I have a Nightmare

 Adoro il primo dell’anno. I creditori non ti chiamano, i rappresentanti non ti scocciano, i clienti non si incazzano, gli assegni non si protestano, le utenze non si staccano, il Parlamento e la Costituzione non si accapigliano, gli esattori non esigono, il fisco non confisca, gli ufficiali giudiziari non pignorano, le rate non scadono, le bollette non arrivano, le sveglie non suonano, gli arretrati non si accumulano, i direttori dei giornali non fanno a gara a chi la spara più grossa, La Russa e Gasparri mangiano il panettone e quindi non straparlano, perfino i lettori dei blog non commentano… Tutti si fanno i cazzi loro e di conseguenza le cose vanno bene.

 

 

Il primo dell’anno è anche il giorno dei discorsi. Il Presidente della Repubblica fa il suo discorso. Il Papa fa il suo discorso. Beppe Grillo fa il suo discorso. I discorsi si fanno a tutti oppure non si fanno. Si fa il discorso alla nazione, si fa il discorso alla cristianità, qualcuno sogna di fare il discorso al pianeta, ma nessuno fa il discorso al proprio vicino di casa, nessuno si alza in piedi, a tavola, e fa il discorso alla propria famiglia. Invece sarebbe bello. Bello e utile. Perché i discorsi fatti a chi ti conosce bene sono quelli più difficili, ma sono anche quelli più veri.

 I have a dream, diceva il discorso più famoso della storia. Io invece ho un incubo, quindi dovrei forse dire: I have a nightmare!

Se chiudo gli occhi, faccio sogni terribili. Vedo immagini terrificanti: un paese senza lavoro, dove poche famiglie mangiano anche per tutte le altre; un paese senza futuro, dove le scatole di cartone legate con lo spago tornano lugubremente di moda; un paese senza dignità, ostaggio di una classe politica specchio dell’opportunismo, della volgarità e dell’analfabetismo morale di un popolo che crede di avere tanto ma che ormai non ha più niente. Vedo gente ignorante e disinteressata, priva di etica e disposta a tutto pur di raccattare qualche briciola in più. Vedo zombie, avatar alla moda occupare strade, spazi pubblici, posti di rilievo, istituzioni mentre i loro proprietari umani languono esanimi sul letto della resa intellettuale, della rinuncia ad ogni individualità, perdendo peso, avvizzendo in questa anoressia mentale nel tentativo estremo di assomigliare  al modello di consumatore standard, al perfetto cittadino mediocre, iperconnesso a un sistema cui devolve il totale controllo di se stesso. E non sembra esserci nessuna speranza.

Il sonno della ragione ha generato mostri orrendi, oceaniche diarree di liquami sottomarini; continenti di plastica che navigano sui mari come escrementi in una piscina abbandonata; guerre democratiche; organismi bifronti, ermafroditi dialettici proprietari di ogni forma di dissenso cui non resta che contraddire se stessi; abominevoli ibridi, frutto del peccaminoso innesto fra teste di agnello e zampe di capro, tra le immagini rassicuranti delle cose e l’inimmaginabile realtà in cui le cose esistono, celate dallo schermo della finzione rappresentativa.

Questo è il Day After, il giorno dopo l’estinzione dell’homo sapiens, il giorno successivo all’annientamento della cultura, alla fine di ogni principio, allo sgretolamento dei sistemi sociali evoluti, all’inversione dei poli della verità e del buon senso. Questa è un’estinzione di massa. Come dopo l’impatto con un meteorite, 65 milioni di anni fa, i grandi organismi vennero spazzati via e sopravvissero solo i mammiferi più minuti, così le grandi ideologie non hanno retto all’impatto con l’avvento dello show-business globale e resteranno solo piccoli miseri proponimenti e meschini obiettivi individuali.

