Milioni di Cenerentole

Tutte le Cenerentole di città Senza Principe
 Ieri abbiamo parlato di ciclo dell’acqua, di bistecche e di scorregge di mucca. Vi siete e vi state ancora confrontando, civilmente e con argomentazioni valide, apportando considerazioni e dati utili. Meglio, molto meglio di un qualsiasi dibattito televisivo, anche se bisogna ammettere che ci vuole poco.  Questo è il modo di tenere un blog che mi piace.

Giuseppe scrive che, al di là di tutto, ognuno può contribuire a diminuire l’offerta di allevamenti intensivi e lo spreco delle risorse. Come? Mangiando biologico per abbattere l’uso dei pesticidi e degli insetticidi. Rivolgendosi alle migliaia di piccole aziende, mulini, allevatori delle nostre campagne. Non comprando la carne nei supermercati ma da un macellaio che vi spieghi da dove arriva e cosa hanno mangiato gli animali, perché il mais indebolisce l’intestino delle vacche il quale diviene più vulnerabile ai batteri come l’Escherichia Coli, che attraverso le feci finiscono nelle falde acquifere e inquinano i campi. Consumando latte crudo di agricoltori locali, perché nel latte imbustato aggiungono proteine chimiche. Evitando formaggi e mozzarelle che abbiano tra gli ingredienti E250, conservanti, acidificanti perché sono industriali. Non comprando verdure imbustate: contengono sostanze chimiche e cere, e perdono le loro proprietà dopo 2 giorni. Acquistando frutta e verdura dai fruttivendoli, possibilmente a KM0. Pane e cereali integrali, legumi del territorio e così via.

Fantastico, dico davvero. Non vedo l’ora di uscire di casa e andare dal mio contadino di fiducia a prendere qualche uovo fresco, ancora sporco del culo della gallina, come faceva mio nonno quando ero piccolo.  Peccato che io sotto casa non abbia un contadino di fiducia, e non abbia neppure un nonno. Già: ora vi spiego come vive un cittadino di una grande metropoli.

 

 

Siamo uomini e donne un po’ sfortunati, non ho difficoltà ad ammetterlo, però siete un po’ sfortunati anche voi, perché – sempre sfortunatamente – è proprio in questi luoghi infernali chiamati città che si concentrano i consumi più elevati di tutto il paese. E il problema non è banalmente quello di saper comprare nei posti giusti: è anche e soprattutto una questione di stile di vita. Attenzione, perché il viaggio sta per cominciare.

Mediamente, un milanese si alza prestissimo: prima delle 7 è già in piedi. Se fa il pendolare, capace che si sveglia anche alle 5. Alle 8 è già dentro una linea della metropolitana o su un passante ferroviario. Alle 9 è in ufficio. Verso le 13 ha mezz’ora o un’oretta scarsa di pausa in cui sciama intruppato come in una colonna di formiche per celebrare il rito della pausa pranzo. Mangia il solito panino o il piattino light, pagato con i ticket restaurant, e fa attenzione che il barista gli faccia un segno sullo scontrino se ha un credito residuo. Non esce prima delle 18, ma solo se gli va bene, perché fermarsi di più è la regola, e quasi sempre gli straordinari non sono retribuiti. Fuori dall’ufficio inizia la corsa per prendere il treno delle 18.20, che se lo perdi allunghi tutto di altri 15/20 minuti almeno. Così, ecco il nostro milanese nuovamente all’interno di vagone di una metropolitana o un passante ferroviario, distrutto ed attaccato ad una maniglia come se fosse il ramo che lo salva dalle sabbie mobili. Quando esce, se è un genitore deve prima di tutto andare a recuperare i bambini, ovunque essi siano stati depositati. Non prima delle 19 (i più fortunati) o delle 20 (ma spesso anche più tardi) riesce a varcare finalmente la soglia di casa, ma il bello deve ancora cominciare. C’è da preoccuparsi della cena, far mangiare il pupo che non ne vuol sapere, mettere la prole a letto con la consueta fiaba, facendo attenzione a sembrare sorridenti come nelle più stereotipate istantanee di questa società dell’apparenza, e poi finalmente ci si può concedere il lusso di sparecchiare, lavare i piatti, sistemare la cucina e gettare la spazzatura dopo averla suddivisa per bene, controllando ogni volta sulle istruzioni della differenziata in quale maledetto bidone vada il cartone del latte. Tra le 23.00 e le 24.00, se rinuncia a fare la doccia e si accontenta di andare a letto lavandosi a pezzi, il nostro milanese può finalmente crollare sul letto, con il terrore di addormentarsi, stramazzato, prima di essere riuscito a puntare la sveglia, altrimenti l’indomani l’incubo sarà ancora più spaventoso.

Ok. Ma vuoi che il sabato e la domenica, finalmente, il milanese non vada nella sua casa di campagna a rilassarsi, tra una cavalcata all’aria aperta e una colazione da Mulino Bianco? Macché: innanzitutto perché una casa di campagna non ce l’ha (è già tanto se riesce a pagare le astronomiche rate del condominio, manco abitasse all’ultimo piano dell’Empire State Building), poi perché, nonostante possa contare talvolta su due stipendi, spesso non arriva alla quarta settimana del mese. Ma soprattutto perché c’è finalmente da fare le pulizie di casa, c’è da pagare le bollette, c’è magari da andare a trovare lo zio in ospedale che sta per tirare le cuoia e non è giusto lasciarlo solo, c’è da lavare, stirare, cambiare la cassetta al gatto, sbrigare la posta e, molto di rado, provare a fare un po’ di vita sociale invitando una coppia di amici a cena, sempre scusandosi del disordine ma, sapete… il tempo è quello che è.

Ora, finalmente, il nostro milanese è pronto per dedicarsi alla propria coscienza e iniziare a girarsi tutti i negozi di alimentari, chiedendo ad ogni negoziante esattamente dove sia stata prodotta la tal mozzarella, dove sia stato piantato il tal cibo che ha mangiato la tal mucca della quale sta per acquistare una mezza bistecchina, quanta acqua e con quale contenuto di stronzio sia stata usata per innaffiare la tal verdura, e se passi o meno la “prova della lumaca“, che se le foglie sono mangiucchiate vuol dire che sono buone. O valeva per i funghi?

Lo so: ci sono i GAS, c’è qualcuno molto volenteroso che ci prova e si fa arrivare i mandarini una volta alla settimana, e bisogna pur trovare il tempo di passarli a ritirare negli orari giusti. Però capite che se non facciamo rifiatare il nostro milanese, se non gli diamo un po’ di respiro, si accontenterà di essere riuscito a sopravvivere fino a sera, perché ci sono milioni di cenerentole, nelle metropoli, che sono schiave di poche, pochissime sorellastre malefiche, e che per quanto ci provino, una zucca in calesse proprio non riusciranno mai a trasformarla, e neppure i topi in splendidi cavalli bianchi.

Che ne dite… Vogliamo aiutarli, questi milanesi?

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40 risposte a Milioni di Cenerentole

  • 5
    Anima

    Siamo milioni di persone che vivono in batteria come polli.
    Aspettando il giorno in cui qualcuno ci tirerà il collo e potremo lasciare il posto al prossimo sfortunato.

  • 4
    roberto p.
    roberto p.

    Un plauso a Francy e tutte le “cenerentole” di questo Paese.

    In fondo, se questo mondo ancora gira, è soprattutto grazie a loro.

  • 3
    Paolo 2.0
  • 2

    Ciao Claudio

    è un po’ che non ci “scriviamo”, causa proprio la frenetica vita milanese…

    Arrivando al dunque: è un mese che ho smesso di mangiare carne e pesce. A chi mi chiede “sei diventato vegetariano?” rispondo di sì, ma è solo per liquidare la questione senza troppi fronzoli. Il problema è più profondo, anche se effettivamente oggi come oggi, l’idea di mangiare carne morta non mi fa impazzire, seppur ghiotto dalla nascita… mi piacciono la carne e il pesce. Ma non posso ignorare, fare finta di non sapere. Cosa? Che sono contro questo capitalismo consumistico che sta estinguendo la razza animale, ivi compresa quella umana. Carni farcite di antibiotici e ormoni, pompate a suon di mangimi Ogm coltivati con fertilizzanti chimici, pesci ormai fluorescenti per la m**da che sversiamo da sempre in mare, tra petrolio, rifiuti chimici e il nucleare (ultimo Fukushima)… Allevamenti sempre più mastodontici, che creano la prima causa di inquinamento dell’aria, con qualità e proprietà nutritive sempre peggiori, inesistenti.

