Se fosse per me, io farei così…

Il governo è allo sbando. Stanno giocando a mosca cieca e nessuno riesce ad attaccare la coda all’asino. La crisi li ha bendati, li ha fatti girare su se stessi e ora non sanno più dove sono. Vanno a destra, a sinistra, a sinistra e poi ancora a destra. Si orientano in base alle urla e agli schiamazzi. Fanno due passi in una direzione e sentono qualcuno che gli grida contro, allora si girano e provano da un’altra parte. Hanno troppa paura di prenderle per avere il coraggio di darle.

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Gli osservatori esteri ridono, guardando i nostri “statisti” andare a tentoni. Erano abituati alla cara vecchia commedia all’italiana, e non li abbiamo delusi. Ma è un riso amaro, perché l’Italia ha in mano oltre il 20% del debito pubblico europeo. Sanno che dovranno pagarlo loro, oppure salterà tutto il sistema dell’unione. E quando saltano gli equilibri, si avvicinano le guerre.

Il Financial Times oggi apre così:

« “Un cane ingoia un diamante, un uomo si trafigge un orecchio con cesoie da giardino e i ristoranti di Parigi sono stati beccati a servire cibi precotti.” A giudicare dalle notizie date alla televisione di stato, c’è da capire perché  gli italiani pensino che non sia cambiato niente da quando sono tornati dalle vacanze. » Minzolini è ormai una leggenda anche all’estero.

Nel ridicolo giro di roulette dove ogni giorno si contraddicono le decisioni del giorno precedente, una volta per non scontentare i pensionati che votano, una volta per non dispiacere ai calciatori da 30 mila euro al giorno, che non votano ma che fanno perdere consensi, una volta per non toccare i patrimoni di quelle poche decine di migliaia di ricchi sfondati (su sessanta milioni di poveracci) – ché poi non li invitano più alle feste -, l’unica certezza è il contributo di solidarietà richiesto ai politici. Forse, demandato alle calende greche di una futura legge costituzionale che il prossimo governo sicuramente disconoscerà, anche il taglio dei parlamentari, delle loro indennità, delle loro pensioni e delle province.

Gli italiani gongolano soddisfatti, come a dire: “ve l’abbiamo fatta”. Non sanno, tapini, che se la sono fatta da soli. Abolire tutti i cosiddetti “privilegi della politica” (fatto salvo il discorso delle province, che invece ha senso), ha il peso di una manciata di milioni di euro su una manovra da decine di miliardi. E’ come gongolare per avere tagliato i 50 euro di un’assicurazione sugli infortuni, quando poi si va fuori a cena tutte le sere, si comprano abiti costosi e si fanno settimane bianche tutto l’anno. Peccato che quell’assicurazione era la sola cosa utile.

Cosa credete che succederà quando ci saranno la metà dei parlamentari a rappresentarvi, quando avranno uno stipendio di 2 mila euro al mese e quando non avranno più nessuna garanzia sul futuro? Ve lo dico io: il vostro vicino di casa, il signor Rossi, che è stimato da tutti e che, se messo a servire il suo paese, farebbe meglio di questa accozzaglia di sordidi affaristi dediti all’intrallazzo e alla lussuria come gli antichi romani di Spartacus, resterebbe a fare l’impiegato o a gestire con successo la sua bottega. A vita. Chi glielo fa fare di perdere il suo lavoro con pochissime probabilità di essere riassunto, magari dopo 10 anni, quando ormai cinquantenne non se lo filerà più nessuno ma, avendo già fatto due mandati, dovrà tornarsene a casa, senza la garanzia di una pensione integrativa da parte dello Stato? Chi glielo fa fare di mollare i suoi due bimbi piccoli, che ora perlomeno hanno la certezza di mangiare due volte al giorno, per trasferirsi a Roma e spendere più di quello che guadagna?  E giacché non ci devono più essere neppure i rimborsi elettorali, chi glielo fa fare di dilapidare tutto quello che ha guadagnato solo per pagarsi una campagna elettorale dall’esito incerto, anche in considerazione dell’esiguità dei posti disponibili in Parlamento dopo il dimezzamento? Per fare cosa, poi: per contribuire al bene comune?

