Volete una dittatura illuminata?

Ok. Abbiamo scherzato. Sapete tutta la storiella del popolo che governa? People have the power, insomma. Reset! Kaput! Buttate i libri di educazione civica. Anzi no… Dimenticavo che da quando l’hanno direttamente abolita non li avete più nemmeno dovuti comprare. A proposito, la storia della costituzionalità o meno del governo Monti è una questione di lana caprina. Esercitatevi voi, io mi annoio. Certo, è evidente che questa è (era) una Repubblica Parlamentare. E’ evidente che i ministri non li scegliete voi. Ma è anche evidente che non avete scelto voi manco i parlamentari, così come è evidente che non esistono i governi tecnici, così come è evidente che le regole scritte non possono tenere conto di ogni possibile forma di tortuoso aggiramento, altrimenti il governo Berlusconi non avrebbe potuto tenere in scacco il paese per gli ultimi cinque anni infilando tutta una serie di leggi incostituzionali che prima o poi venivano seccate dalla Corte In-Costituzionale ma che, nel frattempo, valevano come qualsiasi altra legge, garantendo di fatto quella stessa immunità che in teoria non esisteva. Fico vero? Una legge che non può esistere, ma che viene applicata per un anno e mezzo alla volta. Cosa mi dite? Che è costituzionale? Bravi, continuate a guardare il dito, ma usereste meglio il vostro tempo su YouPorn.

E così in Europa (e la Commissione Trilaterale) decidono che devono andare verso una totale unione politica e fiscale. Decidono che Berlusconi non va bene e iniziano a ridergli in faccia. Poi, siccome gli italiani non sono svegli abbastanza da mandarlo a casa da soli, gli svalutano le aziende di famiglia e quello finalmente molla il colpo. L’opinione pubblica? Basta parlargli di spread, credit default swap, btp, bund, collateralized debt obligation e si rifugiano subito in X-Factor, terreno su cui si muovono più agevolmente, lasciando campo libero a “quelli che ne capiscono“.  Il governo De Bortoli, dopo mesi e mesi di preparativi, vede quindi la luce in meno di 24 ore. Colpo di stato? Modo legale di sostituire una nuova élite al posto dell’armata Brancaleone raffazzonata dalla volontà popolare? Chiamatelo come volete, tanto la sostanza non cambia. Perché è vero che è il presidente della Repubblica a verificare la squadra di governo, ma è anche vero che (facendo finta che il porcellum non esista) i ministri sono proposti e, solitamente, scelti dai partiti e tra i parlamentari. Quello è il senso. Vedere i partiti (soggetto costituzionale fondante nel meccanismo di rappresentanza) annichiliti, farsi da parte di fronte all’avanzata dei tecnici, vuoi per incapacità, vuoi per codardia, vuoi per l’assedio dello spread, è uno spettacolo osceno dal punto di vista democratico. E’ la luna, non il dito.

Ma non c’è problema, perché i giornali si affrettano a tranquillizzare tutti: finalmente l’Europa non ride più. Sarà che adesso piangono anche loro, sarà che le risatine erano funzionali ad ottenere un obiettivo poi raggiunto, ma il fatto che non ridano non mi sembra un successo sensazionale. Così come non si può certo definire un successo la prima sortita di Monti nella “Trilaterale” di Sarkozy – Merkel. Ora che abbiamo Monti, però, il lato positivo è che possiamo lasciar fare ai grandi. Hanno da fare e devono fare presto! Christine Lagarde, del Fondo Monetario Internazionale, è soddisfatta per la nomina del collega italiano. Non è dato sapere cosa ne avrebbe pensato Strauss-Kahn perché l’hanno fatto fuori prima, in America. Per metterci una francese che però è di fatto americana, avendo lavorato e fatto i soldi negli States sin dai tempi in cui era alle dipendenze di William Cohen, coinvolto pesantemente nel Watergate. Che giri, eh? Che poi dentro a queste élite ci sono sempre le stesse facce.

Ma veniamo al dunque, che la stiamo tirando troppo per le lunghe. Se parli di “Bilderberg” e di “Commissione Trilaterale” e dici che questi decidono tutti insieme negli Hotel di Saint Moritz e poi vengono ad attuare i loro piani nei parlamenti, sei un complottista. Se invece alle parole “Bilderberg” e “Commissione Trilaterale” sostituisci la terminologia standard “élite“, allora ti puoi chiamare Angelo Panebianco e fare l’editoriale di prima pagina sul Corriere della Sera (che poi è buffo perché parlano di se stessi).

« Si pretende che i Paesi membri dell’Unione Europea siano democrazie, ma si pretende anche che se ne dimentichino tutte le volte che sono in gioco questioni di interesse europeo. Si pensi, ad esempio, alla prostrazione che suscitò in Europa la sentenza con cui la Corte costituzionale tedesca nel 2009 pose nella Legge fondamentale, la Costituzione, e nel principio democratico che essa tutela, il limite alla ingerenza del processo di integrazione europea. O al disprezzo con cui vennero pubblicamente giudicati da diversi capi di governo i poveri elettori irlandesi, rei, nel 2008, di avere votato “no” nel (primo) referendum di ratifica del Trattato di Lisbona. O alla indignazione per il comportamento degli elettori francesi che bocciarono il “trattato costituzionale” nel 2005. O all’insofferenza che hanno sempre suscitato i britannici per il fatto che la loro costituzione (consuetudinaria e, quindi, più cogente di una costituzione scritta) non riconosce altra sovranità se non quella del Parlamento britannico. »

E fino a qui – fatevene una ragione – sembra di sentire parlare Nigel Farage quando, nel suo discorso al Parlamenteo europeo del 16 novembre scorso, ricordava a Van Rompuy e soci come i referendum europei contemplassero solo due opzioni: “” e “Sì, ve ne prego!” (vedi anche l’esclusiva intervista dello scorso sabato rilasciata a Byoblu.com). Ma continua il complottista Panebianco:

