Uccidere la propria madre

 

L’Italia è il paese europeo più mammone in assoluto. Non c’è bisogno che lo dica l’Istat, secondo cui i tre quarti dei quarantenni vivono ancora con la mamma, basta guardarsi intorno. Nerboruti energumeni tarzaniformi  escono dalle palestre e chiamano mamma per sapere cosa c’è per cena; uomini fatti e finiti, alla cui età Napoleone era già stato generale, imperatore della Francia, presidente e poi re della Repubblica Italiana, vengono inseguiti sul pianerottolo di casa da bisbetiche in grembiule e ciabatte con la maglietta della salute in mano; fidanzate timide e minute vengono radiografate dalla testa ai piedi prima di avere il permesso di frequentare figli con una virilità media pari a quella di Farinelli. I cordoni ombelicali non si tagliano, gli svezzamenti non si concludono, le cerimonie di emancipazione dei giovani guerrieri non si celebrano. L’italiano medio vive avvolto da un utero umido ed insano, saturo di miasmi e liquami tossici che si accumulano in quel che resta di un liquido amniotico ormai venefico e intriso di escrementi, grottesca parodia fetale nella quale non si nasce e neppure si abortisce mai. Norman Bates al confronto era uno che teneva alla sua indipendenza.

In questa situazione disperata, un elettore maschio vede frapporsi tra sé e una piena consapevolezza civica, così come tra sé e la cabina elettorale della sua circoscrizione, un ostacolo impegnativo e a tratti insormontabile: sua madre.

Le madri sapiens sapiens italianiensis, a differenza delle loro colleghe mammifere che esercitano in natura e delle loro analoghe europee – di cui probabilmente rappresentano uno scisma -, non hanno l’obiettivo di portare la prole fino al grado di autonomia sufficiente ad affrontare il mondo da sola, per poi spingerla con tocco morbido ma deciso fuori dal nido. Le mamme del ceppo nostrano hanno un unico e inderogabile imperativo morale, perseguito quasi fosse un comandamento religioso: accudire, rifocillare, alimentare, proteggere e preservare un uomo da ogni tipo di contaminazione esterna, a partire dal giorno della sua nascita fino a quello, se possibile, della sua morte, in quello che viene comunemente definito accanimento materno. Nel caso in cui il pargolo debba giocoforza sopravviverle, compito della mamma italiana è formare una giovane femmina, istruendola sulle specificità del figlio, in modo che ricalchi pedissequamente gli stili di vita, le abitudini alimentari e gli accudimenti materni senza i quali lo psicologicamente inerme e biologicamente fragile fuco non potrebbe mai sopravvivere.
Rigorosi controlli periodici condotti nella dimora della giovane coppia certificheranno la conformità della nuora alle specifiche della suocera. Dio salvi l’incauta moglie-badante dall’inosservanza anche di una sola delle ferree regole non scritte ma forgiate nel fuoco della tradizione famigliare, considerando che per di più, a scopo deterrente, una suocera efficiente non farebbe mai mancare rimproveri e rimostranze perfino in assenza di oggettive infrazioni. Se la malcapitata dovesse osare ribellarsi e rivendicare una precisa ed indipendente morfologia uterina, con ovaie perfettamente sviluppate in grado di assumersi responsabilità in piena autonomia, alla madre italiana non resterebbe che applicare la strategia della tensione: spaccare la coppia dall’interno convincendo il figlioletto che la sua compagna non è adatta a provvedere a lui. Se durante la crescita e l’educazione del tenero virgulto è stato fatto un buon lavoro, potrebbe non ravvisarsene neppure la necessità: come accade a molti giornalisti i quali più che essere vittime di censura finiscono per autocensurarsi, avendo interiorizzato il senso di sudditanza, spesso la moglie del mammone è inadeguata per definizione, non importa in quante arti sopravanzi le qualità della suocera, perché la mamma interiorizzata è quella in assoluto più insidiosa. Per estirparla, bisogna abbattere anche l’uomo al cui interno, come una tenia, tenacemente si annida.

Uomini posseduti dallo spirito della madre sono condottieri mancati, eroi le cui gesta non verranno mai scritte, inventori e ingegneri senza creatività, imprenditori ed impiegati mediocri, controfigure di maschi consumati dall’impotenza, talvolta individui violenti che per liberarsi del materno perverso che alberga in loro arrivano a violentare e uccidere le donne che incontrano. E sono cittadini incompleti, perché una mamma ha sempre le idee molto chiare su chi votare. Contestarle, per un mammone, è un’impresa molto ardua, ai limiti delle possibilità umane.

Innanzitutto rileva che l’animale materno, che sia coniugato o meno, convive in un rapporto di perfetta simbiosi con una coinquilina logorroica, rumorosa e invadente: la televisione. Che stia facendo le pulizie, che sia impegnata nella preparazione della torta preferita dal suo infante di 35 anni o che stia dormendo, magari con un occhio solo, la televisione è sempre lì, accesa, giorno e notte, in ogni locale. Non importa se apparentemente non la ascolta neppure: quel rumore di fondo le è necessario per vivere. Se gliela togli impazzisce, corre al centro commerciale più vicino e ne compra una qualsiasi, anche brutta, anche piccolina, purché abbia un telecomando e un volume in grado di rimbombare come si deve in tutta la casa, rimbalzando tra una parete e l’altra.
Secondariamente, per inclinazione naturale la madre italiana standard ha una particolare, inspiegabile predilezione per il TG4 di Emilio Fede. Più che l’accostamento delle lettere T e G, delle quali apparentemente non conosce il significato, sembra che proprio nell’uomo ella riponga una assoluta fiducia che rasenta a tratti la devozione più totale. Il mezzo busto di Fede, spesso incorniciato dalla credenza in legno ove l’apparecchio televisivo fa bella mostra di sé, assume così l’inconscia valenza di un santuario sotto al quale deporre fiori, accendere candele e talvolta perfino inginocchiarsi a pregare. Ciò che la divinità proferisce è verbo incarnato che può essere oggetto di esegesi e riflessione religiosa, giammai di critica e contestazione. Non a caso le liti più furibonde tra madre e figlio scoppiano a tavola, quando la giovane e innocente creatura accenna a intavolare una qualsiasi argomentazione contraddistinta dai criteri della ragionevolezza e dell’obiettività circa i dogmi della fede che Fede enuncia nel suo sermone serale, come l’inconfutabile simbolismo comunista rappresentato dall’agenda rossa di Paolo Borsellino o come l’assoluzione con formula piena di Marcello Dell’Utri in qualsiasi sentenza passata, presente e futura oppure, ancora, come l’estraneità del suo editore a qualsiasi accusa formulata in qualsiasi tempo, in qualsiasi sede e da qualunque parte.