No, il signor Rossi, che siete voi, d’ora in poi se ne starà a casa. E sapete chi ci andrà, a tutelare i vostri interessi? Chi se lo può permettere: i ricchi, i faccendieri, magari i criminali che hanno ingenti quantità di liquidi da spendere, in un modo o nell’altro. Guarda caso, le uniche riforme che non si toccano, in questo girotondo di acrobati e di venditori di fumo, sono proprio quelle che diminuiscono il “potere rappresentativo del popolo“, che per di più sono osannate e invocate a gran voce dallo stesso popolo. Un miracolo della tecnica di persuasione di massa. Bravi: rinunciate pure volontariamente ai vostri diritti acquisiti. Ma sì: limitiamola, questa democrazia già così scricchiolante.

Se il Titanic è affondato per avere urtato contro un iceberg, la soluzione non è tornare a costruire barchette e rinunciare ai transatlantici per attraversare l’oceano, ma nominare un capitano esperto e più capace. Allo stesso modo non è rinunciando alle garanzie che tutelano i nostri diritti (riconoscendo a chi serve il popolo con onore un futuro non incerto) che raddrizzeremo la rotta. Dobbiamo cambiare gli uomini al comando, non buttare la nave.

Gli uomini al comando, tuttavia, non cambieranno mai finché a candidarsi saranno quelli che possono permettersi campagne elettorali pervasive, condotte su tutti i media, a suon di milioni di euro. Vinceranno sempre i più ricchi e più inciucioni.  Che poi saranno ricattati come è evidentemente sotto ricattato il governo, oggi, nel suo ridicolo dibattersi come un pesce tirato a riva. Il sistema elettorale va riformato drasticamente, in maniera che tutti i candidati partano alla pari e che ad essere privilegiate siano le idee, non i bei faccioni simpatici.

Se fosse per me, io farei così. Sei mesi prima delle elezioni, i cittadini che lo desiderano presentano un proprio programma. I programmi vengono accorpati in base alla similarità dei loro punti, e vengono presentati in rete e in televisione. In rete si sceglie il programma migliore. Si scelgono cioè le “idee“, non le persone. A questo punto chiunque, sia chi ha scritto il programma sia chi ritiene di poterlo realizzare con profitto, si candida e si presenta, semplicemente aprendo un blog, in rete. Tra tutti i partecipanti, la rete vota ed esprime una rosa di candidati, i più convincenti, che si presenteranno alle elezioni ormai prossime. I candidati espressi faranno la campagna elettorale vera e propria. Avranno gli stessi spazi su tutti i media, gireranno le stesse piazze e gli stessi teatri. A spese pubbliche, perché scegliere chi ci governerà per i successivi cinque anni è un nostro interesse, un impegno prioritario che deve assumersi la collettività. Nessuno deve potersi avvantaggiare grazie alla sua disponibilità economica. A nessun proprietario di televisioni e di giornali può essere consentito di sfruttare la sua influenza per favorire se stesso. Tutti inizieranno a correre dagli stessi blocchi di partenza. La campagna elettorale non sarà incentrata sui programmi: quelli sono già stati scelti dai cittadini. Quello che bisognerà dimostrare sarà di essere in grado di realizzarli. Le retribuzioni, la pensione e le indennità dei politici potranno essere modificate di anno in anno, decise da un’apposita commissione rappresentativa dei cittadini e legate alla performance, ovvero al tasso di trasformazione del programma in attuazioni concrete. Allo stesso modo, il Parlamento può essere sciolto dal popolo, se il governo non presta fede alle attese. Esattamente: ho detto dal popolo, non dal Presidente della Repubblica.

Difficile? Non credo: la tecnologia per farlo esiste già ed è affidabile. Non tutti hanno la rete? Chi ne è sprovvisto può accedere all’internet point più vicino, così contribuiamo a sostenere l’emergere di nuove figure professionali. Oppure votano in comune. I dettagli sono insignificanti: il futuro è solo nelle nostre mani. Il problema è che abbiamo le mani sporche e, come i bambini, poca voglia di lavarle.


 p.s. voglio condividere con voi la frase di apertura del sito personale del deputato americano Sheila Jackson Lee: “Sono sinceramente grata di essere stata rieletta e di avere il grande onore di continuare a servire la gente del 18° distretto congressuale del Texas“.

Ecco: l’onore di continuare a servire la gente. E’ questo che dobbiamo metterci in testa quando pensiamo alla politica.

 

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76 risposte a Se fosse per me, io farei così…

  • 36
    Marcoxxx

     Sorry, ma io non confondo *niente*. Ho riletto l’articolo e ci ho riflettuto.