« Fino a Maastricht (1992) e oltre, il silenzio/assenso degli elettori garantì mano libera alle élites nella costruzione dell’Europa. Le classi dirigenti si erano abituate a credere che gli elettori, nelle faccende europee, non fossero poi tanto importanti. Pensavano: contano solo le decisioni dei leader, l’intendenza (elettorale) seguirà. Come era sempre avvenuto. Fino alla moneta unica non venne presa in considerazione l’eventualità che le questioni europee potessero “politicizzarsi” entro le singole democrazie, suscitando divisioni e conflitti, e riducendo così drasticamente il margine di manovra delle élites. [Oggi] Si immagina (senza dirlo apertamente) che gli elettori europei concederanno senz’altro il loro permesso. […] Sembrano due le ragioni per le quali gli elettori europei possono accettare (e lo hanno dimostrato in sessant’anni di integrazione) uno svuotamento lento, graduale, incrementale, del potere di decisione delle loro istituzioni democratiche nazionali ma non una brusca, radicale e plateale accelerazione del processo. »

Ricapitolando, l’idea che le classi dirigenti vogliano fare e disfare, convinte che gli elettori (l’opinione pubblica) seguirà, non è altro che il senso del rapporto “The Crisis of Democracy” della Commissione Trilaterale, quello in cui si dice che le uniche democrazie che funzionano sono quelle dove larga parte della popolazione resta in apnea. E l’idea dello “svuotamente lento, graduale, incrementale del potere di decisione delle istituzioni democratiche nazionali” cos’è, se non la storia dei piccoli pezzetti di sovranità nazionale che se ne vanno, condotti per mano da Mario Monti, come da lui stesso sostenuto? Messa giù così, Panebianco-style, vi piace di più?

« Si impone [..] un cambiamento radicale nell’atteggiamento delle élite europeiste nei confronti della democrazia (nazionale). Non può più essere trattata con sufficienza, come problema residuale. […] Se si continuerà a pensare che la democrazia non vada presa sul serio, che l’Europa si possa fare senza chiedere il permesso agli elettori, e che i politici preoccupati del consenso elettorale nazionale siano solo degli irresponsabili, alla fine si sfascerà tutto. Non solo l’euro. »

Ecco. Se nei discorsi dei complottisti sostituite al temine “illuminati” il termine “élite”, e alle parole “Nuovo Ordine Mondiale” la locuzione “Europa Unita”, otterrete un discorso che fila liscio, serio, comprensibile da tutti, che può trovare spazio anche in prima pagina sul Corriere e che sostanzialmente ricalca quello che mi sto chiedendo dall’otto novembre scorso, incessantemente. E mi dispiace se alcuni si risentono perché vorrebbero leggere qualche bel post di calcio, magari sul 4-0 del Milan sul Chievo. Non è colpa mia se ormai è chiaro a tutti, perfino a De Bortoli che vi ha contribuito in prima persona, che la democrazia sta passando di moda e che un governo elitario di pseudo-auto-nominati sta facendosi largo al suo posto come nuova forma di governo. Di larghe intese, per carità.

Del resto, bisogna pur considerare che il 33% degli italiani, pur sapendo leggere, riesce a decifrare soltanto testi elementari e il 71% si trova al di sotto del livello minimo di comprensione nella lettura di un testo di media difficoltà. Fanno di tutto per metterci di fronte all’evidenza compiuta, insomma: questa democrazia è proprio un gran stupidata.

Vogliamo metterla in questi termini? Ok, ci sto, ma anche in questo caso mi duole avvertirli che il sottoscritto era più avanti di loro. Era il 3 maggio 2009 quando invocavo una patente elettorale a punti. Non significava certo togliere il diritto di voto, quanto subordinarlo a un esamino che certifichi che uno sappia perlomeno cosa sta facendo, quando imbraccia una matita copiativa in una cabina elettorale.

Ora, in ogni caso, non serve più. Ora le elezioni andrebbero direttamente abolite. E il referendum potrebbe essere usato un’ultima volta per scegliere la prossima forma di governo. Qualcosa come “Volete una dittatura illuminata?“. Risposte possibili, ovviamente: “” e “Sì, ve ne prego!“.

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83 risposte a Volete una dittatura illuminata?

  • 37
    Anas E.

    Mi dispiace fare spesso copia/incolla a questo commento, non cela faccio, da quando ho cominciato a raggionare sentivo sempre i nostri intellettuali parlare e elogiare la “democrazie” nei paesi occidentali, di sicuro non parlarono della democrazia attuale in questo paese.

    02.Anas E. ha scritto il  2 aprile 2011  alle  16.39   “ Tornando al mio paese nel 2002 dopo aver passato il mio primo anno in Italia, i miei amici mi fecero tutti la stessa domanda : Allora? com’è lItalia ? Raccontaci dell’Europa e della democrazia! Risposi : “L’Italia è Europea solo GEOGRAFICAMENTE,  il suo governo è appena appena diverso dal nostro, il loro governo usa la VASELINA !!!” Ora; dopo quasì 10 anni in Italia mi rendo conto di non aver TUTTI I TORTI. O mi sbaglio???”

  • 36

    QA proposito di incensare Monti!

    Al mio paesello il PD lo pubblicizza con queste scritte sul pungolo.
    La foto:
    http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2462024343460&l=7254e38fdf
    Ho lasciato i miei biglietti di protesta costruttiva ma li hanno tolti dopo poco, nella foto ci sono.

    Sarò un rompiballe ma…come si fa?
    (e poi “prietario” :-) )
    [va a finire che prendo una scarica di legnate :-)]

  • 35
    Claudio Maffei

    Guit ha scritto :
    E’ secondo te possibile sostenere che i movimenti pacifisti di sinistra e la Lega abbiano alla base due diversi sentimenti politici popolari, il primo atlantista e il secondo localista? E’ secondo te possibile sostenere che entrambi i sentimenti hanno diritto a non essere infangati e a dialogare secondo regole democratiche stringenti, prima tra tutte il rifiuto della diffamazione personale?  

