

       

    • 4.2
      kautostar86

      Il comunismo è solo quello reale, non nè sono mai esisti altri, inutile e scontato dire che l’utopia è meglio della realtà.Ma in realtà l’utopia non è niente, dobbiamo guardare ai fatti concreti, non ai sogni, e nei fatti il capitalismo reale è senz’altro meglio(o meno peggio) di qualsiasi dittatura comunista, e paradossalmente porta anche a una distribuzione della ricchezza un po’ meno iniqua.Infatti nelle dittature comuniste, i dittatori, e i vari gerarchi del partito comunista, erano straricchi, mentre il popolo viveva tutto equamente nella miseria.

      Meglio quasi tutto nelle mani di pochissimi dittatori, e un’equa miseria per il resto della popolazione, oppure un buon livello di ricchezza, iniquamente distribuito tra tante persone, che se la sono conquistata soprattutto per motivi ereditari, di fortuna, di merito, e anche in parte, purtroppo in modo illecito(corruzione, mafia, eccc)??

      Ovviamente c’è tanto da migliorare, per una società più equa si dovrebbero combattere i modi illeciti di accumulare denaro, i furti del sistema politico-bancario, la corruzione, la mafia ecc… ma Marx lo lasciamolo nelle biblioteche, le sue idee sono già state ampiamente “sconfitte” dalla storia!

  • 3
    Danielsan

    Dimmi la verità Claudio: un paio di personaggi che scrivono sistematicamente non esistono, li impersonifichi tu per farci preoccupare ancora di più!!

    Ti prego dimmi che è così, ne va della salvezza del genere umano!!

    • 3.1
      Fabrizio

      Solo la natura rimettera’ tutto a posto, perche’ noi non ne’ siamo capaci, siamo nati per essere schiavi di qualcuno che ci comanda prendendosi tutto e lasciandoci a mala pena le briciole  che ci tengono in vita. Anche perche’ i  comandanti come farebbero senza nessuno da comandare e  schiavizzare ??La natura fara’ il suo corso e si liberera’ del virus umano ….Noi non siamo capaci di rimettere le cose a posto….

    • 3.2

      Ha ha… Purtroppo o per fortuna Kautostart vive di vita propria. :)
      Kauto è uno che inizia quasi sempre col piede sbagliato, ma a volte ha dimostrato di saper ragionare e cambiare idea. E alcuni dei suoi interventi contengono comunque un fondo di verità.

      L’importante è tenere aperto il dialogo. Anche un troll (non perchè Kautostart lo sia) può servire a sviluppare una discussione. Purchè non si degeneri in rissa volgare e offensiva, ma devo dire che per fortuna su questo blog è molto raro.

  • 2

    Bell’articolo, ma… la ‘natura competitiva’ del genere umano sembra più una ‘natura inventata’ da chi vuole la torta malamente spartita, che una realtà biologica.

    Fare il gioco degli iniqui spartitori di torte è un attimo.

  • 1
    Fabrix

    ………………..sconfortante leggere che c’e’ gente che peraltro segue questo bellissimo ottimo sito e ciò nonostante, si senta ancora intellettualmente autorizzato a dire certe castronerie.

    Non è vero che negli anni 80 nonchè 90 per non dire primi anni 2000 l’ italiano della fascia medio medio bassa, stesse peggio o uguale ad ora. Sbagliatissimo affermare tutto questo. SBAGLIATISSIMO! 

    In quei decenni, per me,  i migliori che non avesse mai attraversato questa dannata nazione,  la maggioranza della popolazione italiana, tanto x cominciare viveva con più sobrietà di quanto faccia ora. Quindi,,  c’era ovviamente più tranquillità sociale.

    Ora si spreca, si butta si spende in beni che spesso non  servono totalmente.

    LO SPRECARE NON E’ BENESSERE MA IGNORANZA!

    Per di più  20- 30 anni fa, lo spreco era almeno ad uso esclusivo del vero benestante, del ricco mo berlusconi x capirci. Ora invece, paradossalemnte  spreca sopratutto chi non se lo può permettere.

    Poi…diciamoci la verità: quanti di noi, si sentono soddisfatti solo quando possono esternare beni di qualsivoglia natura, che dimostrino una ipotetica ricchezza ????? auto magari classe  media, ma super super accessoriate e personalizzate; Casetta non particolarmente grande, ma rifinita in modo fiabesco; il viaggio di piacere non più europeo, ma spesso extracontinentale, in luoghi frequentati dai così chiamati vipsss magari rifiutando altre opportunità palesemente più piacevoli e gratificanti ed economiche.

