INFERNO ANIMALE

INFERNO ANIMALE
 Ogni anno, 48 miliardi di animali nascono, vivono e muoiono in un inferno che neppure il peggiore dei gironi danteschi avrebbe saputo immaginare. Molti campi di concentramento, al confronto, erano amene località di villeggiatura.

Gli allevamenti industriali sono peggiori della peggiore fantasia di un fervido scrittore di horror, sono luoghi nei quali miliardi di creature viventi, in grado di provare emozioni e di percepire il dolore, conducono una vita di atroci sofferenze, dalla nascita alla morte. Molti di loro non vedono mai la luce del sole, vivono in strette gabbie nelle quali non possono neppure voltarsi, le loro dimensioni sono artificialmente gonfiate al punto che la loro struttura ossea cede a fronte di un peso non previsto, e molto presto smettono di reggersi sulle zampe. Le femmine del maiale, anche se gravide, passano tutta la gestazione in piedi senza potersi muovere. Quelli che vivono ammassati, e sono 9 milioni ogni anno, viceversa sono così pressati l’uno all’altro che diventano aggressivi e si mangiano la coda. Per diminuire le infezioni, la coda viene loro tagliata senza mezze misure. Le galline sono costrette in spazi talmente angusti che non possono neppure aprire le ali. Molte di loro muoiono perché, senza spazio per muoversi, non riescono a raggiungere il cibo né l’acqua. Le altre, esasperate, si mordono continuamente, così i loro becchi vengono amputati con una forbice. I polli che sopravvivono vengono appesi a ganci di metallo e una macchina li decapita, li spenna, li smembra e li inscatola. Sono immagini che non ho voluto inserire nel video, ma vi garantisco che non riuscireste più neppure a guardare una confezione di cosce di pollo al supermercato.

 

 

Gli allevamenti industriali prosciugano le risorse. Ci vogliono 20Kg di grano per produrre 1 Kg di carne. Sono necessari 2 mila 400 litri di acqua per fare 1 hamburger.

Gli allevamenti industriali danneggiano la salute. Un pollo che esce da quell’inferno riesce nell’improbabile impresa di avere più grassi che proteine. Ne ha almeno il 25% in più rispetto al suo omologo ruspante. I danni causati dall’impatto dell’obesità sulla qualità della vita e sui conti della sanità pubblica sono incalcolabili. Da quelle nauseabonde bolge di carne, urina, feci e sangue escono batteri resistenti agli antibiotici, come una particolare specie di stafilococco che si diffonde per contagio diretto e causa disgustose pustole rosse sulla pelle: l’infezione si chiama MIRSA (MRSA, Methicillin-resistant staphylococcus aureus). Ma escono anche malattie nuove che oltrepassano la barriera tra le specie e arrivano all’uomo, come il Morbo della Mucca Pazza (BSE – Bovine spongiform encephalopathy) o la recente contagiosissima e mortale influenza aviaria.

Un animale cresciuto in una fattoria, all’aperto, libero di scorrazzare alla luce del sole o sotto la pioggia è un animale innanzitutto più felice, ma è anche un animale più sano, che produce cibo di elevata qualità a fronte di un sovrapprezzo irrisorio. Gli allevamenti industriali producono ogni anno cibo per 10 miliardi di persone, che consumiamo solo noi, in meno di 2 miliardi. Gli esperti mondiali concordano sul fatto che è possibile produrre cibo in abbondanza, di qualità e per tutti senza allevamenti industriali, nel pieno rispetto della vita, della dignità e del benessere degli animali.

Ci sono già 68 milioni di animali che vivono una vita dignitosa, certificata dall’RSPCA, forse anche felice. Porre un fine a questo inferno dipende solo da noi. Scegliamo cibo prodotto nelle fattorie, privilegiamo gli imprenditori che compiono scelte nella direzione della qualità della vita e del benessere degli animali.

Facciamolo da domani, perché non abbiamo alcun diritto di trattare una creatura vivente come se fosse un oggetto.

Intervista a Philip Lymbery – Compassion in World Farming

Compassion in World Farming” è stata fondata da un contadino che produceva latticini di nome Peter Roberts, nel 1967, che iniziò a preoccuparsi molto per la nascita dei primi allevamenti industriali che tenevano gli animali ingabbiati, bloccati, costretti, in condizioni che si possono solo definire come privazione totale. Questo lo preoccupò, e da allora preoccupò molte persone. La missione di Compassion oggi, come era allora, è di vedere la fine degli allevamenti industriali e di vedere finalmente gli animali trattati con decenza e rispetto.

Una delle grosse sfide per Compassion, all’inizio, era che le attività degli allevamenti avevano luogo, e ancora è così, al riparo da occhi indiscreti. Così, riuscire a mostrare alla gente cosa stava succedente, il modo in cui gli animali venivano trattati, il modo in cui erano tenuti in vita e cosa comportava per il cibo e per l’ambiente era una grossa sfida. Ma è qualcosa che abbiamo superato bene. Un’altra sfida era fare in modo che la gente, a quei tempi – negli anni sessanta – e le organizzazioni prendessero la vita negli allevamenti industriali come un serio problema che riguarda il benessere degli animali. Negli anni 60 il benessere degli animali si focalizzava più che altro sui cani, sui gatti e sui cavalli. Per fortuna adesso il benessere degli animali delle fattorie
è visto come un serio motivo di preoccupazione da molte organizzazioni di tutte le dimensioni in tutto il mondo.

Un allevamento industriale, essenzialmente, produce animali su scala industriale. E’ un allevamento di massa. E’ un posto dove si tengono gli animali strettamente confinati, spesso in gabbie dove intere batterie di galline, per esempio, non possono neppure stendere le ali, o dove i maiali non riescono a voltarsi. Oppure si tengono un numero elevatissimo di animali in tetri capannoni senza finestre. Significa anche far crescere gli animali, o farli produrre latte – per esempio nell’industria del latte -, farli crescere o produrre oltre i loro limiti naturali: mediante la manipolazione delle razze, oppure con tecniche di alimentazione che li portano oltre i loro limiti fisiologici. E come risultato, troppo spesso gli animali cedono.

Compassion in World Farming” è molto orgogliosa dei suoi risultati. Certo, mai soddisfatta, ma molto orgogliosa. Alcuni dei risultati sulla cui attuazione abbiamo influito includono il divieto dell’Europa su alcune delle peggiori pratiche degli allevamenti industriali, come tenere i vitelli in minuscole vasche dove non potevano neppure girarsi, o tenere le femmine gravide del maiale ancora una volta in strette gabbie dove per mesi, lungo tutta la gravidanza, non potevano muoversi, …ma il divieto della Comunità Europea sulle gabbie austere di contenimento dei polli è forse il più emblematico, il più conosciuto e il più disprezzato
di tutti i sistemi usati dagli allevamenti industriali. Direi che questi sono i risultati più grossi di Compassion. Ma anche l’istituzionalizzazione delle preoccupazioni sul benessere degli animali, e l’accettazione del fatto che provano dolore e soffrono. Abbiamo convinto l’Unione Europea, per esempio, a riconoscere legalmente agli animali lo status di creature senzienti, a riconoscere che gli animali hanno diritto al benessere, che provano dolore e soffrono, e che tutte queste cose devono essere tenute in considerazione quando si formulano le leggi.
Tenere gli animali in condizioni dignitose, in condizioni di benessere maggiore, migliora anche la qualità del cibo. La gente, ad esempio, riconosce ora le uova marchiate “free eggs” non solo come uova provenienti da galline che hanno potuto avere accesso all’esterno e quindi non sono state tenute in gabbia, ma percepiscono anche un indicatore di qualità da quel marchio. Io credo che tenere gli animali in condizioni di benessere maggiore possa migliorare la qualità del cibo.

Uno degli esempi migliori che il cibo degli allevamenti industriali può spesso essere più economico e meno triste è il caso del pollo da grigliare, il modo pesantemente industrializzato con il quale produciamo carne di pollo. Quando è stato lanciato sul mercato, negli anni 70, come un prodotto salutare, è stato lanciato sulla base del fatto che aveva pochi grassi. Bene, a dire il vero se prelevi lo stesso pollo prodotto industrialmente dagli scaffali oggi come oggi ha circa tre volte il contenuto in grassi che aveva quando fu lanciato all’inizio. Il suo contenuto proteico, invece, è considerevolmente inferiore. In pratica, il pollo medio prodotto in un allevamento industriale, che è dappertutto sugli scaffali dei nostri supermercati, oggigiorno è molto più ricco di grassi che non di proteine. Se invece compri un prodotto organico, cresciuto in condizioni di benessere maggiore, puoi constatare che ha il 25% in meno di grassi rispetto al suo equivalente cresciuto in un allevamento industriale. Insomma, molto spesso il benessere degli animali fa rima da vicino con una maggiore qualità del cibo. Credo che la questione degli allevamenti industriali sia un problema del quale tutti noi dovremmo preoccuparci. Un allevamento industriale produce cibo che a una prima occhiata sembra economico, ma quando inizi a considerare gli svantaggi per la salute pubblica, l’impatto sulla salute associato agli allevamenti industriali, l’impatto ambientale del vasto sfruttamento del grano associato con lo spreco delle risorse vitali di  cibo che arriva dagli allevamenti industriali… per non menzionare l’immensa, inimmaginabile entità della crudeltà, allora ti rendi conto che il costo di quel pezzo di carne, apparentemente economico, è in realtà altissimo.
Un altro punto è che alla fine hai quello per cui stai pagando. Se compri carne a poco prezzo, prodotta in un allevamento industriale, allora quello cui stai rinunciando è la qualità del tuo cibo. Io credo che la gente sarebbe sorpresa se andasse in un supermercato e comparasse un prodotto industriale con il suo equivalente a benessere aggiunto: si accorgerebbe che in realtà i due non differiscono così tanto in termini di prezzo. La scelta di un prodotto da allevamento industriale non è quella giusta se si vuole un migliore, più salutare stile di vita per le persone di questo pianeta.

Credo che ormai sia chiaro che un allevamento industriale mette troppi animali in un posto troppo stretto e si comporta come un terreno di coltura, una pentola a pressione per le malattie che avrà un impatto sulla salute pubblica. Risparmiare sul modo in cui trattiamo il bestiame
ha già prodotto minacce gravi come il Morbo della Mucca Pazza – BSE – o l’altamente infettiva influenza aviaria, per esempio, che hanno scavalcato la barriera delle specie e hanno minacciato la vita delle persone. Questi sono stati tutti effetti dell’intensificazione, e possiamo quindi vedere come gli allevamenti industriali minacciano la vita della gente. Abbiamo già parlato, per esempio, del pollo di allevamento industriale ad altissimo contenuto di grassi, che abbassa la qualità del cibo nei nostri piatti.