    La sinistra non è mai stata atlantista, lo è diventata attraverso la conversione dei propri rappresentanti, soprattutto la destra dell’ex pc.

    Sai i salotti dei potenti, sono più convincenti delle ideologie, se pensi che il governo D’Alema ha partecipato alla guerra in Serbia.

    Nella lega, a parte le prese di posizione ufficiali, peraltro non troppo convinte essendo partito al governo, non ho colto slanci popolari di indignazione per l’aggressione ad un altro popolo, secondo il principio di autodeterminazione dei popoli e secondo il principio fondamentale del rispetto della vita altrui.

    In ogni caso non c’è santo che tenga, rispetto al nulla assoluto ed al tacito consenso della sinistra di ogni dove, sull’intervento in Libia, tanto di cappello alla lega.

    Ti sembrerà strano ma sono stato pubblicato sulla Padania con una certa assiduità.

    Quando era direttore Paragone, gli avevo proposto una svolta opinionistica, per riformare la Lega in senso etico. un’illusione? ciò provato.

    L’errore che non si può e non si deve perdonare alla lega è il secessionismo, perchè crea divisioni e conflitti immaginari che diventano reali.

    Ed il razzismo contro gli immigrati.

    Certamente sono 2 questioni che hanno problematiche reali, non eludibili, ma senza il bisogno di sconfinare nei peggiori contesti umani.

    Atonomismo punto, quante palle col federalismo, tra l’altro applicato in modo indecente. Ci sono regioni autonome che se la spassano. giusto? Portiamo il privilegio di poche, a ordinaria amministrazione per tutte. La soluzione è lì davanti agli occhi.

    Immigrazione, non per vanto, ma sono il primo da quando esiste il problema ad avere proposto condivisione internazionale del peso. Di recente se n’è accorto anche Maroni, con qualche dichiarazione nei confronti dell’UE.

    La mia proposta è comunque articolata, con il coinvolgimento dei paesi con più alta incidenza migratoria, in cui creare uffici in tutti i paesi, sia dove partono i migranti, sia dove giungono, per lo smistamento della manodopera, in base alle reali necessità di lavoro, con i trasferimenti a carico dell’organizzazione e quindi gratuiti, così da evitare i viaggi organizzati dalla malavita e relativi naufragi.

    La diffamazione personale è un tema più vasto, non restringibile alla lega o alla sinistra.

    La buona educazione è sempre preferibile. Tuttavia la rabbia per avere subito ingiustizie, puà sfociare nell’insulto.  Non si può ignorare che la diffamazione personale, viene esercitata spesso e volentieri, ma l’offesa viene perseguita solo quando chi ha offeso, è molto preciso, fastidioso, scomodo e veritiero per i motivi che lo spingono ad offendere, o per altri ben noti al querelante.

    Nel pollaio politico, dove la gente si insulta a vanvera per avere ragione nel dibattito, difficilmente partono querele, a meno che chi si lascia sorprendere, non dia fastidio per altro.

    Nella mia ormai frequente carriera di scrivano, ho provato anche questo, senza pentimenti.

    Ho anche proposto l’inserimento nel codice penale, “l’insulto per giusta causa”, che comunque seppure nessuno lo sappia, viene già contemplato a discrezione dei giudici.

    Insomma se insulti uno perchè è un guerrafondaio, un corrotto, un oppressore, direi che se lo merita pure.

     

     

  • 34
    Phate

    Rispondo con un articolo di Saverio Raimondo pubblicato sul Misfatto: dovrebbe essere un pezzo di satira ma contiene delle gran verità che sottoscrivo in pieno!

    Il governo Monti non è democratico. Per fortuna

    Ezio Mauro ha definito il governo Monti “un’eccezione democratica”, qualcun altro direttamente un Colpo di Stato. Ok, e allora? Voglio dire, in Italia lo Stato è sempre stato assente; per una volta che lo Stato c’è e batte un Colpo, ci lamentiamo pure? D’accordo che va di moda la nostalgia, ma veramente vi manca così tanto la democrazia?

    Io, visti i precedenti, non è che ne senta tanto la mancanza… La democrazia non mi è mai piaciuta. È qualunquista, demagogica. Ma soprattutto, la democrazia è clientelare. Si fonda sul principio “io-ti-voto-solo-se-tu-fai-quello-che-dico-io-altrimenti-non-ti-voto-più”: la democrazia è un sistema di potere fondato sul ricatto. Il voto democratico è sempre un voto di scambio. La democrazia è illegale!

    E poi – diciamoci la verità – la democrazia ha fallito. Lo so, sulla carta la democrazia sembrava bella, giusta persino: ma quest’idea di dare il voto a tutti e rendere tutti eleggibili in realtà è una st****ta! Non è un caso se poi in Parlamento il lutto al braccio per la “morte della democrazia” lo porta Scilipoti: la democrazia produce mostri! La democrazia ha prodotto Berlusconi, Andreotti, Bush; la democrazia manda Cicciolina in Parlamento – della serie: quando non è tragedia è farsa.

    Dobbiamo ammettere che la democrazia non funziona. Ci abbiamo provato a farla andare, sono anni che ci proviamo: ma non va – e ormai non solo in Italia. Perché insistere? In passato abbiamo già scartato la monarchia e la dittatura; ora non ci resta che fare lo stesso con la democrazia, e provare un altro sistema. Non è mica obbligatorio essere democratici, non sarebbe democratico.

    Mussolini parlava della plutocrazia in termini dispregiativi, il che m’infonde una certa fiducia; e il governo Monti è senz’altro un governo plutocratico. Che vi devo dire? Proviamo con la plutocrazia! Tanto, peggio della democrazia non potrà essere.