    Non ne ho bisogno. Faccio parte di quel grande unico movimento che volge a una decrescita consapevole degli standard di vita e lavorativi, che punta al miglioramento del benessere, non del Pil. Il massimo sarebbe trovare il tempo di cercare un gas affidabile (molte porcherie e approfittatori si celano ancora tra la gente onesta) e trovare lì i propri alimenti… ma la strada è lunga, lavorare di giorni per i capitalisti (dipendente bancario strozzinato da mutui e spese, schiavizzato), e di notte per il MoVimento 5 Stelle (volontariamente libero arbitrio) porta via molto tempo, e più che pensare alla spesa, alle pulizie di casa, è tempo di pensare come attivare quanto professiamo: kilometri zero per gli alimenti e le merci in generale, decrescita, bonifica di terre e acqua…

    Se poi tu avessi una donna (o uomo) delle pulizie da suggerirmi, potrei almeno avere una casa pulita, seppur col frigo vuoto

  • 1
    Pedro

    Ecco perché preferisco il suicidio ad una mia possibile emigrazione al nord.

  • 0
    platone

    LE CITTA SONO CRESCIUTE IN MODO INTELLIGENTE PER CHI CI COMANDA COME TANTE PECORE SMARRITE;LA VITA MEDIA DEL CITTADINO E’ UNA VITA IN CATTIVITA’ DORME CHIUSO IN POCHI METRI QUADRATI SI SVEGLIA E VA A LAVORARE CHIUSO DENTRO A UN PICCOLO ABITACOLO CHIAMATO AUTOMOBILE POI A LAVORARE NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI RIMANE CHIUSO DENTRO UN ALTRO EDIFICIO,POI TORNA A CASA GUARDA IL MONDO ATTRAVERSO UN CUBO CHE GLI LAVA IL CERVELLO IN UN CICLO CHIUSO SIN FIN,TUTTO QUESTO HA UN OBBIETTIVO  INTELLIGENTE COME DICEVO ALL’INIZIO QUELLO PER CHI CI COMANDA, CHE QUANDO A UNA PERSONA LA FAI VIVERE IN QUESTO MODO ALIENATO E INNATURALE GLI UCCIDI I SOGNI E UN UOMO CHE NON SOGNA E’ COME UN ROBOT SENZA VOLONTA’,PERFETTAMENTE CONDIZIONABILE E PIENO DI PAURE COSI IL POTERE LO ISOLA NELLE SUE FRUSTAZIONI E PUO FARNE QUELLO CHE VUOLE……………LA VITA DELLE GRANDI CITTA NON E’  PER NULLA DIVERSA DI QUEI IMMENSI E INUMANI SADICI E ORRIBILI ALLEVAMENTI IN SERIE DI POVERI ANIMALI CHE SOLAMENTE NASCONO PER ESSERE SACRIFICATI  SENZA DARGLI IL DIRITTO A UNA VITA…………………LE CITTA DEVONO SCOMPARIRE DEBBONO IMPLODERE E SE QUESTO SUCCEDEREA CE LE RICORDEREMO COME UNO DEI PIU’ GRANDI INCUBI DELLA STORIA DELLA CIVILTA’.

    ALLA FINE NON DOBBIAMO DIMENTICARCI CHE PER L’OROLOGIO BIOLOGICO NON E’ PASSATO NEMMENO UN SECONDO DA QUANDO ABBIAMO LASCIATO LE CARVENE DOBBIAMO RISPETTARE I NOSTRI SANI ISTINTI DI LIBERTA E DI AUTOCONSERVAZIONE CHE CI HANNO PROTETTO COME SPECIE PER MILIONI DI ANNI.POSSIAMO VESTIRCI ALLA ULTIMA MODA ANDARE IN GIRO CON DUE CELLULARI LA LAP TOP L’AUTOMOBILE 24 VALVOLE PERO NUDI SIAMO E’ RIMANIAMO UNA SPECIE DI SCIMMIA "EVOLUTA" NON DIMENTICHIAMOCELO.

  • -1
    Claudio.farna

    bellissimi i video earthlings.

    Il problema di mollare tutto quanto e andare a coltivare è uno..o meglio molti… ma ci vorrebbe un Blog intero per argomantare. 

    Mi inalbero abbastanza spesso quando sento discorsi puramente utopistici dal punto di vista teorico….e anche  con chi dice:  sono vegetetariano perche amo gli animali….o perchè se tutti non consumassimo carne risparmieremmo (sono assolutamente d’accordo intendiamoci) chissà quanta acqua e terre emerse usate per coltivare soia per nutrire il bestiame.

    Tutto bene, però queste persone magari solo nel loro bagno, nella loro cucina, dappertutto sono circondati da beni di consumo che alimentano sempre e comunque le persone o ciò contro cui sembrate lottare… lobby, consumismo, etc…

    Per fare un banale esempio Guardate questa multi, http://it.wikipedia.org/wiki/Unilever

    ditemi sincemramente quanti dei marchi usate quotidianamente…  io molti… ahime.

    Quindi, vogliamo smettere di consumare? Perfetto… ora guardate sempre la stessa multi che sembra si voglia ridimensionare (perchè c’è stata “la crisi” , o comunque un calo della domanda  …)  http://picasaweb.google.com/lh/photo/inhRXYtTFCGEylHM1PrEgg?feat=embedwebsite

     

    200 mila posti in meno di dipendenti…

    Ma come? Consumiamo meno, risparmiamo energia etc… e si perdono 200 mila posti…?

    E’ solo l’inizio ragazzi ancora non l’avete capito?

    Con le mutazioni e l’era che verrà, saranno milioni i posti di lavoro che si polverizzeranno per esempre  e centinaia i mestieri che spariranno…

    Ma siamo ciechi? un economia cosidetta “sostenibile” probabilmente esiste, ma agli stessi animalisti vegani etc… chiedo: ma secondo voi se non ci fossero stati esperimenti, studi etc… (quindi multinazionali del farmaco etc…interessi etc..) come pensate di curare i vostri i figli? con l’omeopatia o le erbe?Poi  ancora, non usate antidolorifici, aspirine (il mostro Bayern!)  niente di tutto ciò?

    Con questo non voglio che pensiate che ce l’abbia con i vegetariani e vegani etc… mi sono promesso gradualemten anch’io di smettere di mangiare carne….ma dico che bisognerebbe avere una visione davvero molti più ampia..ma molto… molto più ampia… ed arrivando ad una cosapevolezza così alta (immodestamente) ci si rende conto che siamo prigionieri solo di noi stessi e che se davvero vogliamo abbandonare tutto ed andare in campagna a coltivare i campi dobbiamo essere pronti ad accettare che tuo figlio di 4 anni  muoia per una puntura d’insetto, per il tetano, etc… questo dico, la decrescita “felice” come la vogliamo chiamare si tradurrà inevitabilmente anche in questo.

    Siamo pronti a questo? I nostri nonni  nati nel dopo guerra quante cose ci raccoantano che ci fanno accoppanre la pelle, infatti di 10 figli che facevano quanti soppravivvevano? Pochi, ed era normale.

    Noi, figli del benessere siamo pronti a questo drastico cambiamento epocale? Ho molti dubbi a riguardo, dovremo per froza di cose abituarcisi ma dubito che ciò avvenga senza spargimento di sangue.

    Ritengo che l’umanità sia davvero difronte ad un baratro, ma quello che non si è capito è che siamo sul Titanic e scialuppe per tutti non ce ne  sono : è questa la triste realtà che nessuno dice. 

     La vita alla fine vince sempre, ma il prezzo sarà altissimo.

    Scusate lo sfogo,  spero di non essere andato troppo fuori tema ma per spiegare un centesimo di quello che è il proprio punto di vista si rischia di spaziare da un argomento all’altro.