La nostra visione prevede un sistema di produzione del cibo umano e sostenibile, che tenga in considerazione il benessere degli animali, e assicuri che ognuno possa essere nutrito bene, e con gentilezza, non solo in questo paese ma in tutto il mondo. Gli allevamenti industriali non possono ottenere questi obiettivi, e non lo fanno. Gli allevamenti industriali usano un grande ammontare di risorse, a un grande costo, sprecano moltissimo cibo, e in realtà aumentano il costo del cibo in tutto il mondo a tutto svantaggio delle persone più povere nei paesi in via di sviluppo. Insomma, non sono davvero la soluzione. Quello che dobbiamo fare è lasciarci alle spalle gli allevamenti industriali che hanno hanno alimentato l’esplosione delle borse, che hanno contribuito enormemente all’effetto serra, e dobbiamo andare verso un posto più umano e sostenibile. Abbiamo approfondito la questione, abbiamo fatto ricerca e sì, i migliori esperti affermano che possiamo nutrire il mondo in modo equo e appropriatamente senza allevamenti industriali. La nostra visione contempla un mondo dove gli animali da fattoria sono trattati con compassione e rispetto, e vogliamo vedere la fine degli allevamenti industriali di tutto il mondo. Vogliamo vederlo durante la nostra vita, vogliamo vederlo entro il 2050 al massimo, un mondo senza allevamenti industriali in favore di tecniche di allevamento e di produzione di cibo più umane e sostenibili.

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36 risposte a INFERNO ANIMALE

  • 23
    Tiziana Stanzani

    Limmagine più disgustosa di tutto il video è la faccia di quella “lavoratrice” mentre divide i poveri pulcini. E’ l’immagine simbolo dell’indifferenza umana, della sua bassezza evolutiva nonchè dell’assenza totale di dio nella maggior parte degli esseri umani. La stessa faccia la vedi nel mangiatore di carne che guarda adorante il suo boccone di arrosto sanguinante, nel malato spaventato che si ingozza di farmaci dannosi, nel bambino che ride allo zoo, anzicheè piangere, alla vista di povwere creature ingabbiate, nel silenzio di chi non ti commenta nulla su FB quando pubblichi e denunci questi abusi… io mi vergogno forte, di appartenere alla razza dis-umana.

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  • 22
    FedeTE

    Ragazzi,buona sera,ci sono delle cose da aggiungere,avete tutti ragione,io non volevo spingere nessuno a cambiare la propria opinione in merito a ciò che pena delle carni,rispetto tutte le vostre posizioni,e vi chiedo di essere tanto lungimiranti da rispettare le altrui posizioni,sempre e comunque.

    Lo stordimento dei suini,avviene esclusivamente mediante “scarica elettrica”,il proiettile captivo,invece,viene usato per bovini e cavalli.Gli avicoli,invece,vengono imprigionati in strumentazioni che li sospendono e a catena di montaggio,vengono fatti urtare contro oggetti metallici rigidi. Il problema non è il mezzo,ma la crudeltà di tale mezzo. Gli animali,vengono giugulati VIVI,sono storditi,ma sono pur sempre vivi,questo perchè il loro sangue sgorghi via il più velocemente possibile in quanto fonte di contaminazione batterica per le carni.

    Io mi sono iscritta a Veterinaria ed ho sopportato angherie di ogni sorta perchè il sogno della mia vita era quello di fare il chirurgo,la prima volta che ho manifestato tale intenzione,avevo 3 anni; portai a casa da mia mamma (biologa,ma per un bambino di 3 anni,chiunque abbia il camice è automaticamente un dottore)un gattino investito,con l’esclamazione “mamma,aggiustiamolo,si è rotto,lo so che lo sai fare”.Il gattino morì ugualmente,ma da quel momento decisi che avrei votato la mia vita ad andare a raccattare animali investiti per strada per rimetterli in sesto.

    In tutto questo,la carne,le ispezioni ai macelli e ciò che si mangia,non c’entrano un bel niente.C’è attitudine ed attitudine.Effettivamente c’è chi s’iscrive a veterinaria perchè non desidera altro che informarsi su quel che mangia,in maniera scrupolosa e sempre più curiosa…e per quelle persone,gli esami d’ispezione sono una “bazzecola”.Per chi ha una sensibilità diversa,sono una vera e propria tragedia.

    Il mattatoio è l’equivalente di Aushwitz,coloro che vi entrano,non ne usciranno mai più.Dall’esterno,appaiono come strutture cupe,tetre,con del fumo che esce da un camino,con delle mura alte col ferro spinato sopra ed un cancello di metallo pesante.Da un lato entrano i camion con gli animali,dall’altro entra il personale a piedi.

    Quello che rimane più impresso sono le grida strazianti e laceranti,che passano gli anni,ma non si cancellano dalla mente.Tutt’ora se ci penso,continuo a piangerci sù.L’odore che si avverte,da subito,dal momento in cui apri lo sportello della macchina e scendi,è di “carne bruciata”.All’interno ci sono solo uomini vestiti di bianco,con gli stivali antiacqua,tutti sporchi di sangue,grembiuli ed attrezzi per tagliare,fare a pezzi,scuoiare,spaccare.

    Smisi di mangiare carne di bovino quando andai per la prima volta in un allevamento di vacche da latte.Erano una cosa meravigliosa,con quegli occhi grandi,dolci,erano mansuete ed anche affettuose,se gli si porgeva la mano,si accalcavano intorno per leccare come cagnolini le mani di chi dava loro un minimo di confidenza.Sapere che quelle splendide creature di 600 e più Kg vengono sparate in fronte con un colpo dal quale esce un chiodo è stato tremendo.Mano mano,ho debellato sempre più tipi di carni,fino a ridurmi in un periodo a mangiare solo tacchino (perchè i tacchini sono brutti,mi dicevo. Non prendetela in maniera “razzista” era un modo scherzoso per esprimere quel che cercavo di dire a me stessa per mangiar carne e non sentirmi le lamentele della mia famiglia).Poi ad un certo punto,mi dissi che mangiare 20 gr di tacchino alla piastra una volta al mese era inutile,oltre che offensivo nei confronti dei poveri tacchini,che saranno pur brutti,ma sono animali anche loro.e quindi abbandonai il prodotto carneo.

     

    In merito a chi dice che i veterinari guadagnano una barca di soldi per fare quel che fanno,bhè,mi spiace deludervi,vi farò crollare un mito,ma il veterinario che lavora al macello prende lo stesso stipendio di un normalissimo impiegato dell’ASL.Pari pari,nè un centesimo in più,nè un centesimo in meno.Stesso dicasi per il veterinario dell’ASL che va a fare il pronto soccorso in giro,per recuperare animali investiti,o sterilizzare quelli che gli vengono portati randagi da far adottare,che vengono presi in custodia dai canili/gattili.E’,quindi,solo una questione di attitudine,c’è chi fa una cosa e chi ne fa un’altra.C’è chi fa i controlli sul latte,chi controlla gli allevamenti,chi valuta lo stato infettivo di un capannone di polli e chi controlla se le carni al mattatoio sono idonee al consumo umano.Il veterinario del macello,deve solo controllare che tutto sia fatto secondo legge e che non vi siano frodi,per tutelare il consumatore e perchè tutto venga svolto nel completo rispetto delle normative vigenti,che non ci siano parassitosi (che sono la cosa più frequente),che non siano ammessi al consumo umano organi che non potrebbero essere consumati per vari problemi e controllano la selvaggina che viene portata dai cacciatori.Stop.Non c’è nulla di etico o di morale in tutto ciò.Sfortunatamente,quelle carni,non crescono appese agli alberi già sotto forma di bistecche,ma una volta erano animali.

    I macellai,sono solo l’ultimo anello della catena,in quanto loro prendono i “pezzi” già belli e pronti,hanno come unico compito,quello di scomporre i pezzi grossi in pezzi più piccoli e presentarli al pubblico.Purtroppo la normativa in vigore sul controllo dei piccoli esercizi (i macellai,appunto) è abbastanza carente,e,quella sulle macellazioni “casalinghe” ossia il contadino che ammazza il maiale e fa le salsicce,lo è ancora di più.Questi piccoli produttori di carni macellate,fanno un pò come gli pare,perchè in effetti i controlli avvengono a monte ed in maniera sommaria,(nel caso del contadino,c’è una visita ante mortem del veterinario,che si reca in azienda,guarda da lontano il maiale che dev’essere macellato,dà l’ok e va via.Questo è quello che accade nella pratica. Se il maiale in questione ha una parassitosi al fegato (roba che passa SEMPRE all’uomo,per intenderci),nessuno lo saprà mai,perchè il contadino,pur di vendere le salsicce di fegato,maschererà la parassitosi con delle scuse banali (sempre le stesse,ripetute nel tempo) ed il consumatore,ignaro,comprerà la salsiccia soddisfatto.

    Scusa num 1° :La salsiccia ha l’esterno un pò bucherellato perchè quando l’ho messa a stagionare ,io stavo malato,l’hanno fatta i miei figli/nipoti e non l’hanno pressata bene (= salsiccia con carica infettante da clostridium estremamente elevata,i clostridi,fermentando hanno prodotto bolle di gas (putrefattivo) che hanno fatto rompere la superficie d’intestino in cui è contenuta la carne tritata).Oppure,la salsiccia è stata appesa a stagionare,ma l’ambiente non era idoneo o i trattamenti post insaccamento non sono stati effettuati correttamente (scarse norme igieniche-tipo cantina/stalla)ed i vermi sono andati a perforare la superficie del budello (intestino) per nutrirsi del contenuto carneo in piena fase putrefattiva.

    Scusa numero 2° :Guarda quest’agnello quant’è tenero, “è un latte”,è talmente fresco che se lo tocchi esce ancora il sangue.Frase tipica rifilata ai clienti che credono di mangiar sano…In realtà l’agnello in questione è in pieno rigor mortis,e scorre sangue perchè la giugulazione non è stata effettuata correttamente,in pratica la povera bestiola si è divincolata mentre la sgozzavano (in tutta la violenza di tale gesto) ed il taglio non è stato effettuato correttamente.

     

    E ce ne sarebbero milioni di cose da dire di questo genere…

    Siete ancora convinti che mangiare carni “genuine” sia veramente genuino?o è quello che vi “vendono” facendovi pagare di più una cosa fatta molto peggio?

