Fare i conti in tasca alle mucche

INFERNO ANIMALE
La terra è un ecosistema. Tutto si trasforma, nulla si crea e nulla si distrugge,  polvere eravamo e polvere ritorneremo ecc. ecc.

Le risorse naturali ovviamente non vanno sprecate. Non perché si perderebbero nel nulla, ma perché un consumo superiore al ritmo con il quale le trasformazioni si compiono renderebbe temporaneamente indisponibili gli elementi essenziali alla vita.  Si scompaginerebbero le redistribuzioni geografiche, insomma, con drammatiche conseguenze. Più che altro per noi, in quanto genere umano, perché le altre specie biologiche le abbiamo già decimate e dunque per loro non cambierebbe molto.

 

 

Sulla base di queste paure, ultimamente vanno di moda i naturalisti matematici che, tra le altre cose, fanno i conti in tasca alle mucche per scoprire quanto bevono (o assumono attraverso gli alimenti). Così, chi si ostina a voler mangiare una fiorentina da 3 etti, oggi può farsi andare il boccone di traverso pensando che a lui è costata una ventina di euro, ma al mondo ben 4650 litri di acqua.

Concentriamoci e facciamo mente locale. Il prezioso liquido non va sprecato, ci mancherebbe altro, per tutte le ragioni di cui sopra. Però una domanda sorge spontanea.

Di questi 4650 litri di acqua, quanti ne avrà pisciati, il povero bovino , nel corso della sua vita? E quanti saranno evaporati nell’atmosfera con il sudore? E quanti ancora saranno restati nei tessuti che poi finiscono in bocca al famigerato delinquente che mangia la bistecca, il quale (come del resto avviene per ogni altro alimento) beve inconsapevolmente la stessa acqua bevuta a suo tempo dal bovino?

E’ abbastanza intuitivo che, nel primo caso, l’acqua finirà nelle falde acquifere e prenderà la sua strada verso il mare (in parte evaporerà). Nel secondo caso, sotto forma di umidità, verrà trasportata dal vento per poi condensarsi su qualcosa di fresco e gocciolare a terra (per finire quindi ancora una volta nelle falde acquifere). O magari, grazie ai fenomeni ascensionali, si riunirà alle nuvole per poi piovere sui nostri giardini. Nell’ultimo caso, non c’è bisogno che vi spieghi che l’acqua contenuta nella bistecca ci evita di berne una quantità equivalente prelavata da una fonte e imbottigliata, con maggiore spreco di plastica e di combustibili.

L’acqua rimane nel suolo brevemente, poi evapora nell’atmosfera dalla quale, in un tempo medio di 12 giorni, ricade sulla terra sotto forma di precipitazioni. Dunque le preziose molecole di H2O contenute nell’urina, quelle rilasciate dal sudore e quelle usate per innaffiare gli sterminati campi di mangimi, più o meno dopo un paio di settimane sono nuovamente disponibili sotto forma di pioggia (http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_dell%27acqua).

Per quanto mi sforzi, insomma, non mi riesce di vedere un bovino come un prosciugatore di acqua a tradimento, manco se la chiudesse in una cisterna privata e la mettesse in orbita al di fuori dell’atmosfera per rivenderla agli abitanti di Marte.

Che poi sia necessario ridurre il consumo di carne, o che gli allevamenti intensivi siano un inferno di cui la nostra specie dovrebbe vergognarsi (guarda Inferno Animale), o che per coltivare il mangime si usino dei pesticidi, ci mancherebbe altro!

E’ solo che questa storia dell’acqua, messa giù così, …fa acqua da tutte le parti.

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60 risposte a Fare i conti in tasca alle mucche

  • 12
    Giuseppe M.

    La discussione è molto interessante e i punti di vista sono molto differenti.

    Visto che noi non saremo mai in grado da soli di terminare questo ciclo vizioso degli allevamenti e dell’agricoltura intensiva che sprecano tonnellate di acqua ed inquinano il pianeta, possiamo agire in qualche modo?

    Diventando tutti vegetariani o vegani? Non credo poichè aumenterebbero le coltivazioni intensive di vegetali quindi il problema non si risolverebbe. Poi evitando completamente il consumo di alcune proteine animali e derivati si hanno carenze di vitamina B12 con rischio di anemie. I vegetariani/vegani diranno che si risolvono mangiando alghe e tofu: le alghe arrivano principalmente dall’oriente (Fukushima, o là intorno) e il tofu è soia, la causa maggiore di allevamenti intensivi.

    Poi, considerazione mia: se tutti fossimo diventati vegetariani negli ultimi duecento anni, la terra poteva essere o priva di bovini oppure strapopolata di bovini perchè per fare il latte la mucca deve essere gravida e se il vitello non lo mangia nessuno…

    A parte le mie c**zate mentali, penso che ognuno di noi può dare del suo per contribuire ad un pianeta migliore.

    Non volete insetticidi o pesticidi nel vostro cibo? Mangiate biologico! Ormai ci sono migliaia di piccole aziende, mulini, allevatori che adottano il biologico o l’agricoltura biodinamica in ogni angolo di ogni campagna. Basta cercare, farsi un giro e provare. E i prezzi, a differenza di 10 anni fa, sono al pari dei prodotti industriali che devono pagarsi la pubblicità e il nome.

    Non volete gli allevamenti intensivi? Non comprate carne dai supermercati! Andate dal macellaio sotto casa, chiedete da dove arriva la carne e cosa mangiano gli animali. Negli allevamenti intensivi danno da mangiare alle vacche il mais che li ingrassa prima ma rende il loro intestino più debole (non è il cibo per la loro natura) e quindi più rischio batteri (Escherichia Coli soprattutto) che attraverso le feci vanno nelle falde acquifere ed inquinano i campi quando si irriga. Quindi rischio anche per i vegetariani.

    Idem per il latte: consumiamo quello degli agricoltori locali, ormai i distributori di latte crudo sono dappertutto, è più gustoso e ricco di proteine. Nel latte imbustato aggiungono proteine chimiche perchè il latte è talmente pastorizzato che ne è privo, ha solo grassi. Attenti quando si comprano formaggi, mozzarelle, etc: gli ingredienti devono essere latte. sale e caglio senza E250, conservanti, acidificanti, etc… ogni volta che vedete in etichetta un ingrediente di questo tipo è industriale.

    Pane e cereali integrali, legumi del territorio, verdure non imbustate (contengono sostanze chimiche e cere e perdono le loro proprietà dopo 2 giorni che sono imbustate) e comprate fresche dal fruttivendolo. Meglio se KM0.

    Mangiando poi integrale evitiamo malattie, malesseri comuni e di prendere i vari supradin. A proposito, sapete come li fanno? dalle vitamine che tolgono in fase di “raffinazione” dei cereali bianchi e vendendoli alle case farmaceutiche.

    Evitate oli vegetali e margarine (vengono estratti a solvente, con esano un parente della benzina), usate quello extravergine del vostro territorio o olio di girasole spremuto a freddo (difficile da trovare) ricco di Vitamina F.

    Le soluzioni ci sono, il mercato vuol dire domanda/offerta, se ognuno o la maggior parte di noi inizia a mangiare in modo sano e consapevole le industrie alimentari (e farmaceutiche) devono per forza invertire la rotta, senza domanda non c’è offerta.

    Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo” Lo diceva già Ippocrate nel 400 a.c. !

  • 11
    vitali80

    Chiedo scusa al blog ma il tema sull’acqua stà diventando uno scontro tra vegetariani e non, e questo non lo accetto perché mi sono iscritto per dialogare su tematiche d’informazione, se devo guardare una lotta accendo la televisione e mi guardo un incontro di boxe.

    E bisogna tenere conto che le questioni morali, religiose etc. saranno anche temi importanti ma non sono tematiche giornalistiche e all’informazione non danno nulla.

    Che nessuno si offenda ma è da un po’ che non leggo più nulla sull’acqua e rimango disinformato.

  • 10
    FitTizio

    @Noel

    “Partiamo dall’attacco ai vegetariani/vegani: quasi tutti lo diventano per una questione etica, non far soffrire esseri senzienti INDIFESI.”

    Ok, evidentemente sei vegetariano/vegano. Immaginando che tutto il genere umano improvvisamente decidesse di seguire il tuo esempio e la decisione spettasse a te, posso chiederti che fine vorresti far fare ai bovini (suini, ovini, ecc.) una volta che gli allevamenti (intensivi o meno) non servissero più?

  • 9

    L’unico modo per non sfruttare più gli animali è lasciarli vivere in pace la loro vita.
    Siamo in troppi su questo pianeta per pensare ad allevamenti non intensivi che permettano a tutti di cibarsi come noi occidentali…non basterebbe l’intero pianeta per far stare tutti gli animali destinati ad arrivare come cibo sulle nostre tavole in spazi “consoni” ad avere una vita un minimo dignitosa.
    Vivere senza cibarsi di agonie si può e ritengo che oggi come oggi se debba fare.

  • 8
    alekasteddu

    "E’ solo che questa storia dell’acqua, messa giù così, …fa acqua da tutte le parti"

    Il problema risiede su come viene portata a conoscenza la questione, dire che un bovino consuma 4000 litri d’acqua è fuorviante, bisognerebbe spiegare come 4000 litri d’acqua vengono "distratti" per poter portare il famoso bovino impacchettato sugli scafali dei supermarket.Ci si dovrebbe interrogare se sia giusto sviare una certa quantità di risorsa finita, l’acqua, per produrre x bistecche. se sia economicamente e/o socialmente conveniente e magari anche moralmente accettabile.Chi si occupa di questi studi, potrebbe magari pensare a un processo di produzione meno utilizzatore di questa preziosa e rara risorsa, soprattutto in certe area del pianeta?Fare a meno della carne non penso sia la soluzione, magari razionalizzare il consumo attraverso un informazione coerente con le reali necessità del corpo umano. Le riserve di acqua dolce diminuiscono, ma soprattutto aumenta la sperequazione…..la produzione della bistecca rientra nella molte cose che la nostra economia capitalista globalizzata dovrebbe cambiare….e alla svelta prima che sia tardi. Informiamo meglio e cerchiamo di liberarci da luoghi comuni come è ormai deventata questa mucca che fa il bagno in piscina….

