CURRENT.TV NON E’ IL FUTURO DELL’INFORMAZIONE LIBERA

Numero di visualizzazioni del mio canale Youtube Byoblu negli ultimi 30 giorni

« L’ascolto medio giornaliero di Current TV nel 2011 è stato finora di un totale di 2952 telespettatori, con una perdita del 20% rispetto ai 3.600 spettatori medi del 2010. Se poi si analizza il prime time, purtroppo, tra il 2011 ed il 2010, la perdita di ascolti di Current TV è prossima al 40%. »

[Comunicato SKY-ITALIA disponibile qui e altrove]

Ricordo perfettamente quando Current aprì, pochi anni fa. Venne Al Gore in pompa magna, fece una mega conferenza stampa durante la quale alcuni blogger posero domande sul progetto e sul futuro dell’informazione. Al Gore promise solennemente che la nuova piattaforma sarebbe stata completamente libera e che non avrebbe fatto sconti a nessuno, neppure al Papa. Tutti a casa, contenti e in attesa.

Ricordo perfettamente anche come andò a finire. I contenuti pubblicati dagli utenti, che avrebbero dovuto acquisire più o meno visibilità in base ai voti che si guadagnavano tra i navigatori e, in proporzione alle preferenze ricevute, essere trasmessi sul canale satellitare, sparivano senza troppi complimenti dalle classifiche perché la redazione si assumeva volentieri l’onere, più o meno dichiarato, di selezionare quelli che a suo insindacabile giudizio erano meritevoli e quelli che invece no. Con tanti saluti alla democrazia dell’informazione e alle roboanti dichiarazioni iniziali. Dopo un po’, disabilitarono anche la possibilità di inviare contributi video.

D’accordo, volevano qualità: bene. In più occasioni, su suggerimento e pressione di molti lettori del blog, ho provato a contattare Current, scrivendo o telefonando ai contatti preposti, per verificare in che termini fosse possibile inviare contributi, inchieste, documentari, qualsiasi cosa su cui ritenessero interessante ed opportuno aprire un progetto di lavoro nell’interesse del pubblico. L’ultima volta è stato tra gennaio e febbraio. Non ho mai ottenuto lo straccio di una sola risposta. Non un’email, non una telefonata, non due righe dove qualcuno si prendesse la briga di spiegarmi come e perchè non fosse possibile. Una specie di muro contro il quale le possibilità dell’informazione libera sembravano infrangersi, anziché trovare nuove forme di espressione.

Nelle ultime dichiarazioni alla stampa, Current si è autoproclamata unico canale di informazione libera in Italia. Un’affermazione infelice che da sola basta a qualificarsi ed a connotare l’elitarismo un po’ snob con il quale interpretano il loro ruolo nel panorama dei produttori di contenuti. Qual’è l’informazione libera di Current? Cosa dovremmo difendere strenuamente ora che rischia di essere chiusaPassaparola di Marco Travaglio, che già vediamo con soddisfazione a centinaia di migliaia in rete? Oppure Il Tritacarne di Cruciani, il noto conduttore che impazza tutti i giorni su Radio24 ed è di casa in Mediaset? O magari il nuovo programma di Luca Telese, il quale mi pare non abbia problemi di visibilità e che imperversa in ogni dove a cominciare da LA7? E’ informazione, certo, ma come può essere libera e indipendente dai circuiti tradizionali se poi finisce per tentare di scimmiottarli senza dare spazio a voci e personalità nuove, selezionate al di fuori del sistema? Non è questo il senso e lo spirito della piattaforma e del canale satellitare di Current.tv promesso da Al Gore.

 Dov’era Current quando la rete, e questo blog ha fatto la sua parte, produceva autonomamente e senza il becco di un quattrino contenuti drammatici ed esplosivi durante gli spaventosi mesi del terremoto aquilano? Dov’era Current quando qui si organizzavano manifestazioni a difesa della libertà di internet, richiamando decine, centinaia di persone nei luoghi simbolo della capitale, davanti alle ambasciate, per protestare e tentare di arginare aberrazioni legislative come il Decreto Romani? E neppure ho mai sentito Current levare la propria voce e mettere a disposizione i propri mezzi per sostenere le battaglie dell’informazione libera, quella davvero libera, dove chiunque generi contenuti deve sottostare all’unico filtro dell’interesse che gli stessi suscitano nell’opinione pubblica, senza nessuna selezione, senza nessuna censura preventiva (censura = taglio) operata da pochi nel nome dei molti. Ora dovrei stracciarmi le vesti se vogliono chiudere i loro sontuosi uffici e i loro super attrezzati studi televisivi, utilizzati per dare voce a chi ne ha già a sufficienza sui media tradizionali? E’ questa l’informazione libera, profumatamente pagata, per cui gli italiani devono levare in alto gli scudi?

