La Grande Comare

Come la maggior parte degli italiani, non conosco le carte dell’inchiesta sulla cosiddetta P4. Come la maggior parte degli italiani, tuttavia, conosco la trascrizione delle intercettazioni telefoniche pubblicate sui giornali. Storie di meschina, varia umanità che vanno dal millantato credito alla gelosia, dal ricatto emotivo all’insulto personale, dai timori per la propria carriera al significato che al termine “amicizia” si attribuisce ai piani alti della società, fino alla confessione di malattie incurabili come tumori al pancreas.

 

 

Certo, il ritratto che esce della nostra classe dirigente non è per nulla edificante. Soprattutto, non corrisponde all’immagine pubblica che ognuno dei soggetti intercettati tiene a diffondere di se stesso. Mi chiedo, tuttavia, di tutto quello che abbiamo letto quante siano le informazioni penalmente rilevanti. Che interesse può avere l’opinione pubblica a sapere che Luigi Bisignani ritiene la Brambilla un mostro e una vera mignotta, o che Briatore parli della Santanchè come di una che, se fa una cosa per te, stai sicuro che poi ne vuole indietro il doppio, o magari che la stessa ha una relazione con Sallusti?

Ripenso agli ultimi tre anni di informazione libera che ho condotto su questo blog, spremendo ogni singola goccia di sangue dalle mie vene alla ricerca del Sacro Graal. Ho dato tutto quello che potevo, e francamente molto di più. Eppure, mi chiedo, se mi avessero intercettato, in quante occasioni, parlando al telefono con qualcuno, posso avere detto frasi che a rileggerle adesso, cristallizzate su un pezzo di carta come se fossero il verbo, come se rappresentassero per intero la mia visione della vita e delle cose, potrebbero dipingermi esattamente come il contrario di ciò che sono e che fortunatamente è testimoniato da come ho agito e da come mi sono espresso pubblicamente su queste pagine? Quante volte, magari per sfogarmi oppure esasperato dalla fatica, dal mancato conseguimento dei risultati attesi o perfino della disattenzione dei lettori, posso avere scherzato, metti con qualche nome noto della blogosfera, in tono liberatorio, dissacrando ciò in cui più credo e dal quale non riuscirei a distanziarmi di un solo centimetro, arrivando per esempio a rovesciare tutto il senso del mio agire per compiacere quel gusto del paradossale che ogni tanto fa bene e rappresenta un pur necessario momento di catarsi?

Certo, né a me né ai miei colleghi, almeno che io sappia, è mai sfiorata l’idea – né onestamente avremmo i mezzi per realizzarla, anche perché siamo controllati a vista dal pool investigativo più micidiale che ci sia: quel popolo della rete che molto spesso, a volte esagerando, fa le pulci su questioni insignificanti trasformandole in macchie disonorevoli dalle quali giustificarsi in fretta – di incidere sui grandi appalti, di influire sull’operato di politici e giornalisti, di piazzare amici e prestanome nei ruoli chiave degli incarichi pubblici oppure soltanto di millantare di averlo fatto o di poterlo fare. Tutto ciò è rappresentativo dell’Italia peggiore: altro che i precari, caro Brunetta! Il pianeta Bisignani, che si tratti di una vera e propria P4 (sconfessata dallo stesso Gelli che la definisce una carnevalata) oppure dell’ennesima cricca che cerca di ottenere favori personali in luogo degli interessi del Paese, è sempre stato il nemico da abbattere per chiunque creda nel bene comune e possa fregiarsi del titolo di moralista attribuito honoris causa da Feltri, Belpietro e Sallusti.

Giusto dunque per i magistrati ricorrere alle intercettazioni, ambientali e telefoniche, laddove eventuali e probabili notizie di reato richiedano la verifica di comportamenti illeciti. Altrettanto giusta la pubblicazione delle trascrizioni delle conversazioni, a patto che tale pubblicazione sia funzionale a dimostrare la responsabilità penale dei soggetti nei confronti dei quali, come in un reality o in una soap opera, ci comportiamo tutti da incolpevoli guardoni, alcuni godendo delle offese personali di cui una casta di personaggi invisi si ricopre esattamente come fanno ogni giorno dall’età della pietra milioni di dipendenti di aziende pubbliche o private, milioni di appartenenti a gruppi di amici e conoscenti, milioni (miliardi) di componenti di nuclei familiari, senza che per questo sia legittimo che i loro pensieri poco nobili vengano pubblicati sul Corriere della Sera ed esposti al pubblico ludibrio.