    Ps, non vorrei uscire dal seminato ma dato che vivo a parigi da 3 anni bevo acqua del rubinetto e non compro più bottiglie di plastica, no fa ma aiuta…..anche allo spirito!

    Bravo, bel blog

    • 8.1

      Il tuo contributo è interessante e in linea con il post, che vuole mettere in luce le contraddizioni tra la modalità con cui viene presentata la questione della mucca e dell’acqua che consuma con la realtà che è molto più complessa e non così semplice da analizzare.

      Credo molto di più al fatto che possano esserci problemi localmente rilevanti piuttosto che alla paura che l’acqua non sia più disponibile nel suo complesso, perché la massa d’acqua, qualunque uso se ne faccia (a meno che non la fai evaporare e non la proietti fuori dal pianeta, ma ci vogliono temperature folli) resta costante e ricade al suolo con un ciclo di vita di 12 giorni da quando viene “espulsa” da un’organismo o usata per l’irrigazione.

      Invece, se localmente c’è scarsità di acqua, questa dovrebbe essere utilizzata per la popolazione e per la sopravvivenza dell’ecosistema locale, non certo per gli allevamenti o le coltivaizoni industriali.

  • 7

    Somalia, la peggiore siccità degli ultimo 60 anni:
    http://www.rainews24.rai.it/it/video.php?id=23804

  • 6
    Gennaro Di Bisceglie

    Phate ha scritto :
    Quindi il vostro sillogismo “i vegetariani sono come i talebani perchè preferirebbero far estinguere i bovini piuttosto che farli mangiare” è ridicolo

    Ma naturalmente non pretendevo di fare una affermazione del genere che tu intendi. Con una logica simile potrei giustificare finanche la vivisezione!

    La mia allusione ai talebani, invece, era volta a sottolineare l’egoismo di chi, come devo dire hai appena fatto anche tu, pretende che l’estinzione di una specie sia finanche auspicabile dinanzi alla sofferenza! Ma, dico: alle vacche lo hai chiesto cosa preferirebbero? Non è una presuntuosità tipica dei vegetariani (anche se tu non ti dài al proselitismo forzato…) di conoscere le verità assolute della Natura?

    Altra considerazione: ti rammarichi delle estinzioni che l’Uomo provoca, e poi vaticini come se niente fosse l’estinzione dei bovini “pur di non farli soffrire”.

    Infine: la morte è parte della vita e questo dà una logica predominanza alla vita, che non ti consente di giustificare l’estinzione di una specie per preservarla dalla sofferenza della morte.

    Insomma, al quanto pare “vegetariano” non vuol affatto dire “in armonia con la Natura”; anzi…

    • 6.1
      Phate

      Eh no, effettivamente non ho mai chiesto a una mucca se preferirebbe estinguersi o venire macellata…

      Io non capisco dove sia l’egoismo: io vegetariano sono egoista perchè preferirei l’estinzione di una specie piuttosto che imprigionarla dalla nascita alla morte, costringerla ad una crescita forzata e rapida, costringerla a produrre centinaia di litri di latte, ad avere decine di vitellini (che verranno sterminati a loro volta) per poi finire macellata? Invece tu che per consumare il tuo sacrosanto pasto avalli tutto questo cosa saresti? San Francesco?

      Questa proprio non l’ho capita: ora accettare le regole della natura significa essere egoisti…vabbè.

      Comunque ti faccio notare che (anche ragionando per paradosso) non è detto che una specie d’allevamento si estingua se da domani il mondo diventasse vegetariano: esistono i maiali d’allevamento ed esistono altre forme di maiali selvatici (=cinghiali), esistono i bovini ma esitono (o esistevano) i bisonti, ecc…

      Esistono le mucche in India o mi sbaglio? E mi pare che siano considerate sacre…

      Ma certo che giustificare la macellazione come forma di salvaguardia dall’estinzione della specie dei bovini suona quantomeno buffo!

    • 6.2
      FitTizio

      Bravo Phate! Hai raccolto la provocazione e intavolato una discussione interessante dimostrando di non essere estremista modello “talebano”.

      “Tutti i discorsi paradossali che fate tipo “e se domani tutti diventassero vegetariani?””

      Perché parli di discorsi paradossali? Non c’è nulla di paradossale nel prendere in considerazione e analizzare le eventuali conseguenze di cose possibili (anche se non ancora accadute). Probabilmente gli altri scenari che prendi in considerazione non sono possibili e quindi non meritano alcuna considerazione. La conversione dell’umanità al vegetarianesimo è invece possibile e allora ha senso farsi domande. Come ha senso farsi domande del tipo: “in caso di terremoto cosa dovremmo fare?”.

      “E se i bovini si dovessero estinguere, pace: è LA NATURA!”

      Ok, sarai d’accordo con me che visto che bovini, ovini, polli, ecc. sono umano-dipendenti da millenni se perdessero la protezione e la cura degli allevatori molto probabilmente si estinguerebbero in tempi brevissimi. Brutale conseguenza di essersi adattati a produrre latte, uova, carne, ecc. per noi e di essere bestie mansuete. Nel caso riuscissero a sopravvivere sarebbe comunque un problema per noi e dovremmo porvi rimedio con uccisioni e/o altre politiche di contenimento del loro numero. Diventare tutti vegetariani sarebbe una scelta che rinnegherebbe scelte fatte e portate avanti dai nostri antenati per millenni e avrebbe conseguenze devastanti. Inoltre LA NATURA c’entrerebbe poco. Avremmo fatto tutto noi.

      In sostanza dici che ti è insopportabile pensare ad un animale che soffre per dar da mangiare a te, ma non hai alcun problema a pensare allo stesso animale che soffre perché “LA NATURA” lo ha destinato ad atroci sofferenze. In pratica stai dicendo che il problema sei tu, non quello che è o prova l’animale. O no?

       

       

  • 5
    FitTizio

    Io non ho ben capito una cosa. Magari potete aiutarmi a capire: i vegetariani vogliono bene o no agli animali?

    Da certe affermazioni sembrerebbe che non mangino carne proprio per rispetto alla vita.

    Da altre sembrerebbe invece che non desiderino altro che sterminare tutti i bovini (miliardi?) dato che si permettono di bere molta acqua e scorreggiare a volontà. Altro che ecocidio!

     

  • 4
    Gennaro Di Bisceglie

    FitTizio ha scritto :
    Da certe affermazioni sembrerebbe che non mangino carne proprio per rispetto alla vita. Da altre sembrerebbe invece che non desiderino altro che sterminare tutti i bovini

    Temo abbiano una pretesa un tantino più radicale: ESTINGUERLI PER NON FARLI MANGIARE! Concetti da coerenza talebana…

  • 3

    Claudio, c’è un errore di fondo nella tua analisi, dettato, forse, dalla superficialità con cui l’articolo preso a spunto per il post ha trattato l’argomento.

    Quei 4000 e rotti litri d’acqua, pare quasi ovvio, non se li è bevuti il bovino in questione e tantomeno li ha poi sudati o pisciati.

    Sono un calcolo approssimativo dell’intero ciclo di vita del prodotto “vacca”, che comprende nella sua maggior misura il prezioso liquido necessario a produrre milioni di tonnellate di cereali -sottratti all’alimentazione umana- necessari ad allevare la povera mucca che finisce nei nostri opulenti piatti. Il resto è tutta l’acqua necessaria a gestire gli immensi allevamenti (intendo impianti come questo -a proposito, guardatelo tutti il film che è molto suggestivo-), il processo di macellazione, pulizia, confezionamento e conservazione. Parliamo di qualche miliardo di animali, mica due galline e una capra dell’amico in cascina.

    Consiglio a tutti di leggere un testo, anche se di dieci anni fa, sul mondo della “bistecca”: Ecocidio, di Jeremy Rifkins. Oltre ai dati tirati al centesimo su tutti gli aspetti della produzione di carne, scoprirete a quanto di peggio l’uomo possa arrivare per la sola avidità di denari, nei confronti di se stessi come specie e verso gli animali, ‘allevati’ -sarebbe meglio ‘prodotti’- in condizioni di assoluta barbarie.

    L’aver portato, a questo punto nei secoli, la cultura della carne in cima alla piramide alimentare occidentale, mistificando tutto quanto era possibile mistificare (aspetti biologici, scientifici, sanitari, economici, etc..) è stato un ottimo rodaggio per tutti i processi di globalizzazione arrivati dopo, che hanno adottato gli stessi subdoli e truffaldini mezzi a tutti i livelli con due risultati a livello planetario: l’arricchimento smisurato degli attori del processo -industrie del farmaco compreso, alle prese con i mali dell’opulenza- e l’aumento vertiginoso della fame nel mondo.

    Caro Claudio, non so se l’hai fatto apposta per accendere discussioni (beccato!), ma questa volta non ci hai davvero preso! ;-)

    • 3.1

      Ah, tu dai la via d’uscita a me?!? Questa l’è bella. ;-)

      Quel 70% era riferito al totale delle acque utilizzate nel mondo ed è di un rapporto del ’97 (Pimentel D., Houser J., Preiss E., White O., “Water Resources: Agriculture, the Environment, and Society”, Bioscience, February 1997 Vol. 47 No. 2., pag. 101), ne aveva parlato anche il Fatto tempo fa.

      L’acqua è e resta sempre H2O, in qualsiasi forma puoi immaginarla. Il problema è quel che è contenuto all’interno di quest’aggregazione di atomi, quel che si porta appresso in termini di veleni per noi e per la biosfera.

    • 3.2

      Caro Godot, aspettavo la tua risposta. E infatti è arrivata, puntuale (del resto mi avevi segnalato tu l’articolo per email: e se era "superficiale" perché me lo hai segnalato? e del resto, per di più. ti ho segnalato io il mio articolo). L’articolo è sincero e non polemico: voglio trovare qualcuno che mi faccia realmente capire.

      Bene. Quindi parliamone. Perché è evidente (da tutto il mio agire e il mio pubblicare, video compresi, tra cui quello linkato), che non sto certo dalla parte della barricata di chi vuole produrre-produrre-produrre-consumare-consumare-sterminare-sterminare etc etc…

      Home l’ho visto. Così come ho visto molti altri documentari (cosa ti fa pensare che io non l’abbia visti?), e del resto tu fai molte considerazioni, tutte estremamente giuste e condivisibili, al punto che il post stesso le suggerisce.

