Non c’è nessuna crisi

Un contadino ha un campo di grano e produce pasta e pane. Un secondo contadino ha un frutteto. Un allevatore ha un gregge di pecore e produce latte e formaggi. Un artigiano realizza mobili in legno, un altro fila la lana e tesse indumenti.

Quello che ha il pane ne scambia una parte con il formaggio dell’allevatore e con i maglioni del secondo artigiano. Quello che ha la frutta ne scambia un po’ con un tavolo e quattro sedie, e con qualche chilo di pasta. Ognuno produce qualcosa e tutti insieme hanno le cose essenziali per vivere. La natura, del resto, nel medio termine si può considerare prevedibile: se un anno c’è meno frutta, l’anno dopo ce ne sarà di più.

Arriva uno speculatore che, promettendo di scambiare nuovi beni, si prende un po’ di pane, un po’ di frutta, un po’ di latte e un po’ di formaggio. Non restandone più a sufficienza per tutti, scambia quello che ha preso con chi ne ha bisogno ma, data la scarsità di beni che ne deriva, pretende da ciascuno un corrispettivo maggiore di indumenti, di sedie, di pane, di formaggio… Se l’allevatore, mettiamo, non riesce a far fronte alle richieste, perché non dispone di risorse sufficienti a coprire l’aumento artificiale del fabbisogno, lo speculatore gli concede lo stesso il pane e tutto il resto, ma lo impegna a versare l’ammanco ipotecando il formaggio che non è ancora stato prodotto. Lo indebita.

Arriva un secondo speculatore e si prende la restante parte della produzione locale. I contadini, gli artigiani e l’allevatore accettano, perché hanno bisogno di compensare la carestia indotta, cercando di produrre di più e di entrare subito in possesso di ciò che viene improvvisamente loro a mancare.

A questo punto, tutti i beni disponibili sono nelle mani dei due speculatori, i quali sono liberi di decidere come, a chi e per quanto scambiarli. Fanno i prezzi, esigono sempre di più e indebitano progressivamente i contadini, gli artigiani e l’allevatore che ora non producono più per vivere, ma vivono per produrre una quantità sufficiente, sempre maggiore, di cibo e di beni, che possa soddisfare le richieste degli speculatori.

Con l’arrivo di un terzo speculatore, proveniente da terre lontane, che a sua volta ha indebitato altri artigiani, altri allevatori e altri contadini, i tre iniziano a riunirsi periodicamente per scambiarsi i debiti dei produttori, scommettendo sulla loro capacità di ripagarli con perseveranza, senza morire di inedia. Senza fallire.

Quando gli speculatori, tra di loro, esagerano con le speculazioni, scommettendo sulla capacità di ripianare il debito di un allevatore che muore di infarto, per esempio a causa dell’eccessivo lavoro, perdono parte dei loro crediti, che poi sono i debiti di chi produce i beni reali. Così dichiarano ufficialmente l’apertura della crisi. Lo stato di crisi, dicono, richiede ai contadini di produrre più grano e più frutta, agli allevatori di produrre più latte, agli artigiani di fabbricare più tavoli e più indumenti e così via. Altrimenti verrà loro richiesto di saldare i loro debiti immediatamente, e poiché è chiaro che non possono farlo, le loro fattorie verranno espropriate, i loro allevamenti confiscati e moriranno di fame.

Ma la crisi non è dei contadini, che continuano a produrre il grano e la frutta che producevano all’inizio. Non è degli allevatori, che hanno sempre lo stesso numero di pecore, anzi di più, e dunque producono la stessa quantità di formaggi e di latte. Non è di chi fabbrica i mobili sempre alla stessa maniera, né di chi tesse indumenti esattamente come faceva una volta. No: sono gli speculatori ad essere in crisi, non i produttori. E’ il loro meccanismo di inflazione programmata dei prezzi per i beni di prima necessità ad essersi gonfiato fino ad esplodere. La loro ingordigia, il loro universo artificiale, il mondo parallelo e immaginario che hanno costruito accanto a quello reale: è tutto e solo questo ad essere andato in crisi.

Finì che i contadini, gli allevatori e gli artigiani mandarono affanculo gli speculatori e ricominciarono a scambiarsi il pane, il latte, il formaggio, i mobili e i vestiti tra di loro, lasciando gli speculatori al loro meritato destino.

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36 risposte a Non c’è nessuna crisi

  • 19
    marameo

    Questo è un processo con un’inizio e, forse, una fine. Dove è iniziato il processo? Certamente nella mente dei contadini. Perchè hanno accettato? Cosa ha abbagliato la loro saggezza? Forse è stata l’avidità? Il volersi migliorare? Ma migliorare verso dove e cosa? I problemi, gira e rigira, nascono sempre prima dentro di noi. Siamo noi stessi gli artefici di tanti nostri guai. Avessero detto no sin dall’inizio il processo si sarebbe fermato ad un semplice scambio di battute tra speculatore e contadino che lo avrebbe gentilmente, pacatamente mandato aff***ulo. L’unico modo per vivere sereni e felici è praticando una sana e intelligente “inazione”. Perchè prendersela solo con i “cattivi”? Anche i “buoni” hanno le loro responsabilità. Tutto ciò è evidente. Bravo comunque Claudio….

