Quanto ci è costata l’elezione di Fassino

Qualcuno storce il naso quando sente dire da un rappresentante del Movimento Cinque Stelle che i partiti fanno campagna elettorale “rubando i soldi ai cittadini“. Gli stessi non hanno solitamente nulla da eccepire quando un ministro della Repubblica brucia la bandiera o alza il dito medio. Punti di vista. O magari è solo il naso che gocciola, del resto questa è la stagione delle allergie.

I finanziamenti pubblici ai partiti sono stati eliminati, ma poiché la politica senza soldi stava perdendo tutte la sue attrattive, sciacalli e mangiatori di carogne hanno reintrodotto dalla finestra ciò che a furor di popolo era uscito dalla porta. Così sono arrivati i rimborsi elettorali. Tu fai campagna elettorale per mettere i tuoi uomini dentro alla cosa pubblica, e i soldi te li danno i cittadini. Ti pagano la pubblicità. Ti ridanno i soldi a rate, un po’ alla volta, per cinque anni, anche se la legislatura cade. Così può succedere che nello stesso anno prendi i soldi per due campagne elettorali sostenute a distanza di un paio d’anni l’una dall’altra. Ma attenzione, li prendi solo se superi lo sbarramento: se ti manca un solo voto, allora perdi tutto e paghi di tasca tua. Cosa c’è di più incostituzionale? Se prendo un voto, ridammi i soldi di un voto. O sono un cittadino diverso dagli altri? In fin dei conti, già solo per candidare la mia formazione politica alla tornata elettorale ho dovuto reperire migliaia e migliaia di firme, quindi ho già brillantemente superato il test di ammissione. Perché dunque condannare i poveri ad esserlo sempre di più e ricompensare i ricchi con ulteriore ricchezza?

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Una volta superato lo sbarramento, un partito si è assicurato una rendita costante, cui vanno sommati tutti i compensi per gli incarichi di governo, per le segreterie e per tutte le attività istituzionali del caso. Un giro d’affari che attira speculatori e faccendieri come mosche al miele. La politica è il più grosso business attualmente disponibile, anche perché è l’unico nel quale i finanziatori non possono né rifiutarsi di metterci i soldi, né ritirarsi, né mettere becco sulle attività che finanziano. Quale imprenditore non proverebbe a buttarsi nell’affare, con un simile il rischio d’impresa?

Rinunciare ai rimborsi elettorali significa innanzitutto rientrare in un percorso virtuoso che spinge ad ottimizzare le risorse disponibili anziché dilapidarle a spese di altri, ma soprattutto significa togliere di mezzo il miele e allontanare così le mosche, perché a svolazzare intorno alle nostre tavole imbandite restino solo farfalle, colibrì e, tutt’al più, qualche ape operosa.

Guardate come i partiti e le liste candidati alle aministrative a Torino hanno gestito i soldi pubblici, secondo la ricostruzione di Andrea Maggiore.

I COSTI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE A TORINO

dalle formazioni più virtuose a quelle che hanno scialacquato di più.


 Ciao Claudio, non ti chiedo come va perché so che non è il caso.Vivo a Torino. Dopo aver sopportato le migliaia di cartelloni pubblicitari esposti per le amministrative, piazzati in ogni angolo della città, mi è venuta la curiosità di sapere quanto hanno speso i partiti per quest’ultima campagna elettorale. Ieri sera ho quindi investito mezz’oretta del mio tempo sul sito web dell‘albo pretorio del comune di Torino  e mi sono scaricato tutti i bilanci preventivi di spesa dei vari partiti, movimenti, liste civiche. Solamente a leggere certe cifre ti si rizzano i capelli in testa!Il PDL ha messo in campo circa 650.000 EUR per sostenere un candidato scelto per perdere (le candidature PDL a Torino sembrano fatte a posta per non disturbare troppo il PD, vedasi Buttiglione nel 2006). La lista detta terzo polo ha tirato fuori quasi 100.000 EUR, una cifra enorme considerando i risultati.

