NOI, QUI IN RETE, FACCIAMO COSI' - 2011 D.C.

Claudio Messora Rete Pericle Matteo Forte

 

  A Bergamo fanno così: se dici cose che non piacciono, uomo, donna, bambino oppure anziano che tu sia, ti mettono le mani al collo. A Milano invece fanno così: se una donna viene aggredita e malmenata i vigili non indagano, non ascoltano testimoni che vogliono deporre spontaneamente e non redigono verbali. Ma se la stessa donna sposta una bicicletta con un piede, allora si tratta di un'atto di intollerabile inciviltà che le costa l'identificazione immediata da parte di un tutore delle forze dell'ordine comunali. 

 Il Comitato Elettorale di Matteo Forte (PDL, candidato comunali Milano) risponde al video dell'aggressione al Movimenti Cinque Stelle con una diffida a rimuovere tutti i contenuti da Youtube e dal blog.


 Da Matteo, un giovane di 26 anni, mi sarei atteso una eventuale lettera aperta, scritta con la serenità di chi non ha nulla da temere da un confronto pacato, non essendo peraltro accusato direttamente di nessun fatto specifico. Invece arriva una diffida e una richiesta di rimozione di contenuti. Un atto vecchio, un'esibizione muscolare debole, spuntata e inutile, peraltro priva di sostanza nella pretesa di tutelarsi da una diffamazione inesistente nello specifico, che ottiene l'effetto contrario a quello che probabilmente si prefiggeva e che dimostra una sola cosa: il nuovo che avanza, in politica, è in realtà solo il vecchio che non retrocede. Stiamo crescendo una nuova generazione di politici che della rete non ha compreso nulla, né lo spirito né le potenzialità, e che crede ancora che un buon governo ed il futuro si costruiscano a colpi di carte bollate. Questo è il lato davvero deludente a consuntivo di questa piccola, squalificante vicenda.

 Per questo motivo, parafrasando la famosa e controversa lettera di Pericle agli ateniesi, scritta nel 461 a.C., duemilacinquecento anni dopo dico forte e chiaro a Matteo, così come a tutti i cosiddetti "giovani" ancorati ad un'idea di informazione come luogo di conquista, di censura, dove fare rogo di libri, di articoli e di video per evitare il confronto e liberarsi dal fastidio del dialogo, che
NOI QUI IN RETE FACCIAMO COSI' [2011 D.C.]:
Le informazioni non si rimuovono mai: si integrano.
 Nel testo sotto la lettera ricevuta dal Comitato Elettorale di Matteo Forte. Nel video accluso le mie argomentazioni nel merito.

CHIARIMENTI

dal Comitato Elettorale di Matteo Forte
In riferimento ai fatti riportati da un video pubblicato sui siti www.beppegrillo.it, www.byoblu.it, e altri, si precisa che:

1. Quanto riportato dalla signora Paola Bernetti, candidata al Consiglio Comunale di Milano per la lista Movimento 5 stelle Beppegrillo.it, contrasta con le numerose testimonianze dei presenti, in particolare: alcuni sostenitori di Matteo Forte, verso le ore 12.30 di sabato 7 maggio 2011, dopo aver consegnato un volantino a una signora presente nel mercato di via Papiniano, si sentivano rivolgere dalla signora Bernetti espressioni come: "Ecco voi prendete i voti solo dalle vecchie con l'alzheimer". Un ragazzo presente nel mercato, sentiti gli insulti rivolti all'anziana signora, avvicinatosi alla Bernetti, le rivolgeva parole simili: "Come si permette lei? Se fosse sua nonna? A Bergamo faremmo così...". A questo punto il ragazzo appoggiava le mani al collo della signora.

2. Nessuno dei sostenitori di Matteo Forte ha, pertanto, mai aggredito verbalmente, né fisicamente, la signora Bernetti, autrice del video in oggetto.

3. Consideriamo estraneo a noi qualsiasi atteggiamento violento e lesivo della libertà altrui e respingiamo ogni modalità di campagna elettorale che non sia quella di un confronto franco e sereno sui programmi e sui candidati.

4. Il ragazzo protagonista del diverbio con la signora Paola Bernetti non è in alcun modo collegato a Matteo Forte ed alla sua campagna elettorale: affermare il contrario è falso e tendenzioso, oltre che diffamatorio nei confronti del candidato Matteo Forte e dei suoi sostenitori;

5. La Polizia Locale di Milano, intervenuta tempestivamente, accertati i fatti e ascoltati alcuni testimoni presenti, tra cui il titolare di una bancarella vicina, non ha ritenuto che vi fossero elementi per procedere ad azioni legali di alcun tipo.
 
Chiediamo la rimozione immediata di ogni strumento testuale e/o visivo che sia lesivo della verità dei fatti e della nostra libertà.

Per questo ci riserviamo di tutelare la nostra onorabilità e la verità dei fatti attraverso azioni di natura legale in tutte le sedi che riterremo opportune.

Certi di una pronta risposta,
porgiamo cordiali saluti

Paola Bernetti Mateo Forte Milano Movimento Cinque Stelle PDL



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