    La rovina dell’ Italia è la scarsa emancipazione e la non conoscenza del reale benessere economico nonchè fisico-mentale, questa è la verità x quanto mi riguarda ovviamente.

    Siamo l ‘ unica nazione al mondo  dei paesi industrializzati escluso quelli emergenti tipo Cina India ecc, che spinge la popolazione attiva, ad impegnarsi professionalmente a lavorare almeno 9-14 addirittura 19 ore al giorno, 7 giorni su 7,  contro una media per esempio Stati uniti, dove la maggioranza degli occupati lavora con orario 9-17  escluso fine settiumana.

    Questo x me, significa semplicemente  impedire alla persona di migliorare , diversificare la propria esistenza la propria coltura generale, il proprio sacro santo tempo libero e quindi giudizio politico sociale, quindi più soggiogabile, quindi meno emancipazione, quindi diffusione del nulla e dell’ effimero. Questa è la verità, altro che c**zate generaliste.

    Buon natale a tutti

    Fabrizio da Chiampo (Vi)  

    Quindi umanamente parlando, siamo al capolineaaaaaa. 

  • 0
    Lancillotto

    Ancora con questo dibattito Capitalisti contro Comunisti?

    Io ritengo di appartenere alla fetta gialla della torta, quella intermedia, di quelli che hanno il giarinetto privato… e la vedo così:

    1) Quelli della fettina rossa, sono sempre in conflitto con quelli della fetta gialla… questa competizione normale fa si che ci sia un travaso da una fettina all’altra, ogni tanto prevale uno ogni tanto prevale l’altro. Anche politicamente, io mi ritengo ‘antagonista’ di quelli della fettina rossa… però tutti in famiglia hanno qualcuno che appartiene ad una delle due fettine, quindi tutto sommato, diciamo che uno dei due sopporta l’altro e insieme si cerca di costruire una società migliore…

    Ma c’è un PERO’

    2) Quando quelli della FETTONA BLU,  cominciano ad allargarsi troppo spolpando EQUAMENTE sia i gialli che i rossi… ottengono questo risultato:

    a) I rossi soffrono la fame

    b) I gialli scivolano nella fettina rossa sempre di più, la fetta rossa si allarga (di poco) per far spazio a nuovi poveri.

    c) al’inizio prosegue la normale competizione tra rossi e gialli…. finchè un bel giorno, dato che normalmente i gialli hanno più cultura e mezzi, un giallo si sveglia e dice ai rossi: Noi saremo sempre avversari, ma siam pure sempre fratelli…. ma questi BLU, chi c**zo sono???? Uniamo i vostri forconi e i nostri libri, cacciamo m’invasore Blu e poi torneremo ad una sana competizione…

    Così successe nella rivoluzione francese, che fu una rivoluzione della borghesia, apporggiata dal popolo contro Clero e Aristocrazia

     

  • -1
    alessandro57

     azz Claudio,non puoi continuare a farmi venire i “vermi” in pancia….

    in compenso il povero a.d dell’azienda di dove lavoro io guadagna solo 1000 euro al giorno(più o meno quello che guadagno io in un mese)

    ovviamente facendomi un c**o come un cappello da prete

    boh non sò più cosa dire.

    ciao Claudio fattela bene e buona vita.

     

  • -2

    Il problema di quelli che non vanno in settimana bianca è che non vanno nemmeno a votare.

  • -3

    Il problema di quelli che non vanno in settimana bianca è che non vanno neppure a votare.

  • -4
    novio

    MindsOxigen ha scritto :
    " Karl Popper, Karl Marx e molti altri scienziati, filosofi e sociologi, hanno ben espresso (ognuno con i suoi illuminati e differenti punti di vista) un idea di collettività e di condivisione del vivere comune, che possano migliorare le esistenze dei più per inseguire il legittimo desiderio ad un’ esistenza armoniosa , dignitosa, libera  ed il più possibile felice estesa al maggior numero di individui possibile. "

     Oddio, Popper criticava il marxismo e non a caso definiva Hegel e Marx falsi profeti.

    La difesa della democrazia comporta per Karl la critica dell’atteggiamento rivoluzionario, che sorge, da un sogno utopistico di perfezione e di armonia che non può fare e meno di generare violenza.

