Il Cozza Day non esiste. Ecco come è stato cancellato dai media

Nel video, la rassegna stampa molto rassegnata di oggi pomeriggio, tra le 16 e le 17, quando il Cozza Day era iniziato già da un pezzo e sia piazza Navona che piazza Montecitorio erano strapiene.

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L’Ansa, Il Messaggero, Adnkronos, Il tempo, La Stampa, L’Avvenire, Il Corriere, Il Manifesto, L’Unità, Il Foglio, Il Giornale, Il Mattino, Il Post, Il Resto del Carlino, Il Riformista, Il Secolo XIX, Il Sole 24 ore, Italia Oggi, RaiNews24, Sky TG24, Libero, Linkiesta, TgCom, L’opinione: ecco l’elenco delle testate online che hanno distrattamente evitato di riportare anche una sola breve sul Cozza Day, tra le 16 e le 17, nonostante piazza Montecitorio e piazza Navona fossero già piene da molto tempo. In compenso si occupavano di tutto quello che potete controllare voi stessi, scaricando il pesante file con tutte le screenshot.

Alle 17, solo Il Fatto Quotidiano, Repubblica e TMNews (Apcom) riportavano correttamente di quanto stava accadendo. L’Unità menzionava solo una manifestazione dei Viola e degli Indignados, evitando di parlare di Beppe Grillo e del Movimento Cinque Stelle.

Tre su ventisette. Quando si dice l’informazione obiettiva ed equilibrata.

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24 risposte a Il Cozza Day non esiste. Ecco come è stato cancellato dai media

  • 2
    Anas E.

    Cosa si può aspettare da giornali, i cui loro Cda è formato da finanzieri, banche, assicurazioni…???

    Ecco a voi un’inchiesta :

    http://www.rivistapaginauno.it/Legami-stampa-industria-finanza.php

    “Tre gradi di separazione”
    di Giovanna Baer
    Chi possiede o controlla, seduto nei Consigli di amministrazione, i principali quotidiani italiani? Inchiesta sulla longa manus della banche e dell’industria nella carta stampata
    dove si forma la linea editoriale di una testata?
    Come suggerisce il termine, è espressione della visione dell’editore, e si forma nel luogo in cui questi (che è il proprietario del giornale) prende le sue decisioni strategiche. Nelle moderne società capitalistiche questo luogo è il Consiglio di amministrazione. Diamo quindi un’occhiata a chi siede nei Cda dei principali giornali italiani e valutiamo di quali tipi di interessi siano portatori, dal momento che sulla base degli interessi del Consiglio si forma la linea editoriale….”
    “…

    “…Partiamo dal più importante quotidiano a diffusione nazionale, il Corriere della Sera. Il suo editore è il gruppo RCS (Rizzoli Corriere della Sera), quotato in borsa. Il Corsera ha fama di essere il giornale super partes per definizione, quello che meglio rappresenta il tipo di linea editoriale tipico dell’informazione anglosassone (come si dice di solito, ‘all’americana’), per definizione indipendente da interessi particolari.
    Ma, analizzando il suo Cda, più che super partes dovremmo definirlo
    inter partes: in esso siedono infatti John Elkann, presidente di Fiat e di Exor (la holding finanziaria della famiglia Agnelli); Franzo Grande Stevens, avvocato storico di casa Agnelli, ex vicepresidente Fiat e attualmente presidente della Fondazione San Paolo; Carlo Pesenti, consigliere di Italcementi, Unicredit, Italmobiliare e Mediobanca; Berardino Libonati, consigliere di Telecom Italia e Pirelli; Jonella Ligresti, consigliere di Fondiaria, Italmobiliare e Mediobanca; Diego Della Valle, consigliere di Tod’s, Marcolin e Generali Assicurazioni; Renato Pagliaro, consigliere di Telecom Italia, Pirelli e Mediobanca; Giuseppe Lucchini delle omonime acciaierie; Paolo Merloni, CEO (Chief Executive Officer, ossia amministratore delegato) di Merloni Finanziaria, gruppo Indesit Company; Enrico Salza, consigliere di Intesa San Paolo; Raffaele Agrusti, consigliere di Assicurazioni Generali; Roberto Bertazzoni, consigliere di Mediobanca; e Claudio De Conto, di Pirelli Real Estate.