     

    • -1.1
      thebigbug

      Riflessioni condivisibili … ma poi?

      Il veganismo ha le sue ragioni, non una ma diverse. Etiche, morali, salutistiche, ambientali. Credo che molti (non mi riferisco al tuo caso, non ti conosco, magari hai approfondito più di me la questione) tengano un atteggiamento superficiale bollando quel vocabolo e quel che ci sta dietro con un banale “utopistico”.

      Nella tua analisi scorgi e prevedi una triste fine, e poichè non puoi avere la soluzione “tutta” in un botto (risoluzione e superamento della società consumistica e dei suoi mali) subito e adesso, osservi eventuali contraddizioni (il marchio in un cassetto della cucina del vegano) e butti tutto a mare.

      … aggiungo alcuni dati. Negli USA, i più eficienti a produrre carne, si utilizzano circa 160 milioni di tonnellate di cereali per produrre circa 30 milioni di tonnellate di carne. 

      In Europa abbiamo terreni sufficienti per garanitre cibo ad ogni europeo. Certo, ma per frutta, verdura, cereali e legumi. Non per la carne. Infatti per sfamare il bestiame importiamo grandissime quantirtà di cereali e semi oleosi che provengono dal sud del mondo, dove noi europei occupiamo incredibili estensioni di terreno per alimentare le nostre bistecche. E lo facciamo nel modo più dannoso possibile: monocultura,  (riduzione fertilità del terreno) uso di fertilizzanti chimici, erbicidi e antiparassitari uniti all’utilizzo di varietà geneticamente modificate … sintetizzando: miliardi in mano allle multinazionali e depauperamento spinto delle risorse del pianeta per nutrire una piccola parte di abitanti di tenere bistecchine ottenute da cadaveri precedentemente allevati con amore ed affetto.

      Senti questa. Per produrre un solo Kg di carne sono necessari 2-3 mila litri di acqua (consumo diretto degli animali, consumo per coltivare i cereali, consumo per allontanare le deiezioini). Per produrre 1 Kg di cereali è sufficiente un centinaio di litri d’acqua.

      Le deiezioini degli allevamenti sono un grosso problema per l’ambiente. L’inquinamento da nitrati in Europa è dovuto per il 50% all’allevamento. Inoltre le deiezionoi portano in giro antibiotici, ormoni e metalli pesanti somministrati agli animali e un pozzo di microorganismi patogeni.

      La quantità di ammoniaca rilasciata nell’ambiente in conseguenza degli allevamenti è notevole. Nell’atmosfera contribuisce al fenomeno delle piogge acide. L’incredibile quantità di allevamenti nella pianura padana determina l’immissione nei torrenti, nei fiumi, infine in mare di enormi quantità di azoto. Ed ecco a voi l’rutrofizzazione.

      Potrei continuare con il depauperamento dei mari a causa della pesca intensiva (delle 200 specie più pregiate dal punto di vista del mercato ittico ne sono rimaste 120)  … 

      Certo è una parte del disastro che stavi raccontando. Ma a questo punto mi chiederei anche se vi sono possibilità concrete di arginare, rimediare, cambiare rotta. Non in un utopistico “tutto in un  botto”. Semplicemente a piccoli passi. Be’, cominciare dall’alimentazione è un’ipotesi concreta. Fattibile e che comporta innumerevoli vantaggi: ambientali, etici e salutistici. Ma se stiamo a guardare con la lente di ingrandimento particolari dell’intero problema come i macellai disoccupati, ci sfuggirà non solo la visione dell’intero problema, e nessuno scenderà mai dalla nave che affonda e sicuramente sarà il migliore dei modi per annegare tutti. 

       

       

    • -1.2

      Lo ammetto: adesso sì che mi hai messo paura!

  • -2
    thebigbug

    Alerighini ha scritto :
    hai fatto qualche considarazione giusta altra no, per primo 300 g di proteine per un essere umano sono esagerate,l’esubero viene eliminato , per un essere umano di 70 Kg 150 g bastano, poi mi trovo in disaccordo per il discorso degli aminoacidi essenziali, la cheratina ad esempio è una prerogativa del muscolo, quindi o diventa scemo l’organismo a produrla o la assumiamo tramite carne, insomma come un apicoltore prepara la cera su cui le api creeranno il favo. se poi prendiamo in considerazione un atleta allora li il discorso cambia radicalmente se segui una dieta a base di farro e fagioli per evitare le proteine di origine animali, finisci per avere un mucchio di ritenzione idrica, insomma metti su un po di ciccia e quindi sei obbligato ad assumere uova ( solo il bianco ) o carne per tutti quelli che mi diranno ” sbagli” lo sperimentino sulla propria pelle… come ho detto meno carne si, eliminarla no assolutamente

    Ognuno la pensa come crede. Per fortuna. Ma se sei disposto a rivedere le tue convinzioni sulla base di dati, esperienze e fatti concreti, allora avrai parecchio lavoro da smaltire.

    Potrei citarti fior fiore di atleti completamente vegetariani (prendi il link solo come elenco, se ne vuoi sapere di più, allora approfondisci la vita di ciascuno di essi http://www.scienzavegetariana.it/sport/schede_famosi.html), ma preferisco parlare di amici frequentatori di palestre e mangiatori di carne che sono passati a dieta vegana e non tornerebbero mai più indietro. Oltre tutto ora hanno un corpo più naturale, tonico ed agile di prima.

    Hai citato i canini per dimostrare che l’uomo è carinovoro. E’ pochino. Cosa ne pensi del fatto che come solo gli erbivori abbiamo un intestino lungo dai 9 ai 12 metri? Che tutti i carnivori l’hanno estremamente più corto? Che al mondo vi sono milioni di vegani che stanno in perfetta salute? Probabilmetne non hai seguito i link che avevo postato e sei ancora alle prese con preconcetti che la maggior parte delle persone hanno perchè inconsapevolemente subiti. In particolare sul discorso delle proteine. Sei proprio così convinto che per fare proteine si debbano mangiare proteine animali? Non ti bastano gli esempi in natura? 

    Da quando sono vegano (non mangio nè carne nè pesce, nè uova nè latte e derivati) le mie analisi sono in perfetta sintonia su tutti i fronti. Ho risolto il problema della psoriasi, il colesterolo è rientrato a norma e soprattutto non ho dovuto seguire il consiglio del medico che mi aveva prescritto per tutta la vita una pasticca al giorno a base di statine. Non sono affatto anemico e pratico sport quotidianamente anche ad un discreto livello. Sto bene al caldo ed al freddo. Che devo dirti ancora?

     

     

