ARAGOSTA HORROR

Atto I

L’uomo si sbarba, si profuma, si veste elegante ma casual e indossa un orologio di acciaio, per dare l’impressione di essere un uomo di polso. La donna si cotona i capelli. Poi, con la perizia di un restauratore, distribuisce rimmel, fard e rossetto sul suo viso un po’ pallido, per completare l’idea che madre natura aveva di lei. Per finire si ricopre di un vestitino seducente e di ormoni animali che la rendono olfattivamente desiderabile. E attende l’uomo.

 Insieme, raggiungono un ristorante, siedono al tavolo, scelgono una spremuta di uva fermentata, per facilitare il processo di seduzione, e poi ordinano. Spaghetti all’astice per due. E magari un’aragosta per secondo, perché no? Una conquista val bene mezzo stipendio.

 

Atto II

L’animale cammina, sul fondo del mare. Ha molte zampe e ama muoversi: ogni giorno riesce a coprire un’area che va dai 2 ai 10 kmq. Ha molti parenti che, a seconda dei fondali su cui vivono, si sono adattati a temperature diverse. Non essendo omeotermici, devono affidare la propria temperatura corporea a quella dell’ambiente circostante. Se venissero improvvisamente trasferiti, morirebbero.

Ha fame, non mangia da quasi due settimane, il periodo massimo che può restare digiuno. Sta cercando qualcosa da mettere sotto alle chele. All’improvviso resta impigliato. Cerca disperatamente di liberarsi ma non ci riesce. Poi accade tutto in un lampo: viene tirato su da una forza aliena e finisce in una gabbia, insieme a decine di altri suoi simili.

Atto III

Il pescatore tira su la rete. Oggi ha fatto buona pesca e darà da mangiare alla sua famiglia. Ammucchia un po’ maldestramente i decapodi in una cassa e li spedisce alle pescherie e ai ristoranti, dove spesso vengono appoggiati su un letto di ghiaccio, vivi, nell’attesa che l’uomo e la donna li scelgano per aumentare il piacere della seduzione reciproca. Il ghiaccio congela gli arti e l’estremità inferiore del crostaceo, causando uno shock termico e danneggiando irrimediabilmente l’epatopancreas, un tessuto digestivo.

Gli astici più fortunati subiscono la legatura delle chele. Se sono in periodo di mutazione dell’esoscheletro, che risulta quindi più morbido, i legacci comprimono i loro tessuti interni, per un tempo indefinito. Con le chele legate non possono nutrirsi, e del resto vengono lasciati anche settimane in una vasca, a stretto contatto con altri decapodi, senza essere alimentati. Tanto, si vocifera, possono restare anche due settimane senza mangiare. Il colore dei legacci e il contatto ravvicinato tra gli esemplari stimolano reazioni aggressive che, insieme agli spazi di movimento ridotti, causano una condizione di grande stress, considerato che un’aragosta copre quotidianamente numerosi chilometri sulle sue zampete. La luce diretta, per una creatura che vive in ambienti poco illuminati, è fonte di grande malessere.

Atto IV

Il cameriere si allontana mentre l’uomo sfiora il dorso della mano di lei, con un sorriso malizioso e lo sguardo spermatico. Il cuoco prende in carico l’ordine, riempie una pentola d’acqua e accende la fiamma, attende la temperatura di ebollizione, tira su un astice e si avvicina ai fuochi.

E’ consuetudine culinaria bollire un astice vivo. Altrimenti il palato umano ne soffre. In ogni caso è la natura, si dice. Come se in natura esistessero creature che vengono bollite vive. Si dice anche che non soffrano, che non siano animali evoluti e non abbiano un sistema nervoso adatto. Ma allora perché urlano disperatamente, bucandoti i timpani, mentre li butti nell’acqua bollente?

Atto V

Il decapode non comprende cosa gli stia accadendo. Gli hanno legato le mani, ma hanno stretto troppo forte. Vorrebbe liberarsi da tutti quei corpi ammassati sopra il suo, si sente soffocare. Il senso di impotenza che lo attanaglia è troppo opprimente. Improvvisamente si sente male. Sente gli arti inferiori bruciare, bruciano dal freddo, e lo stomaco rivoltarsi. Non ha la forza di muoversi. Vorrebbe essere morto.

Qualche ora dopo finisce in una piccola vasca piena d’acqua. La temperatura non è quella giusta: ha ancora freddo, perché la sua specie proviene da mari più caldi e non è adatta a sopportare quelle temperature. Ha fame, è a digiuno da troppo tempo ormai. Nessuno gli dà da mangiare. Dietro a un muro trasparente, strani occhi giganti lo osservano, ridono. Un suo simile nelle stesse condizioni si è liberato dai legacci e ha già strappato l’antenna ad un suo compare. Sente nel corpo una tensione infinita: vorrebbe camminare, muoversi, cercare del cibo, isolarsi da quell’inferno, ma istintivamente sa che il vero inferno deve ancora arrivare.

Una mano, simile a quella che l’aveva liberato dalla rete in cui era rimasto impigliato, lo solleva dalla vasca e lo avvicina a un altro recipiente pieno d’acqua. Dentro, enormi bolle ne sconvolgono la superficie. Un denso vapore si solleva dal contenitore. Il suo ventre inizia a scottare già nel momento in cui viene sospeso sopra alla bocca del vulcano, mentre un’altra mano gli ripiega le antenne all’indietro fino quasi a spezzarle.

Un moto di orrore e di disperazione gli attraversa le membra nel momento in cui comprende che sta per essere gettato nell’inferno. A quel punto urla. E sono urla che non avrebbe mai immaginato di riuscire ad emettere. Subito dopo, inizia a bruciare, chiuso dentro una corazza che diventa la sua prigione. E maledice di essere stato vivo.

Epilogo

L’uomo sorride quando il cameriere arriva con un piatto di linguine fumanti. La donna si lecca le labbra e adagia il tovagliolo sulle gambe, riponendo il suo iPhone nella borsetta, prima di iniziare a sgranocchiare quella strana creatura rosso arancione. Forse non è poi neppure così buona, ma che importanza ha: è così maledettamente sexy. Certo, se le cucine non fossero state così lontane, forse quello che ora ha nel piatto lo avrebbe sentito urlare, e allora chissà…


 

Le aragoste, gli astici e i granchi provano dolore. Lo dimostrano numerosi studi scientifici, prima ancora che il buon senso.

« I cefalopodi hanno un sistema nervoso e un cervello relativamente complesso, simile a quello dei vertebrati, sufficiente come struttura e funzionamento perché essi possano provare dolore » (EFSA – Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare – 2005).

Robert Elwood e i suoi collaboratori della Queen’s University di Belfast, nello studio “Lobster pain may prick diners’ consciences” dimostrano la possibilità di sofferenza degli artropodi. Hanno tamponato con acido acetico, un irritante, una delle due antenne di 144 gamberi, i quali hanno poi toccato e sfregato la parte interessata per oltre 5 minuti, una reazione molto simile a quella manifestata dai mammiferi esposti a stimoli dolorosi. I granchi sentono il dolore: sottoposti ad una carica elettrica abbandonano il loro guscio alla ricerca di un guscio nuovo, e lo ispezionano per un tempo più breve rispetto alla media prima di entrarvi. Ricordano l’esperienza dolorosa, e appena possono la evitano.

Lo studio “Nociception or pain in a decapod crustacean“, di Barr, sostiene:

« Gli stimoli nocivi provocavano come immediata risposta un colpo di coda, seguito da due attività prolungate, la strigliata dell’antenna e il suo sfregamento sulle pareti della vasca, entrambi diretti specificatamente all’antenna colpita. Una stimolazione meccanica mediante pizzicamento dava luogo nello stesso modo ad un prolungato sfregamento […]. Questi risultati indicano una consapevolezza della localizzazione dello stimolo nocivo, e le prolungate risposte complesse indicano un coinvolgimento centrale nell’organizzazione delle stesse. L’inibizione legata ad un anestetico locale è simile a quella osservata nei vertebrati ed è coerente con l’idea che questi crostacei possano provare dolore »

Nello studio “Risposte allo stress fisiologico nel granchio commestibile, Cancer pagurus, alla pratica di pesca dell’asportazione delle chele“, per misurare gli effetti della pratica tipica della pesca commerciale di asportazione delle chele da vivi, i ricercatori hanno misurato i livelli di glucosio emolinfatico e di acido lattico, insieme al livello muscolare di glicogeno e alla liberazione dello stesso, in tre esperimenti a cui veniva asportata al granchio una sola chela. Nel primo, il granchio ha evidenziato segnali di stress fisiologico nel momento dell’asportazione rispetto a quando veniva solo preso in mano, e questo nel breve arco di 1-10 minuti. Nel secondo esperimento, l’asportazione della chela alla presenza di altri granchi faceva sì che i segnali di stress perdurassero nel corso di un più lungo periodo di osservazione, che durava fino 24 h. Nel terzo esperimento si evidenziava che l’asportazione della chela causava più stress di una “autotomia indotta” della stessa. E ancora, la prima pratica procurava ferite più estese all’organismo dell’animale e un indice di mortalità significativamente più alto.

