Un Referendum per salvare l’Italia

La voce dei cittadini  è stata messa a tacere. In Grecia, Papandreou ha provato a indire un referendum popolare ed è stato subito rimosso da una élite economico-finanziaria che non ha tra i suoi poteri quello di interferire con la sovranità di uno Stato. In Italia, un nuovo governo ha sostituito quello precedente in meno di 48 ore, senza nessuna consultazione popolare, per imporre misure drastiche, che incidono esclusivamente sulla fascia debole della popolazione e che, soprattutto, non sono state sottoposte a nessuna discussione, a nessun dibattito, a nessun confronto elettorale. Le sovranità nazionali stanno per essere cedute in nome di un principio di unificazione che deriva dalla convinzione di pochi ma che non è espressione accertata della volontà dei molti. Si può dire che il popolo sia stato esautorato delle sue prerogative democratiche e, con la compiacenza di molti organi di informazione, sia portato a ritenere che i suoi stessi diritti siano, seppure temporaneamente, sospendibili. Tuttavia, il malcontento di una parte vigile della popolazione italiana cresce, sempre più frustrato dalla totale mancanza di rappresentanza.

Per questo lanciamo oggi, insieme, l’idea di un Referendum Salva-Italia. Un ultimo, estremo tentativo di riattribuzione dei poteri decisionali al popolo. Un grido disperato e volitivo con il quale chi è figlio di coloro che hanno dato la vita per instaurare il principio democratico lo riaffermi perentoriamente contro ogni tentativo di annacquamento. Un modo assertivo per ribadire che gli italiani non hanno bisogno di essere salvati da nessuno, ma che sono perfettamente in grado di salvare se stessi.

Qui e su Facebook state già contribuendo con le prime proposte di quesito referendario. Inizialmente verranno raccolte indiscriminatamente, selezionate mediante il vostro voto libero e poi, se sarete in tanti a volerlo, verranno accorpate e rese coerenti con la legislazione che si propongono di modificare e con la necessità di essere di facile comprensione. Il tag Twitter per chi ne vuole parlare è: #ReferendumSalvaItalia

Si inizia esprimendo le vostre preferenze libere. Quelle che vedete le avete inserite voi stessi su Facebook e sono state trasferite qui per una prima scrematura. Per votare quesiti multipli, ricaricare la pagina ed effettuare una nuova scelta. Per aggiungere nuovi quesiti, scriverli tra i commenti al post. E non dimenticatevi di firmare la petizione, in fondo al post.
Buona democrazia a tutti, per gli irriducibili che non smettono di crederci.

FIRMA ADESSO LA PETIZIONE

attenzione: dopo la firma, la piattaforma gratuita di raccolta firme iPetitions presenta una pagina dove richiede una donazione. Potete chiudere tranquillamente la finestra: la vostra adesione è stata raccolta comunque. La donazione richiesta non ha a che vedere con l’iniziativa di questo blog e la raccolta non è destinata a questa iniziativa, ma non è altro che un meccanismo standard, molto diffuso, di supporto alle piattaforme che mettono a disposizione gratuitamente servizi online.

Ecco l’elenco delle vostre firme: http://…/referendum-salva-italia/signatures

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93 risposte a Un Referendum per salvare l’Italia

  • Pingback: Quei maledetti 98 miliardi che lo Stato non vuole riscuotere | Byoblu.com

  • 72
    Claudio Maffei

    Eh mi arrivano 20 messaggi al giorno, è normale, o è un sollecito, per rispndere? Ho anche altro da fare.

    Comunque, secondo me il problema inerente i referendum è duplice, uno è già stato fatto notare: la proposta referndaria può essere solo abrogativa. C’è che ha scritto di renderla propositiva, come? Con un referendum? A parte che campa cavallo, ma neppure non so se sia costituzionalmente legittimo che una funzione prevista dalla costituzione possa essere modificata attraverso lo strumento che è messo in discussione. La parola spetta ai costituzionalisti.

    L’altro motivo è che i referendum spesso non sortiscono quel che si vorrebbe ottenere, vedasi quello sul’acqua che è stato vinto, ma che è oggetto di stravolgimenti negli enti locali.

    Indubbiamente la raccolta di proposte che sta facendo Claudio, e tutti quelli che collaborano, ha un senso compiuto, per un’azione, per un programma, per un’agenda di governo che sia alternativo alla logica del partitismo, ma che sia ad esclusivo servizio della soluzione di tutti i problemi, che consideri le esigenze delle persone, nell’ottica del bene comune.