Le madri particolarmente intellettuali, poi, leggono. Oltre a Novella2000, Gente ed Oggi, sui loro comodini non mancano mai Il Giornale, Libero e tutt’al più il Corriere. Non si possono neppure lontanamente contraddire, dunque, perché sono perfettamente informate e sanno cosa è bene e cosa non lo è. Se per sbaglio il primogenito torna a casa con una copia di Repubblica, preoccupate ne parlano subito al marito, o si inginocchiano in penitenza sotto al tempio di Fede se sono vedove, mentre liquidano con uno sguardo carico di sdegno quel grumo di inchiostro e cellulosa che profana il tessuto del divano nuovo in salotto. Se poi a fare la comparsa tra le mura domestiche è una copia del Fatto Quotidiano, sul volto delle madri apprensive compare allora un’espressione di autentico terrore, sicché una visita dal prete appare all’improvviso come l’ultima speranza prima di richiedere un esorcismo a Santa Madre Chiesa.

Discutere è inutile: dopo qualche battuta incerta dove la calma apparente non deriva dalla volontà di uno scambio obiettivo o da una reale capacità di ascolto, ma dell’incredulità e dalla speranza che una povera genitrice coltiva fino all’ultimo di avere semplicemente capito male, di non avere allevato per tanti anni una serpe in seno, gli animi si scaldano in fretta e i toni si accendono superando per intensità e colore le zuffe tra i galli da combattimento più bellicosi della Bretagna antica e surclassando in decibel le risse chiassose di una colonia di trichechi in calore.

La mafia? Una fiction di Michele Placido. Mangano? Un pover uomo cui Berlusconi ha fatto del bene trovandogli un lavoro come stalliere. I processi e gli scandali del premier? Si tratta della sinistra che cerca di rovesciare il governo del fare con mezzucci ridicoli e meschini, ma gli italiani non sono stupidi. Fini? Lui sì che è un delinquente: hai visto cosa ha combinato a Montecarlo? I magistrati poi hanno le toghe rosse e sempre lui, Fini, se li è comprati, mentre la Mondadori al contrario è sempre stata di Berlusconi. Per quanto riguarda le minorenni… beh, fossero questi i mali del mondo: le credenti innalzeranno una preghierina al cielo e tutto, compresi questi peccatucci veniali, si aggiusterà.
Alla fine dell’incauto e inopportuno alterco alcuni figlioli che non sanno neppure chi era Che Guevara, che credono nel libero mercato e che magari vorrebbero anche diventare imprenditori di successo, per la sola colpa di essersi illusi per un attimo di poter dialogare in maniera critica e costruttiva, senza necessariamente la volontà di sostenere un arroccamento ideologico ma con il sincero desiderio di confrontarsi, si sentiranno affibbiare il fatidico appellativo di comunista, e alcune madri teocon arriveranno ad aggiungere che marciranno all’inferno.

Per una discreta parte di quegli 8 milioni e mezzo di maschi compresi tra i 18 e i 39 anni che vivono ancora in famiglia, uccidere la propria madre interiore può essere una questione di vita o di morte, perché la sensazione di sentirsi sporchi, sbagliati, dipendenti e mutilati in ogni aspetto della loro individualità può essere un pesante giogo che li perseguiterà per sempre, ripercuotendosi sulla vita lavorativa, sulla capacità di sviluppare un nuovo nucleo di affetti familiari, sulla possibilità di  affinare le facoltà critiche e di compiere scelte mature, responsabili e prive di sensi di colpa. Tutto questo indipendentemente dal legame fisico con la madre reale, che può continuare a scorrere su binari paralleli senza avere però quella rilevanza totalizzante che paralizza la volontà di un adulto mai completamente cresciuto, o che magari può essersi addirittura già interrotto per cause naturali.

Del resto, in un ambito diverso ma con sfumature di significato affatto simili, lo disse anche un signore ebreo vissuto duemila anni fa.

« Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo»

[Lc 14, 2]

Ecco. Lo stesso vale per diventare cittadini consapevoli, informati e capaci di scelte responsabili. Nonché uomini compiuti, si intende.

 

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41 risposte a Uccidere la propria madre

  • 23
    Ghibli

    Allora…Battisti è un caso anomalo per due motivi: 1) ha fatto un duplice omicidio nello stesso giorno e alla stessa ora a in due posti a 200 km l’ uno dall’ altro…in uno era l’ ideologo, nell’ altro il palo che guidava l’ auto 2) bisognerebbe chiedersi come mai non è mai stata chiesta l’ estradizione per i terroristi neri riparati all’ estero…E’ evidente che la persecuzione solo del terrorismo rosso ha generato una sorta di sfiducia nel nostro ordinamento da parte di paesi in cui questi sono scappati.