Non soddisfatto di questi numeri, ho deciso di rapportarli ai risultati delle votazioni, così da ottenere per ogni lista il costo del singolo voto di preferenza ottenuto.

Tralasciamo le due liste civetta, ovvero la lista del Grillo parlante (con la scritta GRILLO enorme) e la lista Coppola sindaco (che niente ha a che vedere col candidato PDL) che, ingannando i cittadini, sono riuscite a racimolare parecchi voti a fronte di una spese complessiva ridicola (0,09 EUR/voto per entrambe). Il primo classificato in termini di efficienza economica è il Movimento 5 Stelle, che con i suoi 3.500 EUR spesi e i 21.078 voti ottenuti, può vantare un bello 0,17 EUR/voto. A seguire troviamo Pensionati e invalidi per Fassino con 0,28 EUR/voto, Lista Civica Forza Toro con 0,6 EUR/voto, Lega Padana Piemonte (altra lista civetta) 0,61 EUR/voto, SEL 0,63 EUR/voto e via via risalendo l’elenco dei più spendaccioni, fino a quell’1,13 EUR/voto della Lega Nord, all’1,34 EUR/voto del PD e all’1,76 EUR/voto dei Moderati per Fassino. Ma non è ancora niente: fra i 2,00 ed i 3,00 EUR/voto troviamo IDV, UDC e Pensionati, intorno a 8/9 EUR/voto si attestano finalmente il PDL e La Destra, mentre a circa 300 volte il costo del voto del M5S troviamo Lista civica Insieme per Torino (a sostegno del PDL) con 49,37 EUR/voto e Lista civica Cittadini non Sudditi con 51,85 EUR/voto.

In totale le varie liste hanno speso 1 milione e trecentomila euro, in grandissima parte soldi ottenuti tramite i rimborsi elettorali e quindi deo cittadini, con i quali hanno tappezzato la città e intasato le caselle postali di faccioni che nulla dicono su programmi ed idee di governo.

Credo fortemente nella motto del Movimento Cinque Stelle: “Quando togli i soldi alla politica, questa diventa passione“, e i risultati della mia analisi non fanno che rafforzare in me questa convinzione.

Buona guarigione

Andrea Maggiore

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10 risposte a Quanto ci è costata l’elezione di Fassino

  • 2
    Anas E.

    Pippo ha scritto :

    “Quindi i soldi sono andati alle tipografie, alle agenzia fìdi pubblicità, ai grafici agli operai, ai ditributori, ai centralinisti, ai sondaggisti. Tutta una serie di persone che portano il pane a casa con il loro lavoro.

     

    Oppure dobbiamo smantellare l’economia dei servizi e terziario?”

    Pippo ! Ma che logica è questa? sono sempre soldi nostri, e i soldi miei LI DO IO a chi voglio.

    Pippo, se il funzionario della banca ti svuotasse il tuo conto per farsi la piscina nel giardino? i tuoi soldi dove sono andati a finire? dall’idraulico, l’eletrecistà, il muratore, il piastrellista, l’escort invitata la sera dell’inaugurazione della piscina…sono sempre soldi tuoi che rientrano nelle tasche di altri cittadini redistribuendosi. L’importante è che il funzionario non lasci fermentare i tuoi soldi nel suo conto!!!

    La Rai è la società concessionaria in esclusiva del servizio PUBBLICO radiotelevisivo, che dia lo spazio a tutti quanti per farsi la loro campagna elettorale, lo stesso vale per i comuni. chi vuole permettersi più lusso, che tiri fuori la grana dalle sue tasche !!!

    Il M5S si fa la campagna elettorale con qualche milliaio di Euro !!! Ed è riuscito a conquistare il cuore di tanti elettori.

     

     

     

  • 1
    Pippo

    Però il milione e tre che, come dici tu, è uscito dalle tasche dei cittadini poi è rientrato nelle tasche dei cittadini redistribuendosi.

    Non è che le liste si sono mangiati i soldi del finanziamento (forse qulcuna), li hanno usati per pagare i manifesti, la pubblicità, i volantini gli attacchini (ecc).