Ricominceremo dalle caverne. Piccoli gruppi di sopravvissuti che conservano memoria delle vestigia, dei fasti culturali del passato. Adoratori di un vecchio libro che gli antichi dei chiamavano Costituzione, qualunque cosa volesse dire. Tribù di nomadi, custodi del sapere, pastori in cerca di pascoli, seminatori di terre aride e improduttive, alieni colonizzatori di pianeti adatti ad ospitare la vita. Ovunque andremo, lasceremo incisioni rupestri e manufatti simbolici in rappresentanza del senso universale delle cose. Costruiremo piramidi per celebrare il senso naturale del divino e le orienteremo lungo le costellazioni per rammentarci della nostra interconnessione con il cosmo, del quale siamo una diretta emanazione. Erigeremo templi, castelli e fortezze e li renderemo inespugnabili, affinchè possano difendere lo sconfinato patrimonio di contenuti multimediali, che un tempo il web seppe produrre, dall’attacco di forze oscure e oscurantiste, capeggiate dalle orde barbariche degli Alemanni, dei Vandali e degli Scilipoti.

Ricominceremo dall’inizio. Ei fu, dato il mortal sospiro. E fu sera e fu mattina. Gli ultimi uomini sulla Terra. I primi uomini di ciò che ne resterà quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato e i dinosauri della finanza, dell’industria, della politica e dell’informazione moriranno di inedia, sepolti dal crollo del superfluo che cesserà di essere sostenuto dall’essenziale, in un mondo dove ognuno tornerà a valere uno e gli umili e i modesti, che richiedono modeste quantità di risorse, diventeranno la nuova specie dominante.

Yes, I have a nightmare. Ma forse, se ognuno desse uno scrollone violento a chi gli sta accanto, potremmo ancora svegliarci.

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17 risposte a I have a Nightmare

  • 4

    facciamo una colletta per mandare un video di byoblu in onda come uno spot pubblicitario, durante il gf? 

  • 3

    Io lo scrollone violento lo do e queste sono le risposte che ottengo:

    HAI ROTTO IL c**zO! ORA TI BANNO!!

    PENSA ALLA FIGA!

    BELLO BYOBLU, MA A CHE SERVE?

    SMETTILA DI FARE IL VECCHIO, SEI VECCHIO!

    PENSA COME QUELLI DELLA TUA ETA’ (39 ANNI)

    IO VOGLIO VIVERE ORA, NON MI INTERESSA DI QUELLO CHE ACCADRA’ FRA 60 ANNI.

    e altre che non oso ripetere. 

    • 3.1
      Lelekiss

      Effettivamente ce molta gente che risponde

      tanto per dire una cosa buttata là…

      Prendendola come scusa per schernire tutto e tutti.

  • 2
    fanny

    Oh che bbbello finalmente un discorso di inizio anno come si deve .

    Un discorso degno del proprio tempo ,senza ipocrisie e falsità .

    Chi pensa che sia un discorso pessimista si sbaglia ,esso contiene invece una vivacità di pensiero unica e irripetibile .

    Risorgeremo dalle nostre ceneri e…………………………………………………………..

  • 1

    [OT]

    Scusate il fuori tema (ma mica poi tanto fuori). Penso che come malaugurio per il nuovo anno, questo potrebbe interessare. [Ebbene sì, Messora colpisce ancora, anch’io I have a nightmare everyday and every night]. Ho scritto tramite i form del bel sito http://www.abbonamenti.rai.it/ la seguente richiesta [per fortuna ne ho conservato la “brutta copia”] :

    Io sottoscritto Giordano Carlo, in qualità di erede (precedentemente) convivente, faccio espressa richiesta di disdetta del canone, intestato a mia madre, deceduta il [ecc…] Si precisa che il sottoscritto non intende cambiare nominativo e quindi intestarsi il canone a suo carico. Semplicemente, ne chiedo la disdetta definitiva. Dovrei riempire dunque qualche modulo, eseguire qualche procedura particolare o basta una semplice lettera raccomandata (come indicato altrove in questo sito) con richiesta della “chiusura dell’abbonamento indicando il luogo e la data del decesso” indirizzata al seguente indirizzo?…

    Agenzia delle Entrate
    Direzione Provinciale I di Torino
    Ufficio territoriale di Torino 1
    Sportello S.A.T.
    Casella postale 22 – 10121 Torino (To)