La televisione è morta. I nuovi internet-tv sono già disponibili sul mercato. Se saremo in grado di difendere le neutralità della rete, allora non appena anche il popolo dei reality-show si accorgerà dell’immenso patrimonio di contenuti disponibili sui portali di video-sharing e sulle web-tv, comodamente disponibili al tocco di un tasto sul telecomando, i contenuti convidisi in rete soppianteranno in larga parte i costosi programmi dei grandi centri di produzione. Per costruire dal basso contenuti professionali sono già disponibili modelli di crowd funding, cioé di finanziamento collettivo, che soppianteranno il costo degli abbonamenti alle pay-tv, in un ottica di micro-partecipazione diffusa alla produzione della cultura e dello spettacolo dove ognuno vale uno, ovvero non esiste nessuna redazione se non l’intelligenza collettiva dei cittadini digitali presi nel loro insieme.

Gli ultimi dati Sky relativi a Current.tv parlano di 2.952 telespettatori al giorno di ascolto medio. Secondo Current, che replica a Sky in questa nota, il dato si riferisce al numero medio di telespettatori che sono sintonizzati sull’emittente ogni minuto, mentre il numero totale dei contatti giornalieri sarebbe di 410mila spettatori unici.

Tanto per mettere a raffronto Davide e Golia, mi limito a prendere i dati del mio canale Youtube relativi agli ultimi trenta giorni, dove chi mi segue sa che non ho prodotto quasi niente perché vivo dentro e fuori dagli ospedali. Il dato raffrontabile è sul numero di contatti giornalieri. Solo per quanto riguarda il canale Youtube di Byoblu.Com sono quasi 9.000 (vedere immagine in testa all’articolo). Poi bisogna aggiungere il traffico sul canale 100 di Streamit e quello generato da tutti gli altri portali di videosharing che ogni giorno diffondono video prodotti dal blog. Presumibilmente un dato che oscilla intorno al 10%, ma generato senza soldi, senza studi costosi, senza staff, senza redazioni, senza Travaglio, senza Cruciani, senza Telese, perfino senza pubblicare niente, senza null’altro che passione e debiti. Questo è il modello di informazione distribuita, completamente nelle mani del cittadino, l’utilizzatore finale – come direbbe qualcuno -, per il quale ho già dimostrato di saper combattere e che ritengo giusto difendere con tutti i mezzi necessari.

Current.tv è una realtà commerciale. Se devo guardare una televisione, preferisco SkyTG24 o il TG di Mentana su LA7, due prodotti dignitosi e professionali che non fanno mistero della loro natura, che non mascherano le loro reali finalità dietro a una bandiera che non gli appartiene e che, soprattutto, non cercano di strumentalizzare l’opinione pubblica e la buona fede del popolo della rete suonando la grancassa dell’informazione libera, quando tutto poi si risolve ad una questione di contratti e di accordi economici nell’unico intento di continuare a crescere, per riproporre una televisione vecchia, costruita con gli stessi nomi che siamo già abituati a vedere altrove.

Essere indipendenti e liberi, almeno stando alle dichiarazioni iniziali di Al Gore, o almeno a come molti di noi le avevano intese, avrebbe dovuto e potuto avere tutto un altro significato. Peccato…

UPDATE: leggi il comunicato di Mockridge e guarda le cifre dell’offerta globale di Sky a Current. Un budget complessivo da 9 milioni di euro in tre anni. Di cosa stiamo realmente parlando?

 

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30 risposte a CURRENT.TV NON E’ IL FUTURO DELL’INFORMAZIONE LIBERA

  • 3
    Marcuzio

    Infatti la vera battaglia dovrebbe essere quella contro il monopolio dell’informazione ed in difesa della libertà di espressione e di informazione fuori e dentro la rete…il fattore Current può essere un pretesto per innescare la miccia, datosi che la pubblica opinione è abbondantemente anestetizzata e pilotata dal trash…

  • 2
    the doctor

    Pienamente d’accordo con il tuo articolo.

