Servizio Pubblico: cosa non va

I miei 10 euro li ho versati da tempo. Per me si è trattato di una questione di coerenza. Bisogna superare il modello televisivo e portare il dibattito pubblico in rete, dove tutto è più distribuito, paritetico e potenzialmente più democratico. E così, secondo lo statuto sono diventato un socio sostenitore di “Servizio Pubblico“, la nuova “rivoluzione“, come la definisce Santoro. Ieri sera la prima puntata, andata in onda su un mix di media televisivi, satellitari e web.

Quando si dice però che la rete non è la televisione, non si dice solo una cosa ovvia. Tra i due mondi le differenze sono molte di più rispetto a quelle che si riescono a immaginare. La televisione è il trionfo dello sfarzo, dello spreco, spesso del superfluo e ancor più dell’inessenziale, se non proprio dell’inutile. E’ in televisione che si spendono budget da mille e una notte per realizzare trasmissioni il più delle vote mediocri, che gettano fumo negli occhi senza informare, talvolta veri e propri flop (come l’ultimo format di Sgarbi abbandonato dopo una sola puntata ma costato 8 milioni di euro agli abbonati). La rete, non avendo a disposizione introiti ingenti e tantomeno facili, nasce povera ed essenziale. Vive di contenuti, tra i quali solo i migliori, quelli di un certo spessore effettivo, riescono a “bucare” e a raggiungere una buona diffusione. Il popolo del web, avendo a disposizione un’autentica miniera fatta di oro, diamanti ma soprattutto di spazzatura, è abituato a navigare veloce, a capire al volo se quello che sta leggendo o guardando vale la pena di impegnare i suoi prossimi 5 minuti. Per questo, avendo poco tempo (poco più di un’ora al giorno, secondo gli ultimi dati Audiweb) e molto da conoscere, internet ha imparato ad apprezzare la sintesi, l’originalità, perfino la rudimentalità che, in qualche modo, privilegia la sostanza rispetto alla forma. Valori che vanno di pari passo alla sobrietà della presentazione e alla parsimoniosità della realizzazione, soprattutto in considerazione del target di riferimento, composto da utenti informati, consapevoli, sensibili alle tematiche della decrescita, del rispetto per le diseguaglianze, del risparmio delle risorse ambientali e degli sprechi. Per questo portare il dibatto in rete significa dargli una dimensione del tutto nuova, mettere al centro idee e contenuti originali e ad alto contenuto informativo, esaltare il modello di interazione, coinvolgere i il navigatore (la vecchia definizione di pubblico non si adatta più al nuovo mondo social) profondamente e soprattutto offire soluzioni, perché se c’è una caratteristica fondamentale della rete, questa è la possibilità di offrire un modello partecipativo perfetto per condividere le risorse, sommare le energie, unire le forze e lavorare a un possibile cambiamento.

Oggi ho fatto un sondaggio: ho chiesto se “Servizio Pubblico” fosse piaciuto. Per la maggior parte di voi è stato soddisfacente, ma non mi ha sorpreso notare come sommando le risposte diverse (anche in questo la rete dimostra la sua reale specificità, consentendo a chiunque di aggiungere una nuova risposta a quelle preconfezionate) venisse fuori che per un numero di internauti pari circa ai due terzi di chi ha risposto positivamente il nuovo “format” di Santoro non fosse entusiasmante. Non mi ha sorpreso perchè “portare il dibatto in rete” non significa prendere una trasmissione televisiva e replicarla pari-pari, fin nei minimi dettagli organizzativi ed economici, usando doppini in rame e fibra ottica al posto dell’etere. Se ci si limita a questo, il risultato non può che essere deludente, o quantomeno non può essere considerato un’operazione di valore per l’evoluzione di un modello culturale che metta il web al centro, con la sua filosofia e la sua attitudine.

Mi chiedo, per esempio, se un budget di diversi mililoni di euro per realizzare 8 puntate (poi ora forse estese a 25) non sia un residuo da carrozzone televisivo, piuttosto che rappresentare il matrimonio tra l’informazione e la rete, che viceversa ha dimostrato di saper produrre contenuti interessanti a costo zero. Non pretendo che due ore di approfondimento settimanale, con inviati e servizi di qualità, non abbiano un costo, ma sono sicuro che su internet si potrebbe fare lo stesso con un budget infinitamente inferiore. Non è uno spreco anche questo?

Mi chiedo ancora se continuare ad invitare sempre gli stessi ospiti, già superinflazionati in televisione, non sia una mera continuazione di quella semplficazione e di quella uniformazione delle idee che il piccolo schermo ci ha condannati a subire e che invece il web ci ha abituati a superare, con la ricchezza e la diversità delle opinioni che ospita e delle proposte che diffonde tra le quali è possibile trovare chiavi di lettura sempre nuove e interessanti, ignorate dalla televisione che tende al controllo più che al libero confronto. Non è anche questo uno spreco di tempo e di risorse? Non è un inaridimento delle potenzialità della rete?