    La risposta circo(di)stanziata alla mie precedente richiesta, fresca di giornata, (direi di minutata) è la seguente:

    Gentile Signor Giordano, in riferimento alla Sua del 04/01/2011, La informiamo che in caso di morte del titolare, l’erede non abbonato deve richiedere l’intestazione a proprio nome dell’abbonamento intestato al defunto, inviando una lettera al seguente indirizzo [di cui sopra ecc…]

    Insomma, io faccio espressa richiesta di disdetta del canone (precisando che non voglio intestarmi un bel nulla) e loro (i soliti ignoti, quando si tratta di responsabilità) evitano la questione prescrivendomi, quasi volendomi intimare, il passaggio della titolarità. Siamo proprio nel paese dei balocchi e di Pulcinella. Si dirà, ma è la prassi. Ma vi rendete conto!… Morta mia madre, estinto il canone, no? Perché dovrei intestarmelo io (che non sono nemmeno l’unico erede)… e che non me ne frega niente del telerompimento di cocomori telegiornaliero?… È assurdo. Notate la risposta circo(di)stanziata dell’addetto che non menziona affatto la parola disdetta. Come parlare con il muro.

    Fatto sta che il canone l’ho proprio pagato oggi, e lo pagherei anche per sempre, il doppio il triplo, purché mi si consenta di non guardarla, di non averla, di sigillarla, di buttarla nel cesso, ecc… È uno strumento del potere, del PIL (prodotto interno lurido) oltre che delle pall e non voglio farmi riempire di m**da quotidianamente. Non m’importa del pagamento del canone, quello che ritengo necessario è l’eliminazione del potere della televisione [o della televisione del Potere] tramite l’eliminazione del terminale: il televisore. [Anche la Rete, il computer, può essere un male, ma senz’altro minore, per ora]. 

    La cosa curiosa è che questa laconica risposta pervenutami, all’inizio precisa che…

    NOTA: Questa mail è stata generata da un computer. Per favore, non risponda a questo messaggio con il Suo feedback, ma usi il seguente link:  http://www.abbonamenti.rai.it/ordinari/scrivetecisez.aspx [ecc…] “.

    Mi sbagliassi, ma è possibile che ora anche i computer si esprimono in burocratese e fingono di non capire?… Similmente ai programmi OCR, riescono adesso a (mal)interpretare il senso del testo e a rispondere automaticamente. L’informatica ha fatto progressi. Cacchio! Se qualcuno ci’avesse capito qualcosa, me lo spiegasse. A me sembra che l’e-mail sia stata scritta-generata seduta stante da un bipede umanoide (che si finge computer). Potrebbe comunque sempre essere un modo per fare lo scaricabarile, od essere altrove (alibi). Un computer, in effetti, è immune da responsabilità. Anche se fosse una risposta mandata in automatico dal computer, mi sembra una cosa ugualmente riprovevole, considerato l’implicito “me ne lavo le mani”, o, se vogliamo, “spero di averti fatto fesso”. Con tutti i soldi del canone che prende questa Agenzia delle Entrate (senza contare quelli della pubblicità), un abbonato [ormai finalmente ex-] merita una risposta evasiva del genere, sia essa scritta-generata o no da un bipede burocratese o da una macchina irresponsabile?…

    A Messora e ai visitatori del suo blog non auguro un buon anno [dato il principio pessimo e la iella dell’augurio], ma un “in bocca al lupo” o se vogliamo “a good nightmare” a tutti.

    • 1.1
      teleabuso

      Per onor di completezza, apporto il resto della lettera che non avevo letto, chissà per quale distrazione, ma che non cambia di nulla, se non in peggio, il fatto increscioso di per sé. Meno laconica di quando pensassi, ma più inquietante. Magari Messora poi potrà cancellarla. Il testo completo è il seguente:

      Gentile Signor Giordano,
      in riferimento alla Sua del 04/01/2011, La informiamo che in caso di morte del titolare, l’erede non abbonato deve richiedere l’intestazione a proprio nome dell’abbonamento intestato al defunto, inviando una lettera al seguente indirizzo

      Agenzia delle Entrate
      Direzione Provinciale I di Torino
      Ufficio Territoriale di Torino 1
      Sportello S.A.T.
      Casella Postale 22
      10121 – Torino

      usufruendo cosi’ del periodo per il quale era gia’ stato pagato il canone.