    Il signor Gore ha evidentemente un ottimo staff di marketing che studia le dinamiche italiane del cosiddetto popolo della rete.
    Gita da Santoro, sollevazione popolare sui sociale media e uso spericolato del termine “censura” a condire il tutto.
    Mi sorprende un solo fatto: a troppo pochi è venuto in mente che Al Gore ha i soldi per mettersi in proprio e prendersi una frequenza sul digitale terrestre per fare la sua “tv libera”.
    Allora, io comune cittadino, come faccio a non pensare che si tratti di una questione di soldi e non di censura?

    Il signor Gore ha evidentemente un ottimo staff di marketing che studia le dinamiche italiane del cosiddetto popolo della rete.Gita da Santoro, sollevazione popolare sui sociale media e uso spericolato del termine “censura” a condire il tutto.

    Mi sorprende un solo fatto: a troppo pochi è venuto in mente che Al Gore ha i soldi per mettersi in proprio e prendersi una frequenza sul digitale terrestre per fare la sua “tv libera”.Allora, io comune cittadino, come faccio a non pensare che si tratti di una questione di soldi e non di censura?

  • 1
    Andrea Gennari

    @Duccio provaci e poi ci rivediamo fra tre mesi… Il modello di cui parli non è sostenibile in questo mercato. Ma neanche un po’. Chiedi allo stesso Byoblu se ci campa con i suoi video (a quanto pare cliccatissimi). Sono proprio curioso di saperlo. Fare informazione in TV non è un hobby e non basta accendere una webcam. Non è come fare informazione online.

    • 1.1

      Certo che da solo non ce la farei!

      Serve prima di tutto un brainstormig per provare a identificare un modello che potrebbe funzionare. Magari non esiste, ma quante ore abbiamo mai dedicato nel cercare di individuarlo? In quanti eravamo/eravate a ragionare?

      Magari non è fattibile, ma fino al 2010 nemmeno “Groupon” era considerato fattibile, eppure il concetto di “gruppo d’acquisto” esisteva già da decenni!

      Intendo dire che la formula giusta POTREBBE esistere, ma se non ci sforziamo nemmeno di trovarla, anche se esistesse di sicuro non la troveremo.

      Inoltre occorrerebbe aggregare le competenze: io me la cavo dal punto di vista tecnico e del marketing, ma non ho un punto di partenza, non avrei modo di far conoscere una simile iniziativa e quindi cadrebbe in disuso. Da solo non mi ci metto nemmeno: sarebbe solo una perdita di tempo.

      Poi, ragionando, l’idea iniziale di web-tv può trasformarsi anche in qualcosa di diverso. Potrebbe diventare un multi-blog per blogger professionisti in stile “ilfattoquotidiano” ma con peculiarità diverse (solo blogger, no giornalisti), modello di business diverso (da definire), integrazione più ampia con contenuti multimediali (integrazione con una web-tv tipo livestream), e modello editoriale user-driven (cioè non sarà una ristratta cerchia di editori a decidere il posizionamento degli articoli in home page ma sarà la community, votando a farlo). Le tecnologie esistono già: per es. su democraziadiretta.net usiamo un modello simile per definire la home page. E queste sono solo le idee che vengono in mente a me, da solo, in 5 minuti. Se fossimo una decina a ragionarci, per qualche ora, o giorno o settimana… a cosa potremmo arrivare?

      Non ne varrebbe la pena?

    • 1.2
      Duccio A.

      Certo che da solo non ce la farei!

      Serve prima di tutto un brainstormig per provare a identificare un modello che potrebbe funzionare. Magari non esiste, ma quante ore abbiamo mai dedicato nel cercare di individuarlo? In quanti eravamo/eravate a ragionare?

      Magari non è fattibile, ma fino al 2010 nemmeno “Groupon” era considerato fattibile, eppure il concetto di “gruppo d’acquisto” esisteva già da decenni!

      Intendo dire che la formula giusta POTREBBE esserci, ma se non ci sforziamo nemmeno di trovarla, anche se esistesse (il che non è garantito) di sicuro non la troveremo.

      Inoltre occorrerebbe aggregare le competenze: io me la cavo dal punto di vista tecnico e del marketing, ma non ho un punto di partenza, non avrei modo di far conoscere una simile iniziativa e quindi cadrebbe in disuso. Da solo non mi ci metto nemmeno: sarebbe solo una perdita di tempo.