Mi chiedo poi se tutto il modello di interazione che internet mette a disposizione, secondo infinite possibilità di ricombinazione, si debba risolvere in una pagina facebook dove raccogliere qualche commento e nella quale lanciare qualche sondaggino un po’ retorico. Se è per questo, avevamo già il televoto e la telefonata in studio. Non è anche questo uno spreco alla ennesima potenza di risorse e potenzialità?

E mi chiedo anche se vale la pena usare tutta questa potenza di fuoco economica, conferita da centomila donatori, per parlare di Lavitola e per intervistare ragazzine che eufemistamente si possono definire “immature” – tutte cose note e arcinote – invece di dare spazio a nuovi interlocutori e discutere insieme di idee, di soluzioni, di futuro. Non è uno spreco di tempo (oltretutto, giornalisticamente, in forte ritardo sulla notizia)?

E infine mi chiedo, soprattutto, se “portare il dibattito pubblico in rete” significhi vendere il proprio player multimediale in via esclusiva a Repubblica, al Corriere e al Fatto Quotidiano, per una cifra che solo per Repubblica ammonta a 70 mila euro, impedendo al resto del web (tra cui i famosi centomila sottoscrittori che la trasmissione se la sono pagata) di trasmettere la diretta sui loro siti, sui loro blog e sui loro canali social.

Se questa è la ricetta di Santoro per trasformare il modello televisivo, non mi paice dirlo ma ritengo si tratti di un’occasione sprecata. E forse lo ritiene anche il pubblico in rete, visto che i dati sul traffico internet registrati in tempo reale da Akamai, il network cdn che ha trasmesso in esclusiva sul web l’evento (per una cifra stimata di 250 mila euro), sembrano non aver conosciuto il picco significativo diffuso nei comunicati ufficiali di Servizio Pubblico, subendo invece un calo del 5% rispetto al traffico medio giornaliero, nel pieno svolgimento della puntata (e in ogni caso, numericamente, parliamo della metà dell’audience che aveva sviluppato il primo esperimento dal Paladozza). Come base di discussione, ecco la screen-shot (*):

Siccome il mondo dell’informazione e quello della rete italiana hanno un disperato bisogno di tutti coloro che possono contribuirvi in maniera sostanziale ed efficace e Santoro, con le sue disponibilità e con la sua esperienza, è sicuramente un giocatore di primaria importanza nella partita, mi auguro che si possa trattare di errori di gioventù e che il futuro riservi delle sorprese, portando il transatlantico di Servizio Pubblico a ridimensionare il consumo di risorse, a dare spazio a chi ha idee nuove e fresche da comunicare, a potenziare le dinamiche di interazione e a liberalizzare il flusso delle informazioni, senza replicare modelli di proprietà claustrofobici e piramidali che la rete è nata casomai per superare, non per derivare da quelli televisivi.

Per come è adesso, Servizio Pubblico è ancora troppo televisione e troppo poco internet.

(*) Akamai ha una rete infinitamente estesa e un traffico enorme, per cui non mi aspetto che Servizio Pubblico incida significativamente sulle percentuali (ammesso che abbia senso discuterne), però un calo del 5% sul traffico medio resta pur sempre un dato.

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40 risposte a Servizio Pubblico: cosa non va

  • 20
    Roberto98765

    Posso essere daccordo con te per quanto riguarda la forma del programma, i contenuti e gli sprechi tecnici ma mi chiedo pero’ se tu non trovi sia un valore avere una folta redazione stipendiata che puoi mandare su e giu’ per l’italia pagandogli trasporti e alberghi per inseguire le notizie, immagina tu scopra improvvisamente che devi volare a Panama magari la sera stessa o il giorno dopo per intervistare lavitola e che contemporaneamente ti serve l’intervista a analista finanziario di Ney York che non ne vuole saperne di webcams e devi pagare qualcunaltro per andarci. I soldi sono anche potere maggiore d’azionme,.

  • 19

    secondo me ci vai giu pesante

    Santoro nasce e si sviluppa in televisione non pretendere miracoli da lui, internet lo ha lasciato indietro e quello che ha fatto infondo rappresenta il primo passo di una evoluzione.