  • -3

    Claudio ha descritto in maniera un po idealizzata come ci hanno incastrato, come ci siamo fatti incastrare. Ha omesso tanti piccoli e grandi particolari (che avrebbero però appesantito il bel post) che io ritengo fondamentali per capire non il, ma i perché siamo arrivati a questo inscatolamento delle esistenze, a queste vite preconfezionate e tutte artificiali: Claudio ha scordato di dire che il nostro sfigato milanese in garage, o sul marciapiede ha parcheggiata una, meglio due, automobili, che deve pagare a suon di rate, che deve mantenere all’assicurazione e al bollo, ricordandosi di spostarla al martedì da la sotto perché c’è il famigerato “lavaggio strade”. Il nostro bravo sfigato milanese è li a correre dietro l’orologio, facendo su e giù per la città per lavorare e spendere poi parte (buona parte, direi) di quei soldi per quella stramaledetta macchina che utilizza, nella migliore delle ipotesi, non più di qualche ora a settimana: ecco il primo lampante esempio di una mancata ottimizzazione delle risorse. Un complesso di materiali costosissimi prima e dopo l’acquisto quali sono i componenti di un’automobile, sfruttati poche ore al giorno anziché H24, come logica e buon senso vorrebbero.
    Al rientro a casa, poi, Claudio dimentica di parlare dell’immancabile 30 pollici LCD, con il suo corredo di decoder/satellite/sky/raiset/etc… O forse, il buon Claudio, vorrebbe dirci che sono in pochi a trovarsi in questa condizione? Penso che se si facesse un’indagine su quanti milanesi sfoggiano in salotto il loro bravo 30 pollici (uno?) ci sarebbe di che rimanere sbalorditi, altrimenti non ci spiegheremo i centri commerciali strabordanti di questi gioielli della tecnologia… Bene, il nostro bravo sfigato milanese è li a correre dietro l’orologio, facendo su e giù per la città per lavorare e spendere poi parte di quei soldi per comperare e rinnovare un anno si e uno no il 30 pollici.
    E la Playstation al bimbo che poi fa i capricci e non mi lascia riposare, con tutto il suo corredo di DVD pieni di strabilianti giochi? Il cellulare che tocchi lo schermo e ti fa roteare magicamente una bella figa davanti agli occhi? Meraviglia delle meraviglie, c’ha pure Android 3.0! E sennò come può il nostro sfigato milanese compensare la sua perenne assenza, fisica, affettiva e culturale, nei confronti di quel figlio tanto voluto e desiderato? Ed ecco ancora il nostro bravo sfigato milanese che è li a correre dietro l’orologio, facendo su e giù per la città per lavorare e spendere poi parte di quei soldi a fare di questi acquisti.
    Qualcosa rimane a fine mese e vuoi non cadere nell’appagante sensazione di leggerezza dell’acquistare quel paio di scarpe che ti fanno l’occhiolino nella vetrina? Magari un regalo alla sfigatissima moglie dello sfigato milanese. Chissenefrega se l’armadio è pieno di quei calzari fetenti dell’anno scorso, pagati un pezzo dello stipendio? E sono Nike, mica chiacchiere, immagina se fossero del mercato come puzzerebbero il doppio adesso.
    La scuola chiude dopo pranzo, ci sono i tagli sai, dove lo parcheggio il bimbo? Al corso di 1/2/3/4/5/…/n così impara qualcosa e si tiene in movimento e sai mai che domani non mi diventi un violoncellista di fama mondiale o una velina che fa sognare milioni di abbonati TV? Tocca spendere anche questi ultimi soldi, speriamo che il megamutuo da 35 anni per quei 35 metri riesca a pagarlo anche questo mese, altrimenti son c**zi e domenica ci tocca davvero guardare la partita in TV anziché andare a Gardaland.

    Mi fermo, altrimenti il povero sfigato milanese potrebbe anche iniziare a volermi male, perché non è colpa sua se per vedere il derby quegli stronzi hanno messo su l’abbonamento e nemmeno se il fornaio sotto casa ha chiuso e l’ha lasciato a comperare il pane congelato dell’Auchan, pagato come se fosse fatto con le farine di Saturno, tra l’altro.

    Si, perché il povero sfigato milanese (romano? torninese? napoletano? palermitano?) è lo stereotipo del consumista caduto in disgrazia, quello con la carta Findomestic che lo perseguita a vita per aver ceduto alla tentazione di comperarsi l’aspirapolvere con in omaggio il frullatore e l’ultimo Harry Potter a RATE, abbindolato, lui e milioni di altri sfigati, dall’emanzione spicciola e agguerrita come un nido di vespe a cui scuoti l’alveare, che sono i FANc**zISTI del nuovo millennio, quelli che ti vendono il nulla a peso d’oro (inventandosi anche il peso inesistente), quelli che hanno come compari di matrimonio i CONSULENTI IMMOBILIARI, altra schiera di FANc**zISTI del nuovo millennio, in giro per le metropoli, con la loro brava cartellina azzurra e belli improfumati e ‘pittati, a comprare casette (ops, loculi in alveari metropolitani) e venderle e affittarle a prezzi da palazzi da mille e una notte.

    Ed è sempre il povero sfigato milanese che guarda sconsolato la sua busta paga per constatare che oltre metà delle sue fatiche di Ercole, se ne sono andate in trattenute di ogni sorta, necessarie a mantenere in piedi lo schifo che si ritrova ogni volta che mette piede fuori casa, prende un mezzo pubblico, prova solo a immaginare di doversi curare, e via discorrendo, non ultima un’intera pletora di personaggi in giacca e cravatta che siedono in TV a dirci come vivere che loro sanno come fare, quei signori i cui nomi ci suonano più familiari della figlia di nostro cugino, Moratti, Lupi, D’Alema, Bonaiuti, Cicchitto, Gasparri, Veltroni, Renzi (quello però parla di un bene…), Vendola, Tonino, Santanché, Casini, Rutelli, Carfagna, Tremonti, Beppe Signori, Beppe Grillo, Maurizio Corona e la Fata Turchina, senza scordare il Grande Puffo che non si sa mai… Loro sono i nostri condottieri e salvatori, lasciate fare.

    E già, ma se esco dalla city poi il lavoro chi me lo da? Come faccio con i soldi? Come campo? Come educo mio figlio? Con cosa lo faccio giocare?

    Ed io che ne so? Avessi il tempo di pensare a questo…

    Io devo assolutamente finire di costruire con mio figlio Giulio il carrettino di legno e latta riciclata e ricordarmi di passare da Lucio a prendere le uova, che domani passa lui da me a prendere il latte della capretta che quel mascalzoncello di mio figlio Federico si diverte a cavalcare, lui e quell’altra peste del figlio di Sergio, il vicino falegname. Stasera poi figurati, ho l’assemblea del quartiere dove decidiamo da chi farci fornire le verdure per la mensa dell’asilo comunale, oltre a discutere i risultati in termini di resa di quel compost da rifiuti organici che abbiamo finalmente messo a dimora per l’orto comunale. Domattina sveglia alle 6, prendo la macchina di quartiere per andare a Faenza, questa volta tocca a me, a prendere 33 paia di scarpe da quel fabbricante che ancora le fa a mano, con le pelli delle vacche li attorno, conciate come una volta, senza composti chimici… Si, anche le mie, dopo averle riparate due anni fa, sono proprio consunte e devo cambiarle, però le sto usando ancora per quando aiuto Antonio, due volte al mese, a tenere in ordine il campetto in cui giocano i nostri ragazzi, dopo la scuola (ci aiutano anche loro, ma fanno sempre danni!): certo che son belle queste scarpe, somigliano a quelle che ho visto tempo fa sulla rivista dal Franco, il barbiere, come si chiamavano? Ah si, le Clark… belle le Clark, ma costano il doppio di quelle di Faenza e mi hanno detto che si rovinano subito…
    Nel pomeriggio mi tocca lavorare, mezza giornata: devo sistemare i PC che monitorano la rete idrica comunale e che con questo caldo ogni tanto svalvolano e chiudono l’erogazione a qualcuno sotto la doccia. Meno male che l’acqua da bere la prendiamo alle tre fontane di quartiere, portando qualche boccia anche a quelle impertinenti vecchiette che stanno sempre a spettegolare davanti alla bottega di Pino e Duccio, i panettieri, ma poverette non ce la fanno a portarsi su l’acqua, o forse lo fanno apposta a dire che non ce la fanno, ma fa lo stesso, che vuoi che sia.
    Sabato siamo tutti, qui al quartiere, di vedere cos’hanno combinato i nostri ragazzi con la scuola tecnica, quella del pomeriggio, dove da mesi armeggiano per costruire un pannello solare termico… riusciranno a fare almeno un po di acqua calda?

    • -3.1

      Caro Claudio, è chiaro che che tutto quanto ho scritto è un miscuglio di stereotipi e di sogni, con qualche pizzico di realtà.

       

      Al solito, non ho le forze adesso di buttare giù anche una parte di quel che si potrebbe fare, anche dallo “sfigato milanese”, se solo qualcuno riuscisse a spiegargli poche ma sane cose e, soprattutto, togliendolo dall’alienante mondo del metroplitanesimo che rende tutti più soli, più fragili e assolutamente incapaci di reagire, prendere decisione anche drastiche: se solo sapesse che a milioni soffrono, si stressano e fanno gli schiavi come lui (e quel lui siamo i tanti io sparsi per l’Italia) con il medesimo desiderio di dire BASTA con questa vita grama e per nulla appagante, se solo sapesse che riprendendoci le chiavi di casa -Politica- forse potremmo organizzare esistenze migliori anche al di fuori della morsa capitalistica e consumistica… se solo sapesse, forse, si convincerebbe ad uscire dall’alveare, a creare COMUNITA’, a tornare ad essere persona SOCIALE, PARTECIPANDO.