    Almeno nel macello le norme igieniche sono rispettate,i pavimenti sono puliti,le pareti sono pulite,gli operatori indossano camici,mascherine,guanti,cappello e stivali,a differenza del contadino che uccide ancora il pollo sul ceppo,con l’ascia poggiata dove capita,che in genere lascia sporca di sangue e quindi i vermi vanno a cibarsi di quel sangue,si sporca di terra e spesso di letame e poi quella carne voi la mangiate.Il maiale viene ucciso dove si trova,quindi sulla paglia,con residui di letame e con la prima lama che si trova a tiro.Che in genere viene appesa da qualche parte stesso nella stalla.

    I macellai,poi,sono un’altra nota dolente,perchè i controlli sanitari,non vengono effettuati,in quanto gli esercizi sarebbero troppi da poterli controllare tutti,quindi il legislatore, si affida all’esercente in campo di sanità.Vi rendete conto di che significa?è agghiacciante! “Chi si fida del lupo” disse la nonna di cappuccetto rosso! I macellai,soprattutto quelli che vi dicono di vendere carne “paesana” presa fresca fresca dal contadino,allevata in maniera casalinga,sarebbero da far chiudere tutti,in quanto,prima di tutto gli animali macellati secondo macellazione casalinga,bollo sanitario triangolare,NON sono ammesse alla vendita,ma al SOLO consumo privato.Loro,in maniera truffaldina si accordano coi macellai,e fanno in modo che quella carne venga venduta ugualmente.ma questa gente non ha mai sentito parlare di malattie infettive o parassitarie.Ho visto cose assurde,tipo manzi di 12 anni macellati e venduti al pubblico come carne di vitellone 36 mesi,e c’è anche chi fa la fila per mangiare una carne che ha filtrato le porcherie che sono passate per un animale per 12 anni,vi rendete conto di quante schifezze sono passate e si sono accumulate in quell’animale in 12 anni di vita?

    Ho visto carni “paesane” imbrattate di feci (che sono portatrici della massima carica microbica possibile) vendute come “appena ucciso,per questo è ancora sporco signò”.

    Ho visto macchine per fare la trippa ed imbottire i budelli ,più imbrattate e sudicie di un aratro e sono quelle che vengono comunemente utilizzate per la produzione di salsicce casalinghe.

    Ho visto ecografie di cani e cacciatori con cisti idatidee al fegato (sono delle sfere grandi come le palline da tennis,a contenuto liquido,piene di scolici,ovvero giovani larve di tenie lunghe anche 12 metri l’adulto,che invadono fegato e tutti gli organi addominali,e,fanno cisti anche al cevello),che si erano infettati mangiando fegati di cinghiali “appena catturati”.

    Se proprio volete mangiare carni,vi prego,da veterinario,vi prego con tutto il cuore,comprate solo quelle della grande distribuzione,almeno sono carni sicure,controllate una per una,bollate e con un responsabile,tracciabili fino all’ultimo boccone.Se c’è qualcuno che ci rimette personalmente,il lavoro,la carriera,il nome,le multe,ecc,state sicuri che quella persona sarà scrupolosissima nell’osservare ogni cosa,per paura.Se nessuno ci rimette,state certi che la fregatura è dietro l’angolo,la carne del contadino,non ha alcuna tracciabilità…voi vi fidate dei contadini,ed affidate la vostra salute nelle loro mani,ma i contadini sono molto più astuti degli imprenditori,in quanto su una piccola quantità devono guadagnare quel che l’imprenditore guadagna sulla grossa quantità.Purtroppo i contadini possono vendere quello che vogliono,all’atto pratico,e,nessuno,se non un veterinario,può accorgersi della fregatura.

    Inoltre,c’è un grosso traffico di animali dall’EST Europa,che entrano in Italia in maniera pseudo clandestina,con documenti falsi e vengono venduti proprio presso le piccole distribuzione,perchè non tracciabili.Aprite gli occhi,i contadini non sono affatto ingenui come vogliono farvi credere.

    Inoltre,nelle piccole distribuzioni ho avuto modo di riscontrare personalmente,condizioni igieniche penose. Dove vivo,ho fatto un giro per le macellerie,così,a titolo di curiosità,con la scusa di cercare un prodotto molto difficile da reperire,salsicce di pecora.Su 12 macellerie girate 10 erano da chiudere,(causa presenza di mosche della putrefazione,vermi e carni ormai andate a male da perecchio),in una 1 il macellaio era da multare pesantemente in quanto andava in giro dentro e fuori la macelleria per portare le carni fin nel cofano delle macchine delle clienti,ovviamente apriva il cofano polveroso e poggiava la merce all’interno,rientrava in macelleria e con quelle stesse mani luride tagliava un kg di arista alla cliente successiva,poi andava a fumare una sigaretta e poi andava dentro il retrobottega a fare a pezzi altre carcasse. 1 solo risultava accettabile,ma non idoneo,semplicemente perchè a paragone con gli altri,era “il meno peggio”.Tutti,riportavano all’esterno delle macellerie la dicitura “qui carni paesane”.Alla domanda “e…scusi,da dove vengono queste carni”,mi rispondevano sempre cose equivoche,tipo “eh,da qua vicino”,oppure “e da dove le trovo”,oppure “ho un mio amico contadino che alleva 2-3 maiali e li uccide ed io mi rifornisco da lui” o cose simili.In tutte quelle 12 macellerie,io non avrei comprato 100 grammi di carne nemmeno se mi avessero pagato.

    Le frodi sono dietro l’angolo,state attenti!

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  • 21
    FitTizio

    Oggi, tanto per cambiare, voglio fare il bastian contrario. Io non ho tutte queste certezze dimostrate dalla maggior parte dei commentatori. Certezze che fanno sembrare vegetariani e vegani degli estremisti religiosi. Alcuni moderatamente estremisti ma altri mi procurano la stessa impressione che mi procurano i talebani quando ne parlano i media.

    Qualcuno che conosco da la colpa di tutto ciò a Walt Disney. La colpa sarebbe aver antropomorfizzato gli animali: i bambini che vedono gli animali parlare ed esprimere sensazioni nei cartoni animati potrebbero (e forse fanno davvero) confusione e arrivare pensare che davvero gli animali siano uomini costretti in sembianze animali e limitati nel linguaggio, capaci di amicizia, di sofferenza e tante altre sensazioni semplici e complesse. Il film Bambi in questo senso è un vero e proprio abominio. In effetti ho potuto sentire con le mie orecchie dire da qualcuno di questi ex-bambini che hanno fatto confusione che l’uomo è cattivo e gli animali sono buoni. E’ evidente che chi dice queste idiozie ha dei grossi disturbi, anche se non ho la prova che sia colpa dei cartoni Disney.

    Cosa provano effettivamente gli animali? Beh, noi sappiamo solamente cosa provano gli uomini, o meglio, sappiamo con certezza solo cosa proviamo noi stessi. Per quanto riguarda gli altri animali possiamo solo fare congetture e studi scientifici per verificare e scartare ipotesi. Da quel che so condividiamo molto del nostro dna con gli altri animali, addirittura parti del cervello sono uguali. Sembrerebbe infatti che il cervello si sia evoluto aggiungendo pezzi nuovi ai vecchi. Noi abbiamo il cervello super-accessoriato mentre altre specie animali si devono accontentare del modello base. Bene, queste differenze anatomiche quali altre differenze si portano appresso? A quanto mi risulta è una domanda da un miliardo di dollari. Rispondere è tuttora lontano dalla nostra portata. Anche se alcune risposte parziali sono note. Come ad esempio il fatto che molti animali in realtà vedono solo alcuni colori. Il fatto che i polli sappiano contare fino a tre, ed altre amenità. Certamente non si può essere sicuri che gli animali soffrano come soffriamo noi. Chi ci dice che una gallina in gabbia soffra? Che una gallina ruspante sia felice? Avete mai visto galline guardare il cielo? E anche se lo facessero, magari non sono in grado di distinguere il blu dal grigio gabbia! Io non sarei molto felice a fare una vita da pollo a razzolare tutto il giorno in un cortile, non molto di più che a stare in gabbia comunque.

    Adesso, qual’è la soluzione dei vegani a tutto ciò? Eliminare gli allevamenti, evitare di nutrirsi di carne. Questo a casa mia significa eliminare tutti gli animali che vivono negli allevamenti, visto che certamente non è possibile dar loro da mangiare a ufo. Vogliono così bene agli animali che vorrebbero non fossero mai nati: così almeno non soffrono. Estremizzando lo stesso ragionamento dovrebbero suicidarsi tutti con iniezioni letali (e temo che presto o tardi arriveranno a questa conclusione) visto che di sicuro c’è che tutti prima o poi tutti siamo destinati a morire e il momento della morte inoltre è per molti doloroso (purtroppo). Come disse un tale: la vita è una malattia incurabile. Certamente se l’uomo fosse intrinsecamente vegano come vorrebbero farci credere gli estremisti, non avrebbe allevato i polli da tempo immemorabile ed essi si sarebbero estinti (polli come sono) oppure evoluti verso specie più furbe. Inoltre mi risulta che mangiare solo verdure è possibile solo a patto di fare diete particolari, controllate da medici nutrizionisti. Un vegano dell’antichità sarebbe probabilmente morto precocemente, altro che lunga vita!

    Allevare un animale per nutrirsi della sua carne presuppone il fatto che l’animale in questione non potrà morire di morte naturale ma certamente si può discutere di come allevarlo nel maggior rispetto possibile della vita, in quanto è quello che ci accomuna maggiormente. Rispettare loro per rispettare noi stessi

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  • 20
    Matteo
    Caro Claudio,
    se veramente ti stanno a cuore gli argomenti che tratti, sappi che per cambiare le cose non basta denunciare quello che non va, ma bisogna anche presentare delle proposte alternative in termini di cambiamenti di sistema
     
    Matteo
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    • 20.1

      sei OT e spammi :)
      in ogni caso ho letto la tua presentazione. Mi sembra in linea con i principi generali della democrazia diretta, e perfino per molti versi con il movimento cinque stelle. in ogni caso un’idea interessante e trasparente. Cambierei il nome degli utenti proxy e super-proxy perché devono essere comprensibili a tutti, e toglierei l’immagine dell’americano alla fine della presentazione, perché si presta a facili richiami che possono togliere forza all’idea, che dev’essere neutrale e valida per ogni ideologia, per chiunque.

       

      parliamone.

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  • 19

    post molto interessante…ti cito nel mio ultimo post sul mio blog! continua così.. questo è fare informazione!