      Però concentriamoci sull’acqua. Io parlo dell’acqua consumata dal bovino direttamente, o di quella consumata indirettamente, come per esempio quella usata per produrre i mangimi.
      Stante che, come ho espresso chiaramente nell’articolo, l’acqua non va sprecata per principio, e stante che per combattere una battaglia con la speranza di vincerla bisogna innanzitutto identificare i reali punti deboli e non quelli smontabili, qualcuno mi dovrebbe dimostrare, o spiegare in maniera convincente, perché l’acqua usata per produrre i mangimi, cioè per irrigare i campi, non dovrebbe tornare in circolo esattamente come tutto il resto dell’acqua piovana, in un processo che va avanti da milioni di anni?

      Sei in grado di spiegarmi che differenza c’è tra l’acqua che "alluviona" esondando dai fiumi e allaga milioni di ettari di terreni, e l’acqua usata per irrigare i campi dove cresce il mangime? Perché nel primo caso probabilmente non c’è nessuno spreco, rientrando tutto nel ciclo biologico, mentre nel secondo caso abbiamo sprecato tutto quel ben di Dio di acqua?

      Intendiamoci: non dico mica che non sia vero, ma se non capisco bene come funziona, difficilmente sarò in grado di sostenerlo.

    • 3.3

      “Guardàtelo”… galeotto fu l’accento. :)

      Alcuni studi parlano di un consumo di acqua pari al 70% di quella esistente nel mondo solo per monocolture intensive.

      Questa mi sembra esagerata per chiunuqe non abbia la percezione di quanta acqua si trovi negli oceani. Immaginare di rovesciare il 70% dell’oceano indiano, pacifico, atlantico e via dicendo sulle terre emerse significherebbe sommergerle fino alle cime delle più alte catene montuose :)
      Ti do una via d’uscita. Forse ti riferivi alle acque piovane? In ogni caso le acque si purificano. Ogni volta che dagli oceani evaporano, per cadere sotto forma di pioggia, abbandonano le sostanze nocive e ricadono ripulite. E’ evidente che i pesticidi non debbono essere usati, perché non mi conforta sapere che restano negli oceani (come purtroppo tanti altri elementi anche più pericolosi) però la quantità di acqua che ricade al suolo, fatti salvi i cambiamenti climatici e le fluttuazioni naturali, è sempre la stessa. Ed è sempre acqua pulita.
      Tutto sta a calcolare con esattezza a quanto ammonti il deposito di acqua dolce (quella già piovuta, per intenderci), quale sia il tasso con cui “ripiove al suolo” e a quale tasso lo stiamo consumando, magari con un occhio alle redistribuzioni geografiche.

      Attendiamo dunque i calcoli e ci riproponiamo di tornare sull’argomento successivamente.
      In bocca al lupo per la tua otite.

    • 3.4

      Con il caldo che fa proprio non riesco a documentarti puntualmente quanto segue, accontentati(tevi)…

      Così, al volo, hai mai sentito parlare di desertificazione e deforestazione? Questo è uno degli aspetti nefasti che il dirottamento di risorse idriche verso colture intensive produce.
      Sai, poi, che l’acqua utilizzata sia per gli allevamenti che per le colture di cereali ad uso bovino sono oltremodo compromesse da tonnellate di pesticidi e fertilizzanti di origine chimica? Se pensi che il 90% della soia e la maggior parte dei cereali coltivati a livello planetario servono per allevare bovini, capirai che l’acqua inquinata in ballo ha proporzioni enormi sul totale.
      Alcuni studi parlano di un consumo di acqua pari al 70% di quella esistente nel mondo solo per monocolture intensive. Tralascio l’utilizzo che se ne fa per raffreddare e pulire gli impianti industriali o per diluire composti chimici, anche questa è acqua compromessa.
      Gli animali producono miliardi di tonnellate di deiezioni che filtrano nei suoli sottostanti: azoto e fosforo in eccesso rovinano la qualità delle acque di falda, oltre a danneggiare interi ecosistemi acquatici. L’ammoniaca in grandi quantità contenuta negli escrementi è poi una delle cause delle piogge acide.
      Il suolo sottoposto a colture intensive, perde gran parte delle sue capacità di ritenzione idrica, necessaria a garantire un corretto ciclo dell’acqua e dell’umidità, cambia i suoi gradi di salinità e genera enormi problemi di ristagno: e parliamo, ancora, di milioni di ettari di suolo.

      Questo è quanto m’è venuto in mente sul momento, frutto di letture passate di qualche testo illuminante o dei rapporti del World Watch Institute e di altri istituti che stanno da sempre sul pezzo (il CIWF o la stessa agenzia di protezione ambientale degli USA, etc…, valli a ritrovare adesso).

      Poi, che l’acqua nel suo ciclo abbia vari modi di “ripulirsi” è cosa scontata: ma in quanti milioni di anni? E a che prezzo per tutto ciò che si lascia dietro?

      PS: l’invito a vedere HOME era rivolto ai lettori del blog, “guardatelo”. ;-)

  • 2
    muccassasina

    Quant’acqua vuoi che sia rimasta in 3 etti? Facciamo 2 etti? Sono meno di un ventimillesimo dei 4650 litri di acqua che ha consumato! Le vacche come del resto i cani sudano pochissimo, eliminano l’acqua sotto forma di vapore (assieme ad altri gas che quarda un po’ aumentano l’effetto serra) attraverso gli atti respiratori (polipnea) e poi appunto pisciano un casino. Peccato però che lo smaltimento delle deiezioni costituisca un problema per il loro contenuto in nitrati… dammi retta meglio non occuparsi di ciò che non si conosce… con le vacche ci vivo ma che la zootecnica sia un problema ambientale ahimè è un dato di fatto.

    • 2.1

      I due etti di acqua che ti mangi nella costata li devi moltiplicare per tutte le costate, i filetti e le bistecche in genere che si ricavano dalla mucca. Che poi anche quelli che non si mangiano mica vanno buttati: le parti liquide evaporano con la putrefazione.
      Inoltre ovviamente il grosso del recupero non è nell’acqua residua all’interno dell’animale al momento dell’abbattimento, ma nel processo di eliminazione e ricambio fisiologico durante la sua vita. Che la zootecnica sia un problema ti credo sulla parola, ma la chimica è un’altra cosa.

      Sei in grado di spiegarmi perché l’acqua bevuta da una mucca ed eliminata dalla sudorazione e dall’urina non finisce nel ciclo idrico come tutta l’urina che devono avere pisciato milioni di bisonti che si muovevano in branco nell’america del nord, prima che gli indiani li sterminassero?

      Se sei in grado, ti ascolto molto volentieri, ma dobbiamo essere in grado di separare i problemi, se vogliamo tirare fuori una discussione costruttiva da cui imparare qualcosa.

  • 1
    Cheyenne Curatola

    Premetto di non aver letto tutti i commenti e, quindi, magari l’osservazione che farò è già stata esposta.

    Parlo del fatto che i bovini “piscino” un tot di acqua consumata. Purtroppo quell’acqua risulta molto inquinata. 

    Le deiezioni liquide e semi-liquide del bestiame contengono livelli di fosforo e azoto al di sopra della norma, perché gli animali possono assorbire solo una piccola parte della quantità di queste sostanze presenti nei loro mangimi. Quando gli escrementi animali filtrano nei corsi d’acqua, l’azoto e il fosforo in eccesso in essi contenuti rovinano la qualità dell’acqua e danneggia gli ecosistemi acquatici e le zone umide.

    Circa il 70-80% dell’azoto fornito ai bovini, suini e alle galline ovaiole mediante l’alimentazione, e il 60% di quello dato ai polli “da carne” viene eliminato nelle feci e nell’urina e finisce nei corsi d’acqua. (Fonte: CIWF, “The global benefits of eating less meat”, CIWF Trust, 2004)

    Lo spandimento delle deiezioni animali è strettamente collegato alla “zona morta” di 7.000 miglia quadrate nel Golfo del Messico, che non contiene più vita acquatica (Fonte: Howlett, Debbie “Lakes of Animal Waste Pose Environmental Risk”, USA Today, 30 Dec. 1997, p. A7.)

  • 0
    Nike62

    Premesso che su questo argomento “brancolo” esattamente come te (è un argomento su cui nè tu nè io abbiamo particolari “competenze”), mi sembra che la questione possa stare in questi termini: in ogni momento sulla terra c’è una certa quantità d’acqua dolce disponibile, e ad un certo punto, se se ne utilizza sempre di più, si creerà una scarsità; considerando che la produzione di “cibo carneo” impiega enormemente più acqua rispetto alla produzione di “cibo vegetale”, si capisce che è un modo “antieconomico” (relativamente all’acqua, ma non solo) di produrre cibo… Tra l’altro, la prova provata che l’attuale consumo d’acqua dolce sul pianeta è divenuta “insostenibile”, è data dal progressivo esaurimento delle “acque fossili”.

    • 0.1
      clavius

       

      clavius: “un corretto utilizzo di qs risorsa dovrebbe prevedere una stima dei tempi di ritorno.”