    Fra Corsera e Fiat, Pirelli, Telecom Italia, Mediobanca, Intesa, e tutte le altre aziende citate, ci sono zero gradi di separazione, cioè sono direttamente collegate fra loro. Grande finanza, banche, assicurazioni, automotive, telecomunicazioni, cementifici, acciaierie, pneumatici, immobili, moda, elettrodomestici: non c’è praticamente nessun settore del made in Italy che non possa dire la sua sui contenuti e sulla posizione del giornale. Viene da dire che in Italia essere indipendenti coincide col dipendere da tutti, nessuno escluso: la linea editoriale del Corrierone nazionale risentirà quindi delle esigenze e degli accordi reciproci fra le aziende che siedono in Consiglio: nessuna visione strategica a prescindere, e una pletora di manovre tattiche in risposta alle necessità del momento.

    Meno compromessa, ma solo all’apparenza, La Repubblica, che fa parte del Gruppo l’Espresso di Carlo De Benedetti. Nel Cda de L’Espresso troviamo Sergio Erede, amministratore di Luxottica; Luca Paravicini Crespi, consigliere della Piaggio dei Colaninno (dove siede accanto a Vito Varvaro, il quale a sua volta è anche nel Cda della Tod’s di Diego Della Valle) e figlio di Giulia Maria Crespi, ex direttore editoriale del Corriere ed ex presidente del Fai; e Mario Greco, consigliere di Indesit Company (dove siede anche Emma Marcegaglia) e della Saras di Massimo Moratti (già rappresentato nel Cda del Corriere attraverso i consiglieri del gruppo Pirelli).
    Massimo Moratti rappresenta inoltre il trait d’union fra il Gruppo L’Espresso e la famiglia Berlusconi, poiché siede, oltre che nel Cda della Saras, anche in quello della Pirelli, accanto a Carlo Secchi, ex rettore della Bocconi e amministratore Mediaset.

    La famiglia Berlusconi controlla direttamente Il Giornale, edito dal gruppo Mondadori, mentre la famiglia Agnelli è proprietaria del quotidiano La Stampa di Torino.
    Il Messaggero di Roma, il Mattino di Napoli, il Gazzettino di Venezia e il Nuovo Quotidiano di Puglia sono editi dalla Caltagirone Editore, di proprietà della famiglia Caltagirone (grandi opere, cementifici, immobili): fra gli altri, siedono nel Cda di Caltagirone Editore, Azzurra Caltagirone, moglie di Pier Ferdinando Casini, e Francesco Gaetano Caltagirone, consigliere di Monte dei Paschi e di Generali Assicurazioni.
    Il Resto del Carlino di Bologna, la Nazione di Firenze e Il Giorno di Milano sono invece posseduti dalla Poligrafici Editoriale, collegata con due gradi di separazione a Telecom Italia, Generali Assicurazioni e Gemina (attraverso Massimo Paniccia e Aldo Minucci); e con tre gradi di separazione (attraverso Roberto Tunioli, Sergio Marchese e Giuseppe Lazzaroni), alla Premafin della famiglia Ligresti.
    Infine una notazione quasi umoristica. Libero, l’aggressiva testata di destra e Il Riformista, quotidiano timidamente di sinistra, hanno lo stesso editore (e quindi zero gradi di separazione!): Giampaolo Angelucci, proprietario di un impero fatto di cliniche e strutture sanitarie (fra cui l’ospedale S. Raffaele di Roma), e messo agli arresti domiciliari il 9 febbraio dello scorso anno per falso e truffa ai danni delle Asl.

