Comma 29, il nostro emendamento in Parlamento

Chiariamo subito una cosa: sono contrario al diritto di rettifica per i blog se normato facendo ricorso a strumenti obsoleti quali raccomandate, fax, richieste di inserimento amanuensi e così via. Il diritto di rettifica può trovarmi d’accordo, ma deve essere conseguito attraverso l’utilizzo di mezzi tecnologici adeguati ai tempi e al medium cui devono essere applicati. In parole povere, trovo ridicolo che si costringa qualcuno a ricevere comunicazioni scritte, telefoniche, a mezzo R/R, via fax o attraverso segnali di fumo, caricandolo della responsabilità di essere reattivo e dell’onere di ulteriore lavoro manuale, solo per espletare una procedura che potrebbe essere benissimo eseguita in maniera automatica.

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Detto questo, la definizione di una normativa che sfrutti adeguatamente la tecnologia esistente richiede tempo. Bisognerebbe che deputati e senatori istituissero un apposito tavolo tecnico al quale dovrebbero quindi partecipare gli attori della rete, quelli che la pensano e la fanno tutti i giorni. Poi la proposta di legge dovrebbe essere sottoposta a consultazione pubblica, ovviamente su internet, e finalmente calendarizzata. Peccato che il famigerato Comma 29, quello che vuole applicare una normativa desunta paro paro dalla legge sulla stampa del 1948 ai blog, sia contenuto nel DDL Intercettazioni, e che questo DDL sia sfortunatamente una priorità del governo, nonostante la crisi, la disoccupazione, l’economia da riavviare e così via. Dunque fin dall’inizio ho scelto di perseguire la strada di un emendamento: se proprio il Diritto di Rettifica doveva passare, meglio che fosse light. In calce al post trovate la storia della battaglia contro questa ennesima norma ammazza-blog, forse la più insidiosa di tutte, ricostruita attraverso i video pubblicati su questo blog sin dal 5 febbraio 2009.

L’anno scorso ho chiesto all’On. Cassinelli di rendersi disponibile alla realizzazione di un emendamento al Comma 29 che fosse il frutto di una discussione condivisa sul web e, dopo centinaia di vostri commenti disseminati tra il blog e youtube, eccone finalmente il frutto [scarica il PDF]. Ora che il DDL Intercettazioni, la cui discussione in aula era stata temporaneamente sospesa, è tornato di stringente attualità, Roberto Cassinelli è pronto a richiederne la discussione in aula, cosa che presumibilmente potrebbe già avvenire nei prossimi giorni e che potrebbe non trovare un percorso ostile davanti a sé.

I miglioramenti sono molti e piuttosto essenziali. Innanzitutto i tempi: se non si tratta di una testata regolarmente registrata, le 48 ore si dilatano a 10 giorni. Poi l’entità della multa: per i blog, se avranno cura di pubblicare “anche in forma anonima” un’indirizzo email cui inviare le richieste di rettifica, le sanzioni passeranno da un massimo di 12.500 EUR a un intervallo compreso tra 100EUR e 500EUR. Poi c’è l’esclusione dei commenti dalle rettifiche, l’esclusione dei social network e l’esclusione di tutti i contenuti destinati a un gruppo ristretto di persone. E ancora: la rettifica in calce al contenuto originale deve essere effettuata solo se tecnicamente possibile. Non è colpa vostra, insomma, se remail, reblogger e altri servizi analoghi spammano i vostri contenuti inondando la rete di cloni che non potete controllare. Se poi non siete tecnicamente in grado di effettuare la rettifica, ma sapete a chi ci si può rivolgere, vi basterà rispondere indicando l’indirizzo della persona che può farlo.

Se il Diritto di Rettifica applicato ai siti informatici deve proprio passare, che almeno passi in questa forma ammorbidita.

Ringrazio l’On. Cassinelli per avere lavorato insieme a noi alla stesura di questo emendamento e tutti voi per la vostra preziosa e appassionata collaborazione. Quello che potevamo fare, l’abbiamo fatto. Ora vediamo cosa riesce a fare chi invece ha puntato tutto sullo stralcio totale del Comma 29.

