Quel piccolo villaggio di irriducibili… islandesi!

Il fallimento delle banche non è necessariamente la fine del mondo. Dove esiste ancora una sovranità monetaria, le banche private sono una cosa, lo Stato un’altra. Gli unici che hanno avuto il coraggio di dirlo forte sono stati gli islandesi che, alla proposta di ripianare con l’austerity i debiti conseguenti al fallimento della banca Landsbanki, legato ai depositi IceSave, si sono opposti con ben due referendum. Nel primo, i “no” hanno superato addirittura il 93%. Percentuali bulgare. Significa che quando la gente può esprimersi, quel “fate presto!” del Sole24Ore e la sobrietà di quel Mario Monti del Corriere della Sera diventano cortesi ma irremovibili rifiuti. Per questo i banchieri hanno impedito a Papandreou di fare lo stesso referendum in Grecia e si sono affrettati a piazzare al suo posto Lucas Papademos, un collega di Monti. In Europa, come dice Farage, i referendum devono avere solo due risposte: ““, e “Sì, ve ne prego!“.

 

Nei depositi IceSave avevano investito soprattutto olandesi e britannici. Quasi 4 miliardi di euro di perdite. Gli islandesi però si sono rifiutati di pagare, stabilendo il principio che la responsabilità non è dello Stato ma di una banca che, anche se nazionale, è privata esattamente come la Banca d’Italia.
Il Presidente islandese ha dichiarato che “la Costituzione islandese è basata sul principio fondamentale che il popolo è sovrano. E’ responsabilità del presidente far sì che la volontà del popolo prevalga“. In due parole, ecco spiegato il senso profondo della parola “referendum“. Quello che alla Grecia è stato negato e che in Italia non c’è stato neppure bisogno di negare: la volontà popolare è stata di proposito ignorata, tra gli applausi delle scimmie ammaestrate e del popolo servo, sempre in cerca di un nuovo padrone.

L’Islanda ha 320 mila abitanti. Qualcuno dice che sono troppo pochi e non fanno testo. Ma se riescono, così in pochi, ad opporsi ad interessi così grandi, cosa potrebbero fare sessanta milioni di persone tutte insieme? Immagino un mondo dove le piazze si riempiono e i banchieri, gli speculatori e finanzieri che fanno girare capitali inesistenti sulle roulette russe delle borse – superiori di un fattore 10 a quelli reali – indebitando i popoli, siano costretti a farsi da parte e a lasciare spazio a chi ha una nuova teoria sulla distribuzione della ricchezza, sull’etica del denaro e un rispetto diverso del concetto di sovranità popolare. Non possono essere un manipolo di tecnici pervertiti a imporre a 7 miliardi di persone un modello di società che premia solo se stessi.

Perché l’Islanda lo ha capito? Perché il popolo di un’isola del nord Europa ha dimostrato di essere coeso e informato? Sarebbe interessante andare a scoprirlo. Certo è che in Islanda ogni 100 famiglie, 87 sono connesse a banda larga. E il Parlamento islandese ha ratificato, nel luglio 2010, una risoluzione che dà all’informazione online ospitata sull’isola lo status di immunità totale: chi querela un blogger non solo perde per legge, ma viene controquerelato dallo Stato automaticamente. La risoluzione si chiama IMMI (Icelandic Modern Media Initiative). Perchè il sale dell’informazione è il dibattito, il confronto tra posizioni diverse, anche estreme. Non la censura e la querela come arma di intimidazione. E tutto questo accadeva mentre noi perdevamo tempo con il DDL Intercettazioni, immersi nel medioevo della comunicazione. Sarà per questo che la nuova Costituzione islandese, appena riscritta, è stata partorita proprio sulla Rete, in maniera condivisa? Qui da noi è fantascienza. Ma certo, noi siamo italiani, siamo un popolo di navigatori, di inventori, di allenatori, mica siamo pescatori di balene, noi.

Ho tradotto per voi un articolo del 28 novembre scorso di Ambrose Evans-Pritchard, international business editor esperto di economia del Daily Telegraph.

 

ALLA FINE HA VINTO L’ISLANDA

Come una piccola isola è andata controcorrente, smentendo tutte le iatture degli economisti


L’OCSE è andata molto vicino a predire una depressione per l’Europa, a meno che i leader europei non riescano a inventarsi un “prestatore di ultima istanza” molto rapidamente, facendo in qualche modo credere al mondo che il fondo di salvataggio EFSF esista davvero.

Anche se il disastro finale sarà evitato, le previsioni di crescita dell’eurozona sono terribili. Italia, Portogallo e Grecia subiranno tutte una contrazione nel 2012 mentre Spagna, Francia, Olanda e Germania raschieranno il fondo del barile.

La disoccupazione raggiungerà il 18.5% in Grecia, il 22.9% in Spagna, il 14.1% in Irlanda e il 13.8% in Portogallo. Invece l’Islanda si distingue, con una crescita del 2.4% e una disoccupazione al 6,1%. Bene, benissimo!

Ecco i dati OCSE:

Insomma, la politica islandese di drastica svalutazione e il controllo sui capitali non ha dimostrato di essere quel disastro che molti avevano predetto. Il suo rifiuto di accettare quel fardello pesante pieno zeppo delle perdite delle banche private non ha trasformato il paese in un lebbrosario.
L’Islanda ha tenuto insieme il suo tessuto sociale. Se l’Islanda fosse stata nell’eurozona, sarebbe stata costretta a perseguire le stesse politiche reazionarie di svalutazione interna e di deflazione del debito che oggi sono inflitte alle masse di disoccupati lungo tutto l’arco della depressione.

Ambrose Evans-Pritchard
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45 risposte a Quel piccolo villaggio di irriducibili… islandesi!

  • 18
    morpheus65

    Optimo pezzo Claudio,

    Sull’Iceland non se ne sente proprio parlare. Qui in US ne trovi referenze solo su certi siti d’economia di vanguardia. In Italia se ne e’ occupato Report, qualche mese fa parlando della economia eeuropea… La Gabanelli gli misse d’esempio ma fu cosi piccolo il pezzo… Era qualcosa per farci una intera puntata.

    Questo e’ il prefetto esempio per vedere che senza le banche e la economia globale si puo vivere. Iceland ne ha pattito un po’ agli inizi ma che cosa sono 2 anni, 3 anni, in comparazione con 15, 20 anni di politica austera rubandogli ai cittadini quel poco di saving che hanno… 

     

  • 17

    Sì, conoscevo i retroscena del tema da te trattato di questo “piccolo grande popolo”. Condivido la chiusa del tuo post. Grazie per l’invio del tuo post e ti ho già inserito tra i miei blog che seguo. In bocca al lupo.

  • 16
    TANAIONAT

    La domanda che mi pongo è: escludendo chi  si informa attraverso la rete,possiamo diffondere il piu possibile agli italiani  questa realtà dell’Islanda.Possibile che televisioni locali,radio,SANTORO o anche semplici cittadini con un po di oratoria non si mettano insieme e dicano che ci possano essere molte soluzioni a questa crisi, che altrimenti potrebbe durare degli anni e distruggere il lavoro e la vita di migliaia di persone?

  • 15
    Zephirolab
  • 14
    malsano
  • 13

    La risoluzione IMMI è il paradiso della democrazia e la libertà d’opinione. Ho visto che c’è  la pagina di facebook, non possiamo lanciare anche una petizione on line?

  • 12
    Claudio Maffei
    Bigalfry ha scritto il  2 dicembre 2011  alle  16.35  

     

    Sì! L’Irlanda è un paese avanzato Forte diffusione della rete, democrazia diretta e libertà di espressione tutelata anche in rete! Fin qui ti do ragione. Però devi considerare una cosetta: loro sono liberi! Non nel senso che noi siamo schiavi, ma nel senso che sono piccoli e fuori dall’euro, con tutti i pro e i contro. Non dimentichiamoci che noi abbiamo delegato all’Europa la nostra sovranità monetaria, perchè gli europei (Italia e Francia) imposero alla Germania( e quindi anche a sè stessi) di cedere la propria moneta in cambio dell’unificazione dopo la caduta del muro. Si volevano ottenere tre obiettivi: 1 un mercato unico senza una moneta unica avrebbe generato il caos, 2 si voleva inglobare la Germania nell’Europa per evitare il ritorno del nazionalismo tedesco, 3 si presupponeva che una moneta unica avrebbe comportato una qualche forma di unità politica, se non altro in ambito economico! Per quanto riguarda noi c’è da dire un’altra cosa: noi siamo troppo grossi per fallire: l’hai detto anche te(scusa se ti do del ‘tu’, spero di non offenderti) che i  nostri debiti sono tali da provocare guerre europee, la pace sarebbe a rischio. Anche l’Irlanda poi ne risentirebbe, perchè tutto il mondo avrebbe enormi problemi in caso di fallimento dell’Eurozona, altro che depressione del’29. l’economia ci metterebbe decenni a ricrescere. Sono d’accordo che il sistema economico vada cambiato, ma attenti alle soluzioni facili. Infine una considerazione: l’Irlanda prima dell crisi cresceva a ritmi forsennati grazie a un’industria sana e competitiva, noi invece ristagniamo da due decenni(le agenzie di rating ci tengono d’occhio da un decennio, c’erano già stati altri declassamenti), senza le riforme(molto dolorose, per esempio licenziamenti nel settore pubblico), un’eventuale impossibilità di rifinanziarsi col debito ci porterebbe al disastro. 

    Cordiali saluti!

    ……………………………………………………………

    Prima  di rispondere all’utente, mi complimento con cm per l’ottimo articolo, sei un gamba Messora, ho già scritto che sei molto ispirato e sei cm, come me, eheheh, sarà un caso. chissà.

    Rispondo al messaggio. Il problema non è ciò che si voleva, voleva, voleva, e voleva più o meno in buona fede 20-30-40-50 anni fa, ma ciò che si sta rivelando l’unione non solo monetaria, ma economica e politica europea.

    Stiamo scoprendo un sistema di potere asservito, ad un sistema di potere più alto, mondiale.

    Hai citato le agenzie di rating. Sveglia! Queste sono nel circolo vizioso. L’ultima  declassata è arrivata da Goldman Sachs, la benemerita del premier Monti.

    E’ una strategia su vasta scala che comprede le agenzie di rating, i governi, che vengono impegolati con politici tecnici asserviti alla banda, vedi Monti e Papademos e che comprende tutti i grandi organismi economici, come il FMI, la Federal Reserve, la BCE e più in generale l’Unione Europea.

    Giusta quindi la visione di cm, nel portare ad esempio la caparbietà degli islandesi.

    Non importano le differenze con l’Italia. Bisogna uscire dall’europa, non c’è altra soluzione. 

    Lo dico con grandissimo rammarico, essendo stato uno strenuo sostenitore dell’Unione Europea, ma quando una buona idea, viene stravolta per gli interessi di pochi, a svantaggio di molti, è bene non farne parte.

    Anzi non è escluso che nel lungo termine, una vera comunità o unione, possa risorgere sulle basi della condivisione, della convivenza secondo i principi di equità, solidarietà e fratellanza. Insomma tutto quel che manca adesso.

    Meglio pane e cipolle, sicuri, come insegnano l’autarchia e l’autadeterminazione del popolo islandese piuttosto che dare le chiappe agli stupratori, con il consenso, quasi unanime. Un popol de coio, questo è un altro grande problema.

  • 11
    Zephirolab

    no comment

  • 10
    lino80sa

    L’appuntamento con il blog di Claudio è come il caffè alla mattina non se ne può far a meno. Grazie Claudiio.

  • 9
    luis

    La spiegazione del fatto che i 320 mila islandesi stanno facendo cose che i 61 milioni di italiani non faranno mai potrebbe essere che all’aumentare della popolazione (all’aumentare del numero di individui) aumenti la complessità e di conseguenza il grado di disordine con il peggioramento della comunicazione tra le persone che permette facilmente di poterle disinformare, mantenerle ignoranti e poterle mettere le une contro le altre (dividi et impera). La moltitudine è un handycap per la moltitudine stessa, ma non per i pochi stronzi che la controllano.

  • 8
    vitali80

    Sig. Messora, non vorrei mancare di rispetto a nessuno nel suo blog ma dico che il problema di chi ci fà del male in Italia non va attribuito ai politici, ai giornalisti etc. cioè i cattivi della situazione, ma va attribuito ai cittadini, che io ritengo dei sabotatori, dei traditori che distruggono dall’interno dando una mano ai cattivi.

    Dico questo perché vedendo vari luoghi del nostro Paese mi sono accorto che la gente media è composta da disonesti, e non parlo dei criminali ma degli onesti.

    Questi onesti sono le forze dell’ordine senza coscienza che ammazzno i ragazzi come Aldrovandi, che sparano ai manifestanti e gli provocano più di 30 fratture facciali, dei vigili che vedono i parcheggi dei disabili ingiustamente e non intervengono, che vedono sfrecciare le autoa Roma o Milano (per citarne due ma ve ne sono altre) incuranti delle strisce pedonali e col rischio di uccidere le persone che attraversano la strada, che non arrestano persone importanti come i politici o come Lapo Elkann nonostante abbiano chili di droga pesante in casa ma arrestano un ragazzino che si fuma marijuana di nascosto. Come fidarsi di queste persone che fanno questi mali e poi per scusarsi rispondono che non possono disobbedire agli ordini, come se l’essere umano non avesse la possibilità di scelta, come se fosse un macchinario che reagisce ad un input?

    Fra gli onesti non ci sono solo le forze dell’ordine ma anche i cittadini comuni. Come ho detto sopra ci sono automobilisti incuranti che il loro guidare spericolato potrebbe togliere una vita ma continuano a correre, ci sono gli anziani che chiamano la polizia per dei ragazzi che hanno commesso l’errore di tenere alta l’autoradio fino a ora tarda senza accorgersene perché magari stavano chiacchierando da ore e non se ne sono accorti, ma quando vedono un omicidio sotto casa loro stanno zitti per non essere coinvolti perché hanno paura di essere ammazzati, della persona che non dà una mano al vicino di casa nonostante veda che il figlio di quest’ultimo sta perdendo la vista dalla fame perché dice che mica può togliere il pane di bocca al suo per darlo a quello di qualcun altro.

    Una volta sono scappato da un tizio che mi minacciava con un coltello ed ho chiamato la polizia e mi son sentito rispondere che non potevano intervenire perché non avevano volanti a disposizione e che l’unica soluzione per me era quella di continuare ad allontanarmi dal tizio; la sensazione di essere abbandonati non si può descrivere ma, essendo in Italia, son sicuro che a qualcun altro è capitato lo stesso, anche se per motivi differenti ma altrettanto gravi.

    In strada si vedono tipi che pur avendo lo stop nella propria corsia ma si prendono la precedenza con prepotenza e quando vengono clacsonati protestano e insultano come se avessero la ragione.

    Oppure un commesso che, quando il cliente si lamenta che la merce acquistata è difettosa, risponde che la società (o azienda etc.) non è ai suoi comodi perché non devono cambiare la merce 100 volte alla stessa persona che si lamenta oppure che non possono mica cambiare la merce a tutti i clienti perché andrebbero in perdita.

    No, seconde me gli italiani sono in questa situazione perché son fatti della stessa pasta di chi li governa e le cose non cambieranno finché gli onesti avranno lo stesso comportamento dei disonesti.

    Ritengo giusto che le persone oneste vadano via da questo Paese perché un essere umano ha una sola vita e se la spreca non avendo figli, non facendosi una famiglia, non avendo una donna al fianco, non inseguendo i propri sogni tipo diventare uno sportivo od un professore etc. perché la vita l’ha passata a lottare senza mai aver tempo per sé stesso e senza esser felice un solo momento, ed oltrettutto lottando contro nemici troppo forti e per di più abbandonato dai propri compagni che rimangono nascosti aspettando l’esito: se vince gli fanno gli applausi e raccolgono i frutti della sua vittoria senza aver mosso un dito e se perde vanno a denigrarlo dicendo che è stato uno stupido a mettersi contro gente così potente e che tanto non avevano mai creduto in lui, e molto probabilmente queste parole le pronunciano di fronte ai potenti per ingraziarseli.

    Questi sono gli italiani e le cose non cambieranno, meglio andare con chi ti apprezza -cambiare Paese- piuttosto che perdere tempo con chi non ti apprezza.

    • 8.1
      luciano c.

      Hai ragione su molte cose, però non si può abbandonare il Paese perché le

      cose vanno male, si lascerebbe campo del tutto libero a questi furbi o

      inetti, che voglio ben sperare, non siano la maggioranza degli italiani.

      E poi, penso che ognuno di noi nel suo piccolo possa fare qualcosa per

      modificare questa miseria umana( o disumana ), che dir si voglia.

      Quindi armiamoci di ramazza e cominciamo, o continuamo, a spazzare

      un po’ di sporcizia umana e non.

       

       

    • 8.2
      luciano c.

      Sig. Vitali80, tutto questo è profondamente ingiusto.

      Il lavoro è un sacrosanto diritto: tutti dovrebbero avere un lavoro dignitoso

      e un reddito dignitoso; ma questi beceri individui che stanno nei palazzi,

      pensano a tutto(ciò che riguarda loro e i loro amici), tranne che agli

      interessi della collettività.

      Io penso che questa precarietà e mediocrità di vita che ci stanno infliggendo

      sta’ per arrivare al termine; la gente (sempre più numerosa) non potrà subire

      ulterirmente queste vessazioni continue e asfissianti.

      E’ solo questione di tempo:poco.

      Per il resto non mollare, auguri.

    • 8.3
      luciano c.

      Sig. Vitali80, tutto questo è profondamente ingiusto.

      Il lavoro è un sacrosanto diritto: tutti dovrebbero avere un lavoro dignitoso

      e un reddito dignitoso; ma questi beceri individui che stanno nei palazzi,

      pensano a tutto(ciò che riguarda loro e i loro amici), tranne che agli

      interessi della collettività.

      Io penso che questa precarietà e mediocrità di vita che ci stanno infliggendo

      sta’ per arrivare al termine; la gente (sempre più numerosa) non potrà subire

      ulterirmente queste vessazioni continue e asfissianti.

      E’ solo questione di tempo:poco.

      Per il resto non mollare, auguri.

    • 8.4
      luciano c.

      Hai ragione su molte cose, però non si può abbandonare il Paese perché le

      cose vanno male, si lascerebbe campo del tutto libero a questi furbi o

      inetti, che voglio ben sperare, non siano la maggioranza degli italiani.

      E poi, penso che ognuno di noi nel suo piccolo possa fare qualcosa per

      modificare questa miseria umana( o disumana ), che dir si voglia.

      Quindi armiamoci di ramazza e cominciamo, o continuamo, a spazzare

      un po’ di sporcizia umana e non.

       

       

    • 8.5
      vitali80

      Sig. luciano c. capisco la sua voglia di lottare ma si metta nei miei panni: metto commenti raramente nel blog perché non ne ho il tempo e, cosa più importante, alcuni mesi non riesco a permettermi Internet e quindi rimango staccato dal mondo per lunghi periodi; è facile dire che la Rete ci unisce ma unisce solo chi se la può permettere.

      Sono talmente povero e occupato a lavorare od a cercare lavoro che non ho contatti umani da almeno una decina d’anni. Non sto con una donna e non esco con un solo amico da ben 10 anni circa, sembra una sciocchezza? No, è la realtà di chi non fà altro che casa e lavoro. e per lavoro intendo anche cercarlo quando non lo si ha.

      Lo sapete cosa vuol dire sentirsi dire “chi non lavora non merita di mangiare?”, cioè un essere umano dovrebbe avere diritto a mangiare ed alla casa gratis perché son elementi vitali ed invece no, secondo queste persone chi non lavora merita di morire. Io dico che anche un fannullone, anche uno che non lavora perché è uno sfaticato per partito preso merita cibo e casa perché è un essere vivente e merita di vivere e nessuno deve avere il diritto di togliergli la vita.

      E poi ammettiamo pure che io combatta valorosamente in Italia: quando non ho Internet per fare denuncie ai blog chi viene a casa mia a dirmi “adesso te la pago io la bolletta così continui ad aiutarci contro le ingiustizie”? E se perdo la casa chi mi dice “dato che sei un nostro compagno di battaglie ti paghiamo l’affitto perché non vogliamo perderti”? Non lo fà nessuno, la legge morale in questo Paese è la stessa del mondo del Mercato e degli affari “tutti sono utili ma nessuno è indispensabile”, infatti se i blog di denuncia mi perdono non mi vengono di certo a cercare ma si rifanno sui restanti utenti che continuano a scriverci i commenti.

      Dopo queste premesse arrivo al punto dicendo: per chi devo combattere? E se combattessi fino alla vecchiaia e il giorno della mia morte mi guardassi indietro cosa vedrei?  Vedrei che la gente è rimasta ugualmente divisa fra cattivi e vigliacchi, fra chi fà del male perché ha potere e chi sta in silenzio e lascia che il male continui finché non lo tocca di persona. Non mi rimarrebbe altro che morire piangendo notando di essermi dato tutto per niente.

      Io è da anni che faccio una proposta, solo a parole senza volantini e in rete l’ho detta ancora a pochi: perché non chiudiamo tutti i negozi e smettiamo in tronco di pagare le tasse? Perché non fermiamo l’economia in tutte le città d’Italia e rimaniamo così finché questa gente non se ne va? I politici, le forze dell’ordine e le banche sono tutte sovvenzionate dalle tasse, quindi se smettiamo di pagarle questi crollano nel giro di un mese per forza. Cosa possono fare, arrestare tutto il Paese? Manganellare tutto il Paese? Multare tutto il Paese? Non si può arrestare o manganellare qualcuno perché si rifiuta di lavorare e non ci sarebbero appigli per attuare delle contromisure. Ma nessuno mi ha dato ragione quando l’ho proposto e uno dei commenti migliori che ho ricevuto è stato “se vuoi farlo, fallo, tanto sei tu che finisci in mezzo ad una strada a mangire niente, non io. Io vado avanti e mangio e bevo e dormo finché sono vivo”.

  • 7
    GianniGirotto

    Ok, ok, in attesa di miracoli o rivoluzioni, perchè non facciamo intanto una cosa intermedia ma ugualmente efficace, che è quella di “traslocare” ognuno i propri conti correnti dalle grandi banche, autrici di questa finanza speculativa e rapace, e dirigersi sulla finanza etica, che in Italia funziona egregiamente da più di 10 anni, in grande silenzio ma con grandi risultati, dal momento che lavora con metodi e per obiettivi totalmente opposti a quelli della finanza tradizionale. Lo hanno già fatto 35mila italiani, informatevi anche voi… http://giannigirotto.wordpress.com/finanza-etica/

    • 7.1
      rg3

      Ottimo suggerimento

      Diffondiamo il verbo, bisogna ex ducere il pensiero…se no questa élite ci sfracella.

       

  • 6
    rg3

    Bene, bene, benissimo!

    Byo da solo però non ce la può fare, oltre ad aiutarlo con qualche donazione, bisogna fare proselitismo.

    Questi concetti, una volta capiti, bisogna spiegarli a tutti: moglie, amante, barista, parrucchiere, macellaio…insomma, bisogna coinvolgere tutte le persone che conosciamo; anche Vespa, sempre che esista qualcuno capace di farlo (magari costruendo un plastico!).

    L’alternativa al proselitismo è la ghigliottina e personalmente spero che non si sia costretti, ancora una volta, ad utilizzarle.

  • 5
    Anas E.

    Ragazzi ! C’è tra di voi chi può dedicare qualche riga per commentare e discutere  questo progetto?

    Per la correttezza è un idea di TANAIONAT, mi è piaciuta e cerco di promuoverla :

    byoblu ha scritto il  1 dicembre 2011  alle  14.44 



    Anas E. ha scritto :
    ” 

    L’esperienza Islandese raccontata con la ” Pignoleria” di uno come Messora, uno che fa domande ” insolite”, mi sembra che sarà capolavoro da cui trarre tante lezioni anche dei benefici per il sito ( vendità del DVD).

    Ribadisco, siamo in tanti a seguire Byoblu e se ci mettiamo daccordo possiamo finanziare questo viaggio, questo progetto, ognuno secondo le sue capacità. sarà un merito per tutti noi. L’hanno fatto in tanti ( Primo esempio che mi viene in mente il DVD documentario di Giulietto Chiesa  & “ZERO”.

    Che ne dite?

    Ah beh,,, io ci sto!

    Io ci sto, byoblu ci sta, TANAIONAT ci sta………..Sù ragazzi DISCUTIAMO !

    Grazie.

     

    • 5.1
      Anas E.

      Cominciamo beneeeeeeee…….. 

      Io ci sto, byoblu ci sta, TANAIONAT ci sta, Fabioromeo ci sta 

      Fatevi avanti sùùùùùùùùùù………..

    • 5.2
      luis

      Maggiori finanziamenti potenzierebbero questa vetrina d’informazione, dando magari a Messora più mezzi per effettuare indagini ed inchieste sul campo. Per esempio un reportage in Islanda per raccogliere le testimonianze delle persone che sfidano il sistema ed indagando sui fattori che rendono possibile la presa di coscienza e l’entrata in azione, per poterle magari esportare (magari).

    • 5.3
      Anas E.

      Anas E. + Byoblu +  TANAIONAT + Fabioromeo + Luis

      ci stanno !!!

    • 5.4

      IO CI STò ALLA GRANDE!!!

  • 4

    grande byoblu! questo articolo è veramente da condividere e diffondere in diretta nazionale a reti unificate.. solo che la tv è in mano ad una sola persona e l’italia è un popolo troppo vecchio per connettersi ad internet… ecco spiegato tutto 

  • 3
    Evald

    Qui c’è molta confusione. Lo sapete che L’Islanda stà ancora pagando il suo debito? Hanno fatto un referendum e allora? Stanno ancora pagando. Non stanno meglio di prima, anzi stanno peggio. Non capisco che cosa ha fatto di cosi’ rivoluzionario questa Islanda. Spiegatemi eh!!!

  • 2
    vitali80

    luciano c. ha scritto :
    Per il resto non mollare, auguri.

    Grazie.

    Spero che vada bene a noi tutti.

  • 1
    capitanharlock

    98 miliardi.

    http://pieronuciari.it/2011/07/08/i-98-miliardi-di-euro-evasi-dai-concessionari-dei-monopoli-di-stato/

    98 Miliardi di calci in c**o.

    Uniamoci e andiamo a darglieli.

     

    Io ci sono!

     

     

  • 0
    eurologico

    Favorevole al famoso “debito illegittimo”!

    Sempre meglio che continuare a farci mangiare con questo “Vulture fund”!

  • -1
    Bigalfry

    Sì! L’Irlanda è un paese avanzato Forte diffusione della rete, democrazia diretta e libertà di espressione tutelata anche in rete! Fin qui ti do ragione. Però devi considerare una cosetta: loro sono liberi! Non nel senso che noi siamo schiavi, ma nel senso che sono piccoli e fuori dall’euro, con tutti i pro e i contro. Non dimentichiamoci che noi abbiamo delegato all’Europa la nostra sovranità monetaria, perchè gli europei (Italia e Francia) imposero alla Germania( e quindi anche a sè stessi) di cedere la propria moneta in cambio dell’unificazione dopo la caduta del muro. Si volevano ottenere tre obiettivi: 1 un mercato unico senza una moneta unica avrebbe generato il caos, 2 si voleva inglobare la Germania nell’Europa per evitare il ritorno del nazionalismo tedesco, 3 si presupponeva che una moneta unica avrebbe comportato una qualche forma di unità politica, se non altro in ambito economico! Per quanto riguarda noi c’è da dire un’altra cosa: noi siamo troppo grossi per fallire: l’hai detto anche te(scusa se ti do del ‘tu’, spero di non offenderti) che i  nostri debiti sono tali da provocare guerre europee, la pace sarebbe a rischio. Anche l’Irlanda poi ne risentirebbe, perchè tutto il mondo avrebbe enormi problemi in caso di fallimento dell’Eurozona, altro che depressione del’29. l’economia ci metterebbe decenni a ricrescere. Sono d’accordo che il sistema economico vada cambiato, ma attenti alle soluzioni facili. Infine una considerazione: l’Irlanda prima dell crisi cresceva a ritmi forsennati grazie a un’industria sana e competitiva, noi invece ristagniamo da due decenni(le agenzie di rating ci tengono d’occhio da un decennio, c’erano già stati altri declassamenti), senza le riforme(molto dolorose, per esempio licenziamenti nel settore pubblico), un’eventuale impossibilità di rifinanziarsi col debito ci porterebbe al disastro. 

    Cordiali saluti!

    • -1.1
      cercel

      ISLANDA NON IRLANDA !!

      ma veramente pensa che licenziando innalzando l’età pensionabile tassando tutto il tassabile ecc ecc si risolvano le problematiche di un sistema capitalistico che oramai ha dichiarato il fallimento in tutto il mondo?non ha mai pensato che magari cambiando il sistema da quello attuale con un socialismo si risolverebbero le cose per una schiera maggiore di persone e non solo per pochi come ora?

      un esempio lo può constatare pensando al fatto che le nostre autostrade sono state costruite con contributi prelevati dalle tasse degli italiani e affidate poi in gestione a privati che si arricchiscono sempre di più e senza neppure affrontare le spese di una manutenzione decente,stessa situazione la riscontriamo con l’acqua,e altre risorse… 

      questa non le sembra un’inutile agonia pagata però dalle maggioranze delle classi meno abbienti?

       

    • -1.2
      Bigalfry

      OOPPS! Mi è sfuggito! Scusate :p. Per il resto non retrocedo!

  • -2
    Zephirolab

    no comment

  • -3
    archi

    C’è solo un insignificante particolare… in Italia non falliscono le banche, non solo almeno, ma lo stato.

    E’ lo stato italiano che ha fatto debiti, e li ha fatti emettendo titoli di stato che poi altri (banche e privati) hanno comprato purché gli venisse restituito una resa economica.

    Non ho capito bene dove sta l’analogia con l’islanda.

    Il debito non l’ha creato la banca privata ma lo stato sovrano che ha speso malamente i suoi soldi per costruire infrastrutture e per gestire servizi in modalità blasfema e truffaldina.

    Vogliamo parlare di inesigibilità del debito? benissimo… ma sarebbe il caso di parlarne seriamente.

    • -3.1
      eurologico

      prova a leggerti questo..magari ti aiuta a capire l’ analogia

      http://www.eurasia-rivista.org/morire-per-il-debito/10716/

    • -3.2
      archi

      Ho detto parliamone… cosa proporresti di fare? Analizza la proposta e poi immaginati la conseguenze, poi prova con un’altra proposta e vedi come andranno le cose.

      Chi ha l’idea migliore glie l’appoggio.

      L’idea qual’è… il default? uscire dall’euro e tornare alla lira? il bot imposto a tasso stabilito? Una revisione completa del debito studiando cosa è inesigibile e cosa lo è?

      O continuare a far si che il populismo guidi le scelte economiche del governo?

      A me sta bene… paghiamo solo il 50% del debito senza interessi? Tanto che ce frega… torniamo i padroni della moneta, facciamo quello che ci pare. Poi però quando dobbiamo andare a comprare il mais in america glie lo spieghi tu?

      Hai mai provato ad andare dal macellaio sotto casa a comprare una fiorentina dopo che gli hai detto che quel che è stato è stato e che le fiorentine delle settimane passate glie le paghi se e quando ti pare?

    • -3.3
      archi

      veramente il macellio la carne te l’ha venduta buona… sei tu che l’hai fatta avariare.

      Si può discutere il prezzo o se abbia il diritto di chiedere tutti quei soldi di interessi perché non glie l’hai pagata in tempo, ma la carne era buona, i soldi erano buoni.

      E poi i soldi dei nostri debiti mica son solo delle banche.

    • -3.4
      archi

      veramente il macellio la carne te l’ha venduta buona… sei tu che l’hai fatta avariare.

      Si può discutere il prezzo o se abbia il diritto di chiedere tutti quei soldi di interessi perché non glie l’hai pagata in tempo, ma la carne era buona, i soldi erano buoni.

      E poi i soldi dei nostri debiti mica son solo delle banche.

    • -3.5
      archi

      veramente il macellio la carne te l’ha venduta buona… sei tu che l’hai fatta avariare.

      Si può discutere il prezzo o se abbia il diritto di chiedere tutti quei soldi di interessi perché non glie l’hai pagata in tempo, ma la carne era buona, i soldi erano buoni.

      E poi i soldi dei nostri debiti mica son solo delle banche.

    • -3.6
      eurologico

      allora lasciamo tutto com’è,lasciamo che la politica della privatizzazione ci porti via quelle poche risorse che ci rimangono..non pensiamo insieme a come procedere ma continuiamo ad accettare quello che ci viene imposto senza neppure guardare possibili alternative!Preferisci?

       

    • -3.7
      eurologico

      Ma se il maccelaio ti vende carne avariata e poi stai male?Tu che fai?

      Inanzitutto cambierai macellaio,ma non prima di essere sceso e avergli contestato la carne!

      Lui certo ti dirà che la carne l’ha comprata da un allevatore e non è colpa sua,ecco che allora giunti ad un accordo ti darà o una bistecca nuova prodotta da un altro allevatore oppure ti proporrà di restituirti i soldi perchè in fin dei conti e lui il responsabile della carne che vende..

       

    • -3.8
      archi

      Se chiedi i soldi e poi vai a troie che fai ti inc**zi con chi te li ha prestati? sti governi di DC, PSI e PDL ce li abbiamo messi noi e non ci siamo inc**zati quando sperperavano i nostri soldi e ci rovinavano il futuro.

      Mo che si fa? Chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato?

    • -3.9
      archi

      Mi spiace ma nell’articolo non c’è un bel niente che mi aiuti a capire il paragone tra Islanda ed Italia… dirò di più, ci si sforza a far paragoni tra l’Argentina e l’Italia, non sapendo che esiste una grossa differenza tra i due stati: l’Argentina è un paese ricco di risorse, anche alimentari… l’Italia è un paese trasformatore di risorse che deve comprare dall’estero e che non è autosufficiente neppure dal punto di vista alimentare.

      Conosci la situazione che c’è stata in Argentina subito dopo il default? Sai dell’emigrazione, della povertà? Bene… moltiplica tutto questo per un fattore X con l’inflazione dei beni di primissima necessità (cibo, metano e gas) e con pensionati che potrebbero veramente rischiare di morire di fame… aziende che non possono permettersi di acquistare le materie prime da lavorare ecc.

      E’ vero che esistono molte vie intermedie… ma tutte queste vie hanno un costo, non pensare che non sia così. E non pensare che qualsiasi sia il modo che sceglieremo torneremo ad una crescita consistente e duratura… perché non sarà così.

      Detto questo non so dire se Monti farà bene o male, ma non venitemi neppure a dire di avere la soluzione in tasca perché sono piuttosto scettico.

  • -4
    Duccio A

    Caro Claudio,

    Questo crescente sentimento protettivo nei confronti della Democrazia mi riempie di speranza.

    Ben detto: il Referendum Abrogativo è uno strumento di Democrazia (Diretta) da difendere con le unghie e coi denti. Perso quello, perso tutto.

    Ma, come si sa, la miglior difesa spesso è l’attacco.

    E per “attaccare” si potrebbe chiedere l’istituzione del Referendum Propositivo, come già esiste in altri paesi più democratici del nostro.

    Spero che il mio ragionamento non risulti troppo semplicistico ma se:

    La sovranità appartiene al popolo, non si capisce perché il “popolo” possa solo “abrogare” cioè essere sempre e solo contro qualcosa e protestare (per poi farsi manganellare nelle piazze). Io vorrei vivere in un paese il cui popolo possa smettere di protestare e cominciare a proporre disegni di legge.

    Spesso risulta inutile e perfino controproducente essere solo contro qualcosa, molto più efficace è essere per qualcos’altro, proponendo e sostenendo un’alternativa.

    Tipo “parlamento pulito”, cioè via i condannati in via definitiva dal parlamento, il limite di 2 legislature, l’adeguamento degli stipendi dei parlamentari alla media europea (ma anche sotto la media, visto che i nostri sono decisamente fra i meno validi). Tutte proposte che, in assenza del Referendum Propositivo, sono destinate, sebbene corredate da centinaia di migliaia di firme di Cittadini Sovrani, ad ammuffire in un cassetto.

    Purtroppo la politica si basa su una semplicissima regola antropologica, scritta fra le righe di tutti i libri di storia:

    Chi è al potere fa i propri interessi.

    Quindi, logica vuole, che affinchè siano fatti maggiormente gli interessi del popolo, il popolo deve essere maggiormente al potere.

    Ho scritto “maggiormente” perchè non voglio fare un discorso assoluto: non credo che la Democrazia Diretta sia la soluzione a tutti i mali, anzi, è un qualcosa che, se mal gestito, può diventare estremamente pericoloso. Piuttosto la soluzione sta nel trovare, gradualmente, il giusto equilibrio fra Democrazia Rappresentativa e Diretta. Oggi è decisamente troppo “rappresentativa”, al punto da diventarne una “rappresentazione” alquanto grottesca. Per questo sono convinto che, per bilanciare la situazione, occorra introdurre al più presto ulteriori strumenti di Democrazia Diretta.

    Fra i tanti, considerando la situazione attuale, il Referendum Propositivo mi sembra uno dei più validi.

    Perchè se il popolo vuole una nuova legge elettorale non può proporla direttamente, invece di essere limitato all’abrogazione dell’attuale? (come se la precedente fosse un bijoux).

    Ma da tenere in debita considerazione ce ne sarebberto tanti altri.

    Per esempio la revocabilità dei mandati (tanto per non dover mai più subire lo Scilipoti di turno) e le liste partecipate.

    Infine ci tengo a segnalare un mio commento sul FattoQuotidiano in risposta a un articolo alquanto autolesionista del tipo: “ammettiamolo, la democrazia ha fallito..” in cui ho avuto il tempo di scrivere, seppur frettolosamente, qualche spunto in più.

    Stammi bene e alla prossima.

  • -5
    roby67

    Parole non sante, di piu’!

    Il dramma e’ che viste l’enormi cifre in campo rispetto all’Islanda, i veri potenti non ti permettono minimamente di ribellarti se non dopo averti costretto ad impugnare le armi, con un’autentica sommossa popolare e con tutto quello che comporta.  LORO sanno benissimo che l’italiano medio ha troppo da perdere in caso di conflitto: stiamo  ancora troppo bene e quindi ci stanno letteralmente fregando.

    Da non sottovalutare poi il  senso di colpa di moltissimi italiani nell’aver contribuito a creare questa situazione…

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