    Quindi i soldi sono andati alle tipografie, alle agenzia fìdi pubblicità, ai grafici agli operai, ai ditributori, ai centralinisti, ai sondaggisti. Tutta una serie di persone che portano il pane a casa con il loro lavoro.

    Oppure dobbiamo smantellare l’economia dei servizi e terziario?

    Bene, allora, torniamo alla Polis greca dove votano solo qualche migliaio di Aristos che tanto si conoscono tutti e non hanno bisogno di pubblicità si fanno una bella assemblea in Piazza Castello si eleggono fra loro per alzata di mano.

    E intanto tutti gli altri schiavi pensasaro a lavorare che la politica non è per loro !

  • 0
    Anas E.

    Pippo scrive :

    • Però che spende 12 milioni di euro di tasca sua per una campagana a sindaco quanto spera di ricavatrci in cambio di cinque anni di sindacatura ?”

    Pippo ! Se pensi che il finanziamento pubblico della campagna elettorale, fa sì che il sindaco non rubi, allora ti sbagli. Secondo me l’unico modo è quello proposto dal M5S : “Voglio rivolgermi e ringraziare chi ci ha dato il voto, vi ringrazio con il cuore, ma non pensate di averci delegato a fare qualcosa, vi siete autodelegati, vi siete dati il voto, avete messo uno di voi, un cittadino dentro il Comune, quindi adesso dovete lavorare in nero perché non vi paghiamo, quindi tutto in nero, è bellissimo, per fare progetti da mettere dentro il vostro Comune, avete un cittadino che è dentro, che ha due funzioni: quella di essere un terminale di un social network dei cittadini fuori e della Rete, che fa la sentinella, fa il disinfettante, mette fuori tutti i documenti pubblici, saranno veramente pubblici sulla Rete” Beppe Grillo

    Pippo scrive :

    • A napoli non è riuscito a sfondare e a sud di Napoli non esiste

    Sai bene come funziona da quelle parti : “Il voto di scambio“: La Mafia tratta direttamente col più FORTE, io ti assicuro i voti, in cambio tu mi assicuri l’impunità e la mano libera sugli appalti.

    Alla fine ti invito e invito tutti voi a leggere questa analisi dettagliatissima sulla “TRUFFA Rimborsi Elettorali” Di Marco Travaglio,

    Passa Parola del 1 Marzo 2011

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/travaglio-ad-personam-passaparola-1-marzo-2010/