    Un errore in cui non bisogna cadere, che invece noto frequentemente, è di confondere la validità inestimabile dello strumento internet, nella comunicazione, con le esigenze necessarie per un’azione politica convincente ed efficace.

    Il partito di internet, è già di per sè una partenza sbagliata, perchè risulta di nicchia e settario. E mi sembra che il flop di Beppe Grillo che era gasatissimo, per il fatto di essere stato il primo a proporre un’azione politica coordinata in rete, sia eloquente. Infine nell’infinita varietà di proposte in continua crescita sul web, si finisce per diventare uno dei tanti.

    Allora il rullare delle idee, delle opinioni, dei problemi da risolvere è molto interessante. Bisognerà fare una cernita delle priorità.

    La soluzione pratica, è un mio assillo già proposto: una formazione politica “totalizzante” che si presenti alle prossime elezioni lontana dai partiti e dalle ideologie, con ben chiaro, evidentissimo di essere ad esclusivo servizio del popolo.

    Avevo proposto “Amare il popolo”, come nome distintivo della forza politica, ma non sono un dittatore, purchè il popolo compaia inequivocabilmente.

    Questo è molto importante, sia per gli stimoli ad essere fedeli ai propositi di chi rappresenterà la “forza politica” (fateci caso, non la chiamo mai partito, perchè partito vuol dire essere di parte), sia per il consenso popolare.

    Stufi dei partiti del c**zo, dei personalismi, del leaderismo, del politichese, il popolo voterà il suo partito.

    Detto questo “Amare il popolo”, mi sembra comunque bono, anzi ottimo, come la pasta del capitano. Che ne dite?

     

    • 72.1
      Danielc.84

      Secondo me suonerebbe meglio…”IL PARTITO DEL POPOLO” ma questo non è il momento di stare qui a discutere su un eventuale nome di un futuro partito o meno, QUI è IL TEMPO DI FARE I FATTI perchè non so voi ma ogni volta che sento un tg,che leggo un giornale e che sento una qualsiasi notizia sulle proposte che stanno per passare di questo governo smutanda-italiani ..non so voi ma io mi sento una nullita impotente nel poter affrontare le cose!!!e non so voi ma io,con un figlio,la rata del mutuo da pagare,la rata della macchina da pagare,il prestito dei $ per pagare la macchina di mia moglie,il lavoro che a poco a poco sta calando,la spesa,le bollette,a volte non dormi dai troppi pensieri che si hanno ma a volte ti viene davvero il pensiero di attaccarti via.perche se dobbiamo vivere una vita per pagare i debiti,x lavorare fino alla morte,per esser sempre li con il pensiero di dire ma che mondo di m**da stiamo dando ai nostri figli e che sta andando sempre in peggio…beh da una parte mi rassegno e dico tanto non sarò io a cambiarlo sto c.zo di mondo non si può farci niente…siamo condannati….ma dall altra parte ti scatta o ti deve scattare una molla!!e bisogna che ci si autoconvinca che se effettivamente ci impuntiamo iniziamo a protestare,a insorgere a far vedere che la maggioranza del popolo non è con questi politici marionette!!forse una speranza di cambiare le cose realmente l abbiamo!!!Bisogna informare inanzitutto piu gente possibile e poi creare una raccolta firme su tutto il territorio per far capire alla gente che qualcosa realmente si puo cambiare!!!

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

  • 71
    Danielc.84

    il referendum vero e proprio bisogna iniziare ad organizzarlo ora o se no sara troppo tardi!! bisogna creare una raccolta per ogni paese,in ogni citta e fare una specie di picchetto al costo di prendere il freddo,di perdere ore din ferie o di tempo libero perchè se nessuno di noi si muove, vi ripeto che sarà troppo tardi.Io Claudio, sono pronto a sacrificare il mio tempo per salvare la mia famiglia,i miei amici e tutte quelle persone che si trovano in difficolta grazie a questa crisi e a questa forma di monarchia che si è instaurata nel nostro paese e che ha il solo scopo di metterci in mutande e vendere il piu passibile agli usurai tiranni stranieri!!!!! con la speranza che tu mi risponda e mi indichi “nuovi ordini” resto in attesa

  • 70
    Claudio Maffei

    Fatti. Non credo abitate su Marte. Le proteste e l’indignazione non ci sono forse state? Gli scontri di Roma, la contestazione in val di Susa, già dimenticate? E’ cambiato qualcosa? Sì un pò di manifestanti in galera e meno libertà di dissenso.