  • 33
    Guit

    Claudio Maffei ha scritto :
    Il tema del post è la dittatura illuminata. ciò presuppone che ci sia qualcuno più illuminato da cui imparare. seppure eguali, siamo diversi e qualcuno è più evoluto. 

    No grazie. Coi “più evoluti” ho già dato.

     

  • 32
    LordZanna

    Se consideriamo che chi ha governato se n’è spesso fregato della volonta’ popolare possiamo dire che la democrazia è sempre stata un illusione.

    Il popolo aveva gia’ espresso il proprio parere sul nucleare eppure ci hanno provato, tutte le leggi che Silvio si è fatto per i suoi interessi ne sono una dimostrazione.

    Come diveva mio nonno “una volta eletti fanno quello che gli pare e piace”. :-)

  • 31
    Giancarlo58

    L’idea di una patente elettorale è troppo onesta e andava applicata almeno da quando il significato di analfabetismo ha iniziato ad allargarsi e a distaccarsi dal solo saper leggere e scrivere le lettere dell’alfabeto …piu qualche frase.

    Come giustamente hai scritto nell’articolo, oggi le elezioni sono diventate obsolete e assomigliano moltissimo al simpatico “referendum” di fine articolo

    Spero che vincano i “Ni “

    Giancarlo

     

  • 30
    Claudio Maffei

    la Lega sappiamo non essere il massimo dell’etica. I motivi di contrarietà alla guerra erano soprattutto utilitaristici. Lo spauracchio di un esodo di profughi dalla libia verso l’Italia, che si sono aggiunti agli immigrati irregolari.

    Inoltre si era già in fase di crisi economica acuta ed il risparmio sulle spese militari era una voce ritenuta importante dai leghisti. Analisi condivisibile.

    Certo è che abbiam fatto una guerra e questa è la stringata opposizione che c’è stata.

    Le bandiere arcobaleno ed il pacifismo finiti nel cess.

    Per giorni sono stato l’unico ad indignarmi contro la guerra in libia su indymedia, tra l’indifferenza generale.

    Non sono solo i politici in difetto, anche la gente a volte è disumana e non lo sa di esserlo. 

    • 30.1
      Guit

      E’ secondo te possibile sostenere che i movimenti pacifisti di sinistra e la Lega abbiano alla base due diversi sentimenti politici popolari, il primo atlantista e il secondo localista?

      E’ secondo te possibile sostenere che entrambi i sentimenti hanno diritto a non essere infangati e a dialogare secondo regole democratiche stringenti, prima tra tutte il rifiuto della diffamazione personale?

       

  • 29
    nove9nove

    Sono assolutamente a favore di una dittatura illuminata, contro qualunque altra forma di governo, sempre che sia davvero illuminata, d’altronte, per il poco che posso capirne, nella storia le forme, o sarebbe meglio dire le fasi, di autentica democrazia sono state delle vere rarità… Qui in Italia ho forti dubbi che ne abbiamo mai conosciuto, almeno a livello nazionale e negli ultimi tempi, cioè mai, davvero.

    Allora basta con questa farsa di democrazia in cui comunque chi è al potere deve rispondere sempre e solo alla sua stessa cricca e mai ai cittadini. Viva la dittatura illuminata!!!

    PS A dire il vero non ho tanto chiaro neppure cosa sia precisamente una dittatura illuminata… Se qualcuno ne ha mai vista una mi potrebbe fare la cortesia di segnalarmela?

  • 28
    Claudio Maffei

    Guit ha scritto :
    Claudio Maffei ha scritto : “Il tema del post è la dittatura illuminata. ciò presuppone che ci sia qualcuno più illuminato da cui imparare. seppure eguali, siamo diversi e qualcuno è più evoluto. ” No grazie. Coi “più evoluti” ho già dato.  

    A chi hai dato? E se ne sei scontento, probabilmente non erano evoluti.

    Sto parlando di persone votate al bene comune, se lo fossero state non avresti da lamentarti.

    Sto parlando forse anche di te che sei meglio di coloro a cui donasti.

    Il problema è nel fatto che il popolo “si dona” spesso e volentieri a coloro che lo fregano. Questo è il perno della democrazia ispirata che non deve lasciar più spazio al peggio, che predomina attraverso le libertà della democrazia. Ecco perchè si parla di dittatura illuminata.

     

    • 28.1
      Guit

      Il tema che abbiamo introdotto è immenso. La democrazia è messa in difficoltà da poteri che non vogliono accettare i verdetti popolari. Non dalle scelte popolari esse stesse. Se questi poteri hanno la forza per mettere in crisi un assetto istituzionale repubblicano, allora saranno loro a governare da illuminati e l’unica cosa che cambierà sarà la difficoltà di manifestare opinioni difformi.

      Questi “evoluti”, tra le altre cose, mirano alla distruzione della famiglia naturale. Se il popolo la vuole, sbaglia il popolo …

       

       

  • 27
    Claudio Maffei

    Guit ha scritto :
    Personalmente considero Filangieri un pre-tecnocratico e sono contrario all’imposizione dall’alto di costumi, che mi sembra una sorta di stupro culturale di massa. Cioè proprio quello operato dai media globali, che hanno prodotto il totale impoverimento delle tradizioni più ricche e artistiche del nostro Paese in favore di un’estetica alla Britney Spears, della la morte del nostro cinema, della nostra musica, delle nostre lingue. In nome del bene della ragione e della tecnica-tecnologia. Credo che sia difficile conciliare la sua interpretazione con la polemica contro i poteri economici sovranazionali. Diffido da chi mira alla modificazione della cultura popolare. Non credo che sia questo il fine di una buona politica. L’educatore, giunto a quasi cinquant’anni, se permettete non lo voglio. Chi mi vuole educare al Bene, ha sempre qualcosa nascosta nella mano dietro alla schiena.  

     

    Il tema del post è la dittatura illuminata. ciò presuppone che ci sia qualcuno più illuminato da cui imparare. seppure eguali, siamo diversi e qualcuno è più evoluto.