       

      Mi viene difficile spiegare tante cose, posso prendere a prestito le parole di Serge Latouche, DECOLONIZZIAMO IL NOSTRO IMMAGINARIO, è questa la prima pietra da mettere per creare una nuova era.

       

      La lumaca di Serge Latouche:

    • -3.2

      Bello, ma per molti versi questo sì, idealizzato. Quello che ho descritto io è la realtà per migliaia, forse milioni di persone che ahimé non possono permettersi le famose scarpe griffate che restano nell’armadio un anno e poi le gettano. Con gli stipendi di oggi, conosco molte persone che fanno questa vita e non riescono quasi mai a rinnovare il proprio guardaroba, anche donne. E vogliamo parlare delle auto? Innanzitutto non è che in provincia ce ne siano di meno, ma soprattutto: non sempre averne due è un lusso. A volte è una necessità. Un esempio? Lui per lavoro gira parecchio, ovviamente non in città ma in tutta Italia. Che dici, la macchina gli serve? Lei deve portare un bambino in un asilo e l’altro alle primarie, in due posti diversi, e poi correre a prendere il treno in un terzo posto ancora, per sperare di essere in ufficio alle nove. E la sera deve fare i giri inversi, e deve farlo anche quando lui, magari per alcuni giorni, non c’è perché è in giro per l’Italia. Che dici, le serve una scatoletta di auto a cui fare l’assicurazione e il bollo? Io dico di sì.

      Poi ci sono i pochi, quelli sì, che girano con i fuori strada con davanti il para – bufali, e quelli con i macchinoni che solo cambiare un treno di gomme costa come una buona utilitaria. Magari anche loro sono pieni di debiti, ma siccome muovono tanti soldi, esattamente come un grande paese industriale, riescono a vendere i loro debiti e a comprarci settimane bianche, viaggi ai Caraibi, alle Maldive, una seconda casa etc, alla faccia di tutte le cenerentole che si fanno un c**o così solo per sopravvivere.

      Io ho un 40” in salotto. Ce l’ho da molti anni. Lo pagai pochissimo. Sono uno schifoso consumista? Questa visione del milanese che fa questa vita per inseguire i beni superflui secondo me è ancora valida per un numero ristretto di persone (che a questo punto però esistono anche nelle campagne) ma per i più è una visione ormai datata, sostituita da quella di tanti automi che corrono come pazzi per riusire a mantenere un tenore e un decoro minimi, ma che non si sognano più di comprare cose che non si possono permettere.

      “Voglio andare a vivere in campagna”, diceva Toto Cutugno. A parte che se tutti andassero a vivere in campagna, le campagne si trasformerebbero in città, però è necessario che le campagne siano pronte ad accogliere i transfughi dalle città. D’accordo che la vita di città è spesse volte un’inferno, e credo di averlo descritto, ma se domani mi trasferisco in campagna, di cosa vivo? Anche per fare il contadino, bisogna avere terreni e, soprattutto, competenze, altrimenti non vorrai mica competere con quelli che lo fanno da generazioni.

      Insomma, non è così semplice, non si può dare tutta la colpa ai cittadini metropolitani che spesso non hanno scelto loro dove vivere, ma ci sono stati costretti dal lavoro. E tentare la fuga verso una parte del mondo più vivibile non è così semplice ed immediato, vero Godot? Ne sai qualcosa? :))

  • -4
    Paolo 2.0

    che bello se tutti i blog avessero questo livello di civiltà…

  • -5
    Alerighini

    premetto non ho letto tutte le risposte…

     

    la soluzione è la migrazione definitiva, vendere case in città e comprare terra, tranquilli ci guadagnate addirittura facendolo, io lo gia fatto…

    ci hanno lobotomizzato con il discorso lavoro, se non lavori in un certo modo non puoi sostenerti , bella c**zata, chi di voi lavora dipendente ad esempio si faccia i conti in tasca e abbia il coraggio di ammettere quanto gli rimane per se stesso, tolto casa macchina mangiare e bollette…

    ripeto è la soluzione definitiva, se vi va anche bene e siete svegli, finirete per non pagare ne acqua ne riscaldamento, un po di elettricità ancora si ,sempre se non abitate in montagna, e li direi che con una bella ventola tirate giù il necessario, quindi se siete come me buona parte del cibo ve lo producete,poichè io non riesco ad ammazzare i polli, se no ve lo producete tutto, bollette minime, tutto quello che vi rimane in tasca sono per voi, tutti mi prendevano in giro quando ho cominciato, ora non si capacitino come io possa permettermi quello che voglio continuamente….

    claudio, la banda larga non arriva, ma un ragazzo qualche decennio fa ,spiegava al mondo come trasmettere dati senza fili, ad oggi qualche compagnia si è adeguata e trasmettono internet con un sistema di ripetitori, non va forte come l’adls ( in teoria )  in pratica va molto meglio poichè sono bande di frequenza apposite per un mercato vergine, quello della gente tra i monti, io ad esempio sono l’unico che ne usufruisce nell’arco di 4 km…

    sarebbe bello cominciare ad avere qualche persona sveglia nelle campagne, per cominciare un po di baratto vecchio stile ( ricordo che il baratto sbaglia al massimo del 10% il soldo sbaglia minimo del 40%)

     

    per la cronaca io abito nel comune di Castel del rio a 4 km dal paese su per i monti

     

     

  • -6
    thebigbug

    Paolo 2.0 ha scritto :
    Un paio di cose mi lasciano dubbioso circa la totale assenza di carne: uno è l’apporto proteico: dal punto di vista degli amminoacidi essenziali i soli legumi danno un apporto più povero (che io sappia). Poi io tendo ad avere il ferro basso, e la carne mi dà quell’apporto che non saprei dove altro reperire. Detto questo (e detto da un profano), ho effettivamente ridotto parecchio la carne negli ultimi anni, e comunque sempre da allevamenti biologici. Il filmato non ce la faccio a guardarlo, scusami…

     

    Ciao Paolo,

    1 – le esigenze proteiche dichiarate solo pochi anni fa, sino a 300 g di proteine al giorno (sulle cui motivazioni ci sarebbe molto da riflettere … insieme alle potenze economiche che gestiscono l’industria della carne) sono state ridicolizzate e ridotte a 1/10 (chissà perchè erano state gonfiate come è capitato e capita per tanti indici ritenuti fondamentali per la salute dell’individuo, vedi colesterolo che è stato innalzato e nel contempo messo in commercio un sacco di belle pasticche dall’industria farmaceutica a base di statine). Oggi OMS e FAO ritengono corretto non andare oltre i 30 gr al dì per non creare problemi di acidificazione del sangue (con tutti i problemi che ne conseguono)

    2 – gli amminoacidi essenziali (quelli che il corpo umano non sarebbe in grado di sintetizzare) non sono più 9 come si diceva un tempo, sono diventati due (http://valdovaccaro.blogspot.com/2010/09/enormi-benefici-su-tutti-i-fronti-con.html) e li puoi reperire in tantissimi vegetali (leguni in primis)

    3 – la carne non è affatto l’alimento più adatto se hai il ferro basso (http://valdovaccaro.blogspot.com/2010/03/ferritina-bassa-e-indiscrezioni.html)

    4 – Un filmato che sarebbe opportuno tutti vedessero (sono 10 spezzoni da 10 minuti) dall’inizio alla fine per prendere coscienza su un tema importatntissimo che ci riguarda come esseri viventi è questo:
    (http://www.youtube.com/watch?v=nl2la6o1Jw8)
    Chi si volta dall’altra parte, fa esattamente come il popolo tedesco durante l’olocausto: a volte non sapeva, altre volte fingeva di non sapere …

    • -6.1
      Alerighini

      hai fatto qualche considarazione giusta altra no, per primo 300 g di proteine per un essere umano sono esagerate,l’esubero viene eliminato , per un essere umano di 70 Kg 150 g bastano, poi mi trovo in disaccordo per il discorso degli aminoacidi essenziali, la cheratina ad esempio è una prerogativa del muscolo, quindi o diventa scemo l’organismo a produrla o la assumiamo tramite carne, insomma come un apicoltore prepara la cera su cui le api creeranno il favo.

      se poi prendiamo in considerazione un atleta allora li il discorso cambia radicalmente se segui una dieta a base di farro e fagioli per evitare le proteine di origine animali, finisci per avere un mucchio di ritenzione idrica, insomma metti su un po di ciccia

      e quindi sei obbligato ad assumere uova ( solo il bianco ) o carne

      per tutti quelli che mi diranno ” sbagli” lo sperimentino sulla propria pelle…

      come ho detto meno carne si, eliminarla no assolutamente

    • -6.2
      Paolo 2.0

      ok grazie

    • -6.3
      Alerighini

      scusa ma noi esseri umani siamo predatori… , ok non come un lupo o un leone, ma 4 canini li abbiamo anche noi, insomma non a caso, no?  quindi diminuire la carne è giusto toglierla tutta no.