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  • 18
    Federico

    LE 22 RAGIONI VEGANE
    E IL PENTIMENTO DI MONTAGNIER

    RAGIONE 1 (meno patologie e salubre longevità)

    I vegetariani vivono 7 anni di più, e i vegani 15 anni di più in media, rispetto ai mangiatori di carne, secondo un aggiornato studio condotto alla Loma Linda University. Queste cifre e queste statistiche vengono confermate e sponsorizzate pure dal China Health Project, il maggiore esperimento settoriale mai realizzato nella storia umana. Il test ha dimostrato come i cinesi che mangiano minori quantitativi di proteine animali hanno di gran lunga il più basso rischio di cancro, cardiopatie ed altre malattie degenerative del fegato, dei reni e dell’intestino.

    RAGIONE 2 (risparmio cardiaco)

    Il veganismo ti risparmia il cuore. L’infarto è tuttora il killer numero uno in USA, e la SAD (Standard American Diet) è satura di grasso e colesterolo, apportato da carni e latticini in incredibile sovrabbondanza.

    RAGIONE 3 (risparmio economico)

    Rimpiazzando carne, pollo e pesce con frutta e vegetali, fai un taglio netto alla spesa alimentare.
    RAGIONE 4 (protezione da cancro alla prostata, al colon e alla pelle)

    Studi fatti al German Cancer Institute di Heidelberg-Germania hanno rilevato che il sistema immunitario dei vegani è più efficiente nell’eliminare le cellule tumorali rispetto ai carnivori. La ricerca ha provato comunque che una dieta basata sui vegetali protegge dal cancro alla prostata, al colon e alla pelle.

    RAGIONE 5 (i colori vivi aiutano il sitema immunitario a prevenire le patologie gravi)

    Carne, pollo e pesce tendono ai pallidi e smorti colori del marrone, del grigio e del beige, mentre frutta e vegetali esaltano tutti i colori dell’arcobaleno. Le preziose sostanze fitochimiche dei prodotti naturali evidenziano le più intense e variegate tinte. Alimentarsi coi colori della natura significa caricarsi di sostanze che stimolano l’immunità e prevengono le patologie.

    RAGIONE 6 (magrezza e salute)

    Tornerete a usare i vecchi jeans. La media dei vegani è più snella grazie alle proteine vegetali, assai meno caloriche delle proteine della dieta standard SAD.
    I vegani non cadono nella trappola dell’obesità, del diabete, della cardiopatia, dell’infarto.

    RAGIONE 7 (progressiva detossificazione del sistema)

    Troncando con la carne eliminerai dal corpo le tossine che sovraccaricano il sistema causando patologie a raffica (vedi tossine chimiche che gli animali ricevono 100 volte più intensamente rispetto ai vegetali). Fatto quel primo passo si avvia un processo di detossificazione dalla vecchia dieta, sostituita con frutta, vegetali, germogli, semini, spremute e centrifugati di radici e tuberi.

    RAGIONE 8 (bellezza filosofica di pasti innocenti e privi di sofferenza)

    La tua scelta avrà un grosso impatto politico e filosofico in te stesso. E’ fantastico terminare un pasto delizioso e profumato sapendo che nessuno ha sofferto in esso e per esso.

    RAGIONE 9 (una parata continua di fragranza, colori, gusti e sensazioni)

    I vegetali sono infinitamente interessanti sia crudi che leggermente cucinati, e rappresentano una deliziosità per il palato e per la digestione. Una parata continua di fragranza e di colori, di gusti e di sensazioni.

    RAGIONE 10 (riduzione sprechi e riduzione inquinamento terrestre ed atmosferico)

    Gli allevamenti creano quantità fenomenali di rifiuti organici, tonnellate di letame e di sostanze tra le più inquinanti classificate dall’EPA (Environment Protection Agency). Questo senza contare il gas metano rilasciato, responsabile dell’effetto serra, i gas ammoniacali delle urine e i gas mortali ed irrespirabili emanati dai laghi di liquidi neri tossici che si formano intorno ai maxi-allevamenti, e dai laghi oleosi di sangue e fango, nonché dalle montagne di scheletri accumulati nei dintorni dei mega-macelli.

    RAGIONE 11 (salverai le tue ossa col calcio organicato giusto)

    La perdita ossea di una donna vegan a 65 anni è del 18%, mentre, per la carnivora è almeno il doppio. L’eccesso proteico interferisce con l’assorbimento di calcio che viene espulso creando da un lato osteoporosi e dall’altro calcificazioni improprie. Le proteine animali, inclusi latte e latticini, costringono inevitabilmente il corpo a scaricare osseina come tampone antiacido. I vegani possono contare sulle foglie verdi-scure dei broccoli, dei cavoli e dei legumi che, a parità di calorie animali, rappresentano fonti superiori di calcio organicato.

    RAGIONE 12 (renderai la terra produttiva e razionale)

    Servono 8 kg di mangime per ottenere mezzo chilo di carne. Dando direttamente il cereale all’uomo riusciamo a sfamare il mondo intero Usare la terra per l’allevamento è un sistema inefficiente che impedisce la razionalizzazione e la massimizzazione delle risorse. Per la rivista Soil and Water, in un acro (5000 mq o mezzo ettaro circa) puoi produrre 25000 kg di pomodori, o 20000 kg di patate, o 15000 kg di carote, o 125 kg di carne bovina.

    RAGIONE 13 (ti libererai dai pesticidi e dai metalli pesanti del pesce)

    L’EPA (ente protezione ambientale) calcola che il 95% dei pestici nella dieta media arriva dal pesce e dai latticini. Il pesce in particolare contiene prodotti cancerogeni (PCB e DDT) e pericolosi metalli pesanti (mercurio, arsenico, piombo, cadmio) che non si rimuovono nè con la refrigerazione né con la cottura. Carne e latticini sono pure intrisi di steroidi e ormoni.

    RAGIONE 14 (ti proteggerai da gravi patologie cibarie)

    Per il Center for Science in the Public Interest, negli USA dove esistono severi standard sul cibo, il 25% di tutto il pollame consumato contiene i batteri della salmonella e, il CDC (Central Disease Control) stima che il 70-90% dei gallinacei contiene il battero campylobacter (antibiotico-resistente), e che il 5% delle mucche contiene il famigerato E coli 0157:H7 (causa di cancro intrattabile e morte), e che il 30% dei maiali macellati ogni anno sono infetti da toxoplasmosi (causa di parassiti intestinali).

    RAGIONE 15 (ti libererai dai mali di schiena)

    Il mal di schiena cronico comincia non nella schiena ma nelle arterie. La degenerazione del disco porta allo schiacciamento dei nervi. Con una dieta vegana le arterie, libere dal colesterolo, mantengono la schiena scattante, flessibile e sana.

    RAGIONE 16 (con più fibre acquisirai un regolare metabolismo)

    Consumando prodotti vegetali consumerai preziose fibre che aiutano la peristalsi intestinale ad evacuare regolarmente l’intestino. La carne non contiene fibra. Studi condotti ad Harvard e al Brigham Women’s Hospital, hanno evidenziato che i consumatori di fibre naturali hanno il 42% minor rischio di soffrire per diverticolite, ileite e rettocolite.
    Mangiando leggero e fibroso non soffrirai di costipazione, stitichezza, colon spastico ed emorroidi.

    RAGIONE 17 (non più vampate di calore per le donne)

    Vegetali, cereali e legumi, contengono fitoestrogeni che bilanciano gli ormoni fluttuanti.
    Così le donne vegan superano la menopausa con minori lamentele di insonnia, di vampate di calore, di fatica, di depressione, di cambiamenti umorali, di obesità, di perdita di sex drive o voglia di farlo.

    RAGIONE 18 (aiuterai il bilancio statale)

    Ogni stato spende enormi somme per trattare cardiopatie, cancro, obesità, avvelenamento cibi, tutte conseguenze specifiche e tipiche di una dieta a base di proteine animali.

    RAGIONE 19 (conserverai la fauna acquatica)

    Per colpa del nostro vorace e deviato appetito, il 39% di tutte le specie marine è sottoposto a super-sfruttamento.
    La FAO ha dichiarato che 11 dei 15 maggiori bacini marini sono sulla lista delle aree pericolanti con specie a rischio di estinzione.

    RAGIONE 20 (incrementerai la purezza delle falde acquifere)

    Servono 2500 galloni (115 ettolitri) di acqua per produrre mezzo chilo di carne di montone, ma soltanto 1 ettolitro per produrre mezzo chilo di frumento.
    La differenza è enorme ed implica dispersione di risorse e pesante inquinamento delle falde acquifere.

    RAGIONE 21 (sarai modello e buon esempio per i tuoi figli)

    Procurare cibo vegano per te e i tuoi figli li farà vivere meglio, più felici, più sani e più longevi.
    Allargherai pure il mercato del cibo vegano, rendendolo più popolare, più ricco e più economico.

    RAGIONE 22 (diventare vegani è estremamente semplice e facile)

    La causa vegana non è mai stata così alla portata di mano di tutti, ed è semplicissima da attuarsi.
    Serve molto meno cuocere e molto meno tempo dietro i fornelli a truccare, distruggere, modificare e devitalizzare le sostanze naturali.
    La bontà e la digeribilità dei cibi vegani è semplicemente insuperabile.

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  • 17
    Fabio C.

    Se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani.

    (Lev Tolstoj)

     Qui un documentario dal titolo Earthlings (Terrestri). Se non avete stomaco… guardatelo, vi farà bene.

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  • 16
    Noel

    Eh no caro Claudio.

    Ti seguo dagli inizi e ho profonda stima della tua persona e del tuo lavoro. Ma la seguente frase

     Che possono vivere una vita felice anche se sono destinati alla macellazione

     è priva di ogni logica.

    Gli animali "trattati un po’ meglio che nel video" vengono macellati sempre e comunque abbastanza giovani perchè poi la carne non sarebbe buona da vendere, tanto per farti un esempio.

    Allora, se ti sta a cuore la sofferenza degli animali non vedo perchè devi essere tu a decidere che la loro vita debba essere molto più breve che se morissero di morte naturale. Quando vengono macellati pensi che si divertano? Pensi che non si accorgano di quello che gli sta per succedere?

    Il maiale sgozzato nella fattoria di famiglia, non soffre?

    E’ certo che gli allevamenti industriali siano qualcosa di mostruoso, ma tutti gli allevamenti sono causa di sofferenza.

    Galline allevate a terra: appena cominciano a produrre meno uova sai che fine fanno? vanno dentro una confezione di polistirolo e cellophan, vivendo circa un quinto della vita che vivrebbero naturalmente. Certo, quelle degli allevamenti in batteria vanno al macello dopo 6 mesi. Ma questo ci basta?

