L’Italia in guerra con la Francia


Che Berlusconi sia addolorato per il Rais è il minimo che ci si possa attendere e non mi sconvolge affatto. Né tantomeno, per un uomo che ha sempre fatto della politica una questione personale, può sembrarmi questo il vero caso politico. Il caso politico semmai si poneva prima, quando nessuno lo denunciava. Dopo i baciamano e le dimostrazioni di stima ai limiti della devozione, sarebbe stato incomprensibile, disumano e anzi francamente mostruoso – se non ridicolo – il contrario.

 

 

Piuttosto, è evidente che non siamo in guerra con la Libia, ma con la Francia. Sarkozy sa bene che il nucleare non è un’opzione – e del resto contribuisce per il 39% alla produzione energetica del suo paese -, sa che i francesi non permetteranno la costruzione di nuove centrali sul suo territorio e sa che tantomeno questo accadrà in Italia.

Secondo l’Oil and Gas Journal (OGJ), la Francia ha una produzione interna di circa 70 mila barili di petrolio al giorno, una riserva disponibile sul territorio di circa 100 milioni di barili e un consumo mondiale che la vede 12° tra i divoratori di oro nero. Si beve quasi 1 milione 875 mila barili di petrolio al giorno, ne esporta 597.800 e ne importa 2 milioni 386 mila, classificandosi come il nono importatore mondiale (i decimi siamo noi), principalmente dalla Norvegia, dall’Arabia Saudita, dalla Russia e dal Regno Unito. In compenso la Total SA, la compagnia petrolifera francese, è il quarto gruppo mondiale: opera in Africa, in Europa e in Medio Oriente, controlla il 55% delle operazioni di raffineria interna e quando si tratta di affari non ci va giù tanto per il sottile: per lo sfruttamento della manodopera locale in Birmania, la Total nel 2007 viene messa sotto accusa per presunti reati di complicità in crimini contro l’umanità, mentre nel 2008 l’amministratore delegato di Total Italia ed altri dipendenti vengono arrestati con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, alla turbativa d’asta, alla concussione e alla corruzione con riferimento agli appalti per le estrazioni petrolifere in Basilicata.

Quanto a gas naturale, poi, la Francia può contare su una riserva di poco più di 7 mila miliardi di metri cubi, che nel 2003 le ha permesso di soddisfare meno del 5% del fabbisogno domestico. Il resto arriva più che altro dalla Norvegia, dalla Russa e dall’Algeria. Vuoi mettere le riserve complessive di 1539 trilioni di metri cubi di gas naturale di cui dispone la Libia? E vuoi mettere quelle di 46,4 miliardi di barili di petrolio che Gheddafi estrae al ritmo di 1,8 milioni di barili al giorno (*), esattamente tanto quanto ne serve alla Francia?

La Francia non vuole la Nato tra le balle. Vuole fare tutto da sola: è molto volenterosa. Neppure la Spagna vuole la Nato tra le balle e intanto, attraverso il gasdotto transpirenaico, si approvvigiona di gas naturale dalla Norvegia, passando per la Francia, mentre è atteso per il 2011 il gasdotto Medgaz, che trasporterà il gas dall’Algeria alla Francia, proprio attraverso la Spagna. Un bell’incrocio di interessi congiunti. E proprio la Spagna, per bocca del Ministero dell’Industria, fa sapere che il consumo di gas naturale è passato dai 23,7 miliardi di metri cubici del 2003 ai 44 del 2011.

L’Italia, di contro, ha sempre avuto un rapporto privilegiato con la Libia. Baciamano a parte, abbiamo sempre rifornito Gheddafi di armi in cambio di appalti per l’Eni, per Finmeccanica, per Impregilo, per Anas ed altri. Ora si intuisce meglio perché Berlusconi è così sicuro che i razzi libici non possano costituire una minaccia: glieli abbiamo dati noi, con un piccolo bug nel software di crociera che gli impedisce di cadere su Arcore. Oltre alla guerra tra l’Italia e la Francia, che vuole spezzare l’asse Tripoli-Roma, c’è così un’altra piccola questione di orgoglio nazionale ed industriale: riusciranno i caccia francesi ad avere la meglio sugli armamenti italiani che difendono la Libia? No, perché in tal caso, non ci conviene litigare con Nicolas.