  • -7
    Francy

    :-)

    devo dire rispecchia abbastanza il milanese medio… manca il fatto che i weekend sono in genere spesi in coda verso i laghi o il sabato mattina spesa alimentari, sabato pomeriggio spese non food, domenica nonni oppure gita fuori porta, più spesso centro commerciale (ikea?) usato come gita fuoriporta (la propria, di porta)

    cmq a me tutto sommato la metropoli piace… mi piace milano in agosto, quant’è vivibile! anzi lo ero, agosto ora è come maggio, qualche anno fa era diversa

    mi piace la domenica mattina… mi piace l’idea che posso scegliere tra le infinte offerte sotto tutti i punti di vista, culturali, scolastiche, commerciali

    mi piace anche il piccolo borgo, ma mi piace ancora di più l’idea di poter  scappare quando voglio, o quasi insomma, mi piace l’idea di avere tre aeroporti con parecchi lowcost, per fuggire là dove ti porta il biglietto :-)

    al di là di tutto questo, il tuo racconto rispecchia il milanese medio… diverso sarebbe il racconto della milanese media, quante cose in più ci sarebbero! noi si, che siamo per davvero le cenerentole, e in fondo, ci crediamo anche, corone e abiti da principesse siamo abituate a sognarle sin da piccole… salvo trovarsi col secchio e il mocio in mano!

    la mamma milanese fa tutto questo e molto altro: di dove seminare i pupi ne discute dai forum alle amiche, ci pensa e ci ripensa, si chiede se sia meglio pubblico o privato , si inventa lavoretti da fare anche a casa, parla di bilinguismo ma va già bene se i piccoli imparano un italiano corretto, i libri delle fiabe li cerca e li sceglie, pensa che se oggi ha dato carne al pupo per domani deve preparare pesce, salvo alla fine rifilare il piatto pronto che il pupo le verdure, il pesce e spesso neanche la carne non li vuole, s’arrabatta dietro vaccini e visite filtro dalla pediatra che non si trova mai, ha l’abbonamento in farmacia a di tutto di più, ricordandosi il codice fiscale, di questi tempi sta già pensando ai libri per la scuola e a dove risparmiare per il corredo scolastico, ma poi la pubblicità ti frega 8anche se avevi promesso solo mezz’ora di dvd al giorno, niente tv!) e convince il piccolo che quella marca è assolutamente irrinunciabile… (il prezzo per quella mezz’ora tutta per te, magari per la doccia, che devi bella perfetta pelle liscia ringiovanita e profumata, mentre i pupi sono abbindolati dai cartoni); sa bene che a milano respirano veleno, alla terza asma e 5 bronchite in due mesi, hai molto chiaro il concetto… e il medico d’altro canto consiglia il mare per i bambini, ma al mare non ci puoi andare tre mesi e una settimana non serve a niente… cerca su internet l’albergo migliore per le vacanze, pensa a come mettere d’accordo le ferie di tutta la famiglia, e spesso, per il compagno, la sera prepara anche la schiscia che gli faccia evitare il panino triste del bar sottolavoro, che ormai i panini tristi li porta sin dentro l’ufficio, risparmiando anche l’incombenza di uscire all’impiegato…

    le mamme milanesi sono anche segretarie: sono loro a gestire ogni momento della famiglia, ricordare di rinnovare abbonamenti, pagare bollette, scadenze, visite, incontri, caf, lo zio da aiutare col pc, l’amico che chiede consiglio, una to do list infinita, spunta dopo spunta… in pausa pranzo, sulla metro, prima di dormire!
    sa che stasera, dopo le 19 che c’è la fascia bioraria, accenderà la lavatrice mentre ha da ritirare ancora i panni della precedente, e se li stende bene bene, eviterà di stirare! si è ricordata anche di portare il piumone in lavanderia, e ha pronto il kit piscina che almeno, meglio di niente…

    il tempo corre e ho aggiunto un frullato di momenti, e molti ne mancano ancora… fosse così semplice, la vita delle novelle cenerentole!
    le mamme milanesi una cosa però san farla, sanno fare rete, e bene: un giro di mail, sms, telefonate, commenti a blog e forum e trovi la soluzione per tutto, dall’albergo alle scarpine al prezzo migliore, che si sa, ci sono i saldi, e il piedi del pupo in autunno saran cresciuti
    la metropoli è bella quando hai questa rete che ti salva, nonostante i ticket pranzo, e ti riconcilia col mondo quando guardi gli occhi sereni dei tuoi figli, convinta che in fondo hai fatto tutto quello che potevi fare, e spesso anche di più

    • -7.1
      Francy

      Bello questo blog, si, passo quando posso ;-)

      Volevo solo precisare che con questa chiosa al racconto by Byoblu intendevo mostrare quanto sia complicato per un milanese, anzi per una milanese, l’impatto zero… ci si prova, a partire dai rifiuti, ma ad esempio mi chiedo perchè il mio comune ricicla il tetrapack col cartone, l’alluminio col vetro, mentre quello accanto fa il vetro da solo, l’alluminio con la plastica e il tetrapack, e mia nonna che fa milano a 2 km da me non differenzia l’umido dal secco!

      Parliamo poi depuratori di milano… della pero-cormano costantemente intasata… delle uova biologiche? mio suocero di tanto in tanto mi porta le sue uova bio, dalle sue galline toscane. Un giorno ho preparato uova bio dell’ipermercato e uova bio del suocero. Due cose diverse: due cose diverse! per sapore, colore, consistenza… ma chi certifica questo biologico che compriamo al super? che bio è? costa 5 volte il prezzo del resto, cosa che è un lusso per una famiglia normale, e a mio parere non garantisce nulla…

      come vestiamo? chi e dove ha prodotto le stoffe che abbiamo indosso, anche in campagna? tessete? e cosa tessete?

      e in ogni caso, anche in campagna, impatta anche il mero uso di internet

      difficile dunque, almeno per la mia famiglia, tirarsene fuori del tutto, o anche solo in gran parte…

  • -8
    Francesco8000

    Credo che prima o poi ci sara’ una fuga dalle citta’… credo che se si valutano bene pro e contro, conviene sempre piu’ ritornare a vivere nei borghi, nelle campagna, soprattutto per le famiglie.

    • -8.1

      Per quanto mi riguarda, potrei andarmene anche domani. Il problema è: si trova lavoro, nelle campagne o nelle piccole città? (e per quelli come me: arriva la banda larga?)

  • -9
    SilviaR

    La questione degli allevamenti è esclusivamente etica. Andrebbero chiusi anche se fossero a impatto zero.

    Non si può sognare la fine del sistema di sfruttamento dei più deboli a svantaggio dei più ricchi “produci-consuma-crepa” mentre lo si applica agli altri! Non si può proprio. Non funziona.

    Finchè non si sradica definitivamente questa idea dalla testa delle persone, ci sarà sempre qualcuno che troverà conveniente trarre profitto da un lager o da un campo di lavoro.

    La restituzione della libertà agli animali è un punto di partenza, non di arrivo.