      Claudio: 12 giorni. L’acqua che si deposita nel suolo (per esempio urinando) dopo poco più di 12 giorni è già disponibile sotto forma di pioggia. Ho aggiunto l’integrazione al post. Il fatto che debba poi essere captabile non cambia molto, perché il problema si presentava anche prima.

      caro claudio, questi tempi di ritorno sono valutazioni fatte al livello di biosfera … perchè se la vacca piscia in sicilia … mettiamo oggi .. col cavolo che questa’acqua ritorna dopo 12 giorni sotto forma di pioggia nello stesso luogo… visto che in sicilia la piovosità media di luglio è quasi pari a ZERO (quest’acqua se ne andrà magari in russia o al polo). ed è ovvio che la questione della scarsità di acqua, e dunque anche la sua gestione, è un problema locale (ma non per questo localizzato) anzi. Considerando che la domanda di acqua (come quella di qualsiasi altra risorsa della terra) è in continua crescita (visto il sistema socio-economico in cui ci ritroviamo, visto l’aumento della popolazione globale e l’aumento del tenore di vita .. come per esempio in asia) la questione dell’acqua non può essere liquidata così facilmente. I tempi di ritorno pertanto vanno valutati a livello LOCALE, cioè considerando input ed output all’interno di un sistema regionale … e non globale perche … e mi ripeto … il pastore tunisino se ne infischia se dopo che la sua pecora ha pisciato, una uguale quantità di urina precipita supponiamo in Irlanda o in Russia.

      ps1: questa discussione si sta frammentando in numerosi rivoli, in cui ciascuno di noi aggiunge un aspetto (anche legittimo) …. ma purtroppo in questo modo si tende a perdere il nucleo del ragionamento che poggia per lo più solo su una questione di bilanci (entrate ed uscite)

      buona prosecuzione

      ps. consiglio a tutti la lettura di qualche buon testo di ecologia sistemica

      1) Eugene P. Odum – Basi di Ecologia – Piccin

      2)Begon Harper Towsend – Ecologia, individui, popolazioni, comunità – zanichelli

    • 0.2

      utilizzarne sempre di più non dovrebbe significare automaticamente riciclarne sempre di più?
      Mi spiego: se io oggi bevo 4 litri di acqua anziché 1 litro come al solito, domani eliminerò tramite l’urina (oddio, piena di ammoniaca) molta più acqua, e la restante (giacché il mio corpo è sempre costituito dal 60% di acqua e non di più) evaporerà con il sudore.
      Quanto ci mette quest’acqua a tornare in circolo? Se usiamo un WC poco, perché finisce in un tempo brevissimo in qualche fiume. E sappiamo bene che più acqua si mette in un fiume, più questo accelera e corre verso il mare. Se invece la facciamo in un campo ci metterà un po’ di più, ma probabilmente verrà riassorbita ed utilizzata dall’erba ed evaporerà nell’atmosfera in poco tempo.
      Dunque il mio aumentato consumo di acqua non ne ha disperso molta, così come un’aumentata irrigazione dei campi dovrebbe essere compensata da una maggiore evaporazione in fase di trattamento dei mangimi, e da un ingrossamento delle falde acquifere.
      Ora, la domanda è: quanto ci mette l’acqua consumata a tornare “in circolo”? Se ci mette sei mesi o un anno è un conto. Se ci mette mille anni è un altro.
      Dovremmo accedre a questo genere di statistiche per non cadere nella trappola di credere a Babbo Natale.

    • 0.3
      clavius

      salve a tutti,

      volevo fare una precisazione.anzi due

      l’acqua (dolce, cioè non salata) è sicuramente la sostanza fondamentale per tutte le produzioni agricole ed industriali. l’acqua deve essere considerata una risorsa e per giunta non infinita, cioè limitata, malgrado sia rinnovabile (ma tramite un ciclo chiuso, ciclo in cui bisogna tener conto anche dei tempi di rigenerazione). pertanto in alcune parti del pianeta essa è o può diventare e diverrà sempre più limitante in agricoltura così come nell’industria e per il fabbisogno umano. la popolazione mondiale cresce … ma la risorsa è sempre quella (circa).

      ma quale acqua possiamo utilizzare? sicuramente non l’acqua salata marina o quella altrettanto o più salata dei laghi salmastri (talora anche più di quella del mare). l’acqua utilizzabile nelle attività umane deve sottostare a determinate caratteristiche fisico-chimiche o biologiche (nel caso di utilizzo alimentare) ed inoltre deve essere captabile, cioè dobbiamo essere in grado di raccoglierla e/o convogliarla. per esempio solo una piccola porzione della pioggia può essere captata in quanto la grandissima parte si infiltra nel terreno (in parte verso gli acquiferi da dove possiamo prelevarla se non troppo profonda), evapora (direttamente ed indirettamente tramite la copertura vegetale naturale … praterie, boschi, ecc)  o ruscella verso il mare indisturbata. quindi in generale l’acqua che noi possiamo utilizzare è solo una minima parte della stessa acqua dolce.

      pertanto quando si fanno stime sull’utilizzo di acqua non ci si riferisce mai a tutta l’acqua presente nel pianeta o a tutta la porzione “non salata” ma solo a quella captabile o utilizzabile

      un corretto utilizzo di qs risorsa dovrebbe prevedere una stima dei tempi di ritorno. faccio un esempio. se il prelievo di acqua da un invaso artificiale o da un lago avviene con velocità maggiore di quella dell’apporto … l’invaso prima o poi scomparirà.

      per quanto riguarda l’articolo di Claudio sull’enorme “costo idrico” della bistecca devo dire che non sono assolutamente daccordo con le sue conclusioni per motivi che ha già in parte spiegato Godot.

      ma vorrei aggiungere un ultima considerazione. In generale la carne ha un costo (mi riferisco al “costo energetico”) enormemente superiore rispetto ad una quantità di legumi o frumento che abbia pari valore nutritivo. mi spiego il trasferimento di energia alimentare dagli autotrofi (le piante) attraverso una serie di organismi che consumano e che sono consumati è chiamato “catena alimentare”. Bene ad ogni passaggio (pianta > erbivoro >carnivoro 1 > carnivoro 2 … carnivoro n), una parte fino al 90% (!!!!) dell’energia potenziale è persa in calore (in pratica va a sostenere i processi vitali degli organismi .. nell’esempio della bistecca: le piante ed i bovini). va da sè che … per ogni anello della catena solo il 10% del’energia è assimilata sotto forma di biomassa …. il resto è perso! questo è un principio fondamentale dell’ecologia sistemica … detto “principio di Lindemann o del 10%.

      questo fatto spiega anche perchè un territorio esteso x in cui piove P, una biomassa y di vegetali può sostenere SOLO una biomassa enormemente inferiore di erbivori, ed ancora più bassa di carnivori … diversamente il sistema collassa.

      morale? la biosfera non può permettersi di sfamarci tutti a bistecche.

       

       

    • 0.4
    • 0.5

      Grazie per il contributo. Solo due precisazioni:

      "un corretto utilizzo di qs risorsa dovrebbe prevedere una stima dei tempi di ritorno."
      12 giorni. L’acqua che si deposita nel suolo (per esempio urinando) dopo poco più di 12 giorni è già disponibile sotto forma di pioggia. Ho aggiunto l’integrazione al post. Il fatto che debba poi essere captabile non cambia molto, perché il problema si presentava anche prima.

      Quando poi dici che non sei d’accordo con le mie conclusioni, considera che il post è più una domanda che la presentazione di conclusioni. E devo dire che sono molto soddisfatto della discussione che ne è nata, che sta apportando molti punti di vista. Cionondimeno la questione dell’acqua va chiarita scientificamente, con dati e numeri il più possibile accurati.

      Al momento attuale, io non credo che vi sia un sostanziale "spreco" di acqua, inteso come la perdita di una disponibilità globale. Piuttosto, ritengo ragionevole la preoccupazione su scala locale. Se metto un allevamento di bovini in un’area dove c’è già poca acqua, renderò critico l’approvvigionamento da parte degli esseri umani ma ancor di più della vegetazione e dell’ecosistema locale. Insomma: l’acqua non si perde su scala mondiale e ritorna disponibile in un tempo molto breve. Se analizziamo le singole "località", però, si possono manifestare serie criticiticità.

    • 0.6

      perchè se la vacca piscia in sicilia … mettiamo oggi .. col cavolo che questa’acqua ritorna dopo 12 giorni sotto forma di pioggia nello stesso luogo

      Sono d’accordissimo con te. E l’ho anche scritto. il porblema è assolutamente locale, menrte la quantità di acqua disponibile globalmente, a parte lievi fluttuazioni, resta invariata.

    • 0.7

      Ottimo. Grazie. Leggo.

      “La massa totale d’acqua del ciclo rimane essenzialmente costante, così come l’ammontare d’acqua in ciascuna riserva, quindi, in media, la quantità d’acqua che lascia una riserva è pari a quella che ritorna ad essa.”

      “ne consegue che il contenuto d’acqua nell’atmosfera viene rinnovato circa 30 volte l’anno; in altri termini, il tempo medio di residenza dell’acqua nell’atmosfera è di circa 12 giorni.”

      Fico. Solo 12 giorni. Altro che milioni di anni. Mi rinfranca. :)

      Ancora: “L’acqua conservata nel suolo vi rimane brevemente, perché è distribuita in uno strato sottile per tutta la Terra e viene rapidamente perduta per evaporazione, traspirazione, flussi d’acqua corrente o per infiltrazioni nella falda freatica. Dopo l’evaporazione l’acqua rimane nell’atmosfera mediamente per 12 giorni prima di precipitare di nuovo al suolo.”

      Quindi… il nostro bovino piscia, e giusto il tempo di evaporare, e la sua pisciata ricade sulla terra e ce la beviamo! :)
      Direi quindi che, sull’acqua (che era oggetto del post) ho ragione. E’ una buona notizia, no?

  • -1
    vitali80

    Scusi se le scrivo signor Messora, le chiedo scusa perché sono un ignorante con solo la terza media, quindi non leggerà da me nulla di scientifico e non farò grandi discorsi come voi.

    Io dico che l’unica frase che ho ritenuto giusta è “un processo che và avanti per milioni di anni”.

    La natura esiste da prima che nascesse l’essere umano e c’erano addirittura animali e vegetali di dimensioni gigantesche eppure l’acqua e le altre risorse non si sono consumate nel tempo, non è un essere vivente che consuma di più rispetto ad un altro.

    Non voglio sembrare scortese ma le parole dei “grandi” non m’interessano, uno scienziato fà una teoria poi ne fà un’altra oppure un altro scienziato dice cose opposte ma viene comunque accettato perché vi è validità scientifica in ciò che dice, e poi numeri e numeri e numeri, tutto è mutabile e tutto è vago, come posso mantenere l’equilibrio se il mio baricentro si sposta continuamente?
    La natura và lasciata così com’è e le risorse, tra cui l’acqua, non finiranno mai, se la natura viene sconvolta è ovvio che si verifica l’opposto.

    Gli animali e i vegetali non cambiano l’ecosistema, sia le colture che gli allevamenti intensivi sono opera di persone che cercano il denaro e queste persone non hanno rispetto degli esseri viventi, umani compresi, quindi producono a dismisura per aumentare la loro avidità. Pensate che chi alleva lo faccia perché sostiene che la carne e il pesce siano essenziali per una buona alimentazione? Siete sicuri che chi coltiva lo faccia perché è dell’idea che frutta e verdura siano cibi salutari? Non lo fanno per queste ragioni ma solo per l’illusione di diventare più ricchi e potenti ed essere al di sopra degli altri.