    Tu piuttosto in tv te la cavi egregiamente ma non sei performate come sul blog

    in tv ai tuoi interlocutori gli dai del filo da torcere ma sono convinto che se ti affrontassero sul web resterebbero stritolatiLasiatelo dire ma in tv vai bene ma sul tuo blog sei un panzer

    comunque complimenti per il post

  • 18

    Ho letto attentamente il post di Claudio e i vostri commenti. Su alcuni sono molto d’accordo (Cambio degli ospiti, lavitola indecente) su altri un pò meno. Mi sembra eccessivo il costo di 25 milioni, io l altro giorno avevo visto la conferenza stampa integrale, non ricordo il passaggio sui costi, adesso la riguarderò. Del resto non ho dubbi sulla tua precisione e competenza nel riportare fatti e dati. Però non va massacrato questo programma, noi ragioniamo da internauti ma siamo consapevoli che la stragrande maggioranza dei cittadini non ha nemmeno idea di cosa significhi, streaming, banda larga, share, ecc ecc. Va dato atto a Santoro che, a modo suo, sta facendo una rivoluzione nella tv generalista italiana. L’Italia è questa, è arretrata, per noi una trasmissione in streaming è una cosa normale, per tanti altri no. Anche per questo il programma ha mantenuto un format televisivo, altrimenti una larga fetta di pubblico la perdi a priori. Detto questo son d’accordissimo che bisognerà migliorare, che bisogna invitare ospiti nuovi, cittadini, non sempre le solite facce scaldasedia. E basta con i lavitola e le olgettine, bisogna fare un salto di qualità. Ma diamo fiducia e tempo a Santoro. Se poi non cambierà nulla allor apotremo criticarlo. Complimenti come sempre Claudio per il tuo impegno. 

  • 17
    Antonio di matteo

    Non capisco la delusione dei commenti. Innanzitutto Santoro non ha promesso alcuna rivoluzione tecnologica. Il suo obbiettivo, più volte dichiarato pubblicamente, era quello di fare breccia nel duopolio Rai – Mediaset, dimostrando che si può raggiungere il grande pubblico anche fuori dal circuito controllato dal monopolista, mandando in crisi il sistema. Ed in questo è riuscito perfettamente. 

    Nei discorsi pubblici da lui tenuti che hanno preceduto questo progetto, ha più volte dichiarato che le esclusioni della Dandini e di Saviano, come le pressioni su lui esercitate affinchè abbandonasse la RAI, più che per motivi di censura , sono stati ordinati dal monopolista per riportare il bilancio degli ascolti a favore di Mediaset. Ciò è possibile perchè non c’è un vero mercato della televisione nel nostro paese.

    Nel progetto di Santoro la rete e facebook sono e saranno usati solo per pubblicizzare il programma , con le condivisioni su facebook e gli embedding dei video su youtube. I fatti gli stanno dando ragione se consideriamo che i Mi Piace del sito erano sotto i 100.000 prima di giovedì ed in una sola giornata hanno superato i 165.000. 

    Non credo che sarà mai nelle intenzioni di Santoro , alla sua età, voler abbandorare ciò che sa fare , e bene, per cimentarsi in format web spinto, rinunciando cosi necessariamente ad una grossa fascia di ascoltatori.

    Per quanto riguarda i contenuti ed i tempi del programma sicuramente è da perfezionare, ma consideriamo anche che la puntata, durante la sua preparazione, non ha potuto tenere conto degli avvenimenti convulsi e drammatici di questi ultimi giorni, con un default nazionale ed una crisi in itinere, avvenimenti che hanno fatto sembrare di minore interesse quanto mostrato nei servizi.

     

     

  • 16
    Cappuccetto Rosso

    Caro Claudio, permettimi di dirti che stupisco del tuo stupore… Michele Santoro è un personaggio televisivo e il suo “Servizio Pubblico” è concepito per essere un programma televisivo sulla falsariga di “Anno Zero”, dunque non capisco la tua delusione. Se ritieni che si possa mettere in piedi qualcosa di diverso la risposta più immediata che ti devi aspettare è che qualcuno ti dica: “Ma scusa, falla tu ‘sta benedetta trasmissione fatta apposta per il web e gli internauti come te!”.

    Questione diversa è la riuscita o meno della prima puntata di questa nuova stagione televisiva di Michele Santoro. Probabilmente molti di noi si aspettavano qualcosa che assomigliasse di più a “Rai per una notte” andata in onda dal PalaDozza di Bologna il 25 Marzo del 2010, con tanto di ospiti provenienti dai più diversi pianeti della galassia artistica nostrana ed internazionale. Spiace dirlo ma così non poteva essere. Michele ha dovuto pagare lo scotto di mettere in piedi tutta la macchina organizzativa e i tempi si sono abbastanza allungati. Questo ha consentito ai suoi più diretti concorrenti (LA7 di Mentana e Formigli) di bruciare le tappe e di anticiparne in qualche modo gli eventi. Il Web, caro Claudio è stato usato solo come veicolo di trasmissione e la sottoscrizione di 10€ non dava diritto ad alcuna forma di partecipazione diretta essendo su base squisitamente volontaria 8contributo pagato peraltro anche dai telespettatori). Hai ragione invece quando ti riferisci alle esclusive sull’uso del player multimediale concesso solo a pochi quotidiani. Io avrei sottolineato di più la concessione dell’esclusiva televisiva per la trasmissione dal satellite concessa a SKY avendo peraltro a disposizione decine di frequenze in affitto “free to air” dal satellite Hotbird.

