Francamente, come è noto, avevo deciso di soprassedere. Non tanto alla richiesta di una spiegazione adeguata alla natura eccezionale della cosa, perché onestamente comprendo che una spiegazione "adeguata" non possa esistere. Più che altro a ricevere una risposta, a mio avviso, perlomeno educata. Qualcosa, che ne so, come: "
Caspita, effettivamente... Non so come sia potuto accadere ma non posso negare che sia impressionante! Quasi imbarazzante... Ciononostante ti prego di non farmi il torto di credere che...". Ecco, forse non lo avrei ritenuto probabile fino in fondo, ma un atteggiamento del genere lo avrei accettato senza difficoltà. Cosa volete, sono un sentimentale.
Invece il tono delle risposte di
Marco Travaglio alla mia richiesta di spiegazioni (che molti qui sul blog mi hanno suggerito di formulare, inviandogli una email) è per me totalmente inaccettabile. Non pubblico lo scambio, nonostante le vostre richieste, perché sono conversazioni di natura privata: ritengo sarebbe di cattivo gusto e, oltretutto, illegale. Però le formule di totale disprezzo da lui utilizzate mi hanno amareggiato non poco.
In ogni caso, per dare credito a quell'ineffabile convinzione di doversi comunque mantenere al di sopra di una certa
linea di decenza e di decoro, ovvero ritenendomi
un signore, mi ero risoluto a non alimentare oltre la polemica. Non ho più fatto cenno alla cosa e ho smorzato sul nascere qualsiasi velleità da "paladino vendicatore" tra i lettori. E del resto
anche il mio primo post era in larga parte dovuto alle richieste di chiarimenti e alle segnalazioni che mi erano pervenute via web, la mattina del 14 settembre.
Quello che non posso fare, tuttavia, è impedirvi di continuare a chiedere conto della singolare coincidenza. Alcuni di voi lo hanno fatto e si sono sentiti in dovere di inoltrarmi le risposte ricevute. A titolo di esempio, in alto potete trovare
quello che Rosaria ha pubblicato sulla mia pagina pubblica, il 18 settembre alle 16:36, in cui
Marco Travaglio mi annovera tra
i mitomani che infestano il web ai quali lui non deve nessuna spiegazione.
Marco Travaglio
mi conosce benissimo, come del resto è ragionevole pensare avendo io un blog di vecchia data sulla versione online del Fatto. Ci siamo visti e parlati in più di un'occasione, ci siamo avvicendati sul palco del
Premio Ischia Internazionale del Giornalismo (lui
vinse la XXX edizione, io
vinsi quella successiva), fece pubblicare in diverse occasioni le mie inchieste sul Fatto Quotidiano cartaceo (come "
La videocassetta che uccide"), girò il mio contatto a collaboratori interni quando stavano promuovendo l'uscita del quotidiano eccetera eccetera.. E poi tiene una rubrica fissa sul blog di Grillo, sul quale il mio faccione è comparso svariate volte in bella mostra (per esempio
qui e
qui, ma non solo): sentirlo annoverare uno tra i primi blog di politica e attualità italiana, costruito a prezzo di enormi sacrifici personali a colpi di attendibilità e autorevolezza, tra "
i mitomani che infestano il web", senza minimamente entrare nel merito della questione, è avvilente, umiliante e anche un tantino irritante.
Questo è il motivo che mi spinge a ritornare sulla questione, nonostante l'avessi chiusa. Anche perché se Byoblu.Com è
il blog di un mitomane, tutti voi che lo leggete assiduamente da tre anni siete quantomeno dei
poveri sprovveduti, paragonabili agli adoratori di una strampalata setta esoterica qualsiasi.
Invece, la realtà è quella che chiunque può valutare da solo. Questo è il mio post dal titolo "
Quel che si può fare in due minuti", questo è
il suo editoriale del mattino dopo sul Fatto Quotidiano e questo il post decisamente sottotraccia (rispetto ai titoloni che altrove avrebbero sicuramente composto, con grandi squilli di fanfara) dove davo conto dell'accaduto: "
Sono contento di sapere che Marco Travaglio mi legge".
Per tutta risposta sto registrando sue continue manifestazioni di discredito e disprezzo. Come si suol dire: "oltre al danno la beffa" o, in altri termini, "cornuto e mazziato".
Personalmente, credo si stia passando il limite, ma sono aperto alle vostre considerazioni, "
io"...