Spees e collaboratori, nello studio “Acclimatazione termica e stress nell’Aragosta americana, Homarus americanus“, hanno espressamente rilevato le conseguenze dello shock termico in un gruppo di aragoste dell’oceano pacifico traendone le conclusioni che le aragoste reagivano allo shock e che “l’epatopancreas, un tessuto digestivo, subiva un danno irreversibile rispetto alle proteine dei muscoli addominali, un tessuto che possiede una superiore stabilità nel corso degli intervalli termici testati“.

Complessivamente le ricerche oggi disponibili dimostrano pertanto la presenza di esistenza ed organizzazione di un apparato nervoso e, ugualmente, la capacità di recepire gli stimoli negativi, di organizzarli e di ricordarli, cioè di avere quelle funzioni che solitamente sono riassunte nel concetto della percezione del dolore, negli individui appartenenti al philum e alla classe a cui appartengono le aragoste.

Se non possiamo fare a meno di pescare e mangiare astici e aragoste, perlomeno pretendiamo e accertiamoci che vengano rispettate tutte le cautele indicate nel documento “Sofferenza di aragoste ed astici vivi con chele legate e su letto di ghiaccio durante la fase di commercializzazione“, pubblicate dal Centro di referenza nazionale per il benessere degli animali il 29 luglio 2007.

Pretendiamo che sia personale qualificato a trattare questi animali, consapevole delle loro sofferenze.

Pretendiamo che non siano deposti su un letto di ghiaccio, ma trasportati e stoccati in una vasca nella quale siano presenti e funzionanti tutte le apparecchiature di controllo della temperatura, dell’umidità e della salinità dell’acqua.

Pretendiamo che aragoste ed astici non vengono uccisi gettandoli vivi in una pentola di acqua bollente, ma viceversa con un metodo che è unanimemente riconosciuto come il più indolore possibile ed immediato: l’introduzione secca di una lama di coltello tra gli occhi su animali anestetizzati mediante freddo, o meglio ancora il metodo della scarica elettrica, possibile grazie a strumenti comuni reperibili sui mercati.

Pretendiamo che il ristoratore dove andiamo a mangiare assuma solo personale formato e facilitiamo la diffusione di brochure e volantini perché anche a casa vengano adottate pratiche di cucina meno crudeli.

O meglio ancora: piantatela di deportare milioni di creature innocenti, non essenziali per la nutrizione, e di infliggere loro una morte atroce, che non ha eguali in natura, solo per soddisfare le nostre inessenziali voluttà.

E già che ci siete, piantatela anche di condurre esperimenti crudeli come l’asportazione delle chele, solo per dimostrare che un animale è in grado di provare il dolore. Credevo che dai tempi dei faraoni e delle perforazioni del cervello con trapani a mano ci separassero interi libri di storia.

La leggerezza e il disprezzo buffonesco con le quali si infliggono morti atroci

Per approfondire:


 Guarda anche:


 

Video tratto dall’articolo: Inferno animale

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54 risposte a ARAGOSTA HORROR

  • 3
    smart_alex

    Claudio, grazie per questo articolo, ti voglio rendere partecipe di una cosa che mi è successa quando ero un cuoco e non sapevo che le aragoste venissero bollite vive. Presi l’aragosta da uno scatolone pieno di ghiaccio pensando ingenuamente che fosse morta e, appena la avvicinai al vapore incominciò a muoversi come una pazza… a quel punto chiesi ad un cuoco con più esperienza di me se per caso avessi dovuto ammazzarla con le mie mani prima… lui mi rise in faccia e mi spiegò la triste realtà. A quel punto disgustato da quello che avrei dovuto fare, gli dissi: “io non lo faccio, se vuoi mi dai da fare quello che stai facendo tu e io ti do il mio compito”. mi ricordo di aver pensato a tutte le volte che ho mangiato l’aragosta e a quanto fosse buona, ma ho promesso a me stesso che non avrei mai più mangiato qualsiasi essere vivente che deve essere cucinato vivo. Sono passati quasi 11 anni da allora, ho smesso di fare il cuoco, di mangiare aragoste, carne, uova e piano piano anche il pesce da quasi 6 anni e mezzo, senza rinunciare al gusto e al piacere del palato, ovvero imparando a cucinare meglio le verdure con l’aiuto delle spezie…. il tutto condito dalle prese per il c**o dei carnivori, ma che ci vuoi fare, a me fanno tristezza loro :-)

    Ciao,

    Alessandro Crepaldi

    • 3.1
      smart_alex

      Ma guarda di siti non ne ho da darti, penso che se ricerchi su google “ricette vegetariane” ne dovresti trovare. io mi affido all’olfatto, cioè cucina le verdure, quando incominciano a emanare un po’ del loro odore, accosta il barattolino di spezie e dai una bella sniffata, se gli odori combaciano, fidati, anche i sapori combaceranno… poi non so io amo il mix creola, sarebbe pepe nero, bianco, rosso e verde insieme, ho preso l’abitudine di sostituirlo al sale e devo dire che aiuta molto il sapore e sta bene su tutto… per il resto posso indicarti la pasta fredda con il pomodoro, mozzarella e basilico a crudo…. una cosa che mi piace particolarmente è fare il risotto, lo puoi fare con qualsiasi verdura e se avanza, usalo per riempire uno o più pomodori/peperoni e poi cuocilo in forno a 180° per una mezz’ora/45 min… se sei goloso prima di riempirli ci puoi mischiare un po’ di formaggi a tua scelta. un’altra verdura che ho riscoperto è la zucca nel risotto è una cosa favolosa ma puoi usarla anche per preparare una salsa per la pasta, a me piace per esempio stracuocerla in acqua con un po’ di noce moscata e poco sale, quando incomincia a disfarsi dagli una passata insieme all’acqua di cottura con il frullatore a immersione e se sei goloso aggiungi anche un po’ di panna! nota che questa è una procedura che puoi usare con tutte le verdure, ricordati solo di non usare troppa acqua altrimenti non viene una salsa ma una brodaglia :-)

    • 3.2
      confrey

      ciao, anche io,per motivi personali che non sto qui a spiegare,mi sono ‘disabituato’ a mangiare carne e pesce,da diversi mesi,mi sono accorto che sto bene ugualmente, e ora, le poche volte che mi capita di dover mangiare carne o pesce, non riesco a fare a meno di pensare che sto mangiando qualcosa che prima aveva comunque una propria vita, e la cosa mi risulta difficile e anche un po’ disgustosa,insomma, non voglio piu alimentarmi mangiando pezzi di cadaveri vari,quindi, hai un sito dove potresti consigliare qualche ricetta per variare e arricchire un po’ una cucina priva di ex-creature viventi?

       

      ciao

  • 2
    Roz

    Claudio,

     ammazza l’aragosta ed il gioco e’ fatto.

     Per me ognuno e’ libero di mangiare quello che gli pare E COM GLI PARE, ed e’ una ipocrisia a mio parere ammazzarlo prima o dopo, quindi… .

     

    Giusto due righe sulla mia alimentazione –
    Io ho provato a levare gradualmente CIBO animale dalla mia dieta, risultato?
    Ho ANCORA problemi dopo QUESTA prova.

    Esistono persone che possono ed altre che non possono.

     

    • 2.1

      Puoi scegliere di mangiare ciò che vuoi, indubbiamente, ma non sono assolutamente d’accordo che sia indifferente il modo in cui gli animali vengono trattati e vengono uccisi. Tu preferiresti morire di una morte lenta, in un’atroce agonia, o con un colpo secco, dopo avere vissuto al meglio delle tue possibilità? Perché non riconosci agli animali gli stessi diritti?