    • -4.1
      MindsOxigen

      ..e molti altri scienziati, filosofi e sociologi, hanno ben espresso (ognuno con i suoi illuminati e differenti punti di vista) un idea di collettività e di condivisione del vivere comune, che possano migliorare le esistenze dei più..

      ..Karl Popper che di "comunista" non ha proprio nulla ma anzi è ben ascrivibile in un filone di pensiero Liberale e  profondamente democratico..

      Ovviamente il lasso temporale d’esistenza di Popper e di Marx, permette solo la critica del primo verso il secondo e non viceversa.

      Io personalmente credo giusto conoscere il pensiero di pensatori complessi e critici verso l’esistenza, per poi poter tenere buoni certi aspetti e tralasciarne degli altri, ma sempre in favore del benessere e dell’evoluzione positiva dell’umanità o di una più larga parte possibile di essa.

      Spero che altre vie in futuro migliorino l’esistenza dell’umanità, forse vie non ancora sperimentate, e capaci di prendere elementi da svariati e differenti pensatori, che di rado hanno torto nella loro totalità, per cui rimango convinto che esistano strade diverse e migliori delle passate e dell’attuale, e che spetti alle genti tentare nuove strade, se pur anche con i cambiamenti lenti ma costanti di una società in divenire, descritti da Popper.

  • -5

    Caro Claudio, uno studio preoccupante, che fare?

    Non sembra anche a te che sia arrivato il momento di proporre una discussione costruttiva sulla possibilità di iniziare a sperimentare nuove forme di ridistribuzione di risorse e ricchezza? O è ancora molto lontano il mercoledì tanto atteso?

    Un cordiale saluto e sinceri auguri di buone feste.

  • -6
    MindsOxigen

    Un futuro basato sull’equilibrio delle risorse planetarie con maggiore equità distributiva verso la popolazione mondiale e nazionale, è sicuramente una visione utopica e al di là dal realizzarsi.

    L’idea di fondo di Star Trek (un idea molto più vicina a quella “comunista” che a quella capitalistica) potrà forse realizzarsi quando l’umanità sarà sull’orlo del baratro e dell’estinzione e per sopravvivere sarà costretta ad un drastico cambiamento di ordine sociale ed economico.

    Più probabile è invece un mondo simile a quello descritto in “Alien”  o alla “Blade Runner” in cui sono le compagnie economiche multinazionali (o forse dovremmo dire multi planetarie) a dettare le regole e a ricercare i profitti in ogni modo.

    Una verità è comunque il fatto che probabilmente l’uomo tenterà l’espansione verso l’esterno del pianeta terra, per sfruttare i pianeti del sistema solare, e quelli extrasolari dei sistemi stellari prossimi a noi.

    Ove vi sono risorse ingenti sembra svilupparsi la propensione al guadagno personale con le regole condotte dai soggetti più influenti a livello economico, e dunque sociale tramite l’apporto ed il controllo delle idee, con i sistemi informativi di massa e tutte le istituzioni preposte alla diffusione delle idee sociali come le scuole di ogni ordine e grado, e tramite il controllo coercitivo con l’utilizzo di corpi armati e dei sistemi legislativi e giudiziari che sono la diretta emanazione del preservamento di ordini sociali imposti e rivolti alla salvaguardia dei privilegi di possesso e proprietà personali. Di fatto tali sistemi inducono tutti ad uniformasi alla volontà e agli schemi di pensiero dei grandi capitalisti , con il miraggio di poter forse riuscire ad avere e possedere molto di più di ciò che occorre per una vita dignitosa e di piena e realizzata felicità, il tutto a discapito delle moltitudini (le maggioranze ) che vivono le più svariate difficoltà senza poter riuscire a comprendere razionalmente  la profonda ed iniqua ingiustizia che tutela i meno a svantaggio dei più.

    La storia dimostra che chi ha il potere pur vivendo negli agi più sfrenati non ha intenzione di rinunciare a nessun privilegio a favore delle masse e moltitudini popolari, e che i popoli  acquisiscono  diritti e migliori condizioni di vita quando si autodeterminano e decidono di “rivoluzionare il sistema sociale, organizzativo ed economico vigente in quel dato momento che li soggioga” , ma questo in genere accade a chi è in stato di sottomissione intollerabile o di indigenza estrema ed ha davvero poco o nulla da perdere come nella rivoluzione francese, o nella rivoluzione russa d’ottobre, o nel risorgimento italiano, o nella rivoluzione americana, ecc.

