Michele Santoro e la Rai

 

Santoro è un comune mortale. Fa molto bene il suo lavoro ma non per questo mi risulta sia assegnatario di un posto fisso in un’azienda, statale o meno che sia. Il giovedì sera non gli appartiene per diritto acquisito, né tantomeno è pensabile che un canale televisivo come RaiDue possa dipendere da un unico anchor man con il quale riconfermare imprescindibilmente un accordo contrattuale di anno in anno, quasi che stessimo parlando di un’investitura divina. Né la logica degli ascolti, specie se parliamo di servizio pubblico, dovrebbe essere l’unica a guidare la costruzione dei palinsesti.

Questo vale anche per Vittorio Sgarbi: non si possono spendere milioni di euro dei contribuenti per realizzare una trasmissione televisiva e poi mandarne in onda una puntata sola, senza dare la possibilità a un format, giusto o sbagliato che sia, di esprimere le sue potenzialità e pagando, per di più, cifre astronomiche di buona uscita ai suoi conduttori, più che felici di trasformare in moneta sonantee che moneta – la risoluzione di un contratto. Si parla pur sempre di alcuni milioni di euro a testa per elaborare il lutto.

 

 

La domanda giusta non è quindi se Michele Santoro debba o non debba essere riconfermato dal cda di un’azienda (per di più con disonore di quest’ultima). Tutto ciò attiene, come nel caso di Current.TV, alla fase di contrattazione commerciale – per quanto spinta nei modi e nei toni a beneficio dello show business – e non può essere oggetto di nessuna caccia alle streghe. Piuttosto l’importante è verificare, nel contesto di una pluralità di mezzi di informazione e del libero mercato, se esista nel sistema radiotelevisivo italiano un soggetto disponibile ed interessato a dare voce alla domanda di un pubblico così vasto.

Questo soggetto c’è. Si chiama LA7 ed io leggo in maniera positiva la migrazione di Anno Zero su un’emittente che, nel mercato televisivo delle frequenze ricevibili in chiaro,  sta realizzando un terzo polo informativo equilibrato, fresco, più agganciato alla pancia del paese e soprattutto più credibile rispetto al duopolio Mediaset – Rai. L’arrivo di Santoro  consoliderà e farà ulteriormente lievitare l’audience già meritatamente cresciuta con il TG di Mentana. Significa più italiani anche per Omnibus, Otto e Mezzo, Exit, Crozza e tutto il resto. Per di più, come sostiene Libero, finalmente Anno Zero sarà gratis.

 Piuttosto, sta alla dirigenza Rai trovare ora un nuovo format che vada a rimpiazzare il precedente. Come ha esercitato il sacrosanto, legittimo diritto di non fare pressioni per rinnovare un rapporto di lavoro, così ora dovrà pagare con la decapitazione dei responsabili se l’offerta culturale e informativa (vedi Trattato di Amsterdam) risulterà compromessa o non all’altezza dei palinsesti precedenti. Lorenza Lei è avvisata.

Questo è il solo metro di valutazione onesto e lontano dai clamori fashion. Il resto è il solito avanspettacolo che accompagna come un pietoso e prevedibile teatrino tutto il dibattito pubblico italiano.

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33 risposte a Michele Santoro e la Rai

  • 8
    hyne

    Ciao Claudio,

    con mio sommo dispiacere non sono qui per commentare il post che hai fatto (anche perchè il format di annozero mi aveva stufato ed era da tempo che speravo che Santoro andasse a lavorare su un’altro canale, più innovativo), volevo sapere se l’intervista con current, era stata cancellata .

    Auguri, e guarisci presto. 

    • 8.1

      E’ stata rimandata, per mia colpa, perché la settimana scorsa sono finito definitivamente sotto i ferri e non mi sono ancora ripreso bene. Tommaso era disponibile a realizzare l’incontro.

  • 7
    Nick Frost

    Ciao Claudio,

    innanzitutto buon recupero ;-)

    Ti scrivo perchè non sono d’accordo su alcune tue affermazioni, in particolare:

    – “né tantomeno è pensabile che un canale televisivo come RaiDue possa dipendere da un unico anchor man” Giustissimo. Ma prima di mandar via qeull’anchor man non sarebbe il caso di vedere se gli altri cavalli della scuderia vanno bene o magari se la scuderia va rimpinguata con nuovi cavalli? Perchè se intanto mandi via uno dei cavalli migliori…con che corri?

    – “con il quale riconfermare imprescindibilmente un accordo contrattuale di anno in anno, quasi che stessimo parlando di un’investitura divina.” La RAI è un’azienda pubblica. Capisco che la cosa è umiliante per entrambi (RAI e Santoro) ma il reintegro di Santoro è stato deciso da un giudice e le leggi vanno rispettate. Non sarebbe come dire che una donna licenziata dal datore di lavoro solo perchè è andata in maternità non può venire reintegrata al suo posto?

    – “Né la logica degli ascolti, specie se parliamo di servizio pubblico, dovrebbe essere l’unica a guidare la costruzione dei palinsesti.” Di nuovo d’accordo, ma la RAI è anche un’azienda e Annozero è un programma che le fa introitare guadagni. Conterà anche questo, no? Se serve più spazio per servizi culturali, approfondimenti di interesse pubblico, ecc ecc…non si potrebbe invece rinunciare all’ennesima replica dell’Ispettore Derrick?

     

    Ciao Ciao

    • 7.1

      Ciao a te.

       più che non essere d’accordo, mi sembra che tu sia d’accordo, con qualche specificazione. :)

      Il punto centrale, che vale più o meno per tutti quelli che hai elencato, è che il divorzio è stato consensuale. Non c’è qualcuno che vuole restare a tutti i costi e qualcun altro che vuole mandarlo via. Santoro non è un sacco di sabbia, inanimato, che la RAI sposta suo malgrado. Ha fatto una scelta. Poi lui è molto bravo a sollevare vespai ad ogni rinnovo di contratto, ed anzi direi che AnnoZero va avanti anche su questo fin dagli inizi: è una specie di marchio di fabbrica. Però bisogna sempre stare attenti a non investire nessuno della targhetta di insostituibile e cercare di non lasciarsi trasportare dalle considerazioni di pancia, che sono proprio quelle che vengono ricercate e volute.

      Come ho detto: la Rai non è obbligata nè da logiche di ascolti nè pubblicitarie a tenersi a vita uno ed un solo unico programma. Ovviamente, se sbaglia a fare il palinsesto, pagherà.

      L’importante, dal punto di vista del telespettatore, e che i milioni di persone che vogliono vedere Anno Zero possano continuare a farlo, e mi pare che questo punto sia soddisfatto. Una situazione che mi sembra vedere tutti copntenti, dalla Rai (visto che il divorzio è stato consensuale) a LA7, allo stesso Santoro, fino  ai telespettatori che avranno il loro Anno Zero. E anche i contribuenti lo sono, perché non pagheranno per qualcosa di cui godranno.