Ieri sera ho intervistato per il blog l’On. Roberto Cassinelli. Ecco le sue risposte.

 IL COMMA 29, DAL BLOG AL PARLAMENTO

Aggiornamenti in real-time da Roberto Cassinelli


Claudio Messora: A che punto è l’iter di approvazione del DDL Intercettazioni, quello che contiene il famigerato Comma 29?Roberto Cassinelli: Il ddl è all’esame dell’Assemblea. Nel giro di poco tempo dovrebbe uscire dalla Camera: se sarà approvato così com’è diventerà subito legge. Se invece, come auspico, verrà modificato, dovrà tornare al Senato.Claudio Messora: Quando la norma cosiddetta “ammazza blog” fu introdotta nel DDL Intercettazioni, l’11 giugno 2010 lanciai dal blog, grazie al tuo sostegno, la proposta di un emendamento costruito coinvolgendo la rete e integrando i commenti dei lettori, al fine di mitigarne gli effetti negativi nell’ipotesi – che almeno al momento si sta rivelando corretta – in cui alla fine non venisse stralciato. L’emendamento divenne realtà, lo annunciai proprio sulle pagine del blog e, ora che il DDL sta per essere discusso, siamo pronti a proporlo alla Camera. Potresti riassumercelo? [Qui il pdf con l’emendamento integrale nella sua versione più aggiornata]
Roberto Cassinelli:
Molto brevemente, la mia posizione è la seguente: il diritto di rettifica deve valere anche su internet, perché anche in rete la posizione di qualsiasi libero cittadino può essere rovinata da affermazioni false. Ma non si può immaginare di chiedere ad un amatore e ad una testata professionale di rettificare negli stessi tempi, per le divergenze strutturali tra le due realtà. Nè si può pensare di applicare le medesime sanzioni in caso di inadempienza.Claudio Messora: Gli emendamenti al Comma 29 presentati dai vari schieramenti dovrebbero essere 7 in tutto, compreso il “nostro“. Sapresti per caso in cosa si differenziano?

Roberto Cassinelli: Non ho ancora avuto modo di leggere alcun emendamento oltre al mio.

Claudio Messora: Qual’è l’orientamento della maggioranza rispetto all’ipotesi di approvazione dell’emendamento? Chi sono i più intransigenti e chi i più disponibili? Ritieni che potrebbe essere approvato?

Roberto Cassinelli: Diversi nella maggioranza hanno espresso il proprio favore: tra questi il Ministro Meloni che, essendo membro del Governo, ha certamente un peso importante. Molti altri, non solo del PDL, mi hanno cercato per discutere e capire la mia posizione. Nessuno, finora, mi è parso intransigente. Staremo a vedere.

Claudio Messora: Nel caso in cui venisse approvato, da quando la legge potrebbe diventare effettiva?

Roberto Cassinelli: Se non sarà indicata una data precisa (e non mi sembra questo il caso), la legge entrerà in vigore dal momento della sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

Claudio Messora: Non esiste politicamente nessun margine per rinviare una regolamentazione della materia ad una legge più organica e armonica rispetto alla specificità delle tecnologie di rete, magari costruita mettendo intorno al tavolo chi la rete la fa e la gestisce tutti i giorni, dai tecnici ai teorici ai produttori di contenuti?

Roberto Cassinelli: Nel contesto del ddl in questione, il comma 29 ci può stare. In altri casi, invece, credo che la rete vada considerata indipendentemente, come per il diritto d’autore.

Claudio Messora: Possiamo impegnarci in un percorso che definisca presto un quadro normativo diverso, più ampio e al passo con l’innovazione e con i tempi, per formulare una legge che superi questo ed altri comma e non penalizzi questo paese rispetto ad altri che non hanno queste limitazioni?

