Non si ferma il
profluvio di incensi che si rovesciano su
Mario Monti. Oggi il senatore a vita più veloce del west è a colloquio con Nicolas Sarkozy e con Angela Merkel. Un pranzo sobrio e frugale a Strasburgo. Tutti i media si affrettano a definirlo un "Trilaterale" (senza "vertice"). Potenza di un nuovo immaginario che invade la terminologia di uso corrente, oppure sapiente sdoganamento di un termine che iniziava a destare profonda inquietudine?
Non si sa. Quello che è certo è che
Carmelo Lo Papa, giornalista di Repubblica, intervistato poco fa da SkyTG24 è riuscito a dire che "ora l'Italia non è più vista come il problema dell'eurozona. Anzi: la Merkel e Sarkozy non considerano Monti neppure un collega, ma lo guardano come a un esperto al quale chiedere consigli. Lo chiamano dottore e si aspettano di apprendere modi e soluzioni per salvarsi" [
*]
Da quando c'era Berlusconi ad oggi non è cambiato sostanzialmente un'emerita cippa di niente, fatto salvo per il decreto su Roma capitale che aggrava i bilanci dello stato. Anzi, in più ora sotto l'attacco della speculazione ci sono anche la Francia e la Germania.
Nuove crisi per nuove soluzioni. Però ora sono tutti più sereni. E siccome da Berlino a Francoforte, da Strasburgo a Lione fino a Parigi non c'è uno straccio di tecnico in grado di consigliare questi poveracci del direttorio franco-tedesco, la Merkel e Sarkozy si rivolgono con deferenza e riverenza al "dottore", chiedendo con umiltà francescana lumi sulle ricette da adottare per guarire il paziente.
Due sono le cose: se fosse realmente così, allora questo Monti è davvero il grande vecchio della Trilaterale di cui si vocifera in rete (
a partire da qui). Se invece così non fosse (come chiunque sano di mente non ha difficoltà ad immaginare), allora stiamo assistendo al più grande spettacolo di
paraculo giornalistico dall'inizio della seconda repubblica. Roba da far impallidire il miglior Sallusti e materia di corso avanzato per Belpietro.
Fermate questo delirio adesso!
(*) cit. non letterale ma sostanzialmente corrispondente nelle parole e nel senso.