      L’ennesimo putiferio montato ad arte per fare un po’ di caciara. Che poi, se qualcuno vuole essere davvero coraggioso, a latere c’è da dire che dal PalaDozza in poi abbiamo "scoperto" che ci sono tanti modi di andare in diretta, svincolandosi da tutto e da tutti.

  • 6
    Paolo 2.0

    Ci risiamo con questa storia del costo di Santoro. Libero dice che filalmente Annozero sarà gratis: gratis un par di palle, è una c**zata, e mi dispiace che tu l’abbia ripresa, tu che sei sempre così attento ai dettagli. Lo sanno anche i gatti che Annozero porta soldi alla RAI, e parecchi, tramite gli introiti pubblicitari che coprono tutti i costi di produzione del programma, il cachet di Santoro e tutti gli stipendi dei collaboratori, e gli avanza pure qualche milionata di euro che la RAI si incamera. Sono soldi che da domani la RAI (finanziata anche da noi cittadini) non avrà più. E’ come gettare via i soldi che hai in banca perché così finalmente non devi più pagare le commissioni bancarie. Bisogna essere un genio come Termonti per arrivare a concepire una boiata così solenne. D’altra parte è Libero (anzi Occupato), e hai detto tutto…

    Per quanto riguarda l’inamovibilità di Santoro: certo, in linea di principio hai ragione, ma tu ragioni come se fossimo in un paese normale con un governo normale in cui c’è una normale azienda televisiva pubblica che stipula dei normali contratti con i collaboratori sotto la normale vigilanza di una normale autorità di controllo. Sì ciao. Anche prescindendo dalle considerazioni economiche di cui sopra (che comunque contano, visto che il danno economico in questo caso ricade su noi cittadini), quello che è scandaloso in questa vicenda non è il fatto che la RAI chiude il programma, ma il fatto che il governo ha fatto chiudere il programma. Va bene che ti piace fare il bastian contrario (e spesso ci azzecchi, bisogna dirlo), ma in questo caso caro Claudio sbagli completamente prospettiva.

    Che poi guarda, a me Annozero non piace nemmeno molto, lo guardo ogni tanto ma non mi piace la scelta degli ospiti (spesso politici tuttologi chiamati a sbraitare e a dire nulla su tutto) e trovo che spesso gli argomenti siano affrontati superficialmente. No, Annozero non mi mancherà, spero che su La7 Santoro riesca a fare qualcosa di meglio, ma non mi straccio le vesti per il programma in sé. Mi straccio le vesti a vedere come si è ridotto questo paese.

    Detto questo, anch’io ti faccio i miei auguri di veloce guarigione!

    • 6.1

      Occhio a non mettermi in bocca cose che non ho detto. Non ho mai detto che Santoro sia un costo né che guadagni troppo. Tutt’altro: se leggi bene il post si evince l’esatto contrario.
      Detto questo, non mi piace vivere in un paese che dipende da un uomo che faccia o non faccia una trasmissione (che farà). Non mi piace creare icone sacre da adorare qualsiasi cosa dicano o facciano, e non è per fare il bastian contrario, ma perché è l’esatto contrario di quello che ci vuole, ovvero rimboccarsi tutti quanti, collettivamente le maniche e darsi da fare. Invece viviamo in un paese dove la maggior parte della gente fa l’attivista da telecomando o tutt’al più da tastiera, e non capisce neppure che se su sessanta milioni di italiani, il vero problema è che un solo uomo vada a fare la sua trasmissione altrove, allora siamo un paese per cui a volte mi chiedo se valga la pena combattere.
      Non parlo di te in particolare, ma vedo tante pecore anche “di qui” come “di là”, e non è il tipo di cittadino che deve crescere e maturare, sviluppando consapevolezza e senso critico in rete.

      Santoro è un ottimo professionista. Se i suoi ascolti rendono, i suoi soldi li vale tutti. Per il resto, può andare e venire. Non può diventare un punto centrale del dibattito italiano, per di più sotto referendum. 

    • 6.2
      Paolo 2.0

      ma guarda che sono perfettamente d’accordo sul fatto di non considerare Santoro un… Santone! :)

      Come dicevo, non sono un fan di Santoro né di Annozero, e tutto quello che dici sulla coscienza civica e sullo spirito critico eccetera lo sottoscrivo in toto.

      Il mio appunto riguardava il fatto che secondo me nel post si pone l’accento su Santoro: non è inamovibile, il dibattito pubblico non può ruotare attorno a un’icona eccetera. Tutte cose giustissime, ma qui il problema non è Santoro, è la democrazia. A me di Santoro non frega niente, ma mi frega eccome di un governo che caccia i giornalisti scomodi. Qui sta il punto, e scusa se è poco. Non merita attenzione tutto questo?

      Poi che questo distragga da temi importanti come quelli referendari, beh è vero, effettivamente un po’ distrae. Personalmente riesco a tenere ben presenti sia i referendum che la vicenda Annozero, e mi avanza spazio anche per altre cose. Non saprei dire qual è il grado di rinc*****nimento medio nella società italiana, ma chissà che non sia meglio di quanto ce la immaginiamo.

    • 6.3

      Tutte cose giustissime, ma qui il problema non è Santoro, è la democrazia. A me di Santoro non frega niente, ma mi frega eccome di un governo che caccia i giornalisti scomodi. Qui sta il punto, e scusa se è poco. Non merita attenzione tutto questo?

      Io non sono così sicuro che Santoro, se avesse voluto, non avrebbe potuto continuare in Rai. Le cose non sono sempre così semplici come le vogliono rappresentare. Si parla di censura quando ti stacco la spina e basta, o ti rendo la vita impossibile. Santoro tuttavia danza questo balletto, nel quale è maestro, da 15/20 anni, in un gioco delle parti dove finisce, col tempo, per essere coessenziale al sistema. Come mai proprio nel oggi, nel 2011, ora tra l’altro la maggioranza balla e non è più così forte, i grandi censori riescono nell’intento di farlo fuori? 

      Hanno cancellato una conferenza stampa? E perchè mai? A cosa avrebbe dovuto servire, se poi “il censurato” va in diretta il giorno dopo e ha 2 ore a disposizione in cui può dire e fare tutto quello che vuole, indisturbato, con un bel 25% di share?

      Io credo che il bailamme sia più che altro strumentale. Poi ben venga il dibattito, il blog è qui per questo, e anzi: serve più in questi momenti che non quando si va tutti d’amore e d’accordo. 

  • 5
    Nick Frost

    No, Claudio, continuo a pensare di non essere d’accordo.