    Un saluto. 

  • 15
    SimoneCimo

    ad esempio notate che sul sito di serviziopubblico i video girano già in flash e non più in silverlight di microsoft… noi utenti glielo abbiamo fatto presente ieri sera via facebook… spero che il comportamento rimarrà su questa linea.

    Cmq vi ricordate i SIMPSON? guardale pa prima serie e l’ultima serie: lo stile è notevolmente cambiato. Questo è ciò che si chiama (sec me) “identità” per un programma… E’ impossibile (sec me) partire con un programma con le idee al 100% chiare..

    Io (programmatore) quando programmo un gioco, comincio con una bozza ma vi assicuro che il risultato finale è ben più remixato rispetto lo “story board” iniziale….

     

    Io darei tempo al programma prima di puntare il dito,  anche il titolo di quest’articolo secondo me è troppo triste rispetto al momento in cui siamo oggi ed ora  :)

  • 14

    A me la trasmissione è sembrata nel classico stile “Tutto cambia perchè nulla cambi”!

    Un pò com’è il governo che abbiamo.Io la puntata l’ho vista un pò per capire un pò

    per curiosità,ma mi sono stufato quasi subito quando ho capito che era sempre la

    stessa minestra.Purtroppo sono marci,come tutti gli ospiti che ancora lasciano parlare

    La grande miniera sono i commenti degli utenti,anche questo sito non era nulla

    fino a quando non si è riempito di commenti.Devono lasciare la parola ed il dibbattito

    alle persone.Io non ce la faccio più a sentir parlare vecchi rinc*****niti artefi del

    nostro disastro.Internet si muove con gente giovane e frizzante e non complici del

    loro sistema,con tante idee,e se vogliamo cambiarlo veramenta dovete far parlare

    loro!

     

  • 13
    Oroargento

    Ho piacere che ciò che ho pensato io fin dai primi minuti di visione siano stati interpretati in questo valido post. Concordo pienamente.

  • 12
    Annamaria Arlotta

    Condivido molte delle critiche, tra cui quella sul sottotono della trasmissione. Ma soprattutto mi piacrebbe vedere come ospiti gente di venti, trenta e quarant’anni, le donne e gli uomini della generazione che costruisce il Paese adesso, non quelli  che nel bene e nel male hanno già dato, molti dei quali arroccati al potere fino alla vecchiaia. Credo che questo attirerebbe il pubblico di giovani, che si sono allontanati dalla tv anche perché vedono sempre e solo quelli che ai loro occhi sono dei vecchioni.

  • 11

    ho contattato la redazione di servizio pubblico per avere delle delucidazioni sui criteri di scelta di silverlight …mi hanno risposto via mail senza firmarsi … che era dovuto alla qualità superiore del protocollo microsoft. Punto.
    Ho inoltre chiesto dettagli sulla voce di bilancio Spese Internet per le prime 8 puntate (spese che ammontano 200 000 EURO circa … ) la risposta è stata : streaming di alta qualità-
    Sembra ovvio che anche qui c’è qualcuno che mangia alla grande con i prodotti microsoft …

    credo sia importante che venga divulgata questa vergogna …. per garantire un … servizio pubblico … accessibile a tutti

    https://plus.google.com/u/0/111662405840823184062/posts/J5HtXzxkiQE

  • 10

    Grande Byoblu, perfeta sintesi del malessere che provavo guardando la trasmissionie ieri sera.

  • 9
    lacandida

    mpedendo al resto del web (tra cui i famosi centomila sottoscrittori che la trasmissione se la sono pagata) di trasmettere la diretta sui loro siti, sui loro blog e sui loro canali 

     

    Non saprei… forse è dovuto anche al fatto di poter contare meglio le visualizzazioni in questo modo. In effetti, però, mi son dovuto sorbire la pubblicità del corriere.tv ieri sera… bella fregatura!

     

     

     

  • 8
    lainen

    Fatti male i conti, costa 250 mila euro a puntata, com’è che diventano 25 milioni per 8 puntate?

    • 8.1

      Si’, mi pare proprio che Claudio abbia fatto male i conti.

    • 8.2

      Io la conferenza stampa (quella subito prima del lancio) l’ho vista e sono sicuro che abbia parlato di 250mila euro a puntata (mentre non ricordo minimamente di aver sentito 25 milioni). Appena avro’ tempo riguardero’ comunque, non si puo’ mai sapere.

      Mi piacerebbe invece sapere cosa ne pensi del mio commento qui sotto riguardo al format: la trasmissione e’ una trasmissione televisiva…

    • 8.3

      dichiarazioni di Santoro in conferenza stampa, ripetutamente, sulla cifra da mettere insieme per garantire tutte le puntate da fare. Cerco di beccarvi i passaggi precisi (non sono articoli, ma lunghe conferenze stampa da guardarsi e poi, eventualmente, segnalare con minuti e secondi).