      Ricordiamo, che in attesa dell’aggiornamento dell’intestazione a nome dell’erede il rinnovo del canone deve essere effettuato con il preavviso di rinnovo o con un bollettino del libretto recante la vecchia intestazione, restando invariato il numero di abbonamento.

      Se l’erede è già abbonato deve richiedere l’annullamento dell’abbonamento intestato al defunto comunicando la data ed il luogo di decesso dell’intestatario e la destinazione degli apparecchi televisivi.

      In ogni caso l’erede è obbligato a pagare eventuali arretrati dovuti dall’abbonato deceduto. R.D.L. 21/02/1938 n. 246.

      Disponibili per ulteriori informazioni [ecc…]

      Che disdetta per l’erede non abbonato! Nessuna considerazione. Presumo sia veramente stata prodotta in automatico. In calce viene precisato che è da rilevare…

      “che l’attuale infrastruttura tecnologica non puo’ garantire l’autenticità del mittente, né tantomeno l’integrità dei contenuti“.

      E i soldi degli abbonati in quali infrastrutture vengono investiti?… Parafraserei: “un abbonato non vede l’ora di tornare a casa” per accendere la sua (in)cullante mamma tivvù, che non gli garantisce né l’autenticità (delle notizie per es.) né tantomeno l’integrità dei contenuti, nemmeno quelli etico-morali e deontologici dei suoi capoccioni, lasciando da parte gli operai che devono in qualche modo sbarcare il lunario.

  • 0
    Luigi 6

    Ho dimenticato di salutarla sig.Messora.

    Cordiali saluti

  • -1
    Luigi 6

    Mi sembra un po poco lo scrollone violento a chi gli sta accanto sig.Messora,(anche se nel mio piccolo già lo faccio,compreso con me stesso)

    Suggerimento:"non crede che come l’azione sindacale non basti per emancipare i Lavoratori dalla schiavitù ed alienazione del lavoro coatto salariato,alla stessa maniera non basti lo…scrollone seppur violento a chi ci sta accanto,e che esso sia un mero palliativo,una spruzzata di limone su un sistema rancido?"

    Il problema dei problemi:"L’EMANCIPAZIONE POLITICA DEI DEBOLI DELLA NOSTRA SOCIETA’ EVIDENTEMENTE CLASSISTA".

    ___

    Nelle precedenti epoche storiche noi troviamo dovunque una suddivisione completa della società in diversi ceti e una multiforme strutturazione delle posizioni sociali. Nell’antica Roma abbiamo patrizi, cavalieri, plebei, schiavi;nel Medioevo, feudatari, vassalli, membri delle corporazioni, artigiani, servi della gleba, e ancora, in ciascuna di queste classi, ulteriori specifiche classificazioni.

    La moderna società borghese, sorta dal tramonto della società feudale, non ha superato le contrapposizioni di classe.

    Ha solo creato nuove classi al posto delle vecchie, ha prodotto nuove condizioni dello sfruttamento, nuove forme della lotta fra le classi.

    La nostra epoca, l’epoca della borghesia, si caratterizza però per la semplificazione delle contrapposizioni di classe.

    L’intera società si divide sempre più in due grandi campi nemici, in due grandi classi che si fronteggiano direttamente: borghesia e proletariato ".

    (Marx-Engels, MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA – 1848)


  • -2

    Per quanto sia duro da ammettere, mi trovo nel bel mezzo del tuo stesso incubo, e non è affatto piacevole…

    D’altra parte vale un’immagine: l’energia che basta a disperdere un rifiuto non biodegradabile nell’ambiente è notevolmente inferiore rispetto a quella che serve per raccoglierli. Ogni giorno che passa quel rifiuto (pensiamo al polistirolo) si degrada a schegge che si impastano letteralmente al terreno. E’una vera schifezza che ti fa passare il piacere e la gioia di vivere.

    • -2.1

      Sì, esattamente.