Io voglio impiegare il tempo che dedico alla lettura dei quotidiani per leggere di come un esponente della criminalità organizzata tenesse per le palle un senatore della Repubblica, non per sapere che un faccendiere dà della mignotta al Ministro del Turismo. Viceversa, più che di un gruppo editoriale autorevole e di un paese civile, questo lo troverei degno solamente di una compagine di comari sfrenata e dilagante.

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18 risposte a La Grande Comare

  • 4
    leonida

    Le balene stanno stanno scappando dai mari artici per gli esperti questo e’ un dramma gravissimo siamo vicini  a un cambio drammatico i mammiferi marini sono molto sensibili ai cambiamenti climatici,il pianeta sta collassando abbiamo passato gia da termpo il punto di non ritorno e continiuamo a parlare della maledetta politica.Giorni fa hanno arrestato kumi Naaido direttore di greenpeace international per voler difendere l’artico dalle perforazione petrolifere in mare profondo artico e nessuno dico nessun blog lo ha segnalato nemmeno quello di beppe grillo loro che si sentono tanto ambientalisti speravo che tu almeno ne parlassi ma nulla………..La razza umana sin nessuna ombra di dubbio e la specie piu stupida non solamente di questo piccolo pianeta ma dell’interno universo la tristezza pero e’ che anche creature innocenti si estingueranno per colpa della sua meschinita’.Come dice skaspeare “neppure la bestia piu’ feroce e insesibile alla pieta’ ma dato che io sono un essere umano non provo pieta’”…...

  • 3
    roby64

    E’ strano che ti sia sfuggito un particolare (o forse lo hai capito ma vedi se ci arriviamo anche noi). Premesso che io non ho letto le intercettazioni, concordo con te che la maggioranza di queste saranno gossip e perfettamente inutili (la Brambilla sta sul capzo senza bisogno che lo dica Bisignani… ), ma sono pure convinto che nessun magistrato sano di mente le abbia depositate agli atti. Per cui, chi le ha rese pubbliche ? E’ la solita strategia di aumentare il “fumo” per coprire “l’arrosto” ? Serve per tentare di imprimere un’accelerata alla legge bavaglio, imbarcando la pseudo opposizione ?

  • 2
    arbiterITA

    Personalmente a me interessano molto anche quelle sfumature di questi personaggi, anche se certe affermazioni non c’entrano niente con i reati aiutano a definire di che razza di persone stiamo parlando. Penso che lo strumento delle intercettazioni e la loro pubblicazione (se le circostanze lo richiedono) non dovrebbero essere limitati in nessun modo, finche sono usate per sp****nare dei delinquenti. Se poi in qualche maniera vengono usate come arma per mettere nei guai un soggetto onesto, li non mi starebbe bene.

  • 1
    Harlock

    Sono sostanzialmente d’accordo. Ma l’argomento è delicato.
    Ci vuole una diversa regolamentazione o, come spesso accade, basterebbe applicare le leggi attuali in modo efficace?
    Se bisogna fare una nuova legge, come dovrà essere?
    E’ opportuno che questo governo la faccia?
    Ci possiamo fidare che sarà giusta ed equilibrata?
    Che ne pensi?

  • 0
    krux

    Ciao Claudio,

    credo proprio che stiamo cadendo nel tranello:

    siamo talmente saturi di informazioni che vorrebbero farci passare come un “mantra” questo “dalle indagini non è emerso nulla di penalmente rilevante…”, ripetuto ossessivamente ad ogni occasione, per giustificare un’eventuale legge bavaglio e. a quanto pare, ci stanno riuscendo.

    In primo luogo, non è detto che tutto ciò che non ha rilevanza penale sia necessariamente compatibile con una carica pubblica,

    in secondo luogo, considerando che nelle cricche e cricchette varie emerse da queste indagini P2, P3, P4, P1.000, erano coinvolti anche dei giudici, è legittimo sospettare che in certi casi, potrebbero anche aver “interpretato” le carte come meglio volevano, depenalizzando ad personam, comportamenti penalmente rilevanti.

    Non dimentichiamoci del giudice Carnevale, quello ammazzasentenze, di Metta, quello corrotto da Previti, di Achille Toro, di Lombardi, e di tanti altri, non necessariamente corrotti, ma soltanto pavidi, che quando si trovano di fronte a lorsignori se la fanno addosso ed archiviano.

    Sapere che Masi si faceva correggere i compiti da Bisignani, forse non è un reato, ma è giusto che si sappia.