    • 2.2
      roz

      Io infatti i diritti non li nego a nessuno cerchiamo di capirci bene ANZI che ben venga a me fa solo piacere… ma a mio parere e sempre e solo mio parere SEMBRA UNA IPOCRISIA, poi siete liberi di replicare, ad ognuno la parola.

      All’altro amico… non mi sembra bello parlare dei miei problemi in un blog POTREI influenzare la massa… tu cpairai.. pero’ se vuoi te lo dico in privato.

      ( NON sei un animale erbivoro… per fortuna ed e’ dimostrato SCIENTIFICAMENTE e per sfamare una intera popolazione non basterebbero tutto quello che produciamo. ,

      l’altra risposta che vi do e’ per i

       Credenti e NON (in stile barzettellistico):

        Credete in un paradiso ? Quindi se uccidete non andate in paradiso?!

        mi sbaglio o Gesu’ moltiplico’ i pesci..per sfamare la gente…

       Ma gesu’ per fortuna che l’abbiamo crocifisso?  Ma l’anima di gesu’ ha il vip pass?

      Ma la crudelta’ parziale non e’ una ipocrisia? Io mi sento male ad uccidere e sto male quasi sempre per questa brutta scelta… ma sembra che l’evoluzione abbia messo il buon senso nelle nostre testoline e speriamo che cambi anche il nostro stomaco..intestino in modo da andare a pile un giorno..o l’energia dell’universo. Io mi lascio con un perche’ e senza certezza visto che voi ne avete tante.  )

      In tutto questo io almeno ALTERNO con ceci e tante altre cose… c’e’ gente che purtroppo non considerera’ mai la sensibilita’.

    • 2.3
      Telin

      Ros,

       

      è evidente che quando parli di Libertà nel mangiare “ciò che ci pare” esprimi la tua valenza morale che ritiene gli animali non soggetti morali ma banali oggetti di mercificazione (“ciò” è sempre riferito agli oggetti, mi pare, giusto?). Meno male che l’evoluzione teorica e morale non è così ferma come questi commenti farebbero credere o staremmo proprio freschi.

      Sulla tua alimentazione: io non so che diavolo di traumi ti sei provocato mangiando cosa, ma la barzelletta che senza non meglio identificati cibi animali si subiscono chissà quali danni è “da quel dì” che non la crede più nessuno eh…

    • 2.4
      roz

      ho dimenticato di dire… vediti come un dinosauro! avresti fatto la stessa cosa… stai sempre uccidendo! Io l’intelligenza non la vedo… per me e’ solo un atto di offuscamento dei pensieri propri ed altrui.

  • 1
    midica

    Prima di tutto ti ringrazio Claudio per il bel servizio e per averlo fatto. Sono felice di essere vegetariano, ma non solo per i motivi che giustamente evidenzi, io se permetti, vorrei aggiungerne degli altri.

     

    Indipendentemente dal fatto che gli animali provino o meno dolore volevo far presente a chi non lo sapesse della grande bufala sull’uomo come creatura onnivora.

    Noi NON siamo “onnivori”, NON siamo carnivori, neanche “erbivori” bensì creature della cui razza fanno parte i FRUGIVORI o fruttivori e cioè di animali che si cibano dei frutti della terra.

    Per info rivolgersi a zio google su “fruttivori, comparazioni anatomiche” oppure informatevi sulle comparazioni enzimatiche, anzi ultimamente è stato dimostrato un enzima nei carnivori la cui capacità è quella di scaricare il colesterolo in eccesso. Nell’uomo non c’è. Cominciano a venirvi dei dubbi? Cominciate a ragionare? Malattie… dai dai su sveglia!!!!

    E poi provate ad immaginare a quante tonnellate di fieno e non solo ci vogliono per sfamare una mucca, con lo stesso quantitativo sapete quante persone mangerebbero???? Vi ho dato delle dritte, per chi ignorasse certe tematiche, ora sta a voi Signori.

     

    Per concludere; a chi fosse interessato provi a rileggersi il passo della Genesi al capitolo 1 verso 29 credo.

    Ciao belli e buona salute a tutti.

  • 0
    Telin

    dancube ha scritto :
    Basta…… volevo leggere qualcosa sugli animali e cosa possa essere per loro l’esistenza e di nuovo ecco a parlare di esseri umani, gli homo sapiens sapiens. Homo egoisti egosti, capaci di pensare solo a se stessi, alle prorpie vite, relazioni, tragedie e quant’altro. Siamo così importanti che veniamo prima di tutto…. a no prima c’è Dio di cui noi siamo fatti ad immagine e somiglianza, per cui abbiamo il diritto di decidere cosa è male, cosa è bene. Se non penso prima agli uomini allora = male. Ma può qualcuno veramente occuparsi di qualc’altro sapendo che ci sono uomini, donne e bambini che soffrono in qualche parte del mondo? Per me la risposta è sì. La terra c’era prima di noi, ci sarà dopo e non siamo il centro dell’universo. 

     

    purtroppo per gli animalisti, che vorrebbero occuparsi solo di animali considerandoli i miserabili del mondo, la questione animale e quella umana sono inscindibili e politicamente non affrontabili se non tenendole sempre in considerazione come due specializzazioni dello stesso fenomeno.

    Si pensi semplicemente al grattacielo di Horkheimmer http://it.wikipedia.org/wiki/Max_Horkheimer, e si può capire come ogni fenomeno sociale umano fondato sullo sfruttamento dell'”animale”, ma che in questo sistema ogni animale è tale, indipendentemente dal fatto che sia o meno umano e che quindi, per cambiare le cose, tocca osservare l’intero sistema, gli umani, la loro sofferenza come quella dei non umani, e trovare la via per uscire da questo delirio.

  • -1
    surfstyle

    tutto l’allevamento intensivo e’ fonte di dolore e sofferenza, e penso ancora di piu’ in questi anni in cui a dirigere e’ il basso costo di produzione… chi parla in difesa degli allevamenti intensivi dichiarando che esistono regole di benessere animale, non mi hanno mai convinto. Come dire che gli animali possano vivere una vita di benessere in una gabbietta. Personalmente penso che tutti quegli esseri umani privi di quella minima sensibilita’ non siano destinati a durare molto, una sorta di legge karmica in questi tempi piu che mai verra’ a manifestarsi… non ho niente da dire con chi si nutre di carne, anche io sono fra quelli, e’ il grado di coscenza nell’alimentarsi che fa differenza. bel post, un saluto

  • -2
    bruna viola

    ma io non sento che urla

    • -2.1

      urlano, urlano… ahimé urlano. Informati, leggi anche in rete. Purtroppo urlano (non che se non potessero urlare sarebbe meno grave).

    • -2.2
      fedu

      É vero, nel video non urlano ma c’è un motivo….. oltre alla crudele morte descritta nel post le povere aragoste del video devono sentire come ultimo suono/rumore la voce di….. rivedete il video!!!

       

  • -3
    Anello di Giada

    alex2 ha scritto :
    Adesso perche’ c’e’ qualche pirla che si mangia l’aragosta mi devo sentire in colpa a mangiare carne.E invece no.Mi dispiace per gli essere  viventi che sono nati gustosi e prelibati,ma li mangio con piacere.Questo non vuol dire nutrirsi di animali sempre.la dieta giusta e’ quella variegata visto che abbiamo la fortuna di avere una cucina tra le migliori al mondo.Dieta variegata che i soliti vegetariani estremisti non avranno mai,ed infatti la maggior parte non si regge in piedi.

     

    Alex2 perdona se mi permetto ma dal punto di vista nutrizionale hai messo insieme una tale accozzaglia di luoghi comuni che dimostra la poca conoscenza della materia:

    1) Non sono ancora vegetariano , ma tendo ad esserlo

    2) La dieta giusta è quella variegata : giusto , questo può voler dire formaggi , uova , cereali , legumi , pasta . latte , frutta , verdura e tutto quello che la nostra magnifica terra ci mette a disposizione 

    3) “i vegetariani non si reggono in piedi” sono migliaia gli studi che affermano che questa è una c**zata , basta aver la volonta di cercare in rete , c’è solo da far attenzione a non diventare fanatici , i vegetariani in media hanno migliori valori del sangue ( perchè è giusto tenersi controllati ) e statisticamente un umore migliore 

    4) i nostri nonni sopratutto nei periodi di guerra di carne ne vedevano veramente poca ( a volte 1 volta al mese ) ed erano “vegetariani” indotti , eppure stavano benissimo ,  sani come pesci si nutrivano dei frutti che la terra donava loro .