    Rispondo anche a chi dice che se smettessimo di mangiare carne andrebbe in crisi un sistema: bene! Anche se smettiamo di fare la guerra va in crisi un sistema e tante persone finirebbero in mezzo alla strada. Che ragionamento è?

    Non voglio essere aggressivo e se lo sono stato chiedo scusa, ma non sopporto l’ipocrisia. Dire che si tiene alla sofferenza animale nutrendosi nel frattempo dei loro corpi è ipocrita.

     

     

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    • 16.1

      Nessuna ipocrisia. Vedi risposta che ho dato a Irakira. Trovo molto più ipocrita cercare di difendere gli animali fissando per loro obiettivi irraggiungibili, che quindi non verranno raggiunti condannandoli alla stessa medesima vita di prima. Come detto a Irakira, le battaglie si fanno per vincerle, e dopo una battaglia se ne può fare un’altra. La battaglia proposta da Compassion in World Farming, che non a caso è un’organizzazione con 30 anni di storia e una progressiva storia di successi, che vanno sostenuti ed ampliati, è una battaglia che si può vincere e subito. Smettere di mangiare carne è un’obiettivo diverso, forse un giorno possibile ma oggi “100% insuccessfull”. Tra un animale che vive sicuramente tutta la vita in una gabbia, in condizioni disastrose, oppure un animale che potrebbe vivere bene, all’aria aperta, pascolando libero sotto al cielo azzurro e un animale che sicuramente oggi come oggi non può vivere completamente libero, io scelgo quello per cui posso fare qualcosa, ovvero la seconda soluzione. Ottenuta quella, nel frattempo si può lavorare a tutto il resto. La storia e la politica insegnano che non si può mettere “troppa carne al fuoco”, perché non si ottiene nessun obiettivo.

      In ogni caso è una questione di logica: mangiare o non mangiare carne è un argomento, mentre trattare in maniera disumana gli animali è un altro argomento. Sono due cose diverse. Tant’è vero che, per fare un esempio, esistono codici di regolamentazione perfino in guerra. Il tuo discorso, trasposto sul piano bellico, sarebbe: eh no, caro Claudio, visto che la guerra è immorale, allora o aboliamo la guerra oppure non serve scrivere trattati internazionali per non torturare i soldati. Risultato dell’estremizzazione: le guerre continueranno a farsi come da migliaia di anni a questa parte, e per di più i soldati continueranno non solo a essere fatti prigionieri, ma anche a essere torturati impunemente.

      Ecco, Compassion in World Farming, e questo articolo, chiedono innanzitutto che si trattino i prigionieri di guerra in maniera più decente.  Che è diverso e complementare al dire “non fate più la guerra, fate l’amore”. Anche perché la questione “mangiare carne sì o no” è controversa e va affrontata separatamente, con dati, interviste a nutrizionisti, case histories etc etc…

      Quindi suggerisco più testa e meno pancia, grazie. E soprattutto, magari leggi le risposte ai commenti precedenti.

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    • 16.2
      Noel

      Claudio,

      la differenza è che i prigionieri di guerra non vengono uccisi. Servono magari come merce di scambio, altrimenti non li farebbero prigionieri ma li ammazzerebbero.

      Gli animali d’allevamento che razzolano per una minima parte della vita che potrebbero vivere vengono comunque uccisi. E quando si muore, si soffre. A meno che non penserai che li uccidano come i condannati in Texas con l’iniezione letale.

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    • 16.3

      vedo che non cogli l’essenza di quello che ti sto dicendo.

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  • 15
    Ese

    ciao Claudio,

    vorrei sapere coma faccio quindi a sapere quale carne è prodotta (all’incirca) nel rispetto degli animali e che non proviene da schifose fabbriche? La si trova comunque al supermercato vero? scusate x le domande ignoranti ma vorrei essere sicura al 100%. Non è più ammesso sbagliare.

     

    Mille grazie,

    Agnese

     

     

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    • 15.1
      teleabuso

      Coi tempi che corrono, di sicuro al 100%, tranne la morte (compresa quella dei poveri animali), non c’è proprio niente. Anche una capretta che pascola liberamente, parimenti alla dantesca “donna soletta che si gia… scegliendo fior da fiore” può avere la ventura di cibarsi di erba che contiene magari diossina (capitata lì chissà come), la quale si accumulerà nei suoi tessuti. Una volta uccisa la capretta e mangiatene le carni, la diossina si trasferisce di casa e albergherà così nel corpo del mangiatore carnivoro. Morale della capra: se mi mangi, io ti uccido. Naturalmente scherzavo… non troppo. Resta il fatto che la sicurezza (privata e spesso anche pubblica) bisogna cercarsela e non chiederla.

       

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    • 15.2

      teleabuso, la domanda non si riferiva ai contenuti di diossina o alla qualità del cibo, ma al trattamento dignitoso degli animali e al loro rispetto.

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    • 15.3

      Ese, mi informo e ci facciamo un post.

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    • 15.4
      Ese

      per il post ti segnalo l’esistenza di questo “gruppo di acquisto sociale” presente in diverse province: http://www.tuttogas.org/

       

      ciao ciao:)

       

      Agnese

       

       

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  • 14

    Bravo Claudio, come al solito tocchi le corde più dolenti ma anche quelle che sono in grado di produrre i cambiamenti più importanti.

    Il tema snocciola questioni di sostenibilità economica, ma anche un tema prettamente morale che ha come suo presupposto mla supremazia dell’uomo nel mondo.

    Rispetto al primo tema siamo di fronte ad un sistema manifestamente non sostenibile ed anzi pericoloso per la sicurezza dell’uomo e dell’ambiente.

    Con riguardo al secondo sento di aver ragionato sempre molto bene, senza comportarmi altrettanto bene. La mia volontà ha ceduto al mio desiderio, almeno finora.

    Perché questo tuo video risveglia una coscienza vigile, che non ha mai smesso di mettersi in discussione sull’argomento.

    Sono stato capace di smettere di fumare. L’ho fatto per la mia salute ed è certo che la volontà, quando è il caso non mi manca. Ma se voglio sentirmi in pace col mondo devo smettere di pensare – ancor prima che sia necessario cibarsi di altri animali (la questione dietetica sarebbe problema sufficientemente complesso da richiedere il parere dell’esperto medico) che una questione estetica o organolettica possa continuare vergognosamente a precedere il rispetto che si deve alla vita degli altri esseri viventi. In alcuni casi ha funzionato (non mangio mai tassativamente aragoste) e voglio anche questo prenderlo come un segno di incoraggioamento.

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  • 13

    Solo alcuni commenti agli articoli citati da Byoblu, che tutto sommato si schierano contro gli allevamenti industriali, ma pericolosamente a favore degli allevamenti definiti "equi" e "compassionevoli", senza quindi mettere minimamente in discussione il consumo di carne e derivati animali e senza quindi condannare l’ideogia del dominio dell’animale-uomo sugli altri animali.

    In particolare:

    Quello che dobbiamo fare è lasciarci alle spalle gli allevamenti industriali che hanno hanno alimentato l’esplosione delle borse, che hanno contribuito enormemente all’effetto serra, e dobbiamo andare verso un posto più umano e sostenibile. Abbiamo approfondito la questione, abbiamo fatto ricerca e sì, i migliori esperti affermano che possiamo nutrire il mondo in modo equo e appropriatamente senza allevamenti industriali. La nostra visione contempla un mondo dove gli animali da fattoria sono trattati con compassione e rispetto, e vogliamo vedere la fine degli allevamenti industriali di tutto il mondo. Vogliamo vederlo durante la nostra vita, vogliamo vederlo entro il 2050 al massimo, un mondo senza allevamenti industriali in favore di tecniche di allevamento e di produzione di cibo più umane e sostenibili.

    Ancora:

    Un animale cresciuto in una fattoria, all’aperto, libero di scorrazzare alla luce del sole o sotto la pioggia è un animale innanzitutto più felice, ma è anche un animale più sano, che produce cibo di elevata qualità a fronte di un sovrapprezzo irrisorio. Gli allevamenti industriali producono ogni anno cibo per10 miliardi di persone, che consumiamo solo noi, in meno di 2 miliardiGli esperti mondiali concordano sul fatto che è possibile produrre cibo in abbondanza, di qualità e per tutti senza allevamenti industriali, nel pieno rispetto della vita, della dignità e del benessere degli animali.
    Le affermazioni che ho evidenziato in rosso sono molto pericolose, in quanto peraltro stupidamente "ottimistiche" ed errate. Oltre a non sovvertire l’ideologia dominante.

     

    Infatti non è per niente vero che sia possibile produrre carne di qualità per tutta la popolazione mondiale!E per giunta con un prezzo di poco superiore, garantendo il benessere animale!!!!E’ proprio questo il punto: non è possibile garantire benessere animale senza spazio, senza spendere molto di più e senza consumare molto ma molto meno. E la specie umana è numericamente troppo numerosa perchè tutti possano comunque consumare carne seppur in minima quantità .Questo totalmente a prescindere dalla questione puramente etica.

    Vedere il "modello fattoria" come la panacea di tutti i mali è un errore gravissimo di valutazione del problema. Potrebbe forse funzionare (sempre se si prescindesse dalla questione etica) e sottolineo "potrebbe" solo in un mondo in cui gli umani fossero numericamente decimati e non in mondo che vede un incremento della popolazione (soprattutto cinese e indiana) così drammatico e un conseguente aumento della domanda di carne per tentare di eguagliare l’agognato status di presunto "benessere" occidentale.

    Inoltre la "carne felice" (Liberazioni n°3-2010 articolo a cura di????) è un ossimoro buono solo per tenere a bada la coscienza sporca dei consumatori: non esiste essere vivente e senziente che volontariamente sacrificherebbe la propria esistenza a favore del palato di un essere umano: la vita è la cosa più preziosa e l’autoconservazione l’istinto più ancestrale e più forte. Dunque, gli animali non umani possono forse essere ingannati, possono confidare nell’uomo, ignari del proprio destino, ma sicuramente non possono essere "felici" di dedicare la loro vita per sollazzare la gola altrui.