    “…il divorzio è stato consensuale. Non c’è qualcuno che vuole restare a tutti i costi e qualcun altro che vuole mandarlo via.” Diciamo che su questa frase sospenderei il giudizio almeno fino a quando (credo giovedì) Santoro non esponga le sue ragioni. Perchè “Non c’è … qualcun altro che vuole mandarlo via.” mi pare sia una frase che male si coniuga a quello che si è letto delle interecettazioni di Trani.
    “Ha fatto una scelta.” Si, anche a me è capitato di fare una scelta in un posto di lavoro…solo che però quella scelta era stata consigliata (se non addirittura spinta). Il fatto che guadagni migliaia di euro e quindi “che sarà mai se li va a guadagnarre da un’altra parte” per me non è un argomento. Se la scelta è duvuta ad eccessive pressioni, comuqnue è qualcosa di sbagliato.
    “Come ho detto: la Rai non è obbligata nè da logiche di ascolti nè pubblicitarie a tenersi a vita uno ed un solo unico programma.” Il problema è che non si lascia andare via solo Santoro. I nomi che circolano sono molti altri. Ed insieme a quei nomi ci sono tutte le redazioni e le persone del team. Secondo te un giornalista come l’ottimo Corrado Formigli, per esempio, verrà fatto più lavorare in RAI?
    “Ovviamente, se sbaglia a fare il palinsesto, pagherà. L’importante, dal punto di vista del telespettatore, e che i milioni di persone che vogliono vedere Anno Zero possano continuare a farlo, e mi pare che questo punto sia soddisfatto.” Maco per sogno: se il palinsesto è sbagliato, paghiamo noi! E non solo il canone, ma con programmi via via di peggiore qualità.
    Non mi pare proprio che siamo tutti contenti, a giudicare dalle reazioni che si sono lette alla notizia del divorzio. Ed io per Annozero (e Report, e Ballarò, e Che tempo che fa, ecc ecc) pago il canone. Ora devo continuare a pagare lo stesso canone anche se alcuni di quei programmi non ci sono più e non vengono sostituiti da programmi migliori o almeno equivalenti, e per vederlo sulla 7 io pagherò anche la pubblicità (perchè la pubblicità la paghiamo comunque).
    Si ci sono molti modi per andare in diretta, ma ancora non ce n’è nessuno alla portaata di TUTTI come la televisione (pubblica per giunta). Le trasmissioni su Internet funzionano solo per chi Internet lo sa usare e/o lo vuole imparare a usare. Ci sono troppe altre persone fuori da Internet che resterebbero fuori anche dalle “dirette” alternative.

    “…il divorzio è stato consensuale. Non c’è qualcuno che vuole restare a tutti i costi e qualcun altro che vuole mandarlo via.” Diciamo che su questa frase sospenderei il giudizio almeno fino a quando (credo giovedì) Santoro non esponga le sue ragioni. Perchè “Non c’è … qualcun altro che vuole mandarlo via.” mi pare sia una frase che male si coniuga a quello che si è letto delle interecettazioni di Trani.
    “Ha fatto una scelta.” Si, anche a me è capitato di fare una scelta in un posto di lavoro…solo che però quella scelta era stata consigliata (se non addirittura spinta). Il fatto che guadagni migliaia di euro e quindi “che sarà mai se li va a guadagnarre da un’altra parte” per me non è un argomento. Se la scelta è duvuta ad eccessive pressioni, comuqnue è qualcosa di sbagliato.
    “Come ho detto: la Rai non è obbligata nè da logiche di ascolti nè pubblicitarie a tenersi a vita uno ed un solo unico programma.” Il problema è che non si lascia andare via solo Santoro. I nomi che circolano sono molti altri. Ed insieme a quei nomi ci sono tutte le redazioni e le persone del team. Secondo te un giornalista come l’ottimo Corrado Formigli, per esempio, verrà fatto più lavorare in RAI?
    “Ovviamente, se sbaglia a fare il palinsesto, pagherà. L’importante, dal punto di vista del telespettatore, e che i milioni di persone che vogliono vedere Anno Zero possano continuare a farlo, e mi pare che questo punto sia soddisfatto.” Maco per sogno: se il palinsesto è sbagliato, paghiamo noi! E non solo il canone, ma con programmi via via di peggiore qualità.Non mi pare proprio che siamo tutti contenti, a giudicare dalle reazioni che si sono lette alla notizia del divorzio. Ed io per Annozero (e Report, e Ballarò, e Che tempo che fa, ecc ecc) pago il canone. Ora devo continuare a pagare lo stesso canone anche se alcuni di quei programmi non ci sono più e non vengono sostituiti da programmi migliori o almeno equivalenti, e per vederlo sulla 7 io pagherò anche la pubblicità (perchè la pubblicità la paghiamo comunque).
    Si ci sono molti modi per andare in diretta, ma ancora non ce n’è nessuno alla portaata di TUTTI come la televisione (pubblica per giunta). Le trasmissioni su Internet funzionano solo per chi Internet lo sa usare e/o lo vuole imparare a usare. Ci sono troppe altre persone fuori da Internet che resterebbero fuori anche dalle “dirette” alternative.

    • 5.1

      Credo che abbiamo espresso le nostre posizioni a sufficienza, sei d’accordo? Dibattere non ha solo il senso di creare una sintesi, che può anche non venire (e se dovessimo farlo tutti, pervicacemente, fino in fondo, non si capirebbe più niente, oltre ovviamente al fatto che io purtroppo non ne ho il tempo, e me ne dispiaccio), ma ha anche quello di illustrare tesi differenti, in maniera grave o lieve, e permettere a chi legge di raffinare la propria opinone.
      Credo che abbiamo dato elementi di riflessione a sufficienza. Se continuiamo ancora, credo che iniziamo a creare confusione. 
      Grazie per il confronto. 

