Perché, nel nome di Dio?

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 Nigel Farage è il leader di un partito britannico, l’UKIP (UK Independence Party), che ha come scopo principale l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Conta circa 16 mila aderenti ed ha fatto eleggere tredici deputati al Parlamento Europeo, che fanno parte del Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia. Questo era doveroso per inquadrare il personaggio prima di proporvi il suo intervento di due giorni fa al Parlamento Europeo. E’ un po’ come sentire parlare il primo Bossi sulla questione dell’Unità d’Italia.

 Sentirete Farage, nel video, sostenere che il Parlamento Europeo non è stato eletto da nessuno.  In un’intervista a parte, spiega così le sue motivazioni:

Da dove cominciare? Dal fatto che gli accordi fra i paesi UE non siano ancora stati firmati, dal fatto che nel 2004 la Commissione Europea abbia dichiarato la sua intenzione di imporre la Costituzione Europea prima della sua ratifica, o dal fatto che abbiamo Commissari con precedenti imbarazzanti, incluse accuse per appropriazione indebita, oppure dal fatto che non vogliono accettare alcun punto di vista diverso dal loro. Basta guardare i risultati dei referendum, gli unici che sono stati riproposti sono quelli dove la gente ha votato ‘NO’. Per l’Unione Europea questa non e una risposta adeguata: se indicessero i referendum sui trattati, vorrebbero che le due opzioni fossero ‘SI’ e ‘SI PER FAVORE’.

 In uno dei suoi ultimi tweet, riferendosi al referendum nazionale indetto da Papandreu sulla questione delle misure dell’austerity, bocciato perentoriamente dalle banche internazionali e dall’asse franco-tedesco, scrive: “ Quando sono i tedeschi a decidere se possiamo o non possiamo tenere un referendum, allora è giunto il momento di uscire da questo inferno che è l’Unione Europea ”.

 Farage ha definito Herman Van Rompuy, il presidente del Consiglio europeo, un assassino di democrazie. Ho tradotto e sottotitolato per voi il suo intervento.

ASSASSINI DI DEMOCRAZIE

Cosa, in nome di Dio, le dà il diritto di dire una cosa simile al popolo italiano?
Eccoci qui sull’orlo di un disastro finanziario e sociale e in questa stanza, oggi, abbiamo i quattro uomini che dovrebbero essere responsabili. E ciononostante abbiamo ascoltato il discorso più ottuso e tecnocratico che io abbia mai sentito.

Vi rifiutate tutti di ammetterlo, ma da ogni punto di visto obiettivo l'euro è un fallimento. E chi esattamente è responsabile? Chi se ne farà carico di tutti voi? La risposta è nessuno di voi, perché nessuno di voi è stato eletto; nessuno di voi ha una qualunque legittimazione democratica per i ruoli che avete svolto in questa crisi.

E in questo vuoto, anche se con riluttanza, si è rafforzata Angela Merkel. E ora noi viviamo in una Europa dominata dalla Germania, qualcosa che il progetto europeo in realtà avrebbe dovuto fermare. Qualcosa che coloro che ci hanno preceduto in realtà hanno cercato di evitare, pagando un elevatissimo prezzo di sangue. Non voglio vivere in una Europa dominata dalla Germania e neppure lo vogliono i cittadini europei. Ma voi, ragazzi, avete fatto la vostra parte, perché il signor Papandreou se ne è venuto fuori con la parola "referendum" e... Oh! signor Rehn, lei lo ha dipinto come una violazione della fiducia, e i suoi amici qui si sono riuniti come un branco di iene, hanno circondato Papandreou, l'hanno rimosso e rimpiazzato da un governo marionetta. E' stato uno spettacolo assolutamente disgustante. Ecco cosa è stato.

E non soddisfatto, lei ha deciso che Berlusconi se ne doveva andare. Così è stato rimosso e rimpiazzato dal signor Monti, un ex commissario europeo, un architetto complice di questo disastro dell'euro e un uomo che non era neppure un membro del parlamento. Sta diventando come un romanzo di Agatha Christie, dove stiamo cercando di capire chi sarà il prossimo che sta per essere fatto fuori. La differenza è che noi sappiamo chi sono i cattivi. Voi tutti dovreste essere ritenuti colpevoli per quello che avete fatto. Dovreste essere tutti mandati a casa.

E devo anche dirle, signor Van Rompuy,che 18 mesi fa quando ci siamo incontrati per la prima volta, io mi sbagliavo sul suo conto. Io dissi che lei sarebbe stato l'assassino silenzioso delle democrazie nazionali, ma non è stato così: lei è piuttosto rumoroso, non le pare? Lei, un uomo non eletto, è andato in Italia e ha detto: "Questo non è il tempo per fare le elezioni, ma per agire!".

Cosa, in nome di Dio, le dà il diritto di dire una cosa simile al popolo italiano?


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Categorie: Esteri, Politica, Economia