    Altro punto: la perdita di posti di lavoro nel caso la popolazione mondiale decidesse di smettere di consumare carne. Questo è un falso problema e un ricatto morale. La storia insegna che le industrie (compresa quella alimentare) possono essere riconvertite. Certo, non è un dibattito da liquidare in poche righe, ma un problema complesso da progettare e discutere con oculatezza. Del resto comunque è il problema di tutto l’apparato industriale bellico, è il problema di tutto il sistema di produzione, ormai basato sui beni "usa e getta" o "obsolescenti" che dir si voglia. E’ una catena che però va spezzata: se evitiamo gli imballaggi o i prodotti usa e getta, per esempio, dovremo temere di far fallire le industrie e la filiera ad essi legate???Se boicottiamo l’industria delle armi, dovremo preoccuparci di chi queste armi le produce e dimenticare che ogni giorno mine antiuomo e anti-bambino mietono decine di vittime?

    E’ vero: l’articolo 1 della Costituzione Italiana recita che "L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro". Bisognerebbe però domandarci fino a che punto sia lecito sostenere un lavoro che prescinde dall’etica.

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    • 13.1

      Ilakira, non stai contestando affermazioni mie ma, con tutto il rispetto, di una organizzazione che si batte per il problema degli allevamenti industriali dal 1970, come Compassion in World Farming http://www.ciwf.org.uk/

      Se loro dicono che è possibile provvedere al fabbisogno mondiale di prodotti da allevamento senza l’utilizzo di allevamenti industriali, tendenzialmente tendo a credergli.

      Per quanto riguarda il resto, credo che le battaglie si vincano quando sono possibili, realistiche. L’obiettivo di eliminare gli allevamenti industriali é non solo possibile ma anche già  “in-progress”, dunque va perseguito puntando su argomentazioni che possono essere percepite dalla massa. Poi può venire anche il resto. Partire con un’estremizzazione, convincendo il pianeta che dopo migliaia di anni deve rinunciare agli animali da fattoria è un obiettivo improbabile che, se affrontato per primo, rischia di far fallire anche quello più abbordabile dell’eliminazione di quegli infernali luoghi di tortura permanente che sono gli allevamenti industriali.

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  • 12

    Mikelez ha scritto :
    Mi piace il tono di questa risposta ed apprezzo molto la coerenza nelle scelte di vita personali, ma non condivido il ragionamento sulla perdita di posti di lavoro.

    Più che una risposta a me sembra un post nel post o una sua estensione: sostituendolo al post di Messora il risultato non cambierebbe granché, anzi considerata la specializzazione e l’esperienza in prima persona, sommandolo al post messoriano ne esce un bel postone…

    Scherzi a parte, secondo me la perdita dei posti di lavoro è un falso problema. Il passaggio dal consumo di carne a favore del consumo di prodotti di origine vegetale è sufficientemente graduale. La questione è che l’uomo-imprenditore-lavoratore deve adeguarsi ai mutamenti delle richieste di mercato, senza fare lo gnorri. Se la la tendenza è verso il vegetarianesimo, è assurdo che un allevatore o macellaio si ostini a produrre o proporre prodotti di origine animale, cicalando sulla crisi dei prodotti carnei e maledicendo magari governo e Comunità Europea per gli scarsi investimenti e sovvenzioni nel settore specifico… Il tempo, chiamiamolo così, di adeguamento è più che sufficiente a trasformare un allevamento in un azienda agricola biologica, una macelleria in un negozio di frutta e verdura.

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  • 11

    Sembra a quanto pare un post infuocato, considerando di primo acchito i commenti… Prima pubblico il mio e poi leggo quelli degli altri…

    Io sono del parere, o meglio della certezza, che l’uomo non è né carnivoro (soprattutto) né tantomeno onnivoro, ma prettamente vegetariano e fruttariano. L’anatomia comparata può fornirci qualche ragguaglio a proposito: la nostra struttura facciale, mascellare, dentale, intestinale, non somiglia a quella di un carnivoro, né tantomeno a un onnivoro. Se l’uomo fosse veramente carnivoro, la carne la dovrebbe mangiare e gustarsela cruda (come fanno cani e gatti) e senza condimento. Provate a farlo. Puah!… E poi perché ci fa così schifo quando la vediamo appesa ai ganci di macelleria, perchè ci inorridisce la visione di una bestia mentre la si sta scannando?… Della carne, non ne sopportiamo il puzzo… Se abbiamo questa repulsione istintiva è perché istintivamente sappiamo che la carne non è il nostro “pane quotidiano”. Ai nostri amici animali domestici, carnivori,  cani e gatti, al contrario, viene l’acquolina in bocca… L’uomo culturalmente si è adattato a mangiare la carne, ma non fisicamente, dato che occorono tempi di evoluzione biologica lunghissimi… Insomma, strutturalmente siamo dei vegetariani che mangiano carne e pesce…. Il condimento e le droghe rendono fortemente appetibili e irresistibile il “piacere della carne” che, di per sé, allo stato crudo, è disgustosa… Al contrario, allo stato crudo possiamo consumare e gustarci tutta la frutta e verdura che desideriamo: noci, mandorle, pere, mele, banane, ciliege, verdura, meloni, ecc… senza condimenti e droghe di sorta.

    Il video proposto da Messora lo vedrò dopo, in quanto un’idea e repertorio di immagini impresse nella memoria già ce l’ho. Io stesso da piccolo vedevo scannare i maiali in casa per fare salsiccia e altre prelibatezze gastronomiche, tirare i collo alle galline e spennarle, uccidere conigli con un colpo di carate alla nuca, ecc. Questo terrore infantile mi ha perseguitato per molto tempo. Ero gracile e sempre malato… ricordo che il mangiare la carne mi comportava disturbi fisici, che allora non avrei mai imputato (anche) alla carne… Secondo la saggezza popo-ilare, la carne dà forza, energia e, addirittura, si pensa che l’uomo non possa farne a meno, pena carenza nutrizionale. Grande st****ta! Oggi, da un bel pezzo insomma, so e sappiamo che della carne se ne può fare benissimo a meno, guadagnandone in salute. Sono circa due anni che sono un quasi così definibile latto-ovo-vegetariano. Non soffro di nessuna carenza alimentare [tranne quella gravissima della carenza d'aria, ma questo è un altro discorso]

    La carne e i grassi animali, poi, comportano un periodo di digestione-assimilazione molto più lungo, stressando oltremodo l’organismo, drogandolo,  intossicandolo e tutto il metabolismo ne risente fortemente. Già, perché la carne dalla sua ha anche quest’altra caratteristica: crea dipendenza… Assuefatti come siamo a mangiarla, non possiamo gustare in modo appropriato i cibi di origine vegetale.

    Non penso si debba prendere la questione dal lato sentimentale, vale a dire: “poveri animali come e perché soffrono, ecc…” (anche se la cosa è comprensibilissima), ma dal lato del mercato: domanda e offerta. Se si tenta di diventare vegetariani, non mangiando più carne, il mercato della carne si adeguerà alle richieste e ne produrrà di meno: minore sofferenza per gli animali e più salute per l’uomo. Le atrocità commesse dall’uomo verso gli animali sono immense, ma a ognuno dovrebbe toccare la sua responsabilità, dico dovrebbe, dato che qui il discorso diventa delicato e finisce per sfociare nel moralismo e nell’animalismo più sfrenato, e ciò non fà bene né all’istinto né al vegetarienesimo (a volte troppo pretenzioso e sermonante), né agli animali da macello…

    Un eminente ricercatore macrobiotico (di cui purtroppo non ricordo il nome), una volta, invitato a pranzo da uno dei suoi allievi, mangiò con gusto tutto quello che sua madre (tutt’altro  che vegetariana o macrobiotica) aveva preparato per l’occasione. Allibito, il giovane chiede spiegazione al suo maestro, che gli risponde (cito a memoria): “è maleducazione per l’ospite non accettare e gustare ciò che gli viene espressamente preparato con così tant’amore”.

    Aneddoto a parte, la sofferenza degli animali dovrebbe essere distinta da quella dell’alimentazione umana che può essere o no a base di carne. Privilegiare, dunque (se si vuole fare i carnivori), la carne di pollo e di maiale ruspante-razzonalente, per esempio. Evitare i MacDonald e tutti  i tipi di fast food, ecc… Fare il consumatore etico, insomma.

    In nessuna cultura considerata da noi primitiva o arretrata, l’animale da cibo viene trattato come nella nostra civiltà consumistica. Vi è negli uomini selvatici (istintivi) un rispetto  sacro per l’animale. Tutto il l oro mondo è intriso di sacralità, mentre per noi anche il sacro è un prodotto “usa e getta” come un altro.

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  • 10
    surfstyle

    ciao ma perche’ invece di focalizzarsi su questi dati che hai dato, non sei piu’ chiaro con la gente. Basta dire: la carne non va mangiata tutti i giorni, basta 1 o massimo 2 pasti con carne alla settimana (come faceva poi tuo nonno alle feste). Perche’ se si va avanti cosi’ voglio vedere a quanti rinunciano a mangiarsi la grigliata solo perche’ sprechiamo troppi cereali. Ci sarebbe anche da fare una campagna per spiegare che vivere senza carne e’ ancora piu’ salutare e sopratutto possibile (i vantaggi ci sono eccome, basta vedere come le persone con piu’ intuizioni erano vegetariani: Einstein, LeonardoDaVinci, S.Francesco, etc…), se poi vogliono mangiarsi la carne xche’ non ci rinunciano almeno che la mangino una/due volte la settimana, xche’ oggi lo sentono come un diritto la fettina di prosciutto nel panino, oppure la focaccia con il bacon o etc.. etcc… Almeno riducendo si apprezzano le cose. un saluto

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    • 10.1

      vedo che degli animali che soffrono non te ne frega niente. Bene, a me non me ne frega niente della carne. Il punto non è la carne. Il punto è il dolore di 48 milliardi di creature viventi. Che possono vivere una vita felice anche se sono destinati alla macellazione, invece dell’inferno che li costringiamo a subire da quando nascono a quando muoiono. L’intervista l’hai ascoltata? L’hai letta? Immagino di no.

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  • 9

    Scusate, ho sbagliato a postare rispondendo ad un commento invece che al post principale…

    Trovo rincuorante vedere che per una via o per l’altra, chi inizia un percorso di critica prima o poi si accorge anche dell’inferno animale. Ormai si può chiamare solo così la SFIGA di nascere animali sul pianeta terra durante questo delirio di onnipotenza umano che dura da millenni.

     Io sono vegan, sono un attivista antispecista e molti pensano che ciò significhi che sono un’animalista di quelli radicali: invece no, essere antispecisti significa semplicemente credere che non ha nessuna consistenza la moralità o l’etica umana quando è fondata sullo specismo, indipendentemente dai soggetti che va ad analizzare. Purtroppo allo stato attuale, tutta l’umanità è intrisa di specismo con effetti più che visibili su moralità dei singoli ed etica in genere. Solo per fare breve sunto del problema:

     - La moralità che si occupa di "ambiente" fondata sullo specismo è antropocentrica, è sfruttatrice, è dominante, teorizza ed applica il possesso e la proprietà, è di conseguenza incapace di adattamento e genera distruzione.