    • 5.2
      Nick Frost

      Claudio, su alcune cose non ci sto: "ovviamente non sto dicendo che Formigli e Ruotolo siano baroni" e però nel commento precedente hai scritto "Formigli e baffo sono bravi … e anche loro, a modo loro, se sono lì da 20 anni, sono un po’ dei baroni." Tertiun non datur: quale delle 2 mutuamente esclusive frasi rispecchia esattamente quello che pensi?"ma solo che forse non vi rendete conto come all’estero le professionalità "girino" molto di più, su base meritocratica" Btw, io VIVO all’estero da anni (e pago il canone italiano perchè ho casa in Italia). Ti assicuro che nei TG dei network nazionali gli speaker dei TG restano su schermo per anni; per non parlare poi dei talk show (David Letterman, Jay Leno, Conan O’Brien…). Solo che qui i giornalisti sono un po’ meno sdraiati che in Italia…Per quanto riguarda il meccanismo di rotazione, vale solo per la televisione o anche per la Rete? Nel senso: per i blog come il tuo o quello di Grillo prevedi un affiancamento con qualcun altro che ti sostituisca a breve o non pensi forse che la Rete permetta in sè la possibilità che altri creino i propri spazi senza bisogno di essere calati dall’alto e questi altri potranno venire apprezzati in base al loro effettivo merito? Se giudichi la Rete ed il modo con cui veicola i contenuti così tanto superiore alla tradizionale TV, qual è il problema se la TV si mummifica? È comunque un media destinato a morire…o no?Stai tranquillo che un servizio migliore almeno io personalmente sono in grado di cercarlo da solo ;-) Di nuovo, non serve che qualcuno me lo cali dall’alto anche perchè se fossi così tanto pecora da accontentarmi solo di ciò che passa il convento, un servizio migliore sarebbe sprecato per me come utente.Formigli non è detto che debba per forza seguire Santoro a La 7 (ha iniziato senza di lui, ci ha lavorato per qualche anno, poi se ne è andato e poi è ritornato con Santoro solo 3 annifa). E Ruotolo… ma scusa, se la squadra con Santoro funziona così bene, perchè dovrebbe privarsene? Quando guardo Annozero mica lo faccio perchè secondo me è un one-man-show! Annozero funziona (anche) perchè c’è Ruotolo e Formigli (e Travaglio e Vauro e …). Purtroppo sono costretto a chiarirlo, per me Santoro mica è un idolo infallibile! Dico "sono costretto", perchè sembra, dalle tue risposte ai miei commenti ed a quelli di altri utenti, che se uno si lamenta della chiusura del programma è "perchè gli hanno toccato il guru". Spero vivamente che tu non abbia una così bassa concezione dei tuoi lettori!E non è sempre detto che nelle aziende, tagliato il capo, cadono quelli sotto: la mia società ha fatto da consulente praticamente esclusivo per una grossa azienda turistica (italiana) sotto 4 direttori generali diversi. Siamo rimasti semplicemente perchè comunque siamo stati ritenuti capaci, solo ora il rapporto si è allentato perchè il fatturato dell’azienda è calato (in tempi di crisi si fanno meno vacanze) e quindi non diamo più l’esclusiva.Sulla cancellazione della conferenza, potrebbe pure far comodo a qualcuno che Santoro si sfoghi in diretta, no? E mi hai letto scrivere che Santoro è un "censurato"? La trasmissione di Santoro è stata fortemente ostacolata in questi anni: la stessa sentenza che l’ha reintegrato ha in pratica imposto che non cambiasse di un faretto il format. Poi aggiungici le varie par condicio e le cavolate sull’applicazione del diritto di replica ed eccoti la trasmissione ingessata."Quello che intendo dire è che nessun Trattato di Amsterdam obbliga un fornitore di servizio pubblico a confezionare proprio "quellatrasmissionelì": possono farne un’altra e affidarla a un conduttore diverso." Infatti ci hanno provato: Qui Radio Londra che sostituisce il Fatto di Biagi, la trasmissione di Sgarbi (che lui stesso ha definito un anti-Vieni via con me), la mancata trasmissione di Belpietro (e meno male). I risultati si sono visti. Ripeto, finchè non trovi un cavallo migliore, è economicamente e qualitativamente un suicidio dare via i brocchi migliori che hai. Per quanto riguarda l’aspetto legale, io non ho detto che pago il canone e mi aspetto per forza Annozero: ho detto che pago il canone (e la pubblicità, ricordiamocelo sempre) e non voglio rimetterci soldi per beghe politiche. O mi dai un servizio migliore o lasci come sta."A me pare che oggi, presa coscienza della forza dei social network, … ecc ecc …  un posto fatto di draghi cattivi e immacolati cavalieri paladini della libertà. Così non è: bisogna trarre il meglio da ogni cosa (tranne Porta a Porta :) ) senza mai abdicare alla consapevolezza di appartenere a un mondo imperfetto." Si va bene Claudio, ma non so perchè ma questo intero paragrafo mi risulta simile alle accuse alla Belpietro tipo "Travaglio senza Berlusconi non sarebbe nessuno" (come se Travaglio non fosse stato un giornalista prima ancora) oppure "Siamo tutti Berlusconi" (nel senso: se avessimo i suoi soldi, ci circonderemmo di put…ehm…escort pure noi, beato lui che se lo può permettere). Su, su!Claudio, su alcune cose non ci sto:
      "ovviamente non sto dicendo che Formigli e Ruotolo siano baroni" e però nel commento precedente hai scritto "Formigli e baffo sono bravi … e anche loro, a modo loro, se sono lì da 20 anni, sono un po’ dei baroni." Tertiun non datur: quale delle 2 mutuamente esclusive frasi rispecchia esattamente quello che pensi?
      "ma solo che forse non vi rendete conto come all’estero le professionalità "girino" molto di più, su base meritocratica" Btw, io VIVO all’estero da anni (e pago il canone italiano perchè ho casa in Italia). Ti assicuro che nei TG dei network nazionali gli speaker dei TG restano su schermo per anni; per non parlare poi dei talk show (David Letterman, Jay Leno, Conan O’Brien…). Solo che qui i giornalisti sono un po’ meno sdraiati che in Italia…
      Per quanto riguarda il meccanismo di rotazione, vale solo per la televisione o anche per la Rete? Nel senso: per i blog come il tuo o quello di Grillo prevedi un affiancamento con qualcun altro che ti sostituisca a breve o non pensi forse che la Rete permetta in sè la possibilità che altri creino i propri spazi senza bisogno di essere calati dall’alto e questi altri potranno venire apprezzati in base al loro effettivo merito? Se giudichi la Rete ed il modo con cui veicola i contenuti così tanto superiore alla tradizionale TV, qual è il problema se la TV si mummifica? È comunque un media destinato a morire…o no?
      Stai tranquillo che un servizio migliore almeno io personalmente sono in grado di cercarlo da solo ;-) Di nuovo, non serve che qualcuno me lo cali dall’alto anche perchè se fossi così tanto pecora da accontentarmi solo di ciò che passa il convento, un servizio migliore sarebbe sprecato per me come utente.
      Formigli non è detto che debba per forza seguire Santoro a La 7 (ha iniziato senza di lui, ci ha lavorato per qualche anno, poi se ne è andato e poi è ritornato con Santoro solo 3 annifa). E Ruotolo… ma scusa, se la squadra con Santoro funziona così bene, perchè dovrebbe privarsene? Quando guardo Annozero mica lo faccio perchè secondo me è un one-man-show! Annozero funziona (anche) perchè c’è Ruotolo e Formigli (e Travaglio e Vauro e …). Purtroppo sono costretto a chiarirlo, per me Santoro mica è un idolo infallibile! Dico "sono costretto", perchè sembra, dalle tue risposte ai miei commenti ed a quelli di altri utenti, che se uno si lamenta della chiusura del programma è "perchè gli hanno toccato il guru". Spero vivamente che tu non abbia una così bassa concezione dei tuoi lettori!
      E non è sempre detto che nelle aziende, tagliato il capo, cadono quelli sotto: la mia società ha fatto da consulente praticamente esclusivo per una grossa azienda turistica (italiana) sotto 4 direttori generali diversi. Siamo rimasti semplicemente perchè comunque siamo stati ritenuti capaci, solo ora il rapporto si è allentato perchè il fatturato dell’azienda è calato (in tempi di crisi si fanno meno vacanze) e quindi non diamo più l’esclusiva.
      Sulla cancellazione della conferenza, potrebbe pure far comodo a qualcuno che Santoro si sfoghi in diretta, no? E mi hai letto scrivere che Santoro è un "censurato"? La trasmissione di Santoro è stata fortemente ostacolata in questi anni: la stessa sentenza che l’ha reintegrato ha in pratica imposto che non cambiasse di un faretto il format. Poi aggiungici le varie par condicio e le cavolate sull’applicazione del diritto di replica ed eccoti la trasmissione ingessata.
      "Quello che intendo dire è che nessun Trattato di Amsterdam obbliga un fornitore di servizio pubblico a confezionare proprio "quellatrasmissionelì": possono farne un’altra e affidarla a un conduttore diverso." Infatti ci hanno provato: Qui Radio Londra che sostituisce il Fatto di Biagi, la trasmissione di Sgarbi (che lui stesso ha definito un anti-Vieni via con me), la mancata trasmissione di Belpietro (e meno male). I risultati si sono visti. Ripeto, finchè non trovi un cavallo migliore, è economicamente e qualitativamente un suicidio dare via i brocchi migliori che hai. Per quanto riguarda l’aspetto legale, io non ho detto che pago il canone e mi aspetto per forza Annozero: ho detto che pago il canone (e la pubblicità, ricordiamocelo sempre) e non voglio rimetterci soldi per beghe politiche. O mi dai un servizio migliore o lasci come sta.
      "A me pare che oggi, presa coscienza della forza dei social network, … ecc ecc …  un posto fatto di draghi cattivi e immacolati cavalieri paladini della libertà. Così non è: bisogna trarre il meglio da ogni cosa (tranne Porta a Porta :) ) senza mai abdicare alla consapevolezza di appartenere a un mondo imperfetto." Si va bene Claudio, ma non so perchè ma questo intero paragrafo mi risulta simile alle accuse alla Belpietro tipo "Travaglio senza Berlusconi non sarebbe nessuno" (come se Travaglio non fosse stato un giornalista prima ancora) oppure "Siamo tutti Berlusconi" (nel senso: se avessimo i suoi soldi, ci circonderemmo di put…ehm…escort pure noi, beato lui che se lo può permettere). Su, su!