    Sapere che pezzi della maggioranza sono bel lungi dalla coesione che vorrebbero ostentare, non è reato, ma ha una enorme valenza politica.

    Sapere che qualcuno ha raggiunto i vertici della carriera non per la sua competenza, ma perché amico degli amici o magari per qualche servizietto extra, anche se non è reato, mi interessa eccome, anche perché quegli stessi potrebbero essere chiamati a decidere le sorti del mio paese ed il futuro dei miei figli.

    Sapere che il nostro Presidente del Consiglio, nonché tycoon televisivo, chiama un dirigente del servizio pubblico e lo tratta come fosse il suo domestico, gli impone di assumere le partecipanti del suo harem, usandolo sia lui che loro, come merce di scambio nel mercato delle vacche, a quanto pare non è reato, ma credo sia giusto saperlo.

    Sapere che un ministro della Repubblica abita una casa pagata da altri “a sua insaputa”, a quanto pare non è un reato, ma credo sia giusto che si sappia.

    Insomma, potrei citare mille situazioni non penalmente perseguibili, ma di rilevanza pubblica, delle quali, se passasse questa linea, non sapremmo nulla.

     

     

    • 0.1

      ubblicare intercettazioni che non hanno alcun valore, se non quello della curiosità morbosa di chi le legge, serve proprio a trascinare nel punnanaio anche quelle che un valore lo hanno, eccome.

      Questo può essere, ma io non metto in discussione che ci siano delle intercettazioni che hanno rilevanza, ma solo che quelle che non hanno rilevanza non dovrebbero essere pubblicate. Siccome noi tutti crediamo nella magistratura come organo supremo di giudizio, dovrebbe essere il magistrato a stabilire quali intercettazioni sono rilevanti per l’opinione pubblica e quali non lo sono, e dunque continuano a rimanere agli atti del processo, a disposizione della difesa e dell’accusa, ma non devono essere pubblicate a tutela dei cittadini che devono rispondere delle loro azioni penalmente rilevanti ma non devono subire la gogna mediatica su questioni non attinenti e di natura privata.

    • 0.2

      Mafia, latitanti, criminalità, codice etico… Tutto giusto, tutto condivisibile. Qui però, nella maggior parte delle intercettazioni, non vedo niente di tutto questo. Vedo solo qualcuno che dà della mignotta a un’altra, o ricchi imprenditori che dicono che una tal persona non fa niente per niente ma vuole sempre il doppio (si parla di normali favori personali), o ancora di gente che confessa di avere un tumore allo stadio terminale.

      Cosa c’entri tutto questo con il diritto del cittadino ad essere informato, non lo so. Se poi vogliamo fare una legge che imponga a un parlamentare di avere un solo telefono cellulare sempre in streaming 24 ore su 24, anche quando parla con la sua fidanzata e fanno del sesso virtuale, allora tu puoi chiamarlo come vuoi, io lo chiamo stato di polizia e i cittadini guardoni li chiamo per quelli che sono: comari di basso livello se possibile ancora più incivili di quelli che pretendono di giudicare.

    • 0.3
      krux

      E’ proprio questo il punto:

      tu stesso dici “nella maggior parte delle intercettazioni, non vedo nulla di tutto questo”, ed è assolutamente vero.

      Pubblicare intercettazioni che non hanno alcun valore, se non quello della curiosità morbosa di chi le legge, serve proprio a trascinare nel punnanaio anche quelle che un valore lo hanno, eccome.

      Sapere che un sig. Masi, che salta da un incarico all’altro neanche fosse un’intelligenza superiore, pende dalle labbra di un Bisignani qualsiasi, è una notizia;

      sapere che alcune ministre, peraltro già chiacchierate per il modo inurbano con il quale hanno ricevuto il cadeau, intrallazzino con un signore con il quale non potrebbero bere nemmeno un caffé, è una notizia;

      metterla nello stesso calderone dell’insulto (o dell’opinione) rivolta alla Brambilla, dei comportamenti scorretti di un imprenditore o delle confidenze sullo stato di salute di uno degli intercettati, serve proprio a chi ci sta preparando il servizietto per vietare, o almeno, per ridurre le potenzialità di uno strumento di indagine ormai indispensabile.

      Un coltello può servire per sbucciare una mela, per tagliare una bistecca o per ammazzare la propria moglie.

      Non è che per colpa di quello che ci ammazza la moglie possiamo abolire tutti i coltelli in circolazione.