    Invito a rileggere bene il post n° 73, se riuscite a risalire il salto nel vuoto del messaggio successivo eheheh.

    In ogni caso ribadisco che i problemi non si risolvono con i referendum, anche perchè la stortura fondamentale del sistema attuale è come è interpretata la politica, non intesa come servizio, ma come acapparramento di privilegi, nell’essere un gradino sopra tutti, nel continuare a litigare, nel fare l’interesse del partito e non quello del paese, nel non essere disposti a riconoscere gli errori, nell’aprofittare delle risorse di tutti per riempire il proprio portafogli, nel far dipendere le scelte in base al consenso che produrranno e non in base alle esigenze ed ai bisogni della popolazione. 

    Ho parlato di creare una forza politica e presentarsi alle elezioni. Le elezioni sono la miglior vetrina, inoltre consentono di esserci. Questi sono fatti che consentiranno di fare fatti.

    Essere movimento politico, senza essere partito. Forza politica. “””Forza””” dà l’idea di qualcosa di alternativo e “potente” che cambia il mondo.

    Allora vediamo, i nomi per ora sono 3, dopo aver scartato l’antesignano “Servire il popolo”, che alcuni utenti fecero notare legato all’ideologia marxista ed al 68.

    AMARE IL POPOLO – PARTITO DEL POPOLO – FORZA DEL POPOLO, aspetto altri lumi.

     

     

  • 69
    Claudio Maffei

    Sto parlando appunto di fatti. Per fare i fatti bisogna esserci, non ci sono ne santi ne madonne che tengano. bisogna essere al posto di quelli che i fatti non li fanno o li fanno male.

    Altrimenti tutto rimarrà chiacchiera. Tante belle inutile chiacchiere. Masturbazioni al pc.

    ok. la protesta. è dal 68 che si protesta senza combinare na mazza.

    questi sono fatti.

  • 68
    Elson

    Ho guardato il video, di fronte al quale non ho oggettivamente i mezzi per decidere se le cose dette siano veritiere e/o attendibili.

    Per il momento opto per il referendum abrogativo/alternativo, perché ritengo sia comunque migliore dell’accettazione passiva del Governo Monti imposto da Napolitano, Bersani, Berlusconi, Fini, Casini, Di Pietro, Vendola.

    La mia contrarietà verso la manovra Napolitano-Monti, Bersani, Berlusconi, Fini, Casini, Di Pietro, Vendola nasce da considerazioni apparentemente molto semplici e molto terra-terra.

    La prima è che, guardando la mia vita, e quella dei mie genitori, non riesco proprio a convincermi, con tutta la buona volontà possibile, che noi si abbia contratto, insieme agli altri italiani, ben 1.900 euro di debito pubblico.

    Non dico che il debito, in quanto tale, non possa essere reale!

    Ma, se mi è permesso, prima di pagare un conto, questo conto lo vorrei almeno vedere!

    Se vado in pizzeria, il conto, prima di pagarlo, lo voglio vedere eccome!

    “2 coperti, una margherita, una 4 stagioni, due coca cola”: totale: 1.900MLD di euro?

    Prima di pagare il conto, questa volta, se mi è permesso, voglio vedere le voci che lo determinano!

    Le voglio vedere, le voci del debito pubblico, perché sono convinto che il debito pubblico non è stato determinato certo da cose come il salario dell’operaio addetto in un’azienda tessile, che produceva tessuti venduti poi all’estero, come esportazione!

    Sospetto invece che il debito pubblico, o una parte di esso, sia stato determinato piuttosto dalla realizzazione di opere pubbliche, avvenuta, e non a caso, senza controlli: quelle opere pubbliche durate 10 volte il previsto, e costate 100 volte il preventivato.

    Di fronte a questa eventualità, del DP determinato dal magna-magna, ad es.,  sulle opere pubbliche, potrei anche accettare di sobbarcarmi l’onere di doverlo pagare: ma come minimo voglio vedere dei responsabili, fosse pure soltanto alcuni di questi, finire in galera!

    Ognuno paghi per la sua parte! Chi lavorando 6 anni di più, chi finendo i galera!