    La situazione non migliora, anzi se possibile peggiora, quando si analizzano i quotidiani finanziari. Il Sole 24 Ore, come è noto, è appannaggio dell’universo Confindustria, quindi diretta espressione dei desiderata dei principali gruppi industriali del Paese. Nel suo Cda siedono, fra gli altri, Giancarlo Cerutti, consigliere di amministrazione di Saras; Luigi Abete, presidente di Bnl (gruppo Paribas), fratello di Giancarlo Abete (presidente della Figc) e consigliere anche della Tod’s di Diego Della Valle; e Antonio Favrin, collega di Cda, in Safilo Group, di Ennio Doris, che siede in Mediolanum della famiglia Berlusconi e in Mediobanca.
    A proposito dei legami fra industria, editoria e sport, è interessante notare come quattro delle principali squadre di calcio italiane appartengono a gruppi industriali che possiedono, o amministrano più o meno direttamente, almeno un quotidiano generalista: la Juventus degli Agnelli (che influenzano la Stampa e il Corriere), il Milan di Berlusconi (Il Giornale), la Fiorentina dei fratelli Della Valle (il Corriere), e infine l’Inter di Massimo Moratti (il Corriere e La Repubblica).

    Milano Finanza e Italia Oggi, quotidiani economici molto conosciuti fra gli addetti ai lavori, sono invece editi dalla Class dei fratelli Panerai, e nel Cda del gruppo “leader nell’informazione finanziaria, nel lifestyle e nei luxury good products” (come si autodefinisce), siedono Maurizio Carfagna, consigliere di Mediolanum, e Victor Uckmar, il più celebre fiscalista italiano, i cui servigi sono stati richiesti in passato da ogni possibile gruppo industriale, e che oggi è amministratore della Tiscali di Renato Soru.
    Non sorprende quindi che gli analisti finanziari italiani lamentino l’impossibilità di rintracciare informazioni equilibrate sulla base delle quali valutare i bilanci delle società, o che scandali come quello della Cirio o della Parmalat siano stati tenuti nascosti finché non è stato ‘troppo tardi’ perché i piccoli investitori (ma non le grandi banche!) potessero rendersi conto della reale situazione.
    E qui è necessario notare un dettaglio sconcertante. Tiscali è l’editore de L’Unità – il quotidiano del principale partito ‘di sinistra’ del Paese, il Pd – che risulta pertanto a un solo grado di separazione da Milano Finanza e Capital (attraverso Uckmar); e a due gradi di separazione (lo stesso Uckmar e Carfagna), dalla Mediolanum di Berlusconi.

    Esiste poi un Consiglio di amministrazione dove tutti i gruppi industriali e bancari citati, a eccezione della famiglia De Benedetti, si incontrano, ed è quello di Mediobanca, ai tempi di Enrico Cuccia – suo fondatore – il ‘salotto buono’ della grande finanza, quella che dirigeva i destini dell’economia italiana sulla base di un preciso progetto strategico (più o meno condivisibile, per carità, ma almeno un progetto c’era), e ora trasformato in enclave di ogni possibile mediazione.
    Nessuno stupore che l’economia italiana navighi, per la verità a ritmi piuttosto bassi, alla deriva, priva com’è di un timoniere (una volta questo era il ruolo dei politici), in grado di darle una rotta qualsiasi
    ….”

  • 1

    Alberto Abis ha scritto :
    Ma non ci sono state tutto il giorno, quando cioè servivano per far arrivare più gente. Come al solito hanno ignorato tutto, per poi arrendersi all’evidenza. Tra le 16 e le 17, come riporta correttamente l’articolo, il Cozza Day era in pieno svolgimento da parecchio, con le piazze piene. Non ti sembra strano che nessuna testata online, di solito così celeri nel dare gli aggiornamenti, lo riportasse?

    Mi sembra più strano che non lo abbiano riportato prima, giorni addietro.

    Quando l’evento sta accadendo, ben pochi fra gli informati all’ultimo moneto potrebbero recarsi sul posto; e chi può, lo vede dalla finestra.

    CMQ, che all’evento sia dato grande risalto, almeno postumo, ed una copertura tutto sommato corretta, è assai meglio del silenzio usuale.

  • 0
    utopialuca

    ecco perchè  il movimento 5 stelle ha solo il 6%…..

  • -1
    ciccio99

    Il Secolo XIX non e’ il giornale di FINI!!! E’ il giornale cittadino di Genova. Ti devi essere confuso con Il secolo d’Italia… Cia’, Ciccio.

  • -2
    zaccaria86

    io c’ero, eravamo tantissimi da tutta italia ma mi aspettavo più gente onestamente..ma si vede che questo paese non ha voglia di far sentire la propria indignazione! Le mancate notizie?! niente di nuovo ovviamente.