    • 5.3

      Caro Nick,
       ovviamente non sto dicendo che Formigli e Ruotolo siano baroni, ma solo che forse non vi rendete conto come all’estero le professionalità “girino” molto di più, su base meritocratica, mentre qui si tende ad occupare una posizione, anche nel giornalismo televisivo, e poi restare lì, inamovibili, per anni ed anni nei secula seculorum amen. La professionalità e l’esperienza sono requisiti impareggiabili e preziosi, ma ci vorrebbe un meccanismo di rotazione o affiancamento, altrimenti le cose non cambiano mai e tutto resta uguale a se stesso, impedendo al pubblico (come te, per esempio) di usufruire di un servizio ancora migliore, che deriva dalla naturale innovazione che l’introduzione di nuove leve porta con sè. Formigli e Ruotolo, stai tranquillo, seguiranno Santoro a LA7. Del resto, la Rai è piena di trasmissioni il cui equipaggio, una volta esaurita la trasmissione stessa, resta a casa poiché dipendeva esclusivamente dal selezionatore, ovvero dall’anchor man. In Rai funziona così, a meno che non sei un giornalista di un telegiornale. Va a redazioni. Anzi, funziona così anche nelle aziende: tagliata la testa del capo, cadono tutti i manager e devono trovarsi in fretta (se ci riescono) un altro lavoro. 
      Ora, d’accordo che Anno Zero viene vista come l’ultima scialuppa di salvataggio nel mare tempestoso della deriva piduista, e quindi tutto assume connotati da guerra civile, ma come ho scritto un po’ più in basso: perché mai la Rai, che ha provato a far fuori per anni Santoro, avrebbe dovuto riuscirci proprio oggi che la maggioranza perde colpi come una vecchia carretta? Non è un controsenso? E per quanto riguarda la conferenza stampa: hanno cancellata quella di domani? E perchè mai? A cosa avrebbe dovuto servire, se poi “il censurato” va in diretta il giorno dopo e ha 2 ore a disposizione in cui può dire e fare tutto quello che vuole, indisturbato, con un bel 25% di share?

      Quando non trovate una risposta soddisfacente ai vostri quesiti, considerate che forse, questa risposta, non è quella che ufficiale. Ti invito a leggere più in basso le mie posizioni sotto altri commenti, per non costringermi a ripetere le stesse cose.

      p.s. certo che le trasmissioni che hai citato afferiscono al diritto dei cittadini di essere informati, e quindi assolvono al Trattato di Amsterdam: sfondi una porta aperta! Quello che intendo dire è che nessun Trattato di Amsterdam obbliga un fornitore di servizio pubblico a confezionare proprio “quellatrasmissionelì”: possono farne un’altra e affidarla a un conduttore diverso. Se vogliamo essere efficaci nella nostra denuncia, bisogna dividere l’aspetto legale da quello puramente irrazionale ed emotivo. Se no si finisce per dire e sostenere cose senza senso, tipo “io pago l’abbonamento a Sky e dunque Sky mi deve mettere Current nel bouquet”. Alla domanda: dove c’è scritto nel contratto, tutti svicolano e iniziano a sostenere che è un diritto iscritto nel dna alla nascita :)

      A me pare che oggi, presa coscienza della forza dei social network, ci sia una certa spregiudicatezza nell’agitare le folle esacerbando possibili trame oscure, per ottenere maggiori vantaggi personali. Se quello che interessa a Santoro fosse unicamente e prettamente l’aspetto redazionale della sua trasmissione, sono sicuro che avrebbe potuto rimanere in Rai altri dieci anni e morirci di vecchiaia. Giustamente, nel suo computo, avranno pesato anche altre valutazioni intrinsecamente parte del bagaglio di ogni professionista, come per esempio le garanzie contrattuali, i bonus e via dicendo. Non considerare questo significa essere, alla meglio, un po’ ingenui e vedere il mondo solo per come lo si vorrebbe: un posto fatto di draghi cattivi e immacolati cavalieri paladini della libertà. Così non è: bisogna trarre il meglio da ogni cosa (tranne Porta a Porta :) ) senza mai abdicare alla consapevolezza di appartenere a un mondo imperfetto.