    Se aspettiamo di liberare prima gli uomini – per poi – quando saremo ricchi, evoluti e in pace – forse, se ci farà comodo e ne avremo voglia – liberare gli animali, resteremo sempre tutti schiavi, solo con nomi diversi. Da millenni siamo prigionieri di questo equivoco. Abbiamo ridicolizzato, screditato o cancellato dalla storia le idee di tutti quelli che hanno provato a dirlo (a malapena si ricordano le teorie a favore della liberazione di Teofrasto, DaVinci, Einstein mentre si esaltano i meccanicisti alla Descartes perchè funzionali al produci-consuma-crepa, per non parlare dei contemporanei che non conosce nessuno).

    Continuiamo a tracciare un confine sempre più ambiguo quanto arbitrario tra “noi” e “loro” per illuderci che i nostri destini non siano legati e che le conseguenza delle nostre decisioni le paghino “solo loro”. 

    E poi “Oh!” ci stupiamo di non riuscire a spezzare il sistema…

    Sarebbe davvero ridicolo se non fosse un’immane tragedia…

  • -10
    Mutek

    Se aspetti che le cose ti cadono dall’alto magari puó anche succedere di rimanere fortemente disattesi.La banda larga non é un servizio di stato ma un business monopolizzato, se vuoi la rete magari fai rete e costruisci la rete.Il problema del milanese é un problema intrinseco al sistema delle metropoli Italiane, vale per Milano, Torino, Roma, Napoli etc etc forse é il caso di convincersi che la metropoli é un sistema parassitario, un parcheggio sociale.I GAS sono la prima risposta intelligente che da bravi trogloditi sociali, siamo riusciti ad assorbire in parte, é inutile dire che in USA il problema é gia stato ambiamente affrontato basta copiare.Invece di comparare una buco di appartamento in metropoli per fare la formica si puó con la stessa cifra comprare ettari di terreno o trovare la via di mezzo fuori città e cominciare a vivere sostenibile creando comunità dei pari.Ci sarebbe da continuare in eterno ma il problema é che se sei uno schiavo mentale della metropoli li ci muori e non servira a nulla abbaiare…perché lo stai facendo da dentro un canile e non da un prato libero.Da ex abitante della metropoli la prima cosa che ho fatto raggiunta l’indipendenza giovanile…é uscire dalla gabbia ed andare a vivere a 40 km dalla città.Al tredicesimo mese ero disintossicato ed ora dopo 11 anni posso affermare con certezza che é un veleno sociale vivere in metropoli Italiana (Se sei stato a Berlino capisci perché dico Italiana).

    • -10.1

      "Ci sarebbe da continuare in eterno ma il problema é che se sei uno schiavo mentale della metropoli li ci muori e non servira a nulla abbaiare…perché lo stai facendo da dentro un canile e non da un prato libero."

      E’ proprio cosi’, se qualcuno, quando ancora abitavo a Milano, avesse scritto un commento com il mio sopra sulla mia "amata" citta’ mi sarei alquanto offeso. Dopo 11 anni che non ci vivo piu’ mi accorgo di quanta Sindrome di Stoccolma ci fosse nel mio "amore" per una citta’ che uccide i suoi abitanti.

  • -11
    Giuseppe M.

    Claudio, grazie per la citazione del commento nel post :)

    Io non sono un milanese ma un torinese, anzi un tarantino emigrato a Torino.

    Nel mio piccolo paese sul mar Jonio non mi preoccupavo mica, la maggior parte della roba che mangiavo la coltivava mio padre. I miei problemi sono nati proprio qui a Torino ed è stata dura all’inizio ma è solo una questione di abitudine.

    Le nostre cenerentole prima o poi dovranno andare a far la spesa per sfamare la famiglia? Io il sabato vado al mercato, 1 ora di tempo e faccio la spesa dai contadini di zona, comprare pesce fresco da congelare per la settimana o latticini freschi da mangiare in giornata stessa.

    Il biologico? Lo compro su internet da un mulino in provincia di cuneo che mi spedisce tutto a casa. Il latte? Distributore automatico, ce li avrà 5 minuti il milanese per andare al distributore con una bottiglia!?!

    Se vuoi, i GAS ti spediscono anche la roba a casa, esiste proprio un servizio su Milano, GeoMercato (http://www.geomercato.com/) che pari funzioni bene.

    Quando sono poi in ufficio, per una questione di soldi (i miei ticket non vanno bene neanche per la colazione) mi porto il baracchino da casa con il pranzo che mi preparo la sera prima.

    Anche i miei ritmi sono frenetici come qualsiasi impiegato di città però in tutta il caos cerco di trovare il tempo per pensare più a me e a cosa mangiare. Alla fine se non ci penso io a me stesso, chi ci pensa?

    • -11.1
      checca

      Sono pienamente d’accordo con questo amico di Torino. Claudio, si può fare, basta avere voglia di informarsi; il sabato e la domenica fare qualche pulizia in meno e qualche giro di perlustrazione fuoriporta di più. E poi, Internet serve anche per scovare i servizi utili, come appunto i Gruppi di Acquisto più vicini alla tua zona….

      Il milanese tipo che descrivi tu sembra totalmente isolato da tutti quelli che ha intorno, ma mi rifiuto di pensare che sia esattamente così, senza nemmeno uno spiraglio; certo che ci vuole anche la volontà di cambiare qualche abitudine, ma come dice giustamente il nostro Giuseppe, se non lo facciamo noi, chi lo farà per noi?

      Questo uscire dal buco, secondo me è il primo passo per sganciarsi dal sistema, per cominciare a vedere che non è proprio tutto così scontato, che ci si può aiutare anche tra di noi, tra colleghi, tra vicini di casa, tra amici. Credo che questa sia il germe di una vera rivoluzione: la solidarietà tra persone, che si danno una mano a vicenda GRATIS, che si scambiano informazioni e competenze.

      CITTADINI DI TUTTA ITALIA, USCITE DALLE VOSTRE TANE ED INIZIATE A STARE VERAMENTE VICINI; LA FORZA CHE POTRETE ESPRIMERE CON LE VOSTRE SCELTE “DIVERSE” HA IL POTERE DI CAMBIARE LA SOCIETA’, PERCHE’ LA SOCIETA’ SIAMO TUTTI NOI, AL DI LA’ DI QUELLO CHE CI POSSONO RACCONTARE LA TV E I GIORNALI….

       

       

  • -12
    Fena

    Ma siamo sicuri che l’E.Coli sia arrivato dagli animali??? Che ne dite di alzare gli occhi al cielo ed osservare le scie (chimiche) degli aerei?? 

     

     

  • -13

    Che sfigati questi milanesi, ve lo dice un ex milanese da 11 anni. Ho vissuto all’estero in Germania in una citta’ medio grossa (1.1 milioni) e ora in Svizzera in una cittadina (300.000).

    In entrambi i casi la vita del milanese incasinato era/e’ lontana anni luce.

     1. I mezzi pubblici mi portano ovunque: al lavoro, al lago, all’opera, nel bosco, sul fiume, in campagna

    2. In bici posso andare dovunque, a comprare uova da buco di c**o di gallina, frutta etcetc …

    3. … che cmq trovo anche al supermarket, in quanto in Svizzera sono fanatici dei prodotti locali.

    4. Al lavoro ci arrivo in 20-35 minuti, e non capisco perche’ dovrei stare sul luogo di lavoro dalle 8am alle 7pm. Se capita e’ per mia scelta, nessuno mi obbliga

    5. Pupi non ne ho, e neppure una TV, il che vuol dire sono pieno di tempo libero (cosa che scoprono presto anche i detentori di TV rotte, Dio benedica l’obsolescenza programmata)

    6. I GAS portano a casa la frutta/verdura che ordino, non devo andare a ritirarla io.

     Con questi lungi da me il prendere in giro i milanesi, visto che molti miei amici vivono li’. Pero’, senza cambiamenti dall’alto, la qualita’ della vita a Milano fara’ sempre schifo come ora. Mancano:

    1. Infrastrutture

    2. Difesa diritti lavoratori

    3. Ordine

    4. Sicurezza

    4. Pulizia

    5. Aree ricreative

    6 …

     

    E tutte queste cose le deve decidere un sindaco con la sua giunta… solo che Milano ha sindaci amici dei produttori di macchine e amici dei costruttori di case. Basterebbe votare diversamente? Dubito.