    Ci sarebbe molto da discutere sulla legge sui pentiti per il terrorismo: le pene venivano ridotte in proporzione alle “delazioni” che uno faceva, magari accusando persone che non c’ entravano nulla…E infatti, il limite di tale legge fu dimostrato quando accusarono ingiustamente TORTORA…

  • 22

    Caro Claudio,

    da quando è arrivato il digitale terrestre mia madre è rimasta senza tv, perchè quella che possedeva aveva più di 30 anni e non aveva neppure la presa scart…….ho collegato un vecchio videoregistratore ma nulla…..i canali erano visibili, ma il monitor era ballerino…….non gli ho comprato una tv nuova, ma gli ho dato la mia, un vecchio modello panasonic da 25 pollici, ma funzionante alla perfezione. Io vivo con mia madre e in camera mia non ho più la tv, ma solo il pc con l’ adsl pagata da me (il telefono è a mie spese). L’ acquisto di un tv nuovo per me è previsto a febbraio e per 3 mesi ho dato l’ avvio a una di quelle sofferenze atroci che compromettono il legame del cordone ombelicale tra me e mia madre……….nella mia vita pubblica tutto è fermo e statico, e nella mia vita privata dove la mamma non esiste da tempo oltre che lavorare sono iscritto all’ università oltre i 40 anni suonati, faccio sacrifici per auto nuova e casa e penso alla famiglia……….un bel quadretto di esempio se ti elenco tutte le dinamiche che avvengono privatamente…………..e sono soddisfatto più di questo stile di vita di quest’ ultimo che invece quello vissuto con la mamma………ma ho un atroce dubbio…….i problemi del nostro paese portano a questo e un ritardo che si trasforma in un accomodamento………oltre i 40 anni…..sarà troppo tardi ? Perchè nel dubbio fondo un partito leghista dei mammoni……..so che il successo sarà assicurato…………

  • 21
    kautostar86

    Se quella che hai descritto è tua madre, adesso capisco un po’ meglio il tuo odio viscerale per Berlusconi!

    • 21.1
      Mario Circello

      Caro kautostar86, giuro che mentre stavo scrivendo, avevo pensato al “Bastian cuntrari del blog” tanto che avrei voluto scriverti “esonerato dal commentare”…

      Non capisco da dove estrapoli quello che definisci il mio “odio viscerale per Berlusconi”.

      Per mia fortuna, non provo odio per nessuno, nemmeno per chi anni fa se la spassava con la mia compagna di allora… e ovviamente, nemmeno per lei.

      Semplicemente, se segui le vicende per intero, approfonditamente, non puoi non renderti conto di chi sia in realtà Berlusconi e a meno che tu non faccia parte di chi si divide la torta, non puoi essere d’accordo con la sua politica.

      Per quanto riguarda l’uomo Berlusconi, ciò che penso della vita e la scala dei miei valori, fa si che non possa condividere il suo stile – a malapena, riesco a concepire che una donna si trucchi, figurati se lo fa un uomo – che trovo ridicolo, anzi come giustamente disse Veronica, è un uomo con delle notevoli problematiche psichiche.

      Ovvio, che in un mondo che continua ad osannare i sanguinari del passato – chiamandoli “grandi condottieri” – come fossero dei benefattori dell’umanità, Berlusconi è un bravo ragazzo…

    • 21.2

      l’odio viscerale per Berlusconi lo ha una persona con un minimo di senso civico e di cervello.

      l’odio viscerale per D’Alema & C. e Berlusconi lo ha una persona con un minimo di senso civico, di cervello e di memoria.

       

  • 20
    Z.M.

    Caro Claudio, bisognerebbe evitare di, (detto dei miei luoghi), cagate fuori dal buco.

    E’ vero tutto e tutto il suo contrario.

    PARENTESI. Con il nuovo palmare PHONE 7, problemi nella navigazione del sito.

    Un saluto a tutto

     

  • 19
    kautostar86

    Non sono d’accordo sul fatto che la privatizzazione-liberalizzazione dei media, sia uno specchietto per le allodole.

    Certo, chiunque, anche un privato, ha il suo interesse particolare, e ovviamente può influenzare l’opinione pubblica per portare acqua al suo mulino. Ma che facciamo, vietiamo totalmente qualunque mezzo d’informazione-propaganda??perchè questa sarebbe l’unica soluzione, per fare in modo che nessuno influenzi(nel bene o nel male) l’opinione pubblica!

    Oppure facciamo in modo che la concorrenza editoriale, e televisiva, sia più libera possibile, e anche chi non ha capitali enormi, non venga totalmente escluso dai giochi. Secondo me, visto che la perfezione non può esistere, il male minore sarebbe togliere tutti i sussidi pubblici (oppure darli solo a quegli editori più piccoli, che ne hanno davvero bisogno), e fare delle leggi che rendano il “mercato dell’informazione”, più libero possibile.

    Poi la malainformazione , la propaganda, le varie distorsioni e manipolazioni, secondo me sono proprio inevitabili, e inestirpabili, anche dove c’è la massima libertà d’informazione.

    l’unico modo per difendersi, è leggere e ascoltare tutto in maniera critica(essendo consapevoli degli interessi che ci possono stare dietro), imparare quali sono i trucchi e gli inganni più usati dal giornalisti, e anche sentire più campane possibili, mettere le notizie di più giornali a confronto, per vedere anche come cambia la notizia, a seconda dell’orientamento politico!

    Insomma l’unico antidoto alla disonformazione è la consapevolezza di come funziona il “teatrino dell’informazione”

    • 19.1
      kautostar86

      La pensiamo più o meno uguale, non si può impedire ai privati di fare informazione di parte, sulla base dei propri interessi(anche economici, ma non solo), ma si dovrebbero fare delle leggi, che rendano più libera possibile la concorrenza editoriale, e dare la possibilità di crearsi un proprio spazio, sulla tv o sui giornali, anche a chi ha un budget limitato.

      Finora purtroppo non è così, ci sono 3 reti TV nelle mani dei partiti che siedono in parlamento, e le altre 3 reti tutte in mano alla stessa proprietà, e nella situazione attuale, anche a causa del numero limitato di frequenze, non c’è vera libera concorrenza.

      E il “libero mercato” dell’informazione, è un miraggio anche nella carta stampata, e nelle emittenti radio, visto che i finanziamenti pubblici ai giornali e radio di partito, finiscono per “falsare” tutto, dando un vantaggio solo ad alcuni editori!