    Il furto pubblico dei partiti
    Infine fu abolito, grazie al referendum popolare del 1993, del 18 aprile del 93, il referendum dei radicali, il finanziamento pubblico dei partiti: il 90, 3% degli italiani disse “ noi non vogliamo più che i partiti prendano una lira di denaro pubblico”. Sarà giusto o sarà sbagliato?
    Questo hanno stabilito i cittadini italiani, i referendum vanno rispettati e invece, subito dopo, con il governo Ciampi morente, siamo a fine del 93, alla vigilia dello scioglimento delle Camere da parte di Scalfaro, in vista delle elezioni politiche del marzo del 94, quelle che poi Berlusconi vinse per la prima volta, il governo Ciampi morente fece una leggina che consentiva ai partiti di fare rientrare dalla finestra il finanziamento pubblico che il referendum aveva appena scacciato dalla porta. Cambiarono il nome al finanziamento pubblico e lo chiamarono “ rimborso per le spese elettorali”: era una norma, anche se tradiva il senso del referendum, a giudicare da quello che succede oggi abbastanza accettabile o meno inaccettabile e prevedeva che ogni cittadino residente in Italia contribuisse alle spese delle campagne elettorali dei partiti, solo dei partiti che superavano il 3%, se prendevano meno non avevano diritto ai rimborsi, pro capite con 800 lire a testa ogni anno per ciascuna delle due Camere, per cui erano 1. 600 lire pro capite per ogni cittadino residente in Italia. Già allora si scoprì che era troppo: perché? Perché poi i partiti alle elezioni del 94 spesero 36 milioni di Euro, facciamo già i calcoli in Euro, mentre avevano incassato il doppio e quindi già il rimborso era molto largo rispetto alle spese effettivamente sostenute. Del resto, se è un rimborso, che cosa è un rimborso? Tu spendi, mi dai la ricevuta e io ti do l’importo equivalente, non è che prima ti fai dare dei soldi pensando che più o meno spenderai tot e poi te li tieni, anche se hai speso soltanto la metà: quello non è un rimborso, quella è una truffa e quindi la legge era già una truffa, perché dava i soldi prima presuntivamente rispetto a spese che non erano ancora state sostenute e che poi si sono sempre rivelate inferiori rispetto all’importo del rimborso. Ma i partiti non si accontentano e continuano a assaltare la diligenza: nel 97, maggioranza di centrosinistra, il Parlamento.. ma anche con i voti del centrodestra tutti insieme appassionatamente, tranne i radicali, dovete sempre tenere fuori i radicali e, da quando ci sono, i dipietristi, perché hanno sempre cercato di mettere un freno a questo andazzo, anche se poi ovviamente hanno ricevuto anche loro i finanziamenti pubblici, hanno cercato di modificarli, ma si sono sempre trovati in minoranza.
    Ebbene, nel gennaio del 97, il Parlamento dell’Ulivo con i voti del Polo approva un’altra legge che dice “ facciamo che gli italiani devono scegliere se dare o meno i contributi ai partiti: possono devolvere ai partiti il 4 per mille dell’IRPEF, il denaro raccolto va a creare un fondo e questo fondo se lo dividono i partiti in base al loro peso elettorale” e così solo i cittadini che vogliono finanziare i partiti lo possono fare con una parte delle loro tasse. Naturalmente i cittadini versano in pochissimi questo quattro per mille e comunque l’importo versato dai cittadini non è mai stato comunicato ufficialmente, dovevano essere veramente quattro