    Finisco dicendo che il consumo eccessivo o spreco di acqua và cercato esclusivamente in chi ci specula sopra, tutto il resto è menare il can per l’aia.

  • -2
    BluOltremare

    “Stante che, come ho espresso chiaramente nell’articolo, l’acqua non va sprecata per principio, e stante che per combattere una battaglia con la speranza di vincerla bisogna innanzitutto identificare i reali punti deboli e non quelli smontabili, qualcuno mi dovrebbe dimostrare, o spiegare in maniera convincente, perché l’acqua usata per produrre i mangimi, cioè per irrigare i campi, non dovrebbe tornare in circolo esattamente come tutto il resto dell’acqua piovana, in un processo che va avanti da milioni di anni?”

     

    Forse perchè l’acqua usata per irrigare, in buona parte, la assorbono le piante, le quali, come tutti gli organismi viventi, sono composti perlopiù di acqua?

    • -2.1

      La assorbono le piante solo in minima parte (se consideri che l’apporto mediante traspirazione all’acqua nell’atmosfera è solo dell’1%) e in ogni caso la cederebbero subito. In generale vale il principio che l’acqua sversata al suolo evapora, si condensa e ricade al suolo sotto forma di pioggia, in qualche altra parte, in una media di 12 giorni.

  • -3
    Phate

    @ FitTizio e Gennario di Bisceglie

    Non vorrei andare OT, visto che il post parla di acqua e si sta parlando soprattutto di quello che vogliono i vegetariani ma giusto per una precisazione.

    Sono vegetariano da 3 anni, non sono vegano (quindi mangio uova e latte) proprio perchè non mi piacciono gli estremismi in nessun campo e soprattutto non voglio assolutamente convincere nessuno a diventare vegetariano: per me va benissimo che chi mangia carne continui a farlo, nessun problema. Mai discusso con gli amici di questa mia scelta cercando di convincerli (cosa che invece mi piace fare quando si parla di politica o altri argomenti).

    Premesso tutto ciò, vi dico come la vedo: sono diventato vegetariano perchè mi dava fastidio che delle bestie soffrissero e venissero uccise per sfamarmi. Punto. Tutti i discorsi paradossali che fate tipo “e se domani tutti diventassero vegetariani?” non stanno in piedi così come non lo starebbero gli equivalenti “e se domani tutto il mondo consumasse il quantitativo pro-capite di carne degli americani?” oppure ” e se da domani i cinesi bevessero birra come i tedeschi?”.

    Ma con una differenza: gli ultimi 2 scenari sarebbero sicuramente non sopportabili per le risorse del pianeta Terra mentre per il primo non ci sarebbero molti problemi anche perchè l’umanità nei suoi pochi millenni di storia ha già attraversato periodi in cui la maggior parte delle persone non mangiava carne (o la mangiava raramente). Sì, ok: 100 anni fa non c’erano 7 miliardi di persone sulla Terra ma sicuramente un mondo vegetariano è più sostenibile di un mondo carnivoro.

    L’altro tema: che fine farebbero i bovini? Meglio estinti che in allevamento? MA CERTO! Per quanto mi riguarda meglio così: a me da fastidio il dolore e la morte e soprattutto la sua ripetizione. Mi sembra banale come concetto: vorreste svegliarvi ogni giorno e soffrire le peggiori pene dell’inferno o morire una volta per tutte? Meglio un giorno libero che 100 da schiavo (e comunque destinato a morte certa).

    E se i bovini si dovessero estinguere, pace: è LA NATURA! A me mica dispiace se il leone si mangia la gazzella o se il mio gatto si mangia il topo. Al mio cane do la carne: è la sua natura. Se i bovini si dovessero estinguere (però stranamente i bisonti sono esistiti allo stato brado per migliaia di anni…finchè non è arrivato l’uomo!) sarà perchè la natura vuole così.

    Peccato che al 99% quando una specie è a rischio di estinzione la colpa sia sempre dell’uomo…

    Quindi il vostro sillogismo “i vegetariani sono come i talebani perchè preferirebbero far estinguere i bovini piuttosto che farli mangiare” è ridicolo: dovrebbe suonare così “i vegetariani preferirebbero che i bovini si estinguessero in maniera naturale piuttosto che vederli sterminati giorno dopo giorno dopo giorno negli allevamenti mentre noi che mangiamo carne siamo i buoni perchè teniamo in ‘vita’ una specie e la facciamo riprodurre per sterminarla giorno dopo giorno dopo giorno”.

    Dov’è ora la coerenza?

  • -4
    nottrz

    Da un punto di vista puramente astratto il discorso e’ corretto. Quando si entra nel concreto pero’ secondo me diventa talmente impreciso da diventare di fatto errato.

    L’acqua utilizzata per la bistecca rientra in circolo, ok, vero banale, ovvio. In 12 giorni? Ok, accettaimo il dato. Ma in 12 giorni in che modo?

    In buona parte in forma di pioggia. Dove cade la pioggia? Per semplicita’ diciamo che ricade uniformemente sul globo, quindi 2/3 finiscono in mare, ovvero diventa salata. Da li’ devo aspettare che evapori di nuovo e dopo 12 giorni 1/3 (dei 2/3) ricade sulla terra. E cosi’ via.

    Quindi su 1000 litri dopo 12 giorni ne ho 300, dopo 24 ne ho 300+200, dopo 36 giorni, ecc.

    Per quanto riguarda la parte che cade sulla terra va capito dove cade. Se cade in un fiume o su un ghiacciaio siamo tutti contenti. Se cade sul terreno una parte filtra sotto terra e per un bel po’ di tempo smette di evaporare. Una parte di questa penetra in zone magari troppo profonde o fangose per poterla estrarre, un’altra parte torna alle falde acquifere dove ci sono gia’ gli impianti di estrazione e siamo contenti.

    Un’altra parte fa delle belle pozzanghere che noi non possiamo utilizzare perche’ raccogliere quell’acqua sarebbe troppo complesso. In parte viene bevuta dagli animali, dalle piante, che la immagazzinano nei fiori, nei frutti, nei nuovi rami, ecc. Quelle piante prima i poi moriranno e rilasceranno l’acqua, ma lo faranno magari in autunno e non in primavera. Quindi bisogna aspettare un po’ prima che quell’acqua evapori di nuovo, ricade, ecc.

    In pratica solo una minima parte dell’acqua che utilizziamo ricade in luoghi tali da poter essere riutilizzata da noi in 12 giorni.

    E poi c’e’ l’aspetto locale. Se su un terreno arrivano 1000 litri di acqua al giorno (pioggia, fiumi, falde, ecc.) e allevo mucche che ne consumano 1000 va tutto bene, no? Il problema qui e’ che oltre alle mucche ci sono altre piante e animali che prima che arrivasse il mio allevamento utilizzavano quell’acqua. Se la uso tutta per le mucche questi altri muoiono o migrano altrove.

    Se poi il mio allevamento nel consuma 2000 vuol dire che ne sto togliendo 1000, in termini di disponibilita’ immediata, da un’altra zona. Se in quell’altra zona c’e’ meno acqua piante e animali muoiono di sete. Se vuoi il bilancio di “vita” e’ conservato: invece di 3 orsi, 20 topi e 40 uccelli adesso ci sono 25 mucche.

    Che differenza c’e’ con i bisonti? Che i bisonti non avevano aquedotti e camion. I bisonti seguivano l’acqua e quando questa era poca alcuni morivano. Certo nel momento in cui arrivava la mandria altri animali saranno anche morti di sete, ma la cosa almeno rimaneva locale e per breve periodo (o almeno dopo qualche centinaio di anni si arrivava ad uno specifico equilibrio).

    Se su un terreno che “in natura” potrebbe sostenere 100 mucche ne allevo 5000 per forza di cose sto rubano risorse altrove.

     

     

    • -4.1

      Per Nottzr.

      “In buona parte in forma di pioggia. Dove cade la pioggia? Per semplicita’ diciamo che ricade uniformemente sul globo, quindi 2/3 finiscono in mare, ovvero diventa salata. Da li’ devo aspettare che evapori di nuovo e dopo 12 giorni 1/3 (dei 2/3) ricade sulla terra. E cosi’ via.”

      Il tuo discorso non fa una piega, ma non è corretto a livello sistemistico globale. Infatti quello che descrivi è esattamente il meccanismo che porta alla formazione delle riserve di acqua da milioni di anni, senza che il consumo più o meno intensivo di acqua dolce abbia influito (su scala globale). All’urina dei bovini che torna nell’atmosfera entro 12 giorni, devi infatti aggiungere quel 97, 98% di acqua che evapora dalla piu’ grande riserva idrica del mondo: il mare, e che è e rimane la più grande fonte di precipitazioni (quasi il 100%). Se sommi il totale, avrai sempre e comunque la stesa quantità di acqua dolce disponibile nelle varie zone, perché appunto il meccanismo che descrivi è endemico al sistema del ciclo di acqua, non è una novità introdotta dall’uomo né dall’utilizzo intensivo dell’acqua.

      Diverso, invece, il discorso per quanto riguarda il consumo eccessivo o la distrazione di acqua in un dato territorio, perché ogni zona o area ha a disposizione una certa quantità di acqua, e dunque è evidente che se si supera quella disponibilità, poi o si muore o la si sottrae da altre zone, ed è esattamente in questo senso che il consumo di acqua va ottimizzato.

      Il discorso generale, nel dibattito pubblico, tende però ad evidenziare il futuro dell’acqua come un problema in senso generale, ovvero la scarsità della risorsa a livello globale: questa visione, perlomoeno per i dati che abbiamo oppure ho a disposizione, è scorretta: l’acqua resta costante ed anzi tende ad aumentare per via dello scioglimento dei ghiacciai, e la quantità e la frequenza con cui precipita al suolo resta e resterà invariata. In questo senso va il mio intervento.

  • -5
    Gennaro Di Bisceglie

    Mi hanno sempre incuriosito queste discussioni, devo dire per nulla nuove, sull’impiego delle risorse naturali per l’alimentazione umana. E mi hanno sempre incuriosito perché le argomentazioni che vengono presentate, un po’ troppo spesso appaiono come assolutamente strumentali.