    Un popolo è tenuto insieme da delle regole di base semplici, fortemente sentite , condivise, ed oggettivamente e soggettivamente percepite come giuste e “nobili”, come le costituzioni, e quando chi governa e chi amministra (politici, magistrati, forze armate, pubblici funzionari ecc.) non rispetta volontariamente o per incapacità o per non sufficiente impegno, le regole delle costituzioni che tengono unite i popoli, allora forse c’è da interrogarsi sul fatto che il patto sociale è sciolto, che nessuno può pretendere che le masse si assoggettino contro la propria volontà e contro la propria felicità e contro il proprio benessere, alle regole astratte, ed impersonali di uno stato che non è capace, o che non vuole il benessere delle moltitudini dei suoi abitanti, ma solo il perpetra mento di privilegi e regole sociali a favore di minoranze dominanti ed influenti della società tutta.

    Karl Popper, Karl Marx e molti altri scienziati, filosofi e sociologi, hanno ben espresso (ognuno con i suoi illuminati e differenti punti di vista) un idea di collettività e di condivisione del vivere comune, che possano migliorare le esistenze dei più per inseguire il legittimo desiderio ad un’ esistenza armoniosa , dignitosa, libera  ed il più possibile felice estesa al maggior numero di individui possibile.

    • -6.1
      pierluigi

      Non potevi esprimerti meglio!!!!

      Condivido in pieno quanto da te detto. Ci salveremo, forse vi salverete (molto facilmente non avrò il tempo di vedere questa mutazione) solo con una rivoluzione che spazzerà via quell’area di massima concentrazione della ricchezza. Ma come ogni rivoluzione, saranno sempre i più sfigati a pagare! E il domani sarà un altro giorno….

  • -7
    Luigi 6

     

    Buona sera

    Mi propongo di commentare domani questo post,con calma.

    (casco dal sonno)


    Per ora,voglio solo far notare,che Comunismo,non significa una perfetta ed equa distribuzione delle risorse e della ricchezza,(colossale calunnia commessa anche da Lenin)ma bensi

     Socializzazione dei mezzi di produzione economica.

    Marx,è stato un pensatore delle libere individualità,( che al contrario di quanto si pensi,nel capitalismo,vi è solo l’illusione per la massa,della libera individualità)

    Ed inoltre,faccio notare da questo seguente dato: l’80% dei redditi dichiarati,e l’85% delle tasse pagate in Italia nel 2008,proviene da Lavoratori e pensionati (ex Lavoratori),che quì siamo in presenza di una spietata "lotta di classe" subita dai Lavoratori e pensionati,altrochè.

    E i dati che il Messora pubblica in questo post,non fa altro che convalidare,corroborare,la lotta di classe della Borghesia sul proletariato.

    Proletariato oggi,totalmente disorientato,e dalla Globalizzazione (altro atto di lotta di classe subito dal proletariato)e dalla perdita di una classe politica di riferimento.

    Marx è morto?

    Tutt’altro,egli è più vivo che mai,lo testimonia uno dei suoi "assiomi" tutt’oggi ben radicato nel nostro mondo capitalistico,e cioè,la…Lotta di classe appunto,che continua ad imperare nel nostro mondo capitalistico.

    Saluti

    P.S.

    Contribuisco economicamente,se clicco sulla pubblicità?

    Grazie per l’eventuale risposta.

    • -7.1

      Dall’articolo: "Buon senso vorrebbe invece che, sulla torta, ciascuno avesse più o meno lo stesso spazio, ma ciò che alcuni chiamano ragionevole, altri lo chiamano comunismo. Punti di vista."

      Che il comunismo sia una perfetta ed equa distribuzione delle risorse, l’articolo non lo dice.