  • -3

    A mio parere forse bisognerebbe informare mezzo mail, tutti i giornali, che eroneamente per distrazione si sono dimenticati di pubblicare un piccolo erticolo sull’evento. tutti coloro che lo ritengono necessario mandino una mail ai giornali, magari meglio se la mail è certificata. Forse il prossimo articolo sarà ” migliaia di lettori hanno saturato le caselle di posta mail dei più noti giornali, segnalando la mancata attenzione sull’evento “Cozza Day” .

  • -4
    Eleonora

    Mi sembra evidente la necessità di acquisire, da parte dei liberi cittadini, almeno una rete televisiva a copertura nazionale, libera dal controllo di lobbies o partiti: non è più possibile sentire continuamente di episodi di esclusiva competenza del manicomio, come Erba e Melania Rea (diventati personaggi così familiari come la Carrà o Baudo !!) e niente su quello che fanno milioni di concittadini, volontariamente, consapevolmente e con notevole sforzo e impiego di tempo per cercare di cambiare in meglio la vita di tutti !!! Purtroppo, con l’ostracismo di governo vs la diffusione della rete, e l’elevata età media della popolazione Italiana, non si può aspettare che internet raggiunga tutti.

  • -5
    sbadituf

    che i media per uan volta abbiano ignorato chi cavalca il malcontento a proprio usufrutto non mi dispiace nemmeno un po’, sopratutto quando il suddetto nello specifico è ancora in debito di uno straccio di spiegazione sulla questione del microscopio di Montanari e Gatti (http://www.youtube.com/watch?v=-A2eKVD6g7M)

  • -6
    Giamporsi

    Pure alle 19 non c’era nulla.. c’è un video molto simile a quello di Claudio che riporta i siti qualche ora dopo… tra le 19.00 e le 19.15… niente… solo Repubblica e Il Fatto….

    http://www.youtube.com/watch?v=gctlCgcslV4&feature=feedu

    non possono darne notizia così tardi… non esiste!!!

  • -7
    fabmcmull

    è PERFETTAMENTE NORMALE! Grillo ha sempre sostenuto (anche ieri) di non aver bisogno dei mezzi d’informazione perchè, a suo dire, “tanto c’è la rete”…

    chiama i giornalisti “medium”, li offende puntualmente e credo che questo, alla fine, fosse l’inevitabile risultato!

    A mio modo di vedere ha sbagliato tattica totalmente!

    Avrebbe dovuto aspettare un po’ prima di parlare di finanziamenti illeciti all’editoria. Con qual coraggio i giornalisti potrebbero mettere in evidenza notizie di un uomo che se potesse li metterebbe in cassa integrazione in 24ore? Se l’è presa persino con Santoro che, porcamiseriaporca! si che gli dava tantissima visibilità. Provate a smentirmi su questo!

    Credo proprio che se Grillo non avesse sbagliato in questo senso, a quest’ora il Movimento sarebbe molto più espanso di quel che è attualmente. E questo mi dispiace parecchio…

    • -7.1

      Se pensi che quelli da te citati possano essere motivi validi perché l’informazione abdichi al suo ruolo di equidistanza e dovere di cronaca, hai forse un’inclinazione a interpretare la realtà dei fatti, ma una scarsissima considerazione di ciò che si intende per libertà di stampa e giornalismo.

  • -8
    silmarillion
    • -8.1
      Alberto Giuffrida

      Ma cosa dimostra, scusa? Qui si sta parlando delle testate online e delle agenzie stampa nel prima e nel durante la manifestazione (il video indica chiaramente tra le 16 e le 17), ovvero nel tempo utile per chiamare gente in piazza. La notizia che hai indicato è delle 19 passate. Dunque?