      Ma mi sembrava che l’uomo fosse in grado di moderarne il corso.

      E certamente di non provocarla o sfidarla come oggi sta facendo.

      La verità è che l’uomo è un pallone gonfiato che dalle sue conoscenze e dai suoi errori impara poco o nulla.

  • -3
    teleabuso

    Messora ha detto “…ma nessuno fa il discorso al proprio vicino di casa, nessuno si alza in piedi, a tavola, e fa il discorso alla propria famiglia. Invece sarebbe bello. Bello e utile. Perché i discorsi fatti a chi ti conosce bene sono quelli più difficili, ma sono anche quelli più veri“.

    Après longtemps, I have a petit comment à vous faire, s’il vous plaît, monsieur Messorà, proprio su questo punto. Il “discorso” potrebbe meglio filare con i lontani più che con i vicini di casa. Non possiamo scegliere né gli uni né gli altri, purtroppo, ma i lontani si possono però meglio, se non definitivamente, evitare… Capisco il senso generale del post e ne condivido le linee essenziali, ma in questo passaggio in particolare il “discorso” diventa troppo retorico. Personalmente, non mi ci vedo a fare un discorso (considerati i trascorsi) a un mio vicino, né tantomeno a un mio lontano; lo trovo alquanto inconcludente, se non addirittura pericolosamente fraintendente o compromettente. Figurarsi alzarmi e fare un discorso in famiglia! Andrebbe bene come show, come castroneria, come fraintenzione divertente, ridanciana, ma nulla più. Se si accetta il fatto che non si fanno mai discorsi, ma solo monologhi, a due, a tre, a quattro, ecc., il senso della questione si capirebbe meglio. [Anche gli innamorati monologano fra loro, in silenzio o illudenondosi, beoti loro, di parlar d’amore, quanto invero son dettati da compulsività biologica, altro che dalla loro trama discorsiva amorosa. Il “vagito della specie” insomma, laddove gode il terzo o i terzi]. L’uomo, come specie, è guidata dal proprio istinto e tornaconto, sia esso o no materiale, ovvero dal mono-logo suo personale. Dio Patria Famiglia? Macché, vuota retorica fascistoide. Ecco, cosa è dio, cosa è la patria, cos’è la famiglia: un’imposizione, una mera formalità istituzionale. [Qui potrei aggiungere che non tutte le famiglie sono uguali, ecc…]

    Eh sì, caro Messora, trovo proprio esilarante questa s-conclusione del paragrafo da me “incriminato” (forse cercando proprio il pelo nell’uomo), riguardo al fatto che “i discorsi fatti a chi ti conosce bene sono quelli più difficili”, e addirittura “anche quelli più veri”. Non ci può essere nulla di vero in un discorso tout court, poiché non appartiene all’essere parlante, poi farlo in famiglia, figuriamoci, il covo delle incomprensioni e delle trame nere (sic). Doppiamente falso, altro che vero. E non bisogna aspettare di certo che arrivi alla ribalta delle cronache telegiornaliere un’intrallazzata famiglia Misteri (o una fac-simile telenovela-reality a puntanate) per capirlo. Già, perché quando ci scappa il morto, la cosa sembra eccezionalmente evidente. La famiglia, in quanto istituzione, è dedita alla forma della ritualità, comprende fin quanto ci si ritrova e si confronta in quanto specie, parentela, luogo comune, ma quando nasce un individuo (ovvero, “il contrario della specie”), la pecora nera, beh, allora il fraseggio cambia.

    Ma poi, Messora, diciamoci un barlume di verità: chi è che ti conosce bene, a chi potresti fare un discorso vero?… Alla “tua” famiglia, che “non ti sei scelta”, ma che hai subita fin dalla nascita; al vicino di casa, capitato lì per caso. Un soggetto può esser detto (tanto per usare un linguaggio beniano) solo dal suo monologo. Soggetto in quanto assoggettato. Come può un assoggettato fare un discorso, proprio colui che subisce?… Il discorso presuppone una volontà (“mai buona”, ha ragione Bene), ma il destino dell’umano genere è la nolontà, altro che volontà, discorrere con il prossimo. Il “linguaggio ci trafora, ci fotte e noi non ce ne accorgiamo”. Si è nella forma del rito estenuante…