E Obama? Voleva piantare qualche altra bandierina in nordafrica, magari per costruire un’altra delle sue basi militari di cui ha costellato il mondo come se fosse una partita a Risiko. Ma questa è un’altra storia: magari ne parliamo domani..

(*)Zawia: 120.000 bbl/d (barili al giorno); Ras Lanuf: 220.000 bbl/d; Brega: 10.000 bbl/d; Sarir: 8.000 bbl/d; Tobruk: 20.000 bbl/d. La produzione libica maggiore si concentra a occidente. La parte controllata da Gheddafi.

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12 risposte a L’Italia in guerra con la Francia

  • 5

    Interventi di Giulietto Chiesa sulla guerra in Libia:
    http://www.youtube.com/watch?v=AbImAPGJh_s

    da: http://giuliettochiesa.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=2092:avevamo-visto-giusto&Itemid=7

    di Marino Badiale e Fabrizio Tringali – Alternativa.

    Alternativa è nata un anno fa su una presa di coscienza netta: l’organizzazione economica e sociale che dall’Occidente si è estesa al mondo intero – basata sul miraggio di uno sviluppo economico infinito – ha inevitabilmente acquisito un carattere fortemente distruttivo. La tendenza all’estensione universale dei rapporti sociali capitalistici, unita alla spasmodica ricerca di materie prime e di energia, da produrre o conquistare indipendentemente da qualsiasi costo umano o ecologico, porta inevitabilmente a disastri ambientali e guerre diffuse. È impressionante vedere come queste nostre ipotesi siano confermate dai fatti: il disastro nucleare in Giappone e la guerra in Libia sono la dimostrazione tragicamente evidente delle nostre tesi.
    Verificare che avevamo visto giusto non può però darci soddisfazione. Non solo a causa della grandi sofferenze che vediamo. Anche perché dobbiamo constatare che assieme al carattere distruttivo del capitalismo, è cresciuta la devastazione culturale e psicologica che esso induce nella società, soprattutto attraverso il controllo dei mezzi di comunicazione di massa.
    La nuova guerra occidentale scatta senza un vasto movimento popolare di protesta.
    L’intero apparato dei media ripete le stesse menzogne delle guerre precedenti, nonostante siano già state ripetutamente smascherate.
    La TV, che domina le coscienze della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica, mostra come unica opzione possibile e ragionevole quella dell’intervento armato.

    Alternativa è nata un anno fa su una presa di coscienza netta: l’organizzazione economica e sociale che dall’Occidente si è estesa al mondo intero – basata sul miraggio di uno sviluppo economico infinito – ha inevitabilmente acquisito un carattere fortemente distruttivo. La tendenza all’estensione universale dei rapporti sociali capitalistici, unita alla spasmodica ricerca di materie prime e di energia, da produrre o conquistare indipendentemente da qualsiasi costo umano o ecologico, porta inevitabilmente a disastri ambientali e guerre diffuse. È impressionante vedere come queste nostre ipotesi siano confermate dai fatti: il disastro nucleare in Giappone e la guerra in Libia sono la dimostrazione tragicamente evidente delle nostre tesi.Verificare che avevamo visto giusto non può però darci soddisfazione. Non solo a causa della grandi sofferenze che vediamo. Anche perché dobbiamo constatare che assieme al carattere distruttivo del capitalismo, è cresciuta la devastazione culturale e psicologica che esso induce nella società, soprattutto attraverso il controllo dei mezzi di comunicazione di massa.La nuova guerra occidentale scatta senza un vasto movimento popolare di protesta.L’intero apparato dei media ripete le stesse menzogne delle guerre precedenti, nonostante siano già state ripetutamente smascherate.La TV, che domina le coscienze della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica, mostra come unica opzione possibile e ragionevole quella dell’intervento armato.[…]

     

  • 4

    La guerra con la Francia è confermata anche dall’acquisizione da parte di Lactalis del 29% della Parmalat (pagando le azioni a 2,80 contro i 2,35 di quotazione). Al 29,9% scatta l’OPA…http://www.ilsecoloxix.it/p/economia/2011/03/22/AOc9VzG-parmalat_assalto_francia.shtml

  • 3
    Anas E.