      Poi, ragionando (con la tecnica del lateral-thinking), l’idea iniziale di web-tv può diventare qualcosa di diverso. Potrebbe diventare un multi-blog per blogger professionisti in stile “ilfattoquotidiano” ma con peculiarità diverse (solo blogger, no giornalisti), modello di business diverso (da definire), integrazione più ampia con contenuti multimediali (integrazione con una web-tv tipo livestream), e modello editoriale user-driven (cioè non sarà una ristratta cerchia di editori a decidere il posizionamento degli articoli in home page ma sarà la community, votando a farlo). Le tecnologie esistono già: per es. su democraziadiretta.net usiamo un modello simile per definire la home page. E queste sono solo le idee che vengono in mente a me, in 5 minuti. Se fossimo una decina a ragionarci, per qualche ora, o giorno o settimana… a cosa potremmo arrivare?

  • 0
    paoletta

    c’è da dire che a Current sono stati offerti due milioni di euro l’anno: mi risulta ci siamo molti canali in onda su Sky che prendono molto meno e fanno più audience, e addirittura altri che fanno ascolti ma Sky non li fila per nulla…. quanto polverone ad Annozero…

    • 0.1

      http://www.byoblu.com/post/…. 1 milione all’anno più 1 milione (all’anno?) in pubblicità. Oltre al milione e passa che in pubblicità raggranella Current stessa. Parliamo di un budget triennale dai 7 ai 9 milioni di euro e passa (anche 10).
      Di cosa stiamo davvero, realmente, parlando???

  • -1
    emilio

    in risposta ai critici, io mi sono iscritto sui social network non per al gore ad anno zero, ma perchè al sera anzichè il pc voglio accendere la tv e sapere che posso vedere di tutto. Vi rigiro la domanda, se domani togliessero di mezzo tutti i fruttivendoli, voi che fareste se vi venisse voglia di una mela?Se abbiamo la possibilità di pluralismo lasciamolo. Non vi schierate dalla parte di chi dice che grillo fa quello che fa per soldi.. certo vorrei vedere voi, se doveste metter la faccia gratis… meditate gente e passate parola

  • -2
    Tommy81

    Ciao Claudio,

    secondo me tu hai ragione, solo che hai sbagliato approccio.
    Ti sei lasciato andare troppo a parlare di questioni di share, il che distrae dal punto focale del tuo appello: Current è un tv commerciale, quindi non ha senso elevarla a modello di “futuro della libera informazione”, men che meno a quello di “unico” futuro…

    Dovresti, secondo me, scrivere un bell’articolo sulla vera natura della vera “libera informazione”, su come funziona e su quali logiche si basa nel dettaglio, questione che hai accennato solo di stricio in queso articolo come hai accennato solo di striscio al perchè Current ha disatteso le aspettative iniziali.

    Te lo dico per esperienza: parlando con un mio collega non sono riuscito a farlo ragionare perchè, dopo avere letto l’articolo di Tessaarolo pubblicato sul Fatto Quotidiano si è convinto che tu abbia diffuso dati falsi e che quindi menti e che non sei attendibilel, rifiutando di riflesso le altre argomentazioni (Current è tv commerciale e la storia della proposta commerciale da 7/9 milioni) che sono ben più interessanti dello share…
    Quello del mio collega è un atteggiamento infantile e superficiale, lo so, ma lui è solo un esempio. Il punto a cui voglio arrivare è semplicemente quello di consigliarti di non battere tanto sulla questione dello share perchè oltre ad essere inunfluente al fine di confutare la tua opinione rischia di diventare pure controproducente.

    Nel confronto che avrai via Skype con Tessarolo il mio consiglio è di cercare di spostare il contradditorio sui meccanismi commerciali e selettivi di Current più che su questioni di share e della corretta lettura di dati (o sui reali retroscena della decisione di Sky).
    Che dietro la decisione di Sky ci siano motivazioni politico/economico/egemoniche/dittoriali infatti poco cambia alla tua argomentazione secondo la quale Current, in quanto tv commerciale, non può venir considerata simbolo della “libera informazione” e di conseguenza, chi la difende in realtà sta segnando un autogol per la vera libera informazione senza nemmeno rendersene conto… ^_^

    Buon lavoro.
    Tommaso.

    • -2.1

      Caro Tommaso,

       ci sono tante, ma tante persone in giro, e ho capito che non riuscirai mai a farti comprendere da tutti. Per esempio, tu hai compreso, ma il tuo amico no. Ora: ho faticato un po’ a capire cosa mi stavi dicendo circa la storia dello “share”. Poi ho capito che ti riferivi al numero medio di spettatori, ma è una questione cui mi pare ho accennato solo in chiusura, non era fondante. Inoltre quali sarebbero i dati falsi? Un dato è oggettivamente vero oppure falso. Chiedi al tuo amico quali sono i dati falsi pubblicati. Sono curioso di capire.