    Un tizio in Galilea, metteva ben in guardia dalle “comodità domestiche”, dall’addomesticamento, dall’intrallazzo familiare… Il suo delirio inquietava non poco, dato che vanesio della sua venuta messianica, serbava in cuore il sacro intento di mettere zizzania in famiglia, la spada e non la pace, tra madre e figlia, tra fratello e fratello, ecc. Perché mai?… Un losco figuro, senz’altro, fraiteso e (in)compreso ad oltranza dal clero e da Sancta Romana Ecclesia.

    Del discorso in politica poi, non ne parliamo: traspare talmente evidente la sua inesistenza che si potrebbe parlare effettivamente di monologo partitocratico, attualmente quasi interamente rivolto ad e contra una sola personam. Un dialogo fra sordomuti. Questo è anche il destino di ogni impossibile (altro che difficile) discorso con il vicinato e il parentato, a meno che non ci si trovi nella forma e nel rito, beh, allora si può di certo discorrere mentendo senza la pretesa di essere veri, capiti o ascoltati… Aggiungerei, senza la pretesa di capire quello che si sta dicendo o ascoltando… C’est très facile et doucement irresponsable: la politica, la famiglia, la politica della famiglia…

  • -4
    claudiorossi

    Non e’ ne’ un sogno ne’ un incubo: e’ una serena osservazione della realta’. Puo’ anche essere che improvvisamente i cervelli si mettano a riflettere, ma temo che la bulimia di consumi, di cose da comprare, di soldi e potere da accaparrare sia una droga da cui la mente dei mediocri non possa piu’ disintossicarsi. Diamo pure scrolloni ma non c’e’ peggior fesso di chi non vuol essere scrollato e anzi, peggio, si sente superiore perche’ sa come va il mondo e forse riuscira’ anche a fare qualche soldo in piu’ e ad acquisire qualche fettina di potere….Comunque bel discorso, molto meglio di quelli del Papa e di Morfeo Napolitano. Mi e’ piaciuta l’idea di tassarci per trasmetterlo durante il GF. Credo pero’ che quel pubblico di lobotomizzati non capirebbe manco una parola. Auguri.

  • -5
    Guastatore1986

    Anche io ho un’incubo: Se Continua così, mi immagino di andarmene dall’Italia perchè ho solo incontrato idioti che potevano approfittarmene di farmi venire a Lavorare a Piedi. Se tu sapessi che cosa ho scritto e devo decidermi a finire, altro che Premio Strega, qui ci vuole il Premio Nobel.

  • -6
    Oflas

    Incipit meraviglioso, per il resto personalmente credo che avresti dovuto farla un pò meno lunga, anche se sono d’accordo in linea generale, così pari proprio lo stereotipo del comunista logorroico che nn conclude un c…o. Scusami se sono così franco dopotutto non ci conosciamo neanche, ma preferisco essere sincero altrimenti non commenterei neanche.Credo che anche se molti hanno lasciato il cervello alla deriva in realtà non sia questo il grosso del problema, credo che invece sia una questione di onesta morale che manca nei governanti del pianeta che ha portato ai problemi odierni.Quello che proponi è indubbiamente la strAda migliore e che nel lungo termine porterà ai migliori risultati senza dimenticare il maggiore impegno che dobbiamo e dovremo mettere nell’educazione dei nostri figli.Forse così tra qualche decennio potrebbe cambiare qualche cosa al momento non ci resta altro che sperare di nn inciampare al prossimo gradino della scala di questo pollaio.Buon annoMatteo Pandolfi