    Ed il punto e’ sempre li’: guardare la storia e non inventarsi ipotesi personali, che possono anche essere ispirate da giusti principi, ma se la storia (e *non delle ipotesi*) dimostra chiaramente che le ipotesi non possono funzionare, le ipotesi vanno abbandonate immediatamente.

     *La storia*, non io ne’ te ne una mia o tua ipotesi, dimostra chiaramente che il sistema delle corruttele *non e’ affatto* dovuto "alla ciurma", se con questa intendi "quelli che sono stati eletti". Il sistema delle corruttele c’e’ perche’ conviene a corruttori e corrotti, ovvero alla "ciurma totale", cioe’ ad eletti ed elettori. Se non ci fosse l’imprenditore che desidera mettere le mani sull’appalto senza sottostare alla normale concorrenza non ci sarebbe bisogno di corrompere nessuno. E questo, come ho scritto da altre parti, lo puoi verificare in grande e in piccolo. Non c’e’ nessuno che non pretenda il "monopolio" su quello che fa e guai a chi glielo tocca. Dal piccolo commerciante che se dai la licenza ad un negozio simile dall’altra parte della strada si infuria a tassista, che al momento in cui dovesse vedere liberalizzata la professione guarda cosa ti ha scatenato a Roma (quando era ancora sindaco Veltroni), al grande imprenditore che pretende, una volta messe le mani sulle frequenze televisive o sulle autostrade, di non avere nessuno che gli frantuma le balle. Ma potrei farti esempi ancora piu’ in piccolo: a Roma ogni tanto vengono organizzati piccoli tornei di scacchi (di quelli che durano un pomeriggio e che possono fruttare all’organizzatore al massimo qualche decina di Euro: si era arrivati al punto che se uno voleva organizzarne uno, doveva chiedere l’approvazione al gestore del calendario regionale per fare in modo che i vari tornei non andassero in concorrenza tra loro. E per quanto ne so e’ ancora cosi’). In altre parole: non inventarsi ipotesi strane (ovvero che il signor Rossi non potrebbe fare il parlamentare per 3000 Euro/mese), specialmente se, come sarebbe giusto, gli si mantenesse il lavoro (ma anche questa e’ un’ipotesi).

    Tra l’altro, come signor Rossi, io sarei perfetto: negli ultimi 3 mesi ho

    lavorato circa 15 giorni e per i prossimi mesi probabilmente lavorero’ non piu’ di 2 giorni/settimana. Sai che sforzo lasciare il mio lavoro per 3000 Euro/mese (PS: sono ingegnere informatico quindi, teoricamente, uno di quelli che dovrebbe avere meno difficolta’ a trovare lavoro, visti anche i 15 anni e passa di esperienza).

    Si deve *guardare la realta’*: la "ciurma" e’ corrotta perche’ chi l’ha votata voleva che li’ ci fossero dei corrotti. E voleva che questi avessero i mezzi per mettere in atto la corruzione (che non va solo a favore dei corrotti ma anche dei corruttori, che in questo paese, sono la stragrande maggioranza).

    Se non si parte dalla consapevolezza di essere in minoranza assoluta non si va da nessuna parte. Ergo la possibilita’ e’ una sola: togliere ai corrotti e ai corruttori i mezzi per mettere in atto la corruzione => meno parlamentari => meno corrotti => meno soldi => meno mezzi per mettere in atto la corruzione. In altre parole: la nave funziona malissimo e non e’ perche’ l’equipaggio non esegue gli ordini di chi comanda (ovvero chi si e’ scelto l’equipagggio). L’equipaggio esegue *esattamente* gli ordini di chi comanda, ovvero di chi li ha eletti. C’e’ solo da sperare che la frana coinvolga, dopo il "signor Rossi", anche l’elettore che si e’ scelto quell’equipaggio. E per quanto mi riguarda non appoggero nessuno che non abbia nel proprio programma la riduzione del numero dei parlamentari (dimezzarli non basta, bisogna ridurli al massimo a 150), la limitazione del numero dei mandati (secondo me non piu’ di uno) e la riduzione dello stipendio (massimo 3000 Euro/mese, che mi sembrano anche troppi). Concorderei invece con il mantenimento del lavoro per la dutate del mandato (sostituito da un altro temporaneamente per questo periodo).