Roberto Cassinelli: Ho già avuto modo di dire che la rete ha bisogno di un riconoscimento istituzionale: troppo spesso viene sottovalutata ed emarginata. L’auspicio è che questo approccio cambi, e che si vada verso una sempre maggiore sensibilità nei confronti di un fenomeno che più di ogni altro sta caratterizzando il nostro tempo.

Ripercorriamo insieme la storia del Comma 29 su Byoblu.Com:


Ecco un elenco di video, in ordine cronologicamente inverso, che documentano parte degli interventi apparsi su questo blog in difesa della rete e che si occupano specificamente del Comma 29. In coda, accludo anche il video: “La lunga triste storia degl assalti alla Rete“, perché fa sempre bene ricordare in quanti modi il legislatore ha cercato di rendere l’Italia un paese ostile a internet.

 

Il video dell’11 giugno 2010 in cui lanciavo la consultazione per la costruzione di un emendamento:

 

Il video dell’17 giugno 2010 in cui illustravo la nostra proposta di emendamento:

 

Il video dell’27 settembre 2011 in cui denunciavo il ritorno del DDL Intercettazioni con il Comma 29:

 

Insieme a Guido Scorza, il 7 maggio 2010, per denunciare il Diritto di Rettifica:

 

La mia prima proposta, il 5 febbraio 2009, per risolvere il problema delle rettifiche in rete

 

La lunga triste storia degli attacchi alla rete, aggiornata al 3 luglio 2011

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12 risposte a Comma 29, il nostro emendamento in Parlamento

  • 6

    Caro Claudio,

    Evitiamo di essere ingenui. la norma contenuta nel cosiddetto comma 29 ha come scopo – e tu lo sai meglio di tanti altri – di rendere difficile la vita a chi con passione e dedizione cura un blog.

    Penso sia inutile invitare i proponenti di considerare le nuove tecnologie e non equiparare il diritto di replica alla carta stampata.

    Mi spiace ma sarà difficile che l’emendamento da presentare venga preso in cosiderazione. Addurranno come scusa il fatto che non tutti sono in grado di replicare ad eventuali articoli utilizzando le tecnologie oggi esistenti.

    Non voglio essere pessimista ma, conoscendo gli attor,i penso sia una battaglia persa.

  • 5
    pierluigi

    Roberto Cassinelli è un deputato del PDL!

    Capisco che non si può guardare per il sottile, però se una buona legge deve essere fatta, non mi sembra (vorrei tanto sbagliarmi) il miglior portavoce! Vorrei tanto vedere il suo comportamento nei riguardi dei luogotenenti di B.!

    Ucci ucci sento odor di cristianucci….

    • 5.1

      Quanto hai scritto denota che hai poco seguito il parto di questo “emendamento 2.0”: non è una legge questa, come erroneamente pensi, bensì un emendamento ad un più ampio disegno di legge che sta per essere varato.
      E’, diciamo, l’ultima spiaggia per porre un minimo di argine ai danni che verrebbero fatti se il decreto sulle intercettazioni passasse così com’è per quanto riguarda il diritto di rettifica per i blog.
      Messora ha trovato la disponibilità a discutere e presentare un emendamento da parte di Cassinelli e l’ha colta al volo: posto che il decreto sarà approvato, vista la maggioranza del governo in parlamento, l’alternativa sarebbe quella di stare a guardare o, al massimo, abbaiare senza cavare un ragno dal buco, come fa la sinistra parlamentare e i suoi derivati mediatici.

  • 4
    Stereo86

    Caro Claudio,

    a mio parere dai ogni volta prova di grande senso di democrazia. Aver trovato una spalla PDL è un esempio lampante. Non che io sia militante PDL. Milito per le buone idee e per la giustizia. A volte gli individui singoli possono essere molto diversi da ciò che dovrebbero rappresentare (A mio avviso, PDL=raccontafrottole).

    Io ritengo che la rettifica non sia nient’altro che un commento, dove il mittente è stato chiamato in causa nell’articolo commentato, quindi mi sembra corretto che abbia la stessa visibilità dell’articolo padre in modo da poter essere letto con facilità da tutti. 