soldi. E allora i partiti rischiano la bancarotta e quindi tornano immediatamente indietro: che cosa fanno? Visco anticipa subito ai partiti, a spese nostre, 160 miliardi per il 97 e 110 miliardi per il 98 ai partiti, perché altrimenti quelli sono in bancarotta, avevano fatto un po’ di spese a babbo morto, pensando che i cittadini gioiosamente andassero a versare e in realtà non avevano versato. Naturalmente il centrodestra, che ce l’aveva con Visco anche quando respirava, questa volta zitto e mosca, intasca pure la sua parte. Si decide di tornare alla vecchia truffa del rimborso elettorale, che poi è un finanziamento pubblico camuffato, cioè il finanziamento diretto: i cittadini contribuiscono sia che vogliano, sia che non vogliano, lo Stato paga. Nel 99 passa la nuova legge che archivia l’esperimento del quattro per mille senza nessun dibattito sul perché i cittadini non vogliono dare i soldi ai partiti, niente, fanno tutto alla chetichella, di notte e di nascosto. Si torna ai rimborsi elettorali e qui, sempre in anticipo naturalmente, si decide di dare un Euro per ogni cittadino iscritto alle liste elettorali, ma non un Euro una tantum.. scusate, non un Euro per tutte le elezioni: no, un Euro per le elezioni alla Camera, un Euro per le elezioni al Senato, un Euro per i Consigli Regionali e un Euro per le elezioni del Parlamento europeo. Quindi, per tutta la legislatura, i partiti hanno diritto a 4 Euro per ogni cittadino; in più, si decide di abbassare il quorum per i partiti che ottengono il rimborso: prima era il 3%, adesso diventa l’1%, basta prendere l’1% dei voti per avere diritto a entrare nella spartizione della torta. Così le liste e i partiti hanno tutto l’interesse sa moltiplicarsi, invece di compattarsi e diventano decine e decine, perché tanto più sono e più prendono, cioè non hai più bisogno di avere almeno il 3% dei voti, che era proprio il minimo, basta l’1, conseguentemente si polverizzano per andare a incassare i soldi. I rimborsi vengono usati solo in minima parte per le campagne elettorali, che abbiamo detto che costano molto meno di quanto non venga rimborsato: servono a mantenere le strutture elefantiache dei partiti, che si sono ricostruite in barba al referendum che invece, proprio su questo, era intransigente. Super surplus di ipocrisia, i partiti promettono che se gli anticipi superano le spese effettivamente sostenute, le somme in sovrappiù verranno restituite entro cinque anni a rate, 20% all’anno. Ma il decreto per regolamentare questo conguaglio non viene mai varato e i soldi non vengono mai restituiti: in pochi mesi i tesorieri dei partiti decidono una modifica legislativa che ritocca addirittura verso l’alto l’importo del rimborso. Che cosa è successo? E’ entrato in vigore l’Euro e quindi, dalle ottocento lire della prima legge, hanno deciso di farsi il cambio alla pari: 1 Euro per ogni cittadino, invece di ottocento lire 1 Euro, praticamente hanno quasi triplicato l’importo che ogni cittadino deve per ogni elezione e, non contenti, fanno addirittura un’altra legge che impone di passare a 2 Euro per ogni elettore, per ogni camera, più elezioni europee e più regionali. Quindi praticamente ogni cittadino deve pagare – due per quattro – 8 Euro a legislatura: nel 2001, così facendo, le forze politiche incassano addirittura 92 milioni di Euro, sono 200 miliardi di vecchie lire.