     

    Potrei continuare , ma se vuoi la rete ti fornirà spunti incredibili, lo ripeto senza diventare estremisti.

  • -4
    midica

    Non mi stupisco di tutti questi commenti orrendi. Gli animali sono come noi, nascono, vivono e muoviono, ma nel mentre soffrono (e tanto) e se soffrono vuol dire anche il contrario, giocano, amano…

    Peccato non parlino o meglio, non hanno ancora imparato a dire:” ma vaf…. pezzo di m.!”  Credo che in quel caso scaturirebbe in voi l’indole predatoria, e li ammazzereste comunque. Forse dovrebbero dire:” ti prego ti scongiuro, per favore, salvami, non mi ammazzare!” Beh in quel caso invece scaturirebbe in voi quell’indole di grandezza e superiorità e come un Dio decidereste della vita e della morte di un animale. In realtà credo che il nostro appetito di manie si sfoga col mangiare… la carne. Si è così siamo animali complessi noi uomini si si anzi direi complessati, non abbiamo il coraggio di guardare la realtà e qualcuno si prende pure il diritto di dire che è libero di mangiare quel che vuole. Certo, anche il drogato con la droga che vuole, anche l’ubriacone col vino che vuole, e anche il tabagista con le sigarette che vuole. Questa si che è libertà, una libertà del genere è veramente grandiosa. Per chi dice che la carne si è sempre mangiata, rispondo che sono solo cagate speculative, la vera storia è un altra e mai è stata raccontata. Il benessere odierno è stato creato su un’ideologia del cibo sbagliata.

    Ricordateve, come qualcuno ha già scritto, che per essere più vicini alla realtà che scansate, mettetevi nei panni del coniglio e non del leone.

  • -5
    midica

    Non mi stupisco di tutti questi commenti orrendi. Gli animali sono come noi, nascono, vivono e muoviono, ma nel mentre soffrono (e tanto) e se soffrono vuol dire anche il contrario, giocano, amano…

    Peccato non parlino o meglio, non hanno ancora imparato a dire:” ma vaf…. pezzo di m.!”  Credo che in quel caso scaturirebbe in voi l’indole predatoria, e li ammazzereste comunque. Forse dovrebbero dire:” ti prego ti scongiuro, per favore, salvami, non mi ammazzare!” Beh in quel caso invece scaturirebbe in voi quell’indole di grandezza e superiorità e come un Dio decidereste della vita e della morte di un animale. In realtà credo che il nostro appetito di manie si sfoga col mangiare… la carne. Si è così siamo animali complessi noi uomini si si anzi direi complessati, non abbiamo il coraggio di guardare la realtà e qualcuno si prende pure il diritto di dire che è libero di mangiare quel che vuole. Certo, anche il drogato con la droga che vuole, anche l’ubriacone col vino che vuole, e anche il tabagista con le sigarette che vuole. Questa si che è libertà, una libertà del genere è veramente grandiosa. Per chi dice che la carne si è sempre mangiata, rispondo che sono solo cagate speculative, la vera storia è un altra e mai è stata raccontata. Il benessere odierno è stato creato su un’ideologia del cibo sbagliata.

    Ricordateve, come qualcuno ha già scritto, che per essere più vicini alla realtà che scansate, mettetevi nei panni del coniglio e non del leone.

  • -6
    midica

    Non mi stupisco di tutti questi commenti orrendi. Gli animali sono come noi, nascono, vivono e muoviono, ma nel mentre soffrono (e tanto) e se soffrono vuol dire anche il contrario, giocano, amano…

    Peccato non parlino o meglio, non hanno ancora imparato a dire:” ma vaf…. pezzo di m.!”  Credo che in quel caso scaturirebbe in voi l’indole predatoria, e li ammazzereste comunque. Forse dovrebbero dire:” ti prego ti scongiuro, per favore, salvami, non mi ammazzare!” Beh in quel caso invece scaturirebbe in voi quell’indole di grandezza e superiorità e come un Dio decidereste della vita e della morte di un animale. In realtà credo che il nostro appetito di manie si sfoga col mangiare… la carne. Si è così siamo animali complessi noi uomini si si anzi direi complessati, non abbiamo il coraggio di guardare la realtà e qualcuno si prende pure il diritto di dire che è libero di mangiare quel che vuole. Certo, anche il drogato con la droga che vuole, anche l’ubriacone col vino che vuole, e anche il tabagista con le sigarette che vuole. Questa si che è libertà, una libertà del genere è veramente grandiosa. Per chi dice che la carne si è sempre mangiata, rispondo che sono solo cagate speculative, la vera storia è un altra e mai è stata raccontata. Il benessere odierno è stato creato su un’ideologia del cibo sbagliata.

    Ricordateve, come qualcuno ha già scritto, che per essere più vicini alla realtà che scansate, mettetevi nei panni del coniglio e non del leone.

  • -7
    Tibullo

    byoblu ha scritto :
    Il tuo è il cassico argomento completamente sballato dal punto di vista logico, di quelli che comparano le mele con le pere.”

    Scusa Claudio ma hai frainteso… mi spiace il tuo tono polemico. Non si tratta di comparare le mele con le pere: ti ho detto appunto che anche a me non va che esista questa pratica barbara di cucinare le aragoste bollendole vive.

    Ma davanti alla tragedia umana CHE CI RIGUARDA TUTTI, avoja a difendere le aragoste… anche se queste milioni di persone si trovano distanti fisicamente da noi i loro problemi invece sono molto vicini!

    Lì scappano per la carestia? Qui invece il cibo lo buttiamo! Lì sono malnutriti? Qui invece l’obesità è la malattia del secolo! Lì manca l’acqua per la siccità? Qui invece a causa delle tubature colabrodo la buttiamo e creiamo con l’inquinamento le condizioni climatiche che portano alla siccità! Lì la popolazione è schiava dei tiranni? Qui non facciamo niente perché quei tiranni siano fermati… anzi gli vendiamo pure le armi!

    Insomma… qui non si parla ne di mele ne di pere ma di un argomento molto più importante della VITA e della SOPRAVVIVENZA.

    Non riusciamo a salvare le persone, esseri umani come noi… come pensi di poter salvare le aragoste?

    byoblu ha scritto :
    Ci sono due errori grossi: il primo è che siccome in Somalia ci sia una tragedia, io oggi avrei dovuto occuparmi della Somalia, dimenticando che “oggi” è solo uno di centinaia e centinaia di articoli, oltre a centinaia di video, che scrivo e produco in un anno, per cui seguendo il tuo ragionamento c’è sempre qualcosa per cui valga la pena scrivere rispetto a quello di cui uno sta scrivendo. Beh, per me il giorno di astici e aragoste era oggi, e non c’è nessuna giustificazione logica per la quale avrebbe dovuto o anche solo potuto essere diversamente.

    Siamo abbastanza inteligenti da capire che una aragosta bollita viva, soffre, come soffre un bambino africano che muore di dissenteria o per mancanza di cibo e acqua…

    Personalmente però ritengo più importante il fatto che a causare la morte di quel bambino non sia il caso… MA ALTRI UOMINI!

    Ripeto… se quei poveracci si trovano in quelle condizioni è anche a causa nostra e sapere che siamo capaci di far morire così tanta gente nell’indifferenza totale mi fa proprio inc**zare…

    Come possiamo salvare le aragoste se non riusciamo a salvare i nostri simili?

    byoblu ha scritto :
    Il secondo errore è che siccome ci sono altre tragedie, allora questa.. beh.. cosa ci vuoi fare.. dai, pazienza. E intanto continuiamo ad affondare le nostre forchette. E’ un errore molto comune, della stessa categoria del “siccome l’aria in città è già inquinata, allora cosa vuoi che sia: mi fumo due pacchetti di sigarette che tanto è lo stesso”. La risposta giusta ovviamente è: non fumo per non aggiungere un ulteriore danno ai miei polmoni già in seria difficoltà, e in più cerco di fare qualcosa per contribuire alla diminuzione dell’inquinamente.

    Non capisco perché mi metti in bocca idee e concetti che non ho mai espresso e che non condivido. Sinceramente non mi aspettavo da te tanta presunzione… sei sceso a conclusioni senza neanche sapere con chi ha a che fare!