  • -7
    Oflas

    Incipit meraviglioso, per il resto personalmente credo che avresti dovuto farla un pò meno lunga, anche se sono d’accordo in linea generale, così pari proprio lo stereotipo del comunista logorroico che nn conclude un c…o. Scusami se sono così franco dopotutto non ci conosciamo neanche, ma preferisco essere sincero altrimenti non commenterei neanche.Credo che anche se molti hanno lasciato il cervello alla deriva in realtà non sia questo il grosso del problema, credo che invece sia una questione di onesta morale che manca nei governanti del pianeta che ha portato ai problemi odierni.Quello che proponi è indubbiamente la strAda migliore e che nel lungo termine porterà ai migliori risultati senza dimenticare il maggiore impegno che dobbiamo e dovremo mettere nell’educazione dei nostri figli.Forse così tra qualche decennio potrebbe cambiare qualche cosa al momento non ci resta altro che sperare di nn inciampare al prossimo gradino della scala di questo pollaio.Buon annoMatteo Pandolfi

  • -8
    Oflas

    Incipit meraviglioso, per il resto personalmente credo che avresti dovuto farla un pò meno lunga, anche se sono d’accordo in linea generale, così pari proprio lo stereotipo del comunista logorroico che nn conclude un c…o. Scusami se sono così franco dopotutto non ci conosciamo neanche, ma preferisco essere sincero altrimenti non commenterei neanche.Credo che anche se molti hanno lasciato il cervello alla deriva in realtà non sia questo il grosso del problema, credo che invece sia una questione di onesta morale che manca nei governanti del pianeta che ha portato ai problemi odierni.Quello che proponi è indubbiamente la strAda migliore e che nel lungo termine porterà ai migliori risultati senza dimenticare il maggiore impegno che dobbiamo e dovremo mettere nell’educazione dei nostri figli.Forse così tra qualche decennio potrebbe cambiare qualche cosa al momento non ci resta altro che sperare di nn inciampare al prossimo gradino della scala di questo pollaio.Buon annoMatteo Pandolfi

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Di Battista e Di Maio vs Lucia Annunziata al Foro Italico di Palermo L'intervista di Lucia Annunziata, a In Mezz'ora, dal Foro Italico di Palermo, ad Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio....GUARDA

Sgarbi caga sulla Swiss Air

Vittorio Sgarbi caga sulla Swiss Air Sgarbi "caga" sulla Swiss Air, le hostess gli chiedono di uscire a metà: quello è un bagno di prima classe. Immaginate il seguito (la questione nasconde una discussione sui diritti sottostante: di fronte alle emergenze, è possibile che valga la distinzione "prima classe/seconda classe"?):...GUARDA

USA: la polizia fredda un altro afroamericano, Terence Crutcher

terence-crutcher omicidio polizia USA In Oklahoma la polizia ha ucciso un altro afromericano. Una lunga sequela di uccisioni che dal 2015 porta a 400 l'elenco delle vittime. Gente freddata spesso senza alcuna ragione apparente. (altro…)...GUARDA

Becchi: la stampa contro al M5S? Ma se il blog di Grillo ormai è il Corriere della Sera!

BECCHI: STAMPA CONTRO AL M5S!? MA SE IL BLOG DI GRILLO ORMAI È IL CORRIERE DELLA SERA!Paolo Becchi a Checkpoint parla del grande colpo di stato dell'Euro, dei rapporti tra la stampa e il M5S e del grande spettacolo politico della Casaleggio Associati. ...GUARDA

Roma: Nino Galloni assessore al Bilancio nella giunta Raggi?

Nino Galloni - Io assessore al Bilancio del Comune di Roma, nella giunta di Virginia Raggi? Nino Galloni, ospite a Tagadà su LA7, risponde alle domande sulla sua candidatura ad Assessore al Bilancio e al Patrimonio del Comune di Roma, nella giunta di Virginia Raggi. (altro…)...GUARDA

Matteo Renzi sfotte Paola Taverna: “complotto su Roma”.

matteo renzi sfotte paola taverna su roma complotto Matteo Renzi sfotte Paola Taverna: "ci fanno il complotto su Roma"....GUARDA

Euro: la prima banconota senza anima!

Diego Fusaro Il filosofo Diego Fusaro spiega perché l'Euro è una moneta priva di ogni relazione con la storia e la cultura d'Europa. Vi siete mai chiesti perché sulle banconote in Euro non ci sono quei volti noti, quegli artisti, quei pensatori che hanno dato lustro alle grandi...GUARDA

Film, libri e Dvd

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>