      La libera concorrenza dell’informazione finora esiste solo sul web, dove ognuno, gratis, o con spese alla portata di tutti, può aprire un blog, o un sito internet, e se è bravo, se ci sa fare, può conquistare dei lettori, senza essere costretto a rinunciare alla propria libertà, e sottomettersi a una certa linea editoriale, come invece sono costretti a fare la maggior parte dei giornalisti

    • 19.2

      la soluzione, in una democrazia, non è mai impedire a qualcuno di parlare, anche se quello che dice (come è logico che sia) vada un po’ troppo nella direzione dei suoi interessi personali.
      La soluzione, viceversa, è assicurarsi che a tutti sia consentito parlare. Solo così quello che dici tu, ovvero la possibilità per il cittadino di confrontare le voci e formarsi un’opinione propria (rispettabilissima ancorché libera), sarà un’opzione reale, attuabile e non un mero esercizio di stile retorico perché privo del presupposto: la pluralità delle voci del coro.

      Attualmente purtroppo, a parte LA7, c’è una chiara predominanza di una sola voce, che produce le distorsioni che tutti conosciamo.

      Io non sono neppure per la tanto sbandierata obiettività dell’informazione, perché l’informazione, a parte l’ansa che elenca fatti ma non (dovrebbe) fare commenti, è sempre e per definizione di parte, perché filtrata dalla storia personale, dalla personale sensibilità  e attitudine di chi la veicola e decide come presentarla.

      Viceversa, io credo che l’arena debba essere libera, purché appunto tutti i gladiatori abbiano pari opportunità di sostenere e argomentare. Chi ascolta sarà poi perfettamente in grado di riconoscere le esagerazioni e le strumentalizzazioni rispetto alle posizioni più equilibrate e ragionevoli.

      Una democrazia non ha bisogno di “informazione pura” (un elemento platonico, ideale e inesistente nella natura sociale), ma ha bisogno di pubblico dibattito, questo sì. E questo, mi dispiace, oggi in Italia manca.

  • 18
    eliana

    Se una madre è così, possono ucciderla anche le figlie! :-D

  • 17
    berlusconimania

    Mia mamma purtroppo non c’è più. Comunque ha vissuto i suoi 95 anni. Ho sostituito la figura materna con quella di Berlusconi, che certo non mi lava i calzini e non mi stira le camicie, ma il cui sorriso trovo molto rassicurante e benevolo. E poi la famiglia mediaset, con le sue tre reti televisive, con i suoi Fede, De Filippi, Grande Fratello, ecc., la sento come se fosse la mia famiglia, avvolgente, affettuosa. Poi ci sono gli amici di famiglia (concorso esterno) che, malgrado facciano parte di un’altra famiglia sono molto simpatici e anche loro rassicuranti, vedi Vespa, Minzolini, ecc. Ghe pensi mì! dice Berlusconi, proprio come direbbe una mamma al suo "bambino"! Certo che noi "Bamboccioni" rimaniamo attaccati alla nostra mamma ed alla nostra famiglia. Meglio restare attaccati alla TV (come al nostro biberon) che andare in giro per strada con il rischio di imbattersi in qualche Comunista o in qualche Komeinista. Il fatto è che voi altri che criticate siete invidiosi di tutto questo, mentre "lui" ha fondato il partito dell’amore, in contrapposizione al vostro che è il partito del’odio. La conclusione è: "Meno male che Silvio c’è".

    :-)

    • 17.1
      giosinoi

      Resta il fatto che berlusconi non ti ha dato niente di niente, e tu sei fulminato dall’amore per uno schermo di vetro col frigorifero sempre più vuoto e nessun futuro.

      Niente male la tua mania ….

  • 16
    Ghibli

    Se due stati così diversi come la Francia e il Brasile sono giunti più o meno alla stessa medesima opinione sul caso Battisti, c’è il rischio reale che, analizzati tutti i dati asetticamente, considerino la condanna di Battisti non solo ingiusta, ma anche persecutoria…E da questo potrebbe derivare una perdita di credibilità a livello internazionale…Mettiamoci dentro che i terroristi neri se ne sono stati sempre tranquilli e mai perseguitati, che attualmente una persona per uno spinello possa morire in una prigione, con il clima che si è creato, è ragionevole pensare che se ritornasse in Italia, non camperebbe molto in carcere??

  • 15
    Fabrizio

    acimoto ha scritto :
    Mia madre è costantemente informata da mio padre, che a sua volta è stato istruito da me sull’uso della rete  e del pc… Ho creato un mostro! Cerco di alfabetizzare i miei zii, ma sembra che io parli arabo.

     

     

    ahahahahahahah  Idem come sopra .Io sto’ cercando di farlo con tutti quelli che conosco per indurli ad una consapevolezza indipendente.E’ dura ma non mollo!!!

  • 14
    Ghibli

    Questa volta non ce l’ ho fatta a leggere il post…Caro Claudio, mi hai fatto venire in mente “l’ eredità GRUBER”: questo era il pezzo, cavallo di battaglia di LILLI GRUBER, che quando non sapeva che cacchio di notizia dare, sparava: “GLI ITALIANI SONO TROPPO MAMMONI!”

    Questa “eredità” è stata lasciata pari pari a MARIA LUISA BUSI, ma l’ ultima depositaria della verità rivelata è MONICA MAGGIONI…Tutte giornaliste con un UMILISSIMO STIPENDIO, s’ intende…MA NESSUNA DI LORO CHE SIA ANDATA A FONDO DEL PROBLEMA: PERCHE’ CON 1000 EURO AL MESE, HAI POCO A CHE GRIDARE ALL’ INDIPENDENZA…

    Tanto valeva che facessi il post intitolato “E’ COLPA MIA SE L’ URANIO NON HA SAPUTO FARE I SOLDI E SI E’ IMPOVERITO?” Poi ti dirò: com’è che moltissime persone autosufficienti non soggette alla tirannide della madre sono berlusconiane? A me niente impedisce di essere contro di lui…neppure mia madre…

    • 14.1
      Mario Circello

      Caro Claudio, premesso che non si può certo “spiegarsi” e “capirsi”, in due commenti di qualche riga – a maggior ragione, se si parla di questioni fondamentali nella vita di ognuno di noi, come gli affetti familiari – permettimi di dissentire in merito alla tua definizione “ricatto emotivo“, relativa alla chiusura dei rapporti con la propria famiglia, la quale può essere valida in alcuni casi, ma non in generale e ancor meno in assoluto.