  • 18
    orikstes

    Bellissimo video … come è possibile cadere in questi meccanismi diabolici senza l’appoggio dei governanti che avrebbero dovuto salvaguardare noi produttori di ricchezze piuttosto che favorire gli speculatori ??  come uscirne ??  saluti a tutti

  • 17

    Ottimo, complimenti!

    Certo è tutto ipersemplificato, ma proprio per questo permette di far comprendere a tutti uno dei noccioli del problema, in questo momento, probabilmente, il principale.

    Purtroppo rimane del tutto fuori da questa bellissima parabola il ruolo dello stato che complica di molto la faccenda e le dinamiche. Ma, volendolo introdurre, non sarebbe stato ugualmente immediato ed afficace, ma ci si potrebbe pensare no?

     

  • 16
    Anas E.

    Ma questi speculatri, hanno un nome? Una faccia? Come si fa a riconoscerli? c’è qualche istituzione qualche legge che pò fermarli? Il ” borsista ” è così libero di fare quello che gli pare? Non ci sono regole?  Come possiamo proteggerci?  comprarando direttamente dal contadino, dal falegname…? Riducendo gli intermediari? Ora è conosciuto il “virus”…..Ci sarà un anitdoto?

  • 15
    Alerighini

    bellissimo video, bellissimo messaggio, mi è piaciuto moltissimo! complimenti

  • 14
    cincinnato1961

    subliminale il pezzo..

    peccato però manchi il filo che lega insieme tutti i fattori..

    un filo invisibile che è apparso quando il contadino l’artigiano si è lasciato sedurre da una magica scatoletta dalla quale si è lasciato tentare o meglio sedurre istigandolo a cercare una vita migliore attraverso il consumo..

    e così prima ha voluto mobili più appariscenti, vestiti firmati l’auto più bella di quello del vicino..

    INSOMMA ATTRAVERSO LA TV E I MEDIA IN GENERALE LA PECORA COMUNE SI è LASCIATA TENTARE DALLA GOLA..DAL CONSUMO DAI SIMBOLI DEL BENESSERE..

    e ovviamente gli approfittatori hanno avuto gioco facile a sfruttare la sua debolezza..

    ..è LA CULTURA CHE VA CAMBIATA, per cui andrebbe prima di tutto buttata fuori casa la tv ed al tempo stesso ardere tutte le fregnacce stampate da giornali libri e in pratica tutti i veicoli massmediatici, VERO CANCRO DELLA NOSTRA EPOCA.

  • 13
    alma

    PIU CHIARO DI COSI’..? iL TUTTO E’ STATO FATTO CON SOMMA PERFIDIA; SI TRATTA DI UN OLOCAUSTO SOCIALE:  A CISCUNO IL SUO… lLa storia, la storia si ripete in forme nuove ed ingannevoli, ma olocausto è, naturalmente dei popoli…

  • 12
    Harlock

    Eh, magari finisse così!

  • 11
    comune arezzo 5 stelle

    grande … sei un grande… e’ ora che le persone prendano coscienza dell’inganno… di questa economia fasulla portata avanti da corotti nell’anima prima che nelle tasche… e staà succedendo proprio questo… sempre più persone si stanno leberando dalle captene imposte dal denaro… grazie anche all’impegno di chi informa… che ti ha sempre visto in primo piano… grazie 

  • 10

    l’elemento “diabolico” che manca e che purtroppo ha “drogato” le relazioni fra chi produce e consuma, creando una classe di soli consumatori è stato proprio il denaro. la valuta.

    per carità una cosa necessaria, anzi salutare. buonissima in sé. purché usata con moderazione e criterio.

    il denaro non è che un lubrificante degli scambi. in questo senso inizialmente razionalizzò il baratto, quantificandolo con sufficiente precisione. fintanto che il valore delle cose restava in fin dei conti quello delle merci scambiate e del servizio che le scambiava il denaro assolveva benissimo alla funzione.

    il problema è nato quando di questo buon farmaco si abusò per farne una droga. usare il danaro per produrre danaro: l’usura. processo innaturale che ha innescato la tossicodipendenza da valuta. ripeto: il danaro era unfarmaco ottimo: superò i limiti intrinseci del baratto e le sue innegabili limitazioni. una siringa di insulina  ti può salvare, una iniezione di adrenalina può fare la differenza tra vivere o morire. cento dosi, mille dosi, no, ti ammazzano. anche se erano sostanze nate per salvarti e compensare o migliorare la tua performance.

    l’effetto secondario indotto dal danaro è stata la creazione, come altri commentatori hannod detto benissimo, di una maggioranza di consumatori che NON producono beni essenziali. città intere di non-contandini, non-allevatori, non-artigiani. la maggioranza di noi NON sa più produrre in primis questi beni. quindi è dipendente dagli speculatori che fanno da tramite. hanno modellato il mondo in funzione dei loro disegni. non dei nostri. ormai tornare indietro sarà possibile solo pagando un prezzo amarissimo e quasi suicida. 