  • 7
    hyne

    scusa volevo sapere da dove saltava fuori la spesa di 25 milioni di euro per il programma.

    io sapevo che erano 7, anche nella registrazione della conferenza stampa si parlava di 7 milioni totali di costo per la trasmissione, 250.000 a puntata…

    ora forse ho capito male visto che cera scritto “per esempio” e magari ragionavi solo in via ipotetica, ma indipendentemente, da ciò era logico che si arrivasse a spendere tanto dato che il contratto streeming costa 250.000€ (sempre in conferenza stampa), hanno comprato gli studi televisivi e forse anche le attrezzature (sempre che non siano in lising), gli ospiti, i tecnici, giornalisti, immagino fossero tutti pagati.

    Fin dall’inizio santoro aveva detto che voleva fare una trasmissione non inferiore ad AnnoZero e che stesse in piedi imprenditorialmente parlando, oltre al 1.000.000€ delle donazioni i restanti sei milioni vengono tutti da pubblicità, contratti di concessione o trasmissione, e investimento privato, quindi aspettando di vedere il resoconto di come sono stati spesi i soldi, non credo che ci si possa stupire del formato della trasmissione.

    poi chissà, dato che tuttora su facebook, su youtube e su il sito chiedono consigli su come migliorare la trasmissione, magari tutte queste critiche, diventeranno utili.

  • 6
    Diamnteblu

    Servizio pubblico in effetti non è altro che annozero trasmesso su 100 canali secondari invece di quello principale. 

    Smisi di guardare annozero quando comincio a martellare sulle serate ad Arcore, portando in studio ospiti che ripetevano i soliti discorsi che finivano nel nulla. Lavitola e la meteorina più le chiacchiere di Della Valle non fanno che confermare che in fondo non è cambiato niente.  

  • 5

    ciao Claudio

    ti rispondo qui:

    il tuo post su servizio pubblico a mio parere e piu che esaustivo, quello che io intendo e che Santoro viene dalla tv e li sono abituati a bussines milionari ed investimenti milionari. a suo modo Santoro ha fatto un piccolo miracolo perche secondo i suoi standard a speso pochissimo, nulla togliere che una persona come te con quello che spende santoro per una serata ci farebbe miracoli per un anno.

    hai un modo di fare giornalismo puro e mirato e lo spazio che ti stai ricavando in tv ne è la prova. non andare avanti a quei paglici di tele giornalisti, vai oltre.

    con stima e affetto

    Antonello Sepe

    P.S

    ti seguo da una vita, ho quattro segnalibri sul mio bro uno e il tuo

    e che cavolo qualcuno te lo deve pure dire che sei bravo :-)

  • 4
    fanny

    Ottimo,Claudio concordo .Stavo giusto aspettando un tuo post sull’argomento e come al solito sei arrivato puntuale .Puntuale e coerente .Penso che non abbiano ben chiaro ancor cosa significhi fare informazione libera e indipendente.Probabilmente o sono vecchi e certi meccanismi non sono facili da apprendere o sono ancora condizionati e assuefatti da un sistema fagocitario che non lascia spazio al libero pensiero .

    Voglio sperare che capiscano presto il meccanismo e rimedino alla svelta.

    Ho trovato la trasmissione sotto tono noiosa e priva di novità .Avevo già smesso di vedere anno zero un po’ per gli ospiti odiosi che ogni settimana ci propinavano e po’ per gli argomenti triti e ritriti.

    Quando ho visto Lavitola e l’attenzione a lui data ho cambiato canale ,per non parlare della ragazzina ,questo è troppo .Stiamo vivendo una situazione drammatica a livello economico , comportamentale e spirituale e questi ci fanno vedere gli schemini di uno che sta a Panama ,da quel che dice più che un uomo mi sembra un bancomat!

    La scelta della scenografia mi è sembrata ostentatamente minimalista ,vecchio stile ,talmente vecchio che ci hanno messo le sedie dell’osteria .

    Ho voglia di novità e dinamismo e soprattutto di menti brillanti che condividano la loro sapienza e che sappiano proporre soluzioni fattibili .

    Invitate Messora .

    baci a tutti

     

  • 3

    Che lucida analisi, da player di spicco della rete quale sei!

    Certo che quel mare di soldi in mano a Byoblu.com chissà che tirerebbero fuori, altro che Lavitola e mignottelle 2.0.

    Ragazzi, dateci dentro con le donazioni a Byoblu.com, su quest’aspetto della conoscenza (e in parte contribuzione alla sua evoluzione) della rete è un numero uno che non possiamo permetterci di perdere… è lo stesso concetto, quello di difenderne la libertà di espressione e diffusione, che in tantissimi hanno applicato al caso Santoro, facendogli raccogliere in brevissimo tempo cifre da capogiro: basterebbe qualche decimo di quelle cifre per rendere questo blog (riduttivo) un vero polo d’informazione genuina e non mediata.