      Grazie per il tuo intervento,

      Claudio

  • -3
    roberto.lass

    in realtà nel 2011, tolto il super evento raiperunanotte trasmesso su current il 25 marzo 2010, ha fatto il +15%. http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/21/current-tv-la-verita-sui-dati-d%E2%80%99ascolto/112802/

    • -3.1

      Lo sappiamo e probabilmente è vero, ma questo non sposta di una virgola la quantità di argomentazioni contro questa Fatwa lanciata da un’impresa commerciale allo scopo di trattare condizioni migliori (rifiutando in realtà un contratto dignitoso da un milione più un milione l’anno, più un altro milione almeno di pubblicità ricavata in proprio, quindi diciamo 10 milioni di dollari in tre anni).

  • -4

    Perchè non crearla noi una web-tv dove sia possibile inviare contenuti e votarli? Dove il palinsesto sia deciso dagli spettatori e con un modello di business funzionante. Per esempio per inserire contenuti, e quindi ottenere visibilità/pubblicità si deve sostenere economicamente la webTV. Poi ci sarebbe la vendita di spazi pubblicitari e altre cose che verranno in mente.

  • -5
    toka3

    Ho letto l’articolo e posso dire che condivido alcune cose. come per esempio il fatto della sfida persa sul campo degli UGC. Tuttavia penso sia molto riduttivo circoscrivere l’informazione di Current Tv Italia ai soli Travaglio,Cruciani,Telese. Servizi come Vanguard, Geek Files e Green Saver offrono delle ottime inchieste ed approfondimenti che a mio parere dovrebbero essere prese come esempio da molte altre emitttenti che offfrono contenuti ben più sterili.

  • -6
    High Definition

    Guarda che 2 milioni di euro l’anno non sono una cifra così alta per una televisione. Io sono stato un produttore televisivo e so che fare televisione costa. Comunque per me ha ragione Marantz quando conclude chel’approccio corretto è quello di chiedere trasparenza sui reali motivi della decisione, non di pontificare che tanto la TV è morta, quindi chissenefrega. (Vedi risposta n°7). Quindi inviterei tutti ad informarsi meglio che possono prima di esprimersi. E’ chiaro che sarà difficilie stabilire quali documenti, forniti dalle parti in causa, siano veri e quali no; ma confrontando le versioni e i documenti di entrambe le parti in causa (Sky e Current) sembrerebbe più credibile la versione fornita da Current. Il “fax” che Current avrebbe ricevuto da Sky ha tutta l’aria di essere autentico (http://nocensura.current.com/#section1). E anche i dati d’ascolto forniti dempre da Current, alla stessa pagina, da esperto del settore, mi sembrano molto più convincenti di quelli forniti da Sky. Tutta la spiegazione di Current è molto più convincente. Basti ricordare che limitarsi a citare il dato medio di ascolto, come fa Sky, senza fare riferimento al n° di contatti giornalieri, già da l’idea di voler fornire un’informazione distorta.

    Poi, anche se è vero che ho visto gradualmente sparire dal sito di Current addirittura alcune delle pagine che dovevano servire per proporre video originali, con la speranza di essere anche pubblicati e pagati da Current, e se è purtroppo vero che “Il Tritacarne” di Cruciani (da circa un mese in onda su Current) sembra prodotto da Giuliano Ferrara o dalla redazione di Libero, non dimentichiamo che è grazie a Current (e al Tg24 di Sky) che abbiamo potuto vedere “Rai per ua notte” di Michele Santoro in televisione. E questo in un momento in cui il regime stava facendo una prova generale di passaggio più o meno morbido alla dittatura propriamente detta. Se non ci fosse stata quella reazione da parte di importanti forze, sindacato giornalisti RAI in testa, e quel tipo di risonanza sul web, ma, appunto, anche in Tv, probabilmente oggi non avremmo più potuto vedere né Santoro né altri programmi. E’ assolutamente certo che se gli fosse riuscito di cancellare “Anno zero”, nel giro di pochissime settimane avrebbero posato i mortali artigli anche su “Report”, “Ballarò”, fino ad arrivare a tutti gli altri non così numerosi spazi di confronto o di inchiesta ancora rimasti in televisione.

    Invece hanno dovuto rimandare a tempi migliori la “stretta finale” e hanno dovuto leccarsi le ferite, impiegando un annetto per riuscire “almeno” a mettere in Tv Giuliano Ferrara, Sgarbi etc.