    EC_2 ha scritto : “mentre tutto questo accade, a Bologna…”

    innazitutto il video da te citato  è stato pubblicato il 14 Gennaio 2011 ben 2 mesi prima. e non  “mentre tutto questo accade, a Bologna…” .

    La seconda cosa; è solo un esperimento, ancora un prototipo e su questo tipo di energia chiamiamola “a fusione fredda”, ci sono altri studi ed esperimenti da anni e mai entrati come prodotto finale sul mercato energetico, non dico che sono delle “buffonate” per carità magari riucissero a mandarli avanti. ma c’è una semplice ragione e lo dico anche a “Roberto P“, L’Eni e le altre compagne petrolifere hanno investito milliardi e milliardi nei giacimenti e li devono recuperare questi soldi non profitti. Le centrali nucleari , se tutto va bene in Italia sarebbero pronte a produrre energia entro 10-15 anni, Caro “Roberto p” con cosa mandi avanti il mondo “L’Italia” da oggi fino al 2020??? con l’energia nucleare progettata sulla carta???…la guerra adesso; e cominciamo a chiamare le cose con i loro veri nomi “Le guerre” si fanno per spartirsi le ultime risorse di petrolio.

    Non pensate che l’Italia andando avanti con il nucleare sarà indipendente :

    1. Non mi risulta che la spiaggia di RIMINI sia ricca di uranio o di plutonio, il che vuol dire che fino alla fine del mondo l’Italia RIMARRà sempre dipendente degli altri paesi finchè non adottasse una seria e vera politica energetica rinnovabile.
    1. Supponiamo che queste centrali nucleari da domani “lunedì 2 Marzo” comincino a produrre energia elettrica, le macchine, le navi, gli aeri…con cosa li spostiamo? col nucleare?

    Queste guerre sono per il petrolio, di sicuro sotto sotto proveranno a far passare qualche legge sul nucleare, beh tenete gli occhi aperti!!!

  • 2
    roberto p.

    Sono convinto che la guerra alla Libia sia un astuto diversivo per distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica su quello che ritengo sia il vero obbiettivo  : il nucleare. Ormai già da qualche giorno non si sa più quasi nulla di quello che succede in Giappone : mantenere alta l’informazione sulle vicende del nucleare avrebbe reso molto più sensibili le persone sul tema dell’energia atomica. Sensibilità che sicuramente l’avrebbe portata a schierarsi contro la follia del nucleare. Quale migliore soluzione che una bella guerra da dare in pasto all’informazione, in modo così di non farla occupare del nucleare ?  Gli interessi economici, che comunque l’occidente continua a mantenere con la Libia, non giustificano un intervento armato.  La guerra tra i governi di Francia e Italia, che imperterriti portano avanti i loro progetti sulle centrali nucleari, quindi è solo una messinscena.

    Dopo la tragedia del Giappone, molti stati occidentali volevano rivedere i loro progetti sul nucleare : già a distanza di qualche giorno, anche qui, non se ne sa più nulla.

    Invece proprio ora dovrebbe essere garantita una corretta informazione sugli sviluppi del dramma giapponese : per esempio, in quale direzione è andata la nube radioattiva ? e quando si poserà, semmai si poserà ? e se si poserà, dove ?  Ho se ne  dovranno accorgere i nostri figli o nipoti, quando si guarderanno increduli con tre occhi ?