    Complimenti Messora.

  • 2
    cefamax

    Credo che quello di “servizio pubblico” sia un po’ come la prima trasmissione televisiva in bianco e nero… certo non è perfetta ma da lì si può partire per fare molto meglio. A me personalmente non è dispiaciuta per nulla e personalmente credo che investire tutti quei soldi per avere professionisti di un certo calibro, una redazione regolarmente stipendiata e tutta la struttura tecnica sia una cosa più che giusta. Ricordiamoci che non è un blog o un semplice sito ma una TV che trasmette sia nel web che su emittenti locali, quindi deve avere sì le caratteristiche per essere adattata al web ma anche quelle per essere in tutto e per tutto un programma televisivo. 

    A me il progetto piace molto e mi ci ritrovo al 100%. Paragonare la spesa di 25 milioni per 8 puntate con quelle che servono a tenere aperto un blog per quanto fatto bene, come quello di Byo, non mi sembra il caso. Credo che il progetto di “Servizio Pubblico” oltre all’informazione è dimostrare che le TV italiane hanno fallito perchè sono solamente uno spin-off della politica.

    Certo si può fare di meglio… non c’è dubbio… io sono disposto a versare altri 10/100 euro per altre proposte migliori… chi è capace si faccia avanti!!!!

    ciao ciao

  • 1
    nabucodonosor

    Ho visto un paio d’ore servizio pubblico e devo dire che anche a me non è sembrato un gran che,speravo in ospiti diversi e piu interessanti di quelli fatti vedere.Se nelle prossime puntate non correggono il tiro credo che sarà un flop.

  • 0
    allergique

    Assolutamente d’accordo con Claudio.

    Pur essendo un sostenitore del programma, l’ho trovato decisamente un "portiamo un format televisivo in rete", relegando l’interazione con la rete ad una mera conta attraverso sondaggi secondo me poco indicativi. Tutto questo, per carità, è meglio di niente! Inoltre, onore al merito, potrebbe essere un buon cavallo di t**ia per trasmissioni future. Al momento infatti non mi risulta che altre trasmissioni di approfondimento abbiano fatto gli stessi numeri in rete. 

    Ecco alcune idee invece per format di nuova generazione:

     

    • scripting collaborativo stile wreck a movie: per decidere temi ed invitati
    • riassunti e domande/risposte in tempo reale dei dialoghi con tweet: spesso le persone non seguono i vari panegirici dei professionisti della comunicazione.
    • Ospiti "virtuali": qualcuno o qualcosa ad esempio che legga i commenti/domande più votati/e in tempo reale
    • Misurazione e visualizzazione grafica real-time del tasso di gradimento riguardo i ragionamenti degli ospiti (stile "I like")
    • Sondaggi aperti
    • Rilevatore di caxxate. In caso di contese sulla veridicità di alcune affermazioni, perchè non indagare in tempo reale usando la rete stabilendo quando possibile chi dice il vero e chi dice il falso
    • Streaming P2P affiancato dalle varie CDN per abbattere in parte i costi di trasmissione

     

    Perchè tu Claudio non provi a fare qualcosa del genere?

    Secondo me come presentatore andresti bene.

  • -1
    GiuseppeI

    Salve a tutti. Secondo me invece il format più vicino alla “televisione” che a “internet” è ancora valido e funzionale al raggiungimento di quella fascia (enorme, purtroppo) di persone poco abituata all’informazione data sul modello della rete e quindi più avvezza ai “carrozzoni televisivi”. Inoltre, se ci si pensa, i maggiori “azionisti” di questo programma non sono i 100mila che hanno donato i 10 euro, ma dei player di media tradizionali, come giornali e tv locali…

    Inoltre penso che il vero fine che Santoro e il suo staff si sono prefissi di raggiungere è quello di fare un informazione libera dai vincoli imposti dai partiti in tv, cioè dimostrare che è possibile andare in onda anche facendo a meno della rai.

    Diverso è il discorso sui contenti (ieri non eccelsi) e sulle modalità di interazione col pubblico, per cui sono completamente d’accordo con quanto detto dal sig. Messora. Credo che le puntate “boom” arriveranno e saranno quelle in cui magari si darà spazio a voci e notizie che sui media tradizionali saranno censurate, come succedeva per annozero (ma senza timori di multe, sanzioni, sospensioni, ecc). Però ribadisco, per me il fulcro della novità è sui contenuti e sulla possibilità di dare informazione senza vincoli e non sulle modalità, tradizionali o meno, con cui questi contenuti sono forniti all’utente.

    Cordiali saluti.

  • -2
    rainbow

    ” Per come è adesso, Servizio Pubblico è ancora troppo televisione e troppo poco internet.”