    Cerchiamo di non tralasciare simili dettagli.

    Se la storia ci insegna qualcosa, cerchiamo di renderci conto che il passaggio alla dittatura non è una eventualità così remota come a volte sembriamo pensare. Dovremmo tenere nel massimo conto il fatto che la vigilanza democratica, anche in quella occasione, dando prontamente battaglia, riuscì a prevalere. Ma l’esito non va mai dato per scontato e la battaglia va rinnovata in ogni occasione, con ogni mezzo che abbiamo.

    E, per l’appunto, Current fu in quell’occasione uno dei mezzi fondamentali attraveso i quali la lotta per la democrazia potè articolarsi ed esprimersi.

    Oggi a pranzo ho acceso Current e in onda c’era una interessantissima, lunga intervista a Milena Gabanelli (Report) su un palco del Festival del giornalismo tenutosi a Perugia alla fine di aprile. Se consideriamo che la minaccia continua di cause, anche con richieste di centinaia di milioni di euro di danni, tiene costantemente sotto pressione la Gabanelli e il suo programma; che, per sua stessa dichiarazione, metà delle sue energie vengono risucchiate da codeste cause, “mettendo a dura prova la resistenza sia fisica che psichica”, forse ci rendiamo conto di quanto sia oggi ancora difficile in Italia svolgere un decente lavoro di inchiesta e di quanto questo sia prezioso.

    Current ha certamente dei difetti e se ne deve discutere ma, come detto sopra da White Duke, Il punto è “che solo se Current continuerà ad esistere potremo sperare che un giorno nasca un’emittente che riesca a fare di meglio e poi un’altra ancora che sappia fare meglio di entrambe e così via… ma se cancelliamo alla base ogni modello di riferimento allora si che siamo fottuti”.

    • -6.1

      E tu credi davvero che Current abbia trasmesso la diretta di Santoro solo per spirito di crocerossina dell’informazione?

  • -7
    flamanna77

    Sono pienamente d’accordo con te. Infatti mi fanno ridere tutti questi gruppi di solidarietà sui social network nati dall’oggi al domani, sol perchè Al Gore ha fatto un passaggio televisivo su Annozero, denunciando una cattiva gestione di Sky..

  • -8
    iol

    Cito dall’ANSA la dichiarazione di Mockridge, ad di Sky Italia: ”A Sky Italia abbiamo stima per Current TV e per Al Gore. Per questo motivo lo scorso 13 maggio abbiamo fatto al suo socio, Joel Hyatt, un’offerta per continuare ad avere Current per altri tre anni su Sky. Non corrisponde dunque affatto al vero che Sky abbia deciso unilateralmente di cancellare il canale. Purtroppo, Joel ha deciso di non accettare la nostra offerta e ha chiesto invece di avere il doppio di quanto Current percepisce attualmente, una cifra che arriva ad essere vicina a 10 milioni di dollari. Si tratta di una richiesta decisamente troppo alta, specie in relazione alle recenti performance del canale”.

  • -9
    MaRaNtZ

    Condivido quanto sostieni, però occorre anche essere un minimo obiettivi.

    Sky non ha modo, tranne che con sondaggi, di stabilire il reale share di un canale, e in ogni caso rifuggo dall’idea di considerare la “qualità” di una produzione televisiva solamente dallo share.

    Se questo fosse l’unico metro di giudizio, il TG1 di Minzolini avrabba 10 volte più diritto di essere diffuso rispetto al TG, che ne so, di Teleromagna, degnissimo ma limitato al locale.

    Current è registrato nei miei preferiti di Sky, indipendentemente dal fatto se il suo share è cresciuto oppure calato, a me PIACE, e dato che SKY in blocco è un colosso che fa BUSINESS, ei io PAGO fior di canone mensile per vederla, non esiste che si possa chiudere un canale SENZA informarne preventivamente gli utenti, per sapere come la pensano.

    Spero che il problema non sia solo l’esosità di AlGore, che taluni affermano abbia indispettito sky perchè chiedeva il doppio di royalty per il rinnovo del contratto con Sky, c’è anche chi dice che SKY stia per balzare sul digitale terrestre, e mister B (c’entra sempre lui) abbia chiesto a sky, come corrispettivo, di togliere alcune TV un po scomode.

    Fatto sta, che io voglio essere libbero di difendere il bravissimo Messora, ma anche Current.TV.