    La dittatura mediatica è l’opposto, perchè asservita agli interessi di pochi.

    Facciamo un esempio a caso: Don Gallo (il prete ligure) e Umberto Bossi.

    Ho ascoltato volentieri una conferenza di Don Gallo, nella quale ho imparato molto, mentre non andrò mai a sentire Bossi, salvo una conversione miracolosa, all’etica dell’uguaglianza.

  • 26
    Claudio Maffei

     Un popolo che ha sostenuto per 2 ventenni 2 pagliacci, dovrebbe sostenere per l’eternità uno di loro che ha a cuore solo loro e nulla per sè.

    Nel contempo i fallimenti storici dei popoli, dovrebbero mettere in guardia dalla cosìdetta democrazia dal basso. Parlerei piuttosto di democrazia dall’ALTO, ma non nel senso deleterio del termine quando è riferito al Potere, al Dominio, all’Elite, al Privilegio ed associato all’ingiustizia. Democrazia dall’Alto, nel senso del Meglio per tutti, del Bene Supremo.

    È da sottolineare la posizione critica di Gaetano Filangieri, (filosofo napoletano del 700, poco onosciuto: un illuminista, abbastanza illuminato per la sua epoca) nei confronti del popolo: il popolo non ha raggiunto costumi adeguati ai Lumi, non c’è da fare affidamento sul popolo. «Tutto per il popolo, ma niente attraverso il popolo»

    Per Filangieri si tratta di dare una svolta: non si devono assecondare i costumi del popolo, ma bisogna elevarli, e la legislazione è uno strumento decisivo in questo senso, purchè i Lumi la presiedano.

    Lumi, già i lumi ciò che necessita il mondo di adesso, una democrazia dall’Alto dei Lumi, una Dittatura Illuminata, una nuovo illuminismo.

    Beh questo Filangieri ha scritto cose inevitabilmente superate, ma altre interessantissime, veramente illuminate, alcune in contro tendenza, altre ancora attuali ed ancora inapplicate, tanto erano in anticipo sui tempi.

    Cito qualcosa: http://www.iisf.it/scuola/filangieri/filangieri.htm

    – Bisogna porsi il problema della “felicità nazionale” come dice Filangieri, ma questa non può essere conseguita se non c’è un sistema legislativo coerente, matrice di migliori costumi e di benessere.

    – È da sottolineare la posizione critica di Filangieri nei confronti del popolo: il popolo non ha raggiunto costumi adeguati ai Lumi, non c’è da fare affidamento sul popolo. «Tutto per il popolo, ma niente attraverso il popolo»: i costumi del popolo non sono adeguati ai lumi della ragione.

    -«L’esperienza è quella che mi fa vedere nelle moderne società europee l’istruzione e i Lumi diminuire i tristi effetti della corruzione ed innalzare il solo argine che oggi si oppone ai progressi del dispotismo e della tirannide. Che ne sarebbe di noi se in mezzo alla depravazione dei nostri costumi, ai vizi della nostra educazione e all’imperfezione delle nostre leggi, se in mezzo ad un milione e quattrocentomila uomini sempre armati e sempre pronti a difendere gli attentati dei padroni dell’Europa i libri scritti dai filosofi non inculcassero i luminosi princípi della morale, non combattessero il vizio, non facessero arrossire il tiranno? Che ne sarebbe di noi se l’opinione pubblica dei detti scritti maneggiata e diretta non coprisse d’infamia il monarca che ordina una legge ingiusta e il ministro che la propone e il magistrato che la fa eseguire?». come dice Filangieri, ma questa non può essere conseguita se non c’è un sistema legislativo coerente, matrice di migliori costumi e di benessere.

    – Riconoscimenti:  il piú noto e significativo è quello di Benjamin Franklin che lo tiene presente anche per la legislazione americana e che avvia una corrispondenza con Filangieri.

    – Filangieri si riferisce alla civiltà europea e sferza lo spirito di rapina dell’Europa nei confronti delle Indie e dell’America.

    – Nel prearnbolo delle riflessioni politiche del 1774, Filangieri dice: «Io mi consacro interamente allo Stato», ciò a testimoniare che già a ventun anni ha la forte consapevolezza di avere una missione da compiere a cui non sottrae neanche un giorno della propria esistenza. Egli è invece piú indulgente con il prossimo: «Ognuno deve lavorare poche ore in modo da non abbruttirsi e supplire ai suoi bisogni e a quelli della sua famiglia, un lavoro assiduo, una vita conservata a stento non è mai una vita felice. Questa era la misera condizione dell’infelice, niun istante era per lui perché li doveva tutti al lavoro. Lo Stato bisogna che sia ricco e che le ricchezze vi siano ben distribuite»

    – Ecqua distribuzione delle ricchezze eppure Filangieri aveva origini nobiliari. – Per la disgrazia comune dell’Europa, per un difetto enorme di legislazione, la classe dei proprietari non è che un numero infinitamente picciolo relativamente a quella dei mercenarii […], la felicità pubblica non è altro che l’aggregato delle infelicità private di tutti gli individui che compongono la società. Allorché le ricchezze si restringono tra poche mani, allorché pochi sono i ricchi e molti sono gli indigenti, questa felicità privata di poche membra non farà sicuramente la felicità di tutto il corpo, anzi, come ho detto, ne farà la rovina. Se le ricchezze dunque non solo sono inutili, ma perniciose ai popoli, il legislatore non avrà fatto tutto richiamandole nello Stato se non avrà pensato alla maniera di ben ripartirle».