    Triplo rimborso carpiato con scasso
    Ultima fase: nel 2001 abbiamo detto 92 milioni di Euro per i partiti, che hanno speso per le elezioni del 96 un quarto di questi 92 milioni, cioè alle ultime elezioni, quelle del 96, ne avevano speso un quarto. Ebbene, alle successive elezioni si attribuiscono il quadruplo e i soldi non bastano mai, perché nel 2002, una volta rieletto Berlusconi come Presidente del Consiglio, siamo nella legislatura che Berlusconi ha fatto tutta intera, dal 2001 al 2006, mentre i partiti si scontrano in Parlamento e in piazza sulle leggi ad personam etc. etc., di nascosto passa un’altra leggina bipartisan, con firme di centrodestra e di centrosinistra, dove viene approvato, come vi dicevo prima, il cambio da 800 lire a 1 Euro per ogni elettore e poi si passa ai 2 Euro per ogni elettore.
    C’è un’altra furbata: gli elettori a cui prendere i soldi non vengono calcolati in base a quelli che votano, ma vengono calcolati sugli iscritti alle liste elettorali; si dirà “ quelle della Camera per la Camera e quelle del Senato per il Senato”: no, quelle della Camera sia per la Camera che per il Senato, perché? Perché al Senato vanno a votare meno persone, in quanto c’è un’età superiore dell’elettore minimo del Senato e quindi, alle elezioni del Senato, gli elettori sono 4 milioni in meno e per il Senato i partiti prenderebbero dei soldi in meno. Invece, anche per il Senato, il rimborso si calcola sugli iscritti alle liste elettorali della Camera, dopodiché abbiamo detto che nel 94 le elezioni erano costate 36 milioni, nel 96 erano costate 20 milioni, nel 2008 riusciranno a costare addirittura 136 milioni di Euro, eppure i partiti, nei cinque anni successivi, riceveranno 500 milioni, cioè praticamente 10 Euro per ogni elettore, guadagnando il 270% netto rispetto alle spese davvero sostenute e, come vi ho detto, per intascare questi rimborsi bisogna avere un minimo dell’1% di voti, per cui vi rientrano quasi tutti i partiti, anche quelli che non riescono a entrare in Parlamento, visto che in Parlamento ci vuole un certo quorum, che è a volte del 4% e a volte addirittura superiore . Se poi uno non fa neanche l’1% i suoi soldi non è che vadano sprecati: se li dividono gli altri partiti.
    Ultima chicca, la nuova norma assicura la copertura di tutti e cinque gli anni di legislatura anche nel caso in cui la legislatura non duri cinque anni, ma si interrompa con la caduta anticipata del governo e le elezioni anticipate: per esempio, quello che succede nel 2006 /2008; la legislatura dell’Ulivo con il governo Prodi numero due dura soltanto due anni, poi Prodi cade e si rivà alle elezioni nell’aprile del 2008. Bene, quella legislatura è durata due anni, ma i partiti incassano i rimborsi elettorali per tutti e cinque gli anni, li stanno ancora incassando adesso – 2006 /2011 – finiranno di incassarli l’anno prossimo, cumulando tra il 2008 e il 2011 sia i finanziamenti per la legislatura virtuale (2006 /2011), sia quelli per la legislatura effettivamente in vigore (2008 /2013). Sono degli anni in cui prendono addirittura il rimborso doppio per risarcirsi di una legislatura che non c’è mai stata, perché è finita con tre anni d’anticipo e quindi non ha comportato le spese previste dalla legge. E così, di aumento in aumento e di ritocco in ritocco, nel 2006 il totale dei rimborsi elettorali raggiunge la cifra record di 200 milioni di Euro, più del doppio dei 93 milioni che avevano incamerato nelle elezioni precedenti, quelli del 2001 e quindi, se nel 93 ogni italiano versava – per fare le somme finali – ogni anno ai partiti – nel 93, quando fecero la leggina Ciampi – 1, 1 Euro all’anno, nel 2006 ne ha sborsati 10 e pochi mesi fa, alla vigilia di Natale, la Corte dei Conti ha calcolato che nei quindici anni della storia della seconda repubblica i partiti hanno prelevato dalle casse dello Stato 2 miliardi e 200 milioni di Euro, 4. 500 miliardi di vecchie lire. Non so se mi sono spiegato, ma stiamo parlando di una truffa legalizzata ai danni dei cittadini, a cui si è poi aggiunta una cosa che nessuno sa, ossia che nel febbraio 2006, mentre stava morendo la legislatura del governo Berlusconi due e stava per arrivare il governo Prodi due, in fretta e furia i partiti fecero una norma che alzava il tetto sopra il quale i partiti devono dichiarare da chi prendono i soldi. Questo tetto era di 5. 000 Euro (dieci milioni di vecchie lire): se uno riceveva un finanziamento sotto i 10 milioni di vecchie lire, sotto i 5. 000 Euro non era obbligato a dichiararlo nella dichiarazione pubblica alla Camera dei finanziatori. Se invece superava quella soglia doveva dichiararlo, altrimenti era un finanziamento illecito, se veniva scoperto. Bene, hanno alzato da 5 a 50. 000 Euro questa soglia e quindi, dal 2006, un politico o un partito che ricevono dei soldi in nero da un’azienda, in cambio di cosa non lo saremo mai, non sono neanche obbligati a dichiararli e conseguentemente si è creata una gigantesca area di franchigia che consente a ogni singolo politico di intascare ogni anno fino a 50. 000 Euro in nero e, con 50. 000 Euro in nero, naturalmente ce ne sono a sufficienza per farsi pagare la capagna elettorale da qualcuno che non vuole comparire, in cambio di qualcosa naturalmente, senza neanche il rischio che il magistrato possa chiederti chi ti ha dato quei soldi, perché non è più reato. Hanno istituito, dopo la modica quantità di falso in bilancio e la modica quantità di evasione fiscale, due leggi ad personas e ad castam che ho raccontato nel libro, di cui una fatta da Berlusconi e l’altra fatta dal governo Amato con la depenalizzazione dell’utilizzo di false fatture sotto una certa soglia, adesso hanno istituito la tangente, da quattro anni è in vigore la tangente legalizzata in modica quantità: basta rubare un tot non superiore a 50. 000 Euro all’anno e non rischi più di finire in galera e neanche sotto inchiesta. La modica quantità per uso personale, come si direbbe in linguaggio di legge sulla droga. Dato che oggi si sente parlare di fare delle leggi anticorruzione, bisognerebbe chiedere chi le ha fatte tutte queste leggi pro corruzione: sono le stesse persone.
    Passate parola e buona settimana.