    • 0.4
      krux

      Probabilmente sono io a non essermi spiegato:

      se durante un’indagine su un traffico di stupefacenti, intercetto un parlamentare del PD che al telefono ha uno scambio di amorosi sensi con uno del PDL e magari gli dice che, se gli offrono un posto da sottosegretario è disponibile a saltare il fosso, non è attinente alle indagini, non ha rilevanza penale, ma è doveroso che venga diffuso.

      Certo che se gli racconta la performance che ha appena avuto con l’amante non mi interessa, come non dovrebbe interessare nessuno, a meno che non si tratti di Formigoni.

      Se si intercetta qualcuno che candidamente ammette di essere gay, non è di pubblico interesse, a meno che non si tratti di Giovanardi.

      In questi casi, anche se si tratta di una faccende private, assumerebbero un carattere pubblico, proprio in virtu’ della linea politica dei soggetti in questione e della fetta di elettorato alla quale si rivolgono.

      In altre parole, un eventuale elettore di Formigoni o di Giovanardi (a parte il fatto che andrebbe ricoverato d’urgenza :-), ha comunque il diritto di sapere che lo stanno prendendo per il c**o.

      E questa non è violazione della privacy, è informazione.

       

    • 0.5
      krux

      Occhio, quanto ho esposto, è riferito soltanto ha chi decide di intraprendere la carriera politica, non al comune cittadino.

      A parte il fatto che, a mio parere, la Politica, quella con la P maiuscola, non dovrebbe nemmeno essere una carriera, ma una parentesi nella vita delle migliori menti di un Paese che, per un breve periodo della loro esistenza, decidono di mettersi al servizio della collettività.

      Che poi, ultimamente, in ruoli apicali della politica, addirittura come Ministri della Repubblica, ci ritroviamo gentucola come Rotondi, Giovanardi, Gasparri o La Russa, fa parte della deriva istituzionale alla quale stiamo assistendo inermi.

      Chi, per sua libera scelta, decide di rivestire un ruolo pubblico, deve accettare un livello di privacy inferiore al comune cittadino, proprio perché, gestendo il bene comune, deve rendere conto al suo “capo”, che è il popolo italiano nella sua intierezza, delle sue azioni.

      E non è soltanto sottoposto al Codice Penale, ma anche, anzi soprattutto, ad un Codice Etico ben più restrittivo, che non abbisogna di prove inconfutabili e che vieta anche comportamenti e frequentazioni non previste come reati.

      Frequentare mafiosi non è reato, ma sapere che un politico, un giudice o un poliziotto, intrattiere rapporti confidenziali con il capobastone, oltre ad essere un comportamento incompatibile con la carica, è un’informazione di rilevanza pubblica.

      Come potresti legiferare in tema di antimafia se frequesti mafiosi? Ergo non ti voto più, oppure ti voto lo stesso, perché sono mafioso, ma è giusto che si sappia da quale parte stai.

      Come potrei affidarti un processo per mafia se frequenti mafiosi? Ergo, ti affido soltanto processi per liti condominiali.

      Se durante un blitz per catturare un pericoloso latitante, lo stesso riesce a sfuggire alla cattura, resterei sempre con il dubbio che lo hai lasciato andare tu; del resto, siete amici! Ergo, ti mando a dirigere il traffico.

      Se però le intercettazioni che non hanno rilevanza penale o che non hanno attinenza alle indagini restano secretate, continueremo ad avere politici mafiosi o eletti con voti mafiosi che legiferano in tema di mafia;

      giudici pavidi o collusi che interpretano i fatti e le carte secondo convenienza;

      persone organiche alle forze di polizia,  che lavorano contro i propri colleghi e la propria divisa.

      In estrema sintesi, chiunque rivesta un ruolo pubblico, quando gioca a guardie e ladri, non deve avere il minimo dubbio su quale parte stare.

       

       

       

    • 0.6

      siamo talmente saturi di informazioni che vorrebbero farci passare come un “mantra” questo “dalle indagini non è emerso nulla di penalmente rilevante…”

      Occhio che io non ho mai sostenuto che “dalle indagini non è uscito nulla di penalmente rilevante”. Io sto dicendo che da molte delle intercettazioni pubblicate non solo non c’è nulla di penalmente rilevante, ma non c’è nulla di attinente alle indagini. Le indagini, ho premesso, non le conosco e la magistratura se ha ritenuto di procedere avrà elementi validi. Una cosa sono le indagini della magistratura, una cosa è la natura delle trascrizioni pubblicate sui media.