    Anzi probabilmente non appoggero’ nessuno finche queste misure non saranno state prese (non solo presenti nel programma, come l’abolizione delle province, ma proprio messe in atto). E’ condizione fondamentale e irrinunciabile. Per il resto, il tuo ragionamento continua a non convincermi nemmeno un po’ E la teoria secondo cui "il signor Rossi" non avrebbe i mezzi di sostentamento per candidarsi e’ banalmente dimostrabile che e’ falsa: io ne sono un controesempio vivente, ma anche se io non esistessi gli impiegati che guadagnano meno della meta’ di 3000 Euro mesili con contratto da subordinato sono in numero pressoche’ infinito (ti posso presentare tutti gli ingegneri che vuoi che guadagnano meno di 1500 Euro con contratto da subordinato).

    No, piu’ ci penso e piu’ penso di non aver frainteso l’articolo: la nave funziona malissimo! E non a caso.

     Ciao, Marco

    • 36.1

      Ed il punto e’ sempre li’: guardare la storia e non inventarsi ipotesi personali, che possono anche essere ispirate da giusti principi, ma se la storia (e *non delle ipotesi*) dimostra chiaramente che le ipotesi non possono funzionare, le ipotesi vanno abbandonate immediatamente.

      Ehm… sì… ok… passiamo ai fatti però. :)

       *La storia*, non io ne’ te ne una mia o tua ipotesi, dimostra chiaramente

      Ah sì? Con quale teorema?

      che il sistema delle corruttele *non e’ affatto* dovuto “alla ciurma”, se con questa intendi “quelli che sono stati eletti”. Il sistema delle corruttele c’e’ perche’ conviene a corruttori e corrotti, ovvero alla “ciurma totale”, cioe’ ad eletti ed elettori. Se non ci fosse l’imprenditore che desidera mettere le mani sull’appalto senza sottostare alla normale concorrenza non ci sarebbe bisogno di corrompere nessuno

      Certo. Il punto che dovrebbe chiarirsi è che corrotti e corruttori hanno tanti soldi, e tanti ganci. Sono i soldi (rubati) e i ganci che consentono loro di diventare così potenti da fare campagne elettorali pervasive, comprarsi televisioni e occupare l’informazione pubblica.

      Come togli al sitema “corrotti e corruttori” questo potere immenso e imbattibile? (certo, la strada del cittadino è percorribile, ma è lunga e impervia e, non avendo spazio, non essendo ancora la rete una forza sufficiente a parlare all’opinione pubblica, è costretta ad essere marginale). Glielo togli escludendo i soldi (sì, proprio così, un po’ come in fondo vuoi fare tu) dal cortocircuito “candidato – informazione – elezione – candidato”.

      Come escludi i soldi da questo cortocircuito? Rendendoli inutili per legge. Ovvero studiando un meccanismo elettorale che inverta tutto quanto. I cittadini scelgono innanzitutto i programmi. Sulla base dei programmi si scelgono dei candidati, dopocichè sono i cittadini stessi (lo stato) che invita tutti i candidati (scelti dai cittadini stessi) a discutere di come intendono attuare il programma, invitandoli come ospiti alla televisione, nelle piazze, nei teatri tutti in egual misura e pagandone collettivamente il costo (vedila un po’ come quando un’associazione ti invita a parlare a un dibattito e ti paga le spese di viaggio). Le spese, rispeetto ai benefici (pareggio del bilancio, virtuosismo nella spesa pubblica, eliminazione della corruzione etc) sono infinitesimali: parliamo di qualche decina di milione di euro (ma forse anche poche centinaia di migliaia di euro, se ci pensi bene) contro miliardi di euro risparmiati dall’esercizio virtuoso dei tagli.

      Una volta scelto un programma e i candidati idonei (scelti tra tutti quanti, anche tra i signori Rossi, e non dai partiti), avrai un sistema che avrà selezionato i “corrotti” (i politici) in maniera tale che non abbiano alcun legame con i “corruttori”, perché “corrotti e corruttori” non avranno avuto nessun ruolo nell’elezione dei rappresentanti di governo. E, certo, nel tempo è possibile che i vari signori Rossi facciano amicizia con i corruttori, ma con il limite dei due mandati risolvi.

      Ora, questo è il punto fondamentale da comprendere. Il resto, se vuoi, non c’entra. Vogliamo dare due monetine al signor Rossi in luogo di 5/600€ al mese? Non sono d’accordo, ma se serve a non far impantanare la discutiamone, discutiamone.

      L’importante è avere afferrato il nocciolo.

      Perdonami se non leggo il resto, ma non ho materialmente il tempo di farlo.

«12

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