    La sanzione però, per come la vedo, la concepisco nel momento in cui si tratta di calunnia, di diffamazione, di insulti o da falsità conprovate da documenti (linkabili benissimo nella stessa rettifica magari). La rettifica è già una forma di “bacchettamento” che il lettore vede, analizza e da cui ne trae le conclusioni. Se il lettore trova corretta la rettifica andrà a discapito del giornalista/blogger che non si è informato bene. Se viceversa, il lettore trova consenso, il rettificatore dovrà farsi un esamino di coscienza e amen.

    Che dite? Non sono un giornalista e mi mancano le basi, ma parlandone magari si arriva ad una conclusione positiva.

    Saluti a tutti.

  • 3

    Mi spiace Claudio ma sono d’accordo con Simone: Si finisce per accettare questa vergogna con il contentino dell’eventuale riduzione della multa.

    Non so te ma i piccoli sarebbero comunque in ginocchio.

    Bisogna rifiutare tout court la norma anche se il diritto di replica è condivisibile ma con altri metodi come hai ricordato tu

  • 2
    rutulo

    Se questa oscenità dovesse passare, ci si potrebbe organizzare ed inviare quotidianamente centinaia o migliaia richieste di rettitica ai blog dei politici, ai siti istituzionali ed ai siti gestiti dai partiti che approvano il comma 29! Che ne pensate? Capirebbero cosa stanno facendo?

  • 1

    Riposto un commento che ho lasciato sul sito di Valigia Blu (altro movimento sotto l’ala della chioccia PD/De Benedetti):

    Tutto ciò che è fuori dall’orbita della sinistra parlamentare/PD per voi non esiste e non va preso in considerazione.
    Il grande lavoro svolto su internet da Byoblu.com, da ben più di un anno e che ha avuto come risultato quantomeno di portare in parlamento un emendamento per porre un minimo di argine alla mordacchia per i blog tramite il parlamentare Cassinnelli, non è degno di rientrare nelle rassegne delle mobilitazioni web censite dal gruppo Repubblica/PD e galassia dei loro patrocinati.
    La cosa paradossale è che tutta quest’accozzaglia di filosofi ed intellettuali a copertura mediatica De Benedetti nulla hanno mai ottenuto sino ad oggi. Un solo uomo, Claudio Messora di Byoblu.com, con l’aiuto della rete e senza alcun tam tam mediatico, è riuscito a portare in parlamento nientemeno che un emendamento, e questa volta è il caso di dirlo, allestito in piena filosofia 2.0.
    Naturalmente a Valigia Blu, il Post, Repubblica.it, L’Espresso e compagnia cantante tutto ciò non interessa, meglio continuare ad abbaiare e far caciara.

  • 0
    Wanda W

    E allora? Anzi: a maggior ragione! Significa che ha più probabilità di farsi approvare l’emendamento rispetto a se fosse proposto da Franco Barbato, no?
    Mah… io sto squadrismo proprio non lo capisco.

  • -1
    Wanda W

    E allora? Anzi: a maggior ragione! Significa che ha più probabilità di farsi approvare l’emendamento rispetto a se fosse proposto da Franco Barbato, no?
    Mah… io sto squadrismo proprio non lo capisco.

  • -2
    Wanda W

    E allora? Anzi: a maggior ragione! Significa che ha più probabilità di farsi approvare l’emendamento rispetto a se fosse proposto da Franco Barbato, no?
    Mah… io sto squadrismo proprio non lo capisco.

  • -3
    simone d

    non c’è tutta la differenza che sembra tra 500 e 12.500 euro. 

    e il fatto che chi vuole può chiedere rettifica quando vuole non cambia.

    molti “piccoli” sarebbero comunque fermati da questa norma, per i soldi e per le continue rettifiche che possono subire se il lavoro è ben fatto.

    • -3.1

      No, ti sbagli. E’ molto più morbido e molto più abbordabile. Inoltre scordi una cosa: l’alternativa non è “non averlo per niente”, ma “averlo del tutto, tale e quale a come l’hanno formulato loro”. 

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