    Primo non fumo perché lo ritengo un atto stupido (ti fa ammalare e ti svuota il portafoglio), secondo, non ho mai pensato che “poiché ci sono altre tragedie allora continuiamo ad uccidere le aragoste!”. Ripeto… è una pratica che aborro!

    Per fortuna che tu hai le risposte giuste…

    byoblu ha scritto :
    La “tua” risposta giusta, in questo caso, avrebbe dovuto essere: oggi mi informo su byoblu.com delle aragoste, che d’ora in poi cercherò di non mangiare o perlomeno di garantirmi che siano trattate secondo quanto stabilito (hai letto i documenti allegati o dovevo intitolarli “crisi somala”? E se non li hai letti perché non ti interessano, ovvero perché non hai tempo, perché hai perso tempo a commentare un post sulle aragoste?), e sulla Somalia in altri blog, in maniera da poter inoltrare entrambe le informazioni, ché l’una non esclude l’altra, e domani mi informerò su Byoblu.com della Somalia (ho già fatto un post ultimamente sui pirati somali, sulle loro ragioni e su quelle degli ostaggi… letto?), e altrove anche del problema degli allevamenti industriali.

    Ma davvero tu sai qual’è la MIA risposta GIUSTA? Wow!

    La prossima volta che mi fanno una domanda ti interpello… scusa ma non vorrei che la risposta sia frutto di un mio libero pensiero!

    Ma non eri tu che facevi le lotte per la libertà di pensiero e la libera informazione? E adesso che fai? Vai in giro a dire agli altri “La tua risposta giusta dovrebbe essere…”?

    byoblu ha scritto :
    Per finire… no: non posso in alcun modo ritenere la sofferenza degli animali un argomento “tirato per le orecchie”. Piuttosto, tirerei le orecchie a quanti, pur messi di fronte all’evidenza, preferiscono perseverare nella loro pratica barbara.

    Per finire… no: non ti riconosco proprio! Ti  leggo ogni giorno e mi ero fatto di te un’idea che con questo commento hai letteralmente disatteso.

    Spero che sia frutto di un momento di depressione o altro (forse hai ancora problemi alla schiena con dolori allucinanti? spero di no).

     

    • -7.1
      dancube

      Basta…… volevo leggere qualcosa sugli animali e cosa possa essere per loro l’esistenza e di nuovo ecco a parlare di esseri umani, gli homo sapiens sapiens. Homo egoisti egosti, capaci di pensare solo a se stessi, alle prorpie vite, relazioni, tragedie e quant’altro. Siamo così importanti che veniamo prima di tutto…. a no prima c’è Dio di cui noi siamo fatti ad immagine e somiglianza, per cui abbiamo il diritto di decidere cosa è male, cosa è bene. Se non penso prima agli uomini allora = male. Ma può qualcuno veramente occuparsi di qualc’altro sapendo che ci sono uomini, donne e bambini che soffrono in qualche parte del mondo? Per me la risposta è sì. La terra c’era prima di noi, ci sarà dopo e non siamo il centro dell’universo. 

    • -7.2

      Non sono polemico, ti sto solo rispondendo. Per esempio, dici:

      “Non capisco perché mi metti in bocca idee e concetti che non ho mai espresso e che non condivido. Sinceramente non mi aspettavo da te tanta presunzione… sei sceso a conclusioni senza neanche sapere con chi ha a che fare!”

      Ho solo risposto a quello che hai scritto più sopra, ovvero:

      “Mi spiace per le aragoste ma…

      Letto quello, ho risposto iniziando così: “l secondo errore è che siccome ci sono altre tragedie, allora questa.. beh.. cosa ci vuoi fare.” Non ti sembra attinente? A me pare di avere ben interpretato il concetto che stavi esprimendo. Se poi l’hai espresso male, è un altro paio di maniche.

      Ma non eri tu che facevi le lotte per la libertà di pensiero e la libera informazione? E adesso che fai? Vai in giro a dire agli altri “La tua risposta giusta dovrebbe essere…”?

      Si confonde sempre questa benedetta libertà di pensiero con il diritto a non essere criticati. Tu sei libero di esprimere il tuo pensiero, e infatti lo stai facendo. Siccome lo fai con garbo, puoi continuare a farlo. Io, parimenti, sono libero di criticarlo (in special modo se il tuo pensiero è una critica nei miei confronti, come sostanzialmente è, perché ricade nella categoria “ti occupi di cose di minore importanza”).

      Esprimere il proprio pensiero va di pari passo con la disponibilità a metterlo in discussione. Se hai scritto, ne consegue che devi aspettarti di vederlo “criticare”, ovvero aspettati che venga discusso nei suoi punti di forza e in quelli deboli. E’ quello che ho fatto io. Che cos’è la democrazia se non un confronto, anche dialetticamente aspro, tra due punti di vista diversi, teso (se la fortuna assiste) ad una sintesi?

      Aggiungo una cosa. Non è personale, la dico a tutti. Voi chi credete che io sia? Uno che non ha passioni… un automa? Ieri ho pubblicato un video. Mi ci è voluta tutta la giornata e mi sono alzato dalla sedia a notte fonda, con le gambe che gridano e la circolazione che implora pietà. Per scrivere questo articolo ho dovuto documentarmi parecchio (è pieno di notizie e fonti), e ho usato gran parte della domenica per farlo. Dopo essere stato operato avrei bisogno di correre e fare molto sport, invece passo 24 ore al giorno sul computer. Secondo te questo non induce una certa passionalità? Lascia stare il consueto “chi te lo fa fare?”, passiamo al dato di fatto: lo faccio. Ripeto: ho il diritto di confrontarmi sul campo, anche in maniera consistente e andando dritto al punto, senza “stupire” e lasciare “sconcertati” questo o quel lettore che magari tornano da una gita, leggono velocemente (non è il tuo caso) e lasciano un commento che potevano evitarsi?

      Non badiamo troppo alla forma: i petali di rosa non mi sono mai piaciuti. Badiamo alla sostanza. La sostanza è che il tuo commento non mi sembra pertinente all’articolo, e te ne ho scritto le motivazioni. Questo non rappresenta una critica alla tua persona. Non sentirti offeso. L’idea che hai espresso, tuttavia, non ritengo sia valida.

      Buona serata a tutti. E’ tempo per me di forzarmi a spegnere.

  • -8
    Animal_lover

    Hai fatto bene a scrivere questo articolo. Hai usato delle tecniche di drammatizzazione e hai fatto benissimo!!! Soltanto così si può richiamare l’attenzione. E’ assurdo quello che succede…Occupatene! E’ vero ci sono tanti problemi anche legati agli uomini, ma li dove c’è il disprezzo della vita bisogna sempre intervenire. Cosa c’è di più importante in questo pianeta della vita?

    Grazie ancora!

  • -9
    Tibullo

    Ok… anche io penso che questo schifo debba finire, penso anche che mangiare gli animali non sia necessario e che oltre a farci male sia controproducente per l’ambiente, per la natura e anche culturalmente…

    Ma vorrei far notare che in questi giorni sta capitando una tragedia senza fine quella che colpisce la Somalia con centinaia di persone in fuga dal paese. Da mesi carestia e siccità mettono a rischio la vita di 13 milioni di individui in tutto il Corno D’Africa. Secondo l’Onu si tratta della più grave crisi di questo tipo negli ultimi 60 anni: coinvolge 3,2 milioni di persone in Kenya, 2,6 in Somalia, 3,2 in Etiopia, ma anche migliaia di persone in Eritrea e a Gibuti. Ma la Somalia si trova ad affrontare anche una serie di conflitti interni. Si assiste ad un esodo di massa, non solo per la carenza di acqua, ma anche per il complesso quadro politico. [fonte: http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2011/09/10/news/somalia_la_tragedia_infinita_a_rischio_migliaia_di_vite-21473159/?ref=HREC2-5%5D

    Mi spiace per le aragoste ma…

    P.S. Claudio ti seguo sempre e la penso come te… ma questa volta l’argomento mi è sembrato un po’ tirato. Un’idea: perché invece non ti occupi dell’amianto nelle scuole o dei fornitori delle mense scolastiche (importanti per sapere se gli alunni mangiano diossina, pesticidi o acqua all’arsenico)… Io ho provato a chiedere ma mi sono imbattuto in un muro di gomma, forse tu ci riesci ;-)

     

    • -9.1

      da vegetariano con moglie vegan ho imparato che nel 99,9% periodico dei casi  chi risponde a una qualsiasi osservazione sui crimini umani ai danni degli animali con l’argomentazione "ma a (posto x) crepano i bambini, stuprano le nonnine, calpestano i vecchietti…" non lo fa per dibattere ma per trovare un comodo e rapido alibi per non sentirsi in colpa davanti all’evidenza.

      ormai non ribatto. né ci spreco un vaff***ulo.