  • -9

    Dimenticavo: Sono contento che la censura contro di noi, semplici cittadini apolitici che non sì riconoscono in ridicole e subdole divisioni create per ottenere il controllo delle nostre vite, come destra e sinistra, continui imperterrita… Ci guadagnamo solo: questo weekend migliaia e migliaia di persone ci hanno visto e appreso le nostre ragioni, condividendole… Credete che tornare a casa e scoprire che la loro bella esperienza con noi non é mai esistita x gli organi ufficiali, non riesca a insinuare ben più di un tarlo?Che continuino così… ;-) tanto noi nn molliamo

  • -10

    @Claudio,personalmènte ho visto Un servizio al TG3,Un servizio sul TGdue e Un servizio alla 7.Certo pochi mnuti,ma qualcosa è passato

  • -11

    Un consiglio@Claudio.

    Hai allargato troppo il template del sito.

    Rimetti i widget del wikio e la Twitter conversation di lato,magari sotto a l’archivio e il tag cloud.

    Pensa anche a chi ti legge mobile o da tablet 

  • -12

    Ti volevo avvisare che l’ANSA ha messo TRE notizie nella sezione “In Primo Piano” (alto-sinistra sulla home page) sul cozza day. Praticamente, a parte l’occhiello, tutta la sezione principale dell’ANSA è dedicata a Grillo. Solo, ci hanno messo un po’, ma la copertura è assai completa, e molto evidente.

    Anche ADNKronos l’ha messa “in primo piano” con tanto di foto sulla destra, fra le notizie più importanti.

    Rai news 24 l’ha messo su, anche se con poco risalto, ma ora è nella top 5 delle notizie più votate dai lettori.

    Ti sei scordato TG la7: la notizia è in alto a destra (di fianco alla notizia più importante di fianco a sinistra, e qundi ben visibile). Inotlre, TG-la7 delle 20 lo ha anche messo nei titoli di apertura.

    Insomma, qualcuno che riesce a non censurare ce lo abbiamo — magari, sono i tempi di reazione che andrebbero migliorati.

     

    • -12.1
      Alberto Abis

      Ma non ci sono state tutto il giorno, quando cioè servivano per far arrivare più gente. Come al solito hanno ignorato tutto, per poi arrendersi all’evidenza. Tra le 16 e le 17, come riporta correttamente l’articolo, il Cozza Day era in pieno svolgimento da parecchio, con le piazze piene. Non ti sembra strano che nessuna testata online, di solito così celeri nel dare gli aggiornamenti, lo riportasse?

    • -12.2
      Dimitripi

      Sì è vero che ne parla l’ANSA “L’attore nel pomeriggio a Roma ha animato una manifestazione di CENTINAIA di simpatizzanti” e poi più in basso aggiunge “Poi, al ritorno da Montecitorio, ha parlato di nuovo alla folla. Stavolta non solo di ‘fans’, ma anche di turisti divertiti.”

      Praticamente il movimento a 5 stelle non esiste…che informazione di m**da!!

  • -13
    midica

    faranno la stessa cosa per la manifestazione a Milano il 17 di questo mese

  • -14

    “Le scorie non sono un problema per la salute. Io potrei dormire in camera con le scorie nucleari, non esce neanche una minima quantità di radiazioni”.

    Umberto Veronesi.

  • -15

    Il fatto grave è che un’azione così mirata, persistente e condivisa di Grillo e di coloro che lo seguono da molto tempo con convinzione e grandi speranze non riesca in questo Paese a smuovere neppure un sassolino. Che cosa deve fare un popolo per farsi ascoltare? Le provocazioni sono costanti, le risposte nulle.

  • -16

    La prima regola é: nn sì parla del m5s.La seconda regola: nn sì parla del m5s.In questo momento sono in treno: rientro ora dal cozzaday.2 giorni fantastici: un fiume di gente in giro x la città ieri mattina a fare flashmob, con polizia e digos esterrefatti dalla diligenza e spirito di collaborazione pacifica, seguito nel pomeriggio dalla sfilata davanti a montecitorio di tutti noi, cozza muniti (l ormai famoso mitile noto). Ma non era ancora finita: armati di tende e sacchi a pelo abbiamo occupato piazza navona. Dormire in quel luogo storico, sotto la luna piena, lottando per il diritto di ogni cittadino a veder discussa una proposta di legge firmata da sé e altre 350.000 persone, non ha prezzo.E’ tempo di smetterla di lamentarsi e di muovere il c**o x difendere il proprio diritto a una esistenza degna e consapevole

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