    • 5.4

      Tu paghi il canone ma, tristemente, non hai nessuna voce in capitolo su quali programmi esattamente la Rai ti deve dare, quindi, anche se comprendo il tuo sconforto, legalmente la tua argomentazione è spuntata.

      Formigli ed altri sono ottimi giornalisti, certo. Lavoreranno altrove e la gente troverà il modo di seguirli, così magari cominciamo anche a spostare le masse sempre e solo da quella cloaca politicizzata e fetida che la Rai, ok?

      Formigli e baffo sono bravi, ma credo che come loro ce ne siano tanti, e anche loro, a modo loro, se sono lì da 20 anni, sono un po’ dei baroni. Possibile che non esistano nuovi giornalisti, e che non se ne senta mai uno nuovo?

      Ma non vi fate delle domande, ogni tanto? O me le faccio solo io?

      A integrazione, in ogni caso, leggiti quello che dice il Trattato di Amsterdam, che ho appositamente linkato nel testo, se vuoi capire davvero cos’è il servizio pubblico e cosa deve fare. Deve assolvere all’informazione e alle esigenze di democrazia di un popolo. 

    • 5.5
      Nick Frost

      “Tu paghi il canone ma, tristemente, non hai nessuna voce in capitolo su quali programmi esattamente la Rai ti deve dare, quindi, anche se comprendo il tuo sconforto, legalmente la tua argomentazione è spuntata.”

      Mica tanto. Io pago il canone ANCHE per programmi come Porta a Porta o la Vita in Diretta o il programma abortito di Sgarbi. E non mi sono mai sognato di lamentarmi per questo. Evidentemente ci sono utenti a cui tali programmi piacciono mentre non gli piace Ballarò (per esempio) ed è giusto che come loro pagano anche per Ballarò, io paghi anche per Quelli che il calcio. Io con il mio canone contribuisco per tutti i programmi che la RAI mi trasmette. Ovvio che se iniziano a sparire tutti i programmi che ritengo interessanti e meritevoli dei miei soldi, posso anche rivalutare la mia posizione sul canone. Ma perchè tu, quando paghi le tasse, hai modo di decidere direttamente quali musei prendono maggiori contributi e quali meno? Riguardo l’aspetto legale, non so se un’azienda quale è la RAI sia del tutto slegata alla regolamentazione del mercato (in fondo raccogliepubblicità come Mediaset): in tal caso delle azini legali portate avanti dalle associazioni dei consumatori visto la probabile perdita di introiti potrebbero avere qualche effetto.

      “Formigli ed altri sono ottimi giornalisti, certo. Lavoreranno altrove e la gente troverà il modo di seguirli, così magari cominciamo anche a spostare le masse sempre e solo da quella cloaca politicizzata e fetida che la Rai, ok?”

      Ma invece di spostare gli utenti dalla RAI, non sarebbe il caso di darle una sistemata? Appunto perchè più sotto citi il trattato di Amsterdam. Non è allontanando delle risorse (e di conseguenza gli utenti) che si aderisce a quelle indicazioni.

      “Formigli e baffo sono bravi, ma credo che come loro ce ne siano tanti, e anche loro, a modo loro, se sono lì da 20 anni, sono un po’ dei baroni. Possibile che non esistano nuovi giornalisti, e che non se ne senta mai uno nuovo?”

      Oddìo, dare del barone a Formigli e Ruotolo francamente mi sembra esagerato. Anche perchè vedendo la loro storia e crescita professionale, credo che il tuo giudizio sia ampiamente immeritato. Formigli è stato inviato in varie zone di guerra e Ruotolo in zone di mafia e non solo per/con Santoro. E cito loro solo come esempi, ma ci sarebbero tutti i reporter di Report o di Presadiretta. E va bene il “largo ai giovani” (Formigli mica è vecchio, eh!), ma l’esperienza ha la sua importanza!

      “Ma non vi fate delle domande, ogni tanto? O me le faccio solo io?”

      Questa la prendo come una provocazione e non rispondo ;-)

      “A integrazione, in ogni caso, leggiti quello che dice il Trattato di Amsterdam, che ho appositamente linkato nel testo, se vuoi capire davvero cos’è il servizio pubblico e cosa deve fare. Deve assolvere all’informazione e alle esigenze di democrazia di un popolo.”

      http://www.segretariatosociale.rai.it/atelier/carte_diritti/protoc_radiodiffusione.html

      Specialmente il secondo paragrafo. Ma perchè, Annzoero, Report, Che Tempo Che Fa, ecc ecc non soddisfano quei requisiti?

  • 4
    mazapegul

    byoblu ha scritto :
    Guarda, se fosse per me, le televisioni le abolirei e inizierei a fare un po’ di contenuti seri e professionali in rete. vedrai che la gente segue. […]

    Se fosse per me pure. Vivo senza tv da circa 15 anni, di cui gli ultimi 10 in California, dunque la tv italiana non l’ho sorbita neanche di striscio (a parte le cose che mi cerco interattivamente su internet). Lo sviluppo dell’infrastruttura digitale sarebbe il progresso naturale dell’informazione. In Italia, ma non solo, ha il freno tirato a causa delle solite posizioni dominanti, che hanno tutti gli interessi a rallentare questo processo. Per fortuna la rete sembra sia un fenomeno che ancora sfugge ai “professionisti” dell’informazione. Ricordo che dopo il primo V-Day un’opinionista di cui non ricordo il nome cerco’ di ridimensionare la portata dell’evento, dicendo che si trattava di un episodio isolato e che era gia’ tutto finito. Sicuramente il tipo era solo al corrente delle stroncature televisive, era del tutto ignaro del movimento che si stava sviluppando in rete.

    get well! :-)

  • 3
    krux

    Ciao Claudio

    e auguri di pronta guarigione.

    Quanto all’articolo, concettualmente sarebbe certamente condivisibile se parlassimo della televisione pubblica della Danimarca o della Svezia, o di qualsiasi altro paese normale.

    Ma questo non è un paese normale, in particolar modo se parliamo di gestione degli spazi mediatici.

    C’è il solito ed insormontabile problema del conflitto di interessi, con il quale dobbiamo fare i conti ogni due per tre.

    Dal momento che, anche grazie alla Legge Gasparri, ormai la RAI è stata equiparata alla TV commerciale, per mantenere almeno decente il livello del palinsesto, è costretta a trovare sul mercato le risorse finanziarie necessarie per integrare l’incasso del canone, ed il mercato richiede punti di share.

    Ora, perché rinunciare ad un format che funziona e che porta utili per regalarlo alla concorrenza?