    • -9.2

      Il tuo è il cassico argomento completamente sballato dal punto di vista logico, di quelli che comparano le mele con le pere.

      Ci sono due errori grossi: il primo è che siccome in Somalia ci sia una tragedia, io oggi avrei dovuto occuparmi della Somalia, dimenticando che “oggi” è solo uno di centinaia e centinaia di articoli, oltre a centinaia di video, che scrivo e produco in un anno, per cui seguendo il tuo ragionamento c’è sempre qualcosa per cui valga la pena scrivere rispetto a quello di cui uno sta scrivendo. Beh, per me il giorno di astici e aragoste era oggi, e non c’è nessuna giustificazione logica per la quale avrebbe dovuto o anche solo potuto essere diversamente.

      Il secondo errore è che siccome ci sono altre tragedie, allora questa.. beh.. cosa ci vuoi fare.. dai, pazienza. E intanto continuiamo ad affondare le nostre forchette. E’ un errore molto comune, della stessa categoria del “siccome l’aria in città è già inquinata, allora cosa vuoi che sia: mi fumo due pacchetti di sigarette che tanto è lo stesso”.

      La risposta giusta ovviamente è: non fumo per non aggiungere un ulteriore danno ai miei polmoni già in seria difficoltà, e in più cerco di fare qualcosa per contribuire alla diminuzione dell’inquinamente.

      La “tua” risposta giusta, in questo caso, avrebbe dovuto essere: oggi mi informo su byoblu.com delle aragoste, che d’ora in poi cercherò di non mangiare o perlomeno di garantirmi che siano trattate secondo quanto stabilito (hai letto i documenti allegati o dovevo intitolarli “crisi somala”? E se non li hai letti perché non ti interessano, ovvero perché non hai tempo, perché hai perso tempo a commentare un post sulle aragoste?), e sulla Somalia in altri blog, in maniera da poter inoltrare entrambe le informazioni, ché l’una non esclude l’altra, e domani mi informerò su Byoblu.com della Somalia (ho già fatto un post ultimamente sui pirati somali, sulle loro ragioni e su quelle degli ostaggi… letto?), e altrove anche del problema degli allevamenti industriali.

      Per finire… no: non posso in alcun modo ritenere la sofferenza degli animali un argomento “tirato per le orecchie”. Piuttosto, tirerei le orecchie a quanti, pur messi di fronte all’evidenza, preferiscono perseverare nella loro pratica barbara.

  • -10
    Tibullo

    byoblu ha scritto :
    “Primo: ma salvarli tutte e due no?”

    Magari!!

    “Secondo: forse per salvare un’aragosta bastsa una legge (che guarda caso ho sentito dire che stanno proprio approvando), mentre salvare milioni di uomini, donne e bambini è un tantino più complesso. Quindi, mentre ci areniamo dibattendoci sul come venirne a capo, c’è comunque il tempo di fare una legge per le aragoste. Insomma, non riesco proprio a comprendere questo interruttore mentale per cui o si fa una cosa o se ne fa un’altra, per cui siccome la prima è lunghissima, la seconda che sarebbe semplice non si fa mai.

    Se faranno davvero questa legge ne sarò molto felice… ma Claudio tu mi insegni che siamo in Italia il paese delle banane… il paese dove da anni purtroppo si sfornano leggi unicamente “a personam” con l’unico obiettivo di salvare Lui… il paese delle ingiustizie sociali dove pochissimi hanno milioni di euro (possibilmente nascosti all’estero) e tantissimi non sanno come arrivare a fine mese… il paese dove i sindacati, i giornalisti, i poteri che contano sono per la maggior parte associati alla P2, P3 e P4… il paese delle stragi senza colpevoli… dei condannati in Parlamento… il paese dove i furbi la fanno sempre franca… e dove gli onesti la prendono in quel posto… bé ci siamo capiti.

    Ripeto… se faranno questa legge ne sarò ben contento… ma davvero pensi che basti una legge per evitare che il cuoco in cucina o la casalinga a casa smetta di bollire le aragoste vive?

    Secondo me questa, come le numerose ingiustizie del mondo, derivano da una serie di fattori di cui il principale è la mancanza di cultura… l’ignoranza è deleteria! Non dico che bisogna essere degli scienziati o conoscere a menadito shakespeare (confesso che per scriverlo ho cercato su Google…), ma almeno avere la curiosità di sapere, di conoscere ciò che ci circonda, di scoprire la diversità. Questo modo di pensare spesso ci porta ad avere RISPETTO… per se e per gli altri (compresi gli animali).

    Non dico che se tutti fossimo acculturati allora non esisterebbero più le ingiustizie ma è certo che ce ne sarebbero di meno e di minore entità… lo dimostra il fatto che nei paesi dove le persone sono meno ignoranti (come i paesi scandinavi) nessuno si permetterebbe di sputare per terra, di buttare la cicca per strada, parcheggiare in doppia fila, ecc… ma non per paura della punizione ma semplicemente perché sono persone che sanno che NON SI FA’ per RISPETTO del prossimo.

    Per concludere ben venga la legge “ad aragostam“… ma per sperare che poi venga rispettata è necessario prima salvare l’informazione libera e la nostra scuola pubblica che cade a pezzi (in tutti i sensi), culla della cultura italiana.

    Per concludere, una citazione che mi piace molto:La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande” (H. G. Gadamer)

  • -11

    Giusto qualche giorno fa mi trovavo al mercato con mia moglie ed ero al banco del pesce. Osservavo il commerciante che affettava il pesce come se fosse pane, l’ho visto sfilare ed infilare il cartellino del prezzo nella testa di un pesce morto. Il pesce chiaramente non provava dolore. Mi ha fatto pensare la naturalezza di atti così crudeli. Se facessi anche io il pescivendolo forse sarei uguale. Subito dopo siamo passati al banco della frutta. Ecco, quello è il lavoro adatto a me. Il banco della frutta e verdura. 

    p.s. come era quella della persona che con un tasto uccide milioni di persone?

  • -12
    Andy

    Occhio non vede cuore non duole, se la gente dovesse uccidere personalmente l’animale dal quale proviene la carne, penso che molti diventerebbero vegetariani.

    E’ solo questione di consapevolezza, la maggior parte della gente mette la testa sotto la sabbia e preferisce acquistare direttamente la carne e il pesce direttamente in comode scatolette o vassoietti avvolti dal cellophane.

    Siamo talmente invasati dall’egocentrismo che pensiamo che l’uomo sia al centro dell’universo e in cima alla catena alimentare, per cui può fare tutto ciò che gli aggrada agli animali, seviziarli, torturarli, cibarsene.

    GO VEG!

  • -13

    Grazie.A nome delle aragoste.Io sono diventato vegetariano da qualche mese.

    • -13.1
      alex2

      Adesso perche’ c’e’ qualche pirla che si mangia l’aragosta mi devo sentire in colpa a mangiare carne.E invece no.Mi dispiace per gli essere  viventi che sono nati gustosi e prelibati,ma li mangio con piacere.Questo non vuol dire nutrirsi di animali sempre.la dieta giusta e’ quella variegata visto che abbiamo la fortuna di avere una cucina tra le migliori al mondo.Dieta variegata che i soliti vegetariani estremisti non avranno mai,ed infatti la maggior parte non si regge in piedi.

  • -14
    Giamporsi

    Senza dubbio è interessante quello che scrivi Caludio. Però io ritengo, da NON vegetariano e amante focoso della carne e del pesce, che sia la cosiddetta catena alimentare. Vedi, se noi uomini fossimo gli unici a mangiare animali e a mangiare la carne, allora si potrebbe discutere sulla opportunità o meno, ma basta guardarsi un documentario della National Geographic per vedere come anche gli animali mangino gli altri animali e sicuramente senza porsi il problema che questo provi il minor dolore possibile. L’aragosta è l’unico pesce che viene “cotto vivo”. Tutto il resto viene ucciso prima.

    Ognuno poi è della propria idea, io esprimo la mia. Mangiamo carne da milioni di anni… si potrebbe addirittura dire che è la Pastasciutta a non essere naturale che sia mangiata, perchè quella gli antichi non sapevano cos’era…..