    A Roma, teatro Jovinelli, io c’ero (mi ricordo ancora gli stivali pitonati di AlGore), ha venduto un sogno al quale io ho creduto, vederlo svanire così mi fa un po di rabbia.

    Scusa Claudio, ma l’approccio corretto è quello di chiedere trasparenza sui reali motivi della decisione, non pontificare che tanto la TV è morta, quindi chissenefrega.

    • -9.1

      e questo fosse l’unico metro di giudizio,

      No, non è l’unico metro di giudizio. E ti dirò di più: non lo sarebbe, per quanto mi riguarda, neppure per la trasmissione di Sgarbi di ieri sera, che non può sparire dopo una sola puntata, senza dare a un format (per quanto esecrabile in alcune parti dove tutela se stesso) modo di crescere e di farsi apprezzare.

      Infatti per quanto mi riguarda non è l’unico metro di giudizio. L’ho messo in fondo, mentre prima valgono tutte le altre considerazioni.

      Current ha tutto il diritto di esistere. Come una qualsiasi altra televisione, dato che è un prodotto commerciale e come tale si è sempre comportato, pur con alcuni contenuti sicuramente interessanti. Ma non può agitare il popolo della rete definendosi l’unico canale di informazione libera e indipendente italiano, quando non ha mai fatto quello che ha promesso inizialmente, cioè essere uno spazio democratico dove la rete avrebbe trovato espressione.

      E’ una televisione come un’altra. Trasmettono a suon di contratti e non sono per niente disponibili né inclini a fare una televisione “diversa”, cercando volti e voci diverse, mentre cercano, specialmente ultimamente, di convergere.

      Quindi, che esistano pure, ma senza strumentalizzare lo spauracchio della difesa della libera informazione in rete. Quella è un’altra cosa. Quella è proprio un’altra cosa, e di quella, Current.Tv, non si è mai occupata, pur se avrebbe potuto dare una grossa mano.

  • -10
    raffaele5
  • -11

    Caro Claudio,

    mi interesserebbe avere la tua opinione sulla nascente “Tv Popolare” (http://tvpopolare.it/) di cui ha parlato anche Il Fatto online (http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/17/tv-popolare-partono-le-sottoscrizioni-per-la-televisione-solidale/111838/). Grazie.

  • -12

    Quoto tutto il tuo articolo.

    W l’informazione libera!

  • -13

    Current TV non è una televisione libera. Per come la intendo io, una TV libera deve offrire il proprio contenuto gratis a tutti. Riguardo al resto, le TV commerciali non daranno mai spazio ai videoblogger. Questa categoria rappresenta un “pericolo” per i giornalisti(o pseudo tali).

  • -14
    White Duke

    Ho letto con interesse l’articolo iniziale di questo thread. Sono fra quelli che oggi su facebook hanno cambiato il loro avatar protestando il loro dissenso per l’annunciato oscuramento di Current.

    È ovvio che ne Current ne nessun’altro potrà mai fregiarsi in senso assoluto di termini molto impegnativi quali libertà, indipendenza, oggettività eccetera eccetera. È già molto se un progetto televisivo è nato ponendosi questo fine… con questo intendo che il giudizio su ctv andrebbe formulato sempre in considerazione del contesto (quello televisivo, appunto) di fatto ancora molto lontano dalla de-regulation della rete…

    Il punto è che solo se Current continuerà ad esistere potremo sperare che un giorno nasca un’emittente che riesca a fare di meglio e poi un’altra ancora che sappia fare meglio di entrambe e così via… ma se cancelliamo alla base ogni modello di riferimento allora si che siamo fottuti… :(

     

  • -15
    Tommy81

    I dati “falsi” sarebbero quelli dello share 2010/2011 pubblicati da Sky e che tu hai riportato nell’articolo (rendendoti, agli occhi del mio collega) colpevole della medesima menzogna.
    La falsità starebbe nella faziosità del dato così presentato per i motivi spiegati da Tessarolo nel suo articolo: nel calcolo delle medie presentato da Sky non si tiene conto di Rai per una notte, che avrebbe sconvolto la media annuale e che non bisognerebbe conteggiare in quanto evento unico, irripetibile e straordinario. Così facendo le si otterrebbero conclusioni opposte a quelle diffuse da Sky e cioè un aumento dello share del 15% nel prime time (vado a memoria) nel 2011 per Currrent.
    Una precisazione: non sono io ad affermare che dai dati falsi e che menti, è il mio collega ;-)

    Il comunicato di Sky è il primo dato a venire elencato nell’articolo ed è ciò che ha colpito di più il mio collega. Io ho provato e spiagargli che non era quello il nocciolo, ma nulla… non c’è stato verso…
    Hai pubblicato un dato falso, quindi menti…-

    Checcevoifà… so ragazzi… ^_^

    Tommaso.