  • -8
    Luigi 6

    Il “conflitto di Classe” altro non è che la logica conseguenza del fatto che gli interessi dei diversi gruppi sociali sono differenti, e talvolta contrapposti tra loro. Forse la risposta consiste però in un equivoco: si intende sotto “conflitto”/“lotta di classe” solo e soltanto scioperi e manifestazioni dei lavoratori. Le cose, però, non stanno affatto così. La disdetta da parte di Federmeccanica del contratto nazionale di lavoro del 2008 è un atto di lotta di classe. Ma lo è anche la delocalizzazione di un impianto industriale in Serbia, in quanto consente di aumentare il proprio potere negoziale nei confronti dei (residui) lavoratori impiegati in Italia. Ma si potrebbe allargare il discorso: personalmente ritengo che uno dei terreni principali della lotta di classe in Italia sia stata (e sia) la politica fiscale. Chi abbia vinto su questo terreno dovrebbe essere chiaro, se pensiamo che nel 2008 l’80% del reddito dichiarato in Italia e l’85% delle tasse pagate proviene da lavoratori dipendenti e pensionati.

    Vladimiro Giacchè.

    • -8.1
      kautostar86

      Hai mai pensato che i lavoratori dipendenti sono MOLTO più numerosi dei lavoratori autonomi??

      Secondo me il conflitto, più che tra dipendenti e autonomi, commercianti e imprenditori, è tra lavoratori TUTTI, e Stato (soprattutto politici e parassiti pubblici) che tartassa in maniera indecente (oltre il 50% di pressione fiscale media) sia i dipendenti che, gli autonomi!

  • -9
    samor39

    E’ ben sorprendente come, anche senza aver alcuna specifica nozione, la semplice ma accorta osservazione della vita di tutti i giorni, arriva a configurare i risultati di una indagine così tecnica e profonda.

    Riflettiamo gente, riflettiamo|

  • -10
    Singsonghio

    Su quella torta mancano gli “AGENTI” (chimici e non chimici ) usati da quei pochi per mantenere la torta il più a lungo possibile….se non ci fossero questi ….col tempo queste differenze  non riuscirebbero a tenere e dovrebbero anche loro fare quello che è GIUSTO e non come ora quello che conviene….con tutte le bassezze fatte altezze.

    B U O N E   F E S T E  

  • -11

    Carissimo Claudio, sei stato bravo a fare questa analisi circa l’indagine della Banca d’Italia, spiegando, senza troppi tecnicismi, le valutazioni elementari che sono alla base della determinazione della concentrazione della ricchezza. Il problema è da secoli sempre lo stesso e dire che nulla si possa fare è davvero un peccato. Comprendere le motivazioni che siano alla base di tali discrepanze, aiuta a conoscere cosa o chi stia avendo il sopravvento sulla maggiorparte, così da capire se le cose debbano cambiare oppure no. Ecco il link ad un mio breve post che pubblicai a luglio, sul mio blog, e dedicato a questro tema http://www.pasqualemarinelli.com/index.php?subaction=showcomments&id=1279805307&archive=&start_from=&ucat=3&include_id=101

  • -12
    kautostar86
    link
    In realtà nulla di nuovo sotto il sole, la distribuzione della ricchezza anche 10-20 anni fa era come oggi, e la storia ci insegna che non si può fare nulla per azzerare queste differenze, qualsiasi tentativo in quel senso, ha creato molta più miseria e diseguaglianza, di quanta ce ne sia normalmente nei sistemi economici capitalisti.

     

    La situazione nella Russia comunista, era anche peggio che al tempo degli Zar!

    • -12.1
      Aldo Rosini

      Ancora una volta bastian contrario e fuori tema. Se ti fosse sfuggito, questo post dice molto, ma molto di più del link che hai postato. Non grida allo scandalo con due righe dalle quali si capisce poco, come hanno fatto le testate anche tra le più blasonate, concordo, ma analizza in profondità il rapporto di bankitalia e lo miscela con dati provenienti da molte altre fonti. Fonti che tu non ti sarai nemmeno sognato di scartabellare, così come probabilmente non hai speso tempo a capire a fondo le nozioni di statistica qui presentate nel modo più semplice possibile, per far comprendere a tutti il filo del discorso e l’universo dei valori descritti. Un esempio di informazione non solo libera, ma approfondita e utile dal punto di vista della conoscenza.

      E tu… "niente di nuovo".
      Complimenti… la solità profondità di analisi e la solita lettura profonda dei contenuti.

    • -12.2
      kautostar86

      “NIENTE DI NUOVO” era riferito ai dati, alla distribuzione della ricchezza, non al lavoro di spiegazione dei dati fatto da Messora

    • -12.3
      kautostar86

      Ma i dati dimostrano che non c’è niente di nuovo sotto il sole, nella distribuzione della ricchezza, quindi sei tu che non hai capito nulla!

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