  • 9
    Moro

    Certo, la parabola è evidentemente esaustiva e comprensibile a tutti. Almeno spero. Lei ha spiegato l’alta finanza dei giorni nostri in modo semplificato ma sublime. in quanto alle domande e le speranze dei lettori, non perdete il sonno. Ciò che il nostro autore ha scritto, è proprio ciò che avverrà. Dipende dai contadini, dagli artigiani e dagli allevatori quanto ci vogliono impiegare. Se tirar su le maniche in prima persona o attendere seduti al ciglio della strada guardando nuovamente i propri figli in prima linea con elmetti in capo ed armi in braccio. Dopo un ciclo ne comincia un altro, così è scritto.

    • 9.1
      piccanteg

      non sono d’accordo con te (e lo dico con la morte nel cuore) il sistema è pervasivo, ormai tutti vedono quello che succede come qualcosa di ineluttabile..questa crisi è finalizzata ad espellere dal mercato i deboli, i piccoli imprenditori per puntare alla concentrazione globale. Chi può fermare questo?? sono un grosso avversario..cioè gli stati guidati da grandi statisti che capiscono il problema e dicono BASTA, da adesso IO tornerò a controllare la concessione del credito ed impedire che qualcuno faccia danni alla mia economia…ma in giro nn c’è nulla di tutto ciò…

    • 9.2
      Anas E.

      Concordo

  • 8

    Claudio, sei più che un artista… Complimenti! Abbiamo pubblicato il tuo geniale video sul nostro sito: http://www.finanzainchiaro.it/dblog/

  • 7
    Guastatore1986

    Un Sogno!

  • 6

    Bella favoletta, prometto di raccontarla alla mia nipotina prossimamente, per farla addormentare e per alimentarne lo spirito critico…

  • 5
    mauro30
  • 4
    BANDIERA ROSSA

    LA FUORIUSCITA DALLA CRISI E’ NEL SUPERAMENTO DEL CAPITALISMO

    Le campagne di disinformazione sulla crisi e le sue cause reali.

    Una falsa leggenda metropolitana, molto diffusa nell’ultimo periodo, ci sta raccontando che l’attuale recessione economica globale affonda le sue radici nell’orbita delle speculazioni affaristiche compiute dal sistema delle grandi banche, delle borse mondiali e dell’alta finanza internazionale. Non c’è dubbio che una parte considerevole di responsabilità risieda nel settore bancario e finanziario, ovvero sia da ascrivere al cinismo e alla spregiudicatezza di speculatori del mercato borsistico e di affaristi delle maggiori banche mondiali, in modo particolare delle banche nordamericane. Non a caso, la rabbia e le rivolte popolari si stanno scatenando, apparentemente in modo spontaneo, contro determinati soggetti, individuati come capri espiatori (in maniera pilotata ad arte dai mass-media ufficiali) nei megadirigenti e nei manager super-pagati delle società finanziarie, bancarie e assicurative multinazionali. La depressione economica in atto nel mondo è stata senza dubbio aggravata da fenomeni speculativi di origine affaristico-finanziaria. Tuttavia, la matrice reale della crisi è sistemico-strutturale ed è di portata globale, è un crollo derivante dalle contraddizioni insite nella natura stessa dell’economia di mercato. Infatti, un’economia di mercato senza mercato, cioè priva di una domanda (ovvero quando l’offerta supera nettamente la domanda), è una contraddizione in termini, per cui rischia di precipitare in una crisi acuta difficilmente sanabile; se la crisi non trova una risposta risolutiva, rischia la bancarotta finale. Come del resto sta accadendo in questa fase, in cui si assiste al crollo vertiginoso degli investimenti, dei salari e dei prezzi, quindi alla caduta verticale del saggio (o tasso) di profitto, che approfondisce la crisi provocando un circolo vizioso non superabile, nemmeno con una “nuova Bretton Woods”. In tal senso si può affermare che siamo davvero in una fase di crisi epocale rivoluzionaria, ossia alla fine di un’era e in un momento di transizione verso un’altra epoca storica.

    Una crisi di sovrapproduzione e di sottoconsumo.