    Non voglio perdermi su certe cose che avete scritto, come quelle riguardanti lo “spreco” di acqua (che non si capisce come mai se usata per i bovini poi torna alle falde acquifere inquinata, mentre se è usata per la lattuga no!… °__°): mi sembrano troppo ridicole per essere commentate: un po’ come la “famosa” flatulenza dei bovini d’allevamento che distruggerebbe lo strato d’ozono…: beh, stiamo estinguendo gli ippopotami proprio per compensare questo fenomeno, no? ^__^

    Dicevo: per tirar corto, vorrei ridurre tutta la discussione a un solo punto: l’utilità della carne nella dieta umana. Perché questa discussione, sono convinto, porta proprio lì!

    Deluderò i più scrivendo che NESSUN ANIMALE E’ INTEGRALMENTE VEGETARIANO. Perché gli stambecchi che partoriscono mangiano la propria placenta (quindi un bisogno di carne, almeno in una occasione, evidentemente c’è!), e perché gli erbivori, brucando, comunque assimilano una certa quantità di proteine da INSETTI e LUMACHE sempre presenti nell’erba di cui si nutrono. Per quest’ultimo caso vi citerò uno studio britannico sulla alimentasione degli immigrati indiani (Sik) di cultura vegetariana, che giunti in Inghilterra cominciavano ad accusare carenze proteiche dovute al fatto che i vegetali che compravano ai supermarket europei erano sempre BEN LAVATI, finanche TROPPO per la loro alimentazione originaria…

    Saluti,

    Gennaro Di Bisceglie

    • -5.1

      Dimenticavo la curiosità: in Svezia, la carne viene venduta con impressa sull’etichetta l’emissione di gas serra corrispondente.

    • -5.2

      Gennaro, la lattuga la mangiano gli uomini e, possibilmente, se non è coltivata intensivamente non richiede pesticidi e fertilizzanti di origine petrolifera. I cereali coltivati ad uso esclusivo dell’alimentazione bovina la mangiano, appunto, i bovini che poi mangiamo noi… C’è un passaggio in più, come vedi, ed è un passaggio che è fonte di enormi disequilibri a vari livelli. I cereali sono sottratti all’alimentazione umana e, visto che la fame nel mondo è in paurosa ascesa, fatti due conti e ci arrivi da solo.

      Quella ‘famosa flautlenza dei bovini’, mi dispiace darti quest’immenso dispiacere, non è una ridicola boutade di qualche folle, ma rappresenta un mero calcolo matematico… I bovini ad uso bistecca sono ormai allevati, anzi prodotti, a miliardi… Un minimo di conoscenza della biologia e dei processi di digestione dei ruminanti, unita a qualche piccolo calcolo, ha fatto arrivare non uno, ma qualche centinaio di persone che studia la materia (non noi commentatori ‘da blog’) a convergere sul fatto che la CO2 emessa dai bovini da bistecca rappresenta la fetta più grossa sul totale generato da attività umane. Non ho bisogno di stare a citarti le fonti più o meno autorevoli a riguardo, è un dato ormai assodato e, direi, elementare anche secondo logica.

    • -5.3

      Alcune fonti e una curiosità.
      I calcoli sulle emissioni di metano dei bovini sono stati effettuati, tra gli altri, dall’IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, emanzione ONU).
      L’IPCC, in questo report, ne parla in maniera più che dettagliata.
      FAO e la rivista Climatic Change, ci portano come dati un 18% di emissione di gas serra nel mondo imputabili all’allevamento animale. I bovini, in particolare, emettono annualmente milioni di tonnellate di metano in atmosfera.

    • -5.4

      Gennaro, la lattuga la mangiano gli uomini e, possibilmente, se non è coltivata intensivamente non richiede pesticidi e fertilizzanti di origine petrolifera.

      Perché… c’è qualcosa che ancora non è coltivato in maniera intensiva, su questo pianeta?

      Per quanto riguarda la CO2 emessa dai bovini, il commentatore cui rispondi non ha detto una cosa insensata. Semplicemente si fa domande allargando la finestra temporale. IL 18% della CO2 è prodotta dai bovini? Bene. Ci credo. Ma il dato in sé e per sé non dice nulla, se non è raffrontato alla CO2 che è sempre stata prodotta in passato. In particolare, quanta CO2 è stata prodotta dai milioni e milioni di animali che popolavano questo pianeta prima che noi li distruggessimo? E se scoprissimo che erano molti di più dei bovini che alleviamo noi oggi, e che producevano dunque più CO2?
      Ti do un’altra via di fuga (che a te piacciono tanto :) ). Mi risponderai che una volta non c’erano le industrie e non si bruciavano combustibili fossili, quindi oggi il sistema può sopportare meno produzione di CO2. Innanzitutto, siamo sicuri che il sistema producesse meno C02 nel passato? Lo sai che uno dei sistemi di datazione dei fossili si basa proprio sul conteggio della CO2, nel presupposto che sia andata riducendosi nel tempo in maniera uniforme, e che quindi fosse molto più elevata nel passato rispetto ad oggi?

      Quello che voglio dire è che di certo la strada, data la continua crescita della popolazione umana e la necessità di non inquinare il pianeta, deve essere quella della decrescita, ma attenzione ad utilizzare i dati sempre in maniera critica, senza parlare per numeri e studi in assenza di risposte a domande ben precise, poste in maniera scientifica e seria. Altrimenti facciamo della demagogia e non risultiamo convincenti.

  • -6
    carodani

    Ti seguo da diverso tempo, ho seguito la tua degenza, e apprezzo i tuoi toni fuori dalle righe, ma

    una persona con un seguito così grande, che ha dimostrato a più riprese di saper argomentare questioni molto complesse, a un certo punto decide di alzare un dubbio sapendo di andare a fomentare la diatriba vegetariani si vegetariani no… è chiaro che l’hai presa larga, e hai cercato lo scontro… in questo caso la tua posizione è un chiaro attacco, potevi direttamente intitolarlo “le motivazioni errate dei vegetariani”

    Su questioni tanto complesse non può esistere una verità assoluta, esistono punti di vista scientifici, punti di vista filosofici, punti di vista commerciali… ecco perchè non credo assolutamente che le tue perplessità siano sincere.

    Un blog sai bene che non è uno strumento unidirezionale, e se non hai previsto il vespaio mentre scrivevi il post, beh allora grande delusione, questo diventa l’ennesimo blog casinista, senza una direzione chiara… certo non d’informazione, ma di dubbi… perfettamente in linea con l’Italia…

    E si, il mio è un chiaro attacco, o se preferisci una difesa

    D

     

     

    • -6.1

      in questo caso la tua posizione è un chiaro attacco, potevi direttamente intitolarlo “le motivazioni errate dei vegetaria

      Amico mio, ti garantisco che sei totalmente fuori strada. Ci vuole molta fantasia per leggere un “chiaro atacco” alle posizioni dei vegani o dei vegetariani in questo post.
      E mi spiace che ci siano lettori di questo blog che fanno dietrologie sul modo in cui scrivo e su cosa scrivo e soprattutto sul “perché” lo scrivo (interessi di qualche tipo).
      Io scrivo quello che mi passa per la testa, quando mi passa per la testa ed esattamente “come” mi passa per la testa. Questa è la chiave del successo di questo spazio.

      Inoltre, ti invito a riflettere sul perchè ti infastidisca tanto quello che chiami “vespaio” e che invece altri chiamano “confronto civile”, tanto da compiacersi addirittura che vi sia ancora un blog nel quale si possa assistere e partecipare ad un dialogo costruttivo, ragionato e pacato (vedi ultimi commenti del post successivo a questo, che  più o meno ha lo stesso tema).

      Ogni cosa, soprattutto le nostre più profonde convinzioni, vanno sempre affrontate cercando di metterle in crisi, per saggiarne la robustezza e costruire, attraverso il confronto, un’eventuale percezione e convinzione superiore. I post esprimono punti di vista che inquadrano le problematiche prese in esame nel testo e null’altro ( e che non hanno niente a che fare con le diete vegetariane, ma solo con elementi che casomai vi sono intrecciati da relazioni di causa-effetto). Io ho imparato e imparo molto dalle vostre discussioni, e preferisco di gran lunga questo genere di sviluppi piuttosto che i post assertivi di verità condivise e univoche o sulle quali tutti si trovano in scontato accordo (magari infondato) senza nessun confronto critico con e tra i lettori.

  • -7
    Giuseppe M.

    Per quanto riguarda il ciclo dell’acqua sono d’accordo con quanto ha scritto Claudio. Se si migliora la gestione degli impianti e il riciclo non ci sarebbero perdite in alcun modo. Prendete Las Vegas, costruita nel desento ed utilizza e ricicla l’acqua di un lago per innaffiare campi da golf, per le fontane strepitose, gli abitanti, i casino… il tutto viene reciclato e riusato in un modo perfetto, senza nessuna perdita, parte dal lago e torna al lago più pulita di come è partita.

  • -8
    platone

    CHE DIRE LA UNICA VERITA E’ CHE DOVREMMO TUTTI QUANTI DIVENTARE VEGETARIANI COSI DA TOGLIERE QUESTA INFINITA SOFFERENZA CHE PESA AL PIANETA IN TERMINI DI ECORISORSE E ENERGIA VITALE.POI COMUNQUE UNA VOLTA LA GENTE ANGIAVA MOLTA MENO CARNE ED ERA PIU’ SANA E MENO AGRESSIVA,COMUNQUE SIA MANGIARE CARNE FA MALE:…………….

    E’ ufficiale! Uno studio medico ha dimostrato che la carne fa male. E’ pericolosa per la salute e fa venire il cancro al colon! Da quando la multinazionale Dupont (sviluppatasi negli anni ottanta grazie alla produzione del teflon) ha preso il mercato mondiale della soia, pare che i lavori scientifici (per modo di dire) di solerti scienziati contro la carne si stanno moltiplicando sempre più. Come già fatto negli anni ’60 dalla Procter & Gamble per spingere gli oli vegetali a scapito di quelli tropicali (altro disastro), ci stanno sempre più lavando il cervello per spingerci a mangiare un alimento del tutto negativo per la salute umana: la soia.

    La totale ascientificità di questi lavori è talmente pacchiana che rimaniamo allibiti nel vedere prestigiosi giornali di settore accettare e pubblicare tali stupidaggini. In qualsiasi lavoro, la carne è presa come soggetto unico e inalterabile. Già questo toglierebbe qualsiasi valore scientifico al lavoro. Se andaste a vedere il contenuto chimico della carne (ad es. bovina), vi rendereste subito conto che cambia totalmente a seconda dell’alimentazione dell’animale. Quindi non si può fare di tutta l’erba un fascio.