     - La moralità che si occupa di "umani" fondata sullo specismo è razzista e discriminante, è incapace di applicare le proprie stesse tesi, perché ad esempio piena di escamotage che "animalizzano" chi deve essere sfruttato dai dominanti di turno.

     - La moralità che si occupa di "animali" fondata sullo specismo è per farla breve, abominevole.

     Tutto ciò viene istituzionalizzato attraverso l’etica degli umani che allo stato attuale è specista e che grazie a tale paradigma legittima abomini come gli allevamenti intensivi TANTO QUANTO il mercato libero che stritola da centinia di anni miliardi di persone e devasta quell’ambiente che è fonte vitale di tutti NOI, animali umani e nonumani.

     Insomma, la QUESTIONE ANIMALE è molto più seria di come la si ridicolizza legittimandola solo come una prova di sensibilità personale ed è gravemente ignorata proprio perché lo specismo è alla base, quale strumento teorico e pratico, di ogni ideologia di dominio. Mi pregio di linkare http://www.liberazioni.org per chi fosse interessato.

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  • 8
    lalla

    un documentario allucinante che spiega queste aberrazioni è "cibo spa" su you tube. inoltre segnalo che esistono anche persone intelligenti gcercate su google il sto "fiordisalumi"

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  • 7
    fanny

    Film documentario da vedere e non dimenticare .

    Per riflettere .

    Meraviglioso e drammatico .

    “home – la terra vista dal cielo “

     

    Potrebbe darvi uno spunto per decidere di cambiare .

    Si può vivere molto bene anche senza carne .

    un saluto a tutti

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    • 7.1

      Trovo rincuorante vedere che per una via o per l’altra, chi inizia un percorso di critica prima o poi si accorge anche dell’inferno animale. Ormai si può chiamare solo così la SFIGA di nascere animali sul pianeta terra durante questo delirio di onnipotenza umano che dura da millenni.

      Io sono vegan, sono un attivista antispecista e molti pensano che ciò significhi che sono un’animalista di quelli radicali: invece no, essere antispecisti significa semplicemente credere che non ha nessuna consistenza la moralità o l’etica umana quando è fondata sullo specismo, indipendentemente dai soggetti che va ad analizzare. Purtroppo allo stato attuale, tutta l’umanità è intrisa di specismo con effetti più che visibili su moralità dei singoli ed etica in genere.

      Solo per fare breve sunto del problema:

      - La moralità che si occupa di "ambiente" fondata sullo specismo è antropocentrica, è sfruttatrice, è dominante, teorizza ed applica il possesso e la proprietà, è di conseguenza incapace di adattamento e genera distruzione.

      - La moralità che si occupa di "umani" fondata sullo specismo è razzista e discriminante, è incapace di applicare le proprie stesse tesi, perché ad esempio piena di escamotage che "animalizzano" chi deve essere sfruttato dai dominanti di turno.

      - La moralità che si occupa di "animali" fondata sullo specismo è per farla breve, abominevole.

      Tutto ciò viene istituzionalizzato attraverso l’etica degli umani che allo stato attuale è specista e che grazie a tale paradigma legittima abomini come gli allevamenti intensivi TANTO QUANTO il mercato libero che stritola da centinia di anni miliardi di persone e devasta quell’ambiente che è fonte vitale di tutti NOI, animali umani e nonumani.

      Insomma, la QUESTIONE ANIMALE è molto più seria di come la si ridicolizza legittimandola solo come una prova di sensibilità personale ed è gravemente ignorata proprio perché lo specismo è alla base, quale strumento teorico e pratico, di ogni ideologia di dominio.

      mi pregio di linkare http://www.liberazioni.org per chi fosse interessato.

       

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  • 6
    Giuseppe M.

    Da tanti anni ormai che non acquisto più carne dai supermercati o altri grandi magazzini. Preferisco la qualità da dove deriva gusto e rispetto per gli animali negli allevamenti. Nelle fattorie o dai macellai "rispettosi" costa un pò di più ma basta mangiarne meno ma buona e soprattutto con la coscienza di mangiare un prodotto sano e genuino. Idem per i salumi ed insaccati, li fanno direttamente loro. Rispetto che sceglie la cucina vegetariana  ma per una corretta alimentazione l’uomo ha bisogno di proteine e grassi animali che difficilmente possono essere rimpiazzati a pieno regime in una dieta vegetariana. Penso che basti mangiare bene e con criterio rispettando il prodotto e il produttore, scegliendo la pesca allevata, i presidi slow food e le fattorie agro-alimentari.

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  • 5
    gorge

    Ciao Fede e grazie del commento, davvero completo.  Ritengo sia molto utile leggere la tua esperienza diretta, è la dimostrazione che non esiste una scelta priva di conseguenze.

    Io personalmente ho deciso da qualche tempo di consumare meno carne e devo dire che seppure mangio carne/pesce 3/4 volte a settimana a differenza di 2 volte al giorno (fino a poco tempo fa’) non ne sento minimamente la mancanza. Purtroppo siamo una società bulimica che ingurgita molto più di quello che dovrebbe e quindi non pondera minimamente il valore delle cose.

    Secondo me la carne costa troppo poco e quindi diventa troppo accessibile e viene per questo consumata in maniera smisurata.

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  • 4
    thebigbug

    Cara FedeTE,

    è un piacere trovare una persona che dopo aver seguito il corso di laurea in Veterinaria, sia passata oltre, direi dall’altra parte, cioè con i vegetariani. Non è un evento frequente ed il motivo è facilmente comprensibile. Quella laurea è indirizzata principalmente, non alle cure degli animali fine a se stessa. No, l’obiettivo principale non è quello, ma un altro: ottenere tanti più cadaveri e nelle migliori condizioni sanitarie possibili affinchè possano essere divorati. Il giro di affari che ruota intorno alla necrofagia umana è pauroso, gigantesco. I veterinari fondamentalmente lavorano per quello. Sono dentro sino al collo (al portafoglio direi) nella filiera della produzione di Cadaveri di specie animali diversa dalla propria. Ma animali, che come l’uomo, percepiscono il dolore, la sofferenza. E tutto ciò è qualcosa di atroce.
    Si consuma la carne di cadaveri. Non importa se la morte la si è data in modo soft o hard. Se gli abbiamo prima chiesto scusa oppure no. Il fatto è che per lavorarci dei cadaveri dobbiamo sopprimere vite.

    Questo è il principale motivo di tipo etico che dovrebbe fare riflettere di quanto sia sbagliato alimentarsi di cadaveri.

    Chi non fosse convinto dal punto di vista etico, potrebbe considerare gli enormi benefici che una dieta vegetariana apporta dal punto di vista salutare. E sono tantissimi. Ma le potenti lobbies che stanno dietro l’alimentazione non ne fanno pubblicità tanto volentieri e sfruttano il loro potere per tenere disinformati i consumatori. Gli unici che sanno cosa avviene nei macelli sono gli operatori che vi lavorano. Stessa cosa negli allevamenti intensivi. Gli occhi che vedono hanno le mani in pasta. Dal veterinario all’operatore che sfonda con la pistola a pressione il cranio del maiale. E tutto resta lì sepolto.

    E se non bastasse nemmeno l’aspetto legato alla salute, si potrebbero considerare i danni all’ambiente (enormi) che la produzione di carrne determina.

    Infine, non ritengo accettabile continuare a sopprimere vite di animali solo perchè gli operatori del settore sarebbero costretti a cambiare lavoro. La posta in gioco non è paragolnabile, e come tu stessa dici, non è che si debba fare dalla sera alla mattina.

    Un buon documentario per aprire gli occhi è questo (da non perdere):
    http://www.youtube.com/watch?v=vPvw-l9v0Uk

    Ai miei simili carnivori direi: Ma uccidete voi le vostre bestie. Scuoiatevi gli animali che volete divorare. Procuratevi con le vostre mani le bistecche insanguinate. Non siate vilgiacchi. Non fate come i tedeschi che fingevano di non sapre cosa avveniva nei campi di concentramento.

     
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  • 3
    Luigi 6

    Voglio segnalare un Link sulle Corporations (Multinazionali) che hanno imposto pian piano nel giro di 2 secoli,questi obbrobi industriali.

    http://laverabestia.org/play.php?vid=1791

    The Corporation è un documentario canadese del 2003, diretto da Mark Achbar e Jennifer Abbott e tratto dall’omonimo libro di Joel Bakan.

     Il documentario analizza il potere che hanno le …multinazionali (quelle che in America vengono chiamate corporations) nell’economia mondiale, dei loro profitti e dei danni che creano.

     Le corporation sono oggigiorno persone giuridiche che hanno l’obbligo di mettere la tutela dei loro azionisti, cioè la realizzazione di un profitto, al di sopra di ogni altro obiettivo. Per questo, esse non hanno alcun interesse a salvaguardare la natura o il benessere dei lavoratori:ad essere danneggiata dall’opera delle multinazionali, quindi, è la società.

    Il documentario spiega questo fenomeno e lo illustra con vari esempi, che comprendono, fra l’altro:* l’inquinamento delle fabbriche e di allevamenti animali.

    Le Corporations,cioè Multinazionali,sono per così dire la base del nostro sistema capitalistico.

    Sistema al quale,è ascrivibile questi veri e propri genocidi nei confronti degli animali,e della natura.

    _______

    IL COMUNISMO…è LA VERA RISOLUZIONE DELL’ANTAGONISMO TRA LA NATURA E L’UOMO.

    K.MARX- Manoscritti economico-filosofici 1844

    ______

    Il denaro, questa astrazione vuota ed estraniata della proprietà, è stato fatto signore del mondo.

    Manoscritti economico-filosofici 1848

     

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  • 2

    l’uomo è cattivo.

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  • 1
    FedeTE

    Caro Claudio,il tuo articolo mi tocca in prima persona perchè sono un Veterinario.Quello che mi sta più a cuore al mondo è proprio la salute ed il benessere degli animali.Mi sono iscritta a Veterinaria perchè fin da piccola volevo curare gli animali,volevo farli guarire ed operarli dopo aver subito incidenti stradali o per rimuovere dai loro corpi innocenti tumori mortali.Purtroppo mi è capitato di dover studiare alcuni esami riguardanti la macellazione,la gestione degli allevamenti e la trasformazione da animale vivo e con sentimenti a vaschetta sigillata presente all’interno dei banchi frigo dei centri commerciali.