    Dunque la crisi odierna investe l’apparato politico-economico complessivo, mettendo in discussione l’intero modo di produzione capitalistico su scala planetaria. Infatti, quella in corso è una crisi di sovrapproduzione e di sottoconsumo. Ciò significa che negli ultimi lustri si è determinato un ciclo di sviluppo produttivo e di accumulazione smisurata di profitti economici privati, generati da un eccessivo sfruttamento materiale dei produttori, ossia degli operai e dei lavoratori salariati. I quali, a dispetto dei ritmi, degli orari e degli standard di rendimento produttivo indubbiamente elevati, si sono progressivamente impoveriti e indeboliti. E ciò è avvenuto in tutto il mondo, compresa l’Italia, per effetto di un processo di globo-colonizzazione economico-imperialistica che ha generato condizioni sempre crescenti di miseria, sottosviluppo, sfruttamento e precarietà materiali, permettendo o imponendo livelli sempre più bassi del costo del lavoro (vale a dire dei salari) su scala planetaria, malgrado gli operai delle fabbriche abbiano fatto e facciano molto più del loro dovere. Le conseguenze immediate sono evidenti a tutti: un drastico calo dei consumi, destinati a ridursi ulteriormente, alimentando e accrescendo in tal modo la tendenza recessiva in atto; un incremento esponenziale della disoccupazione e della precarizzazione, con inevitabili e drammatiche conseguenze in termini di costi sociali ed umani, di ulteriore indebolimento e degrado dei lavoratori del sistema produttivo e, quindi, un progressivo abbassamento degli acquisti di beni di consumo. Ciò innescherà un meccanismo vizioso che autoalimenterà la recessione, sino al tracollo e al fallimento definitivo del capitalismo su scala globale, che cadrà irrimediabilmente in rovina, almeno nelle forme e nei modi conosciuti finora. A nulla servirà l’assunzione di rimedi ormai inutili e tardivi, ovvero di provvedimenti di pura facciata quali, ad esempio, l’autoriduzione dei megastipendi dei parlamentari, la limitazione dei compensi dei supermanager e dei dirigenti di banca, o di misure tese alla moralizzazione e regolamentazione dei mercati finanziari e persino alla proibizione dei paradisi fiscali. Se è vero che i capitalisti sono i principali responsabili della crisi odierna, è altresì vero che nemmeno i politici, servi e funzionari del capitale, possono dirsi estranei o innocenti, anzi. La demagogia e l’ipocrisia, oltre all’inettitudine e all’improvvisazione messe in mostra dai ceti politici dirigenti, nonché la manipolazione e la disinformazione esercitate dai mass-media ufficiali, sono la controprova e la conferma dell’ipocrisia, dell’inganno e della menzogna insite nella realtà e nella natura stessa dell’economia capitalistico-borghese.

     

    Era già tutto previsto.

    La principale causa delle crisi economiche che investono periodicamente il capitalismo è da individuare, secondo l’analisi fornita da Karl Marx ne Il Capitale, nel crollo periodico del saggio (o tasso) di profitto. Lo stesso processo di espansione, accumulazione e concentrazione monopolistica del capitale, accelera la caduta tendenziale del saggio di profitto (tendenziale nel senso che si tratta di una tendenza che entra in contrasto con altre forze e controtendenze intrinseche al sistema economico-capitalistico). Tuttavia, Marx non esclude altre cause che possono essere all’origine delle crisi. La ragione ultima, che spiega le crisi capitalistiche, risiede nel progressivo impoverimento dei lavoratori e nel crescente indebolimento del loro potere d’acquisto, quindi nel crollo dei consumi delle grandi masse, un dato che contrasta con la necessità, connaturata al sistema capitalistico, di espandere i mercati ed accrescere sempre più il bacino dei consumatori. In parole semplici, quando i salari si riducono troppo, calano inevitabilmente anche i consumi delle masse lavoratrici, e tale processo non può non incidere anche sui profitti capitalistici, che precipitano in caduta libera determinando effetti di crisi spaventosa, di impoverimento e proletarizzazione anche di vasti strati della piccola e media borghesia economico-imprenditoriale, generando fenomeni di crescente conflittualità tra le potenze capitalistiche esistenti.

     

     Continua al link sotto:

     

    http://laclasseoperaia.blogspot.com/2009/12/la-fuoriuscita-dalla-crisi-e-nel.html