    E, con questa mossa, favorire anche il suo maggiore competitor, che casualmente è Mediaset, che, sempre casualmente, è di proprietà del presidente del consiglio, che, altra casualità, grazie al suo ruolo già gestisce la RAI come fosse un’azienda del suo gruppo?

    Infine, se non ricordo male, il disfacimento della RAI in nome del diritto di antenna, era una condizione necessaria, anche se non sufficiente, prevista dal venerabile licio per attuare il suo piano eversivo.

    Ogni tanto mi rileggo il cosiddetto “Piano di rinascita democratica” della P2 e fa venire i brividi: un passettino alla volta ne hanno già realizzato più del 50%!!!

    Siamo certi che sia avvenuto per caso???

     

     

    • 3.1
      krux

      Non mi fraintendere:

      non ho nessuna intenzione di difendere Santoro, si difende già benissimo da solo, né contestare la piena soddisfazione di entrambi i contraenti dell’accordo.

      Santoro in RAI è un’icona e mandarlo via, anche se adeguatamente retribuito, è un preciso messaggio, anzi, un pizzino.

      E’ un modo subdolo per affermare il proprio potere, utilizzando le nostre tasche;

      è un avvertimento pseudo-mafioso per tutti i potenziali Santoro che non hanno, o almeno non ancora, il suo seguito e la sua visibilità.

      E’ un modo per dire a chi verrà dopo Santoro “Attento: se sono riuscito a cacciare il divino Santoro, figuriamoci cosa posso fare di te, che sei una nullità!!! Quindi occhio a come ti muovi…”.

      E questo, rete o non rete è un problema, perché i fruitori della rete sono ancora in netta minoranza rispetto al popolo televisivo e nella cabina elettorale il voto di un premio Nobel, vale quanto quello di un cerebroleso lobotomizzato provvisto di telecomando.

      E se è vero che Santoro andra pure in qualkche altra emittente è altrettanto vero che il dito del lobotomizzato, di solito, si ferma al sesto tasto del telecomando.

    • 3.2

      Io non ne sarei così sicuro. Non sono per niente sicuro che non rientri ormai da 15/20 anni nella strategia comunicativa di Santoro, nell’era dello show-business, gestire mediaticamente il proprio personaggio, certe volte perfino in accordo con i suoi detrattori, per aumentare quell’audience che solo recentemente forse era un po’ calato ma che è sempre stato in grado di garantire.

      Non c’è come la costante sensazione di essere minacciati che sa scatenare le sante crociate. In fondo, non è il racconto berlusconiano al contrario. Guardati cosa dice Luttazzi in proposito.

    • 3.3

      Tutto giusto. Ma non posso credere che senza “un uomo solo” al comando, lo stesso comando da 15/20 anni, un canale televisivo non sappia trovare il modo di essere interessante e alzare punti di share.
      Se questo è il nostro modo di ragionare, che è inversamente speculare al modello berlusconiano (un solo leader e tutti dietro), e se non abbiamo altre risorse che Santoro (che non sparisce né è stato mandato via: lo rivedremo semplicemente su un altro canale, con il quale ha stretto già accordi commerciali) per il secondo canale radiotelevisivo italiano, allora sai.. io ti dico che non mi interessa. io sono un animale da rete e sono contento così.
      Proprio per diventare un po’ più Danimarca e un po’ più Norvegia e Finlandia, tuttavia, suggerisco di non correre tutti dietro al pifferaio pazzo che agita ogni anno, da oltre 15 anni (certo che questo Gelli non deve averne azzeccata una, perché con lui non è stato molto efficace), gli stessi fantasmi. Guardiamo i fatti: il divorzio è stato, mi pare, consensuale, e Anno Zero si farà.
      Cosa c’è sempre da gridare, di qua e di là, io penso di saperlo…. E tu? :)

  • 2
    fabio zanasi

    paolos non hai capito cio che intendevo dire,o piu facilmente mi son espresso male,ovvero che santoro da mo non faceva piu informazione ma sensazionalismo.

    per il resto mi trovo daccordo nel salvare le scialuppe in momento di burrasca m**dosa pero mi preme anche che nn ci si dimentichi che in un paese “normale” queste sarebbero trasmissioni “normali” e non santi graal dell’informazione.

    peace

  • 1
    fabio zanasi

    ragazzi se piangiamo santoro siamo alla frutta decomposta!!!

    menomale che se ne va cosi vediamo se davvero e solo un aizzatore o sa ancora fare giornalismo.io dopo la punata con celentano mi chiedo quale sia peggio fra studio aperto e annozero.

    solo sensazionalismo sulla pelle di ignoranti telespettatori.

    l’unico programma che rasenta la decenza e report.

    di annozero se ne possono fare a migliaia basta semplicemente parlare dei problemi veri e non mettersi delle maschere addosso.

    capisco che effettivamente fazio floris gabanelli e santoro,come diceva clauido,siano le uniche scialuppe che affondano pian piano nel mare di m**da ma ricordiamoci che il mare e fatto d’acqua…se non ci ricordiamo di questo non otteremo mai un informazione degna di tale nome.

    peace

    • 1.1
      paolos

      ok,ma è cosi’ male se intanto che arrivano (se arriveranno ) altre scialuppe di salvataggio ci diamo da fare ,anche solo scrivendo,per difendere almeno quelle che già esistono ????

  • 0
    roberto p.
    roberto p.

    Spero soltanto che il prossimo referendum acceleri l’uscita di scena di tutti quei farabutti che hanno contribuito a ridurre il Paese in queste condizioni.

    Perchè se questo governo dura altri due anni, il “piano  rinascita” sarà completato al 100 % !

  • -1
    Iole Letizia

    E’ incredibile come si continuano a fare le polemiche contro Santoro, quando Mamma Rai ha dimostrato scivoloni più gravi nella sua dirigenza. Basta pensare al caso della soap siciliana Agrodolce e della dirigenza Minoli/Sacca’, che ha causato un buco di finanziamenti di settanta milioni di euro, in parte rubati all’Unione Europea, in parte ai contribuenti. Ne ha parlato anche il fatto quotidiano, su youtube si vede Lorenza Lei che se ne scappa di fronte alle domande, si parla di collusione con la mafia per pagare location inadatte alla fiction e di ben 400 persone che giù a Termini Imerese
    hanno perso il lavoro! 
    Giusto per darvi un’idea: http://www.youtube.com/watch?v=QGPkG7f6q4I
    http://www.youtube.com/watch?v=FCQSu8MvKqA
    Non sono fatti per cui provare vergogna? 