    In questo mio cammino,ho visto cose talmente aberranti ed ingiuste che già molti anni fa ho smesso di mangiare i miei simili (gli animali,perchè d’altronde l’uomo è solo l’animale più astuto e con subdoli mezzi a disposizione,quindi ha ed avrà sempre la meglio sugli animali,solo perchè loro non hanno modo di difendersi).

    Tuttavia,il discorso è complesso,bisogna guardare la realtà nè dal punto di vista degli imprenditori che hanno come unico scopo quello di aumentere le produzioni,nè quello degli animali che vengono uccisi brutalmente e senza mezze misure,pur essendo innocenti,giovani ed in perfetta salute (altrimenti non possono essere macellati).

    Se tutti smettessero di mangiare carne,un intero settore andrebbe in crisi,dai trasportatori,ai macellatori,i veterinari che fanno controlli ai macelli,i macellai,i produttori di foraggio e relativi operai che raccolgono il fieno.Sarebbe una catastrofe che metterebbe in ginocchio classi e classi di persone,e questo non sarebbe certo un bene per quei poveracci che ci lavorano.

    Visto dal lato degli animali,una scrofa può produrre anche 12 suinetti a parto,anche perchè negli anni sono state selezionate solo le scrofe più produttive,e,considerando che un allevamento medio “detiene” (perchè sono delle detenute che scontano il loro ergastolo)molte scrofe,ci sono centinaia di giovani suinetti che nascono ad ogni ciclo di riproduzione.Se lasciati liberi di riprodursi e senza macellarne nessuno,paradossalmente,non ci sarebbe più foraggio sufficiente nè per sfamare loro,nè noi nel giro di un solo anno.

    Quindi come sempre,la verità sta nel mezzo.Per quanto mi riguarda,nella mia bocca non entrerà mai più un solo boccone di carne,tuttavia,mi rendo conto che non sarebbe possibile a livello globale di smettere di mangiar carne,tutti e contemporaneamente.Quello che vorrei è che gli allevamenti fossero più rispettosi della vita degli animali e soprattutto che la macellazione fosse fatta in maniera meno violenta.Vi giuro,è una cosa truce! In qualsiasi modo,di qualsiasi tipo,quella europea,quella halal,quella cinese.E’ la cosa più brutta che i miei occhi hanno visto in tutta la mia vita.Purtroppo il problema è che i suini,per esempio,sono visti solo come bistecche che camminano,come salsicce pronte da fare alla brace e come fettine di carne. Il concetto è che quegli animali devono morire e quindi non ha alcuna importanza se soffrono o se si accorgono del momento del passaggio dalla vita alla morte.Le loro grida sono strazianti,l’odore che si diffonde all’interno ed all’esterno dei capannoni in cui avvengono le macellazioni è scioccante.Continuo a risentire nella mente gli strilli di quei poveri suini mentre li facevano a pezzi.

    Io penso che in una società civile,(ma poi non lo è tanto),uccidere gli animali in questo modo sia scandaloso.Servirebbero dei metodi all’avanguardia,mooooolto più civili.

    La tipologia di allevamento dovrebbe essere più rispettosa del loro benessere e non solo atta all’aumento sconsiderato delle produzioni.Tuttavia,credo che per gli animali “da reddito” sia indispensabile l’allevamento industriale.Il pollo del contadino che razzola in giro dove gli pare e poi viene ucciso (col famoso colpo d’ascia sul ceppo di legno,per tagliarli il collo) NON è salubre,anzi,è molto pericoloso e,siccome noi siamo i consumatori di tali carni,dobbiamo stare molto attenti. Cito il titolo di un brano di un gruppo metal tedesco che mi piace molto “sei quello che mangi”,mai frase fu più azzeccata di questa! Il pollo ruspante ha diversi inconvenienti: la sua alimentazione non può essere controllata,quindi può mangiare mais con aflatossine e nessuno se ne accorgerà mai,e quelle aflatossine saranno direttamente cancerogene per il consumatore.Può abbeverarsi ad un ruscelletto,potenzialmente inquinato da metalli pesanti,accumularli in sè e rilasciarli a noi.Può avere delle malattie infettive (vedi anche la famosa influenza aviare) che in genere vengono trasmesse dai selvatici o dagli uccelli migratori.Ovviamente,gli animali che vivono all’aperto,possono essere facilmente contagiati in quanto c’è promiscuità,possono bere allo stesso corso d’acqua o abbeveratorio.Ed infine,le parassitori sono molto più che frequenti.Onestamente,mangiare carni di pollo ruspante cresciuto all’aria aperta,ricche di microscopici vermi che una volta ingeriti in funzione di larve,possono invadere il nostro organismo,riprodursi ed andare in giro provocando danni agli organi,non credo sia auspicabile.

    Quindi,il vantaggio dell’allevamento industriale è che tutte queste cose non possono avvenire,perchè è tutto controllato,umidità,ora della distribuzione degli alimenti,temperatura,assenza di malattie infettive,parassitarie o inquinamento dei foraggi/acque,lampade che simulano il sorgere del sole,aumentando le ore di luce a piacimento dell’allevatore (sono regolate da un disciplinare,ovviamente) .Il problema è proprio che spesso per produrre di più,gli allevatori costringono gli animali in spazi piuttosto angusti.Le galline allegate in batteria,stanno in sei,poi arrivate all’età per la produzione,in  quattro,in una gabbia poco più grande di quella che verrebbe usata per un criceto.E’ disumano allevarle in tale modo,ma le uova,appena prodotte,scivolano via mediante un sistema di grate ed un canale e vengono portate via.In questo modo la gallina,non potendosi “sedere”sulle uova non può sporcarle di feci e quindi il rischio di salmonellosi da gusci sporchi,è ridotto al minimo.Servirebbe una gabbia grande 4 volte tanto per ogni singola gallina.Ma se vai a dire una cosa simile ai produttori “ti linciano”,loro in quello stesso spazio ce ne mettono 24 di galline.Il debeccaggio (parziale tagli del becco) viene effettuato principalmente sui broiler,ovvero i maschi che vengono allevati a terra,nei capannoni,con la paglia,più liberi di muoversi,ma per questo motivo,siccome comunque si trovano a dover dividere uno spazio con altri maschi,per una questione anche di competizione,oltre che di sovraffollamento,tendono a beccarsi fino ad uccidersi.E,un cadavere (invisibile all’operatore in mezzo a tanti polli) in uno spazio chiuso,significherebbe malattie infettive e parassiti per tutti gli altri polli.Per questo motivo viene effettuato.

    In merito alla presenza di grassi,nelle carni/uova c’è qualche precisazione da fare : gli animali allevati in maniera industriale spinta non hanno fisicamente il tempo per ingrassare; e perchè vengono macellati abbastanza presto,tranne alcune eccezioni di vitelloni pesanti DOP in alcune regioni d’Italia,e perchè l’allevatore non fornisce loro alimenti ricchi di grassi,e perchè vengono macellati tutti contemporaneamente ed una volta che hanno raggiunto lo stesso peso ( su cento maiali di un allevamento,tra ognuno di loro ci sarà una differenza di peso di massimo 1 kg,è tutto standardizzato…) e soprattutto perchè dopo gli anni 80′ il consumatore ha iniziato a prediligere le carni magre a fronte di quelle ricche di grassi,col risultato che mano mano le carni industriali grasse sono andate a scomparire per lasciare il posto esclusivamente a carni magrissime.

    A differenza degli animali allevati in maniera casalinga,che vengono macellati più avanti in età e quindi mano mano concentrano sempre di più i grassi (hanno più tempo per farlo) fino a formare un pannicolo adiposo spesso e giallo,inoltre,questi,essendo allevati alla vita semi brada,sono sottoposti a tutti gli agenti atmosferici,dai quali cercano di difendersi,proprio mettendo uno strato di grasso spesso e denso tra loro e l’ambiente esterno.

    Stesso dicasi per le uova: quelle industriali hanno molto meno colesterolo “cattivo” e più colesterolo “buono” rispetto a quelle delle galline ruspanti che vengono allevate con mangimi spesso scadenti,alterati,irranciditi,e ricchi di grassi,proprio per farle arrivare alla produzione in età precoce.

    Concludo dicendo di essere un pò meno fiduciosi in merito alla dicitura sulle confezioni delle uova “allevato a terra 10+ “,in quanto le galline vengono comunque allevate in capannoni con l’unica differenza che le stesse galline sono di una razza differente rispetto a quelle allevate in batteria (che in genere sono livornesi,quindi bianche = uova più chiare e meno ricche di grassi),per cui hanno uova e piumaggio più scuro.E’ un modo per invogliare il consumatore ad acquistare quelle piuttosto che altre,indirizzandolo falsamente su di una maggiore salubrità del prodotto.

    Un abbraccio a tutti!

     

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    • 1.1

      Mi piace il tono di questa risposta ed apprezzo molto la coerenza nelle scelte di vita personali, ma non condivido il ragionamento sulla perdita di posti di lavoro. 

      Quando una cosa è dannosa, pericolosa, sbagliata, ingiusta, immorale… non possiamo cedere al buon vecchio "ricatto" del posto di lavoro.

      Negli anni novanta Gino Strada fece una campagna per arrivare ad una moratoria contro le mine anti-uomo. L’italia era il più grande produttore al mondo, ne producevamo alcune studiate apposta per non uccidere ma rendere infermi a vita, altre con sembianze di giocattolo per richiamare l’attenzione dei bambini(!!!), tutto perchè sono prodotti per innescare la paura nella popolazione "nemica". All’inizio di questa campagna, come avviene di solito, qualcuno tirò in ballo la questione dei posti di lavoro, intere fabbriche in tutta italia avrebbero chiuso, senza considerare l’enorme "indotto" di superspecialisti (una mina costa circa 3 dollari, ma rimuoverla costa dai 300 e 1000 dollari e parliamo di centinaia di milioni di pezzi!) ..e l’italia era il leader assoluto di questo mercato. Poi cominciarono a circolare in TV le foto e i filmati dei bambini e nessuno ebbe più il coraggio di parlare di posti di lavoro.

      Questo è solo un esempio, ma vale per tuttto, ho visto la CGIL protestare contro la chiusura di un vecchio inceneritore per difendere i 6 posti di lavoro che dava (avvelenando però una intera valle!).  

      Se vale la questione economica/mercato/posto di lavoro, allora come non considerare che i maggiori mercati mondiali: Armi, droga e prostituzione(schiavismo). Che facciamo? Vogliamo tenerci e magari incrementare anche questi posti di lavoro?

      Almeno questo è il mio punto di vista :)

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