      Per chi – come me – ha posto in essere una chiusura totale nei confronti della famiglia di origine, il percorso per giungere ad una tale decisione, è stato travagliato, lungo, doloroso e la scelta, quasi obbligata (a volte, nella vita ci si trova costretti a prendere decisioni che non ci piacciono, ma se non c’è alternativa, non si può fare altro).

      I rapporti, indipendentemente dalla loro natura, debbono essere basati sul rispetto e quando questo viene meno, il rapporto, non ha più nessun valore e quindi la sua esistenza, può essere solo di tipo formale (quindi, a parer mio, ipocrita); questo, può essere accettabile, se si tratta di rapporti commerciali o di rapporti supeficiali, come per esempio, nel caso di conoscenti con i quali non si hanno legami profondi, ma nel caso dei rapporti familiari, la mancanza di rispetto è inaccettabile e preclude ogni possibilità di dialogo; alla base di tutto c’è il dialogo, ma per esserci dialogo, bisogna che ci siano due parti disposte a confrontarsi, altrimenti, si finisce per fare un interminabile monologo che dura una vita e non porta da nessuna parte.

      Il rispetto nei miei confronti da parte dei miei familiari, non è mai esistito; durante le mia infanzia, ho subìto violenza psicologica, violenza fisica e…

      Maltrattamenti, sfruttamento, umiliazioni e offese, subìte pressoché quotidianamente. La definizione che più si addice al mio vissuto di quel periodo, l’ha data Alice Miller* nel libro “La rivolta del corpo. I danni di un’educazione violenta” (consiglio vivamente a chi ha subìto un’infanzia violenta, di leggerlo), quando dice: “la mia infanzia, è stata un regime totalitario”.

      La mia ultima compagna, con la quale ho avuto una storia durata quattordici anni, di cui sette di convivenza (per cui, ha avuto modo di conoscere la mia storia e la mia famiglia), non si è sorpresa affatto della mia decisione di troncare con la famiglia, al contrario, lei non riusciva a capire come avessi fatto ad avere così tanta pazienza!

      Quindi, non si tratta di una scelta messa in atto da un “genitore mai cresciuto”, ma da una persona (anche genitore), che dopo aver tentato in tutti i modi di mantenere – nonostante tutto – un rapporto dignitoso, scopre che interessava solo a lui, per cui decide di troncare, ma non per vendetta o per ritorsione, semplicemente per tutelarsi.

      Quando qualcuno calpesta la tua vita, la tua dignità, i tuoi sentimenti e ti lacera l’anima, reiteratamente, avrai pur diritto a difenderti. O no? Oppure, bisogna restare al medioevo dettato dal quarto comandamento “Onora il padre e la madre”? Sempre e comunque? Anche quando non hanno onore? Solo perché lo hanno stabilito i pedofili vestiti da carnevale tutto l’anno?

      Ciao Claudio…

      * Alice Miller: dottorato di ricerca in filosofia, psicologia e sociologia, ma anche come ricercatore per l’infanzia, psicoanalista; nota per il suo lavoro sulle cause e gli effetti dei traumi infantili; autrice di 13 libri, tradotti in trenta lingue.

    • 14.2

      PERCHE’ CON 1000 EURO AL MESE, HAI POCO A CHE GRIDARE ALL’ INDIPENDENZA…

      Cara Ghibli, questo è un errore comune: scambiare cioé il problema psicologico del distacco materno, del taglio del cordone ombelicale (per le donne funziona allo stesso modo, ma a ruoli invertiti, ovvero il problema è quello del distacco dalla figura del padre) con il problema del distacco fisico. Ho già risposto a un commento più sopra.

      Teoricamente, puoi andare a vivere a mille chilometri di distanza e suggere ancora il latte materno del quale non riesci a fare a meno, così come puoi convivere con mamma eppure riconoscerne pregi e debolezze, costruendo una comprensione reale e affettuosa nei suoi confronti ma impedendo alla dinamica patologica della sudditanza materna di creare una continua dialettica di scontro o di passiva remissività. Si cresce e ci si separa come individui dall’attaccamento morboso con i genitori (morboso dopo una certa età, si intende) quando la propria capacità di valutazione non dipende più dall’approvazione, cercata talvolta disperatamente, di mamma o di papà, con i quali non è più necessario arrivare allo scontro verbale parossistico nell’infinito e fallimentare tentativo di cercare legittimazione psicologica. Pochi sono i genitori (italiani) così evoluti da saper tagliare il cordone ombelicale senza che vi sia un atto di orgoglio, deciso e maturato nella consapevolezza da parte del figlio che si sente ormai grande e completamente separato. 

      Attenzione: questo non significa, detto in parole povere per capirsi meglio, tagliare con violenza, arrivando a "litigare" e non sentirsi più. Quella non è altro che la stessa forma di dipendenza psicologica, nella quale si mette in scena un ricatto emotivo. E’ l’equivalente del bambino offeso che si chiude in camera sua e non vuole più parlare con nessuno (e lo possono benissimo mettere in atto anche genitori mai cresciuti): è solo una forma alternativa della stessa richiesta di amore, che anziché rivolgere verso il mondo esterno attraverso il meccanismo dell’affermazione sociale, si continua a indirizzare verso il mondo protettivo (ma ormai marcio e patologico) dell’utero della famiglia di provenienza.

      E’ invece proprio l’accettazione degli eventuali limiti di mamma e papà, della loro diversità e delle loro debolezze, accettate con un sorriso, benevolmente, così come della propria individualità che sovrana regna su noi stessi, a segnalare la propria maturazione in quanto uomini e donne emotivamente compiuti.

  • 13
    Ghibli

    Caro Claudio, ho letto la tua interessante dissertazione sul mio post…Ma allora spiegami una cosa: una classe politica può essere accusata di aver “annichilito” il ceto medio…Io questa accusa la muoverò sempre agli attuali governanti…Ma se io avessi torto e TU RAGIONE, se il benessere economico non è strettamente legato all’ indipendenza personale…Se tutto questo fosse una forma di patologia di forma psicotica….beh…ALLORA AL GOVERNO BERLUSCONI NON SI POTREBBE IMPUTARE NULLA DI TUTTO QUESTO! POTREBBE FINANCHE ESSERE IL MIGLIOR GOVERNO CHE SI ABBIA MAI AVUTO! E MI SI SCUSI PER LA BESTEMMIA!

