
12 settembre 2011 - 15.18
Dicevano: "
Le centrali nucleari sono sicure. Guardate la Francia". Sì, ma le scorie? "
Nessun problema, basta interrarle per 10 mila anni e mettere in pausa la tettonofisica e tutto il resto per non disturbarle". Come no, magari con il telecomando di
My-Sky HD.
Beh, non sono certo passati 10 mila anni da quando
le scorie di Marcoule (Gard), in Francia, sono arrivate. E ora che la fornace dell'impianto di trattamento è esplosa,
alle 11:45 di questa mattina, a quelli come
Veronesi non viene neppure un dubbio? Eppure i dubbi sono parte integrante del procedimento scientifico. Si potrebbe quasi dire "
dubito ergo sum".
Certo, per l'Agenzia per la sicurezza nucleare non ci sono problemi. Lo dice la parola stessa: agenzia
per la sicurezza. Se non rassicurano loro... Un po' meno sicure sono le vittime di
tutti gli incidenti minimizzati nel corso della lunga storia degli incidenti nucleari.
Ma che scherzi? Chernobyl, Fukushima... tutti impianti vecchi: da domani l'umanità produrrà solo
macchine infallibili. La terza generazione, e poi magari la quarta, più infallibile ancora. E come fa, di grazia, una creatura fallibile come l'uomo a produrre macchine infallibili? E come fa, ogni volta, una cosa infallibile a diventare più infallibile ancora, se non ammettendo che prima non lo era? Misteri della logica, ma non dell'economia: per quella basta che i conti tornino. E i conti tornano, si sa, quando sono pieni, soprattutto quelli bancari.
Chissà cosa hanno votato al referendum
Ventimiglia e
Torino, che distano rispettivamente 242 e 257 chilometri da
Marcoule. Qualsiasi casella abbiano barrato, sono convinto che in entrambi i casi, oggi,
se la stanno facendo sotto. Questa è la sintesi migliore con la quale si può riassumere l'essenza del dibattito nucleare.
Populismo? Meglio un populista vivo, che un nuclearista morto.
p.s. = da Cuneo mi fanno notare che se la stanno facendo sotto anche loro.
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