     

    Dopotutto Santoro è un animale televisivo, nato e cresciuto nella TV.

    Se quella è la sua formazione perchè meravigliarsi ?

    A me sembra una considerzione ovvia e scontata.

    Magari tra i suoi collaboratori deve aggiungere qualche giovane più aggiornato che sappia usare bene internet e integrarlo in modo più efficace alla trasmissione televisiva.

  • -3
    sal

    in realtà il link lo si può pubblicare come commento ad unn loro post

  • -4
    Bol

    Stasera guarderò la puntata anche se dovrò cercarmela in rete. Il progetto mi sembra castrato; nemmeno la possibilità di rivederlo sul sito internet. Mah! Questo non è internet, non è free internet. Questi sono come dice ec2, abituati bene alla rai. I soldi sono ancora tanti. I 10 euro io non li ho detto e nonli darò proprio perchè non ero convinto fino in fondo.

    Aspetto di vedere la puntata al completo per potermi ricredere oppure …

  • -5
    thebigbug

    Mi piace questa analisi. Sei andato ben oltre Freccero. Hai colpito nel segno.

    Si tratta di tarare e definire meglio il “nuovo media”

    Mica facile però

  • -6
    Metallaroforever

    santoro ha prodotto milioNi di ignoranti…roba d a far accapponare la pelle, gente che scrive nei propri stati su FB e twitter “l’italia viene commissariati dall’fmi, finalmente si smuove qualcosa, evviva, il nano non ha scampo adesso”. Inutile commentare parole di questo tipo,lascio a voi il ghiaccio raggelante provocato da cotanta saggezza informativa. Mi stupisce che nessuno abbia notato che mentre santoro replicava una trasmissione inutile che va avanti da 5 anni con ascolti da capogiro, c’era il g20 del commissariamento al fondo monetario e. Alla commissione europEa…che significa? Ditemelo voi… Siete cosi’ ben informati contro la casta i bunga bunga, certamente saprete che cosa ci stanno facendo vero? Quando saremo tutti morti di fame voglio vedere cosa ci faremo con le rivolUzioni di santoro…

  • -7
    sal

    concordo pienamente cn te, niente di nuovo i soliti figuri di cui siamo stanchi. e in + aggiungerei ke sarebbe opportuno che sulla pagina fb di servizio pubblico si potessero pubblicare dei link riferiti a notizie tipo questo post.

  • -8
    Paolo 2.0

    Serviziopubblico è stata la mera prosecuzione di quella pallosissima trasmissione che era diventato Annozero. Anche considerando che non era (e non poteva essere) un prodotto del web e per il web, ma un prodotto tipicamente televisivo, è stato comunque penoso. Io l’ho guardato su Sky per un po’, dopo ho abbandonato sopraffatto dalla noia.

    Non sopporto tutto quel trionfalismo autocelebrativo sul traffico di rete o su quei ridicoli sondaggi Facebook. E poi perché FB scusa? Per atteggiarsi a “ggiovani del web”?

    I pistolotti di Travaglio stanno stufando.

    Gli ospiti, sempre quelli, non hanno mediamente nulla da dire.

    L’ennesimo imprenditore che racconta di quanto sia difficile la vita di imprenditore (povera stella), e i poveri oprai di qua e di là, salvo spostare la produzione in Cina appena può (ma nessuno che glielo faccia notare, perché chi parla male di B è dei nostri, chi è nemico del mio nemico è mio amico, no?).

    L’ennesimo politico che ci racconta quanto è bravo e l’ennesimo giornalista della parrocchia opposta che gli fa le pulci su solennissime c**zate di secondaria importanza, perché deve far vedere che è della parrocchia opposta.

    Con quello che sta succedendo, fare un’intera trasmissione su Tarantini e Lavitola (ancora??) è incredibile. Hanno assoldato attori per farci ascoltare le intercettazioni con tutte le c**zate che si sono detti quei due e quante volte si sono messi le dita nel naso. Aho’ bastaa!

    E poi, aver consentito a uno squallido figuro latitante di prendere per il c**o milioni di italiani vomitando per mezzora le sue fregnacce in mondovisione con quel sorrisetto da sberle è veramente indecente.

    Sono contento di non aver versato i miei 10 euri.

  • -9
    Anas E.

    Diciamo che 30 anni di TV lasciano un pò il segno, diamo al grande Santoro altra oportunità ma bisogna fare in modo che lui legga questo post e questi commenti. Domanda : Come si fà?