  • -2

    Caro Claudio, non credo che questo soggetto esista. Ne’ credo che si chiami LA7. Con tutti i meriti e le buone intenzioni del caso, LA7 non e’ in grado di dare voce a quel pubblico cosi’ vasto. Perche’ il vero problema sta ancora piu’ a monte, e’ l’esistenza di un soggetto mediatico/politico dominante. E’ il solito problema, il conflitto di interessi, che a forza di conviverci e’ arrivato alla noia e si e’ finito per non parlarne piu’. Il tuo ragionamento non farebbe un piega in una realta’ che avesse anche solo una parvenza di sistema liberale. Un fatto e’ che la realta’ dei mass media in Italia e’ tutto tranne che liberale. E’ in guerra. Annozero, per quanto criticabile (io l’ho fatto in piu’ occasioni), non e’ un programma televisivo, e’ una trincea. Non importa dove andra’ Santoro e co., la trincea e’ stata espugnata. Le guerre si vincono con i bombardieri, non con le fionde.

    Saluti

    • -2.1

      Guarda, se fosse per me, le televisioni le abolirei e inizierei a fare un po’ di contenuti seri e professionali in rete. vedrai che la gente segue. Se non lo si fa, è perché i grandi paladini dei valori preferiscono tutto sommato continuare a farlo percependo i loro (meritati, nel contesto dove operano) stipendi da favola. Il PalaDozza ha fatto ascolti comparabili a quelli di AnnoZero tradizionali. Una, due e poi tre trasmissioni così a iniziare a fare da sè, e quanto credi che ci metterebbe la gente a prendere la rete più seriamente, i pubblicitari a investire di più nell’online e le lobby ad iniziare a fare pressione sul governo perché si sviluppi un’infrastruttura digitale degna di questo nome anche in Italia?

  • -3
    Harlock

    Io sono d’accordo con Nick nella misura in cui la RAI è una azienda pubblica. Chi ha il televisore è obbligato a pagare il canone. Allora secondo me la RAI non può fare qualsiasi contrattazione commerciale come se fosse un soggetto privato, ma deve rendere conto di quello che fa. Sfortunatamente rende conto in effetti, ma solo al governo, e le scelte sono in modo evidente a favore di una parte politica e contro l’interesse della stessa RAI. Allora se io pago il canone mi arrabbio perché vedo uno sperpero dei miei soldi.

    Capisco quindi Nick che si arrabbia.
    Io personalmente, come ho già scritto in passato, ho messo la televisione in cantina, non la guardo più e non mi manca, anzi mi irrita quando la vedo a casa degli altri.
    Per cui non pago il canone. Per cui non mi arrabbio. E sono quindi d’accordo con la flemma di Claudio.

    • -3.1

      Andatevi a rileggere quello che dice il Trattato di Amsterdam, che ho appositamente linkato nel testo, se volete capire davvero cos’è il servizio pubblico e cosa deve fare.

  • -4
    Antonio82

    Ciao Claudio, spero che i tuoi problemi di salute stiano passando.

    Detto questo ti dico che a me non sembra affatto un “divorzio consensuale” quello tra Santoro e la Rai… Prima ci fu il famoso “editto bulgaro”, poi Santoro tornò SOLO GRAZIE AD UNA SENTENZA DI UN GIUDICE, poi Berlusconi disse che i mass media non influenzano affatto il voto ma dopo aver perso a Milano e Napoli ora se la prende con Annozero e La 7… Tutte le telefonate intercettate in cui Berlusconi faceva pressione su Masi per far sloggiare Santoro, la Dandini, la Gabanelli e tutti quelli che non pendevano dalle sue labbra… Vauro e Travaglio sono stati senza contratto per un anno intero ma hanno sempre partecipato a titolo gratuito al programma (altro che Sgarbi o Ferrara, grandi liberali e democratici, invece!). Infine GAN FINALE! Oggi doveva esserci una conferenza stampa in cui Santoro avrebbe spiegato i motivi della fine di Annozero, ma casualmente questa conferenza non ha mai avuto luogo… Berlusconi ha ottenuto ciò che cercava da anni, altro che separazione consensuale. Ovviamente non è una questione di Stato sapere che fine farà Santoro, ma pensare che tutti quelli che non sono graditi a Berlusconi vengono mandati via senza troppi complimenti questo mi preoccupa moltissimo, è roba da MINCULPOP.

    Ciao Claudio, continua così, fai un buon lavoro e buona guarigione!

    • -4.1

      Hanno cancellato una conferenza stampa? E perchè mai? A cosa avrebbe dovuto servire, se poi "il censurato" va in diretta il giorno dopo e ha 2 ore a disposizione in cui può dire e fare tutto quello che vuole, indisturbato, con un bel 25% di share?

      E perché mai la Rai, che ha provato a far fuori per anni Santoro, avrebbe dovuto riuscirci proprio oggi che la maggioranza perde colpi come una vecchia carretta? Non è un controsenso?

      Due milioni e mezzo ( più o meno ) di euro, più un nuovo contratto su un’altra emittente, non sono già di per sé un motivo sufficiente per decidere che certe clausole o un certo trattamento non siano sufficienti e optare per un "divorzio consensuale"?

      Santoro non è San Francesco D’Assisi, giustamente, ma un professionista che sottoscrive contratti con tutti i commi e i codicilli a posto, e sa amministrare se stesso, dunque perché non dovrebbe poter optare per partecipare ad un piano di crescita aziendale di un’altra emittente, se questa gli garantisce certe condizioni? Magari in vista di un rientro futuro in Rai, a condizioni ancora più vantaggiose..

      Tutto questo non ha niente a che fare con l’eticità o la bontà di un programma televisivo, e non significa essere "mercenari" o svilire il lavoro giornalistico fatto, che è sicuramente una punta di eccellenza: significa solo fare il proprio lavoro curandone tutti gli aspetti. O conoscete forse un manager aziendale di successo che lascia il proprio posto per un altro senza che nel cambio ci guadagni?

      La mia opinione è questa: Santoro è un grande professionista; Annozero è la sola trasmissione in Italia a scagliarsi contro il potere (magari a volte anche un po’ troppo in maniera strumentale e ossessiva, ma meno male che c’è), tuttavia allo stesso tempo Santoro maneggia le ipotesi di censura nei suoi confronti con molta disinvoltura. E’ diventato quasi unleitmotiv. Una sorta di mantra iniziale, prima di poter scandire: "Annozero può iniziare". Credo, anzi, che molte trasmissioni di cosiddetta "sinistra" (che odio queste classificazioni superate), usino la stessa tecnica per far lievitare gli ascolti. Ricordate il balletto eterno di "Vieni via con me" per Benigni? Censura… non censura.. censura… vengo gratis… non vieni… Alla fine tutto come previsto: Benigni ha fatto il suo show, la trasmissione ha fatto un botto di audience e gli inserzionisti pubblicitari hanno pagato salato.

      La verità non è tanto distante, sapete?

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