    (1 marzo 2010)

     

  • -1
    Firstmajor

    Ragazzi, la mia analisi è nata dalla nausea di settimane di convivenza con faccioni di ogni genere appiccicati in tutti gli angoli della città. Sequenze infinite di cartelloni identici con volto, nome e partito d’appartenenza del candidato di turno. Ma in base a cosa scegliamo chi votare, in base alla simpatia del nome, in base allo sguardo del candidato o forse in base alla sua bellezza??? Se è così, basta fondare il PDMB, il partito della maglietta bagnata, prendiamo le prime classificate dall’omonimo concorso e le candidiamo. Questa non è campagna elettorale, questo è sperpero di soldi. Certo, fanno girare l’economia, ma vale l’esempio della piscina di Anas, a me girerebbero le palle anche se fossi titolare di una tipografia, preferirei magari stampare migliaia di cartelli informativi sul referendum. 

    Siamo ormai da anni ostaggio di due partiti/coalizioni che oscurano ogni qualsivoglia movimento/lista civica emergente con ogni mezzo, vengono ignorati dalla TV e dai giornali e screditati attraverso spot sul “voto utile”. Il M5S ha avuto un risultato incredibile in termini di voto ed avete visto qualcuno di loro martedì a Ballarò o giovedì ad Annozero o in qualsiasi altra trasmissione importante? Semplicemente ignorati, continuiamo ad ascoltare le stesse persone da 30 anni. E venite a dirmi che dobbiamo lasciare i rimborsi elettorali perchè la politica ha un costo? Continuare a regalare tutti questi milioni di euro ai big della politica mentre ai partiti minori che hanno bisogno di farsi conoscere ma non raggiungono lo sbarramento diamo un bel “grazie e arrivederci”? Non so voi ma io sono stufo di vedere palchi di 500 mq con coreografie da cerimonia di apertura delle olimpiadi con un banchettino di 1 mt per 1 mt davanti ad un singolo personaggio che parla davanti a 20 televisioni, tutti i tg ed i giornali nazionali, e pensare che lo fa anche con i miei soldi.

    La maggior parte degli italiani si informa (anzi viene informata) dall televisione, quindi per le elezioni nazionali basterebbe usare la televisione pubblica (se pubblica lo fosse veramente)  per garantire parità di spazio a tutti i candidati, per le regionali basterebbero le redazioni regionali della RAI e per le comunali bisognerà inventarsi qualcos altro.

  • -2
    Graziando

    Scusate, non per fare il guasta feste, ma solo per esprimere opinione differente. Lasciando perdere tutta la matematica e i burocraticismi vari, resta che avere più possibilità economiche fa fare una campagna elettorale più florida, ma non spendendo soldi propri, ma quelli dei cittadini… In seconda battuta, bisogna andare a vedere quanto effetivamente i candidati, o i loro segratiri, non prendano di ritorno, ( magari il 10% in nero come gli amministratori condominiali ) da coloro che hanno ricevuto le varie commesse di lavoro. Mi sambra molto triste affermare che un economia si possa ( anche se per un fatto di piccolo conto come le votazioni ) mantenere viva, spendendo i soldi dei contribuenti, in cose, di nessun ritorno utile per il contribuente stesso. Ricordo inoltre che tra le tante cause del problema Rifiuti a Napoli, una e partorita sicuramente da un’ analisi spequlare alla vostra. Se l’ umido sarebbe trattato a Napoli, si avrebbero si dei costi in meno, ma non si avrebbe il ritorno delle ditte di Trasporto, dei benzinai, dei gommisti, dei meccanici, delle autostrade, degli Autogril, delle finanziarie che concedono i prestiti per l’ acquisto dei TIR….. e magari anche dei lavavetri…. Non volevo essere polemico, ma se ancora difendiamo il fare politico, con ,teorie economiche  da prima repubblica non credo non credo che andiamo molto avanti…. La cosa mi fà rimpiangere, l’ onesta politica di CRACSI—

  • -3

    Non vedo di cosa possa andare fiero Fassino. Italia in ostaggio di cittadini inconsapevoli che votano a caso.

    • -3.1
      Pippo

      Può andare fiero di avere sbarrato la strada a Michele Coppola al pro alla lega e tutta l’armata bracaleone al seguito (ed anche in parte a berlusconi che sulle amministrive si giocato la faccia).Ma forse tu avresti preferito Michele Coppola sindaco el il M5S al 10%.

