
16 settembre 2011 - 15.56
Questo è un non post. Con un non titolo e molti non tag. Ha una non data, perché ormai l'Italia si è fermata, sospesa nel tempo come un vascello fantasma. La strega cattiva ha fatto un sortilegio, ha punto la principessa sul mignolo e una goccia di sangue è caduta a terra, precipitando al rallentatore fino a fermarsi in sospensione su una foglia, adagiata in religioso silenzio su una ragnatela.
La seconda Repubblica non esiste, è tutta racchiusa in un singolo fotogramma. La macchina da presa si è inceppata, la pellicolla non scorre. Lentamente, il bulbo luminescente del proiettore sta bruciando un'immagine sempre più sbiadita. Tra poco svaniremo tutti nel nulla. Guardatevi allo specchio: state già iniziando a scomparire.
Le televisioni trasmettono sempre lo stesso fermo immagine. Le radio sempre lo stesso suono. Le rotative sono ferme e all'edicola c'è sempre lo stesso giornale. Lo stesso titolo. Gli stessi articoli. Le stesse espressioni sul volto dei cittadini, sul punto di dire sempre le stesse cose. I giudici. Berlusconi. Le zoccole. Le intercettazioni. La privacy. L'opinione pubblica che deve sapere... E' un ciclo continuo, siamo andati in loop. Ci vuole un defibrillatore sociale. Serve un Giucas Casella che dica "Al mio schiocco di dita vi risveglierete. E non ricorderete niente". Ma tanto i morti non hanno memoria...
Pagine e pagine di conversazioni senza senso che stordiscono, inquinano, anestetizzano e lentamente, nel dibattito pubblico, si sostituiscono ai veri problemi, alla manovra finanziaria, al rilancio dell'economia reale, alla riesumazione di cadaveri in putrefazione come il lavoro, il welfare, la scuola, la sanità pubblica. La politica è scomparsa. I partiti sono ombre. I leader, le opposizioni sono immobili, attoniti, annichiliti. Le parole, dopo essere state spese, svilite, buttate là senza convinzione, ormai si rifiutano di essere pronunciate. I pensieri si strozzano in gola, gli sguardi vinti sono l'emblema di una società priva di slancio, senza fiducia, senza speranza. Alla fine, il buco nero di Ruby ci ha inghiottiti tutti.
Le classi dirigenti hanno fallito. I magistrati non riescono a mettere dentro Berlusconi, e ci provano da 16 anni. Il centro-sinistra non può dare l'esempio, non ne ha i requisiti morali e si è dimostrato connivente. Berlusconi non è riuscito a trasformare il paese e tantomeno ad avviare un nuovo miracolo italiano. In compenso, ha scatenato su sessanta milioni di persone una maledizione. Tutti bivaccano in Parlamento come studenti che occupano una scuola. Nell'attesa che passi la giornata o che qualcuno suoni la campanella.
I giovani devono dire basta. Che siano del Pdl, del Pd, della Lega, di Italia dei Valori, del Movimento Cinque Stelle, di Sel o del movimento dei pastafariani. Dite basta, ragazzi, mandateli tutti a casa e provateci voi. Qualsiasi disastro farete, sarà sempre meglio di questa eternità senza passato e senza futuro. Senza vita.