    • -15.1

      Spiega al tuo amico innanzitutto che io non ho mai parlato di share. Gli unici dati che do sono un mix di dati presi dal comunicato di Sky (stiamo parlando di parecchi giorni fa) e da quello di Current. Nella fattispecie, i 2952 telespettatori di media sono mi pare quelli Sky, ma se guardi la tabella fornita da Current non cambia un granchè, attestandosi più o meno sui 3000. Di contro do la media giornaliera di contatti così come è stata presentata da Current, ovvero 410mila spettatori unici al giorno, dunque diciamo che non può parlare di dati falsi per una cinquantina di utenti al giorno in più o in meno, perchè sono differenze ridicole, mentre potrebbe farsi cogliere dal sospetto che i 410mila utenti unici al giorno possano essere falsi perché abbiamo solo la fonte di Current, eppure li ho dati lo stesso: ecco il passaggio del mio articolo:



      Gli ultimi dati Sky relativi a Current.tv parlano di 2.952 telespettatori al giorno di ascolto medio. Secondo Current, che replica a Sky in questa nota, il dato si riferisce al numero medio di telespettatori che sono sintonizzati sull’emittente ogni minuto, mentre il numero totale dei contatti giornalieri sarebbe di 410mila spettatori unici.

      Dunque il tuo amico mi pare che abbia qualche difficoltà ad esaminare bene la consequenzialità dei ragionamenti, le fonti e i raffronti tra i dati, e che corra un po’ nell’attribuire a questo o a quel commentatore la patente di falsario, il tipico atteggiamento di chi si schiera ideologicamente senza concedersi il lusso di esaminare bene tutte le motivazioni. Purtroppo io con questo genere di persone non posso perdere molto tempo. Sono consapevole di essere andato controcorrente, ma a volte andare controcorrente è una prerogativa di un blog che cerca innanzitutto di ragionare sulle cose e di far ragionare, senza seguire l’onda, e per questo paga in termini di critiche: da una parte alcuni abbandonano scandalizzati, dall’altra parte guadagni consensi da parte di chi ha una funzionalità critica più sviluppata e apprezza leggere analisi che non siano tutte uniformi e grigie.

    • -15.2
      Tommy81

      Che il mo collega sia ideologizzato lo penso pure io ma appunto per questo sarebbe inutile cercare di farglielo capire perchè non riuscirebbe a rendersene conto…
      Come ho già detto comunque: se io contrabbattessi parlando ancora di share, fomenterei nella sua testa l’idea che sia una questione importante e decisiva nella questione di Current e dello schierarsi o non schierarsi a favore della sua battaglia, anche se l’intento reale sarebbe quello di fargli capire che non hai mentito sui dati.
      Proverò a riportargli quello che hai scritto ma tanto dubito che servirà a qualcosa… ^_^

      Buona notte!

    • -15.3

      Detto per inciso, (potrei sbagliarmi perché è tardi, voglio andare a letto e non voglio rileggermi l’articolo) non mi pare di avere menzionato la storia del 40% in meno di audience, che è l’unico dato che NON E’ FALSO, perché è reale, ma è ovviamente interpretabile, e Current in questo caso lo interpreta correttamente. Dunque se non ho menzionato la storia dei 40% in meno di spettatori (ovviamente lo fa il comunicato Sky, che non posso mica modificare pena l’accusa di essere censore), di quali dati falsi parla il tuo amico?

      Offrigli una birra da parte mia (quando ti vedo ti restituisco i soldi) e fallo riprendere, che mi sembra un po’ confuso :)

    • -15.4

      Ho riletto e… no… il 40% di utenti in meno non l’ho proprio menzionato. Il tuo amico è fuori come una biscia. Posso mai essere accusato da gente che non sa leggere? Converrai con me che uno poi perde la pazienza, perché è già difficile farsi capire ragionando serenamente con persone che cercano di comunicare correttamente, se poi devi farti carico anche di quelli che non capiscono niente, entrano, sentenziano senza leggere (perché l’articolo in realtà parlava di tante altre cose, le più sostanziali, il tuo amico non le ha lette o non le ha per caso capite?) e se ne vanno sbattendo la porta… no grazie :)
      Buonanotte!

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