  • 1
    Anas E.

    E se cambiassimo titolo al post?

    ” L’ENI in guerra con la TOTAL”.

    Secondo voi, i contratti dell’ENI continueranno dopo la “crisi” libica o avranno la stessa fine del trattato di amicizia??????

    ‘articolo 4 Prevede il principio di «non ingerenza negli affari interni», con le previsioni che: «le parti si astengono da qualunque forma di ingerenza diretta o indiretta negli affari interni o esterni che rientrino nella giurisdizione dell’altra Parte, attenendosi allo spirito di buon vicinato. E ancora: «Nel rispetto dei principi della legalità internazionale, l’Italia non userà, ne permetterà l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro la Libia e la Libia non userà, né permetterà, l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro l’Italia» .

     

  • 0
    Anas E.

    Avete presente quella scena classica delle IENE che litigano per mangiarsi la preda? In sintesi è questa la situazione tra l’Italia e la Francia, a nessuno interessa la democrazia o il popolo libico.

    Il decreto flussi per il 2011 prevede l’ingresso in Italia di 98.080 lavoratori non stagionali. Allora perchè L’Italia sta piangucolando per il numero dei profughi che è salito oltre i 5500 “più o meno il 6%” (mentre in Tunisia i profughi arrivati dalla Libia; sono oltre i 140 000 ). ???????

    Da quanto pare è stata l’Italia a non rispettare per prima il trattato di amicizia con la Libia, secondo voi la Libia non userà questo atto come pretesto per legitimare qualche attacco contro l’Italia???? e ricordiamoci del rimorchiatore Asso Ventidue  sequestrato da uomini armati nelle acque libiche, e adesso diamo un’occhiata all’ Articolo 4 del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica italiana e la Grande Giamahiria araba libica popolare socialista”, ratificato dal  Parlamento con la legge n.7 del 6 febbraio 2009.

    l’articolo 4 Prevede il principio di «non ingerenza negli affari interni», con le previsioni che: «le parti si astengono da qualunque forma di ingerenza diretta o indiretta negli affari interni o esterni che rientrino nella giurisdizione dell’altra Parte, attenendosi allo spirito di buon vicinato. E ancora: «Nel rispetto dei principi della legalità internazionale, l’Italia non userà, ne permetterà l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro la Libia e la Libia non userà, né permetterà, l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro l’Italia» .

     

  • -1
    maxV

    direi 2 mln al giorno…

  • -2
    leonida

    Un altra guerra che tristezza e che pena per il genere umano un’altra ragione per confermare la teoria che non siamo una razza intelligente,siamo piu’ simili ai virus distruggiamo tutto anche il corpo che ci ospita (in questo casa madre terra),fino a distruggerlo senza nemmeno pensare che alla fine anche noi moriremo.Dovremmo gia aver sconfitto tutte le malattie il dolore le ingiustize,la fame nel mondo,rispettare le altre forme di vita invece di divorarle tenerle in gabbia e torturarle.Abbiamo riempito di dolore e energia negativa la nostra unica astronave madre,stiamo andando a capofitto verso il baratro,ci sostentiamo su economie mondiale che per sopravvivere debbono causare guerre,non ci siamo per nulla evoluti anzi andiamo verso una involucione.La vera evoluzione non e’ avere tre cellulari la vera evoluzione e’ poter comuciare telepaticamente come fanno alcuni animali.Mi dissocio dal ser umano e considero che si dovrebbe cambiare parola per definere la nostra razza,i veri esseri umani sono i cosidetti animali noi siamo solamente una batteria cancerogena.