  • -14
    Rebel

    Non mangio carne e derivati da circa 20 anni, per una questione PRINCIPALMENTE etica.Per chi legge la bibbia (a me francamente non riguarda)ed è credente sa bene che la carne non si toccava fino al diluvio.Ho scelto di nutrirmi come da sempre si sono nutriti i nostri antenati: cereali, legumi e verdure.Questa è la triade fondamentale per la vita umana. Riso integrale, miglio, orzo,avena, pasta; legumi circa 14 varietà; verdure a non finire. Ho frequesntato due anni volontariamente una cucina dedita a questo tipo di alimentazione e ho imparato moltissime cose.Sono disponibile a chi fosse incerto o avesse difficoltà a dare ricette, foto, spiegazioni su come preparasi dei piatti eccellenti, dessert buonissimi senza quella monnezza di zucchero bianco.

    Per ora mi fermo qua.Vorrei scrivere montagne di cose sul tema ma non vorrei creare dissaporti all’interno del blog a mantenere il tenore delle conversazioni esattamente come è ora.

    Vi lascio con questo video:

    http://www.youtube.com/watch?v=txMHY0QQDok&feature=player_embedded#at=115

    Grazie Claudio per l’argomento e lo spazio.

    • -14.1
      Rebel

      Scusate, il link corretto è questo.

       

      http://www.youtube.com/watch?v=txMHY0QQDok

    • -14.2
      Paolo 2.0

      Un paio di cose mi lasciano dubbioso circa la totale assenza di carne: uno è l’apporto proteico: dal punto di vista degli amminoacidi essenziali i soli legumi danno un apporto più povero (che io sappia). Poi io tendo ad avere il ferro basso, e la carne mi dà quell’apporto che non saprei dove altro reperire. Detto questo (e detto da un profano), ho effettivamente ridotto parecchio la carne negli ultimi anni, e comunque sempre da allevamenti biologici.

      Il filmato non ce la faccio a guardarlo, scusami…

  • -15
    Paolo 2.0

    Io la settimana scorsa ho portato la mia vecchia (si fa per dire, ha solo 9 anni) TV CRT a riparare. Quando si era rotta il mio primo pensiero è stato “sei stata una buona tv, ma ora vai a goderti la meritata pensione e finalmente è la volta che mi compro il mio bel 40″ full hd”. Poi ho pensato che c’era un negozietto di elettrotecnica che ripara elettrodomestici, e ce l’ho portata. Ora conto di tenermi la vecchia TV per almeno un’altra decina d’anni. E’ stata una piccola soddisfazione resistere alla tentazione del full hd. Il problema è che l’omino che ripara elettrodomestici andrà in pensione tra poco, e credo che quello sia l’ultimo dei moicani. Abbiamo perso tanti mestieri che non fa più nessuno ma che testimoniano di un’epoca in cui non si buttava via una cosa se non era proprio diventata irrecuperabile. Ma l’abbiamo voluto noi, perché quasi nessuno oggi porterebbe a riparare una vecchia TV. In fondo questa economia di crescita è stata quella che ci ha permesso di avere il frigo pieno (di schifezze, ma sempre meglio della fame del dopoguerra), la macchina e la TV, l’iPhone e il PC. Non è stato tutto negativo, ma è il momento di maturare. La decrescita è l’unica via, ma dobbiamo reinventarci paradigmi economici e sociali completamente nuovi: dalla mobilità alla filiera corta, dagli orari di lavoro ai posti in cui abitiamo. Siamo troppo assuefatti al sistema per essere disconnessi. Troppo assuefatti per renderci conto che a forza di ingozzarci ci strozzeremo da soli. Ci stavo pensando proprio in questi giorni: è significativo il fatto che si consideri con soddisfazione il fatto di riparare una TV invece di comprarla nuova, qualcosa che invece una generazione fa era assolutamente normale. Dubito che l’homo occidentalis rinsavirà tanto presto. Ma è fondamentale che un piccolo gruppo di pionieri inizi a parlarne e ad agire di conseguenza, per quel poco che ciascuno di noi può fare. Se non altro un giorno, forse, potremo dire “l’avevamo detto”. E sono soddisfazioni anche queste, no? :)

    • -15.1

      Sì, sono soddisfazioni. Significa che abbiamo ancora una speranza. Del resto, l’essere umano è una macchina che funziona bene in tempi di crisi. L’opulenza non ci si addice: perdiamo qualsiasi senso delle cose.

  • -16

    Ricordo a tutti i commentatori che su questo blog non sono consentiti

    * messaggi non inerenti al post
    * messaggi privi di indirizzo email
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    nella fattispecie c’è che ogni tanto viola due, tre o anche quattro di queste regole contemporaneamente, e perciò i suoi commenti viengono rimossi, con riserva di adire per vie legali nel caso di minacce personali dichiarate pubblicamente. La polizia postale risale facilmente all’identità personale dei commentatori anonimi attraverso l’incrocio dei dati dell’ìndirizzo IP con i log di collegamento degli Interrnet Service Provider.

    La libertà di espressione è tutelata e garantita, purché non sfoci nella volgarità, nell’attacco personale e nella violenza, gratuita o meno.

    Ringrazio la stragrande maggioranza dei frequentatori civili di questo blog, che non solo si attengono a queste regole, ma non hanno bisogno di forzarsi a rispettarle perché sono innate nel loro codice di comportamento.

  • -17
    Claudio.farna

    Condivido pienamente ciò che hai scritto e forse uno dei miei difetti è proiettare tutto nel lungo termine.

    Certo hai ragione, fatto a piccoli passi ( nel giro di diverse generazioni) probabilmente non ci accorgeremo della diminuzione del nostro welfare, dell’impoverimento graduale , della mancanza di quello che per noi è oggi essenziale… etc…

    Insomma ci abitueremo gradualmente… ma è stato fatto tutto troppo velocemente questo processo  …    ma da chi?

    Lo dice lo stesso Tremonti : http://www.youtube.com/watch?v=LUSfFl62y_E

    Ma quanti riescono a leggere e capire  che dietro alle sue parole ci sono verità tremende? “??  lo 0,5 % delle persone? , (non certo su questo Blog, grazie al lavoro di  Claudio le persone che si svegliano o si stanno svegliando stile pillola rossa di Matrix sono molte di più!) si permette di dire la verità così candidamente perchè ormai ahime il cervello delle persone è gia “maciullato” da generazioni dalle caxxate che la tv e i media ci propinano…

    http://www.youtube.com/watch?v=FEfUbVw1tJo&feature=iv&annotation_id=annotation_684517

     

    http://www.youtube.com/watch?v=m9Wpuzuk6Fg&NR=1&feature=fvwp

    Ancora… quanti sanno che lui fa parte del Bilderberg group per L’italia? 

    http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Bilderberg

     

    Sono tante troppe le cose che ignoriamo, ma se mettiamo insieme i tantissimi pezzi di puzzle che troviamo sparsi nelle rete e nei libri giusti …. anche il puzzle piu complesso quando metti insieme anche un decimo dei pezzi comincia a prendere forma…

    Claudio se avessi più tempo e facessi un altro mestiere non sai quanto mi piacerebbe darti una mano sul blog….e fare un articolo al fulmicotone! Ahime… :(

    P.S Claudio, non hai idea le risate che mia moglie si è fatta leggendo il tuo commento …. ahahah    mi ha detto: addirittura Claudio ha scritto che gli hai fatto paura? Ed io che dovrei dire che mi scassi con queste cose tutti i giorni!!

    Ha ragione, sono eccessivamente “pessimista” secondo lei, (realista secondo me), ma l’importante credo sia non mollare mai sempre e comunque e non ignorare nessuna cosa ed approfondirla per quanto possibile altrimenti si parla senza cognizione di causa.

     

     

    Quindi thebigbug sono d’accordo con te, cominciamo dal poco ma non ignorando la dimensione del problema o sottavalutando alcuni aspetti determinanti….

    A presto!

     

     

     

     

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