    La libertà non è un dono che si ottiene su base psicologica! La LIBERTA’ dipende strettamente dal grado di benessere delle persone: non benessere psicologico, ma benessere economico! TU MI DEVI SPIEGARE ALLORA PERCHE’ CI SONO COSI’ TANTI CASSAINTEGRATI E COSI’ TANTI PRECARI: CI SONO PERCHE’ LA PANCIA CHE BRONTOLA IMPEDISCE ALLA TESTA DI PENSARE,,,

    Guarda che queste persone mica vivono bene, sai? Non è che quando gli arriva la bolletta dicano: non ho i soldi, ma sono psicologicamente felice!! Poi, la nostra realtà non permette di fare raffronti con Jung o con i padri della psicanalisi…Ok, l’ aromento vedo che ti tenta…Io nel mio piccolo mi aspettavo un video su Battisti (e magari su come siamo percepiti all’ estero)…Ciao

    • 13.1

      Non si discute su quel che dici, ma l’una cosa non esclude l’altra. Come dire: i soldi non fanno la felicità, però aiutano. Il post descrive “un altro aspetto”, e i commenti lo testimoniano. Non è certamente l’unico.

      Di Battisti si è detto di tutto e di più. Un blogger deve parlare di quel che sa o di cui può ragionare. Quando Battisti faceva quel che faceva, io non avevo neppure dieci anni e credevo ancora a Babbo Natale. Da quel che ne ho saputo dopo, anche leggendo adesso, è un pluriomicida che uccideva anche per vendetta o per questioni economiche. Già di mio non giustifico mai la violenza, ma arrivo a comprendere che a qualcuno possa venire in mente di rapire un ministro (vedi caso Moro). Cosa c’entrino invece un macellaio e un gioielliere con la politica e con la “democrazia a rischio” francamente stento a comprenderlo. Che poi ora l’agenda si sia appiattita sul no di Lula, è uno dei misteri dei media. Sicuramente, in ogni caso, ci sono tante cose che non so sulla questione, e quando non le so preferisco tacere.

  • 12

    Mario Circello ha scritto :
    In realtà, il danno maggiore che Berlusconi ha fatto al Paese, non è l’aumento del debito pubblico, la distruzione dello Stato, nemmeno tutte le sue malefatte, ma proprio l’essere riuscito ad intrufolarsi subdolamente all’interno delle famiglie, dividendole; è riuscito a dividere tutto e tutti: uomini contro donne, giovani contro vecchi, ricchi contro poveri, etc…; ormai, siamo al tutti contro tutti.

    È l’antica logica mai tramontata del divide et impera. Berlusconi è figlio, de na mignotta, d’accordo, ma sempre del suo tempo. Non credo che la questione riguardi lui in particolare, ma l’andazzo generale. Dicesi Berlusconi il punto d’incontro in cui convergono interessi politico-economici molto estesi e diversi [Vedi Mangano e poi muori]. Morto un papi se ne fa un altro.

  • 11
    Mario Circello

    Caro Claudio, vedo che conosci mia madre…

    Noi siamo tre fratelli e come puoi immaginare, qualche donna, tra fidanzate e mogli, l’abbiamo portata a casa, ma a lei non ne è mai andata bene nessuna.

    Da tempo, Ella ha abbandonato la Santissima trinità, per darsi al culto moderno – bipolare – che vede “Berlusconi – facente funzioni di Allah” e “Fede – facente funzioni di Maometto” (Sic!)

    L’ultima volta che la vidi – nel 1999 – mentre si discuteva, mi diede del “comunista di m**da”, questo, grazie al lavaggio della scatola cranica (dico scatola cranica e non cervello, poiché se avesse avuto un cervello, non sarebbe arrivata a tanto) effettuato dai suoi Dei di cui sopra.

    Da allora non ho più né visto, né sentito, nessuno dei miei familiari, tranne mia figlia e due dei miei sei nipoti. Ne consegue, che sono un buon discepolo!

    Personalmente, me ne sono andato di casa appena raggiunta la maggiore età, anche perché ho vissuto – sarebbe più corretto dire, subìto – un’infanzia violenta e quindi, non volevo rimanere nemmeno un minuto in più in quella casa; a vent’anni, diventai padre di Sara, che oggi ha ventisette anni e con la quale, abbiamo un ottimo rapporto.

    In realtà, il danno maggiore che Berlusconi ha fatto al Paese, non è l’aumento del debito pubblico, la distruzione dello Stato, nemmeno tutte le sue malefatte, ma proprio l’essere riuscito ad intrufolarsi subdolamente all’interno delle famiglie, dividendole; è riuscito a dividere tutto e tutti: uomini contro donne, giovani contro vecchi, ricchi contro poveri, etc…; ormai, siamo al tutti contro tutti.

    Un abbraccio…

    • 11.1
      giosinoi

      MI HAI COPIATO NEL CERVELLO, SONO PIENAMENTE D’ACCORDO CON TE!

      “In realtà, il danno maggiore che Berlusconi ha fatto al Paese, non è l’aumento del debito pubblico, la distruzione dello Stato, nemmeno tutte le sue malefatte, ma proprio l’essere riuscito ad intrufolarsi subdolamente all’interno delle famiglie, dividendole; è riuscito a dividere tutto e tutti: uomini contro donne, giovani contro vecchi, ricchi contro poveri, etc…; ormai, siamo al tutti contro tutti.”

  • 10
    anonimo italiano estero

    Ma che, hai una webcam spia nel tinello di mia madre? Scene simili si ripetono SEMPRE, quelle poche volte che torno in Italia dall’estero! E’ inutile recidere, LEI e’ sempre UGUALE!

     

    Saluti anonimi che non vorrei LEI ti leggesse e mi scovasse ;)

  • 9
    Singsonghio

    A CASA CON MAMMA O SENZA LA MAMMA ….

    L’IMPORTANTE E’ ESSERE CONTRO

    I L    N A N O e  tutti i suoi giocattoli.