    • -14.1
      smart_alex

      Giamporsi visto che mi sembra che hai parlato di natura e di catene alimentari, dovresti convenire sul fatto che la natura prevede la caccia e l’uccisione, tu sinceramente avresti ancora voglia di mangiare la carne se dovessi uccidere l’animale che vuoi mangiare, poi spellarlo e sventrarlo? l’allevamento non è natura sopratutto quello intensivo e dopo l’aviaria, la mucca pazza e la peste suina avresti dovuto capire che è molto ma molto pericoloso piegare la natura a questioni di business!!!! Poi sei sicuro che anche le carote potrebbero sentire dolore senza lo straccio di cervello o sistema nervoso? Ma come fai a pensare di dibattere su queste basi?!?! Poi visto che secondo te l’uomo può magiare la carne, mi spieghi come mai ha una apparato digerente lugno come tutti gli animali erbivori? Hai mai sentito parlare delle tossine della carne che possono essere pericolose per il nostro sistema digerente? La cosa del dinosauro poi è la ciliegina sulla torta, si ritorna all’inizio del mio commento, il dinosauro caccia, l’uomo imprigiona, cambia l’alimentazione agli animali causandogli malattie e lunghe sofferenze!!!!

      Se non vuoi essere criticato almeno trova delle argomentazioni che stiano in piedi!

    • -14.2
      giosby

      Non ci giurerei alla natura così priva di crudeltà. Certamente l’uomo non ha eguali, ma l’organizzazione e l’evoluzione comporta necessariamente degli aspetti aberranti e alienanti.
      Una volta c’erano raccoglitori e cacciatori. Poi arrivò l’agricoltura …

      Oggi come oggi i raccoglitori sono quasi completamente estinti, purtroppo.

      Se pensiamo a una vita naturale e pacifica senza sofferenze per nessuno forse dovremmo pensare alle società gilaniche …

      http://italianimbecilli.blogspot.com/2011/02/societa-gilaniche-le-floride-comunita.html

    • -14.3

      Giamporsi, Primo: non c’è nessun animale in natura che ne bollisce vivo un altro. Secondo: in natura si mangia solo a) quando si trova qualcosa da mangiare b) quando si ha fame. Terzo: in natura non ci sono allevamenti e non si torturano gli animali per settimane, mesi, anni, in alcuni casi anche per una vita intera prima di mangiarli, magari cuocendoli vivi. Quarto, e più importante: se ti accontenti di avere la stessa coscienza e consapevolezza di un leone, allora domandati cosa ti sei evoluto a fare e se non fosse stato meglio per te restare a prenderti a clavate in testa con le tribù della caverna affianco.
      Evoluzione e (cosiddetta) intelligenza richiedono responsabilità, altrimenti sono inutili e dannose.

  • -15
    emanuele

    Bell’articolo grazie. Un paio di commenti.

    1) Quando scrivi:

    Le aragoste, gli astici e i granchi provano dolore. Lo dimostrano numerosi studi scientifici, prima ancora che il buon senso. « I cefalopodi hanno un sistema nervoso e un cervello relativamente complesso, simile a quello dei vertebrati, sufficiente come struttura e funzionamento perché essi possano provare dolore » (EFSA – Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare – 2005).

    Deve forse esserci un errore di scrittura. Aragoste, astici e granchi non sono cefalopodi.

    2) Un suggerimento. Per incentivare il pubblico a informarsi direttamente con le fonti citate, sarebbe di grande aiuto inserire un link agli articoli scientifici. Oppure inserire una breve bibliografia, anche solo con primo autore, anno di pubblicazione e giornale. Non dovrebbe essere tanto lavoro in più dato che gli articoli si hanno già. Purtroppo questa è una pratica non ancora assimilata anche nei più grandi media come la BBC. Che soddisfazione se fossero i blogger ad insegnarglielo!

    3) Mi sembra che gli studi in questione siano solo in grado di dimostrare l’esistenza della percezione sensoriale di stimoli nocicettivi. Il problema della percezione del dolore purtroppo rimane aperto. Ciò che noi chiamiamo dolore è solo la fase finale di una catena di eventi che provoca l’esperienza cosciente della pena. Ad oggi noi non sappiamo se questi animali abbiano una qualche forma di coscienza, anche a livello percettivo. Quindi le reazioni osservate agli stimoli nocicettivi potrebbero essere complesse catene di riflessi meccanici che non si trasformano in alcun percetto cosciente. Ciò che invece noi proviamo quando facciamo l’esperienza del dolore. Questa non vuole essere una difesa delle rudi pratiche contro questi animali. Nel dubbio certamente sarebbe meglio non farlo. Ma è necessario credo riconoscere ciò che sappiamo da ciò che ancora rimane un mistero in neuroscienza.

    • -15.1
      brusca

      gli astici no, le aragoste invece emettono un suono a metà tra l’antifurto e il pianto di un neonato.

    • -15.2

      Così si legge, e me l’hanno confermato dei cuochi. In ogni caso, le ricerche che ho citato dimostrano che sono in grado di provare sofferenza (semmai una simile affermazione abbia bisogno di essere realmente dimostrata), e questo è sufficiente, che urlino o non urlino. Non credi? Del resto, gli stessi studi si concludono aggiungendo che, comunque, anche nel dubbio circa il reale grado di dolore che i decapodi sono in grado di provare (a me sembra veramente assurdo che nel 2011 ancora si discuta di questo, ricorda i medici che ti attaccavano le sanguisughe nell’800), è necessario comportarsi come se ne provassero.

    • -15.3
      Dancube

      Scusa BioBlu,

      non potendo rifare la tua stessa ricerca, controllando tutte le fonti, mi potresti dire dove poter controllare che le Aragoste siano dotate di un qualsiasi apparato vocale? Non tutti gli animali ne possiedono uno e per poter urlare penso serva.

      Grazie in anticipo.

       

    • -15.4

      concordo sull’importanza di citare le fonti (cosa che ho fatto) e sulla good practice di mettere anche i link, cosa che i giornali non fanno mai, ma forse ti è sfuggito che in fondo al (lungo) articolo ho messo i link alle mie.

  • -16
    Bimba

    Totalmente d’accordo con Byoblu, se compariamo problemi con altri problemi troveremo sempre uno che è più “importante” dell’altro col risultato di non risolvere mai niente. Paragonare un’inutile sofferenza di un animale alla carestia in Somalia è, permettetemi, una gran castroneria generata per lo più da semplice qualunquismo, tipico magari di chi in tal modo scarica la propria coscienza: generalmente chi parla così non fa niente ne’ per il genere umano ne’ per quello animale: vi assicuro che chi si adopera per aiutare gli altri non sta al pc a giudicare le azioni altrui, FA e basta.

    Vorrei modestamente far notare ai filantropi che risolvere il problema dell’aragosta e degli altri animali torturati inutilmente prima di essere uccisi potrebbe essere più semplice che risolvere quello della fame nel mondo. Non è facendo l’elemosina che si risolleva l’Africa ma andando a scovare quali sono le vere cause, il traffico di armi che mantiene in piedi i dittatori, i politici collusi, gli interessi delle grandi potenze, lo sfruttamento minerario di quelle zone e anche il nostro benessere basato sempre più sul superfluo. lo sapete che il coltan usato per i microchip dei cellulari proviene da alcune zone dell’Africa, dove viene estratto da compagnie straniere senza che alla popolazione sia permesso di accedere in alcun modo al suo sfruttamento? potreste rinunciare VOI al cellulare? ecco, quindi se volete comiciare a fare qualcosa di attivo per l’Africa siatene consapevoli e da filantropi cominciate ad attivarvi concretamente, a cominciare dal coinvolgere i politici…se ci riuscite.

    Infine, secondo il vostro ragionamento nemmeno in Italia dovremmo cercare di liberarci di Berlusconi & Co: che volete che siano le nostre tasse, scuola, lavoro, welfare ecc in confronto al dramma della fame in Somalia?

  • -17

    Ciao Claudio,

    ebbene sì siamo cattivi!

    Sulle aragoste i pareri sono contrastanti

    http://www.peacelink.it/animali/a/11162.html

     

    http://laverabestia.org/play.php?vid=700

     

    Ma ti voglio proporre un altro quesito. Vivo in campagna, meglio in un paesino a diretto contatto con la campagna e ogni tanto mi entra in casa qualche topolino.