    Dovete sapere che la carne è l’alimento principale per l’uomo da 2-3 milioni di anni e che gli uomini delle caverne, di cui è risaputa la buona salute, amavano mangiare più gli organi interni e portavano le ossa nella caverna per romperle in santa pace e usufruire dei preziosi grassi contenuti nel midollo. Tutto questo grazie all’alimentazione degli animali che conferiva alla carne un rapporto omega-6 : omega-3 di 4:1 quasi perfetto. Tenete presente che questo rapporto deve avvicinarsi il più possibile all’1:1. I nostri avi lasciavano i bovini al pascolo e aggiungevano al foraggio erba medica (!!!) e a volte semi di lino. Ora gli allevatori danno solo mangime a base di miscele innaturali di sostanze chimiche, farina di cereali e soia. Il rapporto omega-6: omega-3 di questa carne è di 20:1 che tutti sappiamo essere causa di problemi cardiocircolatori e tumori.

  • -9
    Phate76

    Scusa ma con il tuo bel ragionamento si dovrebbe dedurre che, essendo la terra un sistema chiuso, non esiste lo spreco di risorse! Perchè tanto rimane tutto sulla terra e prima o poi ritornerà. Il petrolio si sta esaurendo? Che male c’è, come s’è formato milioni di anni fa si riformerà… E’ finito il silicio per produrre microchip? Beh, tutto quello utilizzato finora mica è sparito, basta andarlo a riprendere!

    Il problema è solo uno: la variabile tempo.

    Eh sì perchè l’acqua dolce nelle falde acquifere mica si è formata ieri!! Ci ha messo magari milioni di anni… Se è come dici tu allora domani apriamo tutti i rubinetti del mondo, non dovremmo avere problemi, no?

    Mai letto articolo più superficiale di questo e mi dispiace perchè conosco il tuo blog e mi sembravi una persona cui piace approfondire i problemi…

    • -9.1
      Phate76

      Se tu pensi davvero che l’acqua che ricade sulla terra 12 giorni dopo che l’hai pisciata esca dal tuo rubinetto il giorno dopo o anche una settimana dopo o un mese dopo… beh mi deludi ancora di più!

      Ma ti pare che l’acqua piovana finisca nelle falde acquifere in così breve tempo?

      Il tuo mi sembra il classico post scritto per confutare quella che sembra una leggenda metropolitana, che fa finta di cercare risposte ma in realtà evidenzia solo gli elementi utili a confutare quella che sembra una strampalata tesi sullo spreco dell’acqua per produrre carne.

      Se avessi letto tutta la pagina di Wikipedia saresti arrivato a questa frase:

      “Il tempo di residenza è il tempo medio nel quale le molecole d’acqua si trovano in una riserva; è una misura dell’età media dell’acqua nella riserva anche se una parte vi si trattiene per un tempo inferiore, un’altra parte per un tempo superiore. Le acque sotterranee possono trascorrere oltre 10.000 anni sotto la superficie; l’acqua che trascorre in questa riserva tempi particolarmente lunghi è denominata acqua fossile. L’acqua conservata nel suolo vi rimane brevemente, perché è distribuita in uno strato sottile per tutta la Terra e viene rapidamente perduta per evaporazione, traspirazione, flussi d’acqua corrente o per infiltrazioni nella falda freatica. Dopo l’evaporazione l’acqua rimane nell’atmosfera mediamente per 12 giorni prima di precipitare di nuovo al suolo.”

      Migliaia di anni sotto la supericie! Leggiti anche questo http://it.wikipedia.org/wiki/Acqua_fossile (parla di “risorsa non rinnovabile”).

      L’acqua piovana (pisciata da me, da te e dai miliardi di bovini) quindi per la maggior parte resta in superficie e dopo 12 giorni ricade sotto forma di pioggia e così via…

      Mi sembra abbastanza semplice!

    • -9.2

      Mi dispiace davvero polemizzare con te perchè come detto seguo abbastanza il tuo blog (conosciuto attraverso Beppe grillo) e apprezzo il lavoro che fai.

      Ma infatti non è che quando si discute si deve “polemizzare” per forza. Uno può non essere d’accordo senza che questo implichi un giudizio negativo. Dobbiamo uscire dalla logica delle tifoserie che è tutta italiana. Qui la squadra è una sola, e lotta per il bene comune. Può essere che questa discussione serva a capire meglio.

      Comunque: mi pare che se anche fossero solo 12 giorni e lo sfruttamento delle risorse idriche ipoteticamente aumentasse a dismisura, il giorno che aprendo il rubinetto non uscisse una goccia d’acqua non sarebbe di gran conforto dire alla popolazione “nessun problema, basta aspettare 12 giorni”!!! Tra l’altro ti faccio notare che d’inverno in qualche zona d’Italia non piove ma nevica e quell’acqua superficiale rimane lì dov’è magari per mesi…

      Sacrosanto. Per questo dico che fondamentalmente quello che bisogna capireè quanta acqua c’è, a che tasso consumiamo le riserve e a che tasso si reintegrano. In mancanza di questi dati possiamo preoccuparci, certo, ed adottare comunque un atteggiamento prudente, ma potrebbe essere che le nostre preoccupazioni siano esagerate e che il problema non si ponga. E’ sbagliato cercare una risposta certa a una domanda, anziché fidarsi religiosamente dell’assunto che stiamo per morire tutti (iperbole)?

      Inoltre non tutti i 4650 litri utilizzati per creare la tua (eh sì, io sono vegetariano da 3 anni…) bistecca vengono prelevati dalle acque superficiali ma potrebbero provenire anche da acque sotterranee.

      chi ti ha detto che io mangio carne? :) In ogni caso questa è un’affermazione che non puoi fare. “Potrebbero”. Ma siamo sempre nel campo delle ipotesi. Con la stessa probabilità io ti dico che invece non potrebbero. E le nostre due tesi, in mancanza di dati, hanno pari dignitià. Dunque scornarsi è puramente pretestuoso e soddisfa il nostro bisogno di difendere qualcosa (qualsiasi cosa sia) piuttosto che di capire come stanno davvero le cose. (stiamo entrando nella filosofia delle discussioni pubbliche, ma ogni tanto è utile provarci)

      Ripeto: mi sembra un po’ superficiale affrontare il problema dicendo “e che sarà mai, tanto prima o poi st’acqua ritorna da dove è partita”: non facciamo allarmismi ma nemmeno liquidiamo (bella questa!) il problema così in fretta.

      Certo che sarebbe superficiale. Infatti siamo partiti dal post per farci tanti bei ragionamenti intorno, che altrimenti non avremmo mai e poi mai fatto (tu stesso ammetti che non avresti commentato il post se non ti avesse, diciamo, fatto innervosire. Ecco: io, questo “fare innervosire” lo chiamo “provare a smontare qualcosa in cui si crede aprioristicamente per vedere se continua a reggere”.

    • -9.3

      Hai detto che l’acqua rimane magari milioni di anni….
      Leggi qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_dell%27acqua

      “La massa totale d’acqua del ciclo rimane essenzialmente costante, così come l’ammontare d’acqua in ciascuna riserva, quindi, in media, la quantità d’acqua che lascia una riserva è pari a quella che ritorna ad essa.”
      “ne consegue che il contenuto d’acqua nell’atmosfera viene rinnovato circa 30 volte l’anno; in altri termini, il tempo medio di residenza dell’acqua nell’atmosfera è di circa 12 giorni.”

      L’acqua conservata nel suolo vi rimane brevemente, perché è distribuita in uno strato sottile per tutta la Terra e viene rapidamente perduta per evaporazione, traspirazione, flussi d’acqua corrente o per infiltrazioni nella falda freatica. Dopo l’evaporazione l’acqua rimane nell’atmosfera mediamente per 12 giorni prima di precipitare di nuovo al suolo.”

      Quindi… il nostro bovino piscia e, giusto il tempo di evaporare, la sua pisciata ricade sulla terra e ce la beviamo!
      Dunque non mi sembra che sull’acqua (che era oggetto del post) io abbia poi così torto. Non è forse una buona notizia, no?

    • -9.4
      Phate76

      Eh mi deludi…no dai scherzo! ;)

      Mi dispiace davvero polemizzare con te perchè come detto seguo abbastanza il tuo blog (conosciuto attraverso Beppe grillo) e apprezzo il lavoro che fai. Tra l’altro è la prima volta che scrivo un commento e odio quelli che scrivono solo quando vogliono criticare rimanendo silenziosi quando apprezzano gli articoli…e ora sto facendo proprio la stessa cosa!

      Comunque: mi pare che se anche fossero solo 12 giorni e lo sfruttamento delle risorse idriche ipoteticamente aumentasse a dismisura, il giorno che aprendo il rubinetto non uscisse una goccia d’acqua non sarebbe di gran conforto dire alla popolazione “nessun problema, basta aspettare 12 giorni”!!! Tra l’altro ti faccio notare che d’inverno in qualche zona d’Italia non piove ma nevica e quell’acqua superficiale rimane lì dov’è magari per mesi…

      Inoltre non tutti i 4650 litri utilizzati per creare la tua (eh sì, io sono vegetariano da 3 anni…) bistecca vengono prelevati dalle acque superficiali ma potrebbero provenire anche da acque sotterranee.

      Ripeto: mi sembra un po’ superficiale affrontare il problema dicendo “e che sarà mai, tanto prima o poi st’acqua ritorna da dove è partita”: non facciamo allarmismi ma nemmeno liquidiamo (bella questa!) il problema così in fretta.

       

    • -9.5

      Tesoro, il commento te l’ho approvato io che se aspettavamo te facevamo notte.
      Innanzitutto mi stai mettendo in bocca cose che non ho detto. Non ho mai detto che il petrolio si riforma (anche se si riforma) o cose del genere. Ho detto che nulla si crea e nulla si distrugge (confutalo pure, se ci riesci) e che tutto casomai si trasforma (anche questo è l’abc delle elementari). Ho continuato dicendo che le risorse non vanno sprecate e così via. Quindi il mio pensiero dovrebbe essere sufficientemente chiaro.