  • -3
    platone

    Stiamo qui continuando a teclare parole meravigliose e belle teorie e intanto sta arrivando la nube radioattiva ricca di particelle alfa isotopi generati dalla mix radioattivo uranio e plutiono,che peccato che la gente abbia cosi poca memoria storica,altrimenti si ricorderebbe che quel fatidico giorno del reattore numero 4 di chernobyl ,quando la nube arrivo nel nord italia negli anni successivi aumentarono in modo drammatico le patologie legate ai linfonodi.Pero state tranquilli e sereni i politci ci amano e con le loro meravigliose parole ci diranno di non essere allarmisti e alla fine anzi la gente aspettera con ansia la nube dicendo che ci fara’ bene.Povero essere umano abbiamo perso oltre che la memoria storica anche quella biologica,alemeno gli animali sanno per istinto quello che gli fa male e fuggono.A quelli che ancora parlano del nucleare gli direi andarsi a mangiare una bella insalata a fukushima e bersi un bel litro di latte.che male ce tanto poi ti danno le compresse allo iodio,come ci prendono in giro,poveri noi……..

  • -4
    roberto p.

     Gli Italiani , la guerra in Libia.

    La stragrande maggioranza degli Italiani, l’ 82 %, ritiene che l’intervento militare in Libia sia legato soprattutto ad interessi di tipo economico.  ( da AffariItaliani.it).

    A quanto pare l’azione di “depistaggio” dalle vicende del nucleare sembra aver funzionato.

    Spero solo che gli Italiani si rendano conto che con l’energia nucleare il futuro è a tempo determinato.

  • -5
    EC_2

    Tragedia del Giappone, guerre per l’approvviggionamento energetico mascherate da “democrazia-export”, gente (TEPCO) che mente e che impiega lavoratori a cottimo per tenere sotto controllo (attenzione, NON spegnere o domare) i reattori delle centrali e mentre tutto questo accade, a Bologna…

    http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU

    Perché, Claudio, non vedo post su questo argomento che può cambiare per sempre la nostra vita? E perché, ad esempio, Il Fatto Quotidiano, giornale presumibilmente dalla parte della gente non gli dedica come MINIMO la metà della prima pagina?

    Le considerazioni a VOI. E’ ora di parlare di questa roba e dargli il GIUSTO spazio, cioè ENORME. Altrimenti debbo pensare il peggio…

  • -6
    Anas E.

    EC_2 ha scritto : “mentre tutto questo accade, a Bologna…”

    innazitutto il video da te citato  è stato pubblicato il 14 Gennaio 2011 ben 2 mesi prima. e non  “mentre tutto questo accade, a Bologna…” .

    La seconda cosa; è solo un esperimento, ancora un prototipo e su questo tipo di energia chiamiamola “a fusione fredda”, ci sono altri studi ed esperimenti da anni e mai entrati come prodotto finale sul mercato energetico, non dico che sono delle “buffonate” per carità magari riucissero a mandarli avanti. ma c’è una semplice ragione e lo dico anche a “Roberto P“, L’Eni e le altre compagne petrolifere hanno investito milliardi e milliardi nei giacimenti e li devono recuperare questi soldi non profitti. Le centrali nucleari , se tutto va bene in Italia sarebbero pronte a produrre energia entro 10-15 anni, Caro “Roberto p” con cosa mandi avanti il mondo “L’Italia” da oggi fino al 2020??? con l’energia nucleare progettata sulla carta???…la guerra adesso; e cominciamo a chiamare le cose con i loro veri nomi “Le guerre” si fanno per spartirsi le ultime risorse di petrolio.

    Non pensate che l’Italia andando avanti con il nucleare sarà indipendente :

    1. Non mi risulta che la spiaggia di RIMINI sia ricca di uranio o di plutonio, il che vuol dire che fino alla fine del mondo l’Italia RIMARRà sempre dipendente degli altri paesi finchè non adottasse una seria e vera politica energetica rinnovabile.
    1. Supponiamo che queste centrali nucleari da domani “lunedì 2 Marzo” comincino a produrre energia elettrica, le macchine, le navi, gli aerei…con cosa li spostiamo? col nucleare?

    Queste guerre sono per il petrolio, di sicuro sotto sotto proveranno a far passare qualche legge sul nucleare, beh tenete gli occhi aperti!!!

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