    • 4.1
      BANDIERA ROSSA
      Crisi precedenti e soluzioni.
      In passato, per scongiurare altre dure recessioni economiche come, ad esempio, quella del 1929 (la grave depressione provocata dal Big Crash: il pesante crollo della borsa di New York, avvenuto martedì 29 ottobre 1929, perciò definito il “Martedì nero”), il sistema capitalistico ha comunque escogitato diverse soluzioni possibili e praticabili all’interno del sistema stesso, ossia all’interno dell’orizzonte capitalistico, mediante il ricorso all’interventismo statale e all’ampliamento della spesa pubblica. Si pensi, ad esempio, a soluzioni di ispirazione keynesiana quali il New Deal. Ovvero ha intrapreso risposte in chiave neoimperialistica e neoconservatrice, per difendere e consolidare lo statu quo, ossia l’ordine padronale esistente. Le politiche neocoloniali e neoimperialistiche non sono servite solo per la ricerca di un mercato di sbocco per le merci provenienti dai paesi capitalistici più sviluppati o di un luogo ove reperire materie prime e risorse energetiche a buon mercato o manodopera a basso costo, ma sono state anche un modo molto efficace per conquistare aree in cui accrescere il capitale senza dover affrontare la concorrenza di settore. Parimenti, l’intensificazione della corsa agli armamenti, la conversione bellica dell’industria, imposta soprattutto dalle multinazionali dell’industria pesante, metalmeccanica, siderurgica, petrolifera ecc., fu la strada scelta dalle classi dominanti per uscire dalla pesante depressione del ’29, che ha inevitabilmente condotto ad una nuova, sanguinosa guerra mondiale (a nulla valse la lezione della prima guerra mondiale). Il nazifascismo fu un altro tipo di reazione delle classi dirigenti dell’epoca alla crisi sociale ed economica del primo dopoguerra, e contribuì ad acuire le tensioni e i conflitti tra le potenze imperialistiche europee e occidentali, accelerando il cammino che trascinò i popoli al tragico conflitto mondiale. Durante i 25 anni seguenti alla fine della seconda guerra mondiale, in tutti i paesi maggiormente industrializzati (Italia inclusa) si è verificato un ciclo di sviluppo e di espansione economica diffusa e costante, un periodo storico definito col termine di “boom economico”. Ma nel corso degli anni ’70 questa fase di crescita è stata frenata dalla crisi del dollaro (e del sistema monetario internazionale, che porterà nel 1971 alla fine degli accordi di Bretton Woods, con la dichiarazione unilaterale statunitense di inconvertibilità del dollaro in oro) e dalla crisi petrolifera esplosa nel 1973 in seguito alla guerra del Kippur (combattuta da Egitto e Siria contro Israele), che determinò un innalzamento vertiginoso del prezzo del barile.
      Fuoriuscire dalla crisi.
      Nel caso odierno, la fuoriuscita dalla crisi è possibile solo attraverso la fuoriuscita definitiva e totale dal sistema capitalistico-borghese. Naturalmente tale prospettiva, sempre meno teorica e sempre più realistica e concreta, turba non poco i capitalisti (nonché i loro servi e lacchè) del mondo intero. E ciò vale anche per il capitalismo di stato del gigante cinese, che non esita a fare affari e a stipulare accordi commerciali con gli Stati Uniti per schiacciare la concorrenza europea. Per arginare l’esplosione di rivolte, disordini e conflitti sociali come quelli a cui stiamo assistendo in questi giorni, i capitalisti invocheranno l’adozione di altre soluzioni politiche, magari estreme, di segno apertamente autoritario e reazionario (stile nazifascismo in versione aggiornata, per intenderci), e che sul versante propriamente economico potranno condurre ad una nuova, pericolosa corsa al riarmo e, di conseguenza, ad uno sbocco bellico-imperialistico, ossia ad un lungo periodo di guerre brutali e sanguinose sulla scena internazionale.
      Una seria alternativa al capitalismo.
      Pertanto, l’unica alternativa possibile e praticabile per evitare e scongiurare simili scenari di catastrofica auto-dissoluzione del genere umano, è solo quella di una fuoriuscita globale e definitiva dal sistema politico-economico vigente, retto su un capitalismo ormai franato in una crisi irreversibile e, dunque, destinato al collasso. Ciò significa restituire al lavoro collettivo il valore e l’importanza che gli spetta, recuperare la centralità e il primato del lavoro produttivo e sociale in un assetto economico di autogestione delle aziende da parte dei lavoratori (chiamatelo comunismo, socialismo, collettivismo o nel modo che vi pare). Tuttavia, è evidente che non basta appropriarsi dei mezzi produttivi, né rovesciare il quadro dei rapporti di forza esistenti, ma occorre trasformare in modo rivoluzionario il sistema di organizzazione e gestione della produzione stessa. Infatti, le imprese capitalistiche sono state create per ottenere ingenti profitti economici privati sui mercati e non per soddisfare le esigenze vitali e primarie delle persone. E’ la loro struttura e natura intrinseca ad essere viziata. Occorre quindi riconvertire le aziende verso la produzione di beni di prima necessità, in modo tale che il valore d’uso riacquisti il suo antico primato sul valore di scambio, e che l’autoconsumo delle unità produttive costituite sui territori locali, geograficamente limitati e politicamente autogestiti in termini di democrazia diretta e partecipativa, prevalga sulle false esigenze consumistiche, ovvero sui bisogni indotti dal mercato capitalistico, annullando la dipendenza e la subordinazione delle istanze sociali rispetto alle ferree leggi del profitto economico privato. Bisogna prendere atto che qualsiasi discorso di sinistra che proponga il sostegno alla ricerca, all’innovazione e allo sviluppo, ovvero chieda di rafforzare la crescita del PIL nazionale, senza rivendicare o propugnare la socializzazione della proprietà, alla lunga si rivelerà una iattura per gli interessi delle classi operaie e lavoratrici. I sindacati e i partiti di sinistra non devono battersi per incentivare e rilanciare la competitività delle imprese economiche private, ma devono dimostrare che malgrado la competitività e la produttività il sistema risulta invivibile e inaccettabile per tutti i lavoratori. In altri termini, bisogna rimettere seriamente in discussione il paradigma stesso dello sviluppo economico. Di per sé il concetto di “sviluppo” non presuppone affatto un miglioramento delle condizioni di vita della gente. Non possiamo più adoperare criteri “quantitativi” (quali, ad esempio, il Prodotto Interno Lordo di una nazione, o quello pro-capite, ecc.) per calcolare e definire il tasso di eguaglianza e di giustizia sociale, di progresso e di democraticità di un paese.
      Lucio Garofalo
  • 3

    Potresti accennare qualcosa su quel che si definisce signoraggio delle banche centrai?