  • -10
    NeXuS

    Allora, devo ancora vedere la puntata, finalmente disponibile sul sito di Servizio Pubbico

    http://www.serviziopubblico.it/tutte_le_puntate/2011/11/04/news/licenziare_la_casta.html?cat_id=10

    Mi preme pero’far notare due cose:

    – Servizio Pubblico e’ una piattaforma e non solo una trasmissione: in questi giorni sono stati pubbliate molte inchieste (piu’ o meno apprezzabili) in forma decisamente web-friendly

    – Servizio Pubblico, la trasmissione, e’ stata pensata per essere messa in onda soprattutto su emettenti TV (seppur locali), non ci si deve meravigliare che il format sia televisivo

  • -11
    TheResearcher80

    Sabina Guzzanti chiedeva su twitter come è andato Santoro e la mia risposta è stata la seguente: “Interessante, ma un po’ sottotono. Non si sono visti quei fuochi di artificio che ci si aspettava. Comunque può migliorare.” … Detto questo ero certo che Claudio avrebbe manifestato nel complesso lo stesso concetto, non per presunzione di telepatia, quanto perché come è andata la trasmissione è un dato di fatto. Quel “può migliorare” per il momento è di dovere perché una certa aria di disagio da debutto si vedeva anche in trasmissione e Santoro stesso ha ammesso che stavano anche un po’ andando avanti sul momento, per cui si spera che alla prossima siano più convincenti e organizzati. Se non altro perché l’impostazione era sul tipo di “Tutti in piedi” e “Rai per una notte”, ma ciò che è mancato è appunto la presenza di qualche ospite importante (toh, Serena Dandini) che potesse raccontare le sue verità sulla Rai. Nel complesso ritengo quindi che una cosa che ha lasciato insoddisfatti è appunto la scarsità di ospiti, ma per quel che riguarda i simpatici pdllini che avrebbero certamente “animato” la serata, davo per scontata la loro assenza anche a titolo di ripicca nei confronti di Santoro, oltre che per le loro vergogne “interne”. In fondo Servizio Pubblico non è più una trasmissione da Rai, per cui immagino non abbiano pensato fosse “obbligatorio” partecipare, magari sperando che fosse anche un flop. Invece visti gli ascolti, penso che già dalla prossima puntata cominceranno a sbucare. Claudio mi ribatterà che la sua lamentela si concentra principalmente sul fatto che la trasmissione non è stata squisitamente “internettiana”, a partire dall’interazione col pubblico di internet: anche questo è vero, ma penso che in merito Santoro dovrà limare e decidere se far svolgere la trasmissione in modo più televisivo oppure in modo più improntato su internet (ad esempio trasmettendo qualche webcam di utenti chiamati a partecipare da casa, oltre che facendo sondaggi su facebook). Purtroppo Servizio Pubblico era e resta ancora una difficile scommessa anche perché si sapeva non sarebbe stato facile azzeccare i gusti dei due mondi così diversi che tenta di unire (televisione e internet), per cui non bisogna pensare che sol perché sia partita, debba già essere pronta. Dietro la trasmissione non ci sono i potenti mezzi (e le consecutive inventive) di un grosso network televisivo, per cui si spera che pian piano, da soli riescano a compiere quel mezzo miracolo di fondere tv ed internet in modo convincente. Immagino comunque che fornire loro dei feedback (positivi o negativi che siano), attraverso facebook o il loro sito, certamente li aiuterà a capire dove migliorare.

  • -12
    EC2

    Da figura coinvolta professionalmente nel settore, non ti do solo ragione, Claudio ma ti dico anche che la famosa intervista alla ragazzina, che definire immatura è un complimento (per me è una deficiente e fine), avevo segnalato quasi un mese fa sullo stesso sito di Servizio Pubblico che era una boiata e certamente non un contenuto, almeno per me sia chiaro, interessante e convincente. Mi fa piacere che non sia stato l’unico ad aver notato certe cose… comunque, andiamo avanti. Da questa gente però, converrai con me, non ci si può aspettare quello che fai tu: il livello di Byo è superiore perché “è fare internet” veramente. 25MILIONI DI EURO? E quanto c**zo ci andresti avanti tu a lavorare con una cifra del genere? Tu, i tuoi figli, i nipoti… E questi ci fanno quanto? OTTO puntate? Con CINQUANTA MILIARDI? Ma che se so bevuti? Questi hanno in mente ancora le megamacchine da presa, le steadicam da 70mila euro, l’illuminazione HMI che costa un patrimonio, il crane che solo per montarlo paghi l’ira di dio… quando ci sono alternative low-budget altrettanto efficaci. Sono vecchi davvero. E in ogni caso lontani dal vero giornalismo d’inchiesta che internet o meno costa poco in attrezzature ma tantissimo in risorse umane e che però lì non ho visto. Sul sito del Fatto scrivono sia stato un successone. Idem scrive Repubblica. A me non è sembrato. IMO (altra espressione gergale che solo qui su internet si può usare) ;)

    • -12.1
      Toni-Fano

      La critica al programma è convincente anche a me non ha entusiasmato. Ma non è che tu claudio ti stai proponendo come consulente? Legittimamente ne hai tutte le qualità, che non sono così comuni. 

      P.S. IMO che vor dì?

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