    Saranno due o tre settimane che cerco di liberarmene e da due giorni ho messo infine la colla topicida per catturarli.
    Che brutto! Mi ritrovo le povere bestioline invischiate che si agitano e gridano.

    Con la morte nel cuore e quasi in lacrime mi faccio forza e gli dò una mattonata per massacrarli velocemente e porre fine al loro dolore.

    Mi sento un verme!

    Ma che altro potrei fare?

    Azz, SE DEVI MUOVERTI FALLO! Comincia ad avere maggiore rispetto per te stesso! Il mondo può aspettare, ma ci servi VIVO e IN GRANDE FORMA !!!

    Restiamo umani !!!

    • -17.1

      Non voglio entrare nel dibattito “ammazza il topolino / cattura il topolino” (io sono uno che spesso cerca di salvare perfino gli insetti, tranne le zanzare che odio cordialmente). Voglio solo sottolineare una importante differenza concettuale: un conto è un’aragosta che ti entra in casa, dove il tuo gesto potrebbe essere equiparabile ad un atto di difesa, un conto è andare a prendere un’aragosta nel mare, sottoporla a indicibili sevizie ed infine buttarla nell’acqua bollente. Viva.

      Insomma, sarebbe come se tu uscissi di casa apposta, setacciando tutte le tane di topolino della campagna e massacrando tutti i roditori che trovi. Anzi no: catturandoli vivi e torturandoli fino alla morte. Non lo faresti mai (spero). Quindi, forse, possiamo evitare di fare questo alle aragoste. O perlomeno possiamo farlo in maniera che soffrano il meno possibile, e non in questo modo atroce.

      Tutto qui. E a volte mi meraviglio di come ci sia gente a cui non frega niente neppure di lenire, se possibile, le sofferenze delle altre creature viventi.

    • -17.2
      Telin

      di sicuro non con le colle topicide -.-

      usa trappole dove li ritrovi vivi (con semplice chiusura) e poi li accompagni dove non ti disturbano.

       

    • -17.3

      Ah bravo!
      E come si fa, di grazia, a catturarli dolcemente?
      Me lo spieghi tu?

    • -17.4
      Telin

      No scusa, ma se si tratta di “qualche topolino”, perchè non ti limiti a catturarli dolcemente ed allontanarli?

  • -18
    Tibullo

    Telin ha scritto :
    Purtroppo per gli animalisti, che vorrebbero occuparsi solo di animali considerandoli i miserabili del mondo, la questione animale e quella umana sono inscindibili e politicamente non affrontabili se non tenendole sempre in considerazione come due specializzazioni dello stesso fenomeno.

    Senza alimentare ulteriori polemiche… ma era quello che cercavo di dire. Non era mia intenzione svilire il duro lavoro di Claudio (ce ne fossero come lui!), ma quoto in pieno: “LA QUESTIONE ANIMALE E QUELLA UMANA SONO INSCINDIBILI”

    Proprio per questo: se non riusciamo a salvare milioni di uomini, donne e bambini che muoiono di fame nel terzo mondo (a causa di quelli che vivono nel primo)… come possiamo pensare di salvare le aragoste?

    Ora spero di essermi capito… ;-)

     

    • -18.1

      "se non riusciamo a salvare milioni di uomini, donne e bambini che muoiono di fame nel terzo mondo (a causa di quelli che vivono nel primo)… come possiamo pensare di salvare le aragoste?"

      Primo: ma salvarli tutte e due no?
      Secondo: forse per salvare un’aragosta basta una legge (che guarda caso ho sentito dire che stanno proprio approvando), mentre salvare milioni di uomini, donne e bambini è un tantino più complesso. Quindi, mentre ci areniamo dibattendoci sul come venirne a capo, c’è comunque il tempo di fare una legge per le aragoste.

      Insomma, non riesco proprio a comprendere questo interruttore mentale per cui o si fa una cosa o se ne fa un’altra, per cui siccome la prima è lunghissima, la seconda che sarebbe semplice non si fa mai.
    • -18.2
      Tibullo

      Secondo me la situazione è molto più semplice… visto che l’uomo fa il bello e il cattivo tempo sulla terra (è lui che ne decide le sorti, può non piacere ma questo è innegabile) se non riesce ad organizzarsi per salvare se stesso… tutte le specie che vivono sulla terra sono in pericolo!

    • -18.3
      Telin

      Scusa tu se sono sembrata acida. Nei blog e forum mi dimentico di usare la cortesia delle emote e finisce che sembro sempre inc**zata :)

      Ok, allora siamo d’accordo sull’inscindibilità. Probabilmente però, quello su cui solo gli antispecisti battono e insistono è la dipendenza della “questione umana”, dalla “questione animale”. Diciamocelo, qui le cose si complicano.

      La maggior parte delle persone, pur riconoscendo dei vaghi diritti agli animali, ritengono che essi siano strategicamente e storicamente dipendenti dai diritti umani e cioè, che siccome l’umanità stenta a riconoscere davvero dei diritti umani, gli animali non hanno speranza di vederne riconosciuti di propri. 

      L’antispecismo sostiene il contrario. Basandosi sullo studio delle dinamiche sociologiche e psicologiche degli umani, si sostiene che non è in nessun modo probabile lo sviluppo di collettività davvero socievoli e collaborative finché il modello primario educativo è quello specista, cioè basato sul dominio e l’oppressione del'”altro” in quanto diverso e contestualmente incapace di difendersi.

      Questo modello è un paradigma che gli umani si portano dietro da quando gli viene insegnato da bambini fino a quando schioppano. Sulla base di questo accettano una presunta propria “natura aggressiva” (chiamata tanto per cambiare ed impropriamente animalesca) ed una “crudeltà della natura” con cui tutto il demenziale delirio cui assistiamo viene giustificato.

      Non è facile spiegare tutto questo in poche parole, ma quando ci verrà il sospetto che ci sia qualcosa di basilarmente sbagliato, si spera non sia troppo tardi :( 

  • -19
    emanuele

    Scusa mi hanno confuso i video (pensavo fossero link ad altri video)! Fossi in te metterei un numerino con un link che rimanda agli approfondimenti ogni volta che citi una fonte nel corpo del testo. Solo un suggerimento. Sei comunque anni luce avanti a tanti giornali finanziati con milioni di euro di soldi pubblici.

    Continuo a non capire il tuo riferimento ai Cefalopodi (che sono molluschi marini), mentre in realtà stai trattando di Crostacei (artropodi marini). Due universi animali distanti non poco…

    byoblu ha scritto :
    " concordo sull’importanza di citare le fonti (cosa che ho fatto) e sulla good practice di mettere anche i link, cosa che i giornali non fanno mai, ma forse ti è sfuggito che in fondo al (lungo) articolo ho messo i link alle mie. "

  • -20
    Tibullo

    Andy ha scritto :
    Occhio non vede cuore non duole, se la gente dovesse uccidere personalmente l’animale dal quale proviene la carne, penso che molti diventerebbero vegetariani. E’ solo questione di consapevolezza, la maggior parte della gente mette la testa sotto la sabbia e preferisce acquistare direttamente la carne e il pesce direttamente in comode scatolette o vassoietti avvolti dal cellophane. Siamo talmente invasati dall’egocentrismo che pensiamo che l’uomo sia al centro dell’universo e in cima alla catena alimentare, per cui può fare tutto ciò che gli aggrada agli animali, seviziarli, torturarli, cibarsene. GO VEG!

    Lo stesso concetto che hai espresso tu si evince da questo documentario: FOOD INC. [http://www.youtube.com/watch?v=sIGZda7ZfZc]

    Sembrerebbe che oramai tutto sia finzione… non nel senso che non sia vero ma che non sia IL VERO.

    Nella politica: ti dicono una cosa e invece pensano solo ai loro loschi interessi…

    Nella religione: ti dicono che tutto è amore e poi dietro fanno le peggio cose…

    Viviamo una realtà parallela che ci sembra sia quella giusta ma che in realtà è mascherata ad arte per non farti vedere i giochi sporchi.

    In questo documentario si vede come il contadino con la bella mucca disegnati sui prodotti alimentari in realtà siano una bufala (è proprio il caso di dirlo), in realtà quel contadino e quella mucca non esistono… il cibo è diventato industriale e a gestire il tutto sono solo 4 multinazionali che fanno il bello e il cattivo tempo… BUONA VISIONE!

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