    • 0.7

      In parole povere, se un magistrato screma le intercettazioni rilevanti da quelle irrilevanti ai fini della diffusione, aiuta proprio nella direzione che sostieni tu, ovvero a fare chiarezza nell’opinione pubblica, dando in pasto solo gli elementi chiave e non il chiacchiericco da bar che confonde e allontana la gente inoculando incertezza e generando disaffezione.

    • 0.8

      non è attinente alle indagini, non ha rilevanza penale, ma è doveroso che venga diffuso.

      No. Questo si chiama stato di polizia. Uno stato si basa sulle leggi. Se una cosa non è reato, se non viola la legge, non hai alcun diritto di diffonderla. Poi, intendiamoci, sono d’accordo con te che fa schifo, ma se passa questo concetto, cioé se quello che fa soggettivamente schifo diventa un avvallo a mettere alla pubblica gogna una persona per le sue “discutibili” qualità morali, torniamo indietro di qualche migliaia di anni di storia della giurisprudenza e dei diritti umani. Da lì a entrare nelle case e nei letti delle persone, credimi, il passo è breve.

  • -1
    w

    espresso.repubblica.it/dettaglio//2154694

  • -2
    Shiloh

    Il buon Licio ha poco da sconfessare se un generale di corpo d’armata della GdF passava i pizzini a Bisignani per salvare le chiappe ai vari collusi-indagati-inquisiti-condannati. E se lo stesso Bisignani, non sappiamo a che titolo, era solito elargire consigli, dettare lettere di licenziamento e indirizzare la politica delle più grandi aziende pubbliche e private d’Italia. Io VOGLIO sapere cosa si dicono questi presunti discepoli di Santa Maria Goretti nel chiuso delle loro stanze, perchè hanno in mano il destino di un intero paese e voglio poter scegliere se a guidarlo debbano essere mignotte, nani e ballerine. Senza che me li impongano loro.

  • -3
    Jonny Dio

    Secondo me sei fuori strada. Chi amministra la cosa pubblica dovrebbe essere il più trasparente possibile, e questo si dovrebbe tradurre in una minor privacy rispetto all’uomo comune. Così non è, comunque sta di fatto che, visto che in Italia chi è eletto non ha vincolo di mandato, il rapporto con l’elettore si basa unicamente sulla fiducia, ragion per cui io devo sapere se chi  voto, mettiamo, dice che compra un paio di scarpe rosse e poi le compra bianche, perchè mi aiuta a capire se mi posso fidare di quella persona o se è un raccontapalle. Dopodichè, se si tratta di fatti importanti o meno lo decideranno i lettori, se sono chiacchere inutili finiranno sui settimanali di gossip insieme alle tette della Canalis, che mi sembrano ugualmente penalmente irrilevanti, ma se a qualcuno interessano deve avere la possibilità di sapere qualsiasi cosa riguardi la persona cui è stata affidata la gestione della cosa pubblica.

  • -4

    Non esiste mica solo il penalmente rilevante o irrilevante. Esiste anche il moralmente rilevante e per persone che ricoprono cariche istituzionali è doverosa la più totale trasparenza.

     

    A me personalemnte interssa sapere il grigiore di certi politici, sapere come sono arrivati lì, che rigiri torbidi fanno per favorire chi a discapito di chi etc. etc… e tutto ciò serve per chiarire meglio il quadro delle indagini.

     

     

     

     

  • -5
    krux

    A mio parere, la discrezionalità della pubblicazione, più che al magistrato potrebbe essere lasciata alla sensibilità di chi le intercettazioni le pubblica e, soprattutto di chi le legge.

    Poi pensi a persone coma Sallusti e cominci a nutrire qualche dubbio,

    pensi a persone come Belpietro ed i dubbi aumentano,

    pensi a persone come Feltri e tutti i dubbi lasciano il posto ad una sola certezza:

    non puoi lasciare una scelta del genere alla casta dei giornalai da strapazzo che impera attualmente.

    Poi pensi che personaggi come Feltri, Belpetro e Sallusti esistono perchè esistono le Grandi Comari che hanno ispirato il post e ti rendi conto che nemmeno i lettori possono essere considerati la soluzione per autogestire una materia così delicata.

    E’ un bel problema; comunque, ti confesso che, mentre cerchiamo una soluzione ottimale, tra la Grande Comare ed il Grande Fratello (quello di Orwell, naturalmente), per il momento preferisco la prima.

    .

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