La terra è un ecosistema. Tutto si trasforma, nulla si crea e nulla si distrugge, polvere eravamo e polvere ritorneremo ecc. ecc.
Le risorse naturali ovviamente non vanno sprecate. Non perché si perderebbero nel nulla, ma perché un consumo superiore al ritmo con il quale le trasformazioni si compiono renderebbe temporaneamente indisponibili gli elementi essenziali alla vita. Si scompaginerebbero le redistribuzioni geografiche, insomma, con drammatiche conseguenze. Più che altro per noi, in quanto genere umano, perché le altre specie biologiche le abbiamo già decimate e dunque per loro non cambierebbe molto.
Sulla base di queste paure, ultimamente vanno di moda i naturalisti matematici che, tra le altre cose, fanno i conti in tasca alle mucche per scoprire quanto bevono (o assumono attraverso gli alimenti). Così, chi si ostina a voler mangiare una fiorentina da 3 etti, oggi può farsi andare il boccone di traverso pensando che a lui è costata una ventina di euro, ma al mondo ben 4650 litri di acqua.
Concentriamoci e facciamo mente locale. Il prezioso liquido non va sprecato, ci mancherebbe altro, per tutte le ragioni di cui sopra. Però una domanda sorge spontanea.
Di questi 4650 litri di acqua, quanti ne avrà pisciati, il povero bovino , nel corso della sua vita? E quanti saranno evaporati nell’atmosfera con il sudore? E quanti ancora saranno restati nei tessuti che poi finiscono in bocca al famigerato delinquente che mangia la bistecca, il quale (come del resto avviene per ogni altro alimento) beve inconsapevolmente la stessa acqua bevuta a suo tempo dal bovino?
E’ abbastanza intuitivo che, nel primo caso, l’acqua finirà nelle falde acquifere e prenderà la sua strada verso il mare (in parte evaporerà). Nel secondo caso, sotto forma di umidità, verrà trasportata dal vento per poi condensarsi su qualcosa di fresco e gocciolare a terra (per finire quindi ancora una volta nelle falde acquifere). O magari, grazie ai fenomeni ascensionali, si riunirà alle nuvole per poi piovere sui nostri giardini. Nell’ultimo caso, non c’è bisogno che vi spieghi che l’acqua contenuta nella bistecca ci evita di berne una quantità equivalente prelavata da una fonte e imbottigliata, con maggiore spreco di plastica e di combustibili.
L'acqua rimane nel suolo brevemente, poi evapora nell'atmosfera dalla quale, in un tempo medio di 12 giorni, ricade sulla terra sotto forma di precipitazioni. Dunque le preziose molecole di H2O contenute nell'urina, quelle rilasciate dal sudore e quelle usate per innaffiare gli sterminati campi di mangimi, più o meno dopo un paio di settimane sono nuovamente disponibili sotto forma di pioggia (http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_dell%27acqua).
Per quanto mi sforzi, insomma, non mi riesce di vedere un bovino come un prosciugatore di acqua a tradimento, manco se la chiudesse in una cisterna privata e la mettesse in orbita al di fuori dell’atmosfera per rivenderla agli abitanti di Marte.
Che poi sia necessario ridurre il consumo di carne, o che gli allevamenti intensivi siano un inferno di cui la nostra specie dovrebbe vergognarsi (guarda Inferno Animale), o che per coltivare il mangime si usino dei pesticidi, ci mancherebbe altro!
E’ solo che questa storia dell’acqua, messa giù così, …fa acqua da tutte le parti.