    Si nota che sono a casa con la Mamma ?

    E non solo, anche uno splendido Papà !!!

     Ecco. Lo stesso vale per diventare cittadini consapevoli, informati e capaci di scelte responsabili. Nonché uomini compiuti, si intende.

    Caro Claudio non credo esistano regole per questo. Secondo me sono scelte condizionate da eventi, che portano a ognuno ciò che crede GIUSTO….e si può anche sbagliare, ma ognuno avrà a che fare con la propria coscienza  se ha trasformato il giusto in quel che gli conviene . Credo che sia di questo che una persona dovrebbe veramente preoccuparsi….etc..etc..etc.

    Ciao a TUTTI  i byobluisti e BUON PROSEGUIMENTO

  • 8
    malu

    E’ vero esistono mamme cosi! Ma non sono tutte cosi per fortuna! Se poi vedono il tg4 sono veramente 4 gatte (vista la scarsa audience del tg tappetino di B.)

    Poi, una piccola osservazione: e’ vero il lavaggio del cervello e la "cura" del piccino, possono "rovinare" la psiche del pargoletto… ma da adulto un sussulto di ribellione… possibile che non si possa verificare?

    Sono una donna, ma ho "subito" mia madre fino all’adolescenza… dopo di che’… ciao mamma! Perche’ i nostri vessati di sesso maschile non lo fanno? Forse e’ troppo comodo continuare a farsi stirare i vestiti e a trovare la cena sempre pronta? Se poi subentra anche la fidanzata-serva… cosa c’e’ di meglio?

    Le mamme autoritarie esistono, ma esistono anche i modi di scrollarsele di dosso… basta volerlo!

  • 7
    teleabuso

    Il post mi fa sorgere reminescenze di letture di Jung (lotta per la liberazione dalla madre), Freud, ma soprattutto Pier Paolo Paolini… Personalmente non consideravo la grandezza di Pasolini in quanto poeta, ma bensì regista, intellettuale straordinario, ecc…, ma adesso rileggendo con piacere una sua  poesia, mi sembra quasi faccia da contrappunto al post… Scusate se la riporto integralmente, penso ne valga la pena…

    Mi domando che madri avete avuto.
    Se ora vi vedessero al lavoro
    in un mondo a loro sconosciuto,
    presi in un giro mai compiuto
    d’esperienze così diverse dalle loro,
    che sguardo avrebbero negli occhi?
    Se fossero lì, mentre voi scrivete
    il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
    o lo passate a redattori rotti
    a ogni compromesso, capirebbero chi siete?

    Madri vili, con nel viso il timore
    antico, quello che come un male
    deforma i lineamenti in un biancore
    che li annebbia, li allontana dal cuore,
    li chiude nel vecchio rifiuto morale.
    Madri vili, poverine, preoccupate
    che i figli conoscano la viltà
    per chiedere un posto, per essere pratici,
    per non offendere anime privilegiate,
    per difendersi da ogni pietà.

    Madri mediocri, che hanno imparato
    con umiltà di bambine, di noi,
    un unico, nudo significato,
    con anime in cui il mondo è dannato
    a non dare né dolore né gioia.
    Madri mediocri, che non hanno avuto
    per voi mai una parola d’amore,
    se non d’un amore sordidamente muto
    di bestia, e in esso v’hanno cresciuto,
    impotenti ai reali richiami del cuore.

    Madri servili, abituate da secoli
    a chinare senza amore la testa,
    a trasmettere al loro feto
    l’antico, vergognoso segreto
    d’accontentarsi dei resti della festa.
    Madri servili, che vi hanno insegnato
    come il servo può essere felice
    odiando chi è, come lui, legato,
    come può essere, tradendo, beato,
    e sicuro, facendo ciò che non dice.

    Madri feroci, intente a difendere
    quel poco che, borghesi, possiedono,
    la normalità e lo stipendio,
    quasi con rabbia di chi si vendichi
    o sia stretto da un assurdo assedio.
    Madri feroci, che vi hanno detto:
    Sopravvivete! Pensate a voi!
    Non provate mai pietà o rispetto
    per nessuno, covate nel petto
    la vostra integrità di avvoltoi!

    Ecco, vili, mediocri, servi,
    feroci, le vostre povere madri!
    Che non hanno vergogna a sapervi
    – nel vostro odio – addirittura superbi,
    se non è questa che una valle di lacrime.
    È così che vi appartiene questo mondo:
    fatti fratelli nelle opposte passioni,
    o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo
    a essere diversi: a rispondere
    del selvaggio dolore di esser uomini.

    Il senso si capisce, ma essendo un carmelitano, mi vien fuori di fare il bastian contrario, propriamente il pinocchio beniano-collodiano che si rifiuta di crescere. Un cittadino compiuto è un cittadino finito. “Dopo l’infanzia c’è l’imputridimento”. Meglio essere un bambino incompiuto che un uomo maturo e compiuto. OK. Un bambino come può esserlo Totò nei suoi migliori film, con la sua comicità infantile, giungendo laddove un uomo seriamente compiuto non può mai arrivare. Quisquilie pinzellacchere… Eh già, che te ne fai della compiutezza?…In realtà non si cresce per diventare compiuti, ma putrefarsi: dal feto al fetido.

    La madre come figura, ha una consistenza, uno spessore soprattuto sociale, direi condominiale. Mia madre, tua madre, sua madre… Andiamoci piano con i possessivi! Se l’Italia è fatta di mammoni è perché si adora il dio Mammone, no?… Non dimentichiamo poi la mamma par exellence: la tivvù, mamma di tutti gli abbonati: la dea Mammona.

  • 6
    kautostar86

    acimoto ha scritto :
    l’odio viscerale per Berlusconi lo ha una persona con un minimo di senso civico e di cervello. l’odio viscerale per D’Alema & C. e Berlusconi lo ha una persona con un minimo di senso civico, di cervello e di memoria.  

     

    Io non odio nè Berlusconi, nè D’Alema!

    Li disprezzo politicamente, non li voto, ma per il resto mi sono pressochè indifferenti, di sicuro non sto a rodermi troppo il fegato per loro, e quando leggo i giornali non cerco con avidità notizie di gossip antiberlusconiano, o anti-finiano, anti-vendoliano, anti-dipietrista ecc….