  • 2
    Dario

    Ottima spiegazione. E’ incredibile che i giornali – ovviamente in mano agli speculatori, non certo a contadini e fattori – riescano a convincere fattori e contadini che questa “crisi” li riguarda davvero.

     

     

  • 1
    Singsonghio

    Come al solito esprimi sempre il  desiderio   della maggior parte  delle  PERSONE  che mi auguro  si  mettano su  questa  GIUSTA onda  che  mandi  ….

    DI MANDARE AFf***ulO  TUTTI  GLI  SPECULATORI

    CIAO Claudio  e a Tutti  i  BYOBLUIANI  Buon Proseguimento

  • 0
    luis

    Bella metafora, ma è uno scheme esemplificativo, purtroppo la realtà non può limitarsi ad un contrasto tra buoni e cattivi in cui sono sempre in vantaggio i secondi perchè più svegli e furbi. Se in questo schema considerassimo che i tre speculatori sono necessari al sistema? Mettiamo che i contadini, l’allevatore e gli artigiani tra di loro non vadano tanto d’accordo e che non siano un esempio di purezza e di benevolenza, che siano diffidenti l’uno dall’altro, che pensi ognuno solo alla propria famiglia e al proprio giardino, in questo caso avrebbero bisogno di qualcuno che li faccia convivere in armonia, una sorta di mediatore. Ed ecco allora si spiegherebbe come mai i malcapitati cadano nella trappola, perchè in fondo i contadini, l’allevatore e gli artigiani non sono poi così buoni e gli speculatori non sono poi così cattivi, fanno solo parte di un sistema in cui hanno un determinato ruolo. Sconcertante sarebbe pensare che il lieto fine proposto da Claudio non si possa realizzare nella realtà perchè una simile comunità in embrione privata dagli speculatori non ptrebbe continuare ad esistere.

    • 0.1
      Anas E.

      Certo che lo saremo. Il problema è che noi, abbiamo consegnato (VOTANDO) il nostro destino ai DITTATORI DEL PENSIERO UNICO, ci siamo fatti convinti che sono loro la soluzione e non c’è altra salvezza. Qui mi viene in mente il post “Le sanguisughe del ventunesimo secolo“. noi ci siamo fatti governare da finanzieri, ormai i banchieri frequentano i nostri politici i nostri giornalisti, finanziano i mass media….

      Io concordo con il commento 21 ( più avanti ) di Harlock quando parla della nuova rivoluzione : “l’utilizzo di internet e l’introduzione di una democrazia molto più efficace, trasparente, partecipata“.

      Mi viene in mente il commento 4 di Roberta-sidney su post “Le sanguisughe del ventunesimo secolo” dove parlava del modello Islandese e diceva che bisogna imparare da loro, loro sì che cel’hanno fatta, sai perchè? Prima non hanno la cultura del “Menefreghismo”, secondo, la crisi gli ha colpiti TUTTI QUANTI.

    • 0.2
      Anas E.

      Mi dispiace ma non ti do ragione. Non c’è bisogno di uno speculatore e quando si tratta di affari si lasciano da parte i rancori. L’insieme degli agricoltori del villaggio si mettono insieme si fanno rappresentare dal più svelto, furbo, buono o diplomatico chiamalo come vuoi e si mette a fare l’affare con il rappresentante dei falegnami, pastori…

      Lo speculatore è un illusionista, ti promette, ti fa vedere la vie en rose :

      La speculazione è l’attività dell’operatore che entra sul mercato nel momento presente, presumendo degli sviluppi ad alto rischio il cui esito, positivo o negativo, dipenderà dal verificarsi o meno di eventi su cui egli ha formulato delle aspettative. Se l’evento aleatorio si manifesterà in linea con le aspettative, l’operazione speculativa avrà esito positivo, cioè produrrà un profitto, nel caso contrario si avrà una perdita. La differenza con molte altre attività di investimento, anch’esse basate sul concetto di valore atteso, è che nell’attività speculativa il valore atteso non si fonda su stime statistiche robuste, o quantomeno significative, ma deriva da una attività previsiva puramente soggettiva

    • 0.3
      luis

      Spero con tutto il cuore che tu abbia ragione Anas E.

    • 0.4
      luis
       Ma allora si tratta di gioco d’azzardo!  In realtà nessun artigiano e nessun contadino si lascierebbe truffare così. Penso che gli speculatori del racconto di Claudio siano una metafora che impersonifica i potenti, i grandi magnati dell’economia, chi insomma ci comanda e decide per noi senza interpellarci, mentre i contadini e gli artigiani siamo noi, il popolo. Domanda: noi saremmo in grado di autogovernarci senza i potenti?
  • -1
    Harlock

    E’ chiaro che questi discorsi vadano a riprendere la classica contrapposizione capitalismo-comunismo. Tuttavia per processi storici che ormai penso siano irreversibili, il comunismo non può più essere visto come una soluzione a questo tipo di problemi.