  • -4
    Pippo

    Ve bene

    rispetto le vostre idee ma rimango della mia opinione e ribadico che condivido i rimborsi elettorali a parte gli eccessi (che sono quelli appunto di cui parla Travaglio nel link).

    Quanto al fatto che il finenzianamento pubbico venne abilito con il referundum del 1993, la cosa non mi fa cambiare opinione.

    Quel referndum fu un errore, all’epoca (un po come oggi) la gente era infuriata contro i partiti perché Craxi e la DC si erano mangiati l’italia costringendo il governo tecnico dell’epoca a vararere una manovra di lacrime e sangue con prelievo sui conti correnti.

    I radicali avevano perso smalto erano stati tagliati fuori dal cambiamento (non avevano aderito ai referendun elettorali promossi da Segni) e cercavano di rilanciarsi con iniziatrive demagogiche (volevanbo abolire anche le trattenute sindaceli, le normne antilicenziamento l’ordine dei gioornalisti ecc).

    Ovviamente la gente votò in massa contro i partiti (succederebbe la stessa cosa se si potesse fare un referendum per introdurre la pene di morte per i pedofili  subito dopo  qualche fatto di cronaca contro i bambini).

    Però quella decisione sciagurata indirettamente ha spianato la strada a Berlusoni che sarebbe vento di li ad un anno con i suoi miliardi inondando gli italiani di pubblicità.

    Poi i partiti, passata la bufera, quando hanno ripreso forza s sono ripresi anche i soldi in modo ancora più iniquo di prima (i rimborsi elettorali sono propposrzionale ai voti presi quindi favoriscono i più forti).

    Poi smettiomola, per favore, con la st**ia che al sud le elezioni le vince la mafia

    Anche al sud esiste il voto libero e si è espresso varie volte (per es al tempio di leoluca orlando, il sindaco falcomaytà di reggio, il primo bassolino)

    Piuttosto propio perché la situazione è quella che è la gente cerca un’alternativas credibile e cerca di non disperdere i voti.

    Per questo a Napoli di fronte al disatro delle primnarie PD la gente ha puntato su de magistris.

  • -5
    Pippo

    Anas

    E’ chiaro che la mia era una provocazione in risposta a chi sostiene che il rimborso elettorale è in furto

    Io invece sono favorevole (eccessi a parte tipo il doppio rimborso per le mezze legislature), sono i costi della democrazia.

    Per me non è scandaloso il milione e tre speso da tutte le liste a Torino ma i 12 milioni di euro spesi dalla Moratti a Milano

    Eppure seguendo il tuo ragionamento queelli no sonop soldi rubati perché in gran parte li a presi dai palazzinari e dal marito petrioliere.

    Però che spende 12 milioni di euro di tasca sua per una campagana a sindaco quanto spera di ricavatrci in cambio di cinque anni di sindacatura ?

    Non credi che sia meglio il finanziamento pubblico che permette di fare politica anche a chi non ha sponsor alle spalle?

    il movimento 5 stelle per ora si pubblicizza sulla rete e gode della publicita indiretta che gli fornuisxce Grillo che è un personaggio conosciutissimo da decenni.

    Per ora è fermo ad una media del 4 % (a parte l’Emilia Romagna che è un caso a parte dove il 70 % degli elettori votava a sinistra).

    A napoli non è riuscito a sfondare e a sud di Napoli non esiste

    se il movimento vorrà crescere e cimentarsi nel governo delle Regioni e del paese, prima o poi dovrà fare le campagnje elettorali come gli altri con i manifesti, i volantini e gli spot televisivi e puntare a convincere anche chi non naviga in rete e si firma un’opinione guardando la tv.

    oppure sarà desitnato a sgonfiarsi come altri movimenti di protesta venuti prima che proponenvano gli stessi temi hanno avuto un successo elettorale effimero e poi si sono dissolti (i radicali,i verdi, la rete di Orlando i referendari di Segni ed anche in parte l’IDV che sta arretrando).

     

     

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