    Il tipico antiberlusconiano medio, invece, spesso ha una vera e propria ossessione patologica per Berlusconi, sta sempre li a spulciare tutto il gossip, gli conta pure i peli del c**o, e che si rode il fegato dalla rabbia, ogni volta che vede B in compagnia di una bella figa!

  • 5
    psychok9

    Bene… hai scovato la trave della Rai… ma dimentichi chi finanzia le TV private?
    Benefattori? Comincia a chiedertelo… Già solo per la burocrazia devono andare a baciare non so quante mani… La Nestlè secondo te finanzierebbe una TV che parla male (a torto o ragione) di uno dei suoi prodotti? O un produttore di carni e/o prosciutti invece? E’ chiedere l’impossibile, sputare sul piatto su cui si è mangiato…

    Quindi la soluzione "privato" è solo uno specchietto per le allodole… Inoltre i poteri reali ormai sono sempre più spostati verso multinazionali sempre più planetarie che hanno come unico "potere che li controlla", quello della borsa, con l’unico "parametro" di far soldi. La politica si tace facilmente con una busta per la prossima campagna elettorale… e questo purtroppo non è un problema di destra o sinistra. Pensi di aver risolto un problema, e ne trovi uno ancora più grande e apparentemente insormontabile…

    kautostar86 ha scritto :
    " La Rai è una TV statale, controllata dai partiti politici (sia al governo, che all’opposizione), chiederle che faccia un’informazione trasparente e obiettiva, senza faziosità e propaganda politica, è chiedere l’impossibile!"

  • 4

    GENIO ASSOLUTO !!! :D

  • 3
    acimoto

    TG TG TG, TV TV TV, STRAMALEDETTI!

    Ricordo la prima volta che andò in onda un TG dalle reti FININVEST, avevo “solo” 21 anni, eppure la cosa mi sembrò INCREDIBILE, un privato che fa TG..

    Mi domandai subito come fosse stato possibile.

    Un privato che fa TG, perseguirà l’interesse generale?

    So che neanche i TG della RAI fanno l’interesse generale, ma almeno su quelli spero che un giorno possano arrivare al livello di indipendenza di REPORT, su rai 3.

    Chissà quando qualcuno scriverà un libro per il cittadino della strada, un libro che gli faccia intendere i meccanismi che lo fregano, dallo stato di ignavia in cui viene appositamente tenuto, facendogli vivere una vita di stenti, una vita precaria, piena di paure in cui la TV ha il suo ruolo fondamentale. Un libro in cui le figure di quelli che stanno sul ponte di comando vengano fatte vedere per quello che sono, dei Pavlov che, con i loro “consulenti”, si divertono con i nostri istinti.

    Ma soprattutto, visto che il cittadino della strada non legge, CHISSA QUANDO UN FILM con la trama del libro.

    Il film avrebbe poco effetto da solo, dovrebbe essere integrato da messaggi continui, tipo i cartoni animati come questo http://www.youtube.com/watch?v=wI7gi3cuTHw 

    • 3.1
      kautostar86

      Parlare di TG pubblico non ha senso, meglio parlare di STATALE.

      La Rai è una TV statale, controllata dai partiti politici (sia al governo, che all’opposizione), chiederle che faccia un’informazione trasparente e obiettiva, senza faziosità e propaganda politica, è chiedere l’impossibile!

      Io non la penso come te, un privato che fa tv, e informazione, può farla molto meglio di un’informazione gestita dai partiti(che ovviamente sarà sempre improntata a favorire l’interesse dei parlamentari, dei politici, dell’intero sistema statale).

      Il problema di Mediaset, è che il proprietario è sceso in politica, altrimenti non ci vedrei nulla di male nel possedere 3 canali

      Anche la7 è in mano a privati(telecom), ma è molto meno politicizzata sia della rai che di mediaset, e  tanti programmi di informazione, come Exit, sono molto più liberi, onesti e obiettivi degli iperpoliticizzati programmi RAI

  • 2
    roby

     Sarà forse dato dalla volontà delle mamme di volere per i propri figli  la felicità prima di tutto e POI la libertà.      Dopo c’è stato il deterioramento dei rapporti fra genitori, fra genitori e insegnanti, fra fratelli,e…                                                                                                                                                                                                                                                               Credo che tutto il deterioramento politico ,civile,religioso etc. etc. derivi principalmente da un fatto: la mancanza di quello che una volta veniva  detto fra persone ” hai la mia parola”. ALLA FACCIA ANCHE DELLA MAMMA.

    Una stretta di mano contava più di mille parole scritte !

     

  • 1
    misterblu

    Mia madre,vedova,percepisce una pensione di 600€ al mese,io ho uno stipendio di circa 1000€ al mese.Andarmene di casa vuol dire raddoppiare le spese di affitto,riscaldamento ecc.Per andarsene di casa servono soldi.

     

  • 0
    giosinoi

    Fabrizio ha scritto :
    Inoltre i poteri reali ormai sono sempre più spostati verso multinazionali sempre più planetarie che hanno come unico “potere che li controlla”, quello della borsa, con l’unico “parametro” di far soldi. La politica si tace facilmente con una busta per la prossima campagna elettorale… e questo purtroppo non è un problema di destra o sinistra. Pensi di aver risolto un problema, e ne trovi uno ancora più grande e apparentemente insormontabile…

  • -1

    Mia madre è costantemente informata da mio padre, che a sua volta è stato istruito da me sull’uso della rete  e del pc…

    Ho creato un mostro!

    Cerco di alfabetizzare i miei zii, ma sembra che io parli arabo.

    • -1.1
      vanessalieghio

      Non disperare… io sono riuscita nell’impresa di insegnare ad usare internet al mio papa’, che da buon operaio Fiat/Contadino, ha le dita grosse come salsicce e tutte spaccate dalla fatica… E la mia mamma, che per fortuna non ha avuto figli maschi, ma che sarebbe stata terreno fertile per Fede e Co., anche lei adesso legge i blog in rete… Incredibile!!!

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