    – Dei reati e delle pene, siamo ancora adesso più indietro di Filangieri. – «Né la vendetta dell’offesa arrecata alla società né l’espiazione del reato sono gli oggetti delle pene. La vendetta è una passione e le leggi ne sono esenti. E la giustizia non è una di quelle terribili divinità alle quali i loro crudeli adoratori immolano le umane vittime per placare il loro preteso furore. Le leggi allorché puniscono, hanno innanzi agli occhi la società e non il delinquente; esse sono mosse dall’interesse pubblico e non dall’odio privato, esse cercano un esempio per l’avvenire e non una vendetta per il passato [la pena deve avere un potere fortemente dissuasivo nei confronti di futuri reati]. La vendetta, qualunque essa fosse, sarebbe assurda e inutile: assurda perché le leggi moderatrici delle particolari passioni giustificherebbero in questo caso col loro esempio quello che condannarono coi loro precetti; inutile perché non potrebbe impedire che il torto arrecato alla società dal delitto del reo non esistesse realmente. Le grida di un infelice richiamano forse dal tempo che non ritorna le azioni già consumate? L’oggetto dunque delle leggi nel punire i delitti altro non può essere se non quello di impedire che il delinquente arrechi altri danni alla società e distogliere gli altri dall’imitare il suo esempio con l’impressione che la pena da lui sofferta deve fare sui loro spiriti. Se questo fine si può quindi conseguire colle pene piú dolci, le leggi non debbono impiegare le piú severe. Quelle pene sono dunque preferibili che, serbata la proporzione che conviene col minor tormento del reo, producono il maggior orrore per i delitti, e il maggiore spavento per coloro che sarebbero tentati a commetterli. Il legislatore, nel determinare dunque le pene alle diverse specie dei delitti, non deve permettersi che quel grado di severità necessaria per reprimere l’affezione viziosa che li produce».

    – E’ il filosofo, in Filangieri come per Platone, il Lume dell’ispirazione che movimenta lo Stato: «L’esperienza è quella che mi fa vedere nelle moderne società europee l’istruzione e i Lumi diminuire i tristi effetti della corruzione ed innalzare il solo argine che oggi si oppone ai progressi del dispotismo e della tirannide. Che ne sarebbe di noi se in mezzo alla depravazione dei nostri costumi, ai vizi della nostra educazione e all’imperfezione delle nostre leggi, se in mezzo ad un milione e quattrocentomila uomini sempre armati e sempre pronti a difendere gli attentati dei padroni dell’Europa i libri scritti dai filosofi non inculcassero i luminosi princípi della morale, non combattessero il vizio, non facessero arrossire il tiranno? Che ne sarebbe di noi se l’opinione pubblica dei detti scritti maneggiata e diretta non coprisse d’infamia il monarca che ordina una legge ingiusta e il ministro che la propone e il magistrato che la fa eseguire?».

     

     

    E molto altro, che vi invito a leggere attentamente. Certo qualcosa di superato, ma molto anche di attuale, qualche passaggio geniale, per uno del 700.

    Filangieri si riallaccia al pensiero della filosofia classica greca, in cui si immagina una dirigenza politica e legislativa illuminata dai filosofi, o comunque dai più avanzati, a beneficio esclusivo del popolo.

    Grande Filangieri che si è posto il problema della “felicità nazionale”, neanche fosse un maestro new age.

    • 26.1
      Guit

      Personalmente considero Filangieri un pre-tecnocratico e sono contrario all’imposizione dall’alto di costumi, che mi sembra una sorta di stupro culturale di massa. Cioè proprio quello operato dai media globali, che hanno prodotto il totale impoverimento delle tradizioni più ricche e artistiche del nostro Paese in favore di un’estetica alla Britney Spears, della la morte del nostro cinema, della nostra musica, delle nostre lingue. In nome del bene della ragione e della tecnica-tecnologia.

      Credo che sia difficile conciliare la sua interpretazione con la polemica contro i poteri economici sovranazionali.

      Diffido da chi mira alla modificazione della cultura popolare. Non credo che sia questo il fine di una buona politica. L’educatore, giunto a quasi cinquant’anni, se permettete non lo voglio. Chi mi vuole educare al Bene, ha sempre qualcosa nascosta nella mano dietro alla schiena.

       

  • 25
    Claudio Maffei

    LordZanna ha scritto :
    Se consideriamo che chi ha governato se n’è spesso fregato della volonta’ popolare possiamo dire che la democrazia è sempre stata un illusione. Il popolo aveva gia’ espresso il proprio parere sul nucleare eppure ci hanno provato, tutte le leggi che Silvio si è fatto per i suoi interessi ne sono una dimostrazione. Come diveva mio nonno “una volta eletti fanno quello che gli pare e piace”. :-)

    Il problema, come sostengono Barnard, Messora ed il sottoscritto, è che c’è una dittatura sovranazionale, che rende necessaria una contro-dittatura illuminata nei singoli stati.

    Hai citato il referendum sull’acqua. Lì c’è una dimostrazione più che evidente di quanto affermiamo. Privatizzazione dell’acqua pubblica, nel contesto della privatizzazione dei servizi pubblici.

    1 La Privatizzazione dei beni comuni è spinda dall’Ue

    2 La Privatizzazione dell’acqua, ha interessato anche paesi dell’America Latina.

    3 I primi documenti sulla Privatizzazione dei Servizi Pubblici, li ha firmati il Governo Prodi, con le firme dei ministri Bersani e Di Pietro.

    4 Governo Berlusconi: il Parlamento vota il provvedimento per la privatizzazione dell’acqua pubblica, con il consenso di aggioranza e opposizione.

    5 L’unico ad accorgersi dell’immane fregatura per il popolo, nella privatizzazione  di un bene comune primario, è un prete missionario: Alex Zanotelli che informa Beppe Grillo.

    6 Da lì parte la battaglia che culmina nel referendum.

    7 Passa il Referendum sull’acqua, anche con il consenso dei convertiti per convenienze elettorali: Bersani e Di Pietro.

    8 Crisi economica e manovre che molti sbandierano e reputano ineludibili, quali la privatizzazione dei servizi pubblici. Trattasi invece di una truffa legalizzata, essendo le municipalizzate autosufficienti con bilanci propri che non pesano sui comuni, essendo direttamente collegati al pagamento delle bollette dei cittadini.

    Un’astuzia per far rientrare dalla finestra la vittoria del referendum.

    In sintesi vi ho mostrato le tappe di una dittatura sovranazionale, con contesti trasversali nei singoli stati, come succede in Italia.

     

     

     

  • 24
    Orwell67

    La libertà è il poter dire che 2+2=4 (ma a volte può fare 3 o 5 o tutti e tre i risultati insieme)

    L’ignoranza è forza (per chi ci governa)

    La libertà è schiavitù (di dover pensare da soli)

    Scritto da George Orwell nel 1948

    Applicato dalla classe politica degli ultimi 50 anni

    I Prolet (la massa) non potranno mai insorgere se non comprenderanno il potere del singolo.

    Amen

     

  • 23
    ZephiroLeo

    Tutti qui a parlare di rivoluzione, senza sapere che cosa sia, pensate che nel XXI secolo le rivoluzioni possano essere fatte con le armi in mano, vi imaginate di prendere in mano una pistola e sparare ad un uomo, sono sicuro che abbiate visto tanti film, ma uccidere un’altro essere umano significa non essere degni di appartenere al genere umano.
    Questi dittatori non sono quelli di 70 anni fa, sono dittatori pianificatori, non potete mettere un Van Rompuy allo stesso livello di un mussolini o di Hitler, loro erano dei semplici burattini, non dico che questo Van Rompuy non lo sia, dico solo che è un genio, e proprio per questo è molto, e dico molto pericoloso, non solo per noi ma per tutta l’europa, uomini del genere possono essere annientati non con le armi ma l’astuzia, noi non possiamo fare alcun tipo di rivoluzione, noi non abbiamo potere come loro, loro possono spingerci a lavorare di piu’ aumentando le tasse, svalutando l’euro, no, noi non possiamo avere lo stesso potere che hanno loro, tuttavia noi siamo il loro potere, loro avranno potere finquando noi continueremo a sottometterci a loro perché loro ci promettono protezione, la sensazione che vogliono darci e che ci vogliono bene e quindi ci vogliono proteggere.
    Se ci sarà una rivoluzione dovrà essere una rivoluzione pacifica ma pensata con la testa.
    Oggi la moneta non ha alcun valore, una volta si usavano metalli preziosi oggi si usa carta e metalli comuni, siamo noi che diamo valore all’euro, e possiamo essere noi a far fallire l’euro.
    Se vogliamo la democrazia bisogna far fallire l’euro e togliere potere alle banche, il loro sogno è l’istituzione di una banca unica e centrale, dobbiamo far fallire il loro sogno.
    Mario Monti in uno dei suoi libri, che avevo letto, sul ruolo della moneta sostiene che la moneta non nasce per far arrichire le persone ma per arrichire l’economia, per me economia significa piu emissione di CO2 e quindi piu inquinamento dell’aria, se lasciamo fare a loro, arriverà il giorno in qui che ci faranno pagare l’aria che oggi respiriamo, se lasciamo fare a loro, ci attende una vita da schiavi.
    Dobbiamo creare una moneta nostra che sia un gold standard e che faccia arrichire le persone, una moneta a otto cifre decimali e deflazionaria, con una moneta del genere questo mondo diventerebbe il paradiso, è ovvio che questa moneta dovrò portare con se anche una maggiore responsabilità dei cittadini europei verso l’ambiente e la natura.
    L’europa farà la fine della torre di babele.  

    Tutti qui a parlare di rivoluzione, senza sapere che cosa sia, pensate che nel XXI secolo le rivoluzioni possano essere fatte con le armi in mano, vi imaginate di prendere in mano una pistola e sparare ad un uomo, sono sicuro che abbiate visto tanti film, ma uccidere un’altro essere umano significa non essere degni di appartenere al genere umano.
    Questi dittatori non sono quelli di 70 anni fa, sono dittatori pianificatori, non potete mettere un Van Rompuy allo stesso livello di un mussolini o di Hitler, loro erano dei semplici burattini, non dico che questo Van Rompuy non lo sia, dico solo che è molto intelligente, e proprio per questo è molto, e dico molto pericoloso, non solo per noi ma per tutta l’europa, uomini del genere possono essere annientati non con le armi ma con l’astuzia, noi non possiamo fare alcun tipo di rivoluzione, noi non abbiamo potere come loro, loro possono spingerci a lavorare di piu’ aumentando le tasse, svalutando l’euro, noi non possiamo avere lo stesso potere che hanno loro, tuttavia noi siamo il loro potere, loro avranno potere finquando noi continueremo a sottometterci a loro perché loro ci promettono protezione, la sensazione che vogliono darci e’ che ci vogliono bene e quindi ci vogliono proteggere.
    Se ci sarà una rivoluzione dovrà essere una rivoluzione pacifica ma pensata con la testa.
    Oggi la moneta non ha alcun valore, una volta si usavano metalli preziosi oggi si usa carta e metalli comuni, siamo noi che diamo valore all’euro, e possiamo essere noi a far fallire l’euro.
    Se vogliamo la democrazia bisogna far fallire l’euro e togliere potere alle banche, il loro sogno è l’istituzione di una banca unica e centrale, dobbiamo far fallire il loro sogno.
    Mario Monti in uno dei suoi libri, che avevo letto, sul ruolo della moneta sostiene che la moneta non nasce per far arrichire le persone ma per arrichire l’economia, per me economia significa piu emissione di CO2 e quindi piu inquinamento dell’aria, se lasciamo fare a loro, arriverà il giorno in qui ci faranno pagare l’aria che oggi respiriamo, se lasciamo fare a loro, ci attende una vita da schiavi.
    Dobbiamo creare una moneta nostra che sia un gold standard e che faccia arrichire le persone, una moneta a otto cifre decimali e deflazionaria, con una moneta del genere questo mondo diventerebbe il paradiso, è ovvio che questa moneta dovrà portare con se anche una maggiore responsabilità dei cittadini europei verso l’ambiente e la natura.
    L’europa farà la fine della torre di babele, prima che cada è meglio mettersi al riparo,  

  • 22
    Paolo 2.0

    qui continuano a sparire commenti, mah…

  • 21
    todinik

    purtroppo Claudio (ti dò del tu tanto stiamo sulla stessa bagnarola che affonda)

    ho preso coscienza della situazione politica e sociale italiana, mio malgrado….è impossibile non vedere la luna in questo momento storico, l’unico modo non è guardare il dito ma guardare lo smartphon .

    vedo zombies che camminano con il cellulare in mano e malgrado lo strumento sia un vaso di pandora di informazioni loro sono fritti…….sono tanto a non voler vedere, alcuni ,come dici tu con dati alla mano non possono.

    Sono convinto che se ci fosse volontà questa bagnarola ,tappando qualche foro, riusciremmo a portarla in salvo su qualche spiaggia…..ma il problema sono gli scafisti che ,mitra alla mano, ci portano dove vogliono loro ….e molti ne faranno affogare.

    Comunque non sono pessimista, questi falsi potenti che cavalcano il consumismo verso il baratro seguendo l’utopia della crescita infinita, ciechi e sordi (per scielta) ai moniti di chi indica la decrescita e la solidarietà come unica strada per la salvezza del genere umano, sono comdannati già ora ad assistere alla loro fine ….il re è nudo!!!!!!!!!

    LA MIA IDEA :

    ASSUMIAMO UN SOVRANO CON UN CONTRATTO DA PRECARIO (GLI FACCIAMO FIRMARE LE DIMMISSIONI PRIMA DEL CONTRATTO) GLI FORNIAMO SUGGERIMENTI VIA MAILL, LUI LEGIFERA DI SUO PUGNO CON UN GRUPPO DI ESPERTI NON INFLUENZABILI E SPERIMENTIAMO LA COSA PER 5 ANNI:

    LA COSTITUZIONE IN UNA MANO , E TUTTI I NOBILI VALORI DI UN EROE NEL CUORE.

    QUINDI VOTATE:

    1 REPUBLICA PARLAMENTARE

    2 DITTATURA ILLUMINATA

    3 SOVRANO PRECARIO


    tu sei lucido e vivo ,sai che i soldi sono un mezzo, vai a letto inc**zato ma sai che stai facendo la cosa giusta, loro stanno dormendo la loro ultima vita ,senza onore !

    Sono il male, l’unico male di questo pianeta, pensano di essere furbi ma sono stupidi, pensano di sapere ma non sanno nulla di reale……chi sono:

    Li hai nominati tu stesso ,li nomino io ogni giorno ed i loro complici vivono accanto a noi ,purttroppo spesso siamo stati anche noi, tu ed io …..che c*****ni.

    Ma la storia ci insegna che più sono stronzi e più fanno una fine di cacca…..CESARE ,CALIGOLA, NAPOLEONE , BER………

    NO BASTA

    GRAZIE PER GLI AGGIORNAMENTI E GLI SPUNTI DI RIFLESSIONE

    SICURAMENTE TI APRIRANNO IN RAI QUALCHE PORTA MA MI RACCOMANDO…..DAGLI SOLO IL c**o NON L’ANIMA……


  • 20
    Claudio Maffei

    Guit ha scritto :
    ” Per me che capisco poco di economia soprattutto macro, e per tutti quelli come me immagino, ci sono certe cose che sono praticamente incomprensibili. Si ha come l’idea che il denaro sia immateriale, virtuale. Oltre al dato rilevato da Claudio mi chiedo per esempio come sia possibile per un paese in crisi sostenere una spesa militare come quella che si sta sostenendo nelle varie guerre o missioni preventive se preferite, insomma quelle cose dove si va a bombardare i cattivi. Cifre con le quali oltre a risanare buona parte dei problemi nostri si eliminerebbe la fame. Non voglio fare il buonista o il fintopacifista, ma c’è qualcosa che mi sfugge, che non capisco. Questi soldi ci stanno o non ci stanno? Sono veri o finti? Portare “democrazia” equivale a portare nel mondo questa logica, ma questa logica qual’è? l’ONU vuole veramente risolvere il problema della fame nel mondo, oppure fa demograficamente comodo, secondo logiche neo-malthusiane, che un po’ di gente si tolga di mezzo da sola?     

    ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

    Questo è uno degli aspetti della dittatura sovranazionale.

    Ci sono tante altre stranezze che riguardano la guerra. Tipo questo obama che sembrava l’apoteosi del progressismo, incarnatosi nella rivalsa di un nero, un ex schiavo, chiamato a dirigere nientepopodimeno che la Merica.

    E che non perde un attimo di tempo per operazioni belliche e militari che costano la vita a milioni di persone.

    C’è la stranezza di un Presidente della Repubblica che non dice una parola sull’incostituzionalità di interventi militari verso paesi terzi.

    C’è la stranezza che l’unico partito ad opporsi all’intervento in Libia, è stato la Lega, partito di governo.

    C’è la strana coincidenza che tutti i prsedienti americani, tutti, sia democratici, sia repubblicani, hanno sempre una guerra nel cappello a cilindro.

    Infine c’è l’avvilente constatazione che in meno di 24 ore siamo entrati in guerra contro la Libia, senza che ci sia stato uno straccio di dibattito nel paese.

    Abbiamo aggredito un altro popolo, perchè ce lo ha detto la Nato.

    Vi sembra democrazia?

    Ecco perchè serve un salto di qualità, un’illuminazione politica, per uscire dalle logiche dei potentati sovranazionali, che oltre ad impoverirci economicamente, ci impongono scelte come la guerra che per un paese civile dovrebbero inaccettabili.

    • 20.1
      Guit

      Come interpreti il fatto che l’unico partito a essersi opposto alla campagna libica sia stato la Lega?

       

«12

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