      Secondo, l’articolo è molto meno superficiale della tua frettolosa lettura. Stiamo parlando del ciclo dell’acqua, e non del ciclo del petrolio (che richiede milioni di anni, sì, per la sua formazione). Il ciclo dell’acqua si distingue perché A) è molto più veloce B) l’acqua, a differenza del petrolio, è l’elemento dominante sul pianeta. Non a caso se l’asse terrestre si spostasse di una frazione di grado all’improvviso, le terre emerse risulterebbero sommerse. Dunque stiamo parlando di qualcosa che non finisce domani mattina e di cui, fortunatamente, c’è ancora parecchia abbondanza.

      Proprio questa abbondanza, e proprio se non vuoi affrontare il problema da un punto di vista superficiale e demagogico, deve spingerci a leggere i conti come vanno letti, e se non si sanno i conti precisi che inducono a riflessioni come le tue, a documentarsi per trovarli.

      Questo è il senso del post e, se leggi bene, anche dei commenti al post. Non so a te, ma a me le cose piace capirle (e il post tutto sommato fa una domanda): siamo in grado di capire qual’è il tasso di riciclo dell’acqua (che se non lo sai, sì: non si esaurisce, a meno che non la fai evaporare nello spazio per esempio togliendo il campo magnetico che protegge dai raggi solari nocivi e provocando così un surriscaldamento eccessivo. Casomai cambia stato, da solido a liquido a gassoso e così via)? Qualcuno (sicuramente sì) ha calcolato il tempo che ci vuole perché (perdonami) una “pisciata” si trasformi in un bicchiere di acqua fresca sul tavolo? Qualcuno (sicuramente sì) ha calcolato quanta acqua è disponibile nei fiumi, nei laghi, nelle falde e nei ghiacciai (oddio: i ghiacciai… hai presente quanta parte di oceano è immagazzinata sotto forma di acqua dolce nei ghiacciai, anche se si restringono ciclicamenteo’), e a che tasso viene consumata?

      Se non hai approfondito le risposte a queste domande, allora perdonami, non è un’offesa (al contrario della tua che è evidentemente un giudizio di valore su di me), semmai una nota metodologica, ma il commento superficiale è quello che hai scritto tu. L’approccio giusto è usare questo articolo, come stiamo cercando di fare nei commenti, per stimolare la ricerca di dati concreti, e non per alimentare le solite verità che tutti gridano ma che nessuno poi sa dire perché siano tali.

      Se invece le risposte le hai a portata di mano, allora ti prego anziché criticare sulla base di una ideologia non verificata, scrivile in questo spazio così che tutti possiamo crescere e usare argomentazioni concrete quando sosteniamo posizioni su cui potremmo anche essere concordi.
      Grazie.

    • -9.6

      Se tu pensi davvero che l’acqua che ricade sulla terra 12 giorni dopo che l’hai pisciata esca dal tuo rubinetto il giorno dopo o anche una settimana dopo o un mese dopo… beh mi deludi ancora di più!

      Non lo dico io. Lo dice il ciclo di vita dell’acqua. Tu parli di riserve, ma le riserve non sono mica solamente le acque sotterranee, ovvero quelle che possono restare lì per 10 mila anni (l’avevo latto, sai? Grazie per la fiducia). Le riserve sono in genere gli accumuli dove l’acqua resta per molto tempo. La più grossa riserva è l’oceano (97% dell’acqua planetaria), ed è anche, guarda caso, la riserva che contribuisce per la percentuale maggiore alla presenza di acqua nell’atmosfera (86%).

      Quindi non puoi prendere a campione una riserva (acqua sotterranea) che è solo una frazione infinitesimale dell’acqua presente sul pianeta, mentre invece lo stesso testo dice chiaramente:

      "L’acqua conservata nel suolo vi rimane brevemente, perché è distribuita in uno strato sottile per tutta la Terra e viene rapidamente perduta per evaporazione, traspirazione, flussi d’acqua corrente o per infiltrazioni nella falda freatica. Dopo l’evaporazione l’acqua rimane nell’atmosfera mediamente per 12 giorni prima di precipitare di nuovo al suolo."

      Qual’è quest’"acqua conservata nel suolo"? Qui non stiamo parlando di burrasche, tzunami, o chissà che altro nubifragio.. Stiamo parlando di irrigazione e di urina. Se non è acqua che si deposita nel suolo quella! E quell’acqua, con il meccanismo descritto, evapora brevemente e resta nell’atmosfera per 12 giorni.

      Dopodiché ti pregherei di smetterla di farne una questione personale ("mi deludi"… "mi deludi ancor di più" e altre espressioni inadeguate), perché non è questo il modo di confrontarsi e sembra più che altro che tu stia cercando solo l’occasione di avere ragione per partito preso. Sei interessato a capire, o credi di sapere già tutto? Conosci a fondo le cose in cui credi oppure devi ammettere di non saperne abbastanza? Io non faccio guerre di religione. Dico solo quello che la mia ragione mi suggerisce. La ragione ti mette sempre in grado di cambiare idea, di fronte a prove evidenti, cosa che l’ideologia non ammette. Qui di prove evidenti non mi pare ve ne siano. La domande è: vogliamo cercarle o ti interessa di più assumere l’atteggiamento di quello deluso dalla fidanzata, che peraltro non si sforza di capire? :)

  • -10
    Noel

    Claudio,

    la discussione è un’ottima prova di quanto può la rete, peccato per gli utlimi commenti dove vengono dette delle cose non degne dell’intelligenza minima che tutti hanno proprio per questo schierarsi come i tifosi di calcio.

    Partiamo dall’attacco ai vegetariani/vegani: quasi tutti lo diventano per una questione etica, non far soffrire esseri senzienti INDIFESI.

    C’è poi chi dice che la soia fa male perchè ha letto certe c**zate che girano sul web: ricordo a loro stessi che i mangimi sono principalmente fatti con soia OGM.

    Fa sorridere poi leggere che escono questi articoli perchè la Dupont si è buttata nella coltivazione della soia e quindi cercano di far diventare tutti vegetariani. La soia è principalmente usata per i mangimi.

    E’ vero, i talebani sono quelli che si preoccupano di non fare del male ad altri esseri viventi.

    Concordo in pieno con quanto scrive Godot 74

  • -11
    Roger12

    Cristo ma alle elementari quanta gente stava a spasso quando hanno spiegato il ciclo dell’acqua?

  • -12
    vitali80

    byoblu ha scritto :
    e di cosa si scusa? Lei è il benvenuto! “La ringrazio molto.

    Ogni volta che posso seguo le notizie che mette nella rete e da oggi, sempre appena ne avrò il tempo, inserirò anche commenti.

  • -13
    Gennaro Di Bisceglie

    Godot_74 ha scritto :
    Gennaro, la lattuga la mangiano gli uomini…

    Quella ‘famosa flautlenza dei bovini’, mi dispiace darti quest’immenso dispiacere, non è una ridicola boutade…

    qualche centinaio di persone che studia la materia

    Beh, per discutere seriamente occorrerebbe quantomeno attenersi a fatti concreti. E tu, seppur supportando con toni decisamente convinti, anzi direi finanche potenzialmente convincenti, effettivamente non ne stai portando. Colgo anche qualche espressione tendenziosa… quel “qualche centinaio di persone”…: ma di esperti, al mondo, ce ne sono decine di migliaia: qualche centinaio che sarebbe? Un manipolo di proseliti?

    Argomenti: innanzitutto, la stessa questione del buco nell’ozono non è una verità accettata da tutti gli scienziati, e ancor meno certa è la classificazione degli elementi che lo ricreerebbero. Ma, tra ignoranti in materia, forse sarà bene attenerci ad argomenti più “terra terra”, come per esempio questo: ma tu, attorno a te, quanti cavolo di allevamenti intensivi vedi? Ma davvero riesci a considerarli tanto “pericolosi” per numero? Io giro parecchio, qualche volta ne vedo anche, eppure mai da potermi spaventare o considerare chissà che! Ma va bene, sentiamo il tuo parere: quante vacche costituiscono un pericolo pari ai gas emessi da un’autostrada trafficata? Quanti scorreggioni pensi possano corrispondere, come danno ambientale, a una perdita radioattiva di una centrale francese? E, seppur riuscissi a portare dati concreti, mi dici come fai a considerare un allevamento di vacche, senza prendere in pari considerazione qualche partita di calcio con lo stadio bello pieno? O che ci sarà: anche il buco sullo stadio? °__° Oggigiorno ci sono infinitamente meno animali di un tempo. Fino a meno di un secolo fa, ogni fattoria aveva decine di cavalli, mucche, capre ecc. L’america del nord aveva vallate -come già ti hanno scritto- che erano una unica distesa di schiene di bisonti (parole di Buffalo Bill, che ne uccise MILIONI!). L’Arica era un brulicare di zebre, antilopi, elefanti. Ecco: soffermati a immaginare, così magari ti rendi conto della ridicolaggine di certi argomenti. E ti ricordo, detto prima, che stiamo portando all’estinzione gli ippopotami, noti scorreggioni: quindi possiamo stare tranquilli seppure dovessi avere, per caso, ragione!

    Per quanto riguarda le colture intensive mi pare di aver già letto qualche accenno al fatto, peraltro da me già scritto tra le righe, che le coltivazioni, per un mero fatto commerciale, sarebbero comunque “intensive”: forse anche più di quelle destinate al consumo animale. Anzi, dovendo produrre vegetali atti a soppiantare il carico proteico della carne, puoi star certo che ci troveremmo di mezzo ricerche chimiche, OGM e ogni altra soluzione produttiva atta ad abbassare la spesa e aumentare il guadagno. Abbassare la spesa, che so, magari creando la lattuga proteica, o il mais resistente ai parassiti… Tranquilli, quello già c’è. E non credo sia destinato alle vacche!

    Comunque, per liquidare la questione dell’acqua, la sua proprietà evaporativa le consente di tornare costantemente in circolo depurata. Eventuali elementi dannosi restano al livello del suolo. Ma molti di questi elementi fanno praticamente già parte del suolo, o entrano comunque in una catena metabolica.

    Sono pochi gli elementi in grado effettivamente di inquinare l’acqua, ma questo non è mai un problema, in un mondo dove si costruiscono condotte e acquedotti per centinaia di chilometri. Semmai, è giusto un alibi.

    Saluti,

    G

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