Dopo vent'anni di internet in Italia, dopo sei anni dall'avvento di YouTube e in piena era di tablet, smartphone,
internet delle cose e conoscenza condivisa, salta ancora fuori tale
Alberto Di Majo che, sul
Tempo,
genialmente scrive:
« La nuova legge sulle intercettazioni potrebbe avere un merito inaspettato: far scomparire Wikipedia. »

Facciamo presente al signor Di Majo che la
Treccani, quella in 57 volumi, costa almeno
10 mila euro o giù di lì. E' un
sapere di casta, riservato ai nobili o -
generosamente ringraziando - concesso ai pochi sparuti plebei che hanno il tempo di perdere un pomeriggio (se abitano in una grande città) per andare in una di quelle rarissime biblioteche che se la possono permettere. E' un insulto alle foreste amazzoniche, fa a pugni con gli spazi sempre più ridotti degli appartamentini del popolo (che vivono in due locali più servizi) e richiede un tempo di consultazione estremamente lungo, se paragonato all'immediatezza di un click.
Viceversa,
Wikipedia conterrà anche alcuni strafalcioni, ma rappresenta il culmine della filosofia del sapere distribuito, democratico, neutrale, incontrollabile, critico (perché richiede un approccio attivo alla verifica delle fonti e non si basa su un assorbimento passivo di informazioni decise da altri senza possibilità di confronto), si aggiorna da sola, non occupa spazio, è disponibile anche sul tram o al parco, si consulta in un tempo quasi istantaneo e, soprattutto,
è GRATIS!
La cultura del terzo millennio
d.C. si costruisce insieme, in maniera collaborativa. Non si demanda più a un'oligarchia di pochi eruditi ed
è per tutti, non solo per i figli dei ricchi.
« Tale è l'uso ammirabil del Tempo, e da questo nasce, che sovente a noi conviene mutar voce. »