    Certo però che negli attuali sistemi capitalistici è possibile introdurre delle migliorie notevoli, di ispirazione sociale, per il bene comune, o semplicemente di buon senso. E’ per questo che per esempio nei paesi scandinavi c’è un sistema sociale considerato molto buono anche se sono normali paesi occidentali “capitalisti”.

    In sostanza io penso che se in un paese democratico c’è abbastanza informazione e possibilità di partecipazione, il sistema possa andare avanti non tanto male, e se ci sono dei problemi, come l’attuale speculazione, si possono introdurre delle soluzioni o delle migliorie senza bisogno di cambiare completamente il sistema.

    Certo per avere una buona informazione (libera) e accesso alle istituzioni, per questo sì che bisogna cambiare l’attuale sistema.

  • -2
    Marco.Calzavara

    Scambio pomodori, peperoni, pere,mele, prugne e susine per altri generi di prima necessità.

     

  • -3
    Anas E.

    Consiglio questo documentario INSIDE JOB per chi desiderà qualche approffondimento.

     

    http://www.novamov.com/video/1wjejisvx9ig8


    http://www.videoweed.es/file/wucoe2li8nu8o 

  • -4

    … il che vuol dire che il “meccanismo” di attribuzione del valore di scambio e’ una truffa e che il denaro e’ un oggetto privo di significato!

    Terrei inoltre a far notare che le crisi di una volta si dovevano ad una scarsita’ di mezzi e risorse… ADESSO invece e’ il contrario! si va in crisi quando c’e’ troppa merce e c’e’ penuria di clienti!!! il sistema in se’ e’ risibile!!!!

     

  • -5
    Harlock

    Per essere più chiaro nel mio pensiero, la nuova rivoluzione riguarda l’utilizzo di internet e l’introduzione di una democrazia molto più efficace, trasparente, partecipata. Questo è quello che sta accadendo nel mondo, la rivoluzione di stampo comunista è ormai vecchia.

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I Mini Blu

In India schedature biometriche di massa ed eliminazione del cash oltre le 500 rupie.

La demonetizzazione dell'India Lo scorso 8 novembre il nuovo primo ministro indiano Narendra Modi dichiarava fuori corso le banconote da 500 e 1000 Rupie, responsabili di circa l'85% del cash in circolazione in India. Sarebbe come se in Europa venissero eliminate in poche ore le banconote da...--> LEGGI TUTTO

La violazione della legge sulla propaganda elettorale. Registrate e denunciate.

Registra e denuncia violazione della legge sulla propaganda elettorale Ancora adesso, mentre scrivo, a votazioni in corso, se aprite i social network vi potete imbattere facilmente nella propaganda a favore del Sì al Referendum Costituzionale. La campagna per il Sì in rete è stata invasiva e ai limiti dell'illegalità. Cosa dice la...--> LEGGI TUTTO

Grazie Giorgio Napolitano!? Chapeau!? Si sono bevuti il cervello!?

M5S Grazie Giorgio Stiamo parlando di Giorgio Napolitano? Quello che nel 2011 ha spianato la strada alla troika del governo Monti? Quello che ha firmato qualunque cosa? Quello che nel 2013, quando c'erano le consultazioni per formare un nuovo governo, ha chiamato al Quirinale Pdl e Pd ignorando il...--> LEGGI TUTTO

Notizie dal web

Il terribile errore: “È il momento più pericoloso per l’umanità: le élite imparino ad essere umili”. Stephen Hawking

stephen hawkings attente elite di Stephen Hawking, fisico teorico e scrittore Essendo un fisico teorico che vive a Cambridge, ho vissuto la mia vita in una bolla di eccezionale privilegio. Cambridge è una città insolita, tutta incentrata su una delle grandi università del pianeta. All'interno di questa...--> LEGGI TUTTO

La lettera di una mamma lavoratrice che fa venire il magone

Mamme lavoratrici: la triste realtà che si cela dietro alla famiglia del Mulino BiancoPubblico questa lettera (inviata a Beppe Severgnini sul Corriere della Sera), che fa venire il magone non solo a chi l'ha scritta ma anche a me che l'ho letta, e nella quale credo si riconoscano tante, troppe mamme lavoratrici, perché sia motivo di riflessione sul modo in cui si è...--> LEGGI TUTTO

La lobby dello zucchero uccide – i nuovi documenti tenuti nascosti

la lobby dello zucchero uccideNEW YORK: Decine di scienziati, negli Anni 60, furono pagati dall'industria americana dello zucchero per sminuire il collegamento tra consumo di zucchero e problemi cardiaci e spostare così l'attenzione sui grassi saturi. A rivelarlo sono una serie di nuovi documenti scoperti recentemente da un ricercatore della University of California di...--> LEGGI TUTTO

CURIOSITA’

BIOMETRIA, IL FUTURO DELLA SICUREZZA

biometriaRiconoscimento dell'iride, facciale e del movimento della mano durante la firma: le nuove strategie per prevenire i furti e le loro possibili applicazioni Un uomo si avvicina a una stanza blindata. Per entrare niente password o codici di sicurezza, ma l'accostamento degli occhi a un...--> LEGGI TUTTO

Dai siti web agli oggetti web: la rete delle idee che sta per arrivare.

Libro digitale su una panchina internet delle cose Che lo crediate o no, c'è stato un tempo in cui per costruire un sito web di successo bastava conoscere un po' di html. Era la fine degli anni '90 ed è stato così anche per una buona parte degli anni 2000. Affittavi un po' di spazio...--> LEGGI TUTTO

Come funziona l’Italia: noi siamo quelli con il fiore in mano

Come funziona l'ItaliaCome funziona l'Italia Ecco come funziona la nostra società. Questa è l'Italia. E, ...caso mai cercaste il pallino "voi siete qui", in questo disegno noi siamo quelli con il fiore in mano....--> LEGGI TUTTO

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Volete sapere perché siamo 73° per libertà di stampa? Eccovi serviti!

Libertà di stampa - in Italia siamo semi-liberi di Godot_74 L'Italia nel 2015 è scesa al 73° posto nella classifica sulla "libertà di stampa". Viene definita anche "semi-libera". Più che parlare di libertà di stampa, però, forse sarebbe il caso di concentrare l'attenzione sulla sua completezza, indipendenza ed obiettività. (altro…)...--> LEGGI TUTTO

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Sergio Mattarella: La conferenza Stampa in diretta dopo le consultazioni

Sergio Mattarella: La conferenza Stampa in diretta dopo le consultazioni. ...GUARDA

Consultazioni – Conferenza stampa M5S: QUALUNQUE GOVERNO CALATO DALL’ALTO ILLEGITTIMO

La conferenza stampa del Movimento 5 Stelle (M5S) dopo essere stati ricevuti da Sergio Mattarella, per il rito delle consultazioni che si svolgono al Quirinale....GUARDA

SGARBI: MPS? PAGHI IL PD! PAGHINO D’ALEMA E PRODI!

Vittorio Sgarbi: "Il salvataggio di Monte Dei Paschi di Siena lo paghi il Pd. Se lo paghino Massimo D'Alema e Romano Prodi. Il Monte dei Paschi di Siena di Mussari era un potere dello Stato! Non lo devono pagare i cittadini. Lo deve pagare chi lo...GUARDA

CARLO SIBILIA (M5S): BASTA GOVERNI IMPOSTI, ORA POTERE AL POPOLO!

Carlo Sibilia Potere al Popolo Carlo Sibilia, deputato del Movimento 5 Stelle: nazionalizzazione di Monte dei Paschi di Siena, basta governi non decisi dai cittadini e restituzione del potere al popolo. ...GUARDA

VERGOGNOSO: GIULIO SAPELLI INIZIA A PARLARE DI MES E TROIKA E… TAAC: CAMBIANO DISCORSO!

Giulio Sapelli CondizionalitàL'economista Giulio Sapelli, dopo la mossa della BCE che non ha concesso tempo a MPS per la ricapitalizzazione, aprendo così la strada agli aiuti di Stato (e quindi al MES, con il commissariamento che ne deriva), inizia a parlare di MES e di pesanti condizionalità da sopportare. Ma il conduttore...GUARDA

Massimo Fini invoca i Cinque Stelle e un “dictator” per governare su tutti.

scontro-ronzullo-de-sanctis-si-vergogni Massimo Fini invoca un "dictator" per governare su tutti. Poi dà del delinquente a Berlusconi (e chiama "Saluzzi" la De Sanctis), con il plauso di Vittorio Sgarbi. Licia Ronzulli se la prende e offende Federica De Sanctis, Sky Tg24: "Si vergogni, come conduttrice e come donna!...GUARDA

Giulietto Chiesa: ultima chiamata contro il commissariamento

Giulietto Chiesa: ultima chiamata contro il commissariamento Giulietto Chiesa parla del dopo Renzi, richiama l'attenzione sulle insidie del ricorso al fondo salva stati (volgarmente detto Esm o Esm) e lancia la sua proposta per impedire ai ladri di sovranità di portare a termine i loro piani sulla pelle dei cittadini. (altro…)...GUARDA

Claudio Messora su RadioRadio: “Okkio alla Troika”

claudio-messora-radioradio-radio-radio-okkio-alla-troika Questa mattina alle 10 ho informato gli ascoltatori di "Un giorno speciale", in onda su RadioRadio, della necessità di restare in guardia sulla possibilità che un Governo (doppiamente illegittimo, oggi come oggi) chieda di fare ricorso all'Esm, commissariando di fatto l'Italia e imbrigliando qualunque Governo a...GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

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Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>