    Io, di pagare il DP, non essendo convinto di averlo determinato, senza conoscere almeno il primo 20%, numericamente parlando, delle voci con gli importi più significativi, e senza che si inverta la rotta, ovvero senza che nessuno paghi per le responsabilità dello sfascio in cui ci troviamo, non ci penso nemmeno lontanamente!

    Inoltre, e non ho paura a dirlo, sospetto (per rimanere sul soft), che parte del DP sia stata determinata dalle consorterie di partito.

    Trovo che in Italia sia costume ricambiare il voto, con altri titpi di favori, come il “sistemre” i sodali di casacca soprattutto nei ruoli istituzionali, nella PA, nonché in tutte quelle imprese pseudo-private che vivono e campano grazie alla benevolenza e alla discrezionalità dei partiti. Partiti ai quali, in cambio di benevolenza e discrezionalità, quelle ditte pseduo-private, dovranno necessariamente dare in cambio qualcosa: posti di lavoro.

    Io, di pagare il DP determinato anche da enti, uffici, fondazioni, consorzi, partecipate, istituzioni, associazioni, “formule” che altro non sono se non il mezzo attraverso il quale la politica foraggia le proprie consorterie, rigorosamente con i soldi pubblici, non ne ho nessunissima intenzione!

    Di pagare il debito pubblico, con mio figlio dignitosamente diplomatosi o laureatosi, che annaspa per trovare lavoro, mentre il figlio del mio vicino di casa è stato assunto, per chiamata diretta, in una partecipata comunale (invento!), partecipata  dalla quale, al momento opportuno, il socio privato si è defilato, facendo così in modo che tutti i dipendenti, senza aver fatto nessun concorso, diventassero automaticamente dipendenti pubblici, non ne ho la minima intenzione!

    Proprio ad essere buoni, prima si dovranno cacciare tutti gli imbucati, i raccomandati, “i clienti”, i parentadi (ed è già tanto se non gli si chiedono i danni!), anche con un’operazione non tanto precisa, ma che sia simbolica e significativa, e poi, forse, allora potrei prendere in considerazione di farmi carico di sobbarcarmi il DP!

    Serve, in altre parole, più  che un segnale di discontinuità: serve una garanzia!

    E l’unica garanzia per il futuro, è nel fare giustizia del passato.

     

    Inoltre, non posso accettare non tanto il fatto che Napolitano proponga/imponga un suo esecutivo: il Governo Monti: quanto che a vagliare l’operato di tale Governo ci sia un Parlamento assolutamente delegittimato a farlo!

    Infatti si tratta di un Parlamento che ha origine nelle elezioni del 2008, dove i partiti politici si presentarono in coalizioni, e con programmi, che letteralmente non esistono più!

    Il PD con l’IdV, ad esempio, in una coalizione guidata da Veltroni!

    Cos’è: “roba che se magna”?

    Ora, non c’è cosa al mondo che potrà convincermi sul fatto che il PD, che PERSE le elezioni del 2008, sia oggi legittimato dai voti presi allora, in quella occasione totalmente diversa dall’attuale, per uno specifico programma congruo per quello specifico contesto… che il PD sia legittimato a stare in maggioranza, e che con quei voti del 2008 sostenga, senza vergogna, senza pudore. un Governo NON ELETTO dal popolo, un Governo di Nominati in un Parlamento di Nominati, e che soprattutto con quei voti del 2008, avendo PERSO le elezioni, ci sostenga il programma di detto esecutivo di nominati! Programma che non ha assolutamente niente a che vedere con quello che il PD poté presentare nel 2008!
    Perché se fosse legittima questa posizione del PD: e se fossero legittime le preveggenze di Napolitano, il suo Governo di Nominati, il Parlamento del 2008 a sostenerlo, semplicemente di votare non ce ne sarebbe più bisogno in assoluto!

    Se l’attuale situazione fosse autenticamente Democratica, avremmo raggiunto quella perfezione tale per cui votare, anche nel prossimo futuro, non servirebbe assolutamente!

    Ci potranno pensare, anche per il futuro, gli stessi Napolitano, Monti, Bersani, Berlusconi, Fini, Casini, Di Pietro, Vendola, a governarci: votare, per fare cosa?

    Peccato che non votare, l’inutilità del voto, guarda caso, è